Preghiera di Sant’Agostino (2 novembre 2026)
Ciò che sento in modo certo,
Signore, è che ti amo.
Folgorato al cuore da Te
Mediante la tua parola, ti amai
E anche il cielo e la terra
E tutte le cose in essa contenute,
ecco, da ogni parte mi dicono di amarti.
Ma che amo, quando amo Te?
Non una bellezza corporea,
né una grazia temporale:
non lo splendore della luce,
non le dolci melodie,
non la fragranza dei fiori,
non la manna e il miele,
non le membra accette agli amplessi della carne.
Nulla di tutto ciò amo, quando amo il mio Dio.
Eppure amo una sorte di luce
E voce e odore e cibo e amplesso
Nell’amare il mio Dio:
la luce, la voce l’odore, il cibo, l’amplesso
dell’uomo interiore che è in me,
ove splende alla mia anima
una luce non avvolta dallo spazio,
ove risuona
una voce non travolta dal tempo,
ove olezza
un profumo non disperso dal vento,
ove è colto
un sapore non attenuato dalla voracità,
ove si annoda
una stretta non interrotta dalla sazietà.
Questo amo, Signore, quando amo Te, mio Dio.
(Agostino di Ippona)