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Papa Francesco, instancabile portatore di un messaggio di pace (Osservatore Romano 21 aprile 2026)

 

Mattarella: Papa Francesco, instancabile portatore di un messaggio di pace

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella su L’Osservatore Romano ricorda il Pontefice argentino ad un anno dalla sua morte. Nel ricordo del Capo di Stato si sottolinea come “il suo pontificato abbia attraversato stagioni difficili della vita internazionale e abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’umanità, nella vita della Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace".

di Sergio Mattarella

È trascorso un anno dalla scomparsa dell’amatissimo Papa Francesco e il popolo italiano custodisce con affetto e gratitudine la memoria della sua figura e del suo insegnamento. 

Il suo pontificato ha attraversato stagioni difficili della vita internazionale e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’umanità, nella vita della Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace, di chi ha fame e sete di giustizia, delle donne e degli uomini di buona volontà.  Vescovo di Roma, guida della Chiesa cattolica universale, la voce di Francesco è stata autorevole e ascoltata oltre ogni confine geografico, religioso e culturale. Con il coraggio morale e spirituale che lo contraddistingueva, ha richiamato con vigore la dignità della persona, la responsabilità verso i più fragili, il valore del dialogo, la centralità della pace. 

Il legame con l’Italia è stato, per Papa Francesco, saldo e affettuoso. Il nome scelto per la sua missione pontificale è stato quello del poverello d’Assisi, Santo della Chiesa universale, in Italia riferimento da secoli e scelto come suo Patrono. Roma, capitale della nostra Repubblica, è stata, per Francesco, oltre alla sede della Cattedra di Pietro anche la città nella quale — suo Vescovo — ha voluto farsi prossimo, nelle periferie, negli incontri con i giovani, nella vicinanza alle realtà del volontariato e dell’accoglienza, nell’attenzione costante alle ferite sociali e alle marginalità.  Nei confronti della Repubblica e delle sue istituzioni ha manifestato una costante vicinanza, valorizzando il legame storico tra Santa Sede e Italia e non facendo mai mancare — specialmente nei momenti più difficili, come durante la pandemia — il suo conforto. 

La sua preghiera sul sagrato della Basilica, in una piazza San Pietro deserta, è stata, per il mondo intero, voce dell’umanità. Conservo come patrimonio prezioso il ricordo dei rapporti intrattenuti, sobri e profondi, nella consapevolezza della distinzione dei rispettivi ruoli. Nel dialogo istituzionale, negli incontri ufficiali, nelle occasioni di visita privata o al margine di celebrazioni religiose, si è trattato, per me, di un costante recepire la chiarezza e il calore della sua premura per la promozione della pace, per la condanna di ogni violenza, per la cura del bene comune, per la tutela dei diritti di ciascuno. 

Francesco aveva acuta capacità di individuare i problemi, i punti di rottura, i rischi di divisione, il dono di guardare lontano — come è caratteristica del Magistero pontificio — oltre l’orizzonte limitato del contingente. Da leader religioso e morale ha fatto sentire nel mondo il suo Magistero e la sua influenza, incoraggiando a non cedere all’indifferenza e alla disperazione, a rafforzare la coesione sociale, a esercitare l’arte paziente del dialogo e del confronto. Papa Francesco ha saputo parlare al mondo con il linguaggio schietto ed essenziale del Vangelo e con la sapienza del conoscitore degli animi e della storia, consapevole e incurante del rischio di apparire utopistico, di porsi controcorrente. 

Il suo richiamo alla misericordia, l’esortazione a non attendere che l’altro si presenti ma a cercarlo, ad andargli incontro, la sua esortazione alla fraternità, all’interdipendenza dei popoli e degli Stati, alla «cultura dell’incontro», lo hanno reso nel nostro tempo figura di riferimento universale per credenti e non credenti, leader spirituale e morale di grande e ammirevole saggezza. Davanti alle guerre, alle persecuzioni, alle povertà, alle disuguaglianze, ha chiesto ai popoli e agli Stati di ritrovare appieno la propria umanità, di resistere alla tentazione dell’odio, dello scarto, dello spreco. Li ha esortati a dare voce a chi non ne ha. La sua testimonianza ha sollecitato governi, comunità e singole coscienze a scegliere la via della giustizia, del disarmo morale e materiale, della cooperazione tra i popoli, della protezione dei migranti e dei rifugiati, dell’equità sociale. 

Con l’enciclica Fratelli tutti ha ricordato all’umanità la consapevolezza di costituire un’unica «famiglia umana», necessariamente coesa, solidale, interdipendente.  Il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace Mondiale e la Convivenza Comune, sottoscritto nel 2019, ad Abu Dhabi, unitamente al Grande Imam di Al-Azar, Ahmad al-Tayyeb, ne rappresenta forte manifestazione, rivolta ai credenti e ai non credenti, a tutte le persone di buona volontà. Fino alla fine, anche durante la lunga, faticosa malattia, Papa Francesco è stato instancabile portatore del messaggio di pace e di amore. Sentiva su di sé la responsabilità incomprimibile del suo alto magistero e, probabilmente, anche l’acuirsi delle tensioni internazionali che rischiano di allontanare il mondo dagli ideali di pace, accoglienza, comprensione, diritto, dialogo e rispetto reciproco, così come viene ammonito con forza e autorevolezza da Leone XIV. 

Oggi, a un anno di distanza dal suo transito, rinnoviamo riconoscenza per l’insegnamento di Francesco che rappresenta un sostegno di speranza per tutti gli uomini di pace. 

Alcune Vatican News 4 aprile 2022

 

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Adoro Te devote


Adoro Te devote, latens Deitas,
Quae sub his figuris vere latitas:
Tibi se cor meum totum subiicit,
Quia te contemplans totum deficit.

Visus, tactus, gustus in te fallitur,
Sed auditu solo tuto creditur.
Credo quidquid dixit Dei Filius:
Nil hoc verbo Veritatis verius.

In cruce latebat sola Deitas,
At hic latet simul et humanitas;
Ambo tamen credens atque confitens,
Peto quod petivit latro paenitens.

Plagas, sicut Thomas, non intueor;
Deum tamen meum te confiteor.
Fac me tibi semper magis credere,
In te spem habere, te diligere.

O memoriale mortis Domini!
Panis vivus, vitam praestans homini!
Praesta meae menti de te vivere
Et te illi semper dulce sapere.

Pie pellicane, Iesu Domine,
Me immundum munda tuo sanguine.
Cuius una stilla salvum facere
Totum mundum quit ab omni scelere.

Iesu, quem velatum nunc aspicio,
Oro fiat illud quod tam sitio;
Ut te revelata cernens facie,
Visu sim beatus tuae gloriae.

Amen.



Adoro Te devotamente


Adoro Te devotamente, oh Dio nascosto,
Sotto queste apparenze Ti celi veramente:
A te tutto il mio cuore si abbandona,
Perché, contemplandoTi, tutto vien meno.

La vista, il tatto, il gusto, in Te si ingannano,
Ma solo con l'udito si crede con sicurezza:
Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio,
Nulla è più vero di questa parola di verità.

Sulla croce era nascosta la sola divinità,
Ma qui è celata anche l'umanità:
Eppure credendo e confessando entrambe,
Chiedo ciò che domandò il ladrone penitente.

Le piaghe, come Tommaso, non vedo,
Tuttavia confesso Te mio Dio.
Fammi credere sempre più in Te,
Che in Te io abbia speranza, che io Ti ami.

Oh memoriale della morte del Signore,
Pane vivo, che dai vita all'uomo,
Concedi al mio spirito di vivere di Te,
E di gustarTi in questo modo sempre dolcemente.

Oh pio Pellicano, Signore Gesù,
Purifica me, immondo, col Tuo sangue,
Del quale una sola goccia può salvare
Il mondo intero da ogni peccato.

Oh Gesù, che velato ora ammiro,
Prego che avvenga ciò che tanto bramo,
Che, contemplandoTi col volto rivelato,
A tal visione io sia beato della Tua gloria.

Amen.

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Madre Teresa Santa!


vaticanit - italiano has uploaded Il Papa: Madre Teresa, santa degli ultimi e dei volontari
Il Papa: Madre Teresa, santa degli ultimi e dei volontari
vaticanit - italiano
Portiamo nel cuore il sorriso di Madre Teresa e “doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino, specialmente a quanti soffrono. Apriremo così orizzonti di gioia e di speranza a tanta umanità sfiduciata e bisognosa di comprensione e di tenerezza”. E’ il mandato col quale Papa Francesco ha concluso la sua omelia nella messa di canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, rivolto in particolare ai volontari, ai quali ha consegnato la piccola religiosa, “instancabile operatrice di misericordia” come modello di santità. Davanti a centomila fedeli arrivati in Piazza san Pietro da ogni parte del mondo, il Papa ha proclamato santa l’apostola dell’amore gratuito, riversato verso tutti, “senza distinzione di ...

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican news 25 maggio 2026

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