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Analizzati 1624 vassoi prima e dopo il pasto nell’arco di cinque giorni

 4 Settembre 2026

Analizzati 1624 vassoi prima e dopo il pasto nell’arco di cinque giorni

Il 4,7% del cibo servito non viene consumato, studio nelle mense ospedaliere di Palmanova, San Daniele e Udine


Ricerca del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine con l’Azienda sanitaria
universitaria Friuli centrale

Quantificare il cibo non consumato nelle mense degli ospedali di Palmanova, San Daniele del Friuli e Udine e confrontare i dati prima e dopo una campagna di educazione alimentare e alla sostenibilità. Era l’obiettivo di una indagine condotta dal Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine in collaborazione con l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale.

La ricerca nelle tre mense ha consentito di analizzare 1.624 vassoi prima e dopo il pasto nell’arco di cinque giorni. Complessivamente, alla fine è risultato che, in media, il 4,7% del cibo servito non è stato consumato, pari a circa 33 grammi per vassoio e 44 chilocalorie (kcal) stimate. L’impatto ambientale è stato valutato in circa 70 grammi di gas serra emessi e quasi 62 litri di acqua “sprecati” solo per il cibo che poi è stato lasciato nel piatto per ogni pasto. Che diventano più di 70.000 kcal, 110 chilogrammi di gas serra e 100.000 litri d’acqua se si considera l’intero campione nei cinque giorni di rilevazione, cui si deve aggiungere il costo ambientale di gestione dei rifiuti.

La tipologia di piatto più sprecata in assoluto è il contorno, in genere preparazioni a base di verdure cotte. Quella di Palmanova è la mensa in cui lo spreco si è ridotto di più dopo l’intervento di sensibilizzazione, ma anche quella dove questo ha avuto “meno successo” nel far cambiare gli alimenti scelti. Non si è invece modificato in modo consistente lo spreco nelle altre due mense, anzi si nota un leggero aumento.

«Lo studio – spiegano la coordinatrice dello studio, Maria Parpinel, e la componente del gruppo di ricerca Federica Fiori – è nato per capire se, spingendo le persone a fare scelte migliori in mensa, si riduce o meno lo spreco alimentare nel loro piatto. Dai risultati emerge che se le persone spinte a scegliere determinati alimenti non sono realmente convinte o soddisfatte, potrebbero poi semplicemente lasciarli nel piatto. È un paradosso cruciale perché un cibo avanzato inquina due volte: per essere prodotto e per essere smaltito. Future campagne di salute pubblica e sostenibilità nelle mense dovranno non solo promuovere una alimentazione sana, ma anche lavorare sull’accettabilità dei piatti e su strategie contro lo spreco. Come ad esempio incoraggiare i dipendenti a portare via la frutta non consumata per utilizzarla come spuntino durante la giornata o a chiedere porzioni ridotte quando opportuno».

Il gruppo di ricerca che ha condotto lo studio è composto da: Federica Fiori, Diana Menis, Elisa Mansutti, Caterina Liudmila Graziani, Peter Cautero, Daniela Zago, Marco Driutti, Lucia Lesa, Enrico Scarpis, Alessandro Conte, Lucrezia Grillone, Francesca Cortelazzo, Angelica Cosolo, Manuela Mauro, Laura Brunelli e Maria Parpinel.

I risultati dello studio, condotto nel 2023, sono stati pubblicati dalla rivista scientifica internazionale Applied Sciences. La ricerca è intitolata “The Impact of healthy and sustainable food choices interventions on wasted food: nutritional and environmental aspects of plate waste produced in Italian hospital canteens”. (sg)

Sanità: Riccardi, attivi 11 Punti Salute Asufc e in sviluppo rete Asfo

 


Sanità: Riccardi, attivi 11 Punti Salute Asufc e in sviluppo rete Asfo

Trieste, 6 nov - "Gli undici Punti Salute dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, pienamente operativi e collegati alle rispettive Case della Comunità Hub, costituiscono una rete territoriale capillare che garantisce assistenza continua e prossimità ai cittadini. Ogni sede risponde alle caratteristiche del territorio, offrendo un mix di servizi sanitari, infermieristici, specialistici e socio-assistenziali". Lo ha detto oggi a Trieste in sede di III Commissione del Consiglio regionale l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi rispondendo a un'interrogazione. Come è stato spiegato dall'esponente della Giunta regionale, nei centri maggiori, come San Giorgio di Nogaro, Povoletto e Buja, si concentrano le attività ambulatoriali, i servizi CUP, i punti prelievi e la continuità assistenziale, affiancati da ambulatori specialistici e infermieristici. Le sedi montane di Moggio Udinese, Pontebba, Paluzza, Ampezzo e Ovaro garantiscono la presenza del medico di continuità, l'assistenza infermieristica, le attività di screening ostetrico e l'assistenza riabilitativa domiciliare, estendendo il presidio sanitario anche alle zone più periferiche. I punti stagionali di Lignano Sabbiadoro e Sappada operano nei periodi di maggiore afflusso turistico, con pronto soccorso e guardia medica dedicati. Mortegliano, in fase di riallestimento, rafforzerà la rete con servizi di medicina generale, infermieristica e attività motoria per la popolazione anziana. In relazione all'area di competenza dell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale, i Punti Salute verranno attivati progressivamente con l'apertura delle Case della Comunità, mentre alcune sedi distrettuali periferiche erogano già servizi infermieristici e di base. L'organizzazione varia tra 3 e 20 ore settimanali a seconda delle esigenze territoriali. Il quadro si completa con la spinta verso la telemedicina, inserita nel percorso attuativo del Pnrr-Missione 6 "Salute" e regolata da piani regionali approvati nel 2023. Le nuove piattaforme informatiche consentono televisite, teleconsulto, telemonitoraggio e teleassistenza, in piena integrazione con il Sistema informativo sanitario regionale. Come ha aggiunto Riccardi, l'obiettivo è superare le distanze geografiche, sostenere l'assistenza domiciliare e migliorare l'efficienza delle cure. Nel complesso, secondo l'assessore, la rete dei Punti Salute di Asufc e la futura estensione in ambito Asfo rappresentano un modello di sanità territoriale moderna e integrata, capace di coniugare la presenza di prossimità con l'innovazione tecnologica, restituendo ai cittadini un servizio accessibile, continuo e omogeneo in tutto il Friuli Venezia Giulia. ARC/GG/ma

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Don Francisco sarà prete. «Chiedo al Signore un cuore di pastore»