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Inaugurazione dell'anno Giudiziario in regione,

 

"Aumentano i reati spia di interessi mafiosi"

Lo ha dichiarato il procuratore generale Carlo Maria Zampi all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Tra i temi del bilancio del 2025 l’incidenza dell'immigrazione clandestina sulla criminalità, in particolare quella minorile, e la carenza di personale amministrativo

Sono aumentate le denunce per reati tradizionalmente individuati come spia dei possibili interessi mafiosi, pressoché raddoppiate le denunce di riciclaggio e in crescita le denunce di estorsione”. Lo ha dichiarato il procuratore generale Carlo Maria Zampi nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il procuratore generale si è focalizzato, nell’illustrare il bilancio del 2025, anche sull’incidenza dell'immigrazione clandestina sulla criminalità, in particolare da quella minorile, oltre che sulla “sempre più importante carenza di personale amministrativo e l'inadeguatezza degli strumenti informatici”.

Criminalità organizzata

Tornando alla criminalità organizzata, per Zampi “il fenomeno appare ancora latente, ma merita una peculiare attenzione da parte delle autorità competenti anche in ottica preventiva” e sono state registrate “alcune infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel territorio soprattutto attraverso la riemersione di capitali accumulati dall'attività criminosa con il traffico internazionale di stupefacenti, le estorsioni e la trasformazione degli stessi in attività illegali”.

Cocaina dalla Colombia

Il procuratore generale ha parlato anche di indagini che hanno dimostrato la presenza di “interessi di organizzazioni criminali italiane e straniere, grandi gruppi colombiani e organizzazioni balcaniche nella gestione del trasporto di cocaina dalla Colombia al porto di Trieste e della successiva distribuzione della droga a diversi acquirenti est europei”.

Una recente indagine della DIA ha infatti permesso di individuare una fitta rete di narcotraffico internazionale, che ha coinvolto da un lato il clan del colombiano chiamato Los Urabeños e un gruppo italiano affiliato alla 'Ndrangheta

L'attenzione della DIA, ha spiegato Zampi, è ora focalizzata nell' individuare tentativi di penetrazione della criminalità organizzata in attività imprenditoriali nelle realtà portuali di Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro, nel monitoraggio di appalti di lavori pubblici finanziati con i fondi del PNRR e nella gestione dell'immigrazione clandestina.

“Oculate gestione delle emergenze”

In merito agli altri reati, ha detto il procuratore, l'anno scorso è stato “funestato da gruppi armati che hanno determinato forti tensioni sociali e qualche crollo dell'ordine pubblico - ha spiegato -, sia pure contenuti da una oculata ed efficace gestione delle emergenze, sia in ottica preventiva sia in ottica operativa”.

Altri reati

Le caratteristiche dei fenomeni criminali a livello locale, ha spiegato il numero uno della procura generale, sono rimaste “sostanzialmente inalterate” rispetto allo scorso anno, e i reati di maggior rilevanza, secondo Zampi, sono quelli legati alla violenza domestica di genere, allo spaccio di sostanze stupefacenti e ai reati contro il patrimonio, tra cui i furti in abitazione, oltre a truffe in costante aumento agli anziani e online, soprattutto legate alle criptovalute. Risulta invariata la percentuale delle archiviazioni rispetto ai reati con un seguito giudiziario.

I femminicidi in regione, nel 2025, sono stati due, e “il numero delle iscrizioni per reato del cosiddetto codice rosso - ha dichiarato Zampi - continua ad essere in aumento in tutti i distretti, con una percentuale superiore al 10 per cento dall'anno precedente e il conseguente aumento delle custodie cautelari” e si rileva “l’emersione di una realtà precedentemente soffocata in un ambiente domestico o confinata in sottoculture denigratorie della specificità femminile. Soltanto un adeguato supporto culturale sarà in grado di riportare alla normalità”.

I minorenni e la cultura del coltello

Un ampio intervento è stato dedicato ai reati commessi da minorenni, anche se “i fenomeni di tipo associativo si mantengono numericamente invariati, ma si caratterizzano spesso per l'uso di strumenti potenzialmente rischiosi come coltelli a scatto, a serramanico, coltelli da cucina affilati”, nonché l'utilizzo di dispositivi “per documentare episodi di violenza e immagini pornografiche”.

“Ciò che più preoccupa, a mio modesto parere, è la tendenza di un cambiamento culturale", con una presenza di persone straniere che “non solo rifiutano il substrato culturale che si è sedimentato in secoli di storia ma pretendono di piegare al proprio sentire il posto dove vengono ospitati”. “Dovunque nel territorio nazionale - ha concluso Carlo Maria Zampi - ci sono battaglie tra adolescenti, atti sessuali, spaccio di droga che dilagano in misura esponenziale” e anche se “nel distretto, fortunatamente, la deriva viene ancora contenuta, ma la marea aumenta e non sappiamo se e quanto sarà ancora possibile arginare questo male”.



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"Aumentano i reati spia di interessi mafiosi"
https://www.triesteprima.it/cronaca/aumentano-i-reati-spia-di-interessi-mafiosi.html
© TriestePrima



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"Aumentano i reati spia di interessi mafiosi"
https://www.triesteprima.it/cronaca/aumentano-i-reati-spia-di-interessi-mafiosi.html
© TriestePrima

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E’ scontro aperto tra Amministrazione comunale e Comitato a Porpetto sul polo logistico lungo la Variante S.P.80

 

E’ scontro aperto tra Amministrazione comunale e Comitato a Porpetto sul polo logistico lungo la Variante S.P.80

Mercoledì scorso in Consiglio Comunale a Porpetto si respirava aria pesante. Oggetto del contendere: la proposta di delibera presentata dall’opposizione, che impegnava la Giunta a non autorizzare in futuro nuovi insediamenti di carattere logistico e similari per dimensioni, etc. lungo la Variante S.P.80. è stata bocciata con una maggioranza risicata: 7 voti contrari e 6 a favore, segno inequivocabile che questo argomento sta creando conflitti all’interno della maggioranza stessa. I 6 Consiglieri (tra i quali non solo quelli di minornza, ma anche il Vicesindaco Simone Bernardi e il Consigliere Caterina Bianchin) hanno preso una ferma posizione, contraria a questo tipo di intervento sul territorio. Molto accesi anche i toni delle proteste del pubblico presente in sala civica: cittadini preoccupati che non accettano di vedersi svalutare le proprie abitazioni, mettere a rischio la salute, le falde acquifere, vedere compromesso il paesaggio e perdere l’identità del Paese, solo per favorire una logica di profitto e speculazione imprenditoriale. Una parte consistente della Comunità non è disposta ad abbassare la testa di fronte ad un’Amministrazione che, in nome di alcuni posti di lavoro e di solo presunti benefici finanziari per le casse comunali, continua ad insistere su un tipo di intervento che ha già prodotto problemi sociali e danni ambientali irreversibili in altre Regioni del Nord Italia.

La cittadinanza attende pazientemente di sapere dove sono finiti i soldi ottenuti in questi anni con i bandi regionali (e non solo) e perché i relativi lavori pubblici, come ad esempio (e solo per citarne alcuni), l’adeguamento antisismico della scuola media “G.Guareschi” o la realizzazione della caserma di Castello, non sono ancora stati avviati.

Con la votazione è stato bocciato anche un punto, molto sentito dalla cittadinanza, che chiedeva all’ Amministrazione di impegnarsi ad intraprendere attività informative e partecipative qualora ci fossero nuove proposte d’insediamento da parte di imprenditori della logistica ed altri. Il discorso del Sindaco, ha lasciato i presenti esterefatti e molto preoccupati a cominciare dalla mancanza di trasparenza sul progetto preliminare, riservando a pochi eletti l’onore di conoscere quanto da un anno si progettava di fare nell’area agricola tra la S.P80 e l’abitato di via Marconi. Nel suo lungo discorso, che è sembrato più un comizio (e l’ennesima “arrampicata sugli specchi”), il Sindaco ha contestato i dati e minimizzato gli impatti ambientali, sociali e sanitari che il Comitato “No Polo Logistico – difendiamo il territorio” ha in questi mesi messo in evidenza nelle proprie assemblee, senza però portare dei dati a supporto delle sue idee sul progetto ….

Sorgono spontanee due domande:

1- Se non fosse nato un Comitato per informare e sensibilizzare la popolazione a che punto sarebbe la questione adesso? Con molta probabilità, sarebbe in Consiglio, pronta per il cambio di destinazione d’uso urbanistica, con il progetto da 3.000.000 di metri cubi che la Cittadinanza insieme al Comitato sono riusciti, per adesso, a bloccare.
2- Che garanzie di tutela hanno i cittadini, su argomenti quali salute, ambiente, traffico… da questa Amministrazione che già ora minimizza i problemi?

Il Comitato sarà presente martedì 8 aprile alle ore 20.00 in “Villa Dora” via Plebiscito 2 a San Giorgio di Nogaro per spiegare le sue motivazioni contro un progetto che l’Amministrazione continua a volere, forse di dimensioni un po’ ridotte, a ridosso dell’abitato di Porpetto e degli impianti sportivi. Conta sulla solidale partecipazione della cittadinanza sangiorgina e di tutti quanti vogliano partecipare alla serata informativa e alla raccolta firme per la petizione regionale.

 


Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

vatican news 22 febbraio 2026

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