Il dolore del Papa per l'uccisione del vescovo di Quelimane in Mozambico
Vatican News
“Papa Leone XIV ha appreso con dolore del grave atto di violenza che ha causato la morte di Sua Eccellenza, Mons. Osório Citora Afonso, Vescovo di Quelimane e Amministratore Apostolico di Beira, e si unisce nella preghiera al popolo delle Diocesi e del Mozambico in quest’ora di smarrimento, perché il Signore doni loro consolazione, perché custodisca nel suo amore ogni uomo e ogni donna e fermi la mano dei violenti”. Così, tramite il canale Telegram della Sala stampa della Santa Sede, il direttore Matteo Bruni ha consegnato al mondo lo sgomento del Pontefice, impegnato nel suo viaggio apostolico in Spagna, per l’ assassinio del presule trovato morto oggi nella nei locali della residenza episcopale di Quelimane.
Colpito al petto e al cuore
Secondo quanto riferito in una conferenza stampa dai responsabili del Servizio nazionale investigativo criminale, il vescovo sarebbe stato colpito da alcuni proiettili sparati all’altezza del petto e del cuore che non avrebbero lasciato scampo. Ancora sconosciute le cause del terribile delitto sulle quali gli inquirenti stanno iniziando ad indagare.
Il dolore dei vescovi
Dolore per la tragica scomparsa è stato espresso, a nome di tutta la Chiesa locale, anche da monsignor Inácio Saúre, arcivescovo di Nampula e presidente dei vescovi mozambicani, che in un comunicato ufficiale ha fatto appello, in questo momento così difficile, “alla fede e alla solidarietà fraterna”. Monsignor Citora Afonso, che attualmente ricopriva la carica di segretario generale della Conferenza episcopale, è stato anche officiale del Dicastero per l'Evangelizzazione, Sezione per la Prima Evangelizzazione e le nuove Chiese particolari negli anni compresi tra il 2017 ed il 2023.
Il cordoglio del presidente Chapo
Profondo dolore e cordoglio sono stati esternati dal presidente della Repubblica del Mozambico, Daniel Francisco Chapo, che ha voluto mettere in evidenza come “la morte del presule rappresenti una perdita irreparabile non solo per tutta la comunità cristiana ma anche per tutta la società mozambicana”.


