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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 4 Ottobre 2026 San Francesco d'Assisi - Buen Camino Don Francisco

 domenica 04 Ottobre 2026 Don Francisco Buen Camino!




Messa del Giorno

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A - 

San Francesco D'Assisi

Colore Liturgico verde


Antifona

Tutte le cose sono in tuo potere
e nessuno può opporsi alla tua volontà.
Tu hai fatto il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)

Si dice il Gloria.

Colletta

Padre giusto e misericordioso,
che non abbandoni mai la tua Chiesa,
vigna che la tua destra ha piantato,
custodisci e proteggi ogni suo tralcio,
perché, innestato in Cristo, vite vera,
porti frutti buoni nel tempo e nell’eternità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 5,1-7

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 79 (80)

R. La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. R.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna. R.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte. R.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi. R.

Seconda Lettura

Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 4,6-9

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga. (Cf. Gv 15,16)

co

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore.

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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 26 Luglio 2026

 

domenica 26 Luglio 2026

Messa del Giorno

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Cose nuove e cose antiche

Antifona

Dio sta nella sua santa dimora:
a chi è solo fa abitare una casa;
dà forza e vigore al suo popolo. (Cf. Sal 67,6.7.36)

Colletta

 
O Padre, fonte di sapienza,
che in Cristo ci hai svelato il tesoro nascosto
e ci hai donato la perla preziosa,
concedi a noi un cuore saggio e intelligente,
perché, fra le cose del mondo, sappiamo apprezzare
il valore inestimabile del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Hai domandato per te la sapienza.

Dal primo libro dei Re
1Re 3,5.7-12

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». 
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». 
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 118 (119)

R. Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d'oro e d'argento. R.

Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. R.

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R.

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. R.

Seconda Lettura

Ci ha predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,28-30

Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. 
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Mt 11,25)

Alleluia.

Vangelo

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 13,44-52

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. 
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. 
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Parola del Signore.

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Papa Francesco, instancabile portatore di un messaggio di pace (Osservatore Romano 21 aprile 2026)

 

Mattarella: Papa Francesco, instancabile portatore di un messaggio di pace

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella su L’Osservatore Romano ricorda il Pontefice argentino ad un anno dalla sua morte. Nel ricordo del Capo di Stato si sottolinea come “il suo pontificato abbia attraversato stagioni difficili della vita internazionale e abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’umanità, nella vita della Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace".

di Sergio Mattarella

È trascorso un anno dalla scomparsa dell’amatissimo Papa Francesco e il popolo italiano custodisce con affetto e gratitudine la memoria della sua figura e del suo insegnamento. 

Il suo pontificato ha attraversato stagioni difficili della vita internazionale e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’umanità, nella vita della Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace, di chi ha fame e sete di giustizia, delle donne e degli uomini di buona volontà.  Vescovo di Roma, guida della Chiesa cattolica universale, la voce di Francesco è stata autorevole e ascoltata oltre ogni confine geografico, religioso e culturale. Con il coraggio morale e spirituale che lo contraddistingueva, ha richiamato con vigore la dignità della persona, la responsabilità verso i più fragili, il valore del dialogo, la centralità della pace. 

Il legame con l’Italia è stato, per Papa Francesco, saldo e affettuoso. Il nome scelto per la sua missione pontificale è stato quello del poverello d’Assisi, Santo della Chiesa universale, in Italia riferimento da secoli e scelto come suo Patrono. Roma, capitale della nostra Repubblica, è stata, per Francesco, oltre alla sede della Cattedra di Pietro anche la città nella quale — suo Vescovo — ha voluto farsi prossimo, nelle periferie, negli incontri con i giovani, nella vicinanza alle realtà del volontariato e dell’accoglienza, nell’attenzione costante alle ferite sociali e alle marginalità.  Nei confronti della Repubblica e delle sue istituzioni ha manifestato una costante vicinanza, valorizzando il legame storico tra Santa Sede e Italia e non facendo mai mancare — specialmente nei momenti più difficili, come durante la pandemia — il suo conforto. 

La sua preghiera sul sagrato della Basilica, in una piazza San Pietro deserta, è stata, per il mondo intero, voce dell’umanità. Conservo come patrimonio prezioso il ricordo dei rapporti intrattenuti, sobri e profondi, nella consapevolezza della distinzione dei rispettivi ruoli. Nel dialogo istituzionale, negli incontri ufficiali, nelle occasioni di visita privata o al margine di celebrazioni religiose, si è trattato, per me, di un costante recepire la chiarezza e il calore della sua premura per la promozione della pace, per la condanna di ogni violenza, per la cura del bene comune, per la tutela dei diritti di ciascuno. 

Francesco aveva acuta capacità di individuare i problemi, i punti di rottura, i rischi di divisione, il dono di guardare lontano — come è caratteristica del Magistero pontificio — oltre l’orizzonte limitato del contingente. Da leader religioso e morale ha fatto sentire nel mondo il suo Magistero e la sua influenza, incoraggiando a non cedere all’indifferenza e alla disperazione, a rafforzare la coesione sociale, a esercitare l’arte paziente del dialogo e del confronto. Papa Francesco ha saputo parlare al mondo con il linguaggio schietto ed essenziale del Vangelo e con la sapienza del conoscitore degli animi e della storia, consapevole e incurante del rischio di apparire utopistico, di porsi controcorrente. 

Il suo richiamo alla misericordia, l’esortazione a non attendere che l’altro si presenti ma a cercarlo, ad andargli incontro, la sua esortazione alla fraternità, all’interdipendenza dei popoli e degli Stati, alla «cultura dell’incontro», lo hanno reso nel nostro tempo figura di riferimento universale per credenti e non credenti, leader spirituale e morale di grande e ammirevole saggezza. Davanti alle guerre, alle persecuzioni, alle povertà, alle disuguaglianze, ha chiesto ai popoli e agli Stati di ritrovare appieno la propria umanità, di resistere alla tentazione dell’odio, dello scarto, dello spreco. Li ha esortati a dare voce a chi non ne ha. La sua testimonianza ha sollecitato governi, comunità e singole coscienze a scegliere la via della giustizia, del disarmo morale e materiale, della cooperazione tra i popoli, della protezione dei migranti e dei rifugiati, dell’equità sociale. 

Con l’enciclica Fratelli tutti ha ricordato all’umanità la consapevolezza di costituire un’unica «famiglia umana», necessariamente coesa, solidale, interdipendente.  Il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace Mondiale e la Convivenza Comune, sottoscritto nel 2019, ad Abu Dhabi, unitamente al Grande Imam di Al-Azar, Ahmad al-Tayyeb, ne rappresenta forte manifestazione, rivolta ai credenti e ai non credenti, a tutte le persone di buona volontà. Fino alla fine, anche durante la lunga, faticosa malattia, Papa Francesco è stato instancabile portatore del messaggio di pace e di amore. Sentiva su di sé la responsabilità incomprimibile del suo alto magistero e, probabilmente, anche l’acuirsi delle tensioni internazionali che rischiano di allontanare il mondo dagli ideali di pace, accoglienza, comprensione, diritto, dialogo e rispetto reciproco, così come viene ammonito con forza e autorevolezza da Leone XIV. 

Oggi, a un anno di distanza dal suo transito, rinnoviamo riconoscenza per l’insegnamento di Francesco che rappresenta un sostegno di speranza per tutti gli uomini di pace. 

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Tutelare il paesaggio tra terra e acqua e immaginare nuove opportunità per le comunità.

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