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A Grado il presepe di Papa Francesco

 

A Grado il presepe di Papa Francesco: l’opera approda nell’Isola d’Oro

C’è un’immagine che ha fatto il giro del pianeta, che milioni di persone hanno visto in televisione o dal vivo in piazza San Pietro, e che da dicembre diventerà parte del paesaggio di Grado: è il grande presepe monumentale che tutti, ormai, chiamano semplicemente “il presepe di Papa Francesco” noto ad un pubblico internazionale. Dal 5 dicembre (inaugurazione alle 17) al 10 gennaio troverà casa nell’Isola d’Oro, in campo Patriarca Elia, portando con sé un pezzo di storia recente della Chiesa e regalando alla città un’occasione unica di incontro, spiritualità e bellezza. Il presepe sarà allestito grazie alla volontà del Comune e della Parrocchia che collabora attivamente all’iniziativa. Proprio nei giorni scorsi si è svolto un incontro di preparazione nella sede dei Portatori della Madonna di Barbana, associazione capofila del progetto, insieme ai volontari che hanno realizzato materialmente la grande opera, frutto di passione e dedizione.

Perché è “il presepe di Papa Francesco”

Il nome con cui l’opera è conosciuta a Grado non è casuale, ma nasce da un legame personale e profondo. Il Pontefice ricevette in udienza i tanti gradesi che si erano recati a Roma per l’inaugurazione dell’opera in Vaticano. Ma c’è un episodio che ha toccato il cuore di tutti: giorni dopo, nonostante la malattia che lo affliggeva, Papa Francesco volle tornare da solo davanti alla Natività per sostare in silenziosa contemplazione. Un gesto semplice e intimo che ha trasformato un’opera d’arte in un simbolo di fede vissuta fino in fondo e che oggi lega indissolubilmente Grado a quel momento. Le dimensioni raccontano da sole la grandezza del progetto: 14 metri per 30, una ventina di statue quasi a grandezza naturale, due autentiche batele – le tradizionali barche a fondo piatto della laguna – e il grande casone che custodisce al suo interno la Natività. Ogni dettaglio è stato pensato per ricreare fedelmente la laguna gradese, portando in Vaticano, e ora riportando a casa, l’anima più autentica del nostro territorio.

Grande opportunità per Grado

Fin dai giorni dell’esposizione vaticana, in tanti avevano chiesto di poter tornare a osservare l’opera con calma, senza i limiti di tempo imposti dalle folle di piazza San Pietro. Una richiesta che oggi trova risposta e che porta con sé una ricaduta importante per la città: sono già diversi i gruppi, provenienti da ogni parte d’Italia, che stanno organizzando gite e soggiorni natalizi con pacchetti speciali pensati apposta per ammirare il presepe. Si tratta di viaggi organizzati con mesi di anticipo, ed è per questo che l’annuncio arriva oggi: perché famiglie, parrocchie, gruppi di pellegrini e agenzie possano già da ora inserire Grado tra le mete del Natale 2026. Un’occasione che unisce fede, arte e turismo, capace di accendere i riflettori sull’Isola d’Oro proprio nel cuore delle festività.

Le parole del sindaco

“Quest’opera ha già parlato al cuore di migliaia di persone giunte nella Città Eterna da ogni parte del mondo”, dichiara il sindaco Giuseppe Corbatto che aggiunge: “Ora torna, o meglio approda, nella nostra isola: un ritorno che per noi ha un significato speciale, perché quel presepe porta impressa l’anima della nostra laguna e la testimonianza di un momento che i gradesi non dimenticheranno mai”. Inoltre il primo cittadino evidenzia che non si tratta “soltanto di un’esposizione artistica, ma di un ponte ideale tra Roma e Grado, tra il cammino giubilare e la nostra tradizione natalizia”. Si tratta di un “dono che arricchisce il Natale gradese e che testimonia come la nostra città sappia essere, anche in questa occasione, luogo di incontro tra spiritualità, arte e comunità. Mi auguro che tantissime persone, gradesi e ospiti, vogliano vivere questa esperienza: chi verrà a trovarci non troverà solo un’opera da ammirare, ma un pezzo di storia da custodire nel cuore, proprio come è successo a Papa Francesco”.

Preghiamo con la sua intercessione

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