Visualizzazione post con etichetta Marcegaglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marcegaglia. Mostra tutti i post

Marcegaglia Plates di San Giorgio di Nogaro, sciopero e presidio davanti allo stabilimento: “Serve un confronto vero e risposte rapide”

 

Marcegaglia Plates di San Giorgio di Nogaro, sciopero e presidio davanti allo stabilimento: “Serve un confronto vero e risposte rapide”

Udine - 

San Giorgio di Nogaro (UD) – Sciopero e presidio questa mattina davanti ai cancelli della Marcegaglia Plates, dove le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia per richiamare l’attenzione su una serie di questioni ancora aperte nei rapporti con l’azienda.

Alla base della mobilitazione, spiegano dalla USB, non c’è una rottura del confronto, ma la difficoltà a renderlo realmente efficace. Negli ultimi mesi, infatti, gli incontri con la RSU non sono mancati, ma a fronte dei momenti di confronto le risposte attese non sono arrivate oppure si sono protratte eccessivamente nel tempo, lasciando irrisolti diversi nodi.

Tra i punti segnalati dal sindacato ci sono il premio di risultato, la gestione delle ferie – con contestazioni su utilizzi unilaterali – e alcune criticità legate alla sicurezza e al ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

Un ulteriore elemento di tensione riguarda le modalità con cui si svolgono gli incontri sindacali. In particolare, viene evidenziata l’impossibilità, in alcune occasioni, di garantire la presenza dei funzionari USB a supporto della RSU. Una situazione che, secondo il sindacato, ha contribuito a generare incomprensioni e a rendere più complesso il confronto, anziché facilitarlo.

Nel corso della giornata l’azienda ha manifestato una prima timida disponibilità a proseguire il dialogo.

Un segnale che viene considerato positivo, ma ancora insufficiente se non accompagnato da risposte concrete e tempi certi.

La mobilitazione odierna si inserisce quindi in un percorso volto a sollecitare un cambio di passo nelle relazioni sindacali, con l’obiettivo di arrivare a un confronto più strutturato e risolutivo sui temi aperti.

Dal presidio emerge una richiesta chiara: riattivare un dialogo pieno, trasparente e supportato, che consenta di affrontare nel merito le questioni sul tavolo e di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento.

 

Unione Sindacale di Base - FVG

nordesteconomia.gelocal.it: Porto Nogaro, a maggio crollo dei traffici del 51 per cento


UDINE. Situazione drammatica allo scalo portuale di Porto Nogaro di San Giorgio di Nogaro, per il consistente calo a maggio della movimentazione delle merci che ha fatto registrare -51%. Lo scalo nel 2021 aveva movimentato 1 milione e 300 mila tonnellate di merci delle quali il 50% erano bramme. Il trend negativo del porto commerciale friulano si è innescato con l'avvio del conflitto russo- ucraino, ed è legato soprattutto alla caduta del porto di Mariupol, porto dal quale partivano le navi della compagnia dei Fratelli Cosulich carichi di bramme (manufatti di ferro o acciaio) per i laminatoi della zona industriale dell'Aussa Corno di San Giorgio di Nogaro: quello delle Officine Tecnosider, quelli di Marcegaglia Plates e Marcegaglia Palini e Bertoli e della Trametal (del gruppo ucraino Metinvest), che sono riusciti a restare in produzione grazie all'approvvigionamento della materia prima in altri Paesi.

A spiegare la difficile situazione dello scalo friulano, è il presidente della storica impresa portuale Porto Nogaro (l'altra azienda che opera in banchina Magreth è la Midolini), 35 soci e 10 dipendenti, Emanuele Malisan, rimarcando come le percentuali dei traffici movimentati in questi ultimi tre mesi sono andate in calando, «a marzo abbiamo avuto un meno 16%; ad aprile un meno 41%; e un preoccupante maggio con meno 51%. Come si vede- spiega Malisan-, i dati sono allarmanti. Abbiamo registrato un dimezzamento della movimentazione in questi ultimi due mesi rispetto all’anno precedente a causa della guerra In Ucraina. Le due acciaierie di Mariupol sono semi distrutte e nessuno sa quale sarà il loro futuro. In questa situazione di forte criticità siamo dovuti ricorrere agli ammortizzatori sociali e dopo due anni di pandemia, in cui abbiamo fatto notevoli sforzi per garantire le operazioni portuali, ci rattrista molto questa situazione che stiamo vivendo e che ha colpito il cuore del nostro business».

Il presidente Malisan sottolinea che «d’ora in avanti l’approvvigionamento per i laminatoi di San Giorgio di Nogaro potrà avvenire solo attraverso nuove fonti diversificate da altri Paesi: Cina, India, Indonesia, Vietnam, Brasile. Oltre a essere un’attività difficile da organizzare - afferma-, ricordo che per queste tratte verranno utilizzate navi con stazze molto più grandi e che non potranno raggiungere il nostro porto a causa del pescaggio limitato di 5,50 metri (da anni si attendono i promessi 7.50 metri di pescaggio per permettere l'accesso a navi da 10- 13 mila tonnellate di stazza che ridurrebbero anche i costi di trasporto). Queste navi verranno scaricate completamente al porto di Monfalcone. La nostra speranza è che dallo scalo monfalconese si possa riuscire a trasferire a Porto Nogaro quantitativi importanti mediante le chiatte (trasportano attorno alle 5 tonnellate). Ma ci vorrà ancora del tempo, e con i nostri partner siamo al lavoro per riprenderci almeno una parte di quello che questa stupida guerra ci ha tolto» .

Il porto occupa circa 450 addetti tra imprese portuali, pilota, ormeggiatori, dogana, Capitaneria di Porto, case di spedizione e agenzie marittime, con un indotto di circa 900 addetti, ed è la più grande azienda della zona industriale dell'Aussa Corno.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Angelus di domenica 12 aprile 2026

 https://www.youtube.com/live/FHVwnaucqHk?si=zrYP6IsqenMSw_8y