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Lo scriba e la quaresima 2026 ...il salmo della liturgia di oggi

Salmo 1: Giombini, Salmi per il nostro tempo


 Io con voi mi trovo bene

Perché siete sinceri, come meIo con voi sono felicePerché amate la pace, come me
Come alberi piantati lungo un fiumeNoi aspettiamo la nostra primavera!Come alberi piantati lungo un fiumeDaremo i nostri frutti!
Come alberi piantati lungo un fiumeNoi aspettiamo la nostra primavera!Come alberi piantati lungo un fiumeDaremo i nostri frutti!
Io con voi mi sento fortePerché odiate la violenza, come meIo per voi darei la vitaPerché amate la vita, come me
Come alberi piantati lungo un fiumeNoi aspettiamo la nostra primavera!Come alberi piantati lungo un fiumeDaremo i nostri frutti!

Vatican News 8 febbraio 2026

 

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Vatican News

Le notizie del giorno

08/02/2026

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Leone XIV al termine dell'Angelus invita a pregare per la pace, ricorda le violenze in Nigeria riesplose in questi giorni. Dopo aver fatto riferimento alla Giornata mondiale della tratta, il Pontefice esprime vicinanza alle popolazioni di Portogallo, Marocco, Spagna e Italia colpite da inondazioni e ... 

Papa Leone XIV all'Angelus di questa domenica
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Prima della recita della preghiera mariana dell’Angelus, in questa quinta domenica del Tempo ordinario, il Papa sottolinea che anche quando le ferite della vita ... 

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Nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, prima dell'Angelus, Leone loda la "solerte gestione" di dirigenti e personale impegnati nel decoro delle aree e ... 

SANTA SEDE

L'omelia del cardinale Parolin nel santuario marino di Monte Berico, sul colle sopra Vicenza
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Il segretario di Stato Vaticano ha presieduto oggi pomeriggio, 8 febbraio, una Messa solenne nel santuario mariano di Monte Berico, sopra Vicenza, per l’avvio ... 

CHIESA NEL MONDO

Sfollati per gli scontri nel Kivu
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Oscilla tra i 25 e i 35 morti il bilancio delle vittime di un attacco avvenuto ieri a Gelumbe. "E' un orrore pianificato che prosegue nel silenzio ... 

Suor Abby Avelino, coordinatrice di Talitha Kum
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In occasione della 12ma, odierna, Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, suor Abby Avelino, coordinatrice Internazionale ... 

Le sbarre di un carcere
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Per i suoi 12 anni da volontaria tra i detenuti dell’istituto romano di Rebibbia, la religiosa della Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo ... 

PRIMO PIANO

Le immagini di un recente attacco nel villaggio nigeriano di Kaiama
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Non si ferma la scia di violenza e di rapimenti nella parte settentrionale del Paese dell'Africa occidentale. L’arcidiocesi cattolica di Kafanchan ha confermato ... 

Urne aperte l'8 febbraio in Thailandia
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Urne aperte per le elezioni parlamentari anticipate, dopo le recenti tensioni con la Cambogia. In una lettera pastorale i vescovi thailandesi hanno incoraggiato ... 

Forze di sicurezza controllano l'ufficio del premier a Port-au-Prince
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Il premier Fils-Aime diventa l'unica autorità politica con poteri esecutivi nel Paese caraibico, mentre si attendono elezioni che mancano da dieci anni e ... 

Le conseguenze di un attacco sulla città ucraina di Kramatorsk
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Non si fermano gli attacchi di Mosca sul territorio ucraino, mentre c'è attesa per i prossimi negoziati trilaterali che dovrebbero tenersi nei prossimi giorni a ... 

Il palazzo delle Nazioni Unite a New York
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Di fronte all’odierna fragilità del multilateralismo, si rende necessario agire rapidamente. “Riformare è un passo necessario”, spiega Giampaolo Silvestri, ... 

Studenti partecipano al progetto Smart 2060
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Un progetto di educazione alla cittadinanza globale che unisce scuola, sostenibilità e inclusione per affrontare le sfide del cambiamento climatico. ... 


Quando nel 1938 il fascismo promulgò le leggi razziali io avevo tredici anni ...

 Andrea Camilleri ricorda l'incontro con il compagno di scuola ebreo dopo la guerra ...



“Quando nel 1938 il fascismo promulgò le leggi razziali io avevo tredici anni e frequentavo la terza ginnasio. Fin dal primo anno avevo stretto amicizia con un compagno di classe che si chiamava David Perna, ma che tutti, chissà perché, chiamavamo Pippo.

Una mattina, alla fine delle lezioni, Pippo mi chiamò in disparte e mi disse che dal giorno seguente non avrebbe più frequentato la scuola. Siccome era figlio di un ferroviere, pensai che suo padre fosse stato trasferito altrove.
Ne volli conferma: «Tuo padre è stato trasferito?» gli domandai. «No, – rispose – nemmeno papà potrà più lavorare.» «Ma perché?» Ebbe un sorriso amarissimo. «Perché siamo ebrei.»
Ci abbracciammo.
Tornai a casa per l’ora di pranzo e subito, dopo aver detto a papà e a mamma che il mio amico Pippo non avrebbe più frequentato la scuola perché ebreo, chiesi a papà che cosa significasse, perché fino a quel momento io ero sinceramente all’oscuro delle leggi razziali.
Papà era stato squadrista e marcia su Roma, vale a dire che era un perfetto fascista della prima ora; ma a sentire quella mia domanda si alterò visibilmente, divenne rosso in faccia e mi disse delle parole che non ho mai scordato e delle quali gli sono eternamente grato: «Non è vero che gli ebrei sono diversi da noi, sono esattamente come noi. Questa storia della razza, Mussolini ha dovuto tirarla fuori solo per allinearsi col suo amico Hitler. Tu non devi crederci. E non ti lasciare mai convincere diversamente».
Naturalmente negli anni che seguirono non ebbi più notizie di Pippo; ma quando, finita la guerra, cominciammo a leggere dell’Olocausto e, peggio ancora, vedemmo i documentari sui campi di concentramento e di sterminio dei nazisti, l’immagine del mio amico Pippo cominciò a tormentare i miei giorni e le mie notti, lo confesso con tutta sincerità.
Certe volte mi svegliavo di colpo in piena notte chiedendomi che fine avesse fatto il mio amico, se fosse stato catturato dai tedeschi e inviato in uno di quegli orrendi campi, o se fosse in qualche modo riuscito a sopravvivere.
Mi rimisi in contatto telefonico da Roma con qualche vecchio compagno di scuola: nessuno seppe darmi notizie di Pippo.
Avevo una vecchia foto di gruppo della seconda ginnasiale: in quella foto lui e io stavamo sorridenti l’uno accanto all’altro. Ogni tanto andavo a riguardarmela.
Il pensiero del mio amico ebreo scomparso nel nulla fu sempre presente nella mia memoria.
Alla fine degli anni Ottanta un mio spettacolo allestito al teatro greco di Tindari, Il ciclope di Euripide, tradotto in dialetto siciliano da Luigi Pirandello, arrivò a Roma al Teatro Tenda, che allora sorgeva in piazza Mancini.
Nella capitale la rappresentazione ebbe alla prima un buon successo e io ogni sera, due ore avanti che iniziasse lo spettacolo, mi recavo in teatro un po’ per controllare se tutto fosse a posto e un po’ per informarmi con le cassiere di come andasse l’affluenza del pubblico.
La sera della quinta replica, una delle cassiere mi disse che c’era un signore che aveva chiesto di me e che, avendo saputo che io sarei arrivato da lì a poco, si era allontanato avvertendo che sarebbe ritornato.
Non aveva detto il suo nome.
Aveva appena finito di parlare, che la cassiera mi indicò un uomo che stava entrando. «Eccolo, è lui.»
Gli andai incontro: era un perfetto sconosciuto.
“Sono Andrea Camilleri, cercava me?”
L’uomo, che era di piccola statura, molto ben vestito, mi guardò a lungo, non rispondendo subito alla mia domanda.
Poi, a sua volta, chiese: «Lei è Nené Camilleri?».
“Sì – risposi –, ma lei chi è?”
Di scatto l’uomo mi gettò le braccia al collo, mi strinse forte, mi disse all’orecchio: «Sono Pippo Perna» .E ci ritrovammo tutti e due abbracciati con le lacrime agli occhi.
“Sono di passaggio» mi disse. «Ho due ore di tempo.”Di comune accordo andammo in un caffè vicino, ci sedemmo a un tavolo.
Mi raccontò che nel ’38 avevano lasciato Agrigento, che con suo padre e sua madre erano andati a rifugiarsi presso uno zio che possedeva dei campi nella Sila, in Calabria.
Suo padre aveva lavorato nei campi del fratello, sua madre si era messa a fare la sarta, e così erano riusciti a sopravvivere.
Lui aveva continuato a studiare prendendo lezioni private dal parroco del paese, dove tutti avevano finto di non sapere che la famiglia Perna era ebrea.
Così erano riusciti a scamparla.
Lui, finita la guerra, aveva dato tutti gli esami che non aveva potuto sostenere durante il fascismo, poi si era iscritto all’università, dove si era laureato in ingegneria.
Era venuto a Roma per affari, quando aveva visto un manifesto teatrale col mio nome.
Nelle due ore ci raccontammo freneticamente tutto quello che era accaduto alle nostre due vite.
Aveva un treno per Milano, l’accompagnai alla stazione.
Restammo a parlare fino a quando un fischio lungo annunciò la partenza del treno; ci guardammo commossi, tornammo ad abbracciarci.
Poi lui montò nello scompartimento e restammo a salutarci con la mano, fino a quando non sparì dalla mia vista.
Da quel momento in poi Pippo scomparve dai miei sogni.”
Andrea Camilleri- da “Certi momenti”✍️

Angelus della Festa del Battesimo del Signore - Domenica 11 gennaio 2026

 

Papa Leone XIV all'AngelusPapa Leone XIV all'Angelus

Il Papa: in Iran e Siria si coltivi con pazienza il dialogo e la pace

A fine Angelus, Leone XIV rivolge un pensiero all'Iran, teatro di proteste e di violente repressioni, e alla Siria, dove proseguono gli scontri tra esercito governativo e milizie curde: "Perseguire il bene comune dell’intera società". Invoca poi pace in Ucraina, al buio e al freddo a causa dei "gravi" raid russi: "Cessare le violenze e intensificare gli sforzi per la pace". Il Pontefice prega per i bimbi nati in condizioni più difficili, "sia di salute sia per i pericoli esterni"

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano

È una grave preoccupazione quella che Leone XIV esprime dalla finestra del Palazzo Apostolico per il Medio Oriente, in preda ancora a conflitti e violenze. Il pensiero del Papa all’Angelus di oggi, 11 gennaio, è soprattutto per Iran e Siria, "dove - afferma - persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone".

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLE PAROLE DI PAPA LEONE XIV DOPO L'ANGELUS

L’Iran, teatro di una ondata di proteste senza precedenti iniziate a fine dicembre e in corso per il quattordicesimo giorno consecutivo, con quasi duecento città coinvolte in tutte le 31 province iranian. Il bilancio – stando alle Ong – è di circa 190 vittime tra i manifestanti, a causa della feroce repressione del regime, e di oltre 2 mila arresti. In Siria, invece, continuano gli scontri ad Aleppo tra l’esercito governativo e le milizie curde delle Forze democratiche siriane (Fds) che hanno provocato morti e feriti.

Leone XIV invoca pace, tregua, dialogo, stop alle violenze.

“Auspico e prego che si continui con pazienza, il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società”

Pace in Ucraina

Una supplica accorata il Papa la eleva anche per l’Ucraina, dove non si fermano i raid russi a edifici e infrastrutture (secondo il governo di Kyiv, ci sono stati 1100 droni e 890 bombe in una sola settimana), che hanno lasciato intere città al buio e al freddo. Leone XIV stigmatizza questi "nuovi attacchi particolarmente gravi" che, "mentre il freddo si fa più duro", colpiscono "pesantemente" la popolazione civile. Rilancia quindi l’appello perché possa terminare questo orrore nel Paese. 

Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a cessare le violenze e intensificare gli sforzi per arrivare alla pace

La benedizione ai bambini battezzati

Al momento dei saluti dopo l’Angelus, il Pontefice, nel giorno della festa del Battesimo del Signore, estende la benedizione a tutti i bambini che sono stati battezzati nella Cappella Sistina questa mattina e anche a quelli che riceveranno il Sacramento in questi giorni "a Roma e nel mondo intero".

In modo particolare prego per i bimbi nati in condizioni più difficili, sia di salute sia per i pericoli esterni. La grazia del Battesimo, che li unisce al mistero pasquale di Cristo, agisca efficacemente in loro e nei loro familiari

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

vatican news 22 febbraio 2026

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