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La Carità sotto attacco - Terra Santa News 18/03/2016
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Bollettino Fides News del 16 marzo 2016
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| AFRICA/NIGERIA - Almeno 22 morti in un attentato in una moschea nel nord-est | |||
| Abuja (Agenzia Fides) - Almeno 22 persone hanno perso la vita in un duplice attentato suicida in una moschea nel villaggio di Molai-Umarari, a circa 10 km da Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, nel nord-est della Nigeria. Un attentatore suicida, apparentemente una donna, si è fatta esplodere all’interno della moschea alle 5 della mattina di oggi, 16 marzo, durante la prima preghiera antimeridiana. Subito dopo, un altro attentatore ha fatto detonare la cintura esplosiva che indossava al di fuori del luogo di culto, colpendo i sopravvissuti in fuga.I feriti, almeno 18, sono stati ricoverati a Maiduguri. Il duplice attentato è stato attribuito a Boko Haram, il gruppo islamista che è nato proprio a Maiduguri qualche anno fa. Nonostante i severi colpi inferti dai militari nigeriani e dei Paesi confinanti, Boko Haram continua ad essere in grado di prendere di mira bersagli civili, non facendo distinzione tra popolazioni di fede diversa. (L.M.) (Agenzia Fides 16/3/2016) | |||
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| AFRICA/ETIOPIA - Focolai di colera per la siccità in Oromia, regione Somala e dei Popoli del Sud | |||
| Addis Abeba (Agenzia Fides) – La situazione gravemente precaria che l’Etiopia sta vivendo in merito alla scarsità di acqua (vedi Fides 9/3/2016) continua a ripercuotersi sulla martoriata popolazione anche a livello sanitario. In un appello lanciato dall’Ambasciata di Spagna ad Addis Abeba, il Ministero della Sanità del Paese ha confermato la comparsa di focolai di colera in Oromia, nella regione Somala e quella dei Popoli del Sud. Le autorità sanitarie esortano tutti ad essere estremamente vigili riguardo alle misure di igiene, in particolare tutti quelli che sono impegnati nei campi per sfollati o che lavorano nelle zone che versano in condizioni più difficili riguardo all’approvvigionamento idrico e alla pulizia. (AP) (16/3/2016 Agenzia Fides) | |||
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| AFRICA/SUDAFRICA - In corso un seminario sulla traduzione della Bibbia nelle lingue africane | |||
Johannesburg (Agenzia Fides) - “La Chiesa in Africa deve far fronte alla sfida attuale cooperando con altre confessioni cristiane nel tradurre la Bibbia per tutti i gruppi linguistici del nostro continente” ha affermato Sua Ecc. Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo e Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference, nel suo discorso di apertura della conferenza organizzata dal Centro di Apostolato Biblico (BICAM) del Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar (SECAM/SCEAM). Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides, il convegno si è aperto nella città sudafricana il 13 marzo e si concluderà il 19. Mons. Brislin ha rivolto un appello ai Vescovi africani per accrescere il numero di sacerdoti formati come esegeti e nelle altre discipline che riguardano la traduzione della Bibbia. Secondo l’Arcivescovo, la Chiesa cattolica in Africa ha la responsabilità e la missione di portare la parola di Dio a tutte le persone di buona volontà, per questo occorre avere esegeti in grado di tradurre la Bibbia nelle diverse lingue africane. Nel suo intervento Mons. Brislin si è anche soffermato su alcuni mali che affliggono l’Africa, e in particolare il suo Paese, sottolineando come l’avidità e le tensioni razziali siano fattori che accrescono il divario tra ricchi e poveri, anche quando le risorse disponibili sono abbondanti. “Dobbiamo avere il coraggio di affermare la verità e di combattere contro i mali della società, proteggere gli indifesi e gli emarginati” ha detto. Il coordinatore della conferenza, p. Yves-Lucien Evaga-Ndjana, Direttore del BICAM, ha spiegato che i lavori saranno divisi in due momenti. Il primo sulla necessità della traduzione della Bibbia nelle lingue africane; il secondo sull’inserimento “Ad Experimentum” dell’Apostolato Biblico nei curricula dei Seminari Maggiori e dei Centri di Formazione africani. (L.M.) (Agenzia Fides 16/3/2016) | |||
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| ASIA/INDIA - Si celebra il 30 agosto la Giornata dei martiri dell'Orissa | |||
| Bhubaneswar (Agenzia Fides) - La Chiesa dello stato di Orissa (in India centrorientale) celebrerà la "Giornata dei Martiri" il 30 agosto di ogni anno. Come appreso da Fides, lo hanno stabilito la Conferenza regionale dei Vescovi dell'Orissa, scegliendo la data che è il giorno successivo del martirio di san Giovanni Battista. Sua Ecc. Mons. John Barwa, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar e presidente della Conferenza regionale, ha dichiarato a Fides: "Siamo felici di questa decisione, adottata per onorare e rispettare il sacrificio di oltre 101 persone che hanno perso la vita durante i massacri anticristiani del 2007 e del 2008: la maggior parte delle vittime proviene dal distretto di Kandhamal". La Conferenza regionale dei Vescovi dell'Orissa ha chiesto ufficialmente alla Conferenza episcopale indiana (Cbci) di rendere il 30 agosto "festa nazionale" per ricordare i martiri dell'Orissa. "Siamo in attesa della decisione della Cbci, ma siamo fiduciosi che sia un parere favorevole" ha detto Mons. Barwa, che ha tenuto un intervento alla recente assemblea plenaria dei Vescovi indiani, svoltasi a Bangalore, registrando il sostegno dei presuli su questa iniziativa. "Dopo la mia presentazione sulla vicenda dei martiri dell'Orissa, molti Vescovi erano desiderosi di saperne di più" ha detto. La Conferenza dei Vescovi dell'Orissa ha già incaricato uno speciale team di preti e ricercatori per documentare gli incidenti che hanno causato la morte di 101 cristiani in Orissa. Con l'appoggio della Conferenza episcopale, la diocesi di Cuttack-Bhubaneswar vorrebbe avviare il processo diocesano per dichiarare il martirio, nominando un "postulatore” per la causa. La comunità cattolica locale in Orissa ha accolto con grande favore e gioia la decisione dei Vescovi di celebrare la Giornata dei martiri il 30 agosto. (SD-PA) (Agenzia Fides 16/3/2016) | |||
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| ASIA/PAKISTAN - Attacchi alle chiese di Lahore: ancora nessun colpevole | |||
| Lahore (Agenzia Fides) – A che punto sono le indagini sugli attentati che un anno fa hanno funestato due chiese cristiane a Lahore? Nel primo anniversario delle esplosioni davanti alla chiesa cattolica di San Giovanni e alla chiesa di Cristo (anglicana), avvenuti il 15 marzo 2015 a Youhanabad, quartiere di Lahore, le organizzazioni della società civile e le Chiese in Pakistan chiedono alle autorità di smuovere le indagini per fare giustizia sul massacro che fece circa 80 vittime. In una nota inviata a Fides, l’Ong “Christian Solidarity Worldwide” (CSW) osserva che “mentre il governo del Punjab ha arrestato circa 100 giovani cristiani sospettati di linciaggio seguito a quegli attentati” – due presunti complici dei terroristi vennero uccisi dalla folla – non c’è stata la stessa sollecitudine nel perseguire gli organizzatori degli attentati. “La polizia ha compiuto retate a Youhanabad detenendo illegalmente molti innocenti” nota CSW, ma nel primo anniversario degli attacchi alle chiese “nessuno è stato ancora chiamato a rispondere di questo crimine”. Gli attentati di Lahore hanno riproposto il tema della sicurezza delle chiese e delle istituzioni cristiane nel paese. “Le minoranze religiose in Pakistan – nota CSW – affrontano una diffusa discriminazione sociale e istituzionale, oltre a minacce e violenze, alimentate dall’odio religioso diffuso da leader influenti che incitano apertamente alla violenza contro le minoranze non musulmane. Questa situazione è aggravata dall’impunità”. La società civile esorta il governo a mettere in atto le raccomandazioni contenute in un pronunciamento della Corte Suprema del Pakistan 2014, che chiedeva di istituire una task force speciale per le minoranze, di adottare misure per frenare i discorsi di odio e di sviluppare programmi di studio appropriati che promuovano la tolleranza religiosa e sociale. (PA) (Agenzia Fides 16/3/2016) | |||
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| ASIA/GIORDANIA - I Vescovi cattolici di Terra Santa discutono degli accordi ancora in sospeso tra Israele e Santa Sede | |||
| Amman (Agenzia Fides) – Ci sono anche le relazioni tra la Santa Sede, le Chiese locali e le autorità civili nella lista di argomenti all'ordine del giorno dell’Assemblea dei Vescovi ordinari cattolici di Terra Santa (ACOHL), iniziata ieri, 15 marzo, ad Amman, presso la Visitation Home delle Suore del Rosario. Il programma delle due giornate di lavoro, guidata dal Patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal, prevede sessioni di approfondimento dedicate anche agli accordi non ancora sottoscritti e applicati tra Vaticano e Israele, e all’attività della Society of St. Yves, organismo del Patriarcato latino impegnato nella tutela dei diritti umani. I Vescovi di Terra Santa sono chiamati a confrontarsi anche sui problemi delle scuole cattoliche in Giordania e su quelli connessi con i processi di nullità matrimoniale. Attualmente nei rapporti tra Israele e Santa Sede è attiva una Commissione bilaterale comprendente negoziatori israeliani e vaticani, che devono regolare lo status giuridico della Chiesa cattolica in Israele, dopo l’Accordo Fondamentale (Fundamental Agreement) firmato nel 1993, che ha permesso di intavolare relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e lo Stato di Israele. (GV) (Agenzia Fides 16/3/2016) | |||
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| AMERICA/PANAMA - Settecento emigranti cubani in situazione critica chiedono una soluzione diplomatica | |||
| Città di Panama (Agenzia Fides) – Il Card. José Luis Lacunza, Vescovo di David, ha ricevuto un rapporto sulla situazione dei cubani a Paso Canoas, e ha annunciato che ne informerà i Vescovi del Paese e insieme rifletteranno al riguardo. La nota pervenuta a Fides dalla Caritas Panama, informa che Siexdel Candanedo, responsabile della Caritas a Chiriqui ha riferito che a Paso Canoas ci sono ancora più di 700 cubani compresi bambini, donne incinte e malati. Candanedo ha detto inoltre che il Card. Lacunza incontrerà i sacerdoti di Paso Canoas e i gruppi della società civile per cercare di migliorare le condizioni degli immigrati. La Caritas di Chiriqui si è mobilitata per assistere i migranti cubani, ma la situazione è critica, perché il governo non sta fornendo loro il cibo necessario e ha tolto i servizi igienici, costringendoli così ad andare fino al fiume Chiriqui Viejo per lavarsi e per i loro bisogni fisiologici. Secondo un primo rapporto dell'organizzazione “Giustizia e Pace” della Chiesa cattolica, negli ultimi giorni numerosi cubani sono arrivati alla frontiera Panama-Costa Rica per chiedere aiuto nel loro viaggio verso gli Stati Uniti. Un comunicato del gruppo di emigranti cubani giunti a Paso Canoas ha ringraziato il governo del Panama per l'assistenza fornita ai 1.300 cubani arrivati lì, ma adesso la situazione è diventata critica e chiedono l'aiuto dello stato per una soluzione diplomatica. (CE) (Agenzia Fides, 16/03/2016) | |||
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| AMERICA/NICARAGUA - Tensione nel nord del paese per la violenza dei gruppi armati e le rappresaglie della polizia | |||
| Jinotega (Agenzia Fides) – Dopo l'attacco da parte di un gruppo di persone armate ad una pattuglia della polizia nella cittadina di Santa Rosa a San José de Bocay, (Jinotega) avvenuto due giorni fa, ora sembra a rischio la calma delle comunità rurali in questa zona, in quanto si temono rappresaglie della polizia e dell'esercito. La nota inviata a Fides da una fonte locale informa che gli abitanti di Santa Rosa continuano nel loro lavoro in un clima di apparente normalità, ma la realtà è molto diversa. Da una parte ci sono le azioni di gruppi armati nella zona e dall’altra le reazioni della polizia e dell'esercito, che alla fine fanno pressione su contadini e produttori per "cooperare". L'incendio di una stazione di polizia, il 25 febbraio, nella comunità di Las Golondrinas, ha complicato le cose per la gente del posto. Al riguardo Sua Ecc. Mons. Carlos Enrique Herrera Gutierrez, OFM., Vescovo di Jinotega, ha affermato che tra i gruppi armati che operano nel nord del paese "c'è una certa confusione" riguardo ai motivi per cui hanno preso le armi. "Ci sono quelli che lavorano per sostenere il narcotraffico - ha detto Mons. Herrera -, altri affermano che lo fanno per obbligare la gente a non accettare le irregolarità del Governo; e ci sono altri ancora che vanno in giro armati e vestiti come i soldati dell'esercito, e dicendo di voler custodire la pace. Quindi ci sono almeno tre grande gruppi. E' chiaro - continua il Vescovo -, che per l'esercito e la polizia questi gruppi armati sono sempre stati qualificati come bande criminali". La paura nella popolazione è molto forte, tanto che ad Ayapal l’anno scolastico non è ancora iniziato. (CE) (Agenzia Fides, 16/03/2016) | |||
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| AMERICA/COLOMBIA - Fuori pericolo 38 bambini nati da gestanti affette da zika | |||
| Barranquilla (Agenzia Fides) - Secondo l’ultimo bollettino epidemiologico dell’Istituto Nazionale della Sanità, fino al 5 marzo a Barranquilla, sono stati registrati 941 casi di zika dei 4.020 riguardanti donne incinte della Regione dei Caraibi. Per evitare complicazioni è stato deciso che i bambini di madri contagiate saranno sottoposti a controlli. Nel Distretto, tra gli 888 casi di gestanti affette da zika, sono nati 38 bambini, tutti fuori pericolo. In Colombia si sono ammalate 9511 gestanti, dei 51473 casi riportati alla Segreteria della Sanità. (AP) (16/3/2016 Agenzia Fides) | |||
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| AFRICA/MADAGASCAR - Nomina del Rettore del Seminario teologico “Paolo VI” di Antsiranana | |||
| Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 ottobre 2015, ha nominato Rettore del Seminario maggiore teologico interdiocesano “Paolo VI” nell’arcidiocesi di Antsiranana, in Madagascar, il rev. Sylvain Bevazaha, del clero dell’arcidiocesi di Amtsiranana. Il nuovo Rettore è nato a Maroantsetra il 19 febbraio 1966 ed è stato ordinato sacerdote il 7 settembre 1997 per l’arcidiocesi di Antsiranana. Ha conseguito la licenza in Dottrina sociale della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana (2009), ha frequentato i Corsi di Teologia spirituale e per Educatori nei seminari (2012). E’ stato viceparroco e, dal 2012, formatore nel Seminario di cui è stato nominato Rettore. (SL) (Agenzia Fides 16/03/2016) | |||
Apostolato della Preghiera mese di Marzo 2016
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Comboni e il Muro di Betania
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Fides News, Bollettino dell'8 Marzo 2016
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| AFRICA/TUNISIA - “I terroristi non hanno una base popolare, la gente sta con le forze di sicurezza” dice il Direttore Nazionale delle POM | |||
Tunisi (Agenzia Fides) - “Il sentimento prevalente tra i tunisini è quello di vittoria contro i terroristi” dice all’Agenzia Fides p. Jawad Alamat, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Tunisia, dove nella città di Ben Guerdane, al confine con la Libia, in una battaglia tra le forze di sicurezza e un gruppo armato, forse appartenente all’ISIS, almeno 55 persone, 36 delle quali terroristi, hanno perso la vita. “La cosa importante da sottolineare è la coesione e la solidarietà tra la popolazione di Ben Guerdane e le forze dell’ordine. I terroristi non hanno un sostegno popolare, anzi sono stati respinti come nemici della nazione” sottolinea p. Jawad. “Questo episodio mette in luce il senso di fragilità della Tunisia da un lato, ma dall’altro esalta il sentimento di unità nazionale che prevale sui contrasti interni” conclude p. Jawad. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2016) | |||
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| AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi invitano al “dialogo sincero” per superare il razzismo ancora presente nella società | |||
Johannesburg (Agenzia Fides) - “Il razzismo e le divisioni razziali sono ancora presenti in Sudafrica” denunciano i Vescovi sudafricani, che invitano ad un “dialogo trasparente” anche se “siamo consapevoli che questo non è facile, e che molti di noi preferirebbero evitarlo”. “L’invito a questo dialogo- scrive Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo e Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference, nella Lettera Pastorale intitolata “Un appello per superare il razzismo”- può da solo evocare una serie di emozioni, inclusi l’autogiustificazione e sentimenti di presunzione, oppure di colpevolezza, o di negazione; e dall’altra parte, sentimenti di rabbia e di infelicità. Il dialogo, razionale e rispettoso, è necessario in modo da aprirci a ricevere la guarigione di Dio”. La Lettera Pastorale, pervenuta a Fides, sottolinea che il Sudafrica è ormai entrato nel terzo decennio dall’avvento della democrazia, ma risente ancora di discriminazioni razziali che comportano soprattutto disparità economiche e sociali, mentre non sono ancora guarite completamente le ferite di secoli di dominazione coloniale e dei decenni dell’apartheid. L’Anno del Giubileo della Misericordia è l’occasione propizia per la Chiesa in Sudafrica “per impegnarsi in una credibile e totale conversione per superare il razzismo”. “Questo significa – prosegue Mons. Brislin – riconoscere la presenza del razzismo nella Chiesa prima e durante l’era dell’apartheid e in questi anni di democrazia. Umilmente, come Pastori, ci prostriamo dinanzi a Dio e di fronte a tutti coloro che sono nella sofferenza, per chiedere perdono per la nostra storica complicità con il razzismo nella Chiesa”. Il dialogo al quale i Vescovi invitano la Chiesa verrà effettuato a livello diocesano e parrocchiale, al fine di valorizzare le diverse culture presenti all’interno delle comunità di fedeli. Un dialogo che deve essere accompagnato dalla preghiera e dal digiuno, per chiedere il perdono delle comunità segnate dalle discriminazioni razziali. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2016) | |||
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| AFRICA/EGITTO - Il Ministro della giustizia promette una “soluzione” per gli studenti copti condannati per oltraggio all'islam | |||
| Minya (Agenzia Fides) – Il ministero della giustizia egiziano studierà in maniera approfondita la vicenda giudiziaria degli studenti copti condannati a cinque anni di prigione per il reato di oltraggio all'islam, per cercare una soluzione del caso che eviti di rovinare la vita dei ragazzi, pur senza mettere in atto disposizioni che potrebbero riaccendere i conflitti settari nella zona di Minya. Lo ha riferito lo stesso Ministro della giustizia, Ahmed al-Zind, noto per il suo antagonismo nei confronti dei gruppi islamisti. Nei giorni scorsi – riferisce il sito Copts United - alcuni parlamentari avevano incontrato il Ministro per chiedere di consentira almeno ai ragazzi di terminare il loro corso di studi, in modo da non compromettere il loro futuro. La vicenda sottoposta all'attenzione del Ministro riguarda quattro studenti copti accusati di oltraggio alla religione islamica per aver diffuso nella primavera del 2015 una videoclip di pochi secondi, realizzata con il cellulare, in cui mimavano la scena dello sgozzamento di un fedele musulmano in atteggiamento orante, a imitazione delle orrende esecuzioni compiute dai jihadisti dello Stato Islamico (Daesh). A fine febbraio, il tribunale egiziano di Minya ha emesso una condanna pesante contro i ragazzi: tre di loro sono stati condannati a cinque anni di prigione, mentre il quarto, non ancora diciottenne, verrà inviato in una residenza sorvegliata per minori. Intanto un'associazine copta (vedi Fides 1/3/2016) ha già rivolto un appello al Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi chiedendogli di intervenire nel caso, concedendo l'amnistia agli adolescenti condannati.. (GV) (Agenzia Fides 8/3/2016). | |||
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| ASIA/PAKISTAN - Chiese a rischio demolizione a Lahore per una nuova linea del treno metropolitano | |||
| Lahore (Agenzia Fides) – Diversi edifici e siti di valore storico, artistico e religioso, nonché diverse chiese, sono a rischio demolizione a Lahore, per far posto alla nuova linea del treno metropolitano progettata e avviata dall’amministrazione comunale, per adeguare la città alla mutate esigenze del trasporto pubblico. Come segnalano a Fides associazioni locali, cristiane e non, la nuova linea metropolitana avrà come conseguenza, inoltre, lo sfollamento di migliaia di persone dalle loro case. Sono almeno 25 i siti storici interessati , che potranno essere demoliti anche se protetti come beni artistici. Vi sono, tra questi, diversi luoghi di culto, come le chiese cristiane presbiteriane di Sant’Andrea e Naulakha, la chiesa anglicana della Resurrezione e il cimitero di Mominpura, di particolare importanza per la comunità musulmana sciita di Lahore. L'Istituto per bambini svantaggiati, che serviva 180 famiglie con i bambini con handicap mentale, è stato demolito e le famiglie sono in attesa di trasferire i bambini in un'altra scuola. Secondo il piano approvato, scuole, edifici, ospedali, case, spazi verdi lungo il tracciato individuato saranno distrutti. Il progetto della linea arancione di treno metropolitano, lunga 27 km, dovrebbe essere completato entro ottobre 2017. Le organizzazioni della società civile sostengono che il governo del Punjab non ha preso in considerazione nemmeno il costo umano di spostare migliaia di persone che vivono in zone centrali densamente popolate: per loro non è previsto alcun indennizzo. Farida Shaheed, ex relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti culturali, ha rimarcato che “la distruzione di questi siti viola il diritto dei cittadini e lede in modo significativo il patrimonio culturale della città”. Secondo l’Ong “Christian Solidarity Worldwide” “nella costruzione di questa linea ferroviaria, il governo del Punjab infrange le convenzioni internazionali che tutelano i diritti delle persone”. (PA) (Agenzia Fides 8/3/2016) | |||
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| ASIA/IRAQ - Il Patriarca caldeo: no alle “milizie cristiane” per liberare le terre occupate dai jihadisti | |||
| Baghdad (Agenzia Fides) - “Pensare che il nostro trionfo possa dipendere dalla creazione di fazioni armate isolate per combattere a difesa dei nostri diritti potrebbe condurre a un altro 'olocausto',” come è già successo in passato, quando milizie cristiane “hanno combattuto le guerre degli altri”. Mentre la strada da seguire è quella di “imparare la lezione della storia”, e eventualmente sostenere le forze armate regolari. Così il Patriarca caldeo Louis Raphael I esprime la sua netta e definitiva presa di distanze rispetto ai gruppi che nelle comunità cristiane sire, assire e caldee sostengono la necessità di difendere i propri diritti comunitari e combattere le forze jihadiste anche attraverso la formazione di gruppi armati organizzati su base confessionale. In un ampio messaggio a tutti i caldei, diffuso attraverso i canali ufficiali del Patriarcato, il Primate della Chiesa caldea dice a chiare lettere che in realtà tali milizie confessionali sono “sponsorizzate e sostenute dagli stessi poteri che hanno scatenato il conflitto”, mentre l'unica soluzione legittima e efficace – sostiene il Patriarca nel suo intervento, pervenuto all'Agenzia Fides – è quella di arruolarsi nelle forze armate regolari, come l'esercito iracheno o quello che fa capo alla Regione autonoma del Kurdistan iracheno, per “collaborare con loro alla liberazione della terra occupata. Noi – prosegue il Primate ella Chiesa caldea “dobbiamo prendere atto che che il nostro destino è legato a quello di tutti gli iracheni, e questo è l'unico modo per garantire il nostro futuro insieme, dove gli sciiti sono chiamati a offrire la propria vita insieme ai curdi, ai sunniti, ai cristiani e ai turkmeni”. Nello stesso intervento, il Patriarca caldeo definisce l'estremismo di marca islamista che sta sconvolgendo gli scenari mediorientali come un fenomeno “anomalo e politicamente telecomandato”, e ripete con forza la sua certezza che “niente espellerà la cristianità dal Medio Oriente, nonostante le difficoltà, fino a quando ci saranno cristiani decisi a rimanere nella propria terra d'origine, fieri della propria identità e della propria missione in questa parte del mondo”. (GV) (Agenzia Fides 8/3/2016). | |||
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| ASIA/INDIA - Promozione dei laici e impegno nel dialogo, priorità per la Chiesa indiana | |||
| Bangalore (Agenzia Fides) – “Vi è la necessità di una costante formazione dei laici perché possano comprendere e vivere il loro ruolo nella Chiesa. Nello scenario sociopolitico di oggi, è fondamentale riconoscere la dignità dei laici e la loro partecipazione alla missione della Chiesa. Inoltre la testimonianza cristiana in una società pluralistica significa impegnarsi in un dialogo fecondo con persone di diverse fedi, religioni e culture”: lo ha detto l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolica in India e Nepal, intervenendo all’Assemblea plenaria dei Vescovi latini dell’India, in corso a Bangalore dal 2 al 9 marzo. Come appreso da Fides, mons. Pennacchio ha rimarcato all’assemblea che “nel contesto dell'India, il rapporto tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese cristiane sta migliorando. Tuttavia diversi fattori ancora ci separano. In un tempo di crescente secolarizzazione e di discriminazioni religiose, i cristiani devono essere uniti tra loro e donare alla nazione una comune testimonianza di unità e fedeltà a Cristo”. Il Card. Oswald Gracias, Presidente della Conferenza dei Vescovi di rito latino (CCBI), ha lanciato un appello a pregare per i cristiani perseguitati nel mondo, soprattutto per i cristiani in Medio Oriente, ricordando le quattro suore uccise nel recente massacro in Yemen: “Tutte – ha ricordato – hanno cercato di vivere il carisma di Madre Teresa, donandosi totalmente, e in questo servizio hanno perso la vita. Questo omicidio è senza senso, ma darà i suoi frutti. Preghiamo perché il sangue versato porti pace in una zona lacerata”. I Vescovi hanno anche chiesto alle autorità di adottare misure immediate per il rilascio del sacerdote salesiano indiano p. Tom Uzhunnalil, originario del Kerala, rapito dai terroristi in Yemen. La Conferenza dei Vescovi latini dell'India (CCBI), con circa 180 vescovi, è la più grande Conferenza episcopale in Asia e la quarta più grande del mondo. (PA) (Agenzia Fides 8/3/2016) | |||
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| AMERICA/CILE - Mons. Goic: "una società più equa, per vivere con maggiore dignità" | |||
| Rancagua (Agenzia Fides) - Il Vescovo di Rancagua, Sua Ecc. Mons. Alejandro Goic Karmelic, che in questi giorni celebra i suoi 50 anni di sacerdozio (12 marzo 1966), ha ribadito che il salario minimo, in vigore dal 1 ° gennaio di quest'anno, non è conforme alla situazione attuale. "Quello che ho detto nel 2007 è ancora valido – afferma il Presule nella nota inviata a Fides -. Dobbiamo metterci al posto dei più poveri. A quell’epoca avevo indicato una cifra simbolica, ma sono passati quasi 10 anni, ed è chiaro che 250 mila pesos di allora non corrispondono al 2016. Bisogna pensare che la ricchezza potrebbe essere distribuita in modo più equo, per vivere tutti con maggiore dignità". Nel 2007, poche settimane dopo che la società mineraria statale Codelco aveva raggiunto un accordo con i lavoratori in subappalto che erano stati mobilitati (vedi Fides 23/04/2008), Mons. Goic aveva affermato, in una intervista alla televisione cilena, che il salario minimo di 144.000 pesos (US $ 277,5) avrebbe dovuto essere sostituito da un "salario etico", che a suo parere non doveva essere inferiore a 250.000 pesos (US $ 480). Il suo intervento, da allora, ha causato reazioni contrastanti nella politica, nei gruppi sociale e negli imprenditori del paese. "La soluzione consiste nel trovare il modo di essere una società più equa. Il Cile sembra essere uno dei paesi più disuguali al mondo e in questo senso dobbiamo migliorare" ha concluso il Vescovo. (CE) (Agenzia Fides, 08/03/2016) | |||
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| OCEANIA/AUSTRALIA - Onore alle donne missionarie: il loro coraggio è indiscutibile e la loro fede incrollabile | |||
| Sidney (Agenzia Fides) - In occasione della Giornata internazionale della donna, Catholic Mission celebra le donne missionarie che continuano ad avere un profondo impatto sulla vita di milioni di persone, in Australia e all’estero. In un comunicato inviato all’Agenzia Fides, il direttore nazionale dell’organizzazione, padre Brian Lucas, ha definito le donne come “eroi non celebrati della Chiesa”, e ha messo in evidenza il loro incredibile lavoro nelle ultime campagne. “Negli ultimi 5 anni - ha detto p. Lucas - Catholic Mission ha messo in luce la dedizione delle donne missionarie impegnate in tutto il mondo. Anche nelle circostanze più difficili il loro coraggio è indiscutibile e la loro fede incrollabile.” Quest’anno per l’8 marzo Catholic Mission ha rivolto un appello a tutti i sostenitori invitandoli a ricordare il grande contributo delle donne all’interno della Chiesa e nella vita ordinaria. “Le donne – continua p. Lucas – sono parte integrante dell’opera della Chiesa in tutto il mondo, compresa Catholic Mission. La nostra organizzazione è stata fondata da una missionaria laica, Pauline Jaricot, e invita tutti ad unirsi in preghiera per le suore e le laiche missionarie impegnate in tutto il mondo a promuovere la fede, la giustizia e il benessere delle comunità”. (AP) (8/3/2016 Agenzia Fides) | |||
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| AFRICA/R.D. CONGO - Nomina del Rettore del Seminario teologico “S. Roberto Bellarmino” di Kisantu | |||
| Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 18 settembre 2015, ha nominato Rettore del Seminario teologico interdiocesano “S. Roberto Bellarmino” nella diocesi di Kisantu, il rev. Delvaux-Corneille Diampovisa Mbambi, del clero diocesano di Kisantu. Il nuovo Rettore è nato a Mbemba (RDC) il 29 marzo 1964 ed è stato ordinato sacerdote il 29 luglio 1990 per la diocesi di Kisantu. Dopo il Seminario minore a Lemfu, ha studiato filosofia al Seminario maggiore di Mayidi e teologia alle Facoltà cattoliche di Kinshasa, licenziandosi in teologia, orientamento biblico. Dal 1991 al 1999 è stato coordinatore diocesano delle scuole cattoliche convenzionate di Kisantu, professore al Seminario maggiore di Mayidi, cappellano degli studenti cattolici universitari. Quindi ha proseguito gli studi a l’Institut catholique de Paris, conseguendo il dottorato in teologia nel 2007. Nello stesso periodo è stato vicario parrocchiale in Francia. Tornato in patria è stato rettore del Seminario propedeutico Saint Pierre de Lemfu. Dal 2009 è professore visitatore al Seminario maggiore di Mayidi e dal 2010 coordinatore diocesano delle scuole cattoliche convenzionate di Kisantu. (SL) (Agenzia Fides 08/03/2016) | |||
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Frati della Custodia in Siria: ci sono!
I Francescani: non lasciamo le terre occupate dai jihadisti
Ci sono ancora centinaia di cristiani in un angolo di Siria dove dettano legge i miliziani islamisti. E i frati della Custodia hanno scelto di rimanere con loro. Pizzaballa: «Un pastore non abbandona il suo gregge e non si chiede se le sue pecore valgano molto o poco, se siano numerose o giovani. Per un pastore tutte le pecore sono importanti e le ama tutte allo stesso modo»....Clicca per continuare a leggere su Lastampa.it
Terra Santa News 04/03/2016
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Potatura degli ulivi a Nain
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