La mercantile di Conti Carwil, varata nel 2024 nei Paesi Bassi, porta il nome dello scalo friulano sulle rotte commerciali.

 

La mercantile di Conti Carwil, varata nel 2024 nei Paesi Bassi, porta il nome dello scalo friulano sulle rotte commerciali. Bordin: «Il porto è una risorsa per l’economia regionale». Al centro dello sviluppo infrastrutturale l’accessibilità marittima, i dragaggi e la tutela della laguna

Porto Nogaro consolida il proprio legame con il sistema dello shipping internazionale attraverso il primo approdo della CL Nogaro, la nave mercantile impiegata dalla compagnia Conti Carwil che porta il nome dello scalo di San Giorgio di Nogaro, in Friuli Venezia Giulia. Un riconoscimento al territorio e alla sua vocazione marittima, ma anche un’occasione per richiamare il ruolo delle infrastrutture portuali nel sostenere la competitività delle imprese e i collegamenti con i mercati esteri.
La cerimonia, ospitata il 6 ottobre nello scalo friulano alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore marittimo, ha posto al centro il rapporto tra attività portuale, sviluppo economico e necessità di garantire condizioni infrastrutturali adeguate all’operatività delle navi.

Il presidente del Cr Fvg, Mauro Bordin, in plancia di comando della nave mercantile CL Nogaro

«La scelta di chiamare questa nave CL Nogaro è un riconoscimento al nostro territorio e a quanti, ogni giorno, lavorano per far crescere il porto. Il suo nome accompagnerà la nave nei suoi viaggi, portando sui mari un segno del legame con San Giorgio di Nogaro e con il Friuli Venezia Giulia», ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin.
Il primo approdo assume così un valore che va oltre quello simbolico, richiamando la funzione economica dello scalo all’interno del sistema produttivo regionale. Porto Nogaro rappresenta infatti un punto di collegamento tra le imprese del territorio e i mercati internazionali, attraverso le attività di movimentazione marittima delle merci e i servizi connessi alla logistica portuale.
«Porto Nogaro è una risorsa per l’economia regionale: mette in collegamento le nostre imprese con i mercati internazionali e crea opportunità di lavoro», ha evidenziato Bordin, ribadendo che sostenerne lo sviluppo significa valorizzare le competenze degli operatori e rafforzare la competitività del territorio.
Il tema delle infrastrutture e dell’accessibilità dello scalo è stato uno dei passaggi centrali dell’intervento del presidente del Consiglio regionale. In particolare, Bordin ha richiamato la necessità di assicurare fondali adeguati alle esigenze del traffico mercantile, condizione essenziale per garantire la continuità delle operazioni portuali e offrire prospettive di sviluppo alle attività economiche collegate.
La questione dei dragaggi rimane dunque strategica per il futuro di Porto Nogaro. Secondo Bordin, dopo il superamento di una fase di stallo, occorre proseguire attraverso la collaborazione tra le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti, per assicurare gli interventi necessari all’accessibilità marittima.
«La Regione è chiamata a sostenere gli investimenti necessari a garantire l’accessibilità dello scalo. Sul fronte dei dragaggi è stata superata una fase di stallo, ma resta essenziale la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti: fondali adeguati alle esigenze delle navi sono una condizione indispensabile per assicurare l’operatività del porto e dare prospettive alle imprese e all’occupazione», ha dichiarato.

Riccardo Scafidi, Andrea Gambardella, il presidente Mauro Bordin, Pietro Del Frate, Alessio Vadi, Fulvio Carlini

L’adeguatezza dei fondali rappresenta un fattore determinante per l’efficienza di uno scalo commerciale, incidendo sulle condizioni di accesso delle unità mercantili e, di conseguenza, sulla capacità del porto di rispondere alle esigenze degli operatori dello shipping e delle imprese che utilizzano il trasporto marittimo per i propri scambi.
Accanto alla dimensione infrastrutturale emerge anche il tema dell’equilibrio tra sviluppo portuale e salvaguardia ambientale. La collocazione dello scalo in un territorio caratterizzato dalla presenza della laguna rende infatti necessario conciliare le esigenze delle attività commerciali con la tutela del patrimonio naturale e delle opportunità legate al turismo.
«Lo sviluppo del porto deve procedere insieme alla tutela di un patrimonio straordinario come la laguna, che rappresenta anche una risorsa per il turismo», ha osservato Bordin.
Una prospettiva che richiama il rapporto tra le diverse componenti dell’economia del mare, dalla portualità commerciale alla logistica, fino alla valorizzazione ambientale e turistica del territorio. In questo contesto, gli investimenti destinati all’accessibilità dello scalo assumono un ruolo centrale, da sviluppare in coerenza con le esigenze di tutela dell’ecosistema lagunare.
La CL Nogaro, varata nel febbraio 2024 nei Paesi Bassi, è stata chiamata così per volontà di Fulvio Carlini, managing director di Conti Carwil, che ha inteso rendere omaggio non soltanto al porto di riferimento della compagnia in Friuli Venezia Giulia, ma anche alla terra delle proprie origini familiari e ai rapporti personali costruiti con il territorio friulano.
Alla cerimonia hanno partecipato, oltre a Bordin e Carlini, il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Porto Nogaro, tenente di vascello Alessio Vadi, e il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate. L’incontro è stato aperto e moderato da Giulia Di Levrano, line manager dell’agenzia Mms.
Per Mms e il Gruppo Finsea è intervenuto Riccardo Scafidi, business unit director di Finsea Shipping Agency, che ha consegnato una targa all’armatore. La cerimonia si è conclusa con la visita alla nave da parte dei partecipanti.
L’iniziativa ha riunito così rappresentanti istituzionali, armatoriali e operatori dell’agenzia marittima, evidenziando il rapporto tra lo scalo e le attività economiche che gravitano attorno al trasporto via mare.

Il presidente del Cr Fvg, Mauro Bordin, con Fulvio Carlini, managing director di Conti Carwil

Per Porto Nogaro, il primo approdo della nave che ne porta il nome rappresenta soprattutto un’occasione per riaffermare il ruolo della portualità nell’economia del Friuli Venezia Giulia. Una funzione che si lega alla capacità di assicurare collegamenti commerciali internazionali, sostenere le imprese e valorizzare le professionalità della filiera marittima e logistica.
Le prospettive dello scalo restano strettamente connesse alla disponibilità di infrastrutture adeguate e alla continuità degli interventi necessari per mantenerne l’accessibilità. In questo quadro, il tema dei dragaggi e il coordinamento tra i soggetti coinvolti si confermano prioritari per garantire condizioni operative compatibili con le esigenze dello shipping, nel rispetto del delicato equilibrio ambientale della laguna.
La CL Nogaro porterà intanto il nome dello scalo friulano sulle rotte del commercio internazionale, diventando un segno tangibile del rapporto tra il territorio, la sua tradizione marittima e le attività industriali e logistiche che ne sostengono l’economia.

La preghiera del 12 ottobre: Sant'Agostino


 Signore mio Dio,

mia unica speranza,

esaudiscimi e fa sì

che non cessi di cercarti per stanchezza,

ma cerchi sempre la tua faccia con ardore.

Dammi tu la forza di cercare,

tu che hai fatto sì di essere trovato

e mi hai dato la speranza di trovarti

con una conoscenza sempre più perfetta.

Davanti a te sta la mia forza

e la mia debolezza:

conserva quella, guarisci questa.

Davanti a te sta la mia scienza e la mia ignoranza;

dove mi hai aperto,

ricevimi quando entro;

dove mi hai chiuso,

aprimi quando busso.

fa' che mi ricordi di te,

che comprenda te,

che ami te.

Aumenta in me questi doni.

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 11 Ottobre 2026

 domenica 11 Ottobre 2026

Messa del Giorno

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Colore Liturgico verde


Antifona

Se consideri le colpe, o Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Con te è il perdono, Dio d’Israele. (Cf. Sal 129,3-4)

Si dice il Gloria.

Colletta

O Padre,
che inviti tutti gli uomini alle nozze del tuo Figlio,
rivestici dell’abito nuziale
e donaci di accogliere sempre le sorprese del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 25,6-10a

Preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Sal 22 (23)

R. Abiterò per sempre nella casa del Signore.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. R.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

Seconda Lettura

Tutto posso in colui che mi dà forza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 4,12-14.
19-20

Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla
sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.
Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. (Cf. Ef 1,17-18)

Alleluia.

Vangelo

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 22,1-14

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore.


Tutelare il paesaggio tra terra e acqua e immaginare nuove opportunità per le comunità.

 

GEODIVERSITÀ. BORDIN: GOVERNARE TRASFORMAZIONI FA CRESCERE TERRITORIO

06.10.2026
18:17
(ACON) Marano Lagunare, 6 ott - Tutelare il paesaggio tra terra e acqua e immaginare nuove opportunità per le comunità. 

Se n'è parlato alla Vecchia Pescheria di Marano Lagunare, nell'incontro promosso dalla Comunità Riviera Friulana nell'ambito di Grew, progetto del programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. In occasione della Giornata internazionale della geodiversità, l'appuntamento ha riunito proposte per il territorio della Riviera Friulana, contributi dell'Università di Trieste e un momento centrale con la spiegazione del Contratto di area umida.


"Governare le trasformazioni è fondamentale per far crescere il territorio, tutelando un ambiente unico e affrontando con coraggio i cambiamenti della società e dell'economia - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin -. La sfida è comprendere insieme quale futuro vogliamo costruire. La mostra che si può visitare in questi giorni, dedicata alla Maruzzella ci ricorda il valore di un'attività che ha segnato la storia di questa comunità: oggi quella realtà non c'è più e la pesca attraversa una fase difficile. Occorre partire dalla nostra identità per sviluppare nuove opportunità, valorizzando il patrimonio architettonico, l'enogastronomia e il paesaggio, e mettendo in relazione turismo ed economia locale".




"Non possiamo limitarci a conservare ciò che abbiamo: dobbiamo anche immaginare ciò che i nostri paesi possono diventare - ha aggiunto Bordin -. Il contributo dei giovani è prezioso per individuare nuove prospettive, migliorare i servizi e creare occasioni di sport e socialità. Agli studenti presenti rivolgo l'invito a confrontarsi con le comunità e a proporre idee capaci di rendere questo territorio ancora più bello e accogliente. Fare sinergia significa costruire un'offerta riconoscibile per i visitatori e, insieme, migliorare la qualità della vita di chi qui abita. In questa prospettiva, il collegamento tra la Riviera friulana e Lignano deve diventare sempre più forte, mettendo in rete la località balneare e il suo entroterra". ACON/AD-rm

GdF scopre maxi evasione fiscale internazionale da oltre 2,5 milioni di euro

 Nel mirino due società estere appartenenti allo stesso gruppo multinazionale con ufficio a San Giorgio di Nogaro

Imilitari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine hanno smascherato un’evasione fiscale internazionale milionaria nel settore del commercio di carta decorativa, portando alla luce redditi sottratti a tassazione per oltre 2 milioni di euro da due società estere.

L’operazione di servizio è scaturita dal monitoraggio dei Finanzieri della Compagnia di Cividale delle operazioni commerciali tra le imprese operanti nel territorio della provincia di Udine e l’estero, condotto anche mediante un’analisi incrociata delle informazioni estratte dalle banche dati in uso al Corpo.

Al termine degli accertamenti i militari hanno individuato un ufficio ubicato a San Giorgio di Nogaro riconducibile a due società estere, una spagnola ed una austriaca, appartenenti alla medesima multinazionale estera.

Quelli che risultavano dichiarati come meri uffici di rappresentanza in realtà venivano utilizzati dai due direttori commerciali delle imprese al fine di introdurre i prodotti esteri sul mercato italiano.

Sulla base di tali presupposti, le Fiamme Gialle hanno constatato l’esistenza di due “stabili organizzazioni” delle società estere, che in relazione alle operazioni commerciali effettuate sul territorio italiano non hanno dichiarato redditi per oltre 2,5 milioni di euro e versato le relative imposte, determinando un’evasione fiscale che, comprensiva delle sanzioni amministrative, supera gli 800.000 euro.

Le due società hanno già versato - a titolo risarcitorio - 700 mila euro e si sono impegnate a corrispondere ulteriori 120 mila euro entro il termine previsto per la presentazione delle dichiarazioni relative all'annualità 2025.
 

Pochi scatti dell'ordinazione di Don Francisco 4 ottobre 2026

Entra alle 16 la processione dei sacerdoti partecipanti alla celebrazione






Sorridentte don Francisco lascia la cattedrale accompagnato dall'arcivescovo e preceduto da 
sacerdotichierichetti e seminaristi. Ora è consacrato sacerdote.














 














XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 4 Ottobre 2026 San Francesco d'Assisi - Buen Camino Don Francisco

 domenica 04 Ottobre 2026 Don Francisco Buen Camino!




Messa del Giorno

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A - 

San Francesco D'Assisi

Colore Liturgico verde


Antifona

Tutte le cose sono in tuo potere
e nessuno può opporsi alla tua volontà.
Tu hai fatto il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)

Si dice il Gloria.

Colletta

Padre giusto e misericordioso,
che non abbandoni mai la tua Chiesa,
vigna che la tua destra ha piantato,
custodisci e proteggi ogni suo tralcio,
perché, innestato in Cristo, vite vera,
porti frutti buoni nel tempo e nell’eternità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 5,1-7

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 79 (80)

R. La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. R.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna. R.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. R.

Seconda Lettura

Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 4,6-9

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga. (Cf. Gv 15,16)

co

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore.

Czech Lesbians 5 - PARTE 7

Vittorino Ghenda

 

Don Vittorino Ghenda, parroco di Racchiuso, è tornato alla Casa del Padre

Per 24 anni parroco di Racchiuso e fervente animatore del Santuario di Porzus, don Ghenda è spirato nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre all’età di 87 anni.

Campane a lutto a Racchiuso e nella comunità di Porzus per la morte di don Vittorino Ghenda. Il sacerdote, 87 anni, è deceduto nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre in ospedale a San Daniele del Friuli, dove si trovava ricoverato in seguito all’aggravarsi della malattia che lo aveva colpito circa un anno fa. Di animo determinato, particolarmente devoto a Maria, fu un instancabile animatore della pastorale del Santuario della Madone de Sesule di Porzus, cui era molto legato.

Il feretro di don Ghenda arriverà a Racchiuso domenica 4 ottobre alle 10:30, in chiesa, dove i fedeli potranno rendergli omaggio. Alle 16 di domenica il feretro sarà traslato nella chiesa di Attimis, dove alle 18:30 sarà pregato un Santo Rosario in suffragio del defunto sacerdote. Lunedì 5 ottobre alle 10:30 saranno celebrate le esequie, sempre nella chiesa di Attimis.

 

Prete da 62 anni, una vita a servizio della Chiesa



Classe 1939, Vittorino Ghenda era nato a Marano Lagunare, comunità a cui restò sempre unito da un profondo legame. Fu ordinato sacerdote nel 1964 dall’allora arcivescovo Giuseppe Zaffonato che lo inviò fin da subito nella parrocchia udinese di San Giuseppe, istituita l’anno precedente, come cooperatore pastorale. Nel 1967 fu trasferito a Talmassons, sempre come cooperatore; nel 1969, invece, iniziò il servizio di cappellano a Pradamano.

Nel 1974 giunse per don Ghenda il primo incarico da parroco nella vicina Ziracco, dove rimase in servizio dodici anni fino al 1988. Fu dunque nominato parroco di Carlino, dove rimase altri dodici anni fino al 2000, quando ricevette la nomina di parroco ad Artegna. Nella pedemontana trascorse pochissimi anni, in quanto nel 2002 iniziò il suo ministero di parroco a Racchiuso, in comune di Attimis, dove ha prestato servizio fino alla morte. Dal 2005 al 2015 don Ghenda è stato anche parroco di Taipana e Monteaperta. Dal 2012 don Ghenda era anche assistente delle Misericordie della Bassa friulana.

Don Ghenda aveva anche in cura la comunità di Porzus, afferente alla Parrocchia di Attimis. Ogni anno era solito organizzare un ricco programma estivo di eventi, accogliendo i pellegrini che – soprattutto da Friuli e Slovenia – giungevano (e giungono tutt’ora) al Santuario dove nel 1855 la giovanissima Teresa Dush ricevette il dono di tre apparizioni mariane. Don Ghenda aveva fatto di Porzus una piccola “Lourdes del Friuli”, grazie all’iniziativa delle Messe del malato celebrate ogni anno nella chiesa locale.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

La mercantile di Conti Carwil, varata nel 2024 nei Paesi Bassi, porta il nome dello scalo friulano sulle rotte commerciali.

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