Foglio Parrocchiale:Domenica 12 settembre 2010

Parrocchia di S. Giorgio di Nogaro
Porto Nogaro - Villanova - Zellina
Ventiquattresima settimana del tempo ordinario settembre 2010

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
GIORNO
ORA
CELEBRAZ.

INTENZIONE

NOTE

DOMENICA
12 settembre
XXIV del Tempo Ordinario

8.30

11.00

19.00

S. MESSA

S. MESSA

S. MESSA


X Per tutta la comunità

X 40° Matr. Miatto Francesco e Breda Maria Luisa
X

A Villanova S. Messa
ore 9.30

LUNEDì
13 settembre
S. Giovanni Crisostomo
9.00
S .MESSA
X Giuseppe

MARTEDì
14 settembre
Esaltazione della S. Croce
9.00
S .MESSA
X Giuseppe


MERCOLEDì
15 settembre
B. V. Maria Addolorata
9.00
S .MESSA
X Giuseppe
X Antonio e Maria


GIOVEDì
16 settembre
Ss. Cornelio e Cipriano
9.00
S .MESSA
X Varone Sergio X Comisso Elvia e Cesare X Giuseppe X Romano Flavio
X Giuseppe


VENERDì
17settembre
S. Roberto Bellarmino
9.00
S .MESSA
X Tommaso
X Croda Augusta














SABATO
18 settembre
S. Giuseppe da Copertino
19.00
S. MESSA
X Lidia e Italo
X Decio e Claudia

DOMENICA
19 settembre

XXV del Tempo Ordinario

8.30

11.00

19.00

S. MESSA

S. MESSA

S. MESSA


X Longhin Enzo X Olindo e Maria
X Carrara Emilio
X Carrara Marianna e Romano
X Per tutta la comunità

1







DIO CI AMA E CI CONOSCE PER NOME

I credenti vivono l’esperienza del perdono di Dio, l’unica che può cambiarci radicalmente dall’interno. La preghiera ne dà testimonianza: sa che Dio è per la vita, non vuole la morte del peccatore. Nel riconoscere i nostri peccati lasciamo da parte la nostra autosufficienza e confessiamo la necessità di Dio nella nostra vita. Nel rendergli grazie affermiamo la gratuità assoluta della sua misericordia e un credito di vita inesauribile.
Chi è Dio? A questa domanda risponde la Liturgia della Parola di questa domenica, che ci presenta la pagina della “grande” Parabola della Misericordia. E' una pagina della Bibbia davvero molto bella, che si presta ad innumerevoli riflessioni. Spesso noi cristiani facciamo della Bibbia, e di questa pagina in particolare, una raccolta di precetti morali, dove all'uomo viene presentato un pacchetto di “cose” che si possono o che non si possono fare. Ma la Bibbia non è un libro di morale, non è un libro di storia, di geografia, di scienze, di diritto, ecc. La Bibbia è la Parola d'Amore che Dio rivolge all'uomo per chiamarlo alla comunione ed alla felicità che non ha fine; ciò avviene mediante il progressivo rivelarsi di Dio nella Storia della Salvezza, dove Egli, mediante una pedagogia “tutta sua”, ci rende partecipi del suo Mistero di Amore. E, se volessimo scegliere in tutta la Bibbia un brano che ci aiuti a conoscere Dio ed il suo progetto su di noi, certamente questo potrebbe essere la pagina odierna del Vangelo, la Parabola della Misericordia.
Chi è Dio? Gesù risponde a questa domanda attraverso il racconto dei tre episodi della Parabola mentre si trova davanti un uditorio un po’ particolare: pubblicani e peccatori, quindi, gli ultimi, i più emarginati dai benpensanti; e i farisei e gli scribi, ovvero coloro che sanno, o meglio, credono di sapere tutto su Dio, su chi è Dio.
L’amore di Dio verso gli uomini è così gratuito che non possiamo pretendere di averne diritto: è talmente assoluto che non possiamo mai dire che ci venga a mancare. L’amore umano, al contrario, è così limitato e chiuso dall’egoismo, si spinge così raramente oltre la stretta giustizia o fuori della severità che noi immaginiamo facilmente un Dio vendicatore ed una religione basata sul timore. Chi di noi sa ancora che la “grazia” che egli chiede a Dio significa “tenerezza” di Dio e “pietà” per il peccatore?
Gli Ebrei usavano il termine hesed per indicare l’amore misericordioso di Dio verso il popolo. Questo termine indica la benevolenza, la solidarietà, l’amore vicendevole che deve esistere tra i membri di una stessa famiglia o di una società, disposti ad aiutarsi tra di loro con amore e generosità. Dio manifesta questa benevolenza, innanzi tutto, scegliendo Israele come suo popolo; prescindendo dai suoi meriti, stabilisce con esso un patto di fedeltà e di amore.
La corrispondenza di Israele all’amore di Dio viene ancora identificata con lo stesso termine hesed, che in questocaso significa riconoscenza, amore filiale, fedeltà. Tuttavia, anche quando Israele non osserva l’alleanza, Dio rimane fedele e perdona esercitando sempre la sua bontà misericordiosa. Per questa bontà misericordiosa il popolo, anche peccatore ed infedele, potrà sempre sperare nell’aiuto divino. La bontà diventa così la tenerezza e la pietà che Dio ha per il peccatore, mentre gli offre la salvezza traendola dal peccato stesso, e gli dona continuamente nuovi mezzi sempre più efficaci per trionfare sul male e rispondere così finalmente alle esigenze dell’alleanza. In tal modo la bontà diventa misericordia verso il peccatore. La religione dell’uomo non si fonda più su un titolo di giustizia, ma unicamente sulla carità di Dio. Luca, l’evangelista della tenerezza divina, moltiplica i racconti che mostrano Gesù alla ricerca dei più abbandonati, dei poveri, dei peccatori, facendo così sprigionare il fondamento stesso della nostra religione che è l’atteggiamento di coloro che sono presi nel vortice dell’amore di Dio.
economica. Molte persone sanno che quando non sono più utili nessuno si interessa di loro. Eppure la felicità nasce solo se si è riconosciuti, stimati, apprezzati, soprattutto amati. Non esiste vera “esperienza umana” senza scambio, dialogo, confidenza, amore reciproco vero. Solo l’amore è capace di trasformare, ma ad una condizione: di essere gratuito e libero.
Cristo ci ha rivelato un Dio come lo vorremmo. Un Dio che è amore e misericordia. E’ una “presenza” che stenta a trovare posto nella nostra società, la quale proprio per questo ne ha un bisogno vitale. A prima vista non serve, non è utile, non frutta; però ci dà tutto, ci dà ciò che nessuna analisi scientifica, nessun progresso tecnologico e neppure lo sviluppo delle scienze umane potrà mai darci: sentirci amati singolarmente, uno per uno, in modo assoluto. Quando ci accorgiamo che Dio ci ama così, allora sentiamo che lo stare lontano da lui e dagli altri per altre ragioni umane è perdere tempo, è perdere Dio. Nasce spontaneo allora il bisogno di chiedere perdono.


BREVISSIME DIOCESI, FORANIA, PARROCCHIA




L’Ufficio per la pastorale catechistica propone, all’inizio dell’anno pastorale 2010-2011, una Tre giorni di aggiornamento per catechisti che si tiene a Udine
nei giorni 14, 15, 16 settembre, presso l’Istituto “Mons. F. Tomadini” in via Martignacco 187,
dalle ore 15.00 alle 18.30.
La Catechesi attraverso l'arte
Chi desidera partecipare dia la sua adesione alla sig.ra Marisa




All’inizio di ottobre inizierà l’anno catechistico.
Le classi elementari, e non solo, più numerose richiedono l’aiuto e l’impegno di altre/i catechiste/i: già alcune classi non riusciamo a coprirle per mancanza di catechiste: rinnoviamo l’invito alle persone delle nostre comunità a dare la loro disponibilità per questo servizio. Qualità particolari non sono necessarie se non la disponibilità ad un impegno a servizio dei nostri bambini e dei ragazzi.

In alcuni giorni di questa settimana il parroco è assente. Per ogni necessità potete rivolgervi a don Gigi o ai sacrestani

Mercoledì di questa settimana cade la
memoria liturgica della B.V. Addolorata
che nella nostra comunità parrocchiale si celebra il venerdì prima della Domenica delle Palme secondo il vecchio calendario liturgico


Domenica prossima don Livio
Celebra alle ore 9.00 a Porto Nogaro
Ore 10.30 a Zellina

In
Memoriam

Questa settimana abbiamo salutato SGUASSERO ANTONIO da S. Giorgio e BIONDIN ITALO da Porto Nogaro. Ricordandoli nelle nostre preghiere rinnoviamo le condoglianze ai familiari che ringraziano quanti hanno partecipato al loro lutto

Domenica 12 settembre 2010

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (Es 32,7-11.13-14)
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”».
Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».
Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”».
Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 50)
Rit: Ricordati di me, Signore, nel tuo amore.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. Rit.

Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. Rit.

SECONDA LETTURA (1Tm 1,12-17)
Cristo è venuto per salvare i peccatori.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.
Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.
Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (2Cor 5,19)
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
Alleluia.

VANGELO (Lc 15,1-32)
Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;! non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Parla del Signore.


Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, rivolgiamo la nostra fiduciosa preghiera al Padre, che conosce ogni cosa, perché ci avvolga della sua misericordia e ci guidi a riscoprire il dono di essere creature rinnovate nello Spirito Santo.
L - Preghiamo insieme dicendo: Padre di Misericordia, ascoltaci!

1. Padre, guarda l’umanità gravata da problemi di sussistenza e impegnata in un esodo ben più massiccio di quello vissuto dal tuo popolo. Dona a tutti una casa, una patria, una condizione di vita dignitosa, e a noi un cuore accogliente e sensibile, affinché la Chiesa sia realmente sacramento di salvezza e di unità del genere umano. Per questo ti preghiamo.
2. Padre, a noi peccatori hai affidato il ministero della riconciliazione. Rendi la Chiesa ministra della tua misericordia, impegnata a riconciliare e ad affratellare, a promuovere ciò che unisce più che ciò che divide, e fa’ che, riconciliati con te, ritroviamo maggiormente la pace con i fratelli e con noi stessi. Per questo ti preghiamo.
3. Padre, allontana da noi la tentazione di essere fratelli maggiori che giudicano i fratelli minori; educaci a togliere prima la trave dal nostro occhio e poi la pagliuzza dall’occhio del fratello; insegnaci l’umiltà, la mansuetudine e la gioia del l’accoglienza; rendici tutti “pastori” preoccupati anche di una sola pecorella che si è smarrita. Per questo ti preghiamo.
4. Padre, sostieni i catechisti in questo Anno Pastorale, fa’ che siano esempio del tuo amore per i piccoli, per i genitori, per la nostra comunità. Per questo ti preghiamo.
5. Padre, in passato hai suscitato nella nostra forania vocazioni al sacerdozio, vite consacrate a servizio del tuo popolo, ci uniamo al nostro vescovo nella richiesta di nuovi operai per la tua messe. Per questo ti preghiamo
6. Per il nostro fratello Sguassero Antonio che tu hai reso partecipe del Mistero Pasquale di Cristo, perché viva in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo
C – Benedetto sei tu, Padre, Dio dell’universo, dalla tua bontà abbiamo ricevuto il “Segno” grande della tua misericordia: il tuo Figlio. Egli, dopo averci perdonati, ci riammette nella tua casa e nel tuo abbraccio e celebra per noi la festa dei salvati. Grazie a lui ci rallegriamo e facciamo festa. Per la sua mediazione, perdona le nostre colpe ed esaudisci la nostra preghiera. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T - Amen.



Notizie dalla Banda

Sono ufficialmente aperte le iscrizioni ai corsi del Centro di Educazione Musicale per l’anno 2010/2011.
Tutta la modulistica del caso è reperibile e scaricabile dalla sezione Iscrizioni del sito della Nuova Banda Comunale di San Giorgio di Nogaro
www.bandasangiorgio.com
Per chi volesse maggiori informazioni, può rivolgersi a chi di dovere, scrivendo una e-mail a
scuola@bandasangiorgio.com
oppure telefonando al Responsabile del Centro di Educazione Musicale (il cui numero è presente all’interno della Home Page del sito).

Pregate il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe

Messaggio d'invito dell'Arcivescovo
al Pellegrinaggio di Castelmonte versione testuale

Il santuario della Madonna di Castelmonte era familiare nella mia famiglia d’origine e fin da piccolo ne sentivo parlare dai nonni e dai genitori. È motivo, perciò, di particolare gioia essere ora vescovo della diocesi che può vantare questo santuario, meta d’incessanti pellegrinaggi e sorgente di grazie divine ottenute per la materna intercessione della Vergine.
A esso mi sono recato già il primo gennaio di quest’anno, per affidare a Maria, Madre degli apostoli, il mio nuovo ministero.
Attendo con particolare gioia il prossimo 8 settembre per vivere con tanti fedeli il tradizionale pellegrinaggio diocesano, di cui mi è stato parlato con tanto entusiasmo da sacerdoti e laici.
Invito fin d’ora i sacerdoti, i diaconi, le persone consacrate, le parrocchie, le associazioni e i movimenti a partecipare, perché sia più potente la nostra preghiera d’intercessione e cresca la comunione di fede dentro la nostra Chiesa.
Porteremo ai piedi di Maria, in modo tutto particolare, la nostra supplica per avere la grazia di nuovi e santi sacerdoti per la nostra diocesi.
In comunione con gli altri Vescovi della regione, ho inviato a tutti la lettera pastorale: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». In essa invito a un rinnovato impegno per accogliere e accompagnare i fratelli che Gesù chiama a seguirlo nella grande vocazione al presbiterato.
Il primo comando che il Signore ci dà è: «Pregate il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe».
Pregheremo, allora, senza stancarci per avere nuovi pastori per il gregge di Cristo.
Pregheremo in unione a Maria, madre appassionata dei sacerdoti, perché interceda presso suo Figlio come fece alle nozze di Cana.
Grazie alla potente intercessione della Madre di Gesù e nostra, Dio Padre ci esaudirà, come esaudirà anche gli altri desideri che porteremo al santuario di Castelmonte.
Il Signore sia con voi e vi benedica.
+ Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

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