Il Dio che si è fatto uomo perché ha tanto amato il mondo...Enzo Bianchi



ALLA RICERCA DEL NATALE PROIBITO (Enzo Bianchi)
Natale ritorna. Ritorna con la sua luce anche in questi giorni che sono segnati dalle notti più lunghe dell’anno. Ritorna annunciato da milioni di piccole luci che sembrano voler ornare le nostre città e le nostre case. (…)
Ormai pochi, anche tra i cristiani, rammentano e testimoniano nei fatti che il mese precedente il Natale è il tempo dell’Avvento, cioè dell’attesa del ritorno del Signore, e si interrogano sulla coerenza di certi comportamenti con il messaggio cristiano. (…)
Siamo così sicuri che gli aspetti ritenuti più ovvi e caratteristici delle festività natalizie abbiano davvero a che fare con la fede in Gesù, nato da Maria, venuto nel mondo per narrare a tutti il volto misericordioso di Dio?
Pensiamo realmente che la presenza di giovanotti bardati da vecchi bonaccioni nei centri commerciali rimandi al mistero della notte di Betlemme? O che dei buffi pupazzi che si arrampicano sui nostri balconi o si calano dai camini in concorrenza con streghe a cavallo di una scopa rievochino l’annuncio di «una grande gioia per tutto il popolo» o «la pace in terra per gli uomini di buona volontà»? (…)
Sì, cosa pensiamo davvero quando diciamo «Natale»? Riscoprire e riaffermare i connotati più propriamente cristiani della festa - il Dio che si è fatto uomo perché ha tanto amato il mondo - non significa rinchiudersi in un ghetto esclusivo, ma mostrare inedite capacità di narrare con il linguaggio della nostra cultura in continuo mutamento la perenne «buona notizia» che riguarda tutta l’umanità: la nascita di Gesù è abbraccio tra giustizia e verità, è incontro fecondo tra cielo e terra, è speranza e promessa di pace e di vita piena.
(Tratto da:www.monasterodibose.it/content/view/3841/114/1/1/lang,it/)
VATICANO - “La gioia del Vangelo giunga sino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce”
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù… In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni”. Inizia con queste parole l’Esortazione apostolica “Evangelii gaudium” del Santo Padre Francesco “sull’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo”, pubblicata a conclusione dell’Anno della Fede, che raccoglie i frutti del Sinodo dei Vescovi su “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” celebrato dal 7 al 28 ottobre 2012.
L’ampio documento si articola in cinque capitoli, una introduzione e una conclusione dedicata a “Maria, Madre dell’evangelizzazione”. Come spiega lo stesso Pontefice nel testo (n.17), “ho scelto di proporre alcune linee che possano incoraggiare e orientare in tutta la Chiesa una nuova tappa evangelizzatrice, piena di fervore e dinamismo. In questo quadro, e in base alla dottrina della Costituzione dogmatica Lumen gentium, ho deciso, tra gli altri temi, di soffermarmi ampiamente sulle seguenti questioni: a) La riforma della Chiesa in uscita missionaria. b) Le tentazioni degli operatori pastorali. c) La Chiesa intesa come la totalità del Popolo di Dio che evangelizza. d) L’omelia e la sua preparazione. e) L’inclusione sociale dei poveri. f) La pace e il dialogo sociale.g) Le motivazioni spirituali per l’impegno missionario”.
Nel terzo capitolo, dedicato all’annuncio del Vangelo, il Papa scrive al n.120: “In virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario… Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù; non diciamo più che siamo “discepoli” e “missionari”, ma che siamo sempre “discepoli-missionari”. Se non siamo convinti, guardiamo ai primi discepoli, che immediatamente dopo aver conosciuto lo sguardo di Gesù, andavano a proclamarlo pieni di gioia: « Abbiamo incontrato il Messia » (Gv 1,41). La samaritana, non appena terminato il suo dialogo con Gesù, divenne missionaria, e molti samaritani credettero in Gesù « per la parola della donna » (Gv 4,39). Anche san Paolo, a partire dal suo incontro con Gesù Cristo, « subito annunciava che Gesù è il figlio di Dio » (At 9,20). E noi che cosa aspettiamo?” (SL) (Agenzia Fides 27/11/2013)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

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