Il rapimento di due giovani salesiani e l’uccisione di tre pastori battisti riaccendono l’allarme nello Stato indiano nord-orientale. La Conferenza episcopale ...
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Il rapimento di due giovani salesiani e l’uccisione di tre pastori battisti riaccendono l’allarme nello Stato indiano nord-orientale. La Conferenza episcopale ...
di Ibrahim Faltas
Nei primi ricordi di bambino è forte l’immagine di mia madre che mi aiutava con le mani e con la voce a fare il segno della croce. Lo aveva insegnato ai miei fratelli maggiori e, dopo di me, ai miei fratelli minori e tutti la seguivamo nel gesto e nelle parole quando ci svegliavamo al mattino e prima di addormentarci la sera, quando iniziavamo il pranzo e in ogni momento in cui sentivamo di chiedere l’aiuto e la protezione di Dio. Portare una croce al collo, una medaglia con l’effige della Madonna o di un santo, vestire abiti religiosi, soprattutto per chi fa parte di una minoranza nel luogo in cui vive, è un segno identificativo di appartenenza a Cristo. I cristiani egiziani, come me, hanno una piccola croce che viene tatuata sulla mano e che indica l’identità cristiana che si acquisisce con il battesimo.
A Gerusalemme, sempre più spesso, si stanno verificando situazioni intollerabili di violenza, di offese, di oltraggi nei confronti di luoghi sacri, di religiosi, di persone appartenenti alla religione cristiana. L’aggressione fisica subita da una suora francese che percorreva la strada che porta al Cenacolo è stata particolarmente brutale. Le immagini documentano un ripetuto e ancora più violento assalto ad una donna inerme e indifesa. L’aggressore era solo in quella occasione, spesso invece sono gruppi di persone che ingiuriano, molestano e compiono gesti di disprezzo contro religiosi, fedeli e luoghi cristiani. Sono parole, sono gesti, sono scritte sui muri che riflettono un odio carico di ferocia e di prepotenza: sono attacchi sempre ingiustificabili ma sono particolarmente inaccettabili quando avvengono nella città Santa per le tre religioni monoteiste.
Gerusalemme è divisa e contesa fra fedeli che pregano in modo diverso e si vestono diversamente. Questa diversità non giustifica però la tensione che continua a rendere invivibile la vita di ognuno e di tutti coloro che si incontrano per le strade e i vicoli stretti della città vecchia. La convivenza pacifica è possibile se si rispetta la vita propria e quella degli altri. La pace è possibile se riusciamo a conoscere meglio la vita degli altri, se creiamo e stabiliamo relazioni fra vite che si sfiorano ma che non si conoscono.
Una scuola cristiana di un villaggio in Libano è stata demolita, abbattuta da ruspe. Era rimasto l’unico edificio, insieme al convento delle suore, a non essere stato ancora bombardato e mezzi meccanici hanno cancellato un punto di riferimento spirituale ed educativo per centinaia di bambini e di ragazzi. In nome di chi e per quale motivazione si possono distruggere e oltraggiare luoghi sacri, offendere e mortificare esseri umani, calpestare segni e simboli religiosi? Quale pericolo può rappresentare un luogo di culto, una scuola, un convento? È una violenza che nasce da una ideologia, da preconcetti, da cieco razzismo? Cosa provoca tanto odio verso propri simili con differenti storie di fede e di vita? Atti così violenti non sono risposte a comportamenti di chi professa la fede cristiana perché i cristiani di Terra Santa non reagiscono a provocazioni, sono pronti all’accoglienza, disponibili al perdono e amorevoli nei confronti del prossimo. Sono fieri e orgogliosi di appartenere a Cristo e di essere nati nella Terra che ha visto le sue opere terrene e ha sentito la sua voce rivelare l’amore del Padre e la potenza dello Spirito Santo.
Non credo che le guerre avvengano a causa di contrasti religiosi, i motivi sono altri e sono diversi. Penso però che bisogna ostacolare e denunciare episodi che sono sintomo di un clima teso e di situazioni che possono degenerare ulteriormente. Vivere il Vangelo, seguire gli insegnamenti di Gesù giorno per giorno e riconoscersi in Lui, sono segni identificativi di un cristiano che professa la fede con cuore puro e in libertà. Le prime comunità cristiane hanno subito persecuzioni, i primi martiri hanno testimoniato Cristo offrendo la vita. I tempi sono altri e diversi ma è forte la percezione di vivere momenti difficili e complessi. Dalla croce, segno indelebile della passione e morte di Nostro Signore, è fiorita la speranza della vita con la resurrezione. Il segno della croce, il gesto spontaneo e fiducioso di chi confida nella Misericordia di Dio, è la nostra forza. Guardiamo alla croce che aiuta, sostiene e conforta. E, grazie a Dio, a Gerusalemme, ne possiamo vedere ancora tante!

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano
È una grave preoccupazione quella che Leone XIV esprime dalla finestra del Palazzo Apostolico per il Medio Oriente, in preda ancora a conflitti e violenze. Il pensiero del Papa all’Angelus di oggi, 11 gennaio, è soprattutto per Iran e Siria, "dove - afferma - persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone".
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLE PAROLE DI PAPA LEONE XIV DOPO L'ANGELUS
L’Iran, teatro di una ondata di proteste senza precedenti iniziate a fine dicembre e in corso per il quattordicesimo giorno consecutivo, con quasi duecento città coinvolte in tutte le 31 province iranian. Il bilancio – stando alle Ong – è di circa 190 vittime tra i manifestanti, a causa della feroce repressione del regime, e di oltre 2 mila arresti. In Siria, invece, continuano gli scontri ad Aleppo tra l’esercito governativo e le milizie curde delle Forze democratiche siriane (Fds) che hanno provocato morti e feriti.
Leone XIV invoca pace, tregua, dialogo, stop alle violenze.
“Auspico e prego che si continui con pazienza, il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società”
Una supplica accorata il Papa la eleva anche per l’Ucraina, dove non si fermano i raid russi a edifici e infrastrutture (secondo il governo di Kyiv, ci sono stati 1100 droni e 890 bombe in una sola settimana), che hanno lasciato intere città al buio e al freddo. Leone XIV stigmatizza questi "nuovi attacchi particolarmente gravi" che, "mentre il freddo si fa più duro", colpiscono "pesantemente" la popolazione civile. Rilancia quindi l’appello perché possa terminare questo orrore nel Paese.
Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a cessare le violenze e intensificare gli sforzi per arrivare alla pace
Al momento dei saluti dopo l’Angelus, il Pontefice, nel giorno della festa del Battesimo del Signore, estende la benedizione a tutti i bambini che sono stati battezzati nella Cappella Sistina questa mattina e anche a quelli che riceveranno il Sacramento in questi giorni "a Roma e nel mondo intero".
In modo particolare prego per i bimbi nati in condizioni più difficili, sia di salute sia per i pericoli esterni. La grazia del Battesimo, che li unisce al mistero pasquale di Cristo, agisca efficacemente in loro e nei loro familiari
domenica 05 Ottobre 2025
Tutte le cose sono in tuo potere
e nessuno può opporsi alla tua volontà.
Tu hai fatto il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che si trovano sotto il firmamento:
tu sei il Signore di tutte le cose. (Cf. Est 4,17b-c)
Si dice il Gloria.
e non tolleri l’oppressione e la violenza,
rinvigorisci la nostra fede,
affnché non ci stanchiamo di operare in questo mondo,
nella certezza che la nostra ricompensa
è la gioia di essere tuoi servi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Dal libro del profeta Abacuc
Ab 1,2-3;2,2-4
Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese.
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».
Parola di Dio.
Dal Sal 94 (95)
R. Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2Tm 1,6-8.13-14
Figlio mio, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.
Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.
Prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci, mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.
Parola di Dio.
Alleluia, alleluia.
La parola del Signore rimane in eterno:
e questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato. (1 Pt 1,25)
Alleluia.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 17,5-10
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Parola del Signore.
Antifona d'ingresso
Pietà di me, o Signore, a te grido tutto il giorno:
tu sei buono, o Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 85,3.5)
Colletta
O Padre, che guardi con amore ai tuoi figli,
ispiraci pensieri secondo il tuo cuore,
perché non ci conformiamo
alla mentalità di questo mondo,
ma, seguendo le orme di Cristo,
scegliamo sempre le vie che accrescono la vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA (Ger 20,7-9)
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.
Dal libro del profeta Geremìa
Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto violenza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno;
ognuno si beffa di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo urlare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più nel suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
trattenuto nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 62)
Rit: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.
SECONDA LETTURA (Rm 12,1-2)
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, vi esorto, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come
sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro
modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui
gradito e perfetto.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.
VANGELO (Mt 16,21-27)
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.
+ Dal Vangelo
secondo Matteo
In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a
Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e
degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia,
Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’
dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma
secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me,
rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la
propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la
troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà
la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i
suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
(Dall'Orazionale CEI 2020)
In comunione con tutta la Chiesa innalziamo al Padre la nostra preghiera,
perché ci doni la forza di percorrere con slancio le vie della giustizia e
dell’amore.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascolta, o Padre, la nostra supplica.
1. Guarda la tua Chiesa e donale il vigore della fede e della carità: sia
sempre luogo di incontro e di riconciliazione e si faccia carico di ogni
povertà umana. Noi ti preghiamo.
2. Assisti il papa e tutti i pastori della Chiesa: mossi dal tuo Spirito,
annuncino con fermezza la parola di verità, che libera e apre alla salvezza.
Noi ti preghiamo.
3. Infondi il tuo Spirito di sapienza in coloro che governano i popoli:
depongano ogni progetto di vuoto prestigio e promuovano lealmente il bene
comune. Noi ti preghiamo.
4. Dona conforto e speranza ai malati e ai sofferenti: siano toccati dalla mano
risanatrice del tuo Figlio, che ha curato le nostre debolezze consolando gli
afflitti e guarendo gli infermi. Noi ti preghiamo.
5. Concedi a noi la tua grazia: questa Eucaristia ci dia il coraggio di prendere
ogni giorno la croce, rinunciando a noi stessi per servire il Vangelo. Noi ti
preghiamo.
Rafforza la nostra fede, o Padre, perché sappiamo sempre annunciare ai nostri
fratelli le meraviglie della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
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