Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Lo scriba torna ma solo per POST maiuscoli...
A volte ritornano, oggi si parlava dello scriba nel Vangelo, toccato sul vivo riapro questa cassa di ricordi per parlare del presente!!
Esigenza di fermarsi
Lo scriba non si ferma, ricomincia il cammino da un'altra parte del web, cercando Gesù, seguendo il suo cammino!
Gran fondo a San Giorgio: chi ne parla?
Il giorno dopo le gare arrivano gli articoli di commento...
http://www.sevenpress.com/seven/articolo/68049
http://www.italnews.info/2011/02/27/regata-nazionale-di-gran-fondo/
http://gazzaspace.gazzetta.it/teampage/f-i-c-federazione-italiana-canottaggio/post/495136
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VATICANO - Benedetto XVI: “siamo chiamati a scoprire, anche nella cultura digitale, simboli e metafore significative che possano essere di aiuto nel parlare del Regno di Dio all’uomo contemporaneo”
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Il pensiero e la relazione avvengono sempre nella modalità del linguaggio, inteso naturalmente in senso lato, non solo verbale. Il linguaggio non è un semplice rivestimento intercambiabile e provvisorio di concetti, ma il contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole. L’uomo, dunque, non solo «usa» ma, in certo senso, «abita» il linguaggio.” Lo ha sottolineato il Santo Padre Benedetto XVI ricevendo in udienza questa mattina i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che si svolge a Roma da oggi a giovedì 3 marzo sul tema "Linguaggio e comunicazione".
Nel suo discorso il Papa ha ricordato che “i nuovi linguaggi che si sviluppano nella comunicazione digitale determinano, tra l’altro, una capacità più intuitiva ed emotiva che analitica, orientano verso una diversa organizzazione logica del pensiero e del rapporto con la realtà, privilegiano spesso l’immagine e i collegamenti ipertestuali”. Sottolineando quindi i rischi che si corrono su questa nuova strada (“la perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione più convincente rispetto al desiderio di verità”), il Santo Padre ha messo in rilievo l’urgenza di riflettere sui linguaggi sviluppati dalle nuove tecnologie, partendo dalla Rivelazione, “che ci testimonia come Dio abbia comunicato le sue meraviglie proprio nel linguaggio e nell’esperienza reale degli uomini, «secondo la cultura propria di ogni epoca» (Gaudium et spes, 58), fino alla piena manifestazione di sé nel Figlio Incarnato. La fede sempre penetra, arricchisce, esalta e vivifica la cultura, e questa, a sua volta, si fa veicolo della fede, a cui offre il linguaggio per pensarsi ed esprimersi. È necessario quindi farsi attenti ascoltatori dei linguaggi degli uomini del nostro tempo, per essere attenti all’opera di Dio nel mondo.”
Benedetto XVI ha quindi puntualizzato che approndire la "cultura digitale" non significa solamente “esprimere il messaggio evangelico nel linguaggio di oggi, ma occorre avere il coraggio di pensare in modo più profondo, come è avvenuto in altre epoche, il rapporto tra la fede, la vita della Chiesa e i mutamenti che l’uomo sta vivendo… Se i nuovi linguaggi hanno un impatto sul modo di pensare e di vivere, ciò riguarda, in qualche modo, anche il mondo della fede, la sua intelligenza e la sua espressione… Gesù stesso nell’annuncio del Regno ha saputo utilizzare elementi della cultura e dell’ambiente del suo tempo: il gregge, i campi, il banchetto, i semi e così via. Oggi siamo chiamati a scoprire, anche nella cultura digitale, simboli e metafore significative per le persone, che possano essere di aiuto nel parlare del Regno di Dio all’uomo contemporaneo”.
Al termine del suo discorso, il Santo Padre ha ricordato il missionario gesuita padre Matteo Ricci, “protagonista dell’annuncio del Vangelo in Cina nell’era moderna”, il quale “nella sua opera di diffusione del messaggio di Cristo ha considerato sempre la persona, il suo contesto culturale e filosofico, i suoi valori, il suo linguaggio, cogliendo tutto ciò che di positivo si trovava nella sua tradizione, e offrendo di animarlo ed elevarlo con la sapienza e la verità di Cristo”. (SL) (Agenzia Fides 28/02/2011)
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Nel suo discorso il Papa ha ricordato che “i nuovi linguaggi che si sviluppano nella comunicazione digitale determinano, tra l’altro, una capacità più intuitiva ed emotiva che analitica, orientano verso una diversa organizzazione logica del pensiero e del rapporto con la realtà, privilegiano spesso l’immagine e i collegamenti ipertestuali”. Sottolineando quindi i rischi che si corrono su questa nuova strada (“la perdita dell’interiorità, la superficialità nel vivere le relazioni, la fuga nell’emotività, il prevalere dell’opinione più convincente rispetto al desiderio di verità”), il Santo Padre ha messo in rilievo l’urgenza di riflettere sui linguaggi sviluppati dalle nuove tecnologie, partendo dalla Rivelazione, “che ci testimonia come Dio abbia comunicato le sue meraviglie proprio nel linguaggio e nell’esperienza reale degli uomini, «secondo la cultura propria di ogni epoca» (Gaudium et spes, 58), fino alla piena manifestazione di sé nel Figlio Incarnato. La fede sempre penetra, arricchisce, esalta e vivifica la cultura, e questa, a sua volta, si fa veicolo della fede, a cui offre il linguaggio per pensarsi ed esprimersi. È necessario quindi farsi attenti ascoltatori dei linguaggi degli uomini del nostro tempo, per essere attenti all’opera di Dio nel mondo.”
Benedetto XVI ha quindi puntualizzato che approndire la "cultura digitale" non significa solamente “esprimere il messaggio evangelico nel linguaggio di oggi, ma occorre avere il coraggio di pensare in modo più profondo, come è avvenuto in altre epoche, il rapporto tra la fede, la vita della Chiesa e i mutamenti che l’uomo sta vivendo… Se i nuovi linguaggi hanno un impatto sul modo di pensare e di vivere, ciò riguarda, in qualche modo, anche il mondo della fede, la sua intelligenza e la sua espressione… Gesù stesso nell’annuncio del Regno ha saputo utilizzare elementi della cultura e dell’ambiente del suo tempo: il gregge, i campi, il banchetto, i semi e così via. Oggi siamo chiamati a scoprire, anche nella cultura digitale, simboli e metafore significative per le persone, che possano essere di aiuto nel parlare del Regno di Dio all’uomo contemporaneo”.
Al termine del suo discorso, il Santo Padre ha ricordato il missionario gesuita padre Matteo Ricci, “protagonista dell’annuncio del Vangelo in Cina nell’era moderna”, il quale “nella sua opera di diffusione del messaggio di Cristo ha considerato sempre la persona, il suo contesto culturale e filosofico, i suoi valori, il suo linguaggio, cogliendo tutto ciò che di positivo si trovava nella sua tradizione, e offrendo di animarlo ed elevarlo con la sapienza e la verità di Cristo”. (SL) (Agenzia Fides 28/02/2011)
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Domenica 27 febbraio 2011
VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Is 49,14-15)
Io non ti dimenticherò mai.
Dal libro del profeta Isaìa
Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 61)
Rit: Solo in Dio riposa l’anima mia.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore.
SECONDA LETTURA (1Cor 4,1-5)
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Cf Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.
VANGELO (Mt 6,24-34)
Non preoccupatevi del domani.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, Dio non si dimentica del suo popolo e si pone in ascolto delle sue necessità, perché egli sa ciò di cui ogni uomo e ogni donna hanno bisogno. Al Padre che è nei cieli innalziamo la nostra umile e fiduciosa preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Padre provvidente, ascolta la voce dei tuoi figli!
1. Per la santa Chiesa: perché ogni discepolo del Signore Gesù senta la chiamata a collaborare al progresso del mondo offrendo i propri talenti, e perché la ricchezza che remunera le energie profuse non diventi l’idolo che occupa i cuori. Preghiamo.
2. Per i governanti delle nazioni: perché nella loro azione politica volta alla ricerca del bene comune degli uomini e delle donne, sappiano prendersi cura di tutti i membri della società civile non dimenticando i poveri e gli emarginati. Preghiamo.
3. Per chi ha accolto la chiamata divina a condividere le sofferenze di chi è nell’indigenza: perché possa essere per questi fratelli un segno dell’amore provvidente attraverso il quale Dio continua a ricordare il suo popolo. Preghiamo.
4. Per chi svolge nella Chiesa e nella società il ministero educativo: perché possa aiutare le nuove generazioni a riscoprire il valore di un uso sobrio e sapiente dei beni e delle ricchezze. Preghiamo.
5. Per tutti noi, che partecipiamo a questa santa Liturgia: perché mettiamo a servizio di tutti la nostra attiva solidarietà ed il nostro aiuto ai fratelli sia segno concreto della provvidenza di Dio per ogni uomo. Preghiamo.
6. Per i fratelli e le sorelle che si sono addormentati nel Signore: possano celebrare la bontà e la gloria di Dio con gli angeli del cielo, preghiamo.
C – Padre Santo, il dono della tua Parola e della vita donata del tuo Figlio sono il segno eloquente della tua attenzione verso la nostra esistenza. Benedici questo tuo popolo con il dono dello Spirito Santo e ascolta le suppliche che con fiducia ti ha rivolto perché, affidando la propria esistenza a te, sappia vivere nel mondo cercando prima di tutto il tuo Regno e la tua Giustizia. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
PRIMA LETTURA (Is 49,14-15)
Io non ti dimenticherò mai.
Dal libro del profeta Isaìa
Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 61)
Rit: Solo in Dio riposa l’anima mia.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.
Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore.
SECONDA LETTURA (1Cor 4,1-5)
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Cf Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.
VANGELO (Mt 6,24-34)
Non preoccupatevi del domani.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, Dio non si dimentica del suo popolo e si pone in ascolto delle sue necessità, perché egli sa ciò di cui ogni uomo e ogni donna hanno bisogno. Al Padre che è nei cieli innalziamo la nostra umile e fiduciosa preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Padre provvidente, ascolta la voce dei tuoi figli!
1. Per la santa Chiesa: perché ogni discepolo del Signore Gesù senta la chiamata a collaborare al progresso del mondo offrendo i propri talenti, e perché la ricchezza che remunera le energie profuse non diventi l’idolo che occupa i cuori. Preghiamo.
2. Per i governanti delle nazioni: perché nella loro azione politica volta alla ricerca del bene comune degli uomini e delle donne, sappiano prendersi cura di tutti i membri della società civile non dimenticando i poveri e gli emarginati. Preghiamo.
3. Per chi ha accolto la chiamata divina a condividere le sofferenze di chi è nell’indigenza: perché possa essere per questi fratelli un segno dell’amore provvidente attraverso il quale Dio continua a ricordare il suo popolo. Preghiamo.
4. Per chi svolge nella Chiesa e nella società il ministero educativo: perché possa aiutare le nuove generazioni a riscoprire il valore di un uso sobrio e sapiente dei beni e delle ricchezze. Preghiamo.
5. Per tutti noi, che partecipiamo a questa santa Liturgia: perché mettiamo a servizio di tutti la nostra attiva solidarietà ed il nostro aiuto ai fratelli sia segno concreto della provvidenza di Dio per ogni uomo. Preghiamo.
6. Per i fratelli e le sorelle che si sono addormentati nel Signore: possano celebrare la bontà e la gloria di Dio con gli angeli del cielo, preghiamo.
C – Padre Santo, il dono della tua Parola e della vita donata del tuo Figlio sono il segno eloquente della tua attenzione verso la nostra esistenza. Benedici questo tuo popolo con il dono dello Spirito Santo e ascolta le suppliche che con fiducia ti ha rivolto perché, affidando la propria esistenza a te, sappia vivere nel mondo cercando prima di tutto il tuo Regno e la tua Giustizia. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
Un nuovo vescovo a Pordenone
LA CONSACRAZIONE IL 26 MARZO
Mons. Pellegrini vescovo di Concordia-Pordenone versione testuale
Attualmente Vicario generale della diocesi di Verona, succede a mons. Poletto
PORDENONE (15 febbraio, ore 12.15) - Mons. Giuseppe Pellegrini, attualmente Vicario generale della diocesi di Verona, è il nuovo vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone. La nomina, decisa da papa Benedetto XVI, è stata resa nota oggi dalla Diocesi tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto orientale. Pellegrini succede a mons. Ovidio Poletto, dimessosi per raggiunti limiti d'età.
Il 26 marzo verrà consacrato vescovo in Duomo a Verona, il 3 aprile ci sarà il saluto di mons. Poletto a Pordenone, e il 10 aprile l'ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, dapprima nella cattedrale di Santo Stefano a Concordia Sagittaria (Venezia), quindi nella concattedrale di San Marco a Pordenone.
Nato a Monteforte d'Alpone (Verona) il 10 novembre 1953, mons. Pellegrini è stato ordinato sacerdote da mons. Giuseppe Amari a Verona il 2 giugno 1979. È stato Vicerettore del Seminario maggiore, docente di Sociologia presso lo Studio teologico San Zeno e assistente diocesano dell'Azione cattolica, del settore Giovani di Ac e direttore del Centro diocesano di Pastorale giovanile. Presso la Cei è stato incaricato per la Giornata mondiale della gioventù dal 1998 al 2000, direttore dell'Ufficio nazionale cooperazione missionaria tra le Chiese e delle Pontificie opere missionarie, assistente centrale del Movimento giovanile missionario e infine Vicario generale della Diocesi di Verona dal 2007 a oggi.
Mons. Pellegrini vescovo di Concordia-Pordenone versione testuale
Attualmente Vicario generale della diocesi di Verona, succede a mons. Poletto
PORDENONE (15 febbraio, ore 12.15) - Mons. Giuseppe Pellegrini, attualmente Vicario generale della diocesi di Verona, è il nuovo vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone. La nomina, decisa da papa Benedetto XVI, è stata resa nota oggi dalla Diocesi tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto orientale. Pellegrini succede a mons. Ovidio Poletto, dimessosi per raggiunti limiti d'età.
Il 26 marzo verrà consacrato vescovo in Duomo a Verona, il 3 aprile ci sarà il saluto di mons. Poletto a Pordenone, e il 10 aprile l'ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, dapprima nella cattedrale di Santo Stefano a Concordia Sagittaria (Venezia), quindi nella concattedrale di San Marco a Pordenone.
Nato a Monteforte d'Alpone (Verona) il 10 novembre 1953, mons. Pellegrini è stato ordinato sacerdote da mons. Giuseppe Amari a Verona il 2 giugno 1979. È stato Vicerettore del Seminario maggiore, docente di Sociologia presso lo Studio teologico San Zeno e assistente diocesano dell'Azione cattolica, del settore Giovani di Ac e direttore del Centro diocesano di Pastorale giovanile. Presso la Cei è stato incaricato per la Giornata mondiale della gioventù dal 1998 al 2000, direttore dell'Ufficio nazionale cooperazione missionaria tra le Chiese e delle Pontificie opere missionarie, assistente centrale del Movimento giovanile missionario e infine Vicario generale della Diocesi di Verona dal 2007 a oggi.
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Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
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