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Francisco Buon Cammino

 

Festa grande in Cattedrale: Federico, Francisco, Pierluigi e Demetrio sono diaconi



«Ammetto di essere molto emozionato» ha confidato uno di loro prima della celebrazione. “Loro” sono Federico Cussigh, Francisco Garzon Medina, Pierluigi Morsanutto e Demetrio Spanti, ordinati diaconi nel pomeriggio di domenica 4 gennaio in Cattedrale a Udine. «Se il matrimonio è stato un momento decisivo nella mia vita, sento che ora si apre una nuova pagina altrettanto decisiva». «Però c’è tua moglie, state camminando in due», ribattiamo. «Si, è vero. Meno male. Essere in due è fondamentale». Non sono le parole di un ragazzino, ma di un uomo con gli occhi lucidi dall’emozione. Nella sua famiglia – come nelle famiglie di altri due uomini e nel percorso di discernimento del giovane Francisco – è maturata la vocazione a un  particolare, ulteriore, nel diaconato. Il più umile dei gradi dell’ordine sacro, improntato alla carità e al servizio nella comunità. Un “Eccomi” detto a voce alta davanti all’arcivescovo Riccardo Lamba, all’emerito Andrea Bruno Mazzocato, a decine di preti e neo-confratelli diaconi, e a tantissima gente accorsa in Cattedrale per la felice circostanza.

«Nella mentalità mondana si fa avanti la pretesa di avere un ruolo importante, un posto di prestigio, un potere decisionale. Il vostro motto, tuttavia, sia quello che vi consegna Gesù: “Io sono con voi come colui che serve”». È con poche parole che l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha tracciato il profilo del nuovo servizio a cui sono chiamati i quattro uomini, in piedi dinanzi a lui nel duomo di Udine.

Una Cattedrale che ha ripreso la piacevole abitudine di essere assolutamente stretta per accogliere tutte le persone che, anche questa domenica, l’hanno affollata. Dopo le celebrazioni natalizie e la grande Messa di chiusura del Giubileo, lo scorso 28 dicembre, il duomo udinese anche il 4 gennaio ha faticato a contenere amici e parenti, colleghi di lavoro e compagni di studi dei quattro neo-diaconi, provenienti da storie diversissime ma, per dirla con le parole dello stesso Arcivescovo, «accomunati da una relazione di amicizia così forte con Gesù, che quando vi ha chiesto di essere sempre più uniti a Lui avete risposto “Eccomi!”, “Ci sto!”, “Sono disponibile!”, “Conta su di me!”».

Il rito dell’ordinazione prevede momenti carichi di intensa emozione: la chiamata dei candidati al diaconato, la loro prostrazione con il canto delle litanie, l’imposizione delle mani dell’Arcivescovo, la posa delle mani dei candidati in quelle dell’Arcivescovo stesso, le promesse, la consegna del Vangelo. Momenti di grande tensione emotiva accompagnati dalle sicure parole del rito: la liturgia è una scuola di affidamento dell’uomo a Dio.

«Quest’anno – ha ricordato mons. Lamba ai quattro diaconi – celebriamo gli 800 anni della morte di San Francesco: abbracciate con la sua letizia uno stile di vita laborioso, che renda partecipi della vostra testimonianza di carità tutti coloro che incontrate. Non siete voi i protagonisti, ma gli animatori dell’evangelizzazione di tante persone. È necessario uno stile di ministero che rifugga il protagonismo per farvi eco della Parola di Dio, comunicatori di una voce che salva. A voi è chiesta una cura delle relazioni con i vostri confratelli diaconi, ma anche con le loro famiglie e con tutto il presbiterio, in modo da assaporare il gusto della fraternità, un gusto che diventa profumo di amore. Sono certo che se questo cammino proseguirà conformando la vostra vita a quella di Gesù Cristo, anche attraverso di voi Dio susciterà altre vocazioni al presbiterato e al diaconato, al servizio suo, della sua Chiesa e di tutta l’umanità».

Da sinistra: Andrea Venturini, don Federico Grosso, Federico Cussigh, mons. Riccardo Lamba, mons. Andrea Bruno Mazzocato, don Francisco Garzon Medina, Pierluigi Morsanutto, Demetrio Spanti

Le parole dell’arcivescovo sono risuonate anche nell’intervento a fine celebrazione di don Federico Grosso, delegato episcopale per il diaconato permanente. «L’ordinazione di quattro diaconi, che prossimamente saranno raggiunti da un quinto compagno di strada, è un fatto notevole», ha riconosciuto. «Il fatto che queste vocazioni nascano in famiglia può far intuire a molti di noi, anche qui presenti, che il Signore chiama a servirlo in modo particolare nella vita ordinaria, facendo germogliare un “sì” anche seguendo le vicende ordinarie di una famiglia e una professione».

Don Francisco Garzon Medina, diacono che proseguirà il discernimento verso il presbiterato

La gioia della Cattedrale si è sciolta nell’applauso che ha accompagnato la commozione di don Francisco Garzon Medina, unico tra i quattro diaconi a proseguire il cammino di discernimento verso il sacerdozio. Nel suo saluto – in tre lingue: friulano, italiano e spagnolo – don Francisco ha ringraziato la famiglia di origine (giunta appositamente dalla Colombia) e la famiglia di adozione, il seminario, con le comunità di Rivignano e San Giorgio di Nogaro che l’hanno accolto nel suo servizio. Per lui la gioia continua verso il sacerdozio.

Ma anche per la Chiesa udinese la festa non ha fine: l’appuntamento è per il 18 gennaio a Moggio Udinese, per l’ordinazione diaconale di Giulio Deganutti. È una Chiesa che genera vocazioni particolari, al diaconato, in attesa di nuovi e fecondi “sì” anche per il sacerdozio.

G.L.

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C) - 6 febbraio 2022

 

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Grado della Celebrazione: DOMENICA

Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)

Colletta

Dio di infinita grandezza,
che affidi alle nostre labbra impure
e alle nostre fragili mani
il compito di portare agli uomini
l’annunzio del Vangelo,
sostienici con il tuo Spirito,
perché la tua parola, accolta da cuori aperti e generosi,
fruttifichi in ogni parte della terra.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 6,1-2.3-8)
Eccomi, manda me!

Dal libro del profeta Isaìa

Nell’anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali. Proclamavano l’uno all’altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:
«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo
dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto
il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse:
«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua colpa
e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 137)
Rit: Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore!

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

SECONDA LETTURA (1Cor 15,1-11)
Così predichiamo e così avete creduto.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè
che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture
e che fu sepolto
e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture
e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 4,19)
Alleluia, alleluia.

Venite dietro a me, dice il Signore,
vi farò pescatori di uomini.
Alleluia.

VANGELO (Lc 5,1-11)
Lasciarono tutto e lo seguirono.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù ha sempre chiamato gli uomini ad ascoltarlo e a seguirlo. Ancora oggi, pur sapendo cogliere i segni dei tempi, il suo messaggio non ha perso nulla della sua forza.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rendi feconda la nostra aridità.

1. Perché le nostre scelte non siano mai dettate dagli equilibri di potere ma sempre da giustizia e misericordia. Preghiamo.
2. Perché la consapevolezza di essere peccatori non sia per noi una condanna ma un’occasione per sentirsi accolti. Preghiamo.
3. Perché ci sforziamo di seguirti sempre una volta di più di quello che le nostre forze ci consentirebbero. Preghiamo.
4. Perché sappiamo lasciare ai nostri fratelli la libertà di scelta che tu hai lasciato a noi. Preghiamo.

O Padre, aiutaci a non avere paura del tuo messaggio di speranza e fa che comprendiamo che la nostra inadeguatezza è proprio ciò che tu vuoi che mettiamo a servizio. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B) 17 gennaio 2021

 


II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te:
inneggi al tuo nome, o Altissimo.

Colletta
O Dio, che riveli i segni della tua presenza
nella Chiesa, nella liturgia e nei fratelli,
fa’ che non lasciamo cadere a vuoto
nessuna tua parola,
per riconoscere il tuo progetto di salvezza
e divenire apostoli e profeti del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Sam 3,3-10.19)
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA (1Cor 6,13-15.17-20)
I vostri corpi sono membra di Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,41.17b)
Alleluia, alleluia.

«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,35-42)
Videro dove dimorava e rimasero con lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, oggi il Signore ci chiama ad ascoltare la sua parola, per seguirla e metterla in pratica. Oggi si svela il senso della nostra dignità cristiana, spesso rovinata dalle nostre stesse divisioni. Preghiamo perché l'incontro con il Signore Gesù ci renda suoi discepoli e testimoni.
Lo invochiamo dicendo: Dona alla tua Chiesa pace ed unità!

1. Per la Chiesa di Dio, che è chiamata a partecipare e a testimoniare la santità divina, perché in ogni luogo invochi il Signore che dona lo Spirito Santo, preghiamo.
2. Per tutti i credenti in Cristo, perché non siano sordi all'appello del Signore, e sulla strada dell'ecumenismo si impegnino a superare ogni divisione e discordia, preghiamo.
3. Per coloro che hanno consacrato la vita all'annuncio del Vangelo, perché siano coerenti testimoni della tua Parola che salva, preghiamo.
4. Per tutti gli uomini, perché sappiano riscoprire nell'ascolto e nella meditazione della Parola di Dio la fonte della vera vita, preghiamo.
5. Per noi che partecipiamo all'Eucaristia, perché possiamo vivere, come i primi discepoli, la gioia dell'incontro con il Signore, preghiamo.

Signore, che hai detto ai primi discepoli “Venite e vedrete”, ascolta la nostra preghiera unanime. Libera la nostra mente e il nostro cuore da ogni sordità ed egoismo, e dona alla tua Chiesa pace ed unità, per poter offrire al Padre il sacrificio della lode con animo puro e riconoscente.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.


V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - A 9 Febbraio 2020


V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - A
9 Febbraio 2020
«Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti»

LITURGIA DELLA PAROLA


PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – La Liturgia odierna richiama l’attenzione sulla vocazione comunitaria della Chiesa, che è segno di alleanza per tutta l’umanità. Il “discorso della montagna” non è destinato a individui tra loro isolati, ma a persone che sono disponibili a farsi Comunità per essere sale della terra e luce del mondo.

PRIMA LETTURA: Is 58,7-10
La tua luce sorgerà come l'aurora.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE: dal Salmo 111

Rit.  Il giusto risplende come luce.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.

SECONDA LETTURA: 1Cor 2,1-5
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio

CANTO AL VANGELO: Gv 8,12

Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore,
chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia.

VANGELO: Mt 5,13-16
Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore


PROFESSIONE DI FEDE

PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, al Padre che è nei cieli innalziamo la nostra comune e fiduciosa preghiera, certi che la forza della sua grazia può trasformare la nostra esistenza e renderla conforme a quella di Cristo suo Figlio.
L - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.
  1. Per la Chiesa universale: perché ogni battezzato possa accogliere l’invito pressante a “rimanere” ciò che è diventato nel Battesimo: sale della terra e luce del mondo. Noi ti preghiamo.
  2. Per coloro che sono chiamati a svolgere il servizio di governo della comunità civile: perché non abbiano mai a dimenticare le necessità degli ultimi e dei poveri. Noi ti preghiamo.
  3. Per coloro che nella nostra comunità svolgono il servizio della catechesi: perché il mistero di Cristo crocifisso possa essere il fondamento del loro parlare e del loro agire. Noi ti preghiamo.
  4. Per coloro che sono chiamati a compiere delle scelte particolarmente difficili per la loro esistenza: perché l’ascolto costante delle sacre Scritture e la santità della vita dei fratelli possano favorire il loro percorso di discernimento. Noi ti preghiamo.
  5. Per noi qui riuniti nella celebrazione della Pasqua settimanale: perché nutriti dal pane della Parola e dell’Eucaristia sappiamo essere luce e sale per i nostri fratelli, cosicché vedano le nostre opere buone e rendano gloria a te, Padre nostro, che sei nei cieli. Noi ti preghiamo.
C – Ascolta, Padre santo, le preghiere che ti abbiamo innalzato ed esaudiscile nella tua immensa bontà. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
* G – È la missione che affidi ai tuoi discepoli, Gesù,
è quello che dà senso alla loro presenza nella storia,
alla loro ricerca e alla loro fatica quotidiana:
essere luce… essere sale…
Luce che rischiara i percorsi degli uomini
e aiuta a decifrare quanto sta accadendo
nei nostri tempi così convulsi e complicati,
luce che permette di trovare la strada giusta
per rendere più umana e abitabile questa terra,
luce che sconfigge le tenebre che si insinuano
nei cuori e nelle menti e impediscono
di leggere gli avvenimenti di ogni giorno
con saggezza, profondità, lungimiranza.
Trasformazioni epocali stanno cambiando
la faccia di questo nostro mondo
e noi non possiamo permetterci il lusso
di stare alla finestra, senza sporcarci le mani.
Oggi più che mai tu ci chiedi di attingere
a piene mani dalla saggezza del Vangelo
per trovare compagni di strada disposti
a spendersi per la giustizia e la verità.
Tu ci inviti anche ad essere sale,
a non cercare di risultare appariscenti.
a non esibire la nostra forza numerica,
ma a far avvertire il sapore buono
della compassione e della fraternità,
il sapore pulito dell’onestà,
dell’impegno costante e competente.
Signore Gesù, non permettere
che ci preoccupiamo troppo di noi
e della sorte delle nostre comunità.
Insegnaci a prendere il largo, con coraggio,
per far giungere dovunque la tua speranza.
(Averardo Dini)

oppure:
** G - Non è il mio volto che devo presentare agli altri, ma il tuo, Signore.
Solo il tuo volto è luminoso come il sole,
è limpido come il ruscello alpino,
è sereno come l’alba del tempo estivo,
è appagante come il profumo delle rose,
è attraente come gli occhi di un bambino.
È ponendomi davanti a te,
totalmente dimentico di me stesso,
che la tua bellezza si trasfonde in me
e la tua luce esce dai pori della mia pelle,
dal suono delle mie parole,
dalla delicatezza dei miei passi,
dall’impronta delle mie mani
e dall’attenzione che gli altri cercano in me.
In un tempo tenebroso e arruffato,
incerto e pieno di sbandamenti,
accendi, Signore, il mio volto
così che possa essere davvero luce che illumina,
che orienta, che dà speranza.
(Averardo Dini)



V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) 5 febbraio 2017

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Giornata per la vita


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde


Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)

Colletta

O Dio, che nella follia della croce
manifesti quanto è distante la tua sapienza
dalla logica del mondo,
donaci il vero spirito del Vangelo,
perché ardenti nella fede
e instancabili nella carità
diventiamo luce e sale della terra.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...


PRIMA LETTURA (Is 58,7-10)
La tua luce sorgerà come l’aurora.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 111)
Rit: Il giusto risplende come luce.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.

SECONDA LETTURA (1Cor 2,1-5)
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Alleluia.

VANGELO (Mt 5,13-16)
Voi siete la luce del mondo.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

6 Gennaio 2026 Epifania- Papa Leone XIV chiude la Porta Santa