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lunedì 14 febbraio 2022

Agenzia Fides: Processo di canonizzazione del Cardinale Agagianian, Prefetto di Propaganda Fide dal 1960 al 1970

 

EUROPA/ITALIA - I Vescovi armeni cattolici impegnati ad avviare il Processo di canonizzazione del Cardinale Agagianian, Prefetto di Propaganda Fide dal 1960 al 1970
 
Roma (Agenzia Fides – I Vescovi della Chiesa patriarcale di Cilicia degli Armeni, riuniti in Sinodo a Roma dal 4 al 12 febbraio presso il Pontificio Collegio Armeno “in Urbe”, sotto la presidenza del Patriarca Raphaël Bedros XXI Minassian, durante le sessioni di lavoro hanno preso in esame le procedure e le azioni necessarie per avviare la Causa di canonizzazione del Cardinale e Patriarca Krikor Bedros Agagianian, che dal 1960 al 1970 fu Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide. A tale scopo – riferisce il comunicato finale dei lavori del Sinodo – verrà avviata la ricerca delle testimonianze e del materiale utili a far procedere senza lungaggini le varie fasi del processo di canonizzazione, una volta avviato. Tra le altre cose, si è stabilito anche di iniziare la stesura di studi utili a ricostruire la biografia del Cardinale Agagianian, secondo adeguati parametri storiografici.
Il 4 febbraio 2020, il Vicariato di Roma – città in cui il Cardinale Agagianian è morto ed è sepolto – aveva chiesto di raccogliere e far pervenire al proprio tribunale d’Appello tutti gli scritti del Cardinale, in modo da studiarli e poter poi sottoporre alla Congregazione per le Cause dei Santi la richiesta di apertura ufficiale del processo di canonizzazione.
Ghazaros Agagianian, nato ad Akhaltsikhe (nella attuale Georgia) nel settembre 1895, ha rivestito un ruolo di primo piano nelle vicende della Chiesa di Roma durante i decenni prima e dopo il Concilio vaticano II. Ordinato prete della Chiesa cattolica armena il 23 dicembre 1917, entrò nel 1921 alla facoltà di didattica del Pontificio Collegio Armeno, di cui divenne poi rettore dal 1932 al 1937. Fu nominato Vescovo titolare di Comana di Armenia nel 1935, ed eletto Patriarca di Cilicia degli Armeni il 30 novembre 1937, con il nome di Krikor Bedros (Gregorio Pietro) XV. Il 18 febbraio 1946 fu creato Cardinale da Papa Pio XII. Dal 18 luglio 1960 al 19 ottobre 1970 il Cardinale Agagianian guidò come Prefetto la Sacra Congregazione “De Propaganda Fide”, che assunse l'attuale denominazione di Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli il 15 agosto 1967.
Il Cardinale Agagianian, che aveva rinunciato al titolo patriarcale nel 1962, morì il 16 maggio 1971 a Roma, dove è sepolto presso la chiesa di san Nicola da Tolentino.
(GV) (Agenzia Fides 14/2/2022)

giovedì 20 febbraio 2020

Il punto sull’attività del Papa e della Santa Sede.


Vatican News: La rivoluzione più grande della storia

Il punto sull’attività del Papa e della Santa Sede. Oggi Francesco ha celebrato la Messa a Santa Marta e ha ricevuto i partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica. Meeting point per presentare la prossima apertura degli Archivi Vaticani relativi al pontificato di Pio XII



Sergio Centofanti – Città del Vaticano

Una rivoluzione educativa che aiuti l’umanità ad essere più fraterna, più solidale, più inclusiva: ne ha parlato il Papa nel discorso ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica in vista della giornata per il patto educativo globale, in programma il prossimo 14 maggio. Francesco ha promosso questo evento per vincere le tendenze odierne alla frammentazione e alla contrapposizione alimentate dall’idolatria dell’Ego. “Mai come ora - ha affermato - c’è bisogno di unire gli sforzi in un’ampia alleanza educativa per formare persone mature”, capaci di ricostruire il tessuto delle relazioni umane all’insegna della compassione e della responsabilità. Per raggiungere questi obiettivi ci vuole coraggio: “Il coraggio di mettere al centro la persona ... Il coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità”. Una rivoluzione educativa che aiuti a trovare l’equilibrio con sé stessi, con gli altri, con la natura e con Dio.

La rivoluzione più grande della storia è quella compiuta da Gesù: la sua morte e la sua resurrezione hanno cambiato il mondo, hanno cambiato radicalmente l’umanità. Nella Messa a Santa Marta, Francesco commenta il Vangelo odierno in cui Pietro confessa che Gesù è “il Cristo” ma, subito dopo l’annuncio che il Figlio dell’uomo avrebbe sofferto molto e sarebbe stato ucciso per poi risorgere, si mette a rimproverare il Maestro, che risponde: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». “Confessare Gesù - ha detto il Papa nell’omelia - è confessare la sua morte, la sua resurrezione; non è confessare: ‘Tu sei Dio’ e fermarci lì, no: ‘Tu sei venuto per noi e sei morto per me. Tu sei risorto. Tu ci dai la vita, Tu ci hai promesso lo Spirito Santo per guidarci’. Confessare Gesù significa accettare la strada che il Padre ha scelto per Lui: l’umiliazione”. E quando i cristiani non seguono questa strada, sbagliano, diventano mondani, della stessa pasta del mondo. Il cristiano, invece, è un rivoluzionario se segue Gesù, perché accoglie la grazia della sua morte e risurrezione che cambia radicalmente il cuore.

La vera rivoluzione è spostare l’attenzione da sé agli altri. Nel tweet per la Giornata mondiale della giustizia sociale, il Papa afferma: “La scelta per i più poveri e dimenticati ci spinge a liberarli dalla miseria materiale e a difendere i loro diritti, ma anche a proporre ad essi l’amicizia con il Signore, che li ama e ha donato loro un’immensa dignità”. Evangelizzazione e promozione umana: essere cristiani a tutto tondo.

Aiutare gli altri senza far rumore. Mons. Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, parla dell’opera grandiosa svolta da Pio XII negli anni della Seconda Guerra mondiale, un vero “fiume di carità” a favore dei più bisognosi. Oggi, nella Sala Stampa vaticana, si è tenuto un “Meeting Point” con i giornalisti per presentare l’apertura, il prossimo 2 marzo, degli Archivi della Santa Sede relativi al pontificato di Papa Pacelli (1939-1958). Mons. Pagano, in particolare, ha sottolineato ai nostri microfoni che i nuovi documenti che saranno a disposizione degli studiosi potranno confermare l’aiuto offerto da Pio XII agli ebrei in quel periodo. La leggenda nera dei cosiddetti silenzi di questo Pontefice nasce alcuni anni dopo la sua morte. Eppure, osserva il prefetto, negli Archivi “ci sono molti documenti che contengono i ringraziamenti di persone ebree. E parlo ovviamente di ebrei non battezzati, rimasti nella loro fede, che ringraziano Papa Pacelli per l’aiuto prestato”. Questa non è una rivoluzione, è semplicemente storia.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Tutto sull'arrivo del nuovo arcivescovo Mons. Riccardo Lamba

  LA CHIESA UDINESE ACCOGLIE IL NUOVO ARCIVESCOVO MONS. RICCARDO LAMBA Un momento storico, di grande solennità e festa, sarà celebrato domen...