Da vatican news 4 maggio 2026

 

Terra Santa, dal segno della croce la forza e la speranza del cristiano


Davanti agli episodi di violenza che si sono verificati recentemente a Gerusalemme e in Libano, i credenti in Cristo sono chiamati a vivere il Vangelo giorno per giorno e riconoscersi in Lui, specialmente nei tempi odierni che appaiono "difficili e complessi"

di Ibrahim Faltas

Nei primi ricordi di bambino è forte l’immagine di mia madre che mi aiutava con le mani e con la voce a fare il segno della croce. Lo aveva insegnato ai miei fratelli maggiori e, dopo di me, ai miei fratelli minori e tutti la seguivamo nel gesto e nelle parole quando ci svegliavamo al mattino e prima di addormentarci la sera, quando iniziavamo il pranzo e in ogni momento in cui sentivamo di chiedere l’aiuto e la protezione di Dio. Portare una croce al collo, una medaglia con l’effige della Madonna o di un santo, vestire abiti religiosi, soprattutto per chi fa parte di una minoranza nel luogo in cui vive, è un segno identificativo di appartenenza a Cristo. I cristiani egiziani, come me, hanno una piccola croce che viene tatuata sulla mano e che indica l’identità cristiana che si acquisisce con il battesimo.

Situazioni intollerabili di violenza

A Gerusalemme, sempre più spesso, si stanno verificando situazioni intollerabili di violenza, di offese, di oltraggi nei confronti di luoghi sacri, di religiosi, di persone appartenenti alla religione cristiana. L’aggressione fisica subita da una suora francese che percorreva la strada che porta al Cenacolo è stata particolarmente brutale. Le immagini documentano un ripetuto e ancora più violento assalto ad una donna inerme e indifesa. L’aggressore era solo in quella occasione, spesso invece sono gruppi di persone che ingiuriano, molestano e compiono gesti di disprezzo contro religiosi, fedeli e luoghi cristiani. Sono parole, sono gesti, sono scritte sui muri che riflettono un odio carico di ferocia e di prepotenza: sono attacchi sempre ingiustificabili ma sono particolarmente inaccettabili quando avvengono nella città Santa per le tre religioni monoteiste. 

Convivenza possibile

Gerusalemme è divisa e contesa fra fedeli che pregano in modo diverso e si vestono diversamente. Questa diversità non giustifica però la tensione che continua a rendere invivibile la vita di ognuno e di tutti coloro che si incontrano per le strade e i vicoli stretti della città vecchia. La convivenza pacifica è possibile se si rispetta la vita propria e quella degli altri. La pace è possibile se riusciamo a conoscere meglio la vita degli altri, se creiamo e stabiliamo relazioni fra vite che si sfiorano ma che non si conoscono. 

Un odio che distrugge

Una scuola cristiana di un villaggio in Libano è stata demolita, abbattuta da ruspe. Era rimasto l’unico edificio, insieme al convento delle suore, a non essere stato ancora bombardato e mezzi meccanici hanno cancellato un punto di riferimento spirituale ed educativo per centinaia di bambini e di ragazzi.  In nome di chi e per quale motivazione si possono distruggere e oltraggiare luoghi sacri, offendere e mortificare esseri umani, calpestare segni e simboli religiosi? Quale pericolo può rappresentare un luogo di culto, una scuola, un convento?  È una violenza che nasce da una ideologia, da preconcetti, da cieco razzismo? Cosa provoca tanto odio verso propri simili con differenti storie di fede e di vita? Atti così violenti non sono risposte a comportamenti di chi professa la fede cristiana perché i cristiani di Terra Santa non reagiscono a provocazioni, sono pronti all’accoglienza, disponibili al perdono e amorevoli nei confronti del prossimo. Sono fieri e orgogliosi di appartenere a Cristo e di essere nati nella Terra che ha visto le sue opere terrene e ha sentito la sua voce rivelare l’amore del Padre e la potenza dello Spirito Santo.    

Segni identificativi di un cristiano

Non credo che le guerre avvengano a causa di contrasti religiosi, i motivi sono altri e sono diversi. Penso però che bisogna ostacolare e denunciare episodi che sono sintomo di un clima teso e di situazioni che possono degenerare ulteriormente.  Vivere il Vangelo, seguire gli insegnamenti di Gesù giorno per giorno e riconoscersi in Lui, sono segni identificativi di un cristiano che professa la fede con cuore puro e in libertà.  Le prime comunità cristiane hanno subito persecuzioni, i primi martiri hanno testimoniato Cristo offrendo la vita. I tempi sono altri e diversi ma è forte la percezione di vivere momenti difficili e complessi.  Dalla croce, segno indelebile della passione e morte di Nostro Signore, è fiorita la speranza della vita con la resurrezione. Il segno della croce, il gesto spontaneo e fiducioso di chi confida nella Misericordia di Dio, è la nostra forza. Guardiamo alla croce che aiuta, sostiene e conforta. E, grazie a Dio, a Gerusalemme, ne possiamo vedere ancora tante! 


V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

 

Messa del Giorno

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A




Antifona

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie;
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Alleluia. (Sal 97,1-2)

Si dice il Gloria.

Colletta


O Padre, che in Cristo, via, verità e vita,
riveli a noi il tuo volto,
fa’ che aderendo a lui, pietra viva,
veniamo edificati come tempio della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli
At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 32 (33)

R. Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate. R.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra. R.

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R.

Seconda Lettura

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 2,4-9 


Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo.
Essi v'inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Gv 14,6b.9c)

Alleluia.

Vangelo

Io sono la via, la verità e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,1-12 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che riman
e in me, compie le sue opere.Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Parola del Signore.

Preghiera dei Fedeli

Gesù risorto continua a vivere in mezzo a noi e ci conduce a riconoscere il Padre che ci ama e accompagna il cammino della Chiesa, con un grande amore verso ciascuno di noi, Lo guardiamo con fiducia e a Lui rivolgiamo la nostra preghiera come via al Padre.

Come l’apostolo Filippo, domandiamo a Gesù, via, verità e vita: Mostraci il Padre. Donaci di sperimentare nella vita la nostra condizione di figli di Dio e fratelli,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Mentre ci stringiamo a Gesù pietra viva, preghiamo per Papa Leone, il nostro vescovo, i sacerdoti e i diaconi, e tutti i battezzati, per diventare pietre vive per la costruzione della Chiesa nel mondo,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Preghiamo per la pace del mondo. Domandiamo la fine di ogni conflitto per il bene di tutti i popoli, per i giovani e i bambini. Converti i nostri cuori o Signore,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Affidiamo a Gesù e a Maria le mamme; ringraziando per il dono della maternità e della vita, domandiamo che le  famiglie vivano unite nel sacramento del Matrimonio,
Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante 

All’inizio del mese di Maggio, affidiamo a Dio Padre, per le mani di Maria, la nostra comune preghiera e tutte le nostre personali intenzioni. Per Cristo nostro Signore.

Concorso fotografico Fruzons di Frazions


 È stato annunciato il lancio di un concorso fotografico dedicato alle frazioni di San Giorgio di Nogaro, promosso dall'Associazione Ad Undecimum. L'iniziativa invita i partecipanti a scattare foto che rappresentino gli angoli più caratteristici e autentici di queste località. La partecipazione è aperta a tutti e le immagini saranno valutate da una giuria appositamente costituita. La mostra dei lavori si terrà nelle settimane successive alla selezione.

Cosa sapere L'Associazione Ad Undecimum lancia il concorso fotografico per le frazioni di San Giorgio di Nogaro.. I partecipanti hanno tempo fino al 3 maggio 2026 per valorizzare i borghi locali.. L’Associazione Ad Undecimum di San Giorgio di Nogaro ha lanciato la terza edizione del concorso fotografico Fruzons di Frazions, fissando il termine per l’invio delle opere al 3 maggio 2026. La sfida invita i partecipanti a catturare l’essenza di Chiarisacco, I Galli, Porto Nogaro, Villanova, Zellina e Zuccola, trasformando luoghi, colori e volti in narrazioni visive dell’identità locale. L’obiettivo di raccontare le frazioni attraverso l’obiettivo.


IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO A 26 Aprile 2026

 domenica 26 Aprile 2026

Messa del Giorno

IV DOMENICA DI PASQUA - ANNO A

Colore Liturgico bianco


Antifona

Dell’amore del Signore è piena la terra;
dalla sua parola furono fatti i cieli. Alleluia. (Sal 32,5-6)

Si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, nostro Padre,
che hai inviato il tuo Figlio, porta della nostra salvezza, 
infondi in noi la sapienza dello Spirito,
perché sappiamo riconoscere la voce di Cristo,
buon pastore, che ci dona la vita in abbondanza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Prima Lettura

Dio lo ha costituito Signore e Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli
At 2,14.36-41

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 22 (23)

R. Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia. R.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro 
mi danno sicurezza. R.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

Seconda Lettura

Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 2,20b-25

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete 
con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi, 
lasciandovi un esempio, 
perché ne seguiate le orme: 
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca; 
insultato, non rispondeva con insulti, 
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo 
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato, 
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore 
e custode delle vostre anime.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. (Gv 10,14)

Alleluia.

Vangelo

Io sono la porta delle pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,1-10

In quel tempo, Gesù disse: 
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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