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Gioia nella Chiesa udinese per l’ordinazione di quattro nuovi diaconi

 

Gioia nella Chiesa udinese per l’ordinazione di quattro nuovi diaconi

La Chiesa udinese si appresta a vivere la grande gioia per l'ordinazione di quattro diaconi, uno dei quali proseguirà il percorso di discernimento verso il presbiterato. La celebrazione avrà luogo domenica 4 gennaio alle 16 in Cattedrale a Udine. Una quinta ordinazione diaconale sarà il 18 gennaio a Moggio Udinese.

Federico Cussigh, 56 anni, imprenditore e scout. Pierluigi Morsanutto, anche lui 56enne, impiegato in banca e impegnato nella pastorale della famiglia. Demetrio Spanti, 49 anni, un impiego nel mondo dell’educazione accanto alle fragilità. Con loro, Francisco Garzon Medina, seminarista di origini colombiane, che dopo il diaconato proseguirà il discernimento verso l’ordinazione presbiterale.

Sono loro i quattro candidati che l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ordinerà diaconi domenica 4 gennaio 2026 nel corso di una solenne celebrazione in Cattedrale a Udine, alle ore 16. La festa, tuttavia, si protrarrà ancora per qualche settimana: un ulteriore candidato, Giulio Deganutti, sarà ordinato diacono domenica 18 gennaio a Moggio Udinese, sua comunità.


Francisco Garzon Medina, verso il sacerdozio

Francisco Garzon Medina con l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba

Nato a Pitalito (Huila, Colombia) nel 1997, è cresciuto in una famiglia cattolica e impegnata nella locale pastorale familiare. La sorella minore, Maria Jose, si sta preparando a entrare nel noviziato nell’Ordine monastico di Santa Chiara, in Colombia.

La fede vissuta in famiglia, assieme al fascino per la figura del presbitero (che in Colombia viene chiamato sempre “padre”), hanno fatto germogliare in Garzon Medina la vocazione al sacerdozio: dopo l’ordinazione diaconale, infatti, Francisco proseguirà verso l’ordinazione presbiterale.

Tornando al suo discernimento vocazionale, nell’ultimo periodo della formazione scolastica il desiderio di diventare presbitero si è scontrato con il sogno di diventare medico e di avere una famiglia.

Il suo arrivo in Friuli viene definito dallo stesso Garzon Medina un segno della Provvidenza: nel 2019 conobbe l’allora arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, grazie a un sacerdote colombiano in servizio nell’Arcidiocesi udinese. Da quell’incontro Garzon Medina decise di trasferirsi in Friuli, iniziando a frequentare il Seminario di Castellerio.

Negli anni, Garzon Medina ha prestato servizio come seminarista nelle comunità di Rivignano e di San Giorgio di Nogaro. Ha ottenuto il baccalaureato in Teologia a Castellerio nel 2024; attualmente sta perfezionando gli studi in Teologia morale presso la Pontificia università Gregoriana di Roma.

Il Card. Pironio proclamato Beato

 Il Card. Pironio proclamato Beato

Già, Argentina. Sabato scorso uno

squarcio di paradiso si è aperto nel

cielo nuvoloso di Luján, a una

settantina di chilometri dalla capitale

Buenos Aires, luogo in cui si è tenuta

la solenne beatificazione e luogo a cui

Pironio e la sua famiglia friulana

hanno legato le tappe fondamentali

della loro vita oltreoceano. A

presiedere il rito proprio colui che per

ben ventitré anni prestò il suo servizio

accanto al Beato Pironio: Fernando

Vérgez Alzaga, delegato del Santo

Padre, oggi cardinale e presidente del

Governatorato della Città del Vaticano.

«Magnificat, magnificat, magnificat!».

Così ha esordito il card. Vergéz,

ricordando la parola che lo stesso

Pironio per ben 12 volte vergò nel suo

testamento spirituale. «Magnificat è la

parola e la preghiera che oggi nasce

spontanea nei nostri cuori. È la parola

che riassume la vita del cardinale

Eduardo Francisco Pironio,

un’espressione di gratitudine al

Signore e a Maria nostra madre. Anche

noi, oggi, vogliamo ringraziare Dio per

il dono della vita del card. Pironio, alla

Chiesa e a tutti noi». Circa tremila le

persone che hanno affollato il sagrato

della basilica di Luján, ma moltissime

altre hanno udito queste parole

collegandosi in streaming su internet o

– qui in Diocesi – ascoltandole sulle

frequenze della lunga diretta su Radio

Spazio. Vérgez ha ricordato alcuni

aneddoti personali, derivanti dal suo

lungo servizio accanto al Beato

Pironio. «Come suo segretario

particolare ho potuto sperimentare la

sua profonda pace interiore e la

grande amicizia che aveva con Dio. In

definitiva, il suo spirito di santità.

Pironio – proseguì Vérgez – aveva una

virtù straordinaria, strumento

indispensabile per la santità: era

l’umiltà, un tratto che gli permetteva di

imitare e identificarsi con Cristo “mite

e umile di cuore”».

Papa Francesco all’Angelus:

«Ci aiuti ad essere Chiesa in uscita»

All’indomani del rito di beatificazione,

al termine dell’Angelus domenicale in

piazza San Pietro Papa Francesco ha

ricordato Pironio e la sua

collaborazione con San Giovanni

Paolo II nella promozione dei laici e

nelle Giornate Mondiali della

Gioventù. «Pastore umile e zelante,

testimone di speranza, difensore dei

poveri», così Francesco ha definito il

nuovo Beato « Il suo esempio ci aiuti

ad essere Chiesa in uscita, che si fa

compagna di strada di tutti,

specialmente dei più deboli. Un

applauso al nuovo Beato!».

servizi di Giovanni Lesa




 

La memoria liturgica del Beato

Eduardo Francisco Pironio è fissata

per il 4 Febbraio vigilia

dell’anniversario della sua morte. È

tuttavia possibile pregare il Beato in

ogni momento con la preghiera

approvata dallepiscopato argentino:

O Gesù misericordioso,

che nel tuo servo Eduardo Francisco

Pironio hai realizzato mirabilmente

l’insegnamento di cercare davanti a

tutti il Regno di Dio e la sua giustizia,

il suo esempio continui a risplendere

nella Chiesa glorificandolo con la

corona dei santi e concedici, per sua

intercessione la grazia che umilmente

ti chiediamo.

E tu, Santa Maria, Vergine della

speranza, degnati di sostenere la nostra

fervida supplica per la maggior gloria.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

6 Gennaio 2026 Epifania- Papa Leone XIV chiude la Porta Santa