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venerdì 14 marzo 2025

L’icona giubilare delle Misericordie ha fatto tappa a Villanova di San Giorgio 12 Marzo 2025

 


Al termine di un pellegrinaggio che ha toccato tutte le sedi della Fraternità del Triveneto (Bolzano, Trento, Longarone e Cormons) e di altre regioni italiane, domenica 2 marzo l’icona giubilare delle Misericordie ha fatto tappa a Villanova di San Giorgio, ospite della Misericordia della Bassa Friulana che nelle vicinanze della chiesa parrocchiale ha la propria sede operativa.

L’icona è costituita da una croce di legno di ulivo posizionata su un rilievo raffigurante il Golgota; alla base, l’immagine della Madonna della Misericordia di Piero della Francesca che apre il suo manto per dare riparo alle persone bisognose di aiuto, porta inciso il motto del Giubileo “Pellegrini di Speranza” a simboleggiare il viaggio spirituale che ogni credente compie nella vita. È riportata la parola “Pace” in 18 lingue, rappresentando così l’universalità del messaggio di pace che le Misericordie intendono diffondere.

L’icona – simbolo di fede e di solidarietà che racchiude in sé i profondi valori che animano i volontari della Fraternita della Misericordia unendo la tradizione religiosa con l’impegno sociale – è nata dal desiderio di “far vivere” il Giubileo coinvolgendo tutte le realtà in un percorso che ha attraversato l’intera penisola, dopo la benedizione impartita da Papa Francesco il 15 gennaio.

Nel corso della santa Messa, celebrata dal parroco mons. Igino Schiff, alla presenza dei volontari delle stazioni di San Giorgio e Flambro e di numerosi fedeli, i volontari hanno rinnovato l’impegno a perseverare nella loro missione di aiuto ai più deboli e bisognosi, oltre che di promozione dei valori di amore e solidarietà nello spirito di servizio che caratterizza il sodalizio.

L’icona è quindi ripartita per proseguire il suo viaggio verso Roma dove, dopo aver visitato oltre 700 sedi italiane della Misericordia e accolta da più di 160.000 volontari, l’8 e il 9 marzo si è svolto il Giubileo del Volontariato.

Flavio D’Agostini

mercoledì 15 gennaio 2025

Parolin in Giordania consacra la Chiesa del battesimo di Gesù

Parolin in Giordania: tacciano le armi! Cercare la pace e la convivenza tra i popoli

Clicca sul titolo per leggere l'intero articolo corredato delle foto scattate nell'occasione

Il segretario di Stato presiede la Messa per la consacrazione della nuova chiesa del Battesimo di Gesù, in Giordania. Forte il suo appello al cessate-il-fuoco nella regione, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto del diritto umanitario: "Il cuore dei responsabili delle nazioni si lasci convincere a cercare la pace e la convivenza tra i popoli. Non sia la violenza a determinare il nostro futuro". Il patriarca Pizzaballa: "Preghiamo per quanti soffrono per la mancanza di pace"

Isabella Piro – Città del Vaticano

Con un richiamo forte e sentito alla pace e alla speranza, il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, legato pontificio in Giordania, ha presieduto stamani, 10 gennaio, la Messa per la consacrazione della nuova chiesa del Battesimo di Gesù, situata sul fiume Giordano (Al-Maghtas), nel luogo in cui Giovanni Battista battezzò il Figlio di Dio.

Nella sua omelia - pronunciata in lingua araba da un lettore - il porporato ha sottolineato come la propria presenza odierna nel Paese, voluta dal Papa, rappresenti "un segno tangibile della vicinanza di tutta la Chiesa alle comunità cristiane del Medio Oriente". Una prossimità, ha aggiunto, espressa "in molti modi in questi ultimi mesi, mesi dolorosi e di guerra, soprattutto attraverso le parole di Francesco".

Un seme di speranza

Al riguardo, il segretario di Stato ha fatto riferimento alla lettera che il Pontefice ha inviato ai cattolici del Medio Oriente il 7 ottobre 2024 e nella quale ha messo in luce la loro vocazione ad "essere un seme di speranza, un seme piccolo, un seme circondato dal buio, ma un seme che porta frutto". Per questo, il cardinale Parolin ha esortato tutti a "non lasciarsi vincere dalle gravi difficoltà di questo momento, nella fiducia che Dio governa la storia degli uomini, anche se questa porta i segni della violenza, del peccato e della morte".

La violenza non determini il futuro

Pur nella consapevolezza dell’attuale momento storico che la regione sta vivendo, tra tanti "sconvolgimenti seri", il porporato ha al contempo ribadito l’importanza che "anche i cristiani possano dare il loro contributo a una società giusta e pacifica". Di qui il suo sguardo si è rivolto "al di là del Giordano" e, guardando in quella direzione, Parolin ha chiesto "che tacciano le armi, che si liberino prigionieri ed ostaggi, che sia garantito il diritto umanitario, che il cuore dei responsabili delle nazioni si lasci convincere a cercare la pace e la convivenza tra i popoli". Perché, ha rimarcato, "non deve essere la violenza a determinare il nostro futuro!".

Invocare la vera pace

Soffermandosi, poi, sulla specificità geografica del sito del Battesimo di Gesù, che rappresenta "il luogo più basso della terra", nel quale si avverte "tutta la sofferenza dei conflitti e della disumanità e del peccato", il legato pontificio ha affermato che tuttavia è proprio da questo luogo in cui "si è aperto il cielo" che viene invocato "il dono della pace, quella vera, che nasce nei cuori e si diffonde in tutto il tessuto sociale".


Le tappe fondamentali per la costruzione della Chiesa

Il porporato ha ricordato anche alcune tappe fondamentali per la costruzione del nuovo tempio: l’identificazione del luogo del Battesimo di Gesù, avvenuta negli anni ’90 del secolo scorso per opera del francescano archeologo Michele Piccirillo; il 25° anniversario del sito come "luogo di pellegrinaggio" e la benedizione della prima pietra, avvenuta per mano di  Benedetto XVI nel corso della sua visita in Terra Santa nel 2009. Perciò, ha aggiunto il cardinale, bisogna rendere grazie a Dio non solo per la nuova chiesa, ma anche per il suo essersi "fatto uomo ed essere passato in mezzo a noi, proprio in questa regione della terra, in questa Terra Santa".


Un luogo di pellegrinaggio

"Siamo cristiani perché siamo battezzati", ha aggiunto il segretario di Stato. "Nel Battesimo il dono dello Spirito santo ci purifica dal male, ci fa figli di Dio, ci trasforma interiormente, ci permette di avere in noi la vita di Dio  - ha proseguito -. Il nostro Battesimo è in noi l’inizio della vita immortale. Anche per i Padri della Chiesa, proprio il passaggio del popolo eletto attraverso il Giordano è simbolo del nostro passaggio alla vita eterna attraverso l’acqua del Battesimo". In quest’ottica, il porporato ha auspicato che il nuovo santuario possa divenire "un luogo privilegiato per ogni fedele per rinnovare il proprio Battesimo, la propria adesione a Cristo morto e risorto, non solo con le parole, ma con tutta la vita". Il pensiero del celerante è andato quindi al Giubileo della speranza, appena iniziato: "Un anno di perdono e di misericordia, è occasione propizia per il pellegrinaggio" alla nuova chiesa.




sa di consacrazione d

mercoledì 9 ottobre 2024

Preghiera per l'8 ottobre 2024 (Serafino Falvo)

 Mio Dio, com'è assurda la mia vita

senza il dono della fede!

Una candela fumigante è la mia intelligenza.

Un braciere colmo di cenere è il mio cuore.

Una fredda e breve giornata d'inverno è la mia esistenza.

Dammi la fede!

Una fede che dia senso al mio vivere,

forza al mio cammino,

significato al mio sacrificio,

certezze ai miei dubbi.

speranza alle mie delusioni,

coraggio alle mie paure,

vigore alle mie stanchezze,

sentieri ai miei smarrimenti,

luce alle notti del mio spirito,

riposo e pace alle ansie del cuore.

giovedì 3 ottobre 2024

Preghiera del 26 settembre di Antonio Rungi

 Dio della pace,

Allontana da noi l'incubo della guerra,

della violenza, del terrorismo di qualsiasi matrice,

e fa' che quanti professano la fede in Dio

non alzino mai la mano contro Caino.


Dio della serenità,

dona ai nostri giorni

e a tutte le persone del mondo

una vita tranquilla e senza affanni,

durante la quale possiamo sperimentare

il tuo amore paterno

e la tua Provvidenza,

senza limiti di spazio e di tempo.


Fai scendere, o Gesù, principe della pace,

sul volto di quanti soffrono,

nel corpo e nello spirito,

il tuo sorriso divino,

fatto di serena disponibilità

alla volontà di Dio.


La Vergine, Madre della gioia,

che ha sperimentato la vera felicità,

incontrando il tuo volto gioioso,

nel temp e nell'eternità,

interceda per questa umanità,

perchè recuperi il dono della gioia e della pace,

amando questa terre con un cuore materno,

aperto alla felicità che non ha tempo.

Amen

mercoledì 2 ottobre 2024

Vatican News 1 ottobre 2024

 


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Vatican News

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01/10/2024

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Il Papa a San Pietro per la veglia penitenziale alla vigilia dell'apertura del Sinodo
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Gli appelli dei Pontefici contro la guerra si sono intrecciati con la storia delle Nazioni Unite 

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Il rappresentante permanente presso l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, monsignor Richard Gyhra, intervenuto a Varsavia alla sessione ... 

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domenica 22 settembre 2024

Vatican News 22 settembre 2024

 


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22/09/2024

Ucraina, gli effetti dei bombardamenti russi di ieri su Kharkiv
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Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco invita a pregare sempre per la “martoriata” Ucraina, la Palestina, Israele, il Myanmar, e i tanti Paesi che sono in guerra. E chiede un impegno concreto per le condizioni di chi è in carcere, perché “ognuno può sbagliare”, ma deve poter “riprendere una vita ... 

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Francesco, dopo l’Angelus, ha ricordato con dolore l’uccisione di Juan Antonio López, “delegato della Parola di Dio, coordinatore della pastorale sociale della ... 

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All’Angelus il Papa invita a riconoscere il volto di Gesù nei piccoli. Il segreto per essere grande è mettersi al servizio di tutti 

Un migrante
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Pubblichiamo la prefazione del Papa al libro di don Mattia Ferrari dal titolo “Salvato dai migranti. Racconto di uno stile di vita”. Nel volume, pubblicato nei ... 

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Il nunzio apostolico in Siria, cardinale Mario Zenari, nell’omelia di oggi presso la parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci, di cui è ... 

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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