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Pasolini: il rumore delle guerre copre il bene, ma la forza umile dell’amore genera pace


 Il predicatore della Casa pontificia illustra i temi al centro delle prediche di Quaresima che da domani, 6 marzo, terrà in Vaticano dinanzi al Papa e alla Curia romana: conversione al Vangelo, speranza, fraternità, missione. Il tutto alla luce dell’esempio di San Francesco che “parla al cuore di tutti”. Sull’attualità: “Solo una visione astratta della fede può immaginare una separazione tra Vangelo e vita concreta. È segno di un cristianesimo ridotto a teoria o ideale"

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Era una scelta naturale per un predicatore pontificio francescano che, negli 800 anni dalla morte di san Francesco, il Poverello fosse al centro delle sue prediche di Quaresima. Al Papa e alla Curia romana da domani 6 marzo per tutti i venerdì fino al 27, prima dell'inizio della Settimana Santa, padre Roberto Pasolini proporrà quindi nelle sue meditazioni il santo di Assisi “come itinerario concreto di conversione e di vita evangelica”. “Se uno è in Cristo, è una nuova creatura (2Cor 5,17). La conversione al Vangelo secondo San Francesco” è il filo conduttore delle riflessioni, declinato nelle tematiche di libertà, speranza, missione, fraternità. Sempre con uno sguardo all'attualità ferita da conflitti e violenze, anche verbali. Perché il Vangelo è strettamente connesso alla vita concreta e alle sue tensioni, afferma Pasolini: solo la “visione astratta” di un cristianesimo teorico o idealistico può separarli.

Padre Roberto, quale tema affronterà nelle meditazioni di Quaresima? E perché questa scelta?

Il tema della predicazione, in fondo, è sempre lo stesso: il Signore Gesù Cristo, l’annuncio della sua Pasqua e la grazia di una vita nuova in lui, mediante il dono dello Spirito. Poi, a seconda delle circostanze, questo unico tema si declina in forme diverse. Quest’anno, nel ricordo degli ottocento anni dalla morte di san Francesco e nell’Anno giubilare voluto dal Santo Padre per questa ricorrenza, per un predicatore apostolico francescano la scelta era quasi naturale: proporre il Poverello di Assisi come itinerario concreto di conversione e di vita evangelica.

Neppure tre mesi fa si è concluso il Giubileo della Speranza. Una speranza messa a dura prova da guerre, tensioni e paure. Come vivere il tempo quaresimale in mezzo a tutto questo?

La speranza cristiana porta il segno della croce: è insieme luminosa e fragile. Dio ha scelto di governare il mondo con l’amore, rispettando la nostra libertà. Ha preso sul serio il mistero del male e della violenza, ma ha deciso di affrontarlo solo con la forza del bene. Per questo i cammini di pace sono lenti: dipendono da cuori e menti disposti ad accogliere la logica della croce e a viverla con umile coraggio dentro i conflitti. Eppure il seme di una civiltà nuova — quella della fraternità — è già stato piantato. Il Regno di Dio “in tutto il mondo porta frutto e si sviluppa”. Il problema è che il rumore delle guerre copre spesso la crescita silenziosa del bene. Facciamo fatica a credere che la forza umile dell’amore, alla fine, generi frutti duraturi di giustizia e di pace.

In qualche modo l’attualità troverà spazio nelle sue meditazioni?

Non in modo diretto. Non credo sia questo il mio compito in questa sede. Tuttavia solo una visione astratta della fede può immaginare una separazione tra Vangelo e vita concreta. Spesso pensiamo che da una parte ci siano i valori cristiani e dall’altra la realtà, con le sue tensioni. È il segno di un cristianesimo ridotto a teoria o a ideale irraggiungibile. Ma quando il Vangelo ci tocca davvero, cambia subito il nostro modo di vivere. E cambiando noi, modifica anche il mondo: diventiamo più capaci di amare, di creare giustizia, di allargare la fraternità, semplicemente lasciando agire in noi lo Spirito che ci conforma a Cristo.

ùOltre alla violenza militare, si registra oggi anche una violenza verbale. Il Papa invita a digiunare dalle parole che feriscono. Quali parole suggerisce di usare in questo tempo?

Non credo che il disarmo linguistico si riduca a un elenco di parole da dire o da evitare. Un simile elenco andrebbe continuamente aggiornato. Ciò che genera violenza non sono solo le parole, ma i toni e le intenzioni. Siamo violenti quando parliamo senza ascoltare. Quando presumiamo di conoscere l’altro senza comprenderne le ragioni. Quando parliamo solo per affermare noi stessi. Quando non scegliamo con cura le parole adatte alla situazione. E rischiamo di ferire anche quando, parlando da posizioni di autorità o privilegio, non consideriamo l’influenza che le nostre parole esercitano. Il disarmo verbale nasce da una domanda semplice: siamo disposti ad affrontare la fatica del dialogo e a costruire relazioni rispettose e paritarie?

La conversione al Vangelo secondo san Francesco sarà il filo conduttore delle sue riflessioni. Quale messaggio offre oggi la sua figura? Perché è ancora attuale?

San Francesco è attuale perché ricorda, in modo limpido e radicale, che Dio è vivo e può abitare la nostra vita se gli apriamo spazio. In un tempo in cui il cristianesimo rischia di ridursi a sforzo morale o a coerenza etica, la sua esperienza ci riporta all’essenziale: il Vangelo come parola viva, da ascoltare e da vivere con libertà. Francesco parla al cuore di tutti perché ha intercettato le attese più profonde dell’umano: riconoscerci fratelli e sorelle, guardare al creato con gratitudine, costruire una convivenza più giusta e pacifica. La sua attualità non dipende dalle celebrazioni, ma dalla sua capacità di mostrare che una vita riconciliata con Dio diventa immediatamente più umana, più semplice, più fraterna.

San Giovanni XXIII : gli anni veneziani(Vatican News), articolo con video

 

#GiovanniXXIII: gli anni veneziani

Uno strettissimo contatto con i sacerdoti e i vescovi, segnato da grande fiducia. Questo uno dei tratti del Patriarca Roncalli che giunse a Venezia nel 1953. Per ricordare quegli anni abbiamo intervistato don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII

Il Patriarca Roncalli riceveva tutti, la porta della sua casa del Patriarchio raramente era chiusa. Persino i giornali dell’epoca riportavano di questa sua attitudine. Nella puntata odierna del nostro Web Doc ci occupiamo dell’esperienza di Giovanni XXIII a Venezia dove rimase fino al conclave in seguito alla morte di Pio XII. Il racconto inizia dalla dimensione pastorale che rappresenta il punto fermo di quegli anni dopo tanto lavoro diplomatico.

La gente

Al suo arrivo si presentò ai fedeli come Padre e Pastore. Girava spesso tra le calli, a piedi, sul vaporetto perché voleva andare a conoscere le persone lì dove vivevano. E in questo modo, proprio come un pastore con il gregge, ha espresso la sua vicinanza al duplice volto della città: quella dei lavoratori dell’Arsenale e di Porto Marghera e quella del turismo, della Biennale d’Arte e della Mostra del Cinema.

La Bibbia

La più alta lezione del lustro nella città lagunare è contenuta nella Lettera Pastorale per la Quaresima del 1956 dedicata al Protopatriarca San Lorenzo Giustiniani. Il documento è l’occasione per un rilancio degli studi biblici, partendo dal presupposto che il primo compito dei vescovi e dei sacerdoti è rendere familiare la Parola di Dio al popolo della Chiesa.

I DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C 9 marzo 2025

 domenica 09 Marzo 2025

Messa del Giorno

I DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C

Colore Liturgico viola


Antifona

Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui, lo libererò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni e gli farò vedere la mia salvezza. (Sal 90,15-16)

Non si dice il Gloria.

Colletta


Signore misericordioso,
che sempre ascolti la preghiera del tuo popolo,
tendi verso di noi la tua mano,
perché, nutriti con il pane della Parola
e fortificati dallo Spirito,
vinciamo le seduzioni del maligno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Professione di fede del popolo eletto.

Dal libro del Deuteronòmio
Dt 26,4-10
 

Mosè parlò al popolo e disse:
«Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani
e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Araméo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”. Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio».

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 90 (91)

R. Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.

Chi abita al riparo dell’Altissimo
passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido». R.
 
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie. R.
 
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi. R.
 
«Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso. R.
 

Seconda Lettura

Professione di fede di chi crede in Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 10,8-13
 
Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».

Parola di Dio.
 

Acclamazione al Vangelo

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
 
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4)
 
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
 

Vangelo

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 4,1-13
 

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Parola del Signore.


Preghiera dei fedeli
In Gesù ogni uomo ha la forza di mantenere la propria libertà anche di fronte alle seduzioni del peccato che conducono alla più radicale delle schiavitù.
Preghiamo insieme e diciamo: Mantienici nella Tua fedeltà, Signore.

1. Perché sappiamo sempre credere nella forza dell’unione che c’è tra noi e Te, più stabile delle distrazioni che comportano le tentazioni del momento. Preghiamo.
2. Perché siamo capaci di ribellarci al male presente nel mondo e che agisce anche in noi. Preghiamo.
3. Perché la coscienza del fatto che tu ci sei sempre vicino, anche nei momenti semplici e quotidiani, e soprattutto nei momenti bui di sofferenza, ci accompagni sempre. Preghiamo.
4. Perché la paura e la stanchezza non ci portino mai ad accettare compromessi e surrogati al Tuo amore per noi. Preghiamo.

O Padre, tu sei l’unico Signore che lascia liberi i suoi servitori, aiutaci a non cercare gloria lontano da te per trovare poi solo catene e disperazione. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. 


La “Stazione pasquale” al Pantheon

 

La “Stazione pasquale” al Pantheon

Ogni anno, il venerdì della settimana “in albis”, quella che segue la Pasqua del Signore, si svolge presso la Basilica di Santa Maria ad Martyres in Roma la liturgia della “Stazione pasquale”. Che cosa è? “Stazione” è un termine preso dalla terminologia militare antico-romana. Indicava il posto di guardia e, allo stesso tempo, il montare la guardia. Nel linguaggio della Chiesa, passò a indicare l’atteggiamento del cristiano che, in alcuni giorni particolari, “montava la guardia” in senso spirituale, con il digiuno, la penitenza, la partecipazione ai divini misteri nella liturgia. A partire dal V secolo il Papa cominciò a riunire ogni giorno, a partire dalla Quaresima, clero e popolo di ciascun quartiere perché a turno partecipassero all’Eucaristia e si preparassero meglio alla Pasqua. Il raduno del popolo avveniva attorno a Lui, Vescovo della città, presso una determinata chiesa importante e significativa. Tutti si muovevano poi in processione, al canto delle Litanie dei Santi, per raggiungere la grande chiesa stazionale vera e propria, dove veniva celebrata l’Eucaristia. Ciò avveniva ogni giorno in una zona diversa della città, in una chiesa particolarmente legata al culto dei Martiri, e continuava anche per tutta la settimana “in albis” successiva alla Pasqua, per ringraziare la Santissima Trinità per la grande opera della nostra salvezza.

La celebrazione delle Stazioni cessò nel 1309 quando il Papato lasciò Roma per trasferirsi ad Avignone (è il tempo della “cattività avignonese” del Papa). L’assenza del Papa da Roma si protrasse per parecchi decenni fino al 1377 e la pratica delle celebrazioni stazionali si perse. Reintrodotta da Sisto V dopo il Concilio di Trento, non rientrò più nelle abitudini del popolo romano e il suo rispristino vero e proprio avvenne soltanto a partire dal 1937.

Rinnovate nella forma e nei contenuti dopo il Concilio Vaticano II, le Stazioni hanno oggi ripreso a sottolineare l’aspetto comunitario del cammino quaresimale penitenziale, evidenziando la realtà pellegrinante della Chiesa nel tempo e nella storia quale risposta alla frammentazione umana dei nostri giorni. La Chiesa monta spiritualmente la guardia con il digiuno, la penitenza e l’esercizio attento della carità e i singoli cristiani esercitano la disciplina su se stessi e la preghiera che permettono di progredire in Cristo nella vita spirituale, nella pratica delle virtù e nell’amore per gli altri. Nella settimana dopo la Pasqua, le Stazioni intendono invece essere un’occasione di consolidamento della fede pasquale nella Resurrezione e un rinnovato itinerario catecumenale del cristiano, ogni giorno chiamato a spogliarsi dell’uomo vecchio e a rivestirsi del nuovo per essere costruttore del Regno di Dio.

Vatican News 3 marzo 2024

 

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ASIA/CINA - Rendere grazie a Dio tra le vette del Monte Lú. 15 marzo 2023

 

ASIA/CINA - Rendere grazie a Dio tra le vette del Monte Lú. I pellegrinaggi quaresimali al Santuario di Lushan per la festa di San Giuseppe
 


Lushan (Agenzia Fides) – Lushan, il “Monte Lú”, è una montagna situata nell’omonimo distretto a sud della città di Jiujiang nella provincia cinese di Jiangxi. Da lontano si possono ammirare innumerevoli vette che sfumano tra le nuvole con paesaggi incantevoli. L’intera area, riconosciuta come patrimonio culturale accreditato dall'UNESCO, è ora compresa all’interno di un vasto parco naturale conosciuto a livello internazionale. Fu proprio in quella regione che i missionari lazzaristi francesi eressero nel 1894 la chiesa dedicata all’Assunzione di Maria, proprio con l’intento di offrire un’oasi spirituale anche per le comunità cattoliche delle aree di Shanghai, Nanchino e Wuhan, e da tutti i paesi e le città della provincia di Jiangxi.E' lì che anche oggi la comunità cattolica di Jiujiang, nella provincia di Jiangxi, ha portato i suoi fedeli per un pellegrinaggio quaresimale, nei giorni che precedono la festa di San Giuseppe, venerato anche come Patrono delle missioni in Cina. Via Crucis, adorazione, sacramento della penitenza, per ripercorrere insieme la via di Gesù, che con la sua Passione si abbandona all’abbraccio del Padre.
Il parroco don Pang Rui e le suore hanno guidato il pellegrinaggio invitando tutti a camminare sulle orme di San Giuseppe, “per imparare le virtù dell'obbedienza al Signore, la sua fervida pietà, la dedizione a servizio della Sacra Famiglia”.

Nel 2013, la comunità cattolica di Jiangxi ha eretto presso la chiesa dell’Assunzione di Maria anche il Centro Spirituale di Matteo Ricci di Lushan. In dieci anni, quello di Lushan è diventato uno dei santuari più amati dai cattolici cinesi, e viene frequentato anche da tanti non battezzati, visto che il Centro offre anche ospitalità a chiunque desidera trascorrere un tempo di pace e raccoglimento in un ambiente che rasserena l’anima, lontano dalla frenesia delle megalopoli. Le persone possono passeggiare lungo i sentieri della Via Crucis, pregare e meditare davanti alle statue della Madonna, ed ammirare le meraviglia del Creato del Signore. Tutto è reso possibile anche grazie alla lungimiranza e al duro lavoro dei missionari. Lo stile di costruzione del Santuario (dalla chiesa al Centro spirituale) è semplice e lineare. Le pietre della chiesa raccontano la vicende di una ininterrotta esperienza di fede vissuta anche in mezzo alle tribolazioni. Da130 anni fa, e con un ritmo divenuto più intenso nell’ultimo decennio, anche grazie all’indizione dell’Anno Santo della Misericordia, il Santuario è meta costante di pellegrinaggi di comunità, famiglie, singoli viandanti. Arrivano da tutta la provincia e dalle grandi aree urbane circostanti gruppi di immigrati interni, sacerdoti e suore – quelle delle Congregazioni diocesane dello Spirito Santo, del Sacro Cuore di Gesù, le Missionarie francescane, le Piccole sorelle di Santa Teresa di Lisieux… - che lì tengono i loro ritiri spirituali, per chiedere che la grazia di Cristo rinnovi il loro fervore apostolico e missionario, al servizio di tutto il popolo. Così. Ogni giorno, i canti dell’Ave Maria, dell’Alleluia, il Dona nobis pacem intonati dai vari cori parrocchiali salgono tra le nuvole del Monte Lu, per rendere grazie a Maria e al Padre che è nei Cieli. (NZ) (Agenzia Fides 15/03/2023)


Avvio della Quaresima in cina

 

ASIA/CINA - “Scrutini” di catecumeni, “mandato” dei ministranti, iniziative ecologiche. L’intenso avvio di Quaresima delle comunità cattoliche cinesi
 
Pechino (Agenzia Fides) – Solenni celebrazioni eucaristiche con grande partecipazione del Popolo di Dio, “scrutini” dei catecumeni che si preparano al battesimo, mandato missionario dei lettori e dei ministri straordinari della Santa Comunione, che ora potranno portare l’eucaristia a malati e disabili. Nelle comunità cattoliche cinesi, la prima domenica di Quaresima è stata segnata da appuntamenti e occasioni pastorali che accompagnano, secondo tradizione, l’avvio del cammino quaresimale, “tempo favorevole” per chiedere il perdono dei peccati, fare opere di carità e prepararsi alla gioia della Pasqua.
Nell’arcidiocesi di Pechino, molte parrocchie hanno adattato le celebrazioni liturgiche alle esigenze di molti lavoratori. Nella cattedrale, domenica 26 febbraio, l’Arcivescovo Giuseppe Li Shan ha preseduto il rito di scrutinio dei catecumeni, e ha anche conferito il mandato missionario a 11 ministri straordinari. Durante il periodo di Quaresima, questi 11 battezzati laici ben formati, secondo quanto è richiesto dalla Chiesa, saranno inviati nelle case degli anziani, malati per portare Comunione.
In molte parrocchie pechinesi, già il Mercoledì delle Ceneri era stata aggiunta una messa serale per consentire la partecipazione al rito penitenziale a tanti lavoratori e lavoratrici che non avevano potuto prendere parte alle messe della mattina. Per lo stesso motivo pastorale, il rito dell’imposizione delle Ceneri è stato celebrato anche durante molte messe di domenica 26 febbraio. Presso la parrocchia dedicata alla Medaglia Miracolosa, è stato celebrato anche il sacramento dell’Unzione degli infermi, oltre ai riti dello “scrutinio” dei catecumeni e del mandato missionario dei lettori delle celebrazioni liturgiche. Dopo un periodo di catechismo, con il cosiddetto “scrutinio”, i catecumeni confermano l’intenzione di seguire Cristo e attestano anche che la loro scelta non è superficiale o emozionale, ma sempre più radicata in un autentico cammino di fede.
Chisa di Sant'Antonio in Shenzhen

La comunità cattolica di Shenzhen, oltre a celebrare i riti quaresimali riguardanti catecumeni, ministri dell’eucaristia, infermi e lettori, vissuto la prima domenica di Quaresima anche come occasione per sensibilizzare tutti i battezzati alla questione ecologica e alla salvaguardia del Creato. La giovane comunità cattolica locale è formata quasi esclusivamente da lavoratori immigrati interni. La prima domenica di quaresima è partita con un viaggio ecologico dopo la messa. I battezzati, guidati dai parroci, hanno anche promosso una raccolta straordinaria di rifiuti, sotto lo slogan “Shenzhen sarà più bella anche per mio contributo; la gente di Shenzhen sarà più felice anche per il mio contributo”. In questo modo, seguendo l’insegnamento della Chiesa ribadito anche da Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’, i cattolici di Shenzen hanno anche voluto mostrare come la sollecitudine dei cristiani per la salvaguardia del Creato può offrire un contributo prezioso alla convivenza urbana e al bene comune di tutti i cittadini. (NZ) (Agenzia Fides 27/02/2023)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

inaccettabile la minaccia contro tutto il popolo iraniano

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