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Vatican News 11 marzo 2026

 

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Vatican News

Le notizie del giorno

11/03/2026

Distruzione in un villaggio del sud del Libano
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Al termine dell'udienza generale, Leone XIV chiede preghiere per i Paesi dilaniati da conflitti, per quanti hanno perso la vita e per chi si trova in difficoltà. Il ricordo di padre Pierre El-Rahi, rimasto ucciso lunedì scorso in Libano dove in questi giorni i villaggi del sud "stanno vivendo ancora ... 

Il Papa saluta un bambino durante il suo giro tra i fedeli all'inizio dell'udienza generale
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All’udienza generale, il Papa prosegue le sue catechesi sul documento del Concilio “Lumen gentium”, riflettendo sul tema della Chiesa popolo di Dio. Sottolinea ... 

SANTA SEDE

Gerusalemme, Orto degli Ulivi, pace, Terra Santa (Amata J. Nowaszewska CSFN)
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L'organismo vaticano, con il patrocinio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, promuove una chiamata all'azione interdisciplinare, ... 

La mostra
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Un’esposizione ideata da Libreria Editrice Vaticana e Fondazione Oasis ripercorre la vicenda dei diciannove religiosi e religiose uccisi durante il Decennio ... 

CHIESA NEL MONDO

I funerali di padre Pierre El Raii a Qlayaa
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Nel villaggio cristiano del sud del Libano, grande e commossa partecipazione alla cerimonia funebre del parroco maronita, ucciso lunedì in un attacco ... 

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Nel villaggio di Rmeish, al centro dei bombardamenti che coinvolgono tutto il sud del Paese, la popolazione è alle prese con la paura per un conflitto che si ... 

Il cardinale Zuppi presiede la Messa per la pace in Ucraina e nel mondo ad Assisi
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Messa del presidente della CEI, oggi pomeriggio, nella Basilica di San Francesco, con una preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo. L’evento organizzato ... 

Pellegrini ad Assisi per le spoglie di San Francesco
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Il direttore dell'Ufficio comunicazioni del Sacro Convento di Assisi descrive ai media vaticani il flusso di pellegrini che da settimane si stanno recando a ... 

Università cattolica del Sacro Cuore di Roma
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In occasione della 102esima Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la presidenza della Conferenza episcopale italiana, in una nota, ... 

PRIMO PIANO

Bombardamenti su Teheran, in Iran
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Prosegue senza sosta l’ondata di attacchi iraniani nell’area: presi di mira Emirati Arabi Uniti, Qatar e le basi statunitensi in Bahrein e in Iraq. Terrore a ... 

La cucina di un ospedale in Camerun
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Una rilevazione congiunta della Federazione internazionale della Croce rossa (Ifrc) e della Croce rossa camerunense avverte: milioni di persone soffrono la fame ... 

Manifestazioni contro l'energia nucleare a Tokyo
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A 15 anni dal devastante maremoto che l'11 marzo del 2011 danneggiò la centrale nucleare giapponese 

Nihad Suljić in preghiera in ricordo dei migranti morti
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Il riconoscimento è stato assegnato l’11 marzo in Albania, promosso dalla Fondazione Nostra Signora del Buon Consiglio, rispettivamente al Joint History Books ... 

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa che causa progressiva perdita della funzione muscolare
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In Italia circa seimila persone convivono con questa patologia neurodegenerativa rara che porta alla progressiva perdita della funzionalità muscolare e richiede ... 


Pasolini: il rumore delle guerre copre il bene, ma la forza umile dell’amore genera pace


 Il predicatore della Casa pontificia illustra i temi al centro delle prediche di Quaresima che da domani, 6 marzo, terrà in Vaticano dinanzi al Papa e alla Curia romana: conversione al Vangelo, speranza, fraternità, missione. Il tutto alla luce dell’esempio di San Francesco che “parla al cuore di tutti”. Sull’attualità: “Solo una visione astratta della fede può immaginare una separazione tra Vangelo e vita concreta. È segno di un cristianesimo ridotto a teoria o ideale"

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Era una scelta naturale per un predicatore pontificio francescano che, negli 800 anni dalla morte di san Francesco, il Poverello fosse al centro delle sue prediche di Quaresima. Al Papa e alla Curia romana da domani 6 marzo per tutti i venerdì fino al 27, prima dell'inizio della Settimana Santa, padre Roberto Pasolini proporrà quindi nelle sue meditazioni il santo di Assisi “come itinerario concreto di conversione e di vita evangelica”. “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura (2Cor 5,17). La conversione al Vangelo secondo San Francesco” è il filo conduttore delle riflessioni, declinato nelle tematiche di libertà, speranza, missione, fraternità. Sempre con uno sguardo all'attualità ferita da conflitti e violenze, anche verbali. Perché il Vangelo è strettamente connesso alla vita concreta e alle sue tensioni, afferma Pasolini: solo la “visione astratta” di un cristianesimo teorico o idealistico può separarli.

Padre Roberto, quale tema affronterà nelle meditazioni di Quaresima? E perché questa scelta?

Il tema della predicazione, in fondo, è sempre lo stesso: il Signore Gesù Cristo, l’annuncio della sua Pasqua e la grazia di una vita nuova in lui, mediante il dono dello Spirito. Poi, a seconda delle circostanze, questo unico tema si declina in forme diverse. Quest’anno, nel ricordo degli ottocento anni dalla morte di san Francesco e nell’Anno giubilare voluto dal Santo Padre per questa ricorrenza, per un predicatore apostolico francescano la scelta era quasi naturale: proporre il Poverello di Assisi come itinerario concreto di conversione e di vita evangelica.

Neppure tre mesi fa si è concluso il Giubileo della Speranza. Una speranza messa a dura prova da guerre, tensioni e paure. Come vivere il tempo quaresimale in mezzo a tutto questo?

La speranza cristiana porta il segno della croce: è insieme luminosa e fragile. Dio ha scelto di governare il mondo con l’amore, rispettando la nostra libertà. Ha preso sul serio il mistero del male e della violenza, ma ha deciso di affrontarlo solo con la forza del bene. Per questo i cammini di pace sono lenti: dipendono da cuori e menti disposti ad accogliere la logica della croce e a viverla con umile coraggio dentro i conflitti. Eppure il seme di una civiltà nuova — quella della fraternità — è già stato piantato. Il Regno di Dio “in tutto il mondo porta frutto e si sviluppa”. Il problema è che il rumore delle guerre copre spesso la crescita silenziosa del bene. Facciamo fatica a credere che la forza umile dell’amore, alla fine, generi frutti duraturi di giustizia e di pace.

In qualche modo l’attualità troverà spazio nelle sue meditazioni?

Non in modo diretto. Non credo sia questo il mio compito in questa sede. Tuttavia solo una visione astratta della fede può immaginare una separazione tra Vangelo e vita concreta. Spesso pensiamo che da una parte ci siano i valori cristiani e dall’altra la realtà, con le sue tensioni. È il segno di un cristianesimo ridotto a teoria o a ideale irraggiungibile. Ma quando il Vangelo ci tocca davvero, cambia subito il nostro modo di vivere. E cambiando noi, modifica anche il mondo: diventiamo più capaci di amare, di creare giustizia, di allargare la fraternità, semplicemente lasciando agire in noi lo Spirito che ci conforma a Cristo.

ùOltre alla violenza militare, si registra oggi anche una violenza verbale. Il Papa invita a digiunare dalle parole che feriscono. Quali parole suggerisce di usare in questo tempo?

Non credo che il disarmo linguistico si riduca a un elenco di parole da dire o da evitare. Un simile elenco andrebbe continuamente aggiornato. Ciò che genera violenza non sono solo le parole, ma i toni e le intenzioni. Siamo violenti quando parliamo senza ascoltare. Quando presumiamo di conoscere l’altro senza comprenderne le ragioni. Quando parliamo solo per affermare noi stessi. Quando non scegliamo con cura le parole adatte alla situazione. E rischiamo di ferire anche quando, parlando da posizioni di autorità o privilegio, non consideriamo l’influenza che le nostre parole esercitano. Il disarmo verbale nasce da una domanda semplice: siamo disposti ad affrontare la fatica del dialogo e a costruire relazioni rispettose e paritarie?

La conversione al Vangelo secondo san Francesco sarà il filo conduttore delle sue riflessioni. Quale messaggio offre oggi la sua figura? Perché è ancora attuale?

San Francesco è attuale perché ricorda, in modo limpido e radicale, che Dio è vivo e può abitare la nostra vita se gli apriamo spazio. In un tempo in cui il cristianesimo rischia di ridursi a sforzo morale o a coerenza etica, la sua esperienza ci riporta all’essenziale: il Vangelo come parola viva, da ascoltare e da vivere con libertà. Francesco parla al cuore di tutti perché ha intercettato le attese più profonde dell’umano: riconoscerci fratelli e sorelle, guardare al creato con gratitudine, costruire una convivenza più giusta e pacifica. La sua attualità non dipende dalle celebrazioni, ma dalla sua capacità di mostrare che una vita riconciliata con Dio diventa immediatamente più umana, più semplice, più fraterna.

Rievocazione della Natività in compagnia di San Francesco a Castello di Porpetto

 

Castello di Porpetto. Rievocazione della Natività in compagnia di San Francesco


Un coinvolgimento delle comunità ad ampio raggio, grazie alla rete di rapporti interparrocchiali instaurati e favoriti dall’esperienza della Collaborazione pastorale (Cp) di San Giorgio di Nogaro. E come risultato una Rievocazione animata che “accompagna” l’attesa del Natale, in compagnia di Francesco d’Assisi. Come a Greccio, come 8 secoli fa quando prese il via la tradizione cristiana di uno dei più celebri presepi viventi, a Castello di Porpetto, venerdì 13 dicembre, a partire dalle ore 20, nella chiesa parrocchiale, è prevista la rappresentazione della nascita di Cristo. Un appuntamento annuale – ospitato nella piccola comunità che anticamente era sede di un antico convento francescano – che, avviato nel 2023, si inserisce nelle celebrazioni del quadriennio francescano.

A rappresentare i personaggi della Natività i bambini della frazione e i ragazzi del percorso della Cresima dell’intera Cp, insieme a tanti parrocchiani e amici che animeranno la rievocazione storica del primo Presepe, la cui origine è proprio legata a San Francesco che nel 1223, per ravvivare lo spirito natalizio, ideò la rappresentazione vivente in una grotta del piccolo comune in provincia di Rieti, con gli abitanti del villaggio ad animare la Natività.

All’evento sarà presente padre Gianantonio Campagnolo, rettore e superiore del Santuario della Beata Vergine di Castelmonte, che curerà il commento spirituale del “Natale a Greccio” di Porpetto. Una testimonianza – quella “donata” dall’Ordine Francescano Secolare del Fvg-Beato Odorico da Pordenone – che negli anni passati era stata portata a Porpetto dai frati Luigi Bettin ed Elvio Battaglia.

Dunque, Castello di Porpetto si appresta a ripetere l’esperienza centenaria di Greccio, grazie al progetto realizzato dalla catechista Margaret Trevisan – che ne ha curato guida e regia –, col supporto della collega Cristina Piovesan e del Gruppo teatrale “Vecjo Friûl” di Porpetto. Un evento per “vivere” la gioia e il mistero della Natività di Gesù a cui tutti sono invitati. L’appuntamento, promosso dalla Parrocchia di San Francesco d’Assisi, gode del patrocinio della Regione e del Comune di Porpetto.

Monika Pascolo

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Angelus di domenica 12 aprile 2026

 https://www.youtube.com/live/FHVwnaucqHk?si=zrYP6IsqenMSw_8y