Prendo spunto dal libretto della celebrazione svoltasi in cattedarale a Udine, celebrante l'arcivescovo Mons. Pietro Lamba
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
4 Gennaio il miglior regalo di Natale
Il miglior regalo di Natale, lo scrivo oggi che è la festa dell'Epifania e la chiusura di questo anno Santo, è stata la messa per i quattro fratelli in Cristo consacrati diaconi....tra i quali Francisco.
C'era anche lo scriba che con il suo telefonino ha combinato ben poco come si vede dalle foto qui sotto ma la gioia per la partecipazione a questa messa supera qualsiasi foto sgangherata.
Francisco Buon Cammino
Festa grande in Cattedrale: Federico, Francisco, Pierluigi e Demetrio sono diaconi

«Ammetto di essere molto emozionato» ha confidato uno di loro prima della celebrazione. “Loro” sono Federico Cussigh, Francisco Garzon Medina, Pierluigi Morsanutto e Demetrio Spanti, ordinati diaconi nel pomeriggio di domenica 4 gennaio in Cattedrale a Udine. «Se il matrimonio è stato un momento decisivo nella mia vita, sento che ora si apre una nuova pagina altrettanto decisiva». «Però c’è tua moglie, state camminando in due», ribattiamo. «Si, è vero. Meno male. Essere in due è fondamentale». Non sono le parole di un ragazzino, ma di un uomo con gli occhi lucidi dall’emozione. Nella sua famiglia – come nelle famiglie di altri due uomini e nel percorso di discernimento del giovane Francisco – è maturata la vocazione a un sì particolare, ulteriore, nel diaconato. Il più umile dei gradi dell’ordine sacro, improntato alla carità e al servizio nella comunità. Un “Eccomi” detto a voce alta davanti all’arcivescovo Riccardo Lamba, all’emerito Andrea Bruno Mazzocato, a decine di preti e neo-confratelli diaconi, e a tantissima gente accorsa in Cattedrale per la felice circostanza.

«Nella mentalità mondana si fa avanti la pretesa di avere un ruolo importante, un posto di prestigio, un potere decisionale. Il vostro motto, tuttavia, sia quello che vi consegna Gesù: “Io sono con voi come colui che serve”». È con poche parole che l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha tracciato il profilo del nuovo servizio a cui sono chiamati i quattro uomini, in piedi dinanzi a lui nel duomo di Udine.
Una Cattedrale che ha ripreso la piacevole abitudine di essere assolutamente stretta per accogliere tutte le persone che, anche questa domenica, l’hanno affollata. Dopo le celebrazioni natalizie e la grande Messa di chiusura del Giubileo, lo scorso 28 dicembre, il duomo udinese anche il 4 gennaio ha faticato a contenere amici e parenti, colleghi di lavoro e compagni di studi dei quattro neo-diaconi, provenienti da storie diversissime ma, per dirla con le parole dello stesso Arcivescovo, «accomunati da una relazione di amicizia così forte con Gesù, che quando vi ha chiesto di essere sempre più uniti a Lui avete risposto “Eccomi!”, “Ci sto!”, “Sono disponibile!”, “Conta su di me!”».

Il rito dell’ordinazione prevede momenti carichi di intensa emozione: la chiamata dei candidati al diaconato, la loro prostrazione con il canto delle litanie, l’imposizione delle mani dell’Arcivescovo, la posa delle mani dei candidati in quelle dell’Arcivescovo stesso, le promesse, la consegna del Vangelo. Momenti di grande tensione emotiva accompagnati dalle sicure parole del rito: la liturgia è una scuola di affidamento dell’uomo a Dio.

«Quest’anno – ha ricordato mons. Lamba ai quattro diaconi – celebriamo gli 800 anni della morte di San Francesco: abbracciate con la sua letizia uno stile di vita laborioso, che renda partecipi della vostra testimonianza di carità tutti coloro che incontrate. Non siete voi i protagonisti, ma gli animatori dell’evangelizzazione di tante persone. È necessario uno stile di ministero che rifugga il protagonismo per farvi eco della Parola di Dio, comunicatori di una voce che salva. A voi è chiesta una cura delle relazioni con i vostri confratelli diaconi, ma anche con le loro famiglie e con tutto il presbiterio, in modo da assaporare il gusto della fraternità, un gusto che diventa profumo di amore. Sono certo che se questo cammino proseguirà conformando la vostra vita a quella di Gesù Cristo, anche attraverso di voi Dio susciterà altre vocazioni al presbiterato e al diaconato, al servizio suo, della sua Chiesa e di tutta l’umanità».

Le parole dell’arcivescovo sono risuonate anche nell’intervento a fine celebrazione di don Federico Grosso, delegato episcopale per il diaconato permanente. «L’ordinazione di quattro diaconi, che prossimamente saranno raggiunti da un quinto compagno di strada, è un fatto notevole», ha riconosciuto. «Il fatto che queste vocazioni nascano in famiglia può far intuire a molti di noi, anche qui presenti, che il Signore chiama a servirlo in modo particolare nella vita ordinaria, facendo germogliare un “sì” anche seguendo le vicende ordinarie di una famiglia e una professione».

La gioia della Cattedrale si è sciolta nell’applauso che ha accompagnato la commozione di don Francisco Garzon Medina, unico tra i quattro diaconi a proseguire il cammino di discernimento verso il sacerdozio. Nel suo saluto – in tre lingue: friulano, italiano e spagnolo – don Francisco ha ringraziato la famiglia di origine (giunta appositamente dalla Colombia) e la famiglia di adozione, il seminario, con le comunità di Rivignano e San Giorgio di Nogaro che l’hanno accolto nel suo servizio. Per lui la gioia continua verso il sacerdozio.
Ma anche per la Chiesa udinese la festa non ha fine: l’appuntamento è per il 18 gennaio a Moggio Udinese, per l’ordinazione diaconale di Giulio Deganutti. È una Chiesa che genera vocazioni particolari, al diaconato, in attesa di nuovi e fecondi “sì” anche per il sacerdozio.
G.L.
Gioia nella Chiesa udinese per l’ordinazione di quattro nuovi diaconi
Gioia nella Chiesa udinese per l’ordinazione di quattro nuovi diaconi
La Chiesa udinese si appresta a vivere la grande gioia per l'ordinazione di quattro diaconi, uno dei quali proseguirà il percorso di discernimento verso il presbiterato. La celebrazione avrà luogo domenica 4 gennaio alle 16 in Cattedrale a Udine. Una quinta ordinazione diaconale sarà il 18 gennaio a Moggio Udinese.

Federico Cussigh, 56 anni, imprenditore e scout. Pierluigi Morsanutto, anche lui 56enne, impiegato in banca e impegnato nella pastorale della famiglia. Demetrio Spanti, 49 anni, un impiego nel mondo dell’educazione accanto alle fragilità. Con loro, Francisco Garzon Medina, seminarista di origini colombiane, che dopo il diaconato proseguirà il discernimento verso l’ordinazione presbiterale.
Sono loro i quattro candidati che l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ordinerà diaconi domenica 4 gennaio 2026 nel corso di una solenne celebrazione in Cattedrale a Udine, alle ore 16. La festa, tuttavia, si protrarrà ancora per qualche settimana: un ulteriore candidato, Giulio Deganutti, sarà ordinato diacono domenica 18 gennaio a Moggio Udinese, sua comunità.
Francisco Garzon Medina, verso il sacerdozio

Francisco Garzon Medina con l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba
Nato a Pitalito (Huila, Colombia) nel 1997, è cresciuto in una famiglia cattolica e impegnata nella locale pastorale familiare. La sorella minore, Maria Jose, si sta preparando a entrare nel noviziato nell’Ordine monastico di Santa Chiara, in Colombia.
La fede vissuta in famiglia, assieme al fascino per la figura del presbitero (che in Colombia viene chiamato sempre “padre”), hanno fatto germogliare in Garzon Medina la vocazione al sacerdozio: dopo l’ordinazione diaconale, infatti, Francisco proseguirà verso l’ordinazione presbiterale.
Tornando al suo discernimento vocazionale, nell’ultimo periodo della formazione scolastica il desiderio di diventare presbitero si è scontrato con il sogno di diventare medico e di avere una famiglia.
Il suo arrivo in Friuli viene definito dallo stesso Garzon Medina un segno della Provvidenza: nel 2019 conobbe l’allora arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, grazie a un sacerdote colombiano in servizio nell’Arcidiocesi udinese. Da quell’incontro Garzon Medina decise di trasferirsi in Friuli, iniziando a frequentare il Seminario di Castellerio.
Negli anni, Garzon Medina ha prestato servizio come seminarista nelle comunità di Rivignano e di San Giorgio di Nogaro. Ha ottenuto il baccalaureato in Teologia a Castellerio nel 2024; attualmente sta perfezionando gli studi in Teologia morale presso la Pontificia università Gregoriana di Roma.
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