San Newman iscritto nel Calendario Romano, la festa il 9 ottobre

 

Il drappo di san Newman nel giorno della proclamazione a dottore della Chiesa, il 1°novembre 2025Il drappo di san Newman nel giorno della proclamazione a dottore della Chiesa, il 1°novembre 2025

San Newman iscritto nel Calendario Romano, la festa il 9 ottobre

Pubblicato il Decreto del Dicastero per il Culto Divino con il quale il Papa iscrive il santo inglese, canonizzato nel 2019, e proclamato dottore della Chiesa il 1°novembre 2025, nel Calendario romano generale. Stabilita la celebrazione della memoria facoltativa da inserire in tutti i calendari e libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

“Dio mi ha creato per rendergli un servizio preciso. Io ho una parte in questa grande opera; sono un anello di una catena, un legame di connessione tra le persone. Egli non mi ha creato per nulla”. Cosi scriveva il cardinale John Henry Newman, canonizzato nel 2019 e proclamato dottore della Chiesa da Papa Leone XIV il 1°novembre 2025, nella solennità di Tutti i Santi e Giubileo del mondo educativo. Il Pontefice lo ha proclamato anche “co-patrono, insieme a san Tommaso d’Aquino, di tutti i soggetti che partecipano al processo educativo”. E ha deciso di iscrivere il nome di san John Henry Newman nel Calendario romano generale, il calendario che disciplina ricorrenze e celebrazioni dell'anno liturgico.

La memoria il 9 ottobre, giorno della conversione

A stabilirlo è un decreto, pubblicato oggi, 3 febbraio, del Dicastero per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, ma firmato dal cardinale prefetto Arthur Roche, e dal segretario, l'arcivescovo Vittorio Viola il 9 novembre 2025, festa della Dedicazione della Basilica Lateranense. In esso si dispone che la memoria facoltativa del santo sia celebrata da tutti il 9 ottobre, il giorno della conversione di Newman, pastore anglicano, al cattolicesimo, nel 1845. Sarà così possibile da oggi, in tutta la Chiesa, celebrare la Messa e recitare lodi, vespri e altre preghiere della Liturgia delle Ore in memoria del santo teologo.

La luce gentile di Dio e la pace nella Chiesa cattolica

Il decreto sottolinea subito che “la luce gentile della grazia di Dio, che venne in questo mondo per illuminare le genti, ha condotto John Henry Newman a trovare la pace nella Chiesa cattolica”. E aggiunge che durante la sua lunga vita il cardinale Newman “fu instancabile nella missione a cui era stato chiamato, compiendo il ministero della ricerca intellettuale, della predicazione e dell’insegnamento, nonché del servizio ai poveri e agli ultimi”. Un grande intellettuale cristiano, si spiega, la cui mente vivace “ci ha lasciato durevoli monumenti di grande importanza in materia teologica ed ecclesiologica, così come composizioni poetiche e devozionali”. La costante ricerca del cardinal Newman “di uscire fuori dalle ombre e dalle immagini verso la pienezza della verità è divenuta un esempio per ogni discepolo del Risorto”. Così il Decreto stabilisce che san John Henry Newman, “essendo stato riconosciuto come una luce fulgente per la Chiesa pellegrina attraverso la storia, può giustamente essere annoverato tra gli altri santi Dottori iscritti nel Calendario Romano Generale”.

I testi liturgici

"Questa nuova memoria sia inserita in tutti i Calendari e Libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore", si legge ancora nel Decreto, in cui si stabilisce di adottare i testi liturgici in lingua latina allegati allo stesso Decreto "che devono essere tradotti, approvati" e, dopo la conferma del Dicastero, "pubblicati" a cura delle Conferenze Episcopali. Si tratta dell'orazione colletta, delle letture, dei testi relativi alla Liturgia delle Ore e il testo del Martirologio romano.

Nel 1825 pastore anglicano, nel 1847 sacerdote cattolico

John Henry Newman nasce a Londra il 21 febbraio 1801, in una famiglia anglicana. Nel maggio 1825 viene ordinato pastore della Chiesa d’Inghilterra, incaricato di seguire gli studenti universitari come vicario della parrocchia dell’Università di Oxford. Fra il 1832 e 1833, durante un viaggio di ritorno dall’Italia, Newman compone Lead, Kindly Light (Guidami, luce gentile), che diviene in seguito un popolare inno religioso. Negli anni seguenti avvia con altri amici il Movimento di Oxford, per contrastare il diffondersi nelle università inglesi del liberalismo religioso. Quando molti ecclesiastici anglicani, per lo più appartenenti a questo Movimento, passano alla Chiesa Cattolica, Newman va incontro ad una crisi religiosa che lo porta nel 1845 ad aderire al cattolicesimo. Il 30 maggio 1847, viene ordinato presbitero nella cappella di Propaganda Fide a Roma. Affascinato dal carisma di San Filippo Neri, fonda la Congregazione dell’Oratorio in Inghilterra.

"Sarò un angelo di pace, predicatore di verità"

Con la sua maggiore opera sul tema della coscienza, la Lettera al Duca di Norfolk (1875), aiuta molti cattolici inglesi ad accogliere il dogma dell’infallibilità del Papa, proclamato in quegli anni. Riflettendo sulla sua vocazione nella Chiesa, scrive: “sarò un angelo di pace, un predicatore di verità, se solo osservo i suoi comandamenti e lo servo nella mia chiamata”. Il 12 maggio 1879 Papa Leone XIII lo crea cardinale, assegnandogli la Diaconia di San Giorgio al Velabro. Continua a vivere a Birmingham, presso l’Oratorio, dove muore l’11 agosto 1890. A quasi settanta anni dalla morte, si avvia il Processo per la sua beatificazione e canonizzazione. Nel 1991 San Giovanni Paolo II autorizza la pubblicazione del decreto riguardante l’esercizio eroico delle virtù. Newman viene proclamato Beato da Papa Benedetto XVI il 19 settembre 2010, a Birmingham e iscritto nell’Albo dei Santi da Papa Francesco il 13 ottobre 2019.

La beatificazione del cardinal Newman, celebrata da Papa Benedetto XVI nel 2010 a Birmingham
La beatificazione del cardinal Newman, celebrata da Papa Benedetto XVI nel 2010 a Birmingham

Intitolare l'ospedale di Sessa Aurunca a Raffaele Nogaro

 Sessa Aurunca (Caserta) – C’è una memoria che continua a parlare al presente e a interrogare la coscienza di una comunità. Da questa consapevolezza nasce la proposta di intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a monsignor Raffaele Nogaro, già vescovo della diocesi, recentemente scomparso, figura centrale nella storia civile e religiosa del territorio aurunco e protagonista della battaglia per il completamento e l’apertura del presidio ospedaliero.

L’iniziativa è stata raccolta e fatta propria dal Comitato San Rocco Bene Comune, che ha intercettato un sentimento diffuso e spontaneo emerso da più parti della comunità locale. Un’istanza che affonda le radici in una stagione di impegno collettivo, segnata dalla difesa del diritto alla salute e dalla capacità di tradurre la fede in azione civile.

Il percorso istituzionale – Per dare forma concreta alla proposta, il comitato ha costituito un gruppo di lavoro incaricato di redigere una proposta di delibera di Consiglio comunale, primo passaggio dell’iter amministrativo necessario alla variazione della denominazione ufficiale dell’ospedale. Un atto formale che apre la strada a un riconoscimento dal forte valore simbolico e istituzionale.

Il gruppo di lavoro – A comporlo sono studiosi e protagonisti diretti di quella stagione di mobilitazione: il professore Sergio Tanzarella, ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e curatore degli scritti di monsignor Nogaro; Giulia Casella, scrittrice e voce attiva della battaglia per l’ospedale; Gianluca Sasso, studioso di storia locale e Priore della Confraternita di San Carlo; Silverio Cardone, attivista del movimento giovanile Sessa87 per l’apertura del presidio; Fabrizio Marino, dottore in scienze religiose con una tesi dedicata a monsignor Nogaro; Domenico Palmieri, coordinatore del Comitato San Rocco Bene Comune.

La convergenza politica – Nella giornata odierna il tema è stato al centro di una riunione alla presenza del sindaco, del presidente del Consiglio comunale e dei capigruppo consiliari di maggioranza e di minoranza. Nel corso dell’incontro è stata registrata una totale e condivisa adesione all’iniziativa, elemento che rafforza il percorso verso l’approdo in aula. Alla luce di questa convergenza, è stato manifestato l’orientamento a inserire la proposta di deliberazione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, avviando formalmente l’iter istituzionale per l’intitolazione.

Il significato della scelta – Dal Comitato San Rocco Bene Comune sottolineano come l’intitolazione “non è soltanto un gesto di riconoscenza verso una figura straordinaria della storia civile e religiosa del nostro territorio. Dedicare a lui il nostro ospedale significa soprattutto richiamare la sua eredità morale e civica come monito permanente per la comunità: il Bene Comune è possibile solo quando una comunità è libera e capace di lottare per un ideale di giustizia”. Una scelta che lega il nome di monsignor Nogaro non solo a un luogo di cura, ma a un’idea di comunità fondata su responsabilità, partecipazione e diritti condivisi.

Pia Valentinis torna in Friuli con “Mi piace disegnare”: a Villa Dora una mostra-racconto tra arte, libri e memoria(Messaggero Veneto)

 


All’Antiquarium di San Giorgio di Nogaro l’esposizione dell’illustratrice udinese: un viaggio tridimensionale nel mestiere del disegnare, tra tecniche, oggetti personali e storie del territorio

Un racconto del legame fra un luogo e le persone. Un racconto tridimensionale di un’artista, l’udinese Pia Valentinis.

Un racconto del mestiere di disegnatore di storie per piccoli e grandi, che svela gli oggetti e i “passaggi segreti” necessari per dare vita a un libro illustrato. E ancora, un racconto incentrato sull’importanza delle storie nella crescita dei bambini e degli adulti.

Da Domenica primo febbraio alle 10, apre nell’Antiquarium di villa Dora di San Giorgio di Nogaro la mostra “Mi piace disegnare”, organizzata dalla locale biblioteca. Si tratta di un progetto legato al territorio e alla sua storia interpretata da un’illustratrice e autrice di oltre 120 pubblicazioni per l’infanzia e non solo, sia in Italia che all’estero.

Pia Valentinis, infatti, friulana che da anni vive e lavora in Sardegna, ha come tratto specifico del suo lavoro il racconto di storie utilizzando una serie di tecniche diverse, dalla matita al graffio, dall’ago e filo su tela ai pennarelli, matite e acquerello e ipad.

Questa esposizione, invero, si distingue da quelle precedenti in quanto è l’artista stessa a essere raccontata dalle sue opere, anche estemporanee, così come dagli oggetti che ama, usa, elabora e trasforma.

Nell’allestimento, che è stato curato da Emanuele Bertossi, ha dipinto sulle pareti delle sale espositive, ha disseminato il percorso di alcuni oggetti cari che le tengono compagnia, come un orsetto di pezza che è stato realizzato da sua figlia o la Barbie della sua infanzia, o ancora, ha portato la macchina da scrivere alla quale ha sostituito le lettere dei tasti con disegni minuti, un alfabeto di segni. Ha abbracciato il progetto degli organizzatori di studiare per entrare in sintonia con tre personaggi di San Giorgio di Nogaro e raccontarli a modo suo, con i suoi segni e colori. Sono il meccanico inventore Olinto Maran, i cui modellini sono conservati nel Museo nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, l’attrice Luisa Canciani, in arte Luisa Della Noce, protagonista di memorabili film come “L’arte di arrangiarsi” con Alberto Sordi, infine il pittore autodidatta Angiolino Filiputti, artista e cantastorie al quale è dedicato un sedicesimo, misura tipografica della costruzione di libri, dal titolo “Angiolino e la sua storia” edita dalla casa editrice Calembur per l’occasione.

«È stato come giocare con Angiolino – spiega Pia Valentinis –. Studiando la sua storia, osservando i suoi lavori ho scoperto che hanno tanto in comune con i miei, infatti siamo simili. Lui era un disegnatore senza saperlo, e attraverso i suoi dipinti l’ho immaginato provando inoltre a mettermi nei suoi panni».

In esposizione ci sono anche alcune bozze di prove di stampa: «Per spiegare il lavoro del disegnatore – continua l’artista – abbiamo esposto i fogli che contengono i disegni e i testi prima che in tipografia vengano tagliati per l’impaginazione. Per far capire come nasce un libro illustrato abbiamo deciso di esporre anche i bozzetti e i diversi stadi di un disegno, anche gli sbagli e le tavole mai usate ma che mi sono parse degne di essere viste».

In mostra c’è anche il testo di Giovanna Zoboli, scrittrice e fondatrice della casa editrice “Topipittori” per la quale la Valentinis ha nel 2025 pubblicato “Fare Figure”, che così la definisce: «Le sue immagini, che si tratti di fotografie, ricami, disegni, schizzi, appunti, illustrazioni, chiamano in causa l’attenzione. Sono, infatti, il risultato di uno sguardo interrogativo. Vivono nella sospensione di una domanda che passa, intatta, all’osservatore».


Che cosa significa disegnare per Pia Valentinis?: «È una pratica quotidiana, se non lo faccio ne sento la mancanza. Come parlare, scrivere e guardare. Questa mostra mi emoziona molto perché racconta di me ed è nella mia terra».

Pia valentinis vive e lavora da oltre trent’anni a Cagliari, e ripensando alla sua terra d’origine ciò che le manca di più, spiega «è la possibilità di andare ovunque quando si desidera, senza dover prenotare come accade sull’Isola, e il profumo dell’erba tagliata dei giardini a Udine».

La mostra, realizzata dal Comune con il sostegno di Regione e ministero della Cultura, resterà aperta negli orari della Biblioteca fino al 2 giugno. Tutte le informazioni si possono reperire consultando il sito www.villadorasgn.it, o si può scrivere a info.biblioteca@comune. sangiorgiodinogaro.ud.it.



Inaugurazione dell'anno Giudiziario in regione,

 

"Aumentano i reati spia di interessi mafiosi"

Lo ha dichiarato il procuratore generale Carlo Maria Zampi all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Tra i temi del bilancio del 2025 l’incidenza dell'immigrazione clandestina sulla criminalità, in particolare quella minorile, e la carenza di personale amministrativo

Sono aumentate le denunce per reati tradizionalmente individuati come spia dei possibili interessi mafiosi, pressoché raddoppiate le denunce di riciclaggio e in crescita le denunce di estorsione”. Lo ha dichiarato il procuratore generale Carlo Maria Zampi nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il procuratore generale si è focalizzato, nell’illustrare il bilancio del 2025, anche sull’incidenza dell'immigrazione clandestina sulla criminalità, in particolare da quella minorile, oltre che sulla “sempre più importante carenza di personale amministrativo e l'inadeguatezza degli strumenti informatici”.

Criminalità organizzata

Tornando alla criminalità organizzata, per Zampi “il fenomeno appare ancora latente, ma merita una peculiare attenzione da parte delle autorità competenti anche in ottica preventiva” e sono state registrate “alcune infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel territorio soprattutto attraverso la riemersione di capitali accumulati dall'attività criminosa con il traffico internazionale di stupefacenti, le estorsioni e la trasformazione degli stessi in attività illegali”.

Cocaina dalla Colombia

Il procuratore generale ha parlato anche di indagini che hanno dimostrato la presenza di “interessi di organizzazioni criminali italiane e straniere, grandi gruppi colombiani e organizzazioni balcaniche nella gestione del trasporto di cocaina dalla Colombia al porto di Trieste e della successiva distribuzione della droga a diversi acquirenti est europei”.

Una recente indagine della DIA ha infatti permesso di individuare una fitta rete di narcotraffico internazionale, che ha coinvolto da un lato il clan del colombiano chiamato Los Urabeños e un gruppo italiano affiliato alla 'Ndrangheta

L'attenzione della DIA, ha spiegato Zampi, è ora focalizzata nell' individuare tentativi di penetrazione della criminalità organizzata in attività imprenditoriali nelle realtà portuali di Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro, nel monitoraggio di appalti di lavori pubblici finanziati con i fondi del PNRR e nella gestione dell'immigrazione clandestina.

“Oculate gestione delle emergenze”

In merito agli altri reati, ha detto il procuratore, l'anno scorso è stato “funestato da gruppi armati che hanno determinato forti tensioni sociali e qualche crollo dell'ordine pubblico - ha spiegato -, sia pure contenuti da una oculata ed efficace gestione delle emergenze, sia in ottica preventiva sia in ottica operativa”.

Altri reati

Le caratteristiche dei fenomeni criminali a livello locale, ha spiegato il numero uno della procura generale, sono rimaste “sostanzialmente inalterate” rispetto allo scorso anno, e i reati di maggior rilevanza, secondo Zampi, sono quelli legati alla violenza domestica di genere, allo spaccio di sostanze stupefacenti e ai reati contro il patrimonio, tra cui i furti in abitazione, oltre a truffe in costante aumento agli anziani e online, soprattutto legate alle criptovalute. Risulta invariata la percentuale delle archiviazioni rispetto ai reati con un seguito giudiziario.

I femminicidi in regione, nel 2025, sono stati due, e “il numero delle iscrizioni per reato del cosiddetto codice rosso - ha dichiarato Zampi - continua ad essere in aumento in tutti i distretti, con una percentuale superiore al 10 per cento dall'anno precedente e il conseguente aumento delle custodie cautelari” e si rileva “l’emersione di una realtà precedentemente soffocata in un ambiente domestico o confinata in sottoculture denigratorie della specificità femminile. Soltanto un adeguato supporto culturale sarà in grado di riportare alla normalità”.

I minorenni e la cultura del coltello

Un ampio intervento è stato dedicato ai reati commessi da minorenni, anche se “i fenomeni di tipo associativo si mantengono numericamente invariati, ma si caratterizzano spesso per l'uso di strumenti potenzialmente rischiosi come coltelli a scatto, a serramanico, coltelli da cucina affilati”, nonché l'utilizzo di dispositivi “per documentare episodi di violenza e immagini pornografiche”.

“Ciò che più preoccupa, a mio modesto parere, è la tendenza di un cambiamento culturale", con una presenza di persone straniere che “non solo rifiutano il substrato culturale che si è sedimentato in secoli di storia ma pretendono di piegare al proprio sentire il posto dove vengono ospitati”. “Dovunque nel territorio nazionale - ha concluso Carlo Maria Zampi - ci sono battaglie tra adolescenti, atti sessuali, spaccio di droga che dilagano in misura esponenziale” e anche se “nel distretto, fortunatamente, la deriva viene ancora contenuta, ma la marea aumenta e non sappiamo se e quanto sarà ancora possibile arginare questo male”.



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"Aumentano i reati spia di interessi mafiosi"
https://www.triesteprima.it/cronaca/aumentano-i-reati-spia-di-interessi-mafiosi.html
© TriestePrima



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San Giovanni XXIII : gli anni veneziani(Vatican News), articolo con video

 

#GiovanniXXIII: gli anni veneziani

Uno strettissimo contatto con i sacerdoti e i vescovi, segnato da grande fiducia. Questo uno dei tratti del Patriarca Roncalli che giunse a Venezia nel 1953. Per ricordare quegli anni abbiamo intervistato don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII

Il Patriarca Roncalli riceveva tutti, la porta della sua casa del Patriarchio raramente era chiusa. Persino i giornali dell’epoca riportavano di questa sua attitudine. Nella puntata odierna del nostro Web Doc ci occupiamo dell’esperienza di Giovanni XXIII a Venezia dove rimase fino al conclave in seguito alla morte di Pio XII. Il racconto inizia dalla dimensione pastorale che rappresenta il punto fermo di quegli anni dopo tanto lavoro diplomatico.

La gente

Al suo arrivo si presentò ai fedeli come Padre e Pastore. Girava spesso tra le calli, a piedi, sul vaporetto perché voleva andare a conoscere le persone lì dove vivevano. E in questo modo, proprio come un pastore con il gregge, ha espresso la sua vicinanza al duplice volto della città: quella dei lavoratori dell’Arsenale e di Porto Marghera e quella del turismo, della Biennale d’Arte e della Mostra del Cinema.

La Bibbia

La più alta lezione del lustro nella città lagunare è contenuta nella Lettera Pastorale per la Quaresima del 1956 dedicata al Protopatriarca San Lorenzo Giustiniani. Il documento è l’occasione per un rilancio degli studi biblici, partendo dal presupposto che il primo compito dei vescovi e dei sacerdoti è rendere familiare la Parola di Dio al popolo della Chiesa.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

San Newman iscritto nel Calendario Romano, la festa il 9 ottobre

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