SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - SOLENNITÀ - ANNO A domenica 07 Giugno 2026

 domenica 07 Giugno 2026

Messa del Giorno

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO - SOLENNITÀ - ANNO A

Colore Liturgico bianco


Antifona

Il Signore ha nutrito il suo popolo con fiore di frumento
e lo ha saziato con miele dalla roccia. (Cf. Sal 80,17)

Si dice il Gloria.

Colletta

Dio fedele, che nutri il tuo popolo
con amore di Padre,
saziaci alla mensa della Parola
e del Corpo e Sangue di Cristo,
perché nella comunione con te e con i fratelli 
camminiamo verso il convito del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.

Dal libro del Deuteronòmio
Dt 8,2-3.14b-16a

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 147

R. Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, 
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento. 
Manda sulla terra il suo messaggio: 
la sua parola corre veloce. R.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele. 
Così non ha fatto con nessun’altra nazione, 
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.

Seconda Lettura

Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 10,16-17

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.

Parola di Dio.

SEQUENZA

La sequenza è facoltativa e si può cantare o recitare anche nella forma breve, a cominciare dalla strofa: Ecce panis.

Se la sequenza viene omessa, segue il CANTO AL VANGELO.

[Lauda Sion Salvatórem, 
lauda ducem et pastórem, 
in hymnis et cánticis.
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore 
con inni e cantici.
Quantum potes, tantum aude: 
quia maior omni laude,
nec laudáre súfficis.
Impegna tutto il tuo fervore: 
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.
Laudis thema speciális, 
panis vivus et vitális 
hódie propónitur.
Pane vivo, che dà vita: 
questo è tema del tuo canto, 
oggetto della lode.
Quem in sacrae mensa cenae, 
turbae fratrum duodénae 
datum non ambígitur.
Veramente fu donato 
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.
Sit laus plena, sit sonóra, 
sit iucúnda, sit decóra 
mentis iubilátio.
Lode piena e risonante, 
gioia nobile e serena 
sgorghi oggi dallo spirito.
Dies enim sollémnis ágitur,
in qua mensae prima recólitur 
huius institútio.
Questa è la festa solenne 
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.
In hac mensa novi Regis, 
novum Pascha, novae legis, 
phase vetus términat.
È il banchetto del nuovo Re, 
nuova Pasqua, nuova legge; 
e l’antico è giunto a termine.
Vetustátem nóvitas, 
umbram fugat véritas, 
noctem lux elíminat.
Cede al nuovo il rito antico, 
la realtà disperde l’ombra: 
luce, non più tenebra.
Quod in cena Christus gessit, 
faciéndum hoc expréssit
in sui memóriam.
Cristo lascia in sua memoria 
ciò che ha fatto nella cena: 
noi lo rinnoviamo.
Docti sacris institútis, 
panem, vinum in salútis 
consecrámus hóstiam.
Obbedienti al suo comando, 
consacriamo il pane e il vino, 
ostia di salvezza.
Dogma datur christiánis, 
quod in carnem transit panis 
et vinum in sánguinem.
È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne, 
si fa sangue il vino.
Quod non capis, quod non vides, 
animósa firmat fides,
praeter rerum órdinem.
Tu non vedi, non comprendi, 
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.
Sub divérsis speciébus, 
signis tantum et non rebus, 
latent res exímiae.
È un segno ciò che appare: 
nasconde nel mistero 
realtà sublimi.
Caro cibus, sanguis potus: 
manet tamen Christus totus 
sub utráque spécie.
Mangi carne, bevi sangue; 
ma rimane Cristo intero 
in ciascuna specie.
A suménte non concísus, 
non confráctus, non divísus, 
ínteger accípitur.
Chi ne mangia non lo spezza, 
né separa, né divide:
intatto lo riceve.
Sumit unus, sumunt mille: 
quantum isti, tantum ille: 
nec sumptus consúmitur.
Siano uno, siano mille, 
ugualmente lo ricevono: 
mai è consumato.
Sumunt boni, sumunt mali:
sorte tamen inaequáli, 
vitae vel intéritus.
Vanno i buoni, vanno gli empi; 
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.
Mors est malis, vita bonis: 
vide paris sumptiónis 
quam sit dispar éxitus.
Vita ai buoni, morte agli empi: 
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!
Fracto demum sacraménto, 
ne vacílles, sed meménto, 
tantum esse sub fragménto, 
quantum toto tégitur.
Quando spezzi il sacramento 
non temere, ma ricorda: 
Cristo è tanto in ogni parte, 
quanto nell’intero.
Nulla rei fit scissúra,
signi tantum fit fractúra, 
qua nec status, nec statúra 
signáti minúitur.]
È diviso solo il segno 
non si tocca la sostanza; 
nulla è diminuito
della sua persona.]
Ecce panis angelórum,
factus cibus viatórum: 
vere panis filiórum, 
non mitténdus cánibus.
Ecco il pane degli angeli, 
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.
In figúris praesignátur, 
cum Isaac immolátur: 
agnus Paschae deputátur, 
datur manna pátribus.
Con i simboli è annunziato, 
in Isacco dato a morte, 
nell’agnello della Pasqua, 
nella manna data ai padri.
Bone pastor, panis vere, 
Iesu, nostri miserére: 
tu nos pasce, nos tuére: 
tu nos bona fac vidére 
in terra vivéntium.
Buon pastore, vero pane, 
o Gesù, pietà di noi: 
nútrici e difendici, 
portaci ai beni eterni 
nella terra dei viventi.
Tu qui cuncta scis et vales, 
qui nos pascis hic mortáles: 
tuos ibi commensáles, 
coherédes et sodáles
fac sanctórum cívium.
Tu che tutto sai e puoi, 
che ci nutri sulla terra, 
conduci i tuoi fratelli 
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. (Gv 6,51)

Alleluia.

Vangelo

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: 
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

Studenti in canoa sul Corno: ottanta ragazzi delle medie a scuola di sport

 Sotto uno splendido sole, 80 studenti delle prime e seconde medie di Porpetto, San Giorgio di Nogaro e Torviscosa hanno vissuto un'entusiasmante esperienza in canoa sul fiume Corno. L'uscita in acqua ha rappresentato la conclusione di un progetto promozionale ideato dal professor Paolo Scrazzolo all'interno dell'Istituto Comprensivo sangiorgese, iniziato tra i banchi di scuola con lezioni teoriche e simulazioni al pagaiergometro. Grazie alla collaborazione con la professoressa Claudia Battistella e al supporto della Società Canoa San Giorgio, che ha messo a disposizione i mezzi, i ragazzi hanno potuto concretizzare lo stage teorico affrontando prima gare su imbarcazioni singole e doppie, e successivamente cimentandosi sui Dragon Boats con equipaggi da otto pagaiatori guidati da un timoniere e un tamburino. La memorabile mattinata si è conclusa con la consegna di medaglie di partecipazione per tutti gli studenti a ricordo della bellissima esperienza fluviale.

Caro gasolio e rimborsi fantasma: le marinerie di Marano e Grado in stato di agitazione(da Messaggero Veneto)

 La flotta peschereccia è sull'orlo del blocco totale. Il carburante vola a 1,80 euro al litro e uscire in mare costa fino a 1.100 euro in più al giorno. I pescatori attendono da mesi il credito d'imposta da Roma e il caro energia rischia di far impennare i prezzi del pesce fresco fino al +30%


Su un terreno in mezzo alle case 14 mila pannelli fotovoltaici. I residenti insorgono(Rai Lillo Montalto Monella)

 

Le famiglie di Planais a San Giorgio di Nogaro, chiedono che il parco che avrà anche pannelli a inseguimento alti oltre 4 metri, venga spostato

Le famiglie di Planais a San Giorgio di Nogaro, chiedono che il parco che avrà anche pannelli a inseguimento alti oltre 4 metri, venga spostato

Rai
A Planais contro il parco fotovoltaico

Parco fotovoltaico da 7 megawatt, quasi 14mila moduli; inverter; trasformatori; cabine elettriche. Letteralmente a dieci passi da casa. Potrebbe sorgere davanti alle abitazioni di un gruppo di famiglie a Planais.

Terreni a Carlino, case a San Giorgio di Nogaro. Tutt’intorno, la zona industriale e altri parchi fotovoltaici. Due delle dieci famiglie firmatarie di una lettera appello a Regione, Comuni, società proponente di Milano, si troverebbero interamente accerchiate.

Renzo Pezzan, residente Planais: sarà circondata dai pannelli, questi sono già in funzione, queste sono le case mie e di mio figlio, tra l’altro abbiamo una bimba di due anni che crescerà in mezzo ai pannelli solari, e poi di qua questo terreno fino al bosco sarà ricoperto da pannelli solari

Chiedono che la transizione ecologica non si compia a detrimento della salute pubblica, della qualità della vita e della dignità dei residenti.

Marisa Barbiero: “Abbiamo dovuto fare diverse battaglie per i rumori per l’inquinamento (…) anche noi abbiamo diritto di vivere!”

I residenti hanno fatto richiesta di accesso agli atti per ottenere le carte del progetto. Deplorano una assenza di consultazione: i soggetti maggiormente esposti agli impatti dell’opera sono "invisibili", scrivono. L’impianto è sottoposto a procedura abilitativa semplificata comunale.

Giovanni Zanetti: “Visualizzando la mappa vediamo subito che davanti a casa mia hanno messo una cabina di trasformazione (…) metteranno una protezione metteranno qualcosa ma sentiremo sempre una vibrazione davanti casa.”


Rai
A Planais contro il parco fotovoltaic

Parco fotovoltaico da 7 megawatt, quasi 14mila moduli; inverter; trasformatori; cabine elettriche. Letteralmente a dieci passi da casa. Potrebbe sorgere davanti alle abitazioni di un gruppo di famiglie a Planais.

Terreni a Carlino, case a San Giorgio di Nogaro. Tutt’intorno, la zona industriale e altri parchi fotovoltaici. Due delle dieci famiglie firmatarie di una lettera appello a Regione, Comuni, società proponente di Milano, si troverebbero interamente accerchiate.

Renzo Pezzan, residente Planais: sarà circondata dai pannelli, questi sono già in funzione, queste sono le case mie e di mio figlio, tra l’altro abbiamo una bimba di due anni che crescerà in mezzo ai pannelli solari, e poi di qua questo terreno fino al bosco sarà ricoperto da pannelli solari

Chiedono che la transizione ecologica non si compia a detrimento della salute pubblica, della qualità della vita e della dignità dei residenti.

Marisa Barbiero: “Abbiamo dovuto fare diverse battaglie per i rumori per l’inquinamento (…) anche noi abbiamo diritto di vivere!”

I residenti hanno fatto richiesta di accesso agli atti per ottenere le carte del progetto. Deplorano una assenza di consultazione: i soggetti maggiormente esposti agli impatti dell’opera sono "invisibili", scrivono. L’impianto è sottoposto a procedura abilitativa semplificata comunale.

Giovanni Zanetti: “Visualizzando la mappa vediamo subito che davanti a casa mia hanno messo una cabina di trasformazione (…) metteranno una protezione metteranno qualcosa ma sentiremo sempre una vibrazione davanti casa.”

I pannelli ad inseguimento solare saranno alti fino a 4metri e mezzo. Sono previste opere di mitigazione, ma i residenti si dicono preoccupati dalla possibilità di inquinamento acustico, e luminoso. I terreni su cui dovrebbe sorgere l’impianto sono di proprietà di due privati cittadini. Tutt’intorno, dicono, industrie senza pannelli sui tetti. Chiedono una delocalizzazione dell’impianto o quantomeno una fascia di rispetto vicino alle abitazioni

Luciana Barbiero: “Non siamo contrari, ma non attaccati alle case, non a ridosso delle case, quando gireranno così ci faranno da specchio nelle case, una roba allucinante.”

Vatican News 2 giugno 2026

 

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