Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Bollettino Agenzia Fides del 1 giugno 2016
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| AFRICA/ZAMBIA - “I politici non mantengono le promesse di porre fine alle violenze” denunciano i Vescovi | |||
| Lusaka (Agenzia Fides) - “La Chiesa è presa alla sprovvista da politici che continuano a rompere le regole che si sono dati per far cessare le violenze nel Paese. Siamo delusi e sorpresi da questi partiti politici che hanno proposto un certo numero di soluzioni per ridurre la tensione e i discorsi infiammatori, impegnandosi a metterle in pratica, invece continuano a commettere atti contrari agli impegni presi” ha dichiarato p. Cleophas Lungu, Segretario Generale della Conferenza Episcopale dello Zambia, parlando alla radio cattolica Yatsani. P. Lungu, secondo le informazioni pervenute a Fides, si è fatto portavoce della delusione dei Vescovi dello Zambia anche nei confronti di quei fedeli che abbandonano la fede cattolica e i valori cristiani quando entrano in politica e diventano violenti. Il Segretario Generale della Conferenza Episcopale era già intervenuto di recente per esprimere la condanna dei Vescovi per le violenze xenofobe nei confronti dei rifugiati (vedi Fides 29/4/2016). La tensione nel Paese è aumentata in vista delle elezioni presidenziali e parlamentari dell’11 agosto. P. Lungu ha annunciato che la Chiesa sta preparando un nuovo incontro con i candidati alla presidenza per discutere della violenza politica nel Paese. Di recente la Conferenza Episcopale, il Council of Churches in Zambia (CCZ) e l’Evangelical Fellowship of Zambia si sono riuniti presso la Cattedrale di Lusaka per discutere come le Chiese possano contribuire a far cessare il ciclo di violenze nel Paese. (L.M.) (Agenzia Fides 1/6/2016) | |||
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| AFRICA/CONGO RD - Un sacerdote denuncia di aver ricevuto minacce di morte | |||
| Kinshasa (Agenzia Fides) - P. Egide Safari, economo della parrocchia di Mambasa, nella provincia Orientale della Repubblica Democratica del Congo, ha denunciato di aver ricevuto minacce di morte con volantini lasciati davanti alla porta della sua camera, nei quali si chiedono 500 dollari altrimenti il sacerdote sarebbe stato ucciso entro oggi, 1°giugno. Secondo Radio Okapi, che riporta la notizia, la settimana scorsa alcuni banditi avevano aggredito, all’interno del complesso della parrocchia, un altro sacerdote. Le autorità del Territorio di Mambasa hanno indetto una riunione del comitato di sicurezza per adottare misure di protezioni dei sacerdoti dell’area. Nella confinante provincia del Nord Kivu, il 20 marzo è stato ucciso p. Vincent Machozi, sacerdote assunzionista che da anni denunciava lo sfruttamento illegale del Coltan (vedi Fides 22/3/2016), mentre un sacerdote dell’Ordine dei Chierici Regolari Minori (Padri Caracciolini) era stato ferito gravemente in un agguato stradale (vedi 21/3/2016). Nelle due province nel nord-est della RDC sono presenti diversi gruppi di guerriglia e numerose gang di banditi di strada, e spesso il confine tra le due realtà è molto labile se non del tutto inesistente. (L.M.) (Agenzia Fides 1/6/2016) | |||
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| ASIA/MONGOLIA - La Chiesa si prepara all’ordinazione del primo prete autoctono | |||
| Ulaan Baatar (Agenzia Fides) – “Avremo presto il primo prete nativo della Mongolia: è Joseph Enkh, che sarà ordinato sacerdote a Ulaan Baatar il 28 agosto 2016 da S. Ecc Mons Wenceslao Padilla, Prefetto Apostolico di Ulaan Baatar. Questo evento ha una particolare importanza per la nostra giovane Chiesa, rifondata nel 1992 e che oggi ha poco più di mille battezzati. L'ordinazione di un sacerdote nativo stimolerà l'entusiasmo e il senso di appartenenza tra i mongoli, verso una Chiesa che è stata a lungo vista come straniera”: lo dice all’Agenzia Fides p. Prosper Mbumba, missionario congolese in Mongolia, membro della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria (CICM). Joseph Enkh è stato ordinato diacono l’11 dicembre 2014 a Daejeong (in Corea del Sud), dove ha ricevuto la sua formazione iniziale, ed è rientrato in Mongolia nel gennaio scorso. Da allora porta avanti la sua esperienza pastorale, servendo in diverse parrocchie della Mongolia, dove attualmente vi sono, nel complesso, circa 20 missionari e 50 suore di 12 congregazioni, impegnati in sei parrocchie. P. Prosper dice a Fides: “I preparativi per l’ordinazione sono in corso, sotto tutti gli aspetti. I cristiani pregano molto per il loro futuro sacerdote e le parrocchie stanno promuovendo incontri di catechesi, per offrire alla popolazione una migliore comprensione del ministero sacerdotale. In tutte le chiese della Mongolia si terrà una novena di preghiera in vista dell’ordinazione. Molti fedeli continuano a rivolgere pensieri e ad esprimere le loro aspettative al futuro sacerdote in forma scritta: scrivono lettere per fargli sapere che sono orgogliosi della sua vocazione e che confidano nella sua presenza e nella sua opera”. Il missionario conclude: “Ringraziamo Dio per questo dono e per questo entusiasmo e preghiamo che possa esserci una nuova effusione dello Spirito in questa terra”. (PA) (Agenzia Fides 1/6/2016) | |||
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| ASIA/PAKISTAN - Shahbaz Bhatti, un delitto ancora impunito | |||
| Lahore (Agenzia Fides) – “Sono passati più di cinque anni, ma gli assassini del ministro cattolico Shahbaz Bhatti non sono stati assicurati alla giustizia. Nel 2011, Bhatti, noto difensore dei diritti umani in Pakistan, è stato brutalmente assassinato dal gruppo terroristico Tehrik-e-Taliban Pakistan, che con orgoglio ha rivendicato la responsabilità dell’omicidio”: lo dice all’Agenzia Fides l’avvocato cristiano Sardar Mushatq Gill, impegnato nella difesa dei cristiani in Pakistan. “Dopo l'uccisione di Bhatti – nota l’avvocato – la leadership politica non sta facendo sufficienti passi per chiedere alle autorità di polizia e alla magistratura di portare i suoi assassini alla giustizia. Inoltre nessuno chiede di abrogare la legge sulla blasfemia che continua a incoraggiare violenza di massa, omicidi commessi impunemente e l'emarginazione delle minoranze religiose”. L’avvocato Gill ricorda che molti altri attivisti e difensori dei diritti umani sono a rischio, soprattutto quanti difendono i casi di persone ingiustamente accusate di blasfemia, “ma lo stato non offre adeguata protezione e sicurezza”. Sebbene il tema sia stato sollevato dalla comunità internazionale, in varie sedi, “gli abusi della legge sulla blasfemia proseguono e l'impunità con cui vengono trattati tali abusi rende la difesa dei diritti umani un'impresa pericolosa in Pakistan”, osserva Gill, ricordando che anche gli attivisti e i legali dell’Ong LEAD, da lui guidata, hanno subito minacce e aggressioni (PA) (Agenzia Fides 1/6/2016) | |||
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| AMERICA/ARGENTINA - I Vescovi della Patagonia preoccupati per gli aumenti smisurati di gas ed elettricità | |||
| Neuquén (Agenzia Fides) – I Vescovi della regione Patagonia-Comahue “profondamente preoccupati per le conseguenze dell’aumento smisurato di servizi essenziali come il gas e l'elettricità” che colpisce soprattutto la popolazione più povera, hanno scritto una lettera al Ministro dell’Energia, Juan José Aranguren, e a quello degli Interni, Rogelio Frigerio. La regione comprende le province di Chubut, Neuquén, Río Negro, Santa Cruz, Tierra del Fuego. La lettera è firmata da 11 Vescovi, tra ordinari, ausiliari ed emeriti delle circoscrizioni ecclesiastiche della regione. Nella missiva, pervenuta a Fides, i Vescovi non mettono in discussione la necessità degli aumenti, “in particolare nei grandi centri urbani che hanno avuto i servizi sovvenzionati dallo stato”, ma lamentano “che questi aumenti non siano stati fatti gradualmente, soprattutto se si considera che l'inverno non è benevolo in Patagonia e nelle province meridionali continua durante tutto l'anno. Quindi c’è una necessità impellente di gas ed elettricità”. “Il lamento doloroso della nostra gente – proseguono - ci arriva ogni giorno attraverso i nostri sacerdoti, gli operatori pastorali e le Caritas parrocchiali, che si sentono impotenti di fronte alle angosce dei più poveri e bisognosi e di molte piccole e medie imprese, che vedono minacciata la loro continuità aziendale con la conseguente perdita di posti di lavoro”. I Vescovi chiedono quindi ai ministri di riconsiderare i provvedimenti, “per evitare situazioni insostenibili che producono angoscia nelle famiglie e anche nelle scuole e nelle opere di promozione sociale con scarse risorse, ingiustamente gravate da un peso insopportabile”, e ribadiscono che tali tariffe “per la gran parte della nostra regione amazzonica risultano impossibili da pagare e attentano alla pace sociale”. (SL) (Agenzia Fides 01/06/2016) | |||
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| AMERICA/ECUADOR - Leader della Pan Amazzonia a scuola di diritti umani | |||
| Quito (Agenzia Fides) – La promozione, la difesa e l’esigibilità dei diritti umani nella Pan-Amazzonia, compresi il diritto alla vita, alla salute, al territorio e all’autodetermionazione, sono stati al centro della “Scuola dei Diritti Umani” promossa dalla REPAM (Rete Ecclesiale Pan-Amazzonica), nel suo obiettivo di formare leader di comunità e operatori pastorali nel territorio amazzonico. Secondo le informazioni pervenute a Fides, per cinque settimane, tra aprile e maggio, 25 leader e rappresentanti della popolazione pan-amazzonica di Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador e Perú, hanno preso parte a questa iniziaitiva, che si è realizzata a Quito (Ecuador), articolata lungo tre direttive: formazione, raccolta di informazioni, incidenza nelle istanze internazionali. La Scuola dei diritti dell'uomo non si limita infatti a formare i suoi partecipanti, ma li accompagna anche nelle azioni in favore della vita, della dignità umana e nella difesa della madre terra nelle regioni di provenienza. Così i 12 casi presentati saranno seguiti in modo concreto da parte della Chiesa locale, attraverso gli operatori pastorali: un accompagnamento che, nella maggior parte dei casi, è già un dato di fatto. I partecipanti sono stati scelti in base alla loro esperienza nella difesa dei diritti della popolazione e dell’ambiente, al loro forte radicamento nel territorio, all’impegno con la Chiesa e le comunità, oltre che alla disponibilità di diffondere in loco quanto hanno appreso a Scuola. (SL) (Agenzia Fides 01/06/2016) | |||
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| OCEANIA/AUSTRALIA - Schiavi dell’epoca moderna: nel mondo 10 milioni in più rispetto al 2015 | |||
| Minderoo (Agenzia Fides) - Circa 46 milioni di persone, tra le quali milioni di bambini, vivono attualmente in condizioni di schiavitù moderna. A renderlo noto uno studio diffuso dalla Fondazione australiana Walk Free inviato all’Agenzia Fides. La cifra agghiacciante coinvolge 167 Paesi, l’India è al primo posto. Il fenomeno comprende tratta di esseri umani, lavoro forzato, sfruttamento sessuale, matrimoni precoci o forzati. Il 58% delle persone, 18 milioni, che vivono in queste condizioni sono in India, seguono Cina (3 milioni), Pakistan (2 milioni), Bangladesh (1 milione e mezzo) e Uzbekistan (1 milione). In India la maggior parte della popolazione coinvolta lavora nell’ambito domestico, oppure sono mendicanti, prostitute o bambini soldato. Ci sono anche quelli costretti a lavorare per ripagare i debiti contratti per qualche prestito. Walk Free, che ha appena presentato l’Indice Mondiale della Schiavitù 2016, ha evidenziato un aumento rispetto allo scorso anno di 10 milioni di persone considerate schiavi moderni, un incremento del 28%. (AP) (1/6/2016 Agenzia Fides) |
Terra Santa News 27 maggio 2016
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Bollettino dell'agenzia Fides del 20 maggio 2016
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| AFRICA/KENYA - Chiusura di Dadaab: il Presidente Kenyatta ne discute con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU | |||
| Nairobi (Agenzia Fides)- Il Presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, si incontra oggi, 20 maggio, con i membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU giunti a Nairobi per discutere la decisione keniana di chiudere il campo di rifugiati di Dadaab, rimpatriando le persone accolte, oltre che della situazione in Somalia, da dove proviene la maggior parte dei richiedenti asilo in Kenya. L’incontro con i 15 diplomatici del Consiglio di Sicurezza segue l’appello lanciato dal Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-Moon, al Presidente Kenyatta di non chiudere Dadaab. I Vescovi keniani hanno fortemente criticato il rimpatrio forzato, pur mostrando comprensione per le preoccupazioni delle autorità nazionali relative alla sicurezza (vedi Fides 19/5/2016). Il Kenya ha giustificato la chiusura del campo d’accoglienza di rifugiati più grande del mondo affermando che al suo interno si nascondono cellule terroristiche degli Shabaab somali che hanno commesso attentati sul suo territorio. “Alcuni dei più grandi attacchi terroristici, compreso quello al centro commerciale Westgate, sono stati pianificati ed eseguiti a partire da Dadaab” ha affermato un altro funzionario del Ministero degli Interni keniano. Secondo Nairobi, la sicurezza del Kenya è strettamente legata alla situazione in Somalia, e uno dei punti discussi tra Kenyatta e i rappresentanti dell’ONU è la mancanza di truppe dell’AMISOM (la missione dell’Unione Africana in Somalia che riceve finanziamenti dall’ONU) nella regione di Gedo, “che è diventata un bastione degli Shabaab da dove colpiscono le truppe keniane impegnate in Somalia e persone lungo il confine tra Kenya e Somalia” rimarca un comunicato della Presidenza keniana. Il comunicato lamenta pure “la recente decisione dell’Unione Europea di ridurre del 20 % i fondi all’AMISOM. Ugualmente importante, è la tentazione dei nostri partner internazionali di dimenticare che l’Unione Africana è in Somalia per conto delle Nazioni Unite”. L’annuncio della chiusura di Dadaab potrebbe essere interpretata come una mossa per esercitare pressioni su ONU, Unione Europea ed altri partner internazionali perché prendano in considerazioni le preoccupazioni di Nairobi sulla sua sicurezza. (L.M.) (Agenzia Fides 20/5/2016) | |||
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| AFRICA/BURKINA FASO - “Fermare il fenomeno dei matrimoni precoci”, il monito del Vescovo di Tenkodogo | |||
| Roma (Agenzia Fides) – Come tutte le giovani diocesi, anche quella di Tenkodogo in Burkina Faso, ha tante difficoltà da affrontare e, soprattutto per la vastità dell’area che le è affidata, si muove lentamente in tutti i settori. “A Tenkodogo mancano tante strutture di base, come dispensari e scuole, ma il fenomeno dei matrimoni precoci è una delle piaghe più gravi che affligge la popolazione della mia diocesi, alle quali occorre porre subito un rimedio” racconta all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Prosper Kontiebo, primo Vescovo dei Missionari Camilliani, MI (vedi Agenzia Fides 13/2/2012). “Le bambine, ancora prima di nascere, sono destinate a sposarsi e i genitori, una volta nate, impediscono loro di andare a scuola per evitare che abbiano contatti esterni. Si tratta di un problema molto serio. Per aiutare questa fascia di popolazione stiamo pensando di progettare un collegio che faccia anche da casa di accoglienza per queste bambine, dove si potrebbe garantire loro, oltre che istruzione, una vera ‘liberazione’ da questa schiavitù alla quale sarebbero destinate” conclude il Vescovo. (AP) (20/5/2016 Agenzia Fides) | |||
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| ASIA/GIORDANIA - Aiuti dagli Emirati Arabi per i rifugiati cristiani iracheni | |||
| Amman (Agenzia Fides) – Le undici famiglie di rifugiati cristiani iracheni originari di Mosul che hanno trovato ospitalità a Naur, area urbana occidentale della municipalità di Amman, riceveranno anche quest'anno aiuti materiali a loro riservati provenienti dagli Emirati Arabi Uniti. Nella giornata di ieri, giovedì 19 maggio, padre Rifat Bader, sacerdote giordano promotore del Catholic Centre for Studies and Media e del sito onlineabouna.org, ha ricevuto presso la chiesa del Sacro Cuore, il dottor Bilal Bdur, Ambasciatore degli Emirati Arabi in Giordania, insieme ai rappresentanti di Caritas Jordan e a una parte della famiglie di profughi cristiani iracheni che risiedono in quell'area. Già lo scorso anno gli Emirati Arabi Uniti avevano offerto un significativo aiuto finanziario per il sostegno dello stesso gruppo di famiglie irachene. Padre Rifat, nel suo discorso di benvenuto, ha ricordato che le famiglie di rifugiati cristiani hanno potuto trasferirsi in case in affitto proprio grazie al sostegno finanziario mensile fornito loro dalla Mezzaluna Rossa degli Emirati, e ha anche espresso apprezzamento per la legge contro la diffamazione delle religioni e dei discorsi che diffondono odio sfruttando argomenti religiosi, promulgata di recente in quel Paese. Il sostegno finanziario degli Emirati alle famiglie cristiane è stato presentato come un piccolo ma significativo esempio di collaborazione e amicizia tra cristiani e musulmani che è stato in grado di farsi carico di bisogni concreti, superarando l'astrattezza dei “discorsi enfatici” e dei formalismi auto-compiaciuti che a volte segnano certe riunioni dedicate al dialogo interreligioso. Nel distretto urbano di Naur, situato ad ovest di Amman, vivono più di di 50.000 abitanti, molti dei quali cristiani palestinesi fuggiti dal loro Paese nel 1948 e nel 1967. (GV) (Agenzia Fides 20/5/2016). | |||
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| ASIA/SIRIA - Armi dagli Usa alle “milizie cristiane”? L'Arcivescovo Hindo: forse i mercanti di armi devono svuotare i magazzini | |||
| Hassakè (Agenzia Fides) – L'idea di finanziare con i fondi del governo Usa le forniture di armi per le sedicenti “milizie cristiane” che si muovono nello scenario stravolto dei conflitti in atto in Siria e Iraq “è una follia, forse ispirata da qualche trafficante d'armi che non ha ancora svuotato i suoi magazzini”. Così l'Arcivescovo siro cattolico Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'eparchia di Hassakè-Nisibi, commenta le notizie sul progetto di legge presentato al Congresso degli Stati Uniti per autorizzare il finanziamento di armi leggere e pesanti destinate in maniera mirata a gruppi armati che cercano di identificarsi come “braccio militare” di comunità cristiane locali (vedi Fides 19/5/2016). Il progetto di legge è stato presentato su alcuni media statunitensi come una ricaduta pratica della dichiarazione con cui lo stesso Congresso Usa è stato condotto a definire come “Genocidio” le violenze subite dai cristiani da parte dei militanti jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico (Daesh). “Fin dal primo momento” riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Hindo “ho pensato che quella campagna per far applicare alle sofferenze dei cristiani la categoria di 'Genocidio' fosse una operazione geopolitica che mirava a interessi concreti. Secondo le procedure Usa, chiamando in causa la categoria di Genocidio diventa più facile autorizzare operazioni militari o di altro tipo, più o meno trasparenti”. Secondo l'Arcivescovo Hindo, “nella situazione in cui ci troviamo, in Iraq e in Siria, ogni individuo, anche cristiano, è chiamato a fare le sue scelte secondo coscienza. Ma se un cristiano vuole prendere parte alla liberazione dal Daesh, può farlo arruolandosi negli eserciti regolari. L'opzione di creare altre milizie settarie che pretendono di presentarsi come ‘cristiane’ è contro il Vangelo, ed è anche una scelta tatticamente suicida”. L'Arcivescovo siriano ricorda a tale proposito una vicenda che lo ha coinvolto in prima persona: “quando il conflitto in Siria ha raggiunto la nostra regione, il governo aveva offerto 700 kalashnikov da distribuire tra i cristiani di Hassakè, e mille per quelli di Qamishli, e io ho rifiutato. Noi siamo contro la violenza, da qualsiasi parte essa venga. Come pastori dobbiamo sostenere il nostro popolo camminando sulla via del Vangelo, qualunque sia la situazione in cui veniamo a trovarci. Inoltre, con certe scelt e sconsiderate rischiamo anche di far esporre tutti i cristiani a ritorsioni e violenze mirate”. (GV) (Agenzia Fides 20/5/2016). | |||
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| AMERICA - La Presidenza del CELAM in visita alla Curia Romana per parlare di progetti | |||
| Città del Vaticano (Agenzia Fides) – La presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM) sta compiendo in questi giorni la sua visita annuale ai vari dicasteri della Curia Romana per uno scambio di punti di vista, in particolare sugli 80 progetti programmati, che spaziano dall’educazione all’evangelizzazione, dall’assistenza sanitaria alla promozione umana. Ieri, 19 maggio, i membri della Presidenza sono stati ricevuti da Papa Francesco e, secondo la nota inviata a Fides, hanno avuto la possibilità di esprimere, in un dialogo aperto e fraterno, le preoccupazioni per ciò che sta accadendo nel campo sociale, politico ed economico in molti paesi dell'America Latina. Il Cardinale colombiano, Ruben Salazar Gomez, Arcivescovo di Bogotà, Presidente del CELAM, ha sottolineato l'accoglienza e la disponibilità del Pontefice nel discutere su questi temi. "E' sempre molto bello l'incontro con il Papa, perché il Papa ha certamente il carisma di discernere ciò che è più importante e ci aiuta molto a discernere il nostro compito" ha commentato. Il CELAM è stato creato nel 1955 ed è un organismo di comunione, riflessione, collaborazione e servizio come un segno e strumento di collegialità in comunione con la Chiesa universale e il suo capo visibile, il Romano Pontefice. L'attuale Presidenza è stata eletta nel 2015 e rimarrà in carica fino al 2019. (CE) (Agenzia Fides, 20/05/2016) | |||
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| AMERICA/PORTO RICO - Obiettivi chiari per ridurre la povertà e proteggere la democrazia | |||
| San Juan (Agenzia Fides) – Il deputato del Wisconsin Sean Duffy ha presentato una nuova versione della normativa per contribuire a risolvere la crisi finanziaria in cui si trova Porto Rico. La recente proposta di legge per il Porto Rico, che supervisiona, gestisce e propone una azione di stabilità economica denominata "PROMESA" (ora HR 5278), offre strumenti per ridiscutere il debito e stabilisce un consiglio di sorveglianza fiscale. Eric LeCompte, direttore esecutivo della “Jubilee USA Network”, la rete di organizzazioni e comunità religiose, ha inviato a Fides la seguente dichiarazione: "Il Congresso dovrebbe approvare queste norme legislative sul debito di Porto Rico il più presto possibile. Non ci può essere crescita economica a Porto Rico fino a quando non viene ridiscusso il debito. Senza una soluzione negoziata alla crisi, tale normativa prevede strumenti che possono aiutare a pagare il debito in tempi e modi diversi. Appena il processo di approvazione del Congresso procederà, lavoreremo su alcune migliorie. Abbiamo bisogno di obiettivi chiari per ridurre la povertà infantile sull'isola. Vogliamo una legislazione che protegga i lavoratori ordinari. Noi vogliamo proteggere la democrazia locale". Porto Rico ancora soffre la crisi del debito finanziario, al punto che sono stati tagliati i servizi fondamentali per la popolazione (vedi Fides 18/03/2016) e si cominciano a vedere i gruppi che lasciano il paese per la paura e la povertà (vedi Fides 3/05/2016). (CE) (Agenzia Fides, 20/05/2016) |
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Terra Santa News 20/05/2016
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Bollettino Agenzia Fides del 16 maggio 2016
| AFRICA/CENTRAFRICA - ONG cristiane e islamiche unite per promuovere la pace |
| Bangui (Agenzia Fides) - “Partnership interconfessionale per il consolidamento della pace nella Repubblica Centrafricana (CIPP)”. È questo il nome di un progetto comune finanziato da un gruppo di ONG cristiane e islamiche per sostenere il processo di pacificazione nel Paese africano che sta compiendo importanti progressi per uscire dalla guerra civile, Il CIPP è promosso dalla piattaforma interreligiosa per la pace del Centrafrica, fondata nel 2013 dai rappresentanti delle tre religioni più importanti del paese, l'Arcivescovo cattolico di Bangui, Mons. Dieudonné Nzapalainga, il presidente del Consiglio islamico centrafricano, Imam Oumar Kobine Layama, e il presidente dell’Alleanza Evangelica, il pastore Nicolas Guérékoyaméné-Gbangou, dal Catholic Relief Service (CRS), dall’ Islamic Relief Worldwide, da World vision e Aegis Trust. “Per la prima volta, i partner sosterranno un progetto della durata di 5 anni, una cosa che non hanno mai fatto” ha dichiarato Mons. Nzapalainga. L’iniziativa ha ricevuto un finanziamento di 7 milioni di dollari dall’Agenzia americana per lo sviluppo (USAID), che si aggiungono ad altri 4 milioni donati da privati. Il programma ha tre obiettivi strategici: rafforzamento della capacità delle istituzioni centrafricane affinché diventino promotrici della coesione sociale; sviluppo economico degli strati più poveri della popolazione; sostegno alle vittime delle violenza ed educazione alla pace. Il progetto è stato presentato a Bangui il 13 maggio con la proiezione di un’intervista ai tre leader della piattaforma interreligiosa per la pace che affermano che la crisi centrafricana non è confessionale, come spesso è stata presentata, ma politica e sociale. (L.M.) (Agenzia Fides 16/5/2016) |
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| AFRICA/CIAD - Migliaia di profughi sudanesi in Ciad hanno disperato bisogno di aiuto |
| N’Djamena (Agenzia Fides) - I rifugiati sudanesi nel campo di Goz Amer, nel Ciad orientale, lamentano una grave carenza di aiuti umanitari, servizi sanitari e generi alimentari. Un gruppo di profughi del campo, in una intervista ad una emittente radiofonica locale, ha dichiarato che presso le strutture sanitarie del campo, che ospita più di 35 mila rifugiati, mancano farmaci e medici per i controlli di routine. I profughi sono costretti ad acquistare le medicine a prezzi molto alti in farmacie esterne al campo. Inoltre, lamentano una diminuzione delle razioni mensili di generi alimentari e acqua potabile. (AP) (16/5/2016 Agenzia Fides) |
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| AFRICA/EGITTO - Presentato in Parlamento il nuovo progetto di legge sulla costruzione dei luoghi di culto |
| Il Cairo (Agenzia Fides) – Il progetto di legge sulla costruzione dei luoghi di culto è stato presentato oggi, 16 maggio, agli uffici competenti del Parlamento egiziano, che dovrà discutere e esprimersi sul nuovo testo legislativo nelle prossime settimane. Il progetto di legge – riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – consiste in 13 articoli, comprende al suo interno anche la definizione di “chiesa” e la descrizione dei meccanismi con cui risolvere eventuali problemi con le autorità amministrative locali. La nuova legge riconosce anche il diritto dei Vescovi a ricorrere al Consiglio di Stato in caso di ritardi imposti in maniera artificiosa alle procedure per la costruzione di nuove chiese. La nuova legislazione dovrebbe portare alla totale archiviazione delle regole disposte dal cosiddetto “Decreto Hamayoni”, la legge risalente al periodo ottomano che ancora regola la costruzione delle chiese in Egitto, ed è all'origine di numerose controversie a livello locale. Secondo tali regole, la costruzione delle chiese cristiane è sottoposta a vincoli che non pesano sulla costruzione di moschee, come il divieto di costruire luoghi di culto cristiani vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole ha impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto. Inoltre, finora la costruzione di ogni nuova chiesa doveva essere autorizzata direttamente dal Presidente egiziano. La nuova proposta di legge prevede che la costruzione di nuove chiese sia vagliata e autorizzata dalle autorità locali. (GV) (Agenzia Fides 16/5/2016). |
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| ASIA/IRAN - Pastore rilasciato, tre fedeli trattenuti |
| Teheran (Agenzia Fides) - E' stato rilasciato il Pastore protestante iraniano Yousef Nadarkhani, della "Chiesa dell'Iran", arrestato nei giorni scorsi a Rasht, mentre altri tre fedeli arrestati il 13 maggio sono ancora in custodia. Come informa l'Ong Catholic Solidarity Worldwide (CSW), gli arresti sono parte di un raid della polizia in una decina di case cristiane. E’ la seconda volta che il Pastore Nadarkhani è stato arrestato dopo il suo rilascio dal carcere nel settembre 2012. Il Pastore era stato accusato di apostasia e condannato a morte nel 2010, nel 2012 è stato rilasciato dalla prigione dopo l' assoluzione dall'accusa. Una nota di CSW osserva: "Restiamo profondamente preoccupati per la sorte dei cristiani ancora detenuti. Il governo promuove incursioni costanti nelle case e ripetuti arresti di cristiani senza ragione. Continuiamo a chiedere all'Iran di rispettare gli obblighi costituzionali e internazionali sui diritti umani". (PA) (Agenzia Fides 16/5/2016) |
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| ASIA/PAKISTAN - La misericordia tra cristianesimo e islam |
| Lahore (Agenzia Fides) - “La misericordia nel cristianesimo e nell'islam": è il titolo di un seminario organizzato a Lahore, in occasione dell'Anno giubilare, dal "Consiglio per il Dialogo interreligioso in Pakistan", coordinato da p. Francis Nadeem OFM Cap e guidato dal leader islamico sufi Pir Shafaat Rasool. Il seminario, tenutosi nell scorse settimane, si è incentrato sui valori comuni presenti in islam e cristianesimo. Come comunicato a Fides dal Consiglio, p. Qaisar Feroz, tra i leader cristiani intervenuti, ha citato diversi passi dell’Antico e del Nuovo Testamento sulla misericordia, ricordando che "Dio è misericordioso e ci chiede di essere misericordiosi". Mentre ci si sofferma troppo spesso su fatti che "accendono l'odio e le differenze, c'è un disperato bisogno di creare situazioni di pace, di tolleranza, di perdono e di misericordia" ha detto, rimarcando che "l'Anno della misericordia proclamato da Papa Francesco è di estrema importanza per il mondo intero", ed è "un invito a costruire la cultura della misericordia, valore comune per islam e cristianesimo". Pir Shafaat Rasool ha poi descritto la prospettiva dell'Islam sulla misericordia, riferendosi a molti versetti del Corano. "Nessuno ha diritto di convertire forzatamente un credente di un’altra religione" ha detto. "La misericordia è l'unico canale che attira un essere umano ad abbracciare una religione", ricordando che islam e cristianesimo hanno una comune origine. "La misericordia è il fattore chiave in entrambe le religioni e ascoltando l'appello di Papa Francesco, dobbiamo diffondere la misericordia nella nostra società" ha concluso. I relatori musulmani presenti hanno espresso grande apprezzamento per il gesto di Papa Francesco di celebrare il 2016 come "Anno della Misericordia", auspicando che questo possa servire a promuovere l'armonia interreligiosa e ad estirpare l'estremismo dai cuori. "Continueremo a diffondere il messaggio della Misericordia in Pakistan, sperando che la pace possa prevalere nella nostra società". I partecipanti hanno approvato all'unanimità una risoluzione che chiede ai leader religiosi, ai politici, agli educatori e alla stampa, di contribuire a promuovere valori come misericordia, perdono e tolleranza, facendo appello ai seguaci di tutte le religioni per diffondere il messaggio di pace e armonia. (PA) (Agenzia Fides 16/5/2016) |
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| ASIA/GIORDANIA - Iniziata la costruzione del centro polifunzionale “Nostra Signora del Monte” a Anjara |
| Anjara (Agenzia Fides) - Su iniziativa della Parrocchia dedicata alla Madonna della Visitazione, hanno preso inizio i lavori per la costruzione di un centro polifunzionale ad Anjara,nel nord della Giordania. Il progetto, dedicato alla Madonna del Monte, servirà le esigenze pastorali della parrocchia, offrendosi anche come luogo di riferimento per iniziative sociali e educative a servizio di tutta la popolazione locale. I primi a fruire dei nuovi spazi saranno i bambini accolti in affido dalla parrocchia, animata dai sacerdoti e dalle suore dell'Istituto del Verbo Incarnato. Il nuovo centro si svilupperà su 3 piani. Il primo piano comprende 10 camere e 5 bagni e verrà utilizzato dai bambini. Il piano terra e il secondo piano saranno a disposizione di pellegrini e visitatori. La struttura verrà utilizzata anche per incontri, conferenze e workshop. Negli altri spazi, nel seminterrato e al terzo piano, saranno allestiti spazi polivalenti messi a disposizione della popolazione locale anche per eventi sociali e privati. La costruzione dell'opera avverrà sotto il controllo del dipartimento per lo sviluppo dei progetti che fanno capo al Patriarcato Latino di Gerusalemme. La struttura dovrebbe essere completata nell'arco di otto mesi. (GV) (Agenzia Fides 16/05/2016). |
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| AMERICA/STATI UNITI - Migliaia di cubani arrivano a El Paso, la Chiesa chiede solidarietà |
| El Paso (Agenzia Fides) – Dinanzi all'arrivo quotidiano a El Paso in Texas, località di frontiera negli Stati Uniti d’America, di centinaia di cubani che erano stati fermati in precedenza a Panama, l’accoglienza in questa città è ormai al collasso e sono anche esaurite le risorse per sostenerli finanziariamente. Secondo una nota pervenuta a Fides, il Vescovo della diocesi di El Paso, Sua Ecc. Mons. Mark Joseph Seitz, ha dichiarato: "è preoccupante l'arrivo dei cubani, perché non è stato notificato nè il numero di coloro che possono rimanere più a lungo qui, nè il numero di coloro che devono arrivare, e non è neanche aumentato il sostegno finanziario del governo federale”. Mons. Seitz ricorda che il centro sociale Houchen è l'unico autorizzato a livello locale ad accogliere i migranti cubani, che solo qui possono ricevere un sostegno mensile di $ 445 mentre ottengono il permesso di lavoro, ma con l'arrivo massiccio di tanti migranti non è più possibile assicurarlo. Da qualche giorno, segnala la nota, stanno arrivando voli giornalieri che trasportano i cubani dal Panama a Ciudad Juarez, e subito dopo questi si spostano a El Paso. Il Vescovo ha segnalato inoltre alla stampa locale che la maggior parte dei cubani arrivati sono destinati a Houston o a Miami, ma almeno il 10 per cento di loro non può continuare il suo viaggio senza un aiuto. Si prevede che circa 3.000 cubani arriveranno questa settimana e la prossima a Ciudad Juarez e quindi a El Paso, perciò la diocesi di El Paso chiede il sostegno di tutti per aiutarli. (CE) (Agenzia Fides, 16/05/2016) |
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| AMERICA/COLOMBIA - Congresso Missionario a Bucaramanga: “Chiesa colombiana in uscita missionaria" |
| Bogotà (Agenzia Fides) – "Siamo Chiesa colombiana in uscita missionaria" è il tema del XII Congresso Missionario Nazionale della Colombia che si svolgerà a Bucaramanga dal 26 al 29 maggio. Ad organizzarlo sono le Pontificie Opere Missionarie (POM) della Colombia insieme alla Conferenza Episcopale, particolarmente la Commissione Episcopale per l'Animazione Missionaria, e all'arcidiocesi di Bucaramanga. Secondo le informazioni pervenute a Fides, saranno presenti i delegati delle 77 giurisdizioni ecclesiastiche del paese. Coordinati da padre Mario Álvarez Gómez, Direttore Nazionale delle POM, un gruppo di Vescovi, sacerdoti, religiose e missionari, hanno preparato il materiale per l’animazione del Congresso. Nel documento di preparazione, le POM presentano gli obiettivi dell'incontro: "risvegliare, approfondire e maturare la consapevolezza e l'azione missionaria delle nostre Chiese particolari, perché i loro progetti e processi d'evangelizzazione rispondano con generosità ed efficacemente alle sfide della missione ad gentes". La Messa di apertura sarà presieduta dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, giovedì 26 maggio. Il Cardinale terrà anche la prima conferenza del Congresso, il giorno seguente, sul tema: “Coscienza e responsabilità missionaria delle Chiese particolari”. Il programma dei lavori prevede testimonianze e conferenze di Vescovi, religiosi e missionari, fino alla celebrazione dell’invio missionario, sempre presieduta dal Card. Filoni, il 28 maggio. Domenica 29 la Messa di chiusura e la consacrazione missionaria a Nostra Signora del Rosario di Chiquinquirá, Patrona della Colombia, che sarà presieduta da Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga, Arcivescovo di Tunja e Presidente della Conferenza Episcopale della Colombia. (CE) (Agenzia Fides, 16/05/2016) |
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| AMERICA/ECUADOR - Un mese dopo il terremoto: celebrazioni religiose mentre continua l’emergenza |
| Quito (Agenzia Fides) – Ad un mese di distanza dal sisma che ha isolato la zona costiera settentrionale dell’Ecuador, 120 mila bambini hanno urgente bisogno di spazi provvisori dove poter frequentare le lezioni scolastiche. Il terremoto del 16 aprile ha provocato la morte di 660 persone, ha distrutto i sistemi idrici e danneggiato 33 centri sanitari, la metà dei quali risultano non operativi come pure 560 scuole e circa 10 mila edifici. Per celebrare questa triste ricorrenza, nel Paese oggi sono previste delle cerimonie religiose, alcune all’aperto perchè le chiese sono andate distrutte o danneggiate nella provincia di Manabí, la più colpita dal terremoto insieme a quella di Esmeraldas. Attualmente il 75% dei bambini sono rientrati a scuola e oltre 30 mila persone sono accolte in rifugi ufficiali dove ricevono assistenza di base oltre che sostegno psicologico e sanitario. “In una regione dove 1 bambino su 5 soffre di diarrea e denutrizione cronica è essenziale da re loro gli strumenti fondamentali per la loro sopravvivenza e crescita”, ha dichiarato il rappresentante Unicef in Ecuador. Il devastante terremoto ha lasciato 7600 famiglie in alloggi provvisori e accampati in tende di campagna donate dai Paesi amici e dagli organismi internazionali. (AP) (16/5/2016 Agenzia Fides) |
Bollettino dell'agenzia Fides del 14 maggio 2016
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| AFRICA/NIGERIA - “Fermate gli attacchi contro gli agricoltori” chiede l’Arcivescovo di Lagos | |||
| Abuja (Agenzia Fides) - Mons. Alfred Adewale Martins, Arcivescovo di Lagos, ha rivolto un appello al Presidente Muhammadu Buhari perché il governo intervenga per porre fine alle stragi commesse dai pastori Fulani nel sud del Paese (vedi Fides 2/5/2016). Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides, l’Arcivescovo ha condannato le uccisioni di agricoltori lungo la cosiddetta “middle-belt”, la fascia che divide il Nord dal Sud della Nigeria, e le sanguinose incursioni dei pastori Fulani in alcune località del sud, Ukpabi e Nimbo, lamentando l’atteggiamento lassista della polizia, che spinge chi commette questi crimini a sentirsi “al di sopra della legge”. Gli attacchi nel frattempo continuano. Secondo notizie di stampa, un pastore Fulani si sarebbe reso responsabile della decapitazione di una donna e del ferimento grave di altre due in una località del Delta. Secondo il governo, gli attacchi attribuiti ai pastori Fulani sono in realtà commessi da una fazione della setta islamista Boko Haram. Il Ministro dell’Agricoltura, Heineken Lokpobiri, ha dichiarato che le persone arrestate in relazione ai recenti attacchi non parlano Fulani o altre lingue nigeriane, facendo intendere che sono terroristi stranieri. (L.M.) (Agenzia Fides 14/5/2016) | |||
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| ASIA/FILIPPINE - Il Card. Quevedo: "Il presidente Duterte lavori per la pace a Mindanao" | |||
| Davao (Agenzia Fides) - Affrontare il nodo della stabilità e della riconciliazione a Mindanao e impegnarsi subito per definire il processo di pace con la comunità islamica e con i ribelli comunisti: lo chiede il Card. Orlando Quevedo, Arcivescovo di Davao, al neo eletto presidente Rodrigo Duterte, che è stato per 22 anni sindaco della stessa città, Davao, sul'isola di Mindanao. Come appreso da Fides, il Cardinale ha rimarcato l’urgenza di colloqui di pace, invitando a “considerare la Chiesa come una forza positiva, partner per lo sviluppo nazionale” anche in questo campo. Realizzare la pace "è possibile senza bisogno di revisioni costituzionali" ha detto il Card. Quevedo, mentre il presidente aveva espresso in passato l'idea di riformare la Costituzione del paese, per implementare una forma di governo federale. Secondo il Cardinale, il federalismo è un progetto a lungo termine, che non deve distogliere lo sguardo dalle urgenze del presente. Una di queste è l’approvazione della "Legge fondamentale Bangsamoro", elaborata dopo decenni di conflitto e che si è arenata prima dell'approvazione del Congresso, nella scorsa legislatura. L’Arcivescovo di Davao ha anche suggerito all'amministrazione Duterte di prendere in considerazione la revisione dei libri di testo scolastici, che "perpetuano disinformazione sui musulmani e sugli altri popoli tribali di Mindanao", ricordando gli sforzi compiuti negli ultimi anni sul piano del dialogo interreligioso. (PA) (Agenzia Fides 14/5/2016) | |||
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| ASIA/IRAN - Arrestato un Pastore protestante | |||
| Teheran (Agenzia Fides) - Il Pastore cristiano Yousef Nadarkhani, della comunità protestante "Chiesa dell'Iran", assolto nel 2012 dall'accusa di apostasia, è stato arrestato ieri, 13 maggio, in Iran insieme alla moglie, Tina Pasandide Nadarkhani, e a un fedele della sua comunità, Yasser Mosayebzadeh, per ragioni ancora ignote. Come riferito a Fides dall'Ong "Christian Solidarity Worldwide" (CSW), che monitora la situazione dei cristiani in Iran, non è la prima volta che il Pastore Nadarkhani viene nuovamente tratto agli arresti, dopo il suo rilascio dal carcere avvenuto nel settembre 2012. Il pastore Nadarkhani era stato inizialmente arrestato nel 2009 dopo aver messo in discussione il monopolio dell'istruzione musulmana nelle scuole, che aveva definito "incostituzionale". È stato accusato di apostasia e condannato a morte nel 2010, decisione confermata dalla Corte suprema nel 2011. Al Pastore è stato più volte chiesto di rinunciare alla fede durante il processo, per evitare la pena di morte, ma ha rifiutato. L'8 settembre 2012 è stato rilasciato dopo l' assoluzione dall'accusa di apostasia, anche se è stato riconosciuto colpevole di "evangelizzare i musulmani", e condannato per questo a tre anni di carcere. Dopo il rilascio del Pastore Nadarkhani, anche il suo avvocato, Mohammed Ali Dadkhah, eminente avvocato e difensore dei diritti umani, è stato imprigionato per dieci anni e radiato dall'albo a settembre 2012 per "azioni e propaganda contro il regime islamico" Nella nota giunta a Fides, CSW manifesta "profonda preoccupazione per il Pastore" e chiede "chiarimenti sulle ragioni del nuovo arresto", invitando le istituzioni a “rispettare pienamente gli obblighi costituzionali e internazionali sui diritti umani, assicurando giustizia e uguaglianza davanti alla legge per tutti i cittadini, a prescindere dal loro credo". (PA) (Agenzia Fides 14/5/2016) | |||
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| AMERICA/PERU - Al via il progetto “Prevenzione della tratta di persone e traffico di migranti” | |||
| Lima (Agenzia Fides) – La Commissione per la Pastorale della Mobilità Umana della Conferenza Episcopale Peruviana ha dato il via al progetto "Prevenzione della tratta di persone e traffico di migranti in Perù: rafforzamento delle reti sociali per la prevenzione e l’assistenza alle vittime, a livello nazionale e nelle aree di confine", in collaborazione con la Ong "Progetto Mondo MLAL" (Movimento Laici America Latina). Il progetto si propone di contribuire a ridurre la vulnerabilità sociale delle potenziali vittime della tratta e del traffico di migranti in tutto il territorio peruviano, con particolare attenzione alle aree di confine e nelle zone considerate a rischio. Secondo le informazioni pervenute a Fides, una delle aree d'intervento del progetto è il Vicariato apostolico di Jaén, dove si svolgerà, grazie al sostegno del Vescovo Sua Ecc. Mons. Gilberto Vizcarra Mori, SJ., un workshop di formazione per sacerdoti, religiosi, catechisti rurali e autorità locali, per definire le reti e i piani d'azione in materia di migrazione e tratta di persone. Questo incontro avrà come temi: diritti umani e migrazione, dottrina sociale della Chiesa in materia di migrazione, realtà della tratta in Perù. Si prevede che sia l'inizio di un lavoro pastorale costante e in coordinamento permanente con le istituzioni del governo e della società civile nella zona, per proteggere i migranti e le loro famiglie. Secondo l'ultimo rapporto della Commissione delegata dal Congresso per seguire questo problema, intitolato "Piano nazionale di azione contro la tratta di persone in Perù 2011- 2016", il Perù è considerato luogo di origine e transito per la tratta internazionale. Il primo grande problema è la mancanza di dati aggiornati. Dal 2004 al 2011 la Polizia nazionale ha registrato 974 vittime (92% femmine e 8% maschi), le zone con più vittime sono quelle all'interno del paese e la foresta amazzonia. Lo stesso governo ha informato che nel 2011 le vittime sono state per il 58% minorenni. (CE) (Agenzia Fides, 14/05/2016) | |||
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| AMERICA/VENEZUELA - Situazione ancora tesa, ritardi per il referendum di revoca del mandato presidenziale | |||
| Caracas (Agenzia Fides) – "Il Venezuela va verso un confronto violento se quelli che hanno il potere non lo lasciano" ha affermato Sua Ecc. Mons. Roberto Luckert Leon, Arcivescovo di Coro e Presidente della Commissione “Giustizia e Pace”. Mons. Luckert, durante un intervento radiofonico, ha fatto riferimento a come il governo gestisce l’esame delle firme raccolte dall'opposizione per indire un referendum contro il presidente entro il 2016. Il 2 maggio infatti l'opposizione ha presentato al Consiglio Nazionale elettorale quasi due milioni di firme a sostegno di un referendum per la revoca dell’incarico al Presidente Nicolas Maduro, ma secondo informazioni locali pervenute a Fides, il conteggio è troppo lento e sembra trovare ogni giorno dei problemi burocratici che fermano la procedura. Parlando ieri a Union Radio, il due volte candidato presidenziale dell'opposizione Henrique Capriles ha detto che la Chiesa potrebbe mediare in questa situazione politica tesa che sta vivendo il paese. Capriles chiede una data per realizzare il referendum definitivo contro Maduro, in quanto secondo la procedura costituzionale ci vuole un secondo referendum per revocare il presidente. |
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Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
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