Si nascondeva in giro per l'Europa da nove anni, ladro di rame arrestato al confine
Il 45enne penetrava di notte in siti dove erano installati impianti di pannelli fotovoltaici, danneggiando le linee e le componenti elettriche, asportando centinaia di metri di cavi di rame. Ben 35 sono stati i latitanti arrestati negli ultimi mesi dai carabinieri di Aurisina sotto la guida del Capitano Curreri.
Il 45enne è stato fermato durante i controlli di retrovalico dei carabinieri di Aurisina nella mattinata del 6 marzo. In questa occasione i militari della stazione di Prosecco, facenti capo alla compagnia di Aurisina, hanno individuato e arrestato l'uomo nei pressi del confine a bordo di un autobus proveniente dalla Spagna e diretto in Romania. L’individuo, già noto alle autorità italiane, era stato infatti oggetto di indagine da parte del nucleo operativo e radiomobile della compagnia Carabinieri di L’Aquila e, dopo le indagini coordinate dalla Procura del capoluogo abruzzese, il Gip aveva disposto a suo carico la cattura ed era stato posto agli arresti domiciliari. Misura mai eseguita in quanto il soggetto aveva fatto perdere le proprie tracce, facendo così scattare un decreto di latitanza. Da allora, per quasi un decennio, era sfuggito alle forze dell'ordine muovendosi con discrezione tra vari paesi europei.
Secondo le indagini, il latitante aveva trovato rifugio all’estero, non facendo più rientro in Italia se non per tornare in Romania, ma nell'ultimo di questi viaggi è stato intercettato. Alla vista dei militari, il latitante ha mantenuto un atteggiamento apparentemente tranquillo, ma i controlli incrociati sulle banche dati hanno rivelato immediatamente la sua reale identità. E' stata quindi informata la sezione penale della Corte d’Appello di L’Aquila, che ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con la custodia in carcere, che è stata immediatamente eseguita.
La Compagnia di Aurisina ha un primato: ben 35 sono stati i latitanti arrestati negli ultimi mesi dai militari sotto la guida del Capitano Curreri. Di questi, più della metà sono stati controllati mentre viaggiavano a bordo di autobus di linea nel tentativo di attraversare, in entrata o in uscita dal territorio nazionale, i valichi al confine con la Slovenia. A volte i latitanti viaggiano a bordo di auto private che, quando riescono a passare indenni la frontiera, vengono fermati e arrestati durante i controlli disposti sulle strade della provincia.
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Carabinieri controlli retrovalico
https://www.triesteprima.it/cronaca/carabinieri-controlli-retrovalico.html
© TriestePrima
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