Santo Sepolcro chiuso. Non era mai accaduto in secoli di storia

Santo Sepolcro chiuso. Non era mai accaduto in secoli di storia




Le autorità israeliane chiudono l’accesso ai luoghi santi. Proprio durante il tempo di Quaresima niente via crucis e celebrazioni nel luogo dove Gesù visse la sua passione, morte e resurrezione

«Israele ha chiuso la Chiesa del Santo Sepolcro a tempo indeterminato per la prima volta nella storia del cristianesimo. Le funzioni della Settimana Santa e di Pasqua saranno proibite. Le funzioni domenicali cancellate». È l’allarme che corre sui social delle Chiese cristiane in Medio Oriente. Il Santo Sepolcro, che era stato chiuso il 28 febbraio, giorno dell’inizio dei bombardamenti sull’Iran, continua a rimanere inaccessibile. Non era mai successo, a memoria d’uomo, che i cristiani non potessero frequentare per un periodo così lungo i luoghi dove si è vissuta la passione, la morte e la resurrezione di Gesù. Persino durante il Covid era stato consentito di celebrare sebbene a porte chiuse. Nel tempo di Quaresima, invece, Israele ha sbarrato l’accesso «per motivi di sicurezza» chiudendo la porta che dal quartiere cristiano della città vecchia di Gerusalemme si apre sullo spiazzo dove sorge l’ingresso al Sepolcro. Padre Ibhraim Faltas, responsabile delle scuole della Custodia, spiega che le Chiese stanno trattando con le autorità israeliane perché si possa celebrare almeno la Settimana Santa e la Pasqua tra le mura che custodiscono il Golgota, il monte dove fu crocifisso Gesù, e la tomba vuota di Cristo.

«Il clima di terrore in Terra Santa si riflette nella continua paura dell'altro ed è la costante pressione del pericolo e dell'insicurezza ad alzare muri che non si vedono, che non si toccano ma sono più duri del cemento e sembrano impossibili da attraversare: dobbiamo unirci per aprirli, anzi per spalancarli all'amore per il prossimo sofferente», aveva detto padre Faltas ai media vaticani. «Oggi che è venerdì del tempo di Quaresima», dice a Famiglia cristiana, «non possiamo fare la via Crucis, non abbiamo potuto celebrare le cinque domeniche di Quaresima, i patriarchi non possono entrare. Speriamo che la situazione si sblocchi per consentirci di entrare per la Settimana Santa in modo che i fedeli che non hanno accesso possano seguire i riti tradizionali attraverso le nostre trasmissioni e pregare con noi».

Da Venezia a Trieste in bici: a maggio pronta la ciclovia 18 Marzo 2026

 


L’opera, inserita tra i dieci percorsi ciclabili strategici in Italia, si sviluppa per 278 km complessivi, di cui oltre 116 in Veneto

Sulle due ruote dal capoluogo del Veneto a quello del Friuli Venezia Giulia.
Il turismo lento si arricchisce di un nuovo percorso strategico: la Ciclovia Venezia-Trieste, in dirittura di arrivo.
Il termine dei lavori per completare la realizzazione del percorso è infatti previsto entro maggio 2026.
Come spiega l’assessore ai Traporti e Lavori Pubblici della Regione Veneto Diego Ruzza, anche grazie alla connessione con la Treviso-Ostiglia sarà possibile percorrere in continuità un itinerario ciclabile da Trieste a Venezia e fino al mantovano consolidando ulteriormente il ruolo del Veneto nello sviluppo della mobilità sostenibile e del cicloturismo.



Un tracciato di 280 km lungo la costa adriatica

La ciclabile Venezia-Trieste è conosciuta anche come parte della ciclovia TriLiVe o FVG2 “Ciclovia del Mare Adriatico”, parte dell’itinerario europeo EuroVelo 8 che collega Cadice a Cipro e si integra con percorsi regionali veneti come il GiraPiave e la Green way del Sile, rafforzando il collegamento tra il litorale e l’entroterra.
Il percorso pianeggiante collega le due città attraverso la costa adriatica, zone lagunari e borghi storici.

“Si tratta di una dorsale di rilevanza nazionale”, ha sottolineato l’assessore Diego Ruzza, annunciando il termine dei lavori per poterla percorrere a maggio a margine della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale riunitasi a Musile di Piace (Ve) e alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei 22 Comuni che ne fanno parte.
Il Veneto può complessivamente contare ora su una rete di circa 550 km di ciclovie nazionali e regionali.
Il tracciato della Venezia-Trieste attraversa due Regioni, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia e 32 Comuni, interessando un territorio esteso e composito dal punto di vista insediativo e dell’ambiente naturale.

Tra insediamenti urbani e scorci paesaggistici naturali

A realizzare l’opera sono le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia con il supporto di Veneto Strade e un investimento di oltre 20,9 milioni di euro, che arrivano principalmente dal PNRR.
“I lavori relativi ai lotti veneti – precisa l’assessore ai Trasporti e Lavori Pubblici della Regione Veneto Diego Ruzza – procedono a pieno ritmo.  Parallelamente stiamo definendo un modello di gestione condivisa con gli enti locali per garantire non solo la manutenzione dell’infrastruttura ma anche la sua promozione e valorizzazione a livello nazionale e internazionale”.
La nuova ciclabile Venezia-Trieste prende il via dal fiume Tagliamento al confine con il Friuli Venezia Giulia per arrivare fino al capoluogo veneto percorrendo il Veneto Orientale. Un percorso che attraversa alcuni dei principali insediamenti urbani e produttivi e gli scorci del paesaggio litoraneo per arrivare all’ambiente lagunare in prossimità di Jesolo fino a Punta Sabbioni, da dove raggiunge Venezia e il Lido. Tra Lignano, Marano Lagunare e la zona di Grado e Trieste sono previsti diversi passaggi bici-barca per accorciare o variare l’itinerario.

Studio sui livelli di mercurio tra lavoratori e pescatori della Laguna di Marano e Grado

 


Appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Environments uno studio condotto dal Prof. Luca Cegolon (UCO di Igiene e Medicina Preventiva di ASUGI), dal gruppo di ricerca MercuRILab dell’Università di Trieste (Prof. Stefano Covelli e Dr.ssa Elisa Petranich), la UCO di Medicina del Lavoro di ASUGI (Prof. Francesca Larese Filon, Dr.sse Donatella Sansone ed Emilia Patriarca) e dal Prof. Giuseppe Mastrangelo (Università di Padova). L’indagine ha integrato i dati di una recente indagine (pubblicata su Science of the Total Environment), aggiungendo anche le rilevazioni di mercurio nei capelli di circa 80 lavoratori di Porto Nogaro non impiegati in attività produttive che implicano esposizione a mercurio.

La laguna di Marano e Grado era stata individuata come Sito di Interesse Nazionale (SIN) dal D.M. 468/2001, a causa di una contaminazione storica plurisecolare da mercurio sotto forma di cinabro riversato dal fiume Isonzo – drenante il distretto minerario di Idria in Slovenia (secondo deposito naturale più grande al mondo dopo Almaden in Spagna) – e in forma inorganica da scarichi industriali incontrollati. Più recentemente, con il D.M. n.81 del 31/03/2017 la denominazione SIN di “Laguna di Grado e Marano” è stata modificata in “Caffaro di Torviscosa” a seguito anche di una riperimetrazione a terra ridotta a soli 208 ettari.

Lo studio ha confermato le ipotesi iniziali dei ricercatori, e cioè che i lavoratori di Porto Nogaro, tutti residenti locali, presentavano concentrazioni mediane di mercurio nei capelli di 1.31 mg/kg, intermedie fra quelle di pescatori (2.56 mg/kg) e lavoratori dell’indotto della pesca (2.32 mg/kg) di Marano Lagunare, e quelle dei residenti delle Dolomiti (0.58 mg/kg). Tali differenze sono verosimilmente attribuibili al diverso consumo di pesce locale, che si confermava infatti come il maggiore predittore dei livelli di mercurio nel corpo umano attraverso l’analisi dei capelli dei soggetti che hanno partecipato all’ indagine dell’università di Trieste. I livelli di mercurio nei capelli raccomandati dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità per la popolazione generale sono di 2 mg/kg, mentre alcuni pescatori e lavoratori dell’indotto della pesca di Marano Lagunare presentavano valori superiori a 10 mg/kg.

La Food and Drug Administration degli Stati Uniti raccomanda di evitare amalgami dentari al mercurio in soggetti con pre-esistenti disturbi neurologici. Anche il consumo di pesce in zone con documentata contaminazione ambientale a mercurio dovrebbe essere moderato, dal momento che rappresenta la principale fonte di esposizione al metallo per l’uomo, con potenziali effetti neurotossici a lungo termine nell’ adulto oltre nel bambino in fase di crescita.

Sebbene le attività dell’ex SNIA Viscosa siano state riconvertite nel 2008 e le attività estrattive ad Idria (Slovenia) cessate nel 1995, la presenza di mercurio nei sedimenti della Laguna di Marano e Grado determinata da tali attività industriali e minerarie persiste. È pertanto importante continuare a monitorare i livelli del metallo in laguna nelle varie matrici di interesse (sedimenti, acqua, pesci, uccelli), mentre per la ricerca scientifica appare quanto mai una sfida prioritaria l’individuazione di strategie di mitigazione della disponibilità di mercurio dai sedimenti alla catena trofica mediante, ad esempio, utilizzo di ammendanti (biochar), nanomateriali o grafene.

Marcegaglia Plates di San Giorgio di Nogaro, sciopero e presidio davanti allo stabilimento: “Serve un confronto vero e risposte rapide”

 

Marcegaglia Plates di San Giorgio di Nogaro, sciopero e presidio davanti allo stabilimento: “Serve un confronto vero e risposte rapide”

Udine - 

San Giorgio di Nogaro (UD) – Sciopero e presidio questa mattina davanti ai cancelli della Marcegaglia Plates, dove le lavoratrici e i lavoratori hanno incrociato le braccia per richiamare l’attenzione su una serie di questioni ancora aperte nei rapporti con l’azienda.

Alla base della mobilitazione, spiegano dalla USB, non c’è una rottura del confronto, ma la difficoltà a renderlo realmente efficace. Negli ultimi mesi, infatti, gli incontri con la RSU non sono mancati, ma a fronte dei momenti di confronto le risposte attese non sono arrivate oppure si sono protratte eccessivamente nel tempo, lasciando irrisolti diversi nodi.

Tra i punti segnalati dal sindacato ci sono il premio di risultato, la gestione delle ferie – con contestazioni su utilizzi unilaterali – e alcune criticità legate alla sicurezza e al ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

Un ulteriore elemento di tensione riguarda le modalità con cui si svolgono gli incontri sindacali. In particolare, viene evidenziata l’impossibilità, in alcune occasioni, di garantire la presenza dei funzionari USB a supporto della RSU. Una situazione che, secondo il sindacato, ha contribuito a generare incomprensioni e a rendere più complesso il confronto, anziché facilitarlo.

Nel corso della giornata l’azienda ha manifestato una prima timida disponibilità a proseguire il dialogo.

Un segnale che viene considerato positivo, ma ancora insufficiente se non accompagnato da risposte concrete e tempi certi.

La mobilitazione odierna si inserisce quindi in un percorso volto a sollecitare un cambio di passo nelle relazioni sindacali, con l’obiettivo di arrivare a un confronto più strutturato e risolutivo sui temi aperti.

Dal presidio emerge una richiesta chiara: riattivare un dialogo pieno, trasparente e supportato, che consenta di affrontare nel merito le questioni sul tavolo e di dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento.

 

Unione Sindacale di Base - FVG

Vatican news del 18 marzo 2026

 

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Vatican News

Le notizie del giorno

18/03/2026

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L'appello di padre Patton alla preghiera e al digiuno per la pace
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Ilia II, catholicos patriarca di tutta la Georgia
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Il catholicos-patriarca si è spento a Tblisi nella serata di ieri, martedì 17 marzo, all’età di 93 anni. La notizia è stata diffusa questa mattina dal ... 

Preghiera del 16 marzo di Anonimo


La pace è un tuo dono, Signore


Per ottenerla occorre pregare, amare, soffrire.

Occorre pregare di persona. Scomparire.

Signore, noi ci impegniamo

ad essere costruttori di pace,

non ci presteremo ad essere

strumenti di violenza e di distruzione;

difenderemo la pace pagando anche di persona,

se necessario.

Noi non ci rassegneremo ad un mondo

in cui altri esseri umani muoiono di fame,

restano analfabeti, mancano di lavoro.

Noi difenderemo la vita 

in ogni momento del suo sviluppo terreno,

ci sforzeremo con ogni nostra energia

di rendere questa terra

sempre più amabile per tutti.

Regna tu nei nostri cuori

e nell'umanità di questo millennio.

Noi non abbiamo paura di affidarci a Te,

ma tu guidaci, dacci la forza di seguirti

ogni giorno e in ogni situazione.

Eccomi o Signore.

Fammi seminatore di pace.

Signore , donaci la tua pace.

IV DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A - 15 Marzo 2026

 domenica 15 Marzo 2026

Messa del Giorno

IV DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A

Colore Liturgico Rosa


Antifona

Rallegrati, Gerusalemme,
e voi tutti che l’amate radunatevi.
Sfavillate di gioia con essa,
voi che eravate nel lutto.
Così gioirete e vi sazierete al seno delle sue consolazioni. (Cf. Is 66,10-11)

Non si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, Padre della luce,
che conosci le profondità dei cuori,
apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito,
perché vediamo colui che hai mandato
a illuminare il mondo e crediamo in lui solo:
Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
 

Prima Lettura

Davide è consacrato con l’unzione re d’Israele.

Dal primo libro di Samuèle
1Sam 16,1b.4.6-7.
10-13

In quei giorni, il Signore disse a Samuèle: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuèle fece quello che il Signore gli aveva comandato.
Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuèle: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
Iesse fece passare davanti a Samuèle i suoi sette figli e Samuèle ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuèle chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuèle disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.
Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuèle prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 22 (23)

R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia. R.
 
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R.
 
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.
 
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

Seconda Lettura

Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 5,8-14

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti
e Cristo ti illuminerà».

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Cf. Gv 8,12)

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Vangelo

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 9,1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa "Inviato". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov'è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c'era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Santo Sepolcro chiuso. Non era mai accaduto in secoli di storia

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