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Irregolarità nella gestione economica del Seminario arcivescovile di Udine

 

Irregolarità nella gestione economica del Seminario arcivescovile di Udine

I fatti si riferiscono a un periodo di tempo antecedente al 2022 e non vedono coinvolto il comparto formativo del Seminario e l’équipe educativa; parimenti, non sono coinvolte le attività e i beni del Seminario interdiocesano di Castellerio.

L’Arcidiocesi informa che sono in corso alcune indagini in merito a gravi irregolarità nella pregressa gestione economale del Seminario arcivescovile “San Luigi Scrosoppi” di Udine, con distrazione di risorse interne superiori al milione di euro per finalità estranee all’ente.

I fatti si riferiscono a un periodo di tempo antecedente al 2022 e non vedono coinvolto il comparto formativo del Seminario e l’équipe educativa; parimenti, non sono coinvolte le attività e i beni del Seminario interdiocesano di Castellerio.

L’indagine interna è stata avviata dall’allora Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato e proseguita dal suo successore mons. Riccardo Lamba. Tutti gli elementi raccolti sono all’attenzione delle competenti autorità.

«Sono addolorato per la triste vicenda, nutro piena fiducia nello svolgimento delle indagini». Sono le parole dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba. «Il Seminario custodisce un patrimonio di fede e storia, oltre che di beni immobili e culturali. Confidiamo che, con l’aiuto del Signore e di tutte le parti coinvolte, le irregolarità possano essere sanate».

«L’ente Seminario continuerà a muoversi sulla via della legalità e della trasparenza» afferma il rettore del Seminario, don Daniele Antonello. «L’indagine che abbiamo avviato con mons. Mazzocato e proseguito con mons. Lamba va proprio nella direzione di garantire correttezza e limpidezza nella gestione di un patrimonio di tutte le comunità cristiane dell’Arcidiocesi».

In merito alla vicenda, a motivo della delicatezza e della cautela dovute al caso e in attesa dell’accertamento delle responsabilità oggettive, al momento l’ente Seminario non rilascerà ulteriori dichiarazioni. Una dichiarazione del legale del Seminario sarà affidata ai media diocesani Radio Spazio e La Vita Cattolica.

Il bollettino interparrocchiale “Le Plêf”(la Vita Cattolica)

Porpetto. Sono i giovani “l’anima” del bollettino interparrocchiale “Le Plêf”



“Rinato” da qualche anno, “Le Plêf” – il bollettino delle comunità cristiane di Porpetto, Castello, Corgnolo con Pampaluna – ha un “cuore” giovanissimo che “batte” tra le sue pagine. Il progetto, infatti, è caratterizzato dal coinvolgimento di un gruppo di redazione costituito per lo più da ragazze e ragazzi della comunità, coordinato dal vicario parrocchiale don Alberto Santi.

L’ultimo numero della pubblicazione – in ordine di tempo – è uscito a dicembre 2025, in occasione del Natale. Una ventina di pagine che, tra le riflessioni e gli interventi del vicario foraneo della Forania della Bassa Friulana e parroco Coordinatore della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro, mons. Igino Schiff, e dello stesso don Santi, “raccontano” passo dopo passo la vita delle comunità parrocchiali, riportandone i momenti principali.

«Nel corso dell’anno, ognuno ha un compito preciso: si seguono gli eventi, si scattano fotografie e poi c’è chi scrive i testi, affinché le esperienze comunitarie siano poi presenti nel bollettino interparrocchiale», illustra Lucia Dri, 22enne catechista di Porpetto che studia Architettura all’Università di Udine. «Io, in particolare, mi occupo della parte grafica e, una volta ricevuti i contenuti da tutti i collaboratori, con l’aiuto di don Alberto, realizzo il progetto». Un impegno non indifferente che Lucia svolge con grande entusiasmo. «Nonostante i tanti impegni, soprattutto di studio, cerco sempre di trovare il tempo per dedicarmi al bollettino. Mi auguro che l’iniziativa continui, magari coinvolgendo sempre più persone, anche perché vedo che c’è entusiasmo sia in chi lo realizza, sia nelle famiglie delle nostre parrocchie che poi lo ricevono».

Concorda con Lucia il “collega” di redazione de “La Plêf”, Luca Grop, 21 anni, catechista e aiuto chierichetti in Parrocchia a Porpetto (un passato da animatore, per ora accantonato per i tanti impegni), studente di Scienze della formazione all’Università di Udine e già insegnante, come supplente, nella scuola dell’infanzia. «Quando lo consegniamo casa per casa, leggere negli occhi dei nostri compaesani la gratitudine per quanto lasciamo nelle famiglie è una grande soddisfazione. Si tratta di un’iniziativa che per anni era stata accantonata, ma grazie a don Alberto Paschini prima, e a don Santi adesso, è stata riproposta con il coinvolgimento di un gruppo di giovani, piuttosto entusiasta e motivato». Luca sottolinea che poter raccontare anche a chi non conosce ciò che la comunità vive durante il corso dell’anno, è la marcia in più che lo spinge ad impegnarsi con tante energie. «La vedo come un’opportunità preziosa per far sentire la nostra voce e per arrivare a tutti, raccontando una comunità attraverso gli eventi che la caratterizzano. In fondo è la nostra storia, per questo credo nella valenza del progetto». Uno dei valori aggiunti, a detta di Luca, «è proprio il consolidamento del senso di appartenenza e di collaborazione che nasce dall’opportunità di potersi raccontare»

Accanto ai tanti giovani che hanno dato la disponibilità per un impegno in prima linea, ci sono anche altre persone impegnate nelle Parrocchie e pure il Comitato anziani ad offrire la propria collaborazione.

Tante le notizie che trovano spazio nell’ultima edizione – con la prima pagina che riporta una riflessione quanto mai attuale sulla pace a firma di mons. Schiff –: il “Perdon de Madone” di Porpetto e gli alberi natalizi allestiti in pieve, il Rosario nelle corti proposto a Castello insieme alla festa del patrono San Francesco, il presepe di Corgnolo, il teatro portato nelle case a cura di un gruppo di giovani (post Cresima), oltre ad un interessante dialogo intergenerazionale immaginato tra una nonna e la nipote.

«Questo bollettino è stato progettato con lo scopo di raggiungere tutte le famiglie – afferma don Santi – ed è un’occasione grandissima per far conoscere le proposte, le attività, gli appuntamenti che una Parrocchia vive, non dimenticando che si fa parte di una Collaborazione pastorale, dove la visione d’insieme è fondamentale».

Motivo per cui in questi tre anni in cui il bollettino è stato riproposto, spazio viene dedicato ad esempio pure alle attività dei giovani di San Giorgio o alle proposte dei campeggi estivi.
«Un secondo aspetto positivo, di cui vado orgoglioso – evidenzia don Santi – è l’aver coinvolto i giovani: chi ha dato la disponibilità a scrivere i vari articoli, chi si occupa della consegna, chi si è preso l’impegno di essere parte di piccolo comitato di redazione, mostrando anche un’autonomia nella gestione di alcuni compiti, fa guardare con speranza al futuro del bollettino».

Insomma, un progetto corale che è “di tutti” e proprio per questo necessita anche di sostegno concreto per coprire le spese di stampa (già molte persone, in segno di gratitudine, hanno fatto pervenire le proprie offerte). Per questo, chiunque lo desideri, può effettuare una donazione, rivolgendosi alla propria Parrocchia di riferimento.

Monika Pascolo

 

Aperta la campagna abbonamenti al settimanale diocesano «La Vita Cattolica». Che si appresta a festeggiare cento anni

 

Aperta la campagna abbonamenti al settimanale diocesano «La Vita Cattolica». Che si appresta a festeggiare cento anni

«Cento anni con te e per te». Questo lo slogan che accompagna la campagna abbonamenti 2026 al settimanale diocesano La Vita Cattolica, entrata nel vivo in prossimità dell’Avvento e del Natale. Con i suoi 50 numeri all’anno, il settimanale si propone come strumento di lettura della realtà friulana con la lente di speranza data dalla sua ispirazione cattolica.

Dalla vita delle comunità più piccole all’attualità regionale, dall’economia all’agricoltura, dallo sport alla politica, tra salute, sociale, sguardi sul mondo e sulle nuove generazioni. Con un’attenzione particolare alla Chiesa udinese e alle sue comunità.

 

Nel 2026 i cento anni del settimanale diocesano

Il 2026 sarà, peraltro, un anno di importanti eventi per il settimanale della Chiesa udinese: già a partire da gennaio, infatti, si aprirà il vastissimo cartellone di eventi per i cento anni di pubblicazione settimanale, che saranno celebrati con convegni, mostre itineranti, edizioni speciali, pubblicazioni, concerti e serate culturali. Per La Vita Cattolica e i suoi abbonati, insomma, sarà un anno tutto da scoprire.

Il programma delle celebrazioni sarà presentato prossimamente.

Il commento al vangelo della Domenica 15 dicembre 2024(la vita cattolica)

 https://www.lavitacattolica.it/rallegrati-piena-di-grazia-il-signore-e-con-te-2/


link alla pagina del Commento al vangelo della Domenica di Don Alberto Paschini su Vita Cattolica

Vita Cattolica: L’ex Caserma Piave nei “viaggi della memoria” di Monika Pascolo

 

Palmanova. L’ex Caserma Piave nei “viaggi della memoria”

Quelle stanze furono scenario di feroci torture e uccisioni. Un luogo tristemente noto per essere stato trasformato, da settembre 1944 a fine aprile 1945, in uno dei più imponenti centri di repressione antipartigiana in Friuli-Venezia Giulia, istituito dai nazisti con lo scopo di azzerare le attività della Resistenza della Bassa Friulana. Alla Caserma Piave di Palmanova – dove operò anche la famigerata “banda Ruggiero” – trovarono la morte decine di persone, moltissime non registrate e, quindi, non identificabili. Secondo i dati emersi in un processo celebrato nel 1946 dalla Corte d’Assise Straordinaria di Udine, a carico della banda c’è l’uccisione di 543 detenuti fra donne e uomini, 231 morti “per tentata fuga”, oltre a 234 altri detenuti trucidati da una seconda banda, chiamata “Borsatti”. Il numero esatto delle vittime non si è mai conosciuto: numerosi resti di corpi umani, a cui non fu possibile assegnare un nome, furono trovati vicino a Porta Aquileia e nei bastioni della città stellata.

Una pagina terribile di storia che deve essere dimenticata. Per questo, la Caserma Piave – sede del Museo regionale della Resistenza – potrebbe essere inserita come proposta nei viaggi della memoria in Italia. La richiesta è arrivata di recente dall’Anpi nazionale, per voce di Natalia Marino, componente del Comitato italiano dell’Associazione partigiani e direttrice di Patria Indipendente che, proprio a Palmanova, davanti alle celle – le cui pareti portano ancora i segni delle sofferenze e violenze lì dentro patite –, ha auspicato «che si possa operare con tutte le istituzioni comunali e regionali e nazionali» per dar vita al progetto. Un “Viaggio della memoria” che colleghi la Caserma Piave alla Risiera di San Sabba a Trieste (campo di concentramento nazista munito di crematorio le cui vittime stimate sono tra le 3.000 e le 5.000), passando per il campo di Gonars (luogo di prigionia realizzato dal regime fascista nell’autunno del 1941 e utilizzato per internare i civili rastrellati nei territori occupati dall’esercito italiano nell’allora Jugoslavia) e la Caserma Sbaiz di Visco (ha ospitato, tra il febbraio e il settembre del 1943, un campo di concentramento in cui furono reclusi circa 3.000 civili sloveni, croati, serbi e montenegrini), per “raccontare” la “Resistenza di confine”. «Una cinquantina di km appena per scoprire quanto abbiamo vissuto accanto all’ignominia e ci siamo sprofondati. Per poi riscattarci grazie alla Resistenza e alla forza dell’unità antifascista», ha aggiunto Marino.

Da parte sua l’Amministrazione comunale – come hanno evidenziato il sindaco Giuseppe Tellini e l’assessora alla Cultura Silvia Savi – appoggia «la proposta di inserire l’ex caserma nei viaggi nazionali della memoria affinché si restituisca dignità ad un luogo che ha segnato la storia delle nostre terre».

Monika Pascolo

Mons. Andrea Bruno visita la collaborazione pastorale di Remanzacco

 

LA COLLABORAZIONE PASTORALE DI REMANZACCO ACCOGLIE LA VISITA DI MONS. MAZZOCATO

Sabato 9 e domenica 10 marzo sarà la Collaborazione pastorale di Remanzacco ad accogliere mons. Andrea Bruno Mazzocato in una delle ultime tappe - la quarantanovesima - della sua Visita pastorale.

Cerniera tra la città e le aree più orientali della pianura friulana, il territorio della Collaborazione pastorale di Remanzacco ospita circa 6.000 abitanti in cinque Parrocchie: oltre al capoluogo Remanzacco, infatti, vi sono Cerneglons e Orzano (a sud), Ziracco e Grions del Torre (a nord). A parte quest’ultima comunità, afferente al comune di Povoletto, le altre Parrocchie fanno parte del comune di Remanzacco.

Un territorio dalla vocazione rurale, ma con un recente e rapido sviluppo in senso industriale e terziario. Con una particolarità che lo rende unico nel panorama diocesano: la presenza della Casa “Padre Luigi Scrosoppi”, dove a metà del XIX secolo il santo sacerdote udinese stabilì una delle sue case di accoglienza per le ragazze “derelitte” dell’epoca.

 

Le presenze

Il parroco coordinatore della CP è don Giovanni Gabassi. Egli guida anche le Parrocchie di Remanzacco e Cerneglons. A Orzano – Parrocchia che comprende anche la comunità di Selvis – il parroco è mons. Giuseppe Burba. Ziracco e Grions del Torre, invece, sono guidate da mons. Sergio Di Giusto.

A Orzano, nella casa “San Luigi Scrosoppi”, vive la comunità delle suore della Provvidenza, eredi della prima comunità fondata dallo stesso San Scrosoppi.

Il direttore del Consiglio pastorale di Collaborazione è Gianfrancesco Santarossa.

 

Il programma della Visita pastorale

Sabato 9 marzo 2024

  • Ore 16.00 nella sala “Perosa” a Remanzacco: mons. Mazzocato incontra tutti gli operatori pastorali.
  • Ore 18.00 in oratorio a Remanzacco: incontro con animatori e giovani della C.P.
  • Ore 19.00 a Ziracco: il Vescovo celebra la S. Messa per le comunità.

Domenica 10 marzo 2024

  • Ore 10.00, sala comunale di Remanzacco: mons. Mazzocato incontrerà le autorità civili, militari e le associazioni.
  • Ore 11.00 in chiesa a Remanzacco il Vescovo celebra la S. Messa con la presenza di tutte le comunità della C.P.

 

L’inserto su Vita Cattolica e l’intervista su Radio Spazio



Il settimanale diocesano «La Vita Cattolica» accompagna i passi dell’Arcivescovo nelle 54 Collaborazioni pastorali con altrettanti inserti, dedicati, di volta in volta, alle singole CP. Gli inserti, dal titolo «In viaggio nelle Collaborazioni pastorali» saranno pubblicati nel numero del settimanale diocesano immediatamente precedente il fine-settimana di Visita da parte dell’Arcivescovo.

L’inserto dedicato alla Collaborazione pastorale di Remanzacco, pubblicato con il numero del 6 marzo 2024, si apre con la voce del parroco coordinatore, don Giovanni Gabassi, accanto alla consueta tabella che sintetizza la realtà di questa Collaborazione pastorale. Ampio spazio alla bella (e ormai consolidata) realtà del “gruppo famiglie” della Parrocchia di Remanzacco, recentemente aperto a tutte le comunità della CP. Spazio anche alle attività giovanili dell’oratorio, oltre alla casa “San Luigi Scrosoppi”, fulcro di spiritualità del territorio. Piccole finestre anche su alcune celebrazioni quaresimali condivise nella Collaborazione pastorale e al ricco percorso di catechesi per pre-adolescenti.

Il parroco coordinatore, don Giovanni Gabassi, sarà in onda venerdì 8 marzo su Radio Spazio, nella consueta intervista che precede la Visita pastorale.

 

Bella esperienza di fraternità e confronto con la Chiesa universale

 

Visita ad limina. Moraglia e Mazzocato: «Bella esperienza di fraternità e confronto con la Chiesa universale»

«Questa Visita si sta rivelando molto significativa sia per il clima fraterno con cui la stiamo vivendo noi Vescovi del Nordest sia per il dialogo costruttivo instaurato con i vari Dicasteri che abbiamo finora incontrato. È un grande segno di comunione con il Papa e nella Chiesa. Ne sono molto contento e per questo ringrazio il Signore». È quanto ha osservato martedì 6 febbraio l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, dopo uno dei numerosi incontri in Vaticano nell’ambito della Visita ad limina che si sta svolgendo a Roma.

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«Stiamo vivendo una bella esperienza come episcopato triveneto – ha osservato dal canto suo il patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneto, Francesco Moraglia –: ci sono momenti e spazi per incontrarci, per pregare e stare insieme, anche molto semplicemente. E ci sono soprattutto tante occasioni di confronto con la Chiesa universale. Veniamo qui a portare la nostra esperienza pastorale, chiediamo di essere confortati in questa esperienza e anche delle indicazioni. Affrontiamo di volta in volta tematiche molto importanti, dal clero alla liturgia, ed è un’occasione per arricchirci reciprocamente».

Prima dell’atteso incontro col Papa, giovedì 8, mercoledì 7 febbraio i Vescovi hanno appuntamento con i dicasteri Dottrina della Fede, Istituti di Vita consacrata e Società di Vita apostolica, Cultura e Educazione, Comunicazione.

Vita Cattolica 24 gennaio 2024: il testamento spirituale di Mons. Corgnali


 “Mandi a duc’. Che Diu us vuardi e s’o podês ognitan visàisi di me”. Così ha scritto nel suo testamento spirituale mons. Duilio Corgnali, sacerdote, giornalista, per 21 anni direttore di Vita Cattolica, parroco di Tarcento, deceduto domenica 21 gennaio e di cui, mercoledì 24 gennaio, alle ore 15, proprio nella chiesa parrocchiale di Tarcento, l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato celebrerà le esequie. “Il funerale – scrive ancora don Duilio –….don Angelo lo sa. Che sia una festa per un amico che va…eppure ci resta compagno. Ricordati una rosa rossa, fresca, della freschezza che la natura dà con prodigalità. Natura che ho pur tanto amato e goduto”.

Ampi stralci del testamento spirituale sono pubblicati nel numero del settimanale diocesano di mercoledì 24 gennaio, che offre ai lettori sei pagine di testimonianze e ricordi su mons. Corgnali. Tra essi l’arcivescovo mons. Mazzocatomons. Angelo Zanellomons. Valentino Costante, il professor Silvio Brusaferro, già presidente dell’Istituto superiore di sanità. E poi i tanti giornalisti che hanno imparato la professione alla scuola di don Duilio.


Un anno a Palmanova

 

ADDIO A MONS. DUILIO CORGNALI

La Chiesa udinese piange la scomparsa di uno dei suoi figli più illustri: mons. Duilio Corgnali è deceduto domenica 21 gennaio attorno a mezzogiorno all’ospedale di Udine, dove si trovava ricoverato dallo scorso 15 dicembre in seguito all’insorgenza di una grave forma tumorale. Aveva 77 anni.

Un ministero sacerdotale speso al servizio della cultura, della comunicazione ecclesiale e della pastorale ordinaria della Chiesa udinese, in particolare nelle comunità del tarcentino. L’anima forte e amorevole, decisa e sorridente di mons. Duilio Corgnali è stata chiamata a sé dal Signore domenica 21 gennaio. Mons. Corgnali si è spento a seguito del repentino aggravarsi di un male che, quando scoperto, era in fase già avanzata.

I dettagli sulle esequie di mons. Corgnali saranno comunicati prossimamente.

 

I primi anni

Nato il 26 marzo 1946 a Manzinello, Duilio Corgnali fu ordinato sacerdote il 9 ottobre 1971. Dopo un anno di servizio come cooperatore pastorale a Palmanova, nel 1972 si recò a Roma per un periodo di studi presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, l’“Angelicum”, dove si laureò nel 1975 con una tesi su San Cromazio d’Aquileia.

 

Anima della ricostruzione post-terremoto

Don Corgnali si trovava ancora a Roma quando, il 6 maggio del 1976, il Friuli fu sconvolto dal terremoto: rientrato immediatamente in Diocesi, fin da subito si spese in prima persona per la ricostruzione materiale e culturale del Friuli terremotato. Nell’ottobre 1976, all’indomani del secondo sisma, l’arcivescovo mons. Alfredo Battisti lo nominò direttore del CeDI, il Centro di documentazione e informazione, un gruppo di scrittori e giornalisti voluto dallo stesso Arcivescovo e dal direttore della Caritas italiana, mons. Nervo, per raccogliere tutta la documentazione e i vari aspetti che stavano emergendo nell’immediato post-terremoto. Da allora Corgnali fu un instancabile promotore della rinascita culturale e sociale del Friuli.

Un anno dopo il sisma mons. Corgnali curò la pubblicazione del volume «Friuli. Un popolo tra le macerie». Il libro è stato riedito da La Vita Cattolica nel 2016, in occasione del 40° anniversario del terremoto.

 

Direttore de La Vita Cattolica, fondatore di Radio Spazio

Mons. Corgnali intervenne il 30 ottobre 2023 in diretta su Radio Spazio in occasione del 30° di fondazione dell’emittente diocesana

Gli strumenti di comunicazione diocesana furono per mons. Corgnali un privilegiato ambito di servizio alla Chiesa. Oltre all’esperienza al CeDI, nel 1978 egli fu nominato direttore del settimanale diocesano La Vita Cattolica, ruolo che ricoprì per ben 24 anni fino al 2002. In quegli anni – in particolare dal 1993 al 1998 – mons. Duilio Corgnali rivestì anche un incarico nazionale: fu infatti direttore della FISC, la Federazione italiana dei settimanali cattolici. Giornalista professionista dal 1991, su La Vita Cattolica mons. Corgnali ha continuato a scrivere anche dopo il termine del suo mandato: l’ultimo numero della sua rubrica, il celebre e frizzante Agâr, è stato pubblicato lo scorso 6 dicembre.

Nel 1993 mons. Corgnali fondò – assieme a Grazia Fuccaro e con l’allora arcivescovo mons. Battisti – l’emittente diocesana Radio Spazio, rilevando una precedente radio che trasmetteva nella pedemontana tarcentina. In quegli anni volle fortemente che i media diocesani potessero contare su uno spazio loro dedicato, così si adoperò per la costruzione dell’edificio di via Treppo 5, a Udine, in cui tutt’ora trovano casa il settimanale e la radio dell’Arcidiocesi di Udine, oltre al centro culturale “Paolino d’Aquileia”.

Dal 1983 al 2002 mons. Corgnali fu anche direttore del Centro diocesano per le Comunicazioni sociali.

 

Parroco a Tarcento e nelle Parrocchie della pedemontana tarcentina

10 dicembre 2023: l’ultima Messa domenicale celebrata in duomo a Tarcento, in occasione della Visita pastorale dell’Arcivescovo

Il ministero sacerdotale di mons. Duilio Corgnali trovò particolare fecondità anche nella pastorale parrocchiale. Nel 1980 fu nominato parroco di Sedilis, ma fu il 2002 l’anno in cui venne nominato parroco di Tarcento, Coia-Sammardenchia e Ciseriis. L’anno successivo divenne parroco a Loneriacco, mentre nel 2021 assunse la guida delle Parrocchie di Collalto e Collerumiz.

Dal 2006 al 2012, inoltre, guidò le vicine Parrocchie di Magnano in Riviera e Billerio.

La guida di un numero sempre crescente di comunità non ha mai spento in mons. Corgnali il desiderio di star vicino a tutti: d’estate la sua priorità era l’oratorio estivo parrocchiale, vissuto tra i bambini e i ragazzi delle sue Parrocchie; inoltre aveva particolarmente a cuore l’appuntamento settimanale di visita agli infermi.

Mons. Corgnali era inoltre vicario foraneo, dapprima per la Forania di Tarcento e poi, con l’istituzione delle Collaborazioni pastorali nel 2018, per la Forania della Pedemontana.

 

L’impegno per le cause friulane

A Roma con Giovanni Paolo II e mons. Alfredo Battisti

Convinto sostenitore delle cause friulane, mons. Duilio Corgnali si spese in prima persona e con grande energia a sostegno dell’approvazione della Legge 482/1999 per il riconoscimento statale – tra le altre – del friulano quale lingua minoritaria. Mons. Corgnali sosteneva con forza l’utilizzo della lingua friulana nella liturgia; peraltro fu il coordinatore della commissione interdiocesana per la traduzione del Messale romano in marilenghe.

Con la sua scomparsa, insomma, la Chiesa udinese e l’intero Friuli perdono un dinamico animatore della vita culturale e sociale, nonché un sacerdote dotato di un instancabile senso di servizio a favore delle sue comunità.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Angelus di domenica 12 aprile 2026

 https://www.youtube.com/live/FHVwnaucqHk?si=zrYP6IsqenMSw_8y