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Vi incoraggio a proseguire con entusiasmo e vi benedico...Il Papa ai Neocatecumenali

 

Il Papa ai Neocatecumenali: grazie per il bene alla Chiesa. Avanti uniti, senza chiusure


Leone XIV riceve i responsabili del Cammino Neocatecumenale, realtà ecclesiale diffusa in tutto il mondo. Presente l'iniziatore Kiko Argüello e alcune delle famiglie in missione nei cinque continenti. A loro il grazie del Pontefice che incoraggia l'opera di evangelizzazione e di accompagnamento a persone e comunità. Dal Papa anche il monito a non separarsi dal "resto del corpo ecclesiale" e ad evitare rigidità e moralismi

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano

Anzitutto la profonda gratitudine per aver risvegliato “il fuoco del Vangelo” e “la gioia della fede” nel mondo attraverso l’evangelizzazione, le catechesi, l’accompagnamento a persone e comunità. Poi l’incoraggiamento alle famiglie che partono in missione, anche in territori lontani e difficili, con l’unico desiderio di essere “testimoni dell’amore di Dio”. Infine alcune raccomandazioni a preservare l’unità e la comunione, a superare ogni chiusura, come pure a “forme di costrizione, rigidità e moralismi”. Papa Leone XIV incontra il Cammino Neocatecumenale, realtà ecclesiale iniziata negli anni ’60 da Kiko Argüello e Carmen Hernández in Spagna e da lì ramificata, lungo oltre cinquant’anni, in tutti e cinque i continenti con piccole comunità che seguono un percorso di riscoperta del Battesimo.



L’udienza si svolge nell’Aula della Benedizione del Palazzo Apostolico vaticano. Presenti circa mille membri e rappresentanti del Cammino, guidati dai responsabili dell’équipe internazionale: oltre a Kiko, anche María Ascensión Romero e don Mario Pezzi. Presenti pure vescovi e sacerdoti e le diverse équipe itineranti. Quelle che - dice Leone XIV nel suo discorso - sono “composte da famiglie, catechisti e sacerdoti” e “partecipano alla missione evangelizzatrice di tutta la Chiesa”. Esse, afferma il Papa citando il predecessore Francesco, “contribuiscono a ‘svegliare’ la fede dei non cristiani che non hanno mai sentito parlare di Gesù Cristo, ma anche di tanti battezzati che, pur essendo cristiani, hanno dimenticato chi è Gesù Cristo”.



LEGGI QUI IL TESTO DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV AI RESPONSABILI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Annunciare il Vangelo nel mondo

Proprio guardando a quest’opera di evangelizzazione, da parte del Pontefice statunitense c’è la gratitudine per la missione che i neocatecumenali svolgono da decenni:

Annunciare il Vangelo al mondo intero, perché tutti possano conoscere Cristo

Una missione, anzi, un “desiderio” che ha animato e alimentato la vita, il carisma, le opere di evangelizzazione di questo itinerario di fede, come anche le catechesi che – afferma Leone – “rappresentano un prezioso contributo per la vita della Chiesa”.

A tutti, specialmente a quanti si sono allontanati o a coloro la cui fede si è affievolita, voi offrite la possibilità di un itinerario spirituale attraverso il quale riscoprire il significato del Battesimo, perché possano riconoscere il dono di grazia ricevuto e, perciò, la chiamata ad essere discepoli del Signore e suoi testimoni nel mondo.


Il grazie alle famiglie

Il Papa sottolinea come il Cammino Neocatecumenale abbia “acceso il fuoco del Vangelo laddove sembrava spegnersi” e ha accompagnato “molte persone e comunità cristiane, risvegliandole alla gioia della fede, aiutandole a riscoprire la bellezza di conoscere Gesù e favorendo la loro crescita spirituale e il loro impegno di testimonianza”. In particolare, il suo grazie va alle famiglie che hanno lasciato “le sicurezze della vita ordinaria” e sono partite in Paesi remoti e non facili “con l’unico desiderio di annunciare il Vangelo ed essere testimoni dell’amore di Dio”.

Unità e comunione

Portare avanti questa esperienza e questa missione, esige però “vigilanza interiore e una sapiente capacità critica”, evidenzia il Papa, così da discernere “alcuni rischi” sempre “in agguato” nella vita spirituale ed ecclesiale. Leone XIV raccomanda anzitutto l’unità, ricordando “che siamo Chiesa” e che, “se lo Spirito concede a ciascuno una manifestazione particolare”, essa “è data per il bene comune”.

I carismi devono essere sempre posti al servizio del regno di Dio e dell’unica Chiesa di Cristo, nella quale nessun dono di Dio è più importante di altri – se non la carità, che tutti li perfeziona e li armonizza – e nessun ministero deve diventare motivo per sentirsi migliori dei fratelli ed escludere chi la pensa diversamente

“La vostra missione è particolare, ma non esclusiva”, dice il Papa ai membri del Cammino Neocatecumenale; “il vostro carisma è specifico, ma porta frutto nella comunione con gli altri doni presenti nella vita della Chiesa; il bene che fate è tanto, ma il suo fine è permettere alle persone di conoscere Cristo, sempre rispettando il percorso di vita e la coscienza di ciascuno”.

Parte viva della pastorale delle parrocchie

Su questa scia, Papa Leone esorta a vivere la propria spiritualità “senza mai separarvi dal resto del corpo ecclesiale, come parte viva della pastorale ordinaria delle parrocchie, delle sue diverse realtà, in piena comunione con i fratelli e in particolare con i presbiteri e i vescovi”.

Andate avanti nella gioia e con umiltà, senza chiusure, come costruttori e testimoni di comunione.

Raccomandazioni e incoraggiamenti

“La Chiesa vi accompagna, vi sostiene, vi è grata per ciò che fate”, assicura il Pontefice. “Allo stesso tempo – aggiunge - essa ricorda a tutti che dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. Perciò l’annuncio del Vangelo, la catechesi e le varie forme dell’agire pastorale devono essere sempre liberi da forme di costrizione, rigidità e moralismi, perché non accada che essi possano suscitare sensi di colpa e timori invece che liberazione interiore”.

Da qui, a conclusione del suo discorso, ancora un grazie del Papa ai neocatecumenali “per il vostro impegno, per la vostra gioiosa testimonianza, per il servizio che svolgete nella Chiesa e nel mondo”.

Vi incoraggio a proseguire con entusiasmo e vi benedico...


IL CAMMINO NEOCATECUMENALE CELEBRA I PRIMI 50 ANNI DI PRESENZA NELL’ARCIDIOCESI DI UDINE

 

IL CAMMINO NEOCATECUMENALE CELEBRA I PRIMI 50 ANNI DI PRESENZA NELL’ARCIDIOCESI DI UDINE

Sarà celebrata mercoledì 13 marzo, alle 19 in Cattedrale a Udine, una Santa Messa di ringraziamento per i primi 50 anni di presenza del Cammino neocatecumenale in Diocesi. La Messa sarà presieduta da mons. Andrea Bruno Mazzocato.

Cinquant’anni di presenza a Udine del Cammino neocatecumenale, un percorso post-battesimale cattolico modellato sul catecumenato della chiesa primitiva, definito da Giovanni Paolo II «itinerario di formazione alla fede adatto ai tempi moderni». Il “Cammino” nacque in Spagna nei primi anni sessanta, per iniziativa del pittore Kiko Argüello e di Carmen Hernández.

Il cinquantesimo sarà celebrato con una Santa Messa in Cattedrale mercoledì 13 marzo alle 19. A presiedere la celebrazione sarà l’amministratore apostolico mons. Andrea Bruno Mazzocato, con la concelebrazione di diversi sacerdoti formati nel Cammino.

La prima comunità venne aperta il 6 gennaio 1974 nella Parrocchia di San Pio X, a Udine, dove ancora proseguono le catechesi del Cammino neocatecumenale. Mezzo secolo dopo, il Cammino neocatecumenale è presente con oltre 450 persone, afferenti soprattutto – ma non esclusivamente – alle Parrocchie di San Pio X e B.V. di Fatima, in città a Udine, Tarcento e San Giorgio di Nogaro.

Numerose le vocazioni nate in seno al Cammino: chiamate al matrimonio, al sacerdozio e, per tutti, alla missione. La celebrazione del 13 marzo sarà anche l’occasione per ringraziare il Signore dei tanti doni ricevuti in cinque decadi di presenza nel territorio diocesano.

In Regione, in particolare nel territorio della Diocesi di Trieste, è presente anche un seminario missionario “Redemptoris mater”, che ospita giovani afferenti al Cammino neocatecumenale provenienti da ogni parte del mondo, in cammino verso il sacerdozio.

Vatican News 19 febbraio 2023

 


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