Oggi, 3 maggio, a Gemona, la Messa presieduta dal cardinale Zuppi, presidente della Cei, per commemorare le 990 vittime del terremoto del 6 maggio 1976 e ...
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Oggi, 3 maggio, a Gemona, la Messa presieduta dal cardinale Zuppi, presidente della Cei, per commemorare le 990 vittime del terremoto del 6 maggio 1976 e ...
Per ottenerla occorre pregare, amare, soffrire.
Occorre pregare di persona. Scomparire.
Signore, noi ci impegniamo
ad essere costruttori di pace,
non ci presteremo ad essere
strumenti di violenza e di distruzione;
difenderemo la pace pagando anche di persona,
se necessario.
Noi non ci rassegneremo ad un mondo
in cui altri esseri umani muoiono di fame,
restano analfabeti, mancano di lavoro.
Noi difenderemo la vita
in ogni momento del suo sviluppo terreno,
ci sforzeremo con ogni nostra energia
di rendere questa terra
sempre più amabile per tutti.
Regna tu nei nostri cuori
e nell'umanità di questo millennio.
Noi non abbiamo paura di affidarci a Te,
ma tu guidaci, dacci la forza di seguirti
ogni giorno e in ogni situazione.
Eccomi o Signore.
Fammi seminatore di pace.
Signore , donaci la tua pace.

Una mattinata di preghiera e approfondimento della spiritualità legata al Sacro Cuore, centrale nella Rete mondiale di preghiera del Papa (da cui nasce l’Apostolato della preghiera). È quanto vivranno coloro che sabato 18 ottobre convergeranno nel Santuario della Beata Vergine del Carmine (nella foto), a Ribis di Reana, a partire dalle 9. Possono partecipare laici e laiche, sacerdoti e religiosi/e, senza necessità di iscrizione.
La meditazione sarà curata da p. Ernesto Balzarin, attualmente in servizio nella Collaborazione Pastorale di Fagagna. Alle 11 sarà celebrata la Santa Messa che concluderà il ritiro.
Ogni primo venerdì del mese il gruppo diocesano dell’Apostolato della preghiera si riunisce per affidare al Signore le intenzioni del Papa. In ognuno degli appuntamenti i partecipanti potranno vivere il Sacramento della Riconciliazione; è sempre prevista, in conclusione, la celebrazione della Santa Messa.
Nello specifico, gli appuntamenti 2025-2026 si svolgono nelle seguenti date e sono ad accesso libero.
L’Apostolato della Preghiera (AdP) è un’associazione pubblica di fedeli che ha lo scopo di vivere e propagare la devozione al Sacro Cuore di Gesù. Esso nacque in Francia, a Vals, presso Le Puy, il 3 dicembre 1844, ad opera del padre gesuita Francesco Saverio Gautrelet, e fu pensata inizialmente per degli studenti gesuiti, ma si diffuse subito al di fuori dello scolasticato di Vals; il padre Gautrelet avviò una piccola organizzazione denominata Apostolato della Preghiera, che fu approvata dal vescovo di Le Puy e successivamente dai Papi, a cominciare da Pio IX.
Oggi l’Apostolato della Preghiera è presente in tutto il mondo, ed ha almeno 45 milioni di iscritti e ha assunto il nome di Rete mondiale di preghiera del Papa. Si configura come un’Opera Pontificia, la cui missione è di mobilitare i cattolici attraverso la preghiera e l’azione di fronte alle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa. Queste sfide sono presentate sotto forma di intenzioni di preghiera affidate dal Papa a tutta la Chiesa. La sua missione si inscrive nella dinamica del Cuore di Gesù, una missione di compassione per il mondo.
Ogni mese l’AdP riceve dal Papa e dai vescovi del proprio paese le intenzioni mensili, che orientano a sentire con la Chiesa e che sono finestre aperte sui problemi attuali del mondo; attraverso di esse gli aderenti vivono l’aggancio tra la loro vita spirituale e «le gioie e le speranze, delle tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono» (Gaudium et Spes, 1).
Signore, Tu sei la mia luce;
senza di te cammino nelle tenebre,
senza di te non posso neppure fare un passo,
senza di te non so dove vado,
sono un cieco che pretende di guidare un altro cieco.
Se tu mi apri gli occhi, Signore,
io vedrò la luce,
i miei piedi cammineranno nella via della vita.
Signore, se tu mi illuminerai
io potrò illuminare:
tu fai noi luce del mondo.
Uno sguardo al futuro, attingendo alla speranza. È quanto proporrà mercoledì 3 luglio a Lignano Sabbiadoro il teologo pastoralista e scrittore Paolo Curtaz, già ospite in Friuli a febbraio per il Convegno catechistico diocesano. A Lignano proporrà un incontro dal titolo “Della speranza che è in voi”.
Classe 1965, Curtaz è noto al pubblico per le sue oltre cinquanta pubblicazioni in cui parla di spiritualità. I suoi libri, editi con San Paolo, Paoline, Claudiana, Mondadori, Piemme e altri, hanno venduto oltre 250mila copie. Cura diversi blog e progetti digitali di spiritualità, tra cui passaparola.org.
Grafica per l’incontro con Paolo Curtaz
Mercoledì 31 luglio tornerà a Lignano un “amico” della Chiesa friulana, il teologo e scrittore don Luigi Maria Epicoco, già ospite apprezzatissimo dell’edizione 2022 di Frammenti d’Infinito, che proporrà un incontro dedicato al tema della “Preghiera, respiro dell’anima”.
Presbitero della diocesi di L’Aquila, in cui è direttore dell’Ufficio cultura, Epicoco insegna filosofia alla Pontificia Università Lateranense e all’ISSR Fides et ratio dell’Aquila. Ha fondato e guidato la Parrocchia Universitaria (2008-2020). Il 16 Giugno 2021 è stato nominato dal Santo Padre Assistente ecclesiastico del Dicastero per la Comunicazione ed Editorialista de l’Osservatore Romano. Nei suoi studi e nel suo ministero si occupa di formazione e spiritualità cristiana

Ultimo appuntamento di spiritualità dell’anno pastorale per i sacerdoti e i diaconi del clero diocesano e per i religiosi in servizio in Diocesi. Mercoledì 12 giugno, a partire dalle 9.30, una sede per ogni Forania ospiterà una mattinata di preghiera e meditazione che si concluderà, per il clero, con un pranzo fraterno. Preti e diaconi danno quindi seguito al recente incontro avvenuto sempre in sede foraniale con l’arcivescovo, mons. Riccardo Lamba, una cui sintesi è disponibile sul settimanale diocesano “La Vita Cattolica”.
Ciascuno degli otto incontri si aprirà con la preghiera dell’ora media, cui seguirà una meditazione che sarà offerta da otto diversi predicatori. La mattinata proseguirà con un tempo di preghiera personale nell’adorazione eucaristica.
Una grande commozione in una camera ardente gremita questo pomeriggio a Udine dove è stato celebrato il rito di commiato per Bianca Doros e Patrizia Cormos, le due giovani vittime della tragica piena del Natisone. Il Friuli e di tutta la comunità locale si sono stretti in un abbraccio collettivo per render loro omaggio.
Il rito, presieduto dal decano della Chiesa ortodossa romena del Triveneto, padre Florin Chereches, e concelebrato insieme ad altri sacerdoti, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della comunità romena friulana, oltre a parenti, amici e colleghi dei genitori delle giovani. Le famiglie, residenti tra Campoformido e Udine, hanno trovato conforto nella solidarietà espressa dai due comuni, che hanno proclamato per oggi il lutto cittadino.
L’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha partecipato alla cerimonia per testimoniare la vicinanza umana e cristiana e per un momento di preghiera comune. Le bare di Bianca e Patrizia, vestite con abiti bianchi da sposa secondo la tradizione del loro paese d’origine, sono state circondate da una folla attonita e commossa. Molti dei presenti hanno pregato in silenzio, osservando le immagini delle due giovani che scorrevano su uno schermo, ritratti di momenti felici della loro vita insieme e con amici.
La camera ardente ha accolto numerosi cittadini già dalla giornata di ieri, con un flusso continuo di persone venute a rendere omaggio alle giovani. Le salme rimarranno nella camera ardente fino a stasera, prima di essere rimpatriate in Romania, dove si terranno i funerali.
Tra i presenti alla cerimonia anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni. “Davanti a un evento così tragico, le parole non sono sufficienti per esprimere i sentimenti che proviamo in questo momento – ha commentato il primo cittadino – . Non possiamo che unirci al dolore delle famiglie e degli amici di Patrizia e Bianca, che la furia delle acque ha strappato alla vita troppo presto“.
“Insieme all’Amministrazione e a tutte le istituzioni civili, tra cui la console romena a Trieste, quelle religiose e alle Forze dell’ordine, anche la cittadinanza udinese ha voluto dare loro l’ultimo saluto, a testimonianza di quanto la comunità romena sia viva e vivace nella nostra città. É un momento di grande commozione per tutti, in questi momenti ci rendiamo conto di che valore abbiano la solidarietà tra tutti e l’amore tra le persone”, conclude De Toni.
Come avviene ormai da molti anni, la Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo di Ronchis propone il Pellegrinaggio-voto a Sabbionera, località alla periferia di Latisana, vicino all’Ospedale. L’appuntamento è in programma domenica 5 maggio, con ritrovo dei partecipanti in Oratorio a Ronchis alle 8.15. La partenza della camminata-pellegrinaggio – occasione per condividere fatica, momenti di preghiera e pure qualche risata – è prevista alle 8.30, mentre l’arrivo al Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Sabbionera è programmato alle 10.30, orario in cui sarà celebrata la Santa Messa. Al termine, i pellegrini potranno far ritorno a Ronchis con mezzi propri.
L’origine dell’edificio è fatta risalire al XVI secolo per iniziativa di alcuni abitanti del luogo. Il culto mariano della chiesa, inizialmente denominata Madonna della Sabbionera e solamente dall’inizio dell’Ottocento con l’intitolazione alla Beata Vergine delle Grazie, divenne popolare sia fra i latisanesi che fra gli abitanti dei paesi vicini e i battellanti del fiume; all’interno dell’edificio, infatti, si trovano numerosi ex voto. Per oltre un secolo la sua storia è stata legata a quella dell’attiguo cenobio dei frati minori francescani, fondato nel 1638.

Il Capitolo cividalese si arricchisce di nuovi componenti: mons. Andrea Bruno Mazzocato ha infatti nominato tre nuovi canonici residenziali, cui si sommano due nuovi canonici ad honorem. Il Capitolo dell’Insigne Collegiata di Cividale è uno dei due Capitoli di canonici dell’Arcidiocesi di Udine, assieme a quello Metropolitano della Cattedrale di Udine.
Oggi il Capitolo di Cividale ha il compito di mantenere vive la preghiera e la liturgia nel Duomo cividalese, la Basilica di Santa Maria Assunta, amministrandovi i Sacramenti e celebrando collegialmente la Liturgia delle Ore. I canonici sono tenuti alla presenza nelle principali celebrazioni che si svolgono in Duomo, soprattutto quando a presiederle è l’Arcivescovo di Udine.
L’Arcidiocesi di Udine fa sapere che non è stata ancora definita la data dell’insediamento dei nuovi canonici.
Lo statuto del Capitolo cividalese ne impone una composizione di sette canonici. Ne fanno già parte: mons. Livio Carlino, mons. Adriano Cepparo, mons. Guido Genero e mons. Pasquale Pressacco. Ora a essi si aggiungono: mons. Loris Della Pietra (nella foto in alto: il primo a sinistra), classe 1976 e sacerdote dal 2002, è direttore dell’Ufficio liturgico diocesano e direttore dell’Istituto di Liturgia pastorale “Santa Giustina” con sede a Padova, già rettore del seminario interdiocesano “San Cromazio” (2016-2022) e già vicario parrocchiale di Cividale del Friuli (2002-2016); mons. Sergio Di Giusto (nella foto in alto: al centro), classe 1952, sacerdote dal 1977, è direttore dell’Ufficio amministrativo diocesano ed economo diocesano, oltre che parroco di Ziracco e Grions del Torre e direttore del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Abbazia di Rosazzo; mons. Gianni Molinari (nella foto in alto: il primo a destra), classe 1950, prete dal 1976, è collaboratore pastorale nelle Collaborazioni pastorali di Cividale del Friuli e San Pietro al Natisone.
Tra i membri del Capitolo di Cividale figurano anche alcuni canonici ad honorem. Si tratta di mons. Gianpaolo D’Agosto (canonico anche a Udine, del cui Capitolo è presidente) e mons. Giovanni “Nino” Rivetti. A essi ora si aggiungono: mons. Daniele Alimonda de Mannentreu, classe 1960 e sacerdote dal 1990, attualmente in servizio nell’Arcidiocesi di Siena; mons. Giuliano Del Degan, classe 1972, ordinato sacerdote nel 2004, attualmente collaboratore pastorale nella Collaborazione pastorale di Pozzuolo del Friuli.
A queste nomine si aggiunge quella del Decano del Capitolo cividalese: i canonici hanno indicato quale decano mons. Livio Carlino, arciprete di Cividale. L’elezione è stata confermata dall’Amministratore apostolico mons. Mazzocato.

Le origini di un capitolo collegiale di presbiteri a Cividale sono antichissime. Dopo la distruzione di Aquileia, negli anni 453-455 crebbe numeroso il clero a Forum Iulii, l’odierna Cividale. A quegli anni si può far risalire la nascita della Prepositura di Santo Stefano, con sede in una chiesa fuori città («in burgo s. Petri»). Ai tempi del patriarca aquileiese Callisto (737), insediatosi proprio a Cividale, la Chiesa foroiuliense era particolarmente strutturata e organizzata: proprio Callisto fece ampliare il coro della principale chiesa cittadina, dedicata a Maria Vergine, con l’intento di offrire al clero della chiesa adeguati spazi per la preghiera liturgica. Ciò significa che i Capitoli cividalesi erano in realtà due: la Prepositura di Santo Stefano (retta da un preposito) e il Capitolo di Santa Maria (retto da un decano).
In seguito alle invasioni ungare dei secoli IX e X, la chiesa di Santo Stefano fu gravemente danneggiata e i canonici della prepositura ripiegarono in città, sovrapponendosi però nella preghiera delle ore liturgiche e in altre questioni giurisdizionali al Capitolo di Santa Maria. Il patriarca aquileiese Giovanni IV, nel 1015, unì i due collegi, mantenendo distinte le cariche di decano e preposito (che restarono tali fino al 1338, quando per ulteriori discordie il patriarca Bertrando soppresse definitivamente la Prepositura e la figura del preposito).
Mons. Livio Carlino, attuale decano del Capitolo cividalese
Il primo statuto dell’unificato Capitolo cividalese risale al 1356: in quel tempo i canonici erano 45 e conducevano una vita comune. Papa Callisto III nel 1192 diede al Capitolo di Cividale la giurisdizione su ben 47 Parrocchie del Friuli orientale e delle Valli del Natisone, giungendo fino alle slovene Plezzo/Bovec e Volzana/Volče, nei pressi di Tolmino.
Il Capitolo conservò i suoi privilegi giuridici e giuriziari per diversi secoli, superando numerose traversie: il terremoto del 1448, la caduta del Patriarcato di Aquileia del 1751, le diatribe tra la Serenissima Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, le leggi di incamerazione dei beni ecclesiastici da parte del Regno d’Italia a fine Ottocento. Nel 1867 il Capitolo cessò la sua personalità giuridica civile, mantenendo quella ecclesiastica. Nel 1984, con la revisione del Concordato tra la Chiesa Cattolica e lo Stato italiano, il Capitolo di Cividale ha ceduto i suoi beni all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Un nuovo statuto fu promulgato nel 2013 dall’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato.
(approfondimenti Simone il nuovo Teolo go CLICCA)
Vieni, Spirito Santo, luce vera
vieni, vita eterna,
vieni,mistero nascosto,
vieni, tesoro senza nome,
vieni,realtà ineffabile,
vieni, felicità senza fine,
vieni, luce senza tramonto,
vieni,risveglio di coloro che sono addormentati,
vieni, resurrezione dei morti,
vieni, Onnipotente, che sempre crei,ricrei e trasformi col tuo volere.
Vieni, tu che sempre stai immobile ed in ogni istante tutto interamente ti muovi e vieni a noi distesi nelle tenebre, o tu che sei sopra tutti i cieli.
Vieni, gioia eterna,
vieni,tu che hai desiderato e che desideri la mia anima miserabile.
Vieni, tu il solo dal solo, perchè tu lo vedi, io sono solo.
Vieni, tu che mi hai separato dal tutto e mi hai fatto solitario in questo mondo.
Vieni, tu che sei divenuto tu stesso il mio desiderio, che mi hai fatto desiderare te, che sei l'assolutamente inaccessibile.
Vieni, mio respiro e mia vita,
vieni,consolazione della mia povera anima.
Vieni, mia gioia, mia gloria, mia delizia senza fine.
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