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Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
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Si calcolano 14 milioni di persone vulnerabili su una popolazione scesa, dal febbraio 2022, a 30 milioni: praticamente, una famiglia ucraina su due ha bisogno di assistenza umanitaria.
Ma c’è anche chi calcola un milione di soldati, morti e feriti, da entrambe le parti. L’aggravarsi degli attacchi provoca distruzioni di case, scuole, ospedali e infrastrutture. Il 65% delle centrali elettriche è stato colpito, con effetti gravissimi sulle forniture di elettricità, acqua e riscaldamento. Con le prime gelate in arrivo nei prossimi giorni, si annuncia l’inverno più duro dall’inizio della guerra, soprattutto per la popolazione che vive nelle regioni in prossimità del fronte. Ma anche per i 3,6 milioni di sfollati interni aumenta la povertà. Si calcolano 14 milioni di persone vulnerabili su una popolazione scesa, dal febbraio 2022, a 30 milioni: praticamente, una famiglia ucraina su due ha bisogno di assistenza umanitaria.
Mille giorni di guerra sono stati mille giorni di solidarietà della Comunità di Sant’Egidio in Ucraina. Grazie a una radicata presenza nel paese dal 1991, Sant’Egidio fin dai primi giorni dopo l’invasione russa ha realizzato un’estesa rete di aiuti umanitari, in grado di rispondere ai bisogni crescenti della popolazione. L’impegno dei membri di Sant’Egidio in Ucraina, alimentato da una catena di solidarietà che parte dall’Italia e altri paesi europei, ha consentito, tra l’altro, di aprire cinque centri per sfollati interni (3 a Kyiv, 1 a Lviv e 1 a Ivano-Frankivsk) che sostengono 10mila persone al mese, e di inviare medicinali in più di 200 strutture sanitarie nelle regioni orientali e meridionali del paese, maggiormente colpite dalle operazioni belliche. Sono state inoltre aperte 9 Scuole della Pace per bambini che hanno sofferto il trauma della guerra nell’ambito di un più ampio sostegno che ha raggiunto circa 10mila minori.
In mille giorni di guerra sono stati inviati 153 carichi, per un totale di 2400 tonnellate di aiuti umanitari e un valore di 27 milioni di euro. 450mila persone hanno ricevuto generi alimentari, abbigliamento, prodotti per l’igiene personale, mentre 2 milioni di persone hanno usufruito degli aiuti sanitari di Sant’Egidio.
L’Ucraina ha bisogno di pace e l’impegno umanitario ne tiene viva la speranza. Per alimentarla c’è bisogno di un sostegno largo e generoso, che non può affievolirsi, ma anzi deve rafforzarsi: dopo mille giorni di guerra, investire sull’aiuto alla popolazione è l’unico modo per dare un futuro all’Ucraina, perché la solidarietà costruisce già oggi un pezzo di pace.
di Konrad Krajewski
Da due anni porto la spilla della bandiera Ucraina per non dimenticare che c’è la guerra, che ogni giorno in entrambe le nazioni in conflitto muore tanta gente. Ci sono tanti orfani, tante vedove e tanti feriti. Da due anni mi sento ucraino e soffro con loro. Da due anni prego per la pace e ogni giorno, quando celebro la Santa Messa, mi fermo in silenzio dopo la preghiera del Padre Nostro quando pronuncio le parole: “liberaci Signore da tutti i mali e concedi la pace ai nostri giorni”.
Da due anni ogni giorno prego per i due presidenti e i loro consiglieri perché si seggano attorno ad un tavolo: servirebbe per salvare vite umane. Finché non lo faranno continuerà la scia dei morti.
Sette volte sono stato in Ucraina a nome del Santo Padre e ho visto quello che non dovrebbe succedere mai: un uomo che uccide un altro uomo e un fratello il fratello. La guerra sembra essere scatenata dalla vendetta verso un popolo che ha diritto di vivere nella pace.
In questi due lunghi anni ho visto anche tanta solidarietà, che ha dell’incredibile.
Ho incontrato molta gente di buona volontà che dedica il proprio tempo, le proprie risorse, per aiutare il prossimo, cioè milioni dei profughi che sono stati costretti a fuggire dalle loro case a causa della guerra con una sola busta di plastica. Tanta gente di buona volontà ancora oggi ospita dei profughi ucraini nella propria casa. Ecco la seconda faccia della maledetta guerra, quella che dà speranza.
Ringrazio il Signore perché solo da Roma, grazie a tanta gente, siamo riusciti a mandare nei territori in guerra più di 240 tir di aiuti umanitari.
È vero ogni guerra è una sconfitta, dice Papa Francesco.
È vero che tutti gli Stati producono le armi, le vendono e guadagnano tanto. Ed è altrettanto vero che quasi nessuno parla di pace, eccetto il Santo Padre. Solamente ripetono questa frase: “chi vuole la pace deve prepararsi alla guerra”. Deve comprare le armi.
Allora mi chiedo: “Quando regna la pace nel mio cuore? Quando posso diventare l’uomo in grado di seminare la pace e concedere la pace?” Io personalmente sono pieno di pace quando sperimento la misericordia. Quando dopo la confessione vengono perdonate le mi colpe e quando incomincio a perdonare. In quel momento sono pieno di pace, pace che non viene dal mondo ma direttamente da Dio. In quel momento incomincio ad essere la sua immagine vivente.
Misericordia è il secondo nome di Dio, il primo è Amore. Il comandamento più importante ci invita ad amare Dio e il prossimo. Pace non vuol dire solo far cessare il fuoco, fare una tregua ma rivestirsi di misericordia, cioè perdonare e chiedere perdono.
Bisogna mettere Dio al primo posto, il prossimo al secondo e l’“io” al terzo posto, tutti prima di me, tutti sono più importati di me, la loro vita è più importante della mia. Chi mette Dio al primo posto, Dio che ama la vita, ogni vita umana, costruisce la pace.
Domani dalla Basilica di Santa Sofia in Roma partirà un altro tir da parte del Santo Padre con i viveri per il popolo ucraino. È un aiuto per la gente che è sfinita dalla guerra, ma non sfiduciata e convinta che la pace sia ancora possibile.
Dobbiamo sostenerli con la preghiera, che per i credenti può spostare le montagne, figuriamoci fermare questa stupida guerra.
“Signore ti chiedo umilmente il miracolo della pace. Tu che sei Onnipotente sai che abbiamo bisogno di pace, quella che solo tu puoi donare. Concedi a coloro che la promuovono di perseverare nel bene e a coloro che la ostacolano di trovare la guarigione, di riconciliarsi con Te e con i fratelli, allontanandosi dal male, perché ogni guerra è sempre una sconfitta.”
Sulle sponde opposte del fiume Stella, a Palazzolo dello Stella e a Precenicco, l' Epifania ( venerdì 6 gennaio ) chiude il lungo periodo di feste natalizie, con due importanti manifestazioni di solidarietà. A Precenicco, tornerà la lucciolata per la Via di Natale, che parte da Piazza del Porto alle ore 18.00. Il Corteo si svilupperà per le vie del paese e all'arrivo ci sarà vin brulè, pinza e the caldo per tutti. A seguire, alle ore 19, verrà acceso il falò epifanico.
A Palazzolo, alle 12.30, le tavole della mensa scolastica, saranno apparecchiate, per il tradizionale Pranzo dell' Anziano, un' iniziativa pluridecennale, nata in seno alla Parrocchia, organizzata dal Gruppo Alpini, ora in collaborazione con Auser Stella & Tagliamento. Alle 15.30, ci sarà la premiazione del 4° Concorso “ I Presepi dello Stella “, aperto alle persone residenti nelle Parrocchie di Palazzolo dello Stella, Piancada, Precenicco, Rivarotta e Muzzana del Turgnano, organizzato dalla Parrocchia di Santo Stefano e dal Comune di Palazzolo.
Domenica 8, alle 17.30, all' Auditorium Comunale di Precenicco, si terrà il Concerto corale con le Cuoriste, il Coro In...canto ed il coro più bello del mondo della Cooperativa Sociale “ Il Gabbiano – Il Pino “ che presenteranno Open Your Arms, del tour Natale 2022.
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