PARROCCHIE. BORDIN A S.GIORGIO NOGARO: SCRIVERE NUOVE PAGINE DI STORIA
22.03.2025
14:36
Il 2 agosto del 1835, l'Arcivescovo Di Udine Emanuele Lodi, erigeva la chiesa filiale di San Giorgio di Nogaro in parrocchiale, staccandola dalla Pieve di Porpetto. Don Valentino Amedeo Rizzi fu il primo parroco, seguito da molti altri fino ai giorni nostri, con monsignor Igino Schiff. Lungo anche l'elenco dei sacerdoti cooperanti che hanno affiancato la vita pastorale della comunità.
"Quando parliamo della storia della nostra parrocchia, parliamo di un patrimonio collettivo" - ha ribadito il presidente del Consiglio regionale del Fvg, Mauro Bordin, intervenuto alla presentazione questa mattina a San Giorgio di Nogaro -. "La parrocchia era il luogo dove nei paesi ci si incontrava, dove si cresceva insieme. Oggi tutto questo sembra più fragile: celebriamo molti funerali e pochi battesimi, e anche i ritmi della vita lavorativa, sempre più frenetici e dispersi, incidono sul senso di comunità".
"È vero, viviamo in un tempo in cui la visione del mondo si è allargata. Per chi sente un legame profondo, quasi romantico, con il proprio paese e con la propria gente, c'è un po' di nostalgia. Tuttavia, dobbiamo guardare al futuro con fiducia. I giovani di oggi hanno uno sguardo diverso sul mondo, e dobbiamo rispettarlo. La memoria del passato - ha aggiunto il presidente del Cr - non va dimenticata, ma affiancata dalla volontà di continuare a scrivere, anche noi, nuove pagine di storia. Perché il territorio vive se qualcuno continua a raccontarlo e ad abitarlo con cuore e passione".
Importanti e sentiti sono stati i pensieri espressi da monsignor Igino Schiff che Ha ricordato come "accanto ai grandi eventi della storia che sembrano passare sopra le nostre teste, siano proprio le storie 'piccole', quelle quotidiane, vissute nella comunità, a fare davvero la differenza". Schiff ha parlato del "tempo di passaggio che stiamo vivendo, con un paese che non è più quello di una volta: fisicamente più esteso, ma anche cambiato nelle relazioni e nei modi di pensare. Un cambiamento radicale e veloce che porta con sé sfide, ma anche opportunità, come una migliore qualità della vita, la vitalità del mondo dell'associazionismo e il valore della libertà".
Il presidente dell'associazione Ad Undecimum, Lodovico Rustico, si è soffermato sull'importante ruolo educativo svolto dai cappellani a cui venivano affidati i giovani che "hanno fatto crescere nel rispetto e nel profondo senso di identità e di appartenenza alla comunità".
Prezioso il contributo dello storico Marco Sicuro che ha ripercorso la storia della Pieve di Porpetto, dalla sua prima menzione documentata nel 1247 fino al distacco della chiesa di San Giorgio. Toccante anche l'intervento della prof.ssa Maria Fanin che ha rievocato momenti dell'infanzia nel dopoguerra, quando i bambini giocavano nel cortile della parrocchia, luogo in cui prendeva forma il senso autentico di comunità. L'assessore comunale Caterina Taverna, accompagnata dalla collega Michela Pizzin, ha portato i saluti dell'amministrazione comunale, sottolineando la vicinanza delle istituzioni alla vita della parrocchia.
L'evento è stato allietato dalle musiche di Paolo Scozziero e Massimo Polidori, che hanno accompagnato i vari momenti della mattinata.
br ACON/AD-sm