Evangeli e Salmi, edizione illustrata della Bibbia di Gerusalemme (corriere della sera ) di Alberto Melloni

 Un articolo di stimolo ai credenti, non solo di critica alla Chiesa attuale

Ieri sera (29 febbraio), nella Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi, a Roma, il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Alberto Melloni, storico del cristianesimo, e Lidia Maggi, pastora battista, hanno presentato il volume Evangeli e Salmi, edizione illustrata della Bibbia di Gerusalemme, con la presentazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Ecco una sintesi dell’intervento del professor Alberto Melloni

San Giovanni XXIII a Venezia

Nella quaresima del 1956 il cardinale Roncalli pubblicava una lettera pastorale su «San Lorenzo Giustiniani e la Sacra Scrittura». Dentro un elogio del riformatore del Quattrocento, il futuro Giovanni XXIII anticipava una leva e un tema del suo Concilio. Perché ricamando citazioni del protopariarca morto cinque secoli prima egli affermava che la familiarità con la Bibbia è parte viva e irrinunciabile della grande tradizione. In anni in cui il cattolicesimo esalta l’autosufficienza del potere della e nella Chiesa, Roncalli racconta d’una Venezia in cui ai crocicchi delle strade le donne cantano la Scrittura appresa a memoria, e propone una pratica che per lui è stata una cultura alternativa alla cultura del nemico e una premessa allo sviluppo dogmatico conciliare.
Quella lezione roncalliana suona oggi tristemente attuale. Perché se c’è un frutto del Concilio che è stato usato per farne marmellata è stata la riconsegna della Bibbia alla vita vissuta dei pastori e dei fedeli. Non è calata la fame della Parola (si pensi al successo del libro di parafrasi bibliche di Aldo Cazzullo o al sermone televisivo su Pietro di Roberto Benigni): è calato l’impegno a coltivarla. Nessun vescovo o prete si sognerebbe di non dire messa in pubblico: ma pochissimi ritengono parte del loro compito insegnare verbo et exemplo come si legge la Bibbia. Così il vuoto che il Concilio voleva colmare di Scrittura s’è riempito di sussidi per predicatori pigri, di libercoli di «spiritualità» dai tratti post-adolescenziali, di fondamentalismo biblico che usa i versetti come clava per far la morale (di solito agli altri), fino allo zelo estemporaneo che mette la Bibbia nei programmi di scuola, ma non ha previsto nessun corso di ermeneutica ebraica e cristiana delle Scritture nei corsi per gli insegnanti.

Rispetto a questa carestia biblica il potere papale può pochissimo. Francesco ha voluto una domenica della Parola, perché come voleva il Concilio l’amore al Corpus Domini fosse eguale a quello per il Verbum Domini: ubbidito sul piano del rito, ma nient’altro. Leone XIV ha iniziato le sue catechesi conciliari dalla Dei Verbum: ma dato che non parlava né di sesso né di politica, poco interesse.
Perché, come aveva capito Roncalli, far conoscere e amare la Bibbia dipende dall’esempio di pastori capaci di far vivere la regola di Bengel: «Tutto di te applica al testo, tutto del testo applica a te». Un testo che richiede rispetto, pazienza, sacrificio e amore.

Li insegna, dai tempi di Roncalli, uno strumento formidabile. Nel 1956 i domenicani dell’Ecole Biblique de Jérusalem raccolsero le loro traduzioni e annotazioni dei libri biblici in un volume unico, La Sainte Bible, poi divenuta Bible de Jérusalem. Dal 1974 La Bibbia di Gerusalemme è arrivata in Italia con la traduzione delle note e dei rinvii della gemella francese, ma usando come traduzione quella della Conferenza episcopale, cosicché lettura individuale, comunitaria e liturgica suonassero insieme. Da allora quella Bibbia ha svolto e continua a svolgere una funzione unica: con le sue note non costringe nessuno a diventare esegeta, ma ricorda a tutti che l’esegesi esiste; non impone di percorrere tutti i rimandi laterali, ma vaccina dallo spiritualismo; si presta alla lettura comune, ma permette la lenta ruminatio quotidiana.

Dopo mezzo secolo l’Ecole ha rivisto le sue note, e di una nuova Bibbia di Gerusalemme esce come anticipazione il tomo di Evangeli e Salmi, stampato simultaneamente in francese per Cerf e in italiano per EDB con un corredo di opere e dettagli d’arte scelti da Jean-François Colosimo, profondo teologo ortodosso e timoniere della gloriosa casa editrice francese. Il testo completo arriverà fra un anno e deciderà molto della Chiesa dei prossimi decenni.
Qualche ex radicale a riposo e qualche vescovo malato di sociologismo considera il cattolicesimo marginale perché vanno a messa «solo» sette milioni di persone ogni domenica e «solo» 550 mila persone hanno partecipato per due anni al cammino sinodale («solo», ditelo ai partiti...). Ma il problema del Paese e della Chiesa non sta nelle quantità. Se quel bacino comunque immenso di gratuità e di ricerca interiore, di scontento e di speranza che è il popolo di ex credenti e di credenti verrà nutrito dalla Bibbia, sarà più mite e più fertile. Se sarà meno mite e meno fertile il Paese sarà più indifeso davanti all’orrore che ci sovrasta e la Chiesa segnata da un tiepidume che, insegna Apocalisse, fa venire il vomito agli angeli.

29 gennaio 2026

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 1 febbraio 2026

Messa del Giorno

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Colore Liturgico verde



Antifona

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. (Sal 105,47)

Si dice il Gloria.

Colletta

Signore Dio nostro,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare tutti gli uomini con la carità di Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
 
Prima Lettura

Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.

Dal libro del profeta Sofonìa
Sof 2,3
3,12-13

Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l'umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell' ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore
il resto d'Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

R. Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre 
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi, 
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 1,26-31

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (Mt 5,12a)

Alleluia.

Vangelo

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a


In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

Vatican news 28 gennaio 2026

 

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Vatican News

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28/01/2026

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Il bollettino interparrocchiale “Le Plêf”(la Vita Cattolica)

Porpetto. Sono i giovani “l’anima” del bollettino interparrocchiale “Le Plêf”



“Rinato” da qualche anno, “Le Plêf” – il bollettino delle comunità cristiane di Porpetto, Castello, Corgnolo con Pampaluna – ha un “cuore” giovanissimo che “batte” tra le sue pagine. Il progetto, infatti, è caratterizzato dal coinvolgimento di un gruppo di redazione costituito per lo più da ragazze e ragazzi della comunità, coordinato dal vicario parrocchiale don Alberto Santi.

L’ultimo numero della pubblicazione – in ordine di tempo – è uscito a dicembre 2025, in occasione del Natale. Una ventina di pagine che, tra le riflessioni e gli interventi del vicario foraneo della Forania della Bassa Friulana e parroco Coordinatore della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro, mons. Igino Schiff, e dello stesso don Santi, “raccontano” passo dopo passo la vita delle comunità parrocchiali, riportandone i momenti principali.

«Nel corso dell’anno, ognuno ha un compito preciso: si seguono gli eventi, si scattano fotografie e poi c’è chi scrive i testi, affinché le esperienze comunitarie siano poi presenti nel bollettino interparrocchiale», illustra Lucia Dri, 22enne catechista di Porpetto che studia Architettura all’Università di Udine. «Io, in particolare, mi occupo della parte grafica e, una volta ricevuti i contenuti da tutti i collaboratori, con l’aiuto di don Alberto, realizzo il progetto». Un impegno non indifferente che Lucia svolge con grande entusiasmo. «Nonostante i tanti impegni, soprattutto di studio, cerco sempre di trovare il tempo per dedicarmi al bollettino. Mi auguro che l’iniziativa continui, magari coinvolgendo sempre più persone, anche perché vedo che c’è entusiasmo sia in chi lo realizza, sia nelle famiglie delle nostre parrocchie che poi lo ricevono».

Concorda con Lucia il “collega” di redazione de “La Plêf”, Luca Grop, 21 anni, catechista e aiuto chierichetti in Parrocchia a Porpetto (un passato da animatore, per ora accantonato per i tanti impegni), studente di Scienze della formazione all’Università di Udine e già insegnante, come supplente, nella scuola dell’infanzia. «Quando lo consegniamo casa per casa, leggere negli occhi dei nostri compaesani la gratitudine per quanto lasciamo nelle famiglie è una grande soddisfazione. Si tratta di un’iniziativa che per anni era stata accantonata, ma grazie a don Alberto Paschini prima, e a don Santi adesso, è stata riproposta con il coinvolgimento di un gruppo di giovani, piuttosto entusiasta e motivato». Luca sottolinea che poter raccontare anche a chi non conosce ciò che la comunità vive durante il corso dell’anno, è la marcia in più che lo spinge ad impegnarsi con tante energie. «La vedo come un’opportunità preziosa per far sentire la nostra voce e per arrivare a tutti, raccontando una comunità attraverso gli eventi che la caratterizzano. In fondo è la nostra storia, per questo credo nella valenza del progetto». Uno dei valori aggiunti, a detta di Luca, «è proprio il consolidamento del senso di appartenenza e di collaborazione che nasce dall’opportunità di potersi raccontare»

Accanto ai tanti giovani che hanno dato la disponibilità per un impegno in prima linea, ci sono anche altre persone impegnate nelle Parrocchie e pure il Comitato anziani ad offrire la propria collaborazione.

Tante le notizie che trovano spazio nell’ultima edizione – con la prima pagina che riporta una riflessione quanto mai attuale sulla pace a firma di mons. Schiff –: il “Perdon de Madone” di Porpetto e gli alberi natalizi allestiti in pieve, il Rosario nelle corti proposto a Castello insieme alla festa del patrono San Francesco, il presepe di Corgnolo, il teatro portato nelle case a cura di un gruppo di giovani (post Cresima), oltre ad un interessante dialogo intergenerazionale immaginato tra una nonna e la nipote.

«Questo bollettino è stato progettato con lo scopo di raggiungere tutte le famiglie – afferma don Santi – ed è un’occasione grandissima per far conoscere le proposte, le attività, gli appuntamenti che una Parrocchia vive, non dimenticando che si fa parte di una Collaborazione pastorale, dove la visione d’insieme è fondamentale».

Motivo per cui in questi tre anni in cui il bollettino è stato riproposto, spazio viene dedicato ad esempio pure alle attività dei giovani di San Giorgio o alle proposte dei campeggi estivi.
«Un secondo aspetto positivo, di cui vado orgoglioso – evidenzia don Santi – è l’aver coinvolto i giovani: chi ha dato la disponibilità a scrivere i vari articoli, chi si occupa della consegna, chi si è preso l’impegno di essere parte di piccolo comitato di redazione, mostrando anche un’autonomia nella gestione di alcuni compiti, fa guardare con speranza al futuro del bollettino».

Insomma, un progetto corale che è “di tutti” e proprio per questo necessita anche di sostegno concreto per coprire le spese di stampa (già molte persone, in segno di gratitudine, hanno fatto pervenire le proprie offerte). Per questo, chiunque lo desideri, può effettuare una donazione, rivolgendosi alla propria Parrocchia di riferimento.

Monika Pascolo

 

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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