Un nuovo importante tassello si è aggiunto ai servizi del centro “Stella Maris”, realtà promossa dal Centro Caritas dell’arcidiocesi di Udine nel 2009 per offrire “vicinanza, ascolto e assistenza ai lavoratori marittimi in transito a Porto Nogaro”. Giovedì 18 dicembre è stata inaugurata la seconda postazione per il bike sharing, servizio che facilita la mobilità dei lavoratori marittimi verso San Giorgio di Nogaro, distante circa cinque chilometri. Le biciclette a disposizione salgono così a dieci. È stata anche installata una colonnina di bike facilities dedicata alla manutenzione in autonomia delle biciclette, “favorendo così una mobilità in sicurezza”. Il progetto, ideato da Stella Maris insieme al Comitato territoriale per il Welfare della Gente di Mare di Porto Nogaro, è stato realizzato grazie a un finanziamento dell’Itf Seafarers’ Trust e del Comitato nazionale per il Welfare della Gente di Mare. I fondi hanno inoltre consentito di implementare l’operatività del Centro con un nuovo computer, una lavagna interattiva, materiale promozionale e giubbotti ad alta visibilità. Nel 2024 i sei volontari e l’operatrice del servizio hanno incontrato 438 lavoratori marittimi. Rispetto al lavoro con le scuole, sono stati realizzati laboratori in 71 classi, per un totale di 679 studenti. All’inaugurazione sono intervenuti il presidente del Cosef, Marco Bruseschi, il comandante della Capitaneria di Porto, Roberto Pellegrino, e l’assessora comunale Antonella Xodo. Ha benedetto la struttura il parroco don Alex De Nardo.
Fonte: AgensirFilippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Università castrense in mostra a Fogliano di Redipuglia
La mostra “L'Università Castrense di San Giorgio di Nogaro nella Grande Guerra", curata dalla Biblioteca Comunale Villa Dora di San Giorgio di Nogaro, arriva anche a Fogliano Redipuglia.
L'inaugurazione si terrà venerdì 28 novembre alle ore 11.00 presso il Museo della Regia Stazione di Redipuglia di Fogliano Redipuglia, con introduzione a cura di Ivana Battaglia.
Per la durata della mostra saranno disponibili per i visitatori i volumi gratuiti “L'Università Castrense di San Giorgio di Nogaro nella Grande Guerra” in varie lingue.
L’iniziativa è realizzata anche in collaborazione con la Società Filologica Friulana.
Orari di visita della mostra:
da martedì a sabato 9.30-12.30 e 15.30-18.30
domenica 9.30-12.30
Canottaggio a San Giorgio di Nogaro, l'FVG trionfa nell'Ettagonale Giovanile
ASan Giorgio di Nogaro Il Friuli Venezia Giulia trionfa nel 68° Incontro Ettagonale Giovanile, chiudendo al primo posto con 68,5 punti, davanti a Alta Austria (55) e Vienna (52).Con 4 ori, 3 argenti e 6 bronzi, la squadra regionale – guidata dalla Commissione Tecnica FVG di Leo Millo – conferma la propria superiorità tra le sette rappresentative di Italia, Slovenia, Croazia e Austria.
Ori FVG: Vecchiato–Ballerino–Furlan–Visintin (4x cadetti), Biondi–Mainardi (2x cadetti), Contardo–Visintin (2- U17), Godina (1x cadetti)
Argenti: Avellone, Crevatin–Germani–Cimolino–Predonzani, Linhart–Tesei–Cignolini–Toniolo
Bronzi: Barbo–D’Este, Curci, Iagodnich–Zuani, Milan–Odoni–Millo–Pintus, Stokelj–Pevere, Trevisan–Driussi–Bazzarini–Mosetti
Una stagione da incorniciare per il remo del FVG, che chiude l’anno con un nuovo prestigioso successo internazionale.
Dal territorio CAFC accelera la transizione: con l’hub fanghi per competitività e sostenibilità in Aussa Corno
CAFC accelera la transizione: con l’hub fanghi per competitività e sostenibilità in Aussa Corno

San Giorgio di Nogaro e la Zona industriale dell’Aussa Corno si pongono all’avanguardia nelle politiche di sostenibilità ambientale grazie agli interventi di CAFC di innovazione e ammodernamento del depuratore di San Giorgio di Nogaro. A questo si aggiunge la proposta di lavorare alla progettazione di un futuro acquedotto duale per il riuso delle acque a fini industriali ed agricoli.
L’opera fa parte della strategia di transizione ecologica perseguita da CAFC, che comprende progetti mirati e innovativi come questo assieme ad azioni dirette di efficientamento di impianti e di processi, o indirette quali l’acquisto di crediti di carbonio come avvenuto di recente con il Comune di Rigolato. Tutte iniziative che hanno nel legame stretto con il territorio e nelle ricadute positive su di esso, un valore in più.Nel concreto, il depuratore di San Giorgio di Nogaro sarà oggetto di un forte ammodernamento: il vecchio impianto di combustione fanghi a letto fluido, ormai obsoleto, verrà dismesso e sostituito da un essiccatore a bassa temperatura di ultima generazione, integrato con i sistemi di trigenerazione ed alimentato in larga parte da fonti rinnovabili. L’intervento, sostenuto da risorse PNRR per circa 10 milioni, consente di contenere i consumi energetici, ridurre le emissioni e valorizzare i fanghi in ottica di economia circolare. Un accordo con il Comune prevede inoltre la presenza di un esperto tecnico comunale a fianco dei tecnici CAFC nelle fasi di progettazione e cantiere, per trasparenza e condivisione con la comunità.
In parallelo si avanza l’ipotesi, con concrete prospettive interessanti, del riuso delle acque depurate: l’idea di CAFC è alimentare, tramite una rete duale, gli usi industriali con acqua opportunamente trattata, preservando l’acqua potabile per i bisogni civili. Il riuso, che vedrebbe la società impegnata con importanti soggetti territoriali quali il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e il COSEF, rappresenterebbe una soluzione innovativa difronte alle difficoltà inerenti la disponibilità di acqua in situazioni di stress idrico. Per le imprese e le filiere agricole tale possibilità per una concreta attuazione dovrebbe tradursi in veri e propri vantaggi competitivi attraverso strumenti come i “certificati blu” e/o incentivi fiscali come “il credito d’imposta”.Di questo si è parlato nel corso della conferenza ospitata giovedì 6 novembre nel Municipio di San Giorgio di Nogaro, dal titolo “La sostenibilità ambientale della Zona industriale Aussa Corno. Azioni in corso, in progetto e ideate”. Al tavolo, CAFC e COSEF – con il Comune – hanno illustrato stato dell’arte e prossimi passi: dall’hub fanghi alla rete duale, fino al quadro di sinergie pubblico-pubblico per coordinare pianificazione, autorizzazioni e dialogo con le imprese insediate, così da accelerare cantieri e massimizzare i benefici ambientali e industriali.
Il percorso si inserisce in una strategia integrata che vede CAFC attiva anche su riduzione/compensazione delle emissioni (prima utility idrica FVG certificata sulla carbon footprint), uso di energia 100% rinnovabile, produzione propria da fotovoltaico e idroelettrico e riapertura dei punti informativi per un rapporto diretto con i cittadini. L’obiettivo di medio periodo è chiaro: ridurre per rigenerare, innovare per proteggere, collaborare per costruire un futuro idrico sostenibile.“La sfida si vince mettendo insieme qualità ambientale e competitività dei territori. Con l’hub fanghi realizziamo un progetto nato con il territorio e per il territorio: innovazione impiantistica, trasparenza e collaborazione sono le nostre leve per trasformare la sostenibilità in valore condiviso. Lanciare l’idea dell’acquedotto duale è di stimolo ad una riflessione che coinvolge il territorio e propone un ulteriore salto di qualità nelle pratiche di riuso delle acque reflue”, commenta il presidente di CAFC, Salvatore Benigno. “Il tema del riuso idrico per essere attuato richiede un approccio che sappia integrare tra loro l’utilizzo di nuove tecnologie, processi partecipati con il territorio, supporto delle istituzioni”.
A conferma dell’approccio “aperto”, CAFC partecipa al tavolo tecnico regionale per l’acquedotto duale Aussa Corno e prosegue il confronto con istituzioni e operatori per inserire il riuso idrico in un quadro regolatorio e tariffario favorevole, capace di premiare chi investe e chi utilizza acqua trattata in luogo di risorse primarie. È il primo passo per passare da singoli interventi a una politica industriale dell’acqua che sostenga crescita, occupazione e tutela dell’ambiente.
AFDS SANGIORGINA, 65 ANNI DI CONCRETA SOLIDARIETÀ: UN'INCONTRO DI RINGRAZIAMENTO
DONO SANGUE. BORDIN: AFDS SANGIORGINA, 65 ANNI DI CONCRETA SOLIDARIETÀ
"La donazione di sangue - ha ricordato Bordin - è uno dei gesti più alti di generosità civile. Donare significa prendersi cura della vita degli altri e la sezione di San Giorgio di Nogaro rappresenta un esempio concreto di come questo spirito di solidarietà possa diventare parte dell'identità di una comunità".
La consegna si è svolta a Villa Dora, alla presenza del presidente della sezione Daniele Pines, del direttivo, del sindaco Pietro Del Frate e della vicesindaca Caterina Taverna. La cerimonia ufficiale per l'anniversario si era già tenuta nelle scorse settimane, ma l'incontro ha voluto sottolineare ancora una volta la vicinanza del Consiglio regionale a una realtà che da decenni contribuisce alla salute e al benessere collettivo.
"Con questa targa - ha aggiunto Bordin - intendiamo ringraziare tutti i donatori, passati e presenti, che con costanza e dedizione hanno reso grande la storia dell'Afds sangiorgina. È grazie al loro impegno silenzioso se il Friuli Venezia Giulia continua a essere una terra di solidarietà e partecipazione".
Il presidente del sodalizio, Daniele Pines, ha ricordato i numeri della sezione: 13 membri nel direttivo, 181 donatori e circa 400 iscritti previsti per il 2025. "Continueremo la nostra attività con impegno, sperando di coinvolgere sempre più giovani donatori", ha aggiunto.
Il sindaco Pietro Del Frate, accompagnato dal vicesindaco Caterina Taverna, ha sottolineato l'impegno dell'associazione nelle attività sul territorio. "È una realtà molto attiva, composta da persone sempre disponibili, che collaborano tra loro e con le altre associazioni locali", ha dichiarato Del Frate, ricordando anche che "molti dei suoi membri partecipano a più associazioni, contribuendo così in modo significativo alla vita della comunità". ACON/AD-aa
Concors leterari VÔS DE BASSE Dentri dai 26 di Zenâr dal 2026
Al è timp fin a misdì e mieç dai 26 di Zenâr dal 2026 par partecipâ a la otave edizion dal concors leterari in lenghe furlane “Vôs de Basse”, inmaneât dai Comuns di Cjarlins, Gonârs, Muçane, Porpêt, Prissinins e San Zorç di Noiâr, midiant dal Sportel associât pe lenghe furlane e cul patrocini de Societât Filologjiche Furlane e de Cooperative Informazione Friulana / Radio Onde Furlane.
La iniziative, che si partecipe sore nuie e che e je pensade par stiçâ la int a scrivi par furlan, e vûl ancje jessi un omaç a cualchidune des figuris che a àn insiorât il panorame culturâl de Basse furlane, tant che pre Zaneto, Tite Grison, Gina Marpillero, Luciano Morandini, Alviero Negro e Pierluigi Visintin.
Par cirî di dâur vôs a dutis lis diviersis espressions, il bant al previôt cuatri diviersis sezions: narative (contis curtis e tescj teatrâi), poesie, traduzion e students de scuele primarie.
Viodude la largje partecipazion des edizions passadis, ancje dal forest, in plui de consegne dai lavôrs su cjarte li dal ufici protocol dal Comun di San Zorç di Noiâr, e je previodude la pussibilitât di mandâ i lavôrs in formât digjitâl ae PEC: comune.sangiorgiodinogaro@certgov.fvg.it
Une jurie di esperts e stazarà lis oparis e e nomenarà i vincidôrs di ogni sezion, che a varan par premi un bon di spindi par comprâ libris.
Li de biblioteche comunâl "Vile Dora" di San Zorç di Noiâr si puedin domandâ sore nuie lis publicazions cui vincidôrs des edizions passadis.
Mereto di Tomba piange don Giovanni Boz
Portò in Vaticano la storia di Concetta Bertoli
Ordinato sacerdote nel 1968, da tempo era ammalato: aveva 81 anni. Missionario in Sud America, aveva incontrato papa Giovanni Paolo II per perorare la causa di beatificazione della venerabile concittadina
Comunità in lutto per la scomparsa dell’amato parroco don Giovanni Boz, 81 anni. È morto venerdì 4 ottobre alla Fraternità sacerdotale dove viveva da diverso tempo, accudito nel fisico minato da vari acciacchi e malattia, ma con la mente vivace e sempre pronta a dare buoni consigli.
Don Boz era lo storico parroco di Mereto di Tomba dal 1990, dove si era distinto anche per perorare la causa di beatificazione della venerabile Concetta Bertoli e per questo si era incontrato a Roma con papa Giovanni Paolo II. Era nato a Risano, in comune di Pavia di Udine, paese in cui sarà sepolto accanto ai genitori e a un fratello.
Da giovane, attratto dalla spiritualità dei missionari della Consolata di Torino, ne abbracciò il carisma e divenne sacerdote, ricevendo l’ordinazione presbiterale nel 1968. La congregazione torinese, di ispirazione missionaria, inviò quel giovane friulano in Colombia, dove visse per nove anni.
In Sud America la salute di don Boz registrò le prime difficoltà: contrasse infatti una malattia che costrinse la sua congregazione a farlo rientrare in Italia. Tornato in Friuli, nel 1977 l’arcivescovo monsignor Alfredo Battisti assegnò a don Giovanni Boz la guida delle comunità di Porto Nogaro e Villanova, allora riunite in un’unica parrocchia. Due anni dopo, nel 1979, don Boz fu incardinato nel clero dell’Arcidiocesi di Udine. Nel 1989 il trasferimento a Mereto di Tomba, parrocchia che il sacerdote ha formalmente guidato fino alla morte, pur essendo affiancato negli ultimi anni da altri sacerdoti, ultimamente da don Gabriel Vasile Cimpoesu. Uomo schivo e determinato dall’animo generoso, con una profonda fede e grande tenacia, don Boz assunse progressivamente la guida di tutte le parrocchie del comune di Mereto di Tomba, tutte guidate fino al momento della salita al cielo: Pantianicco nel 1990, Tomba di Mereto nel 1992, Plasencis nel 2001 e, ultima, San Marco nel 2012.
Alcuni anni fa le sue condizioni di salute, peggiorate progressivamente, hanno reso necessario il trasferimento del parroco alla Fraternità sacerdotale da dove, con l’aiuto di alcuni parrocchiani e di sacerdoti più giovani, ha continuato ad amministrare le sue cinque parrocchie. L’amministrazione comunale si unisce al cordoglio delle cinque comunità del territorio di Mereto di Tomba, dei familiari e degli amici nel saluto a Don Giovanni Boz: «Con gratitudine ricordiamo i suoi oltre 35 anni di instancabile impegno pastorale, dedicati con passione e dedizione al rafforzamento della fede e alla cura delle vocazioni».
«Tutta la mia generazione ha conosciuto solo questo parroco –, afferma il vicesindaco 38enne Mattia Mestroni –, era per noi il nostro punto di riferimento ne sentiremo sicuramente la mancanza». Il funerale, come da espressa volontà del sacerdote che lascia due sorelle, verrà celebrato dall’arcivescovo monsignor Riccardo Lamba martedì alle 15 a Pantianicco, la recita del rosario sempre nella chiesa parrocchiale di Pantianicco alle 18 cui seguirà la celebrazione di una messa dedicata.
Don Giovanni Boz già parroco di Porto Nogaro e Villanova
Addio a don Giovanni Boz, storico parroco delle comunità di Mereto di Tomba
Venerdì 3 ottobre alla Fraternità sacerdotale di Udine è spirato il sacerdote don Giovanni Boz. Aveva 81 anni. Era lo storico parroco delle Parrocchie del comune di Mereto di Tomba.

La Chiesa udinese piange la scomparsa di uno dei suoi sacerdoti: don Giovanni Boz è tornato alla Casa del Padre nel pomeriggio di venerdì 3 ottobre a Udine, nella Fraternità sacerdotale, dove viveva da diversi anni. Don Boz, 81 anni compiuti a febbraio, aveva un fisico minato da acciacchi e malattia.
Non sono ancora noti i dettagli delle esequie di don Giovanni Boz, così come di altri momenti di preghiera in suffragio della sua anima; appena disponibili saranno pubblicati su questa pagina.
Tra la missione e la pastorale in Friuli
Fu la località di Risano, in comune di Pavia di Udine, a dare i natali a Giovanni Boz nel 1944. Da giovane, attratto dalla spiritualità dei missionari della Consolata di Torino, ne abbracciò il carisma e ne divenne sacerdote, ricevendo l’ordinazione presbiterale nel 1968. La congregazione torinese, di ispirazione missionaria, inviò quel giovane sacerdote friulano in Colombia, dove visse per nove anni.
In Sud America la salute di don Boz registrò le prime difficoltà: contrasse infatti una malattia che costrinse la sua congregazione a farlo rientrare in Italia. Tornato in Friuli, nel 1977 l’arcivescovo mons. Alfredo Battisti assegnò a don Giovanni Boz la guida delle comunità di Porto Nogaro e Villanova, allora riunite in un’unica Parrocchia. Due anni dopo, ossia nel 1979, don Boz fu incardinato nel clero dell’Arcidiocesi di Udine.
Nel 1989 il trasferimento a Mereto di Tomba, parrocchia che don Boz ha formalmente guidato fino alla morte, pur essendo affiancato negli ultimi anni da altri sacerdoti. Uomo schivo, con una profonda fede e grande tenacia, don Boz assunse progressivamente la guida di tutte le Parrocchie del comune di Mereto di Tomba, tutte guidate fino al momento della salita al cielo: Pantianicco nel 1990, Tomba di Mereto nel 1992, Plasencis nel 2001 e, ultima, San Marco nel 2012.
Alcuni anni fa le sue condizioni di salute, peggiorate nel corso degli anni, hanno reso necessario il trasferimento di don Boz alla Fraternità sacerdotale da dove, con l’aiuto di alcuni parrocchiani e di sacerdoti più giovani, ha continuato ad amministrare le sue cinque Parrocchie.
Foglio della Collaborazione Pastorale di San Giorgio di Nogaro 7 settembre 2025
Oggi ho tempo di pubblicare il Foglio in forma intera e completo nelle informazioni grazie alla pubblicazione sul sito della collaborazione, ieri sera dopo la messa prefestiva abbiamo constatato che mancava qualcosa sulla stampa distribuita in duomo. Ribadisco ancora che il sito da frequentare per essere sempre informati di norma è questo http://cpsangiorgio.it/ .Dal Blog si puo cliccare il collegamento sulla colonna di destra
Collegamento a Foglio della collaborazione Pastorale di San Giorgio di Nogaro valido fino 20 luglio 2025
Cammino delle chiese nella Bassa friulana
18 chilometri in preghiera nella notte.
Scarpe comode, gilet catarinfrangente, caffè. E voglia di vivere un’esperienza non propriamente ordinaria, quotidiana: un cammino notturno tra alcuni paesi del Friuli, sostando nelle loro chiese. Nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 maggio si rinnova l’esperienza del Cammino notturno delle chiese, promosso dall’Ufficio diocesano per l’Iniziazione cristiana e la catechesi, rivolto a catechisti (e non solo) che desiderano vivere un’esperienza particolare di spiritualità, arricchita dal silenzio della notte.
Dopo Udine, Cividale del Friuli e San Daniele del Friuli, l’edizione 2025 del Cammino delle chiese tocca la Bassa friulana. Sarà la pieve di San Vincenzo a Porpetto, infatti, a ospitare l’inizio del pellegrinaggio notturno.
Pressacco: «La notte si prega più profondamente»
«Il significato di questo cammino? Pregare in modo particolare per i bambini, ragazzi, giovani e adulti che ci sono affidati nei percorsi di catechesi delle nostre parrocchie». Semplici ed efficaci, le parole di Silvia Pressacco, segretaria dell’Ufficio catechistico diocesano, tracciano i contorni dell’esperienza. Arricchita, inoltre, dal fatto di svolgersi tra il tramonto e l’alba. «È vero, la notte è più difficile», spiega Pressacco. «Però il silenzio della notte porta a una preghiera più consapevole e più profonda». Catechisti come novelli Nicodemo, insomma, che incontrano il Signore nel cuore della notte.
Tra cammino e meditazione
Il ritrovo sarà venerdì 2 maggio alle 20.30 nella pieve di Porpetto, iniziando il pellegrinaggio con la Santa Messa. A seguire, i partecipanti toccheranno le chiese di Castello, Corgnolo, Pampaluna, San Giorgio di Nogaro (sia il duomo che la chiesa della Madonna addolorata), Villanova e Porto Nogaro, rientrando poi a Porpetto dopo circa 19 chilometri di cammino, sostenuti anche da tre punti di ristoro. Alle 7 del mattino nella pieve sono previste le Lodi, per concludere l’esperienza e iniziare contestualmente una nuova giornata.
«Ci si fermerà in ogni chiesa per un momento di preghiera e di meditazione» ricorda Silvia Pressacco. «Sarà la parola di Dio ad accompagnarci e, quest’anno, le meditazioni ripercorreranno alcune delle parole di Papa Francesco sul tema della speranza. La cosa bella è che le chiese saranno tutte aperte, con le luci accese, anche nel cuore della notte: sarà uno spettacolo vederle illuminate, con qualcuno che ci attende all’interno».
La partecipazione al pellegrinaggio è libera e gratuita; non sono previste iscrizioni. Si consiglia un abbigliamento adatto.
Giovanni Lesa
Novità dal CONI FVG 24 aprile 2025
Maurizio Dunnhofer nella Commissione Eventi del CONI FVG

Si è svolta mercoledì 23 aprile a Trieste la prima riunione della Giunta del Comitato Regionale CONI Friuli Venezia Giulia della Presidenza di Andrea Marcon.
L’incontro si è aperto con un minuto di raccoglimento in ricordo di Papa Francesco, a seguire il Presidente ha aggiornato i componenti della Giunta sugli incontri istituzionali svolti in queste settimane, esprimendo soddisfazione per l’attenzione concreta e costante che la Regione Friuli Venezia Giulia continua a riservare allo sport. Ha partecipato ai lavori anche la Presidente del CIP Friuli Venezia Giulia, Maria Elisabetta Capasa, a conferma del forte legame di collaborazione tra i due Comitati regionali.
Durante la seduta sono state ratificate le nomine di Antonio De Benedittis e Mara Navarria come vicepresidenti (con De Benedittis in qualità di vicario), Martina Orzan come vicepresidente della Scuola Regionale dello Sport, Michele Antonutti alla guida della Commissione Tecnica e Matteo Parenzan alla Commissione Atleti. Ampio spazio è stato poi dedicato all’organizzazione del lavoro per il quadriennio, che verrà presentato nel dettaglio durante il prossimo Consiglio Regionale. A tal fine, sono state costituite le Commissioni tematiche, ognuna con una composizione rappresentativa e competente:
• Commissione Talento Sportivo: Antonio De Benedittis, Martina Orzan, Renato Pelessoni, Adriano Filippi, Carmine Fiorito.
• Commissione Sport di Vertice e Femminile: Mara Navarria, Maria Grazia Perrucci, Alessandro Michelli, Emanuele Stefanelli, Michele Antonutti.
• Commissione Benemerenze: Maria Grazia Perrucci, Renato Pelessoni, Giuliano Clinori, Giuseppe Albigese, Lido Martelucci.
• Commissione Eventi: Maria Grazia Perrucci, Giuliano Clinori, Matteo Benedetti, Andrea Marussi e il presidente della FISI FVG Maurizio Dunnhofer.
È stata inoltre confermata la Commissione Impianti Sportivi, composta dall’architetto Paolo Bressan, tecnico regionale per gli impianti sportivi, e dai sostituti tecnici arch. Gianni Rossetti e arch. Sara Nazaro.
La Commissione Legale sarà definita nelle prossime sedute, mentre per la gestione dei Contributi si procederà caso per caso con il coinvolgimento dei membri di Giunta e Consiglio.
Tra i punti discussi, anche l’organizzazione del Trofeo CONI 2025, che si terrà a Lignano Sabbiadoro a fine settembre: un appuntamento di rilievo per tutto il movimento sportivo giovanile nazionale.
La prossima riunione del Consiglio Regionale è stata convocata per lunedì 19 maggio alle ore 18.30 a San Giorgio di Nogaro.
Infine, ma non per questo meno importante, è stato deliberato di proporre alla Giunta Nazionale del CONI la nomina di Giorgio Brandolin a Presidente Onorario del CONI FVG, come riconoscimento per il contributo di valore offerto allo sport regionale.
Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
Chi è un Diacono, quali incarichi gli sono affidati?
Prendo spunto dal libretto della celebrazione svoltasi in cattedarale a Udine, celebrante l'arcivescovo Mons. Pietro Lamba
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Il sito della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro di nuovo funzionante! La parte secondo me essenziale è il foglietto settiman...
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http://www.vatican.va/archive/ITA0014/_P4Q.HTM Questo link guiderà chiunque lo voglia alla lettura del catechismo nel capitolo riguardante l...






