Ho terminato la corsa, ho conservato la fede...A te darò le chiavi del regno dei cieli

    SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI (Messa del Giorno)




Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Rosso
Antifona d'ingresso
Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

Colletta
O Dio, che allieti la tua Chiesa
con la solennità dei santi Pietro e Paolo,
fa’ che la tua Chiesa segua sempre
l’insegnamento degli apostoli
dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 12,1-11)
Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode.
Dagli Atti degli Apostoli

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. 
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. 
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

SECONDA LETTURA (2Tm 4,6-8.17-18)
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia. 
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone. 
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 16,18)
Alleluia, alleluia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Alleluia.

VANGELO (Mt 16,13-19)
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli. 
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Parola del Signore

Domenica 22 giugno 2014

    SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

Antifona d'ingresso
Il Signore ha nutrito il suo popolo
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia. (Sal 81,17)

PRIMA LETTURA (Dt 8,2-3.14-16)
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Parola di Dio  

SALMO RESPONSORIALE (Sal 147)
Rit: Loda il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
SECONDA LETTURA (1Cor 10,16-17)
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo. 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Parola di Dio

SEQUENZA
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.


Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

VANGELO (Gv 6,51-58)
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, «Chi mangia questo pane vivrà in eterno». La promessa di Gesù restituisce spe­ranza alla nostra vita precaria e ci permette di riprendere fiduciosi il cammino. Rivolgiamo la nostra preghiera al Padre perché tutti abbiano la vita, e l’ab­biano in abbondanza.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Per il Corpo e il Sangue del tuo Figlio, salvaci, o Padre!
  1. Per la Chiesa, convocata da ogni parte della terra attorno alla mensa eucaristica: perché sappia spezzare il pane della Parola e il corpo di Cristo in favore di tutti, anche di coloro che ignorano o hanno dimenticato il Vangelo, preghiamo.
  2. Per le Chiese divise da antiche discordie e sempre attuali pregiudizi: ricordando che Gesù, nell’ora della sua ultima Cena, ha pregato perché tutti siano uno, proseguano nella strada della conoscenza reciproca e del dialogo sincero, nell’attesa di condividere un giorno l’unica mensa del Signore, preghiamo.
  3. Per il Papa, i Vescovi e i presbiteri, che tutti i giorni presiedono l’Eucaristia in ogni angolo del mondo: perché la fede nel pane di vita eterna di cui sono custodi e dispensatori li sostenga in mezzo alle prove quotidiane, preghiamo.
  4. Per i diaconi e i fedeli laici che collaborano con i pastori nel portare la santa Eucaristia a tutti e ovunque: perché nutrendosi del pane eucaristico rafforzino la loro testimonianza cristiana in tutti gli ambienti in cui si trovano, preghiamo.
  5. Per gli ammalati nel corpo e nello spirito, perché nell'esperienza della precarietà siano sostenuti dal Pane del cielo condiviso attraverso la solidarietà dei fratelli e possano pregustare la gioia di vivere in eterno, preghiamo.
  6. Per noi qui presenti, che celebriamo il memoriale della morte e della risurrezione di Gesù all’inizio di una nuova settimana: perché memori della nostra identità di figli amati ritroviamo la forza necessaria e riprendiamo fiduciosi il cammino, preghiamo.
C – Fai fiorire ancora in mezzo a noi, o Padre, il Pane del cielo che riaccende la memoria, come avvenne al tempo di Mosè, e guidaci sulla strada indicata da Gesù, il tuo Figlio amato, perché, liberi dalla preoccupazione di salvarci da soli, perdiamo la nostra vita nel dono reciproco, sicuri che la tua grazia ci custodisce sempre.   
Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


Il Portale della Diocesi ci informa du Mons. Igino

SAN GIORGIO DI NOGARO: FESTA PER IL 50° DI SACERDOZIO DI MONS. IGINO SCHIFF   versione testuale

La comunità di San Giorgio e tutta la Forania di Porpetto domenica 29 giugno si stringeranno attorno al vicario foraneo, mons. Igino Schiff per festeggiare il suo cinquantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale. In segno di festa e di riconoscenza per la sua presenza, venerdì 20 giugno alle 20.30 in Duomo a San Giorgio si terrà una veglia di preghiera presieduta da don Luciano Segatto, mentre domenica 29 giugno alle 19.00 si terrà una solenne concelebrazione eucaristica con tutti i sacerdoti della Forania, presieduta da mons. Schiff, alla quale seguirà un momento conviviale.

Era il 28 giugno 1964 quando don Igino, ventitreenne chierico di Porpetto, nel Duomo di San Giorgio veniva ordinato sacerdote dall'arcivescovo di Udine, mons. Zaffonato, assieme ad altri due chierici della stessa Forania, don Alessandro Belliato di Carlino e don Vittorino Ghenda di Marano.

L'indomani don Igino celebrava la prima Santa Messa nel suo paese natale in festa, assistito dai «padrini» don Lauro Minin e don Italo Dreosto, e si accingeva ad intraprendere l'impegno pastorale a servizio della Chiesa Udinese e delle comunità che man mano gli venivano affidate: impegno non sempre facile in un'epoca caratterizzata da stagioni di turbamenti e contrasti, dai toni talora violenti e drammatici, che hanno provocato mutamenti epocali nella società e nella Chiesa, investendo e cambiando profondamente anche lo stesso modo di essere prete. Un impegno pastorale che l'ha portato cappellano a Palazzolo dello Stella, quindi all'Istituto Friulano Orfani di Cividale, a Villanova di San Giorgio, in qualità di Amministratore Parrocchiale, quindi parroco di Bertiolo, Pozzecco e Sterpo, e infine parroco arciprete e Vicario Foraneo di Palmanova fino al 2001, anno in cui l'arcivescovo mons. Pietro Brollo lo ha nominato Vicario Episcopale per la Pastorale.

Il 31 ottobre del 2011 è «approdato felicemente nella sua Bassa Friulana», come lui stesso affermò, parroco di S. Giorgio, Zellina, Porto Nogaro e Villanova e Parroco Moderatore di Carlino e Porpetto, oltre che Vicario Foraneo della Forania di Porpetto. Qui, coadiuvato da don Ennio Gobbato, parroco «in solidum» di Porpetto, don Elia Leita, parroco «in solidum» di Carlino, don Denis Ekjoci e don Gigi Regeni, si è prodigato per impostare una pastorale d'insieme e fare in modo che le varie comunità parrocchiali vivano la loro identità non come elemento di separazione, ma di collaborazione fra loro, promuovendo la partecipazione della gente e la solidarietà fra tutti i sacerdoti della Forania. Oltre ad essere presidente delle Scuole materne di San Giorgio e di Porpetto, ha mantenuto l'incarico di presidente dell'Editrice «la Vita Cattolica» e «Radio Spazio 103», della Fraternità sacerdotale di Udine e della Fondazione scuole cattoliche Diocesane, ed è componente del Consiglio di Amministrazione del Seminario diocesano nonchè Canonico Onorario del Capitolo metropolitano di Udine. «Una mole di impegni che tuttavia non gli impediscono - sottolinea il direttore del Consiglio pastorale foraniale, Giorgio Bernardi -, di garantire il suo apporto determinato e qualificante per la pastorale rivolta a tutti i fedeli della Forania, con le proposte che all'inizio di ogni anno pastorale vengono avanzate e l'impegno profuso per portarle a compimento anche attraverso gli ambiti pastorali, e con "le antenne sempre rivolte verso la Diocesi"». «Uomo di fede e pastore lungimirante - prosegue Bernardi - accanto al quale i cristiani delle nostra comunità possono vivere il loro percorso di avvicinamento a Dio in maniera matura e soprattutto con mente aperta».

Ci sono più cristiani martiri che in quell’epoca”

VATICANO - È inaccettabile che oggi sussistano vere e proprie persecuzioni per motivi di appartenenza religiosa!
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Alla luce delle acquisizioni della ragione, confermate e perfezionate dalla rivelazione, e del progresso civile dei popoli, risulta incomprensibile e preoccupante che, a tutt’oggi, nel mondo permangano discriminazioni e restrizioni di diritti per il solo fatto di appartenere e professare pubblicamente una determinata fede. È inaccettabile che addirittura sussistano vere e proprie persecuzioni per motivi di appartenenza religiosa! Anche guerre! Questo ferisce la ragione, attenta alla pace e umilia la dignità dell’uomo”. Sono le parole di Papa Francesco nel discorso ai partecipanti al Convegno internazionale
“La libertà religiosa secondo il diritto internazionale e il conflitto globale dei valori”, ricevuti il 20 giugno.
Il Papa ha sottolineato che “di recente, il dibattito intorno alla libertà religiosa si è fatto molto intenso”, e che “gli ordinamenti giuridici, statuali o internazionali, sono chiamati a riconoscere, garantire e proteggere la libertà religiosa, che è un diritto intrinsecamente inerente alla natura umana, alla sua dignità di essere libero, ed è anche un indicatore di una sana democrazia e una delle fonti principali della legittimità dello Stato”. Il Santo Padre ha infine sottolineato: “E’ per me motivo di grande dolore constatare che i cristiani nel mondo subiscono il maggior numero di tali discriminazioni. La persecuzione contro i cristiani oggi è addirittura più forte che nei primi secoli della Chiesa, e ci sono più cristiani martiri che in quell’epoca”. (SL) (Agenzia Fides 21/6/2014)

Shimon Peres e Mahmoud Abbas, alla presenza del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa padre Pizzaballa.



vaticanit has uploaded Papa Francesco a Peres e Abbas: cerchiamo ciò che unisce; ci sia pace in Medio Oriente
Papa Francesco a Peres e Abbas: cerchiamo ciò che unisce; ci sia pa...
vaticanit
Si è svolto domenica pomeriggio l'incontro di preghiera in Vaticano con Francesco e i presidenti israeliano e palestinese, Shimon Peres e Mahmoud Abbas, alla presenza del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa padre Pizzaballa. Le invocazioni sono risuonate in lingue diverse, ma tutte rivolte alla richiesta di pace in Medio Oriente. Dopo i discorsi di Francesco e dei due presidenti, è seguito l'incontro privato. "Spero che questo incontro sia un cammino alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide" - ha detto Francesco - un incontro "accompagnato dalla preghiera di tantissime persone", di religioni, culture e patrie diverse, ma che hanno pregato per un mom ...

SIR: Mons. Mazzocato e il Papa a Redipuglia

Sabato 07 Giugno 2014

09:50 - PAPA A REDIPUGLIA: MONS. MAZZOCATO (UDINE), “PER INVOCARE IL DONO DELLA PACE”

Siamo stati “gioiosamente sorpresi” dall’annuncio di Papa Francesco, che il prossimo 13 settembre compirà una visita al sacrario di Redipuglia. Così l’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, esprime il sentimento della sua Chiesa diocesana alla notizia. “Il Santo Padre - afferma il presule - sarà tra noi in occasione del centenario dell’iniziodella Prima guerra mondiale, che egli definisce ‘enorme tragedia’. Viene a portare la sua preghiera in suffragio dei tanti giovani caduti sul fronte e per invocare il dono della pace tra i popoli nel cuore dell’Europa”. Mazzocato ricorda inoltre che Papa Bergoglio “si sente spinto a fare questo viaggio anche dal ricordo familiare dei racconti del nonno che combatté sul Piave”. “Ci prepariamo, già da ora, ad accogliere con tanto affetto e nella preghiera - prosegue il vescovo - l’arrivo del successore di Pietro, che ci confermerà nella fede e nella comunione tra le Chiese, specialmente quelle che riconoscono le loro radici nella Chiesa madre di Aquileia.

Domenica 8 giugno 2014:... e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio

    DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO A)


Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Rosso

Antifona d'ingresso
Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo,
egli che tutto unisce,
conosce ogni linguaggio. Alleluia. (Sap 1,7)

Colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa
in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra
i doni dello Spirito Santo,
e continua oggi, nella comunità dei credenti,
i prodigi che hai operato
agli inizi della predicazione del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 2,1-11)
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». 

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Rit: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,3-7.12-13)
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo. 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
Parola di Dio


SEQUENZA
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Canto al Vangelo ()
Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-23)
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi. 
Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore

Arrivo del Papa a Betlemme e interviste ad operatori della solidarietà



Telepace Holy Land TV has uploaded E' ARRIVATO PAPA FRANCESCO A BETLEMME
E' ARRIVATO PAPA FRANCESCO A BETLEMME
Telepace Holy Land TV
1097 - Servizio di Francesca Sbanchi - L'attesa del Papa si è compiuta. L'atterraggio all'eliporto di Betlemme e il percorso fino alla Piazza della Natività.

Un milione di franchi CFA alle famiglie del luogo

AFRICA/CAMERUN - Boko Haram recluta giovani nel nord del Camerun
Yaoundé (Agenzia Fides) - La setta islamista nigeriana Boko Haram starebbe reclutando giovani nel nord del Camerun. Lo affermano fonti di stampa camerunese, secondo le quali una delegazione governativa è stata inviata nella regione di Adamaoua per mettere in guardia la popolazione sul pericolo rappresentato dalla setta. Incontrando la delegazione governativa, un sacerdote cattolico locale, don Eto’o, ha affermato che tra la popolazione circola con insistenza la voce secondo cui una rappresentanza di Boko Haram si sarebbe installata nel quartiere Bamyanga, nel centro di Ngaoundéré, il capoluogo della regione di Adamaoua, offrendo un milione di franchi CFA alle famiglie del luogo per convincerle a inviare i loro figli nelle file dell’organizzazione.
Questa informazione è stata confermata da un notabile locale, secondo il quale 200 giovani camerunesi hanno già integrato i ranghi di Boko Haram. È notizia di ieri la liberazione di due sacerdoti italiani e di una religiosa canadese rapiti ad aprile nel nord- est del Camerun, presumibilmente da elementi di Boko Haram. (L.M.) (Agenzia Fides 3/6/2014)

Domenica 1 giugno 2014: Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

  ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

Antifona d'ingresso
“Uomini di Galilea,
perché fissate nel cielo lo sguardo?
Come l’avete visto salire al cielo,
così il Signore ritornerà”. Alleluia. (At 1,11)

Colletta
Esulti di santa gioia la tua Chiesa,
o Padre,
per il mistero che celebra
in questa liturgia di lode,
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo
la nostra umanità è innalzata accanto a te,
e noi, membra del suo corpo,
viviamo nella speranza
di raggiungere Cristo,
nostro capo, nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (At 1,1-11)
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.
Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 46)
Rit: Ascende il Signore tra canti di gioia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.

SECONDA LETTURA (Ef 1,17-23)
Lo fece sedere alla sua destra nei cieli. 
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)
Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.

Alleluia.

VANGELO (Mt 28,16-20)
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore


Bartolomeo nella gotta della natività



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IL PATRIARCA BARTOLOMEO I VENERA LA GROTTA DELLA NATIVITA'

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