Il nuovo Amministratore Apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme


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Foglio delle Parrocchie di San Giorgio di Nogaro del 9 ottobre 2016



Foto rubate e poco in ordine per l'arrivo di don Alberto!

E' arrivato Don Alberto Paschini! Diacono! Anche lo scriba ha partecipato alla messa delle 19 di stasera dove il coro delle Animatricitori ha accompagnato la Messa, A celebrarla erano tutti i preti della parrocchia: don Nicola, Don Denis e celebrante Mons Schiff...e Don Alberto! Era l'accoglienza dei giovani! Penso abbiano fatto una buon figura con il nuovo diacono, hanno cantato bene, hanno fatto uniti a lui la foto di gruppo e hanno ...cenato. Mandi Don Alberto porta la tua e la Sua Sapienza tra di noi.                     











Bollettino Agenzia Fides del 6 ottobre 2016

VATICANO - Si apre la strada verso la beatificazione per il Card. Celso Costantini
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Conferenza Episcopale Triveneto “ha espresso parere favorevole all'avvio della causa di beatificazione del cardinale Celso Costantini (1876-1958), figura di notevole slancio missionario e carità pastorale nonché evangelizzatore della Cina, originario della diocesi di Concordia – Pordenone”. Il comunicato dei Vescovi del Triveneto informa così della decisione presa durante una giornata di approfondimento dedicata alla catechesi e all’annuncio del Vangelo, che si è tenuta il 30 settembre nella sede della Conferenza regionale, a Zelarino (Venezia).
Nato a Castions di Zoppola il 3 aprile 1876, Celso Costantini venne ordinato sacerdote il 23 dicembre 1899. Fu parroco in diverse parrocchie, dimostrando un grande spirito missionario. Nel 1920 venne nominato Amministratore apostolico di Fiume, eletto Vescovo il 22 luglio 1921. Il 12 agosto 1922 Papa Pio XI lo nominò primo Delegato apostolico in Cina, elevandolo alla dignità Arcivescovile.
Nel 1924 promosse il primo "Concilio Sinense", Concilio Plenario della Cina, tenuto a Shanghai. Grazie alla sua opera, il 28 ottobre 1926, vennero consacrati da Papa Pio XI nella Basilica di San Pietro in Vaticano, i primi 6 Vescovi cinesi. Nel 1927 fondò la prima congregazione religiosa cinese, la Congregazione dei Discepoli del Signore, per promuovere l’evangelizzazione in Cina fatta dai cinesi. Grazie al suo impegno nacque la prima Università cattolica cinese, Fu Ren, oggi a Taiwan.
Tornato in Italia, dal 1935 al 1953 fu Segretario della Congregazione "de Propaganda Fide", attuale Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, e durante il suo mandato, per suo diretto interessamento, venne istituita la gerarchia ecclesiastica in Cina, nel 1946. Papa Pio XII lo creò Cardinale nel Concistoro del 12 gennaio 1953. Morì a Roma il 17 ottobre 1958, tra la morte di Pio XII e l'elezione di Giovanni XXIII. La sua fulgida figura e la sua opera rimangono come punto di riferimento per le relazioni tra Cina e Santa Sede. (SL) (Agenzia Fides 06/10/2016) 
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AFRICA/GUINEA - La migrazione clandestina è un male, sì a quella legale ma la chiave è lo sviluppo dell’Africa
 
Conakry (Agenzia Fides) - L’Africa si interroga sulla tragedia della migrazione clandestina che vede tanti giovani del continente perdere la vita spesso nel miraggio di ottenere una vita migliore in Europa. A Conakry, capitale della Repubblica di Guinea, alcune ONG locali hanno organizzato il convegno “Gioventù e migrazione clandestina in Africa, tendenze, conseguenze e focus speciale sul caso guineano”, di cui è pervenuta notizia a Fides.
“Il problema della migrazione clandestina deve essere preso seriamente in considerazione da ciascuno. Occorre che i giovani sappiano che questa pratica non è buona. Bisogna anche far sì che le nostre autorità si interessino al lavoro dei giovani” ha detto Amadou Tidaine Bah de Timacom, uno degli organizzatori del convegno, che si è tenuto il 1° ottobre.
“Vivo in un quartiere dove quasi tutti i miei amici hanno tentato questa esperienza per raggiungere l’Europa” ha aggiunto. “Diversi di loro hanno perso la vita. Affinché i giovani sappiano che questa pratica è ingiustamente nefasta, abbiamo deciso di creare questa iniziativa per far sì che le autorità ci dicano cosa intendono fare. Perché ci sono delle soluzioni possibili qui in Guinea affinché la nostra gioventù possa vivere felice nel proprio Paese”.
I relatori, tra i quali figurava l’ex Ministro dei guineani all’estero, Lucien Bendou Guilao, hanno sottolineato il carattere illegale della migrazione clandestina. Essa può avvenire solo in un quadro legale perché il migrante possa trarre un reale beneficio.
Dall’altro canto, ha rimarcato Lucien Bendou Guilao, i Paesi di provenienza dei migranti devono accrescere la ridistribuzione delle risorse per migliorare le condizioni di vita della popolazione. “È inconcepibile per un Paese povero come la Guinea, che le risorse nazionali siano concentrate nelle mani di pochi. Oggi la posta in gioco è quella di mettere a disposizione dei giovani i mezzi perché possano restare nel loro Paese e progredire nella loro vita”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/10/2016)
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AFRICA/CONGO - Ripresa la guerriglia nel sud del Congo: 23 morti
 

Brazzaville (Agenzia Fides) - Sono 23 le persone uccise negli attacchi commessi a fine settembre nella Repubblica del Congo dagli ex membri del gruppo ribelle Ninjas Nsiloulou. Lo ha reso noto il Ministro della Giustizia di Brazzaville, Pierre Mabiala.
Secondo il Ministro le vittime sono quattro poliziotti militari, due poliziotti e undici civili. Gli assalti sono stati commessi nella regione meridionale del Pool nell’ultima settimana di settembre. Nell’assalto ad un treno, il 30 settembre, i guerriglieri hanno ucciso 14 persone.
Ben 4.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case da aprile, quando alcuni ex Ninjas Nsiloulou hanno ripreso le armi dopo la contestata rielezione del Presidente Denis Sassou N'Guesso.
Ntoumi, che dopo aver deposto le armi si era unito al Presidente Sassou Nguesso, ha però appoggiato lo sfidante Guy-Brice Parfait Kolélas, arrivato secondo nelle elezioni presidenziali del 20 marzo, che hanno visto la riconferma di Nguesso come Presidente- (L.M.) (Agenzia Fides 6/10/2016)
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AFRICA/SUDAN - Aumentano i morti a causa di malattie diarroiche
 
Khartoum (Agenzia Fides) – Il bilancio delle vittime della recente epidemia di malattie diarroiche in corso in Sudan continua ad aumentare e le strutture mediche non riescono a mantenere il controllo. Le fasce più vulnerabili della popolazione sono bambini, giovani e anziani. A Khartoum, il ministro della sanità sudanese ha confermato la morte di 71 persone e il contagio di altre 3.771 nei sei Stati di Kassala, El Gedaref, Sennar, El Gezira, Blue Nile e River Nile. Negli ultimi giorni, per mancanza di medicine, sono state registrate alcune vittime tra coppie di gemelli appena nati nell’ospedale pediatrico. Altri morti e una ventina di contagi sono stati registrati nel “villaggio 27” in località Um El Ghura, Stato di El Gezira. A El Nahud, West Kordofan, i pazienti hanno sovraffollato l’ospedale e i reparti a causa dello sciopero dei medici che va avanti da settimane, oltre che per il costo elevato degli interventi chirurgici presso strutture ospedaliere private presenti in città. Secondo fonti locali, i casi più critici sono stati trasferiti nell’ospedale El Obeyed. (AP) (6/10/2016 Agenzia Fides)
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AFRICA/EGITTO - Il governo vieta le manifestazioni copte nell'anniversario della “strage di Maspero”
 
Il Cairo (Agenzia Fides) - Il Ministero egiziano degli Affari Interni ha negato alle associazioni di giovani copti l'autorizzazione a organizzare una manifestazione in occasione del quinto anniversario del massacro conosciuto come la “strage di Maspero”. Il permesso a manifestare – hanno riferito le fonti ufficiali del Ministero – non è stato concesso per “motivi di sicurezza”. La strage di Maspero ebbe luogo il 9 ottobre 2011, nella fase di transizione seguita alle dimissioni del Presidente Hosni Mubarak, quando il governo egiziano era in mano al Consiglio Supremo delle Forze Armate. Quel giorno l'esercito, schierato in prossimità del palazzo che ospita la televisione di Stato, aprì il fuoco contro gruppi di manifestanti, in larga parte copti, lasciando sul terreno 27 morti. I manifestanti si erano radunati per protestare contro la demolizione di una chiesa avvenuta nell'Alto Egitto.
Gli attivisti dell'Unione giovanile Maspero hanno diffuso un comunicato, pervenuto al'Agenzia Fides, in cui denunciano di aver ricevuto anche minacce dalle forze di sicurezza, dopo che la loro richiesta di manifestare era stata respinta. Le disposizioni – molto restrittive – che in Egitto regolano la richiesta e l'autorizzazione a realizzare manifestazioni pubbliche sono entrate in vigore nel novembre 2013, in una fase della vita civile egiziana caratterizzata da alta tensione sociale, dopo la deposizione per via militare del Presidente islamista Mohamed Morsi, il leader dei Fratelli Musulmani che aveva vinto democraticamente le elezioni presidenziali nel giugno 2012. (GV) (Agenzia Fides 6/10/2016).
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ASIA/INDONESIA - La croce fatta da un artigiano musulmano è il simbolo della Giornata indonesiana della Gioventù
 
Manado (Agenzia Fides) – E’ stata la croce dei giovani il simbolo pregnante della Giornata della gioventù indonesiana (4-6 ottobre), conclusasi oggi a Manado. Come appreso da Fides, quella croce, fatta di bambù e rattan, è stata realizzata da un artigiano musulmano: l’opera è, essa stessa, segno di quella “unità nella diversità” e di armonia tra religioni diverse che è il motto dell’Indonesia ed è stato il tema centrale della Giornata della gioventù, titolata: “La gioia del Vangelo in una società plurale”.
"La croce è il simbolo di questi giorni" ha detto Sua Ecc. Mons. Joseph Suwatan, Vescovo di Manado. "La croce è stata pellegrina ed è passata di mano in mano, viaggiando per le parrocchie della diocesi di Manado" simboleggiando il cammino di chi “vuole cogliere il frutto dalla croce, che è l'amore, per costruire la pace” ha rimarcato.
Molti fedeli musulmani hanno accolto e onorato la croce come simbolo di pace nel corso di questo pellegrinaggio diocesano. P. Albert Sudjoko, teologo e docente al Seminario maggiore di Pineleng, nel Nord Sulawesi, racconta a Fides: "La croce è per i cristiani la sapienza di Dio che ama e dona la vita. Gradualmente la popolazione indonesiana è entrata nel significato della Croce della Giornata dei giovani: essa non è un segno di conflitto o di conquista bensì è un segno di rispetto, accoglienza e carità reciproca, ed esprime il desiderio di mantenere l'armonia e sviluppare la pace in Indonesia".
La croce ha campeggiato nella cerimonia di chiusura come nella Messa di apertura, celebrata il 4 ottobre allo stadio di Manado, dopo una gioiosa marcia, fra canti, danze e preghiere, che ha coinvolto gli oltre 2.600 giovani presenti nel Nord Sulawesi, giunti da 37 diocesi indonesiane.
Le liturgie erano guidate dal Vescovo di Manado, Sua Ecc. Mons. Joseph Suwatan, e tra i presenti alla Giornata della gioventù vi sono stati il Nunzio Apostolico, l’Arcivescovo Guido Filippazzi, l'Arcivescovo di Giacarta, Sua Ecc. Mons. Ignatius Suharyo, Presidente delle Conferenza episcopale, e il Vescovo Pius Riana Prapdi, Presidente della Commissione episcopale per i giovani, nonchè altri 24 Vescovi e oltre 100 sacerdoti.
L’evento ha avuto una vasta eco sui social media, anche per beneficiare tutti quei giovani che, per motivi organizzativi, avrebbero voluto essere presenti ma non hanno potuto esserci. Oltre al sito web, degli account specifici su Twitter, Instagram e Facebook hanno trasmesso in diretta molte attività del grande evento, condividendo parole, foto e video.
“Alla fine della manifestazione, i giovani tornano nelle loro città di origine avendo acquisito una maggior consapeolezza e con la missione di condividere con i loro amici, famiglie e comunità locali l’esperienza fatta a Manado. Valori come l’amore e la pace sono contagiosi”, ha concluso il Vescovo Pius Riana Prapdi. (PA) (Agenzia Fides 6/10/2016)
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ASIA/TURCHIA - Presidenza turca degli affari religiosi: Gulen ha sfruttato il dialogo interreligioso per costruire le sue “trame oscure”
 
Ankara (Agenzia Fides) – Nella perdurante campagna condotta dagli apparati turchi contro la rete che fa capo a Fetullah Gulen (il predicatore islamico turco espatriato negli Usa, un tempo alleato del presidente Recep Tayyip Erdoğan ma oggi accusato dalla Turchia di essere l'architetto del cosiddetto “stato parallelo” e l'ispiratore del golpe fallito del 15 luglio) viene tirato in ballo anche il Concilio Ecumenico Vaticano II e l'apertura al dialogo con le comunità e le tradizioni religiose che la Chiesa cattolica sancì in quell'assise conciliare.
La Presidenza degli Affari religiosi della Turchia, istituzione legata all'ufficio del Primo Ministro, ha predisposto un dossier sulle attività di Gulen e del suo movimento Hizmet, in cui si sostiene che il cosidetto FETO (acronimo turco di “Organizzazione terroristica tethillahnista”, definizione con cui gli organi turchi filo-governativi indicano la rete di Gulen) avrebbe strumentalizzato il dialogo interreligioso con le Chiese e comunità cristiane, per mettere in atto quelle che vengono descritte come sinistre trame di potere. “Con il progetto di dialogo interreligioso basato sulle disposizioni prese dal Concilio Vaticano II” si legge tra l'altro nel dossier “Gulen, organizzando eventi nazionali e internazionali, da un lato ha intessuto i suoi legami con la cultura cristiana, e dall'altro ha permesso all'organizzazione di essere accreditata in Occidente. Così lui ha avuto modo di stabilire la sua base in Pennsylvania, e numerosi Paesi occi dentali hanno aperto le porte all'Organizzazione”.
Il dossier, rilanciato nei giorni scorsi da fonti turche consultate dall'Agenzia Fides, prosegue sulla falsa riga delle campagne da tempo scatenate dalla stampa turca filogovernativa contro Fethullah Gulen, che già da tempo cercano di accreditare Gulen e il movimento Hizmet come “cavalli di troia del Vaticano”, costruendo illazioni inconsistenti di taglio complottista.
A inizio agosto(vedi Fides 10/8/2016), il giornalista Mine Kirikkanat, sul quotidiano Cumhuriyet, si era spinto al punto di insinuare che Fethullah Gulen (immaginato dall'articolista nelle vesti di "imam fedele alla Chiesa"), potrebbe essere il Cardinale creato “in pectore” da Giovanni Paolo II, scomparso il 2 aprile 2005, e mai da lui reso noto. La novità del dossier predisposto dalla Presidenza per gli Affari religiosi sta nel fatto che il collegamento tra le trame eversive attribuite a Gulen e le iniziative di dialogo inter-religioso viene affermato da un organismo istituzionale. La Presidenza per gli Affari Religiosi (Diyanet İşleri Başkanlığı) è un’istituzione che fa capo all’Ufficio del Primo Ministro, istituita dall’articolo 136 della Costituzione della Repubblica turca, nel 1924.
Il Diyanet - come viene comunemente chiamato - si occupa solo di Islam sunnita e non delle minoranze religiose presenti in Turchia: assegna gli imam alle moschee e redige i sermoni del venerdì. Nel corso degli ultimi quindici anni, il Diyanet si è gonfiato fino a raggiungere dimensioni impressionanti, Dal 2003 al 2013 budget e personale sono raddoppiati e il suo campo d’azione si è allargato, prestando la propria collaborazione alle attivita e alla programmazione di diversi ministeri. (GV) (Agenzia Fides 6/10/2016).
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ASIA/INDIA - Il Direttore nazionale POM: “Aspettiamo il Papa come messaggero di pace”
 
Bangalore (Agenzi Fides) – “Aspettiamo con gioia il Papa come messaggero di pace, mentre la nazione attraversa la crisi del Kashmir. Sarebbe una benedizione per il paese. La sua presenza potrebbe suscitare tanta commozione e sciogliere dei nodi”: lo dice a Fides p. Faustine Lobo, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in India. Papa Francesco, sul volo di ritorno dalla Georgia, ha detto che “un viaggio in India e Bangladesh nel 2017 è quasi sicuro”.
“Lo aspettiamo come una grazia per l’India. Dopo la canonizzazione di Madre Teresa, sarebbe un altro momento importante per noi. In questo tempo avvertiamo l’urgenza della pace, mentre l’escalation in Kashmir preoccupa molti. Il Papa ci ricorda che solo la pace è santa e che non esiste un Dio di guerra” rileva il Direttore. Per la situazione interna della Chiesa indiana, “con la sua presenza il Papa verrebbe a ricordare a tutta la società, a volte attraversata da fermenti di odio verso le minoranze religiose, che i cattolici indiani vivono e operano solo per il bene comune del paese” conclude p. Lobo.
Secondo fonti di Fides, i passi necessari per l’arrivo del Papa sono stati compiuti. Nell’aprile scorso, una delegazione guidata dal Cardinale Baselios Cleemis, Presidente della Conferenza episcopale indiana, ha chiesto al Primo Ministro Narendra Modi di scrivere una lettera di invito ufficiale a Papa Francesco. Il Cardinale aveva anche confermato di aver egli stesso invitato il Papa a visitare l'India. L'ultimo Papa ad andare in India è stato Giovanni Paolo II che nel febbraio 1986 approdò a Goa. (PA) (Agenzia Fides 6/10/2016)
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AMERICA/ARGENTINA - Trovato morto un parroco impegnato a combattere il narcotraffico
 
Tucuman (Agenzia Fides) – "La Conferenza Episcopale Argentina esprime il suo dolore e il suo sgomento per la morte di padre Juan Heraldo Viroche, parroco della parrocchia di Ntra. Sra. Del Valle de La Florida, a Tucuman. Ci uniamo alla richiesta dell'Arcivescovo locale al fine di un chiarimento veloce dei fatti e siamo vicini alla famiglia di padre Viroche, ai fedeli della parrocchia e della Chiesa di Tucuman": è il testo del comunicato della Conferenza Episcopale Argentina pervenuto a Fides, sulla morte del sacerdote.
Ieri, 5 ottobre, padre Juan Heraldo Viroche è stato trovato morto nella sua abitazione, a Tucuman, circa 70 km dalla capitale. Il sacerdote era molto conosciuto nella zona per la sua lotta contro il narcotraffico. Era una persona molto positiva e dinamica, riferiscono testimonianze di chi lo conosceva nella sua parrocchia, dove era molto impegnato anche con le famiglie della zona.
La Commissione Episcopale per la pastorale per la droga-dipendenza ha pubblicato un breve comunicato dove si legge: "Padre Juan era conosciuto perché spendeva la vita contro il traffico di droga, ha parlato chiaramente all'interno e all'esterno della sua comunità, per difendere la vita in pericolo". La Commissione ha anche fatto notare che “padre Viroche, ai suoi più stretti collaboratori, aveva espresso profondo dolore per le minacce ricevute dalle mafie della droga”.
Un primo rapporto delle autorità, secondo quanto diffuso dalla stampa locale, sembra orientare verso un suicidio, perché non c’erano segni di violenza esterna sul corpo ed è stato trovato in una stanza chiusa dall’interno. Ma la comunità resta incredula di fronte a questa versione dei fatti e nella stessa giornata di ieri ha organizzato una manifestazione davanti alla parrocchia per chiedere un chiarimento dei fatti.
(CE) (Agenzia Fides, 06/10/2016)
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AMERICA/HAITI - Morti e distruzione, più di 14 mila sfollati per l’uragano Matthew
 
Port au Prince (Agenzia Fides) – Martedì 4 ottobre l'uragano Matthew ha colpito in pieno Haiti, seminando desolazione e morte. Il paese più povero e vulnerabile delle Americhe che ancora sta cercando faticosamente di riprendersi dal terremoto del 2010, ha dovuto fare i conti con venti che hanno raggiunto 230 chilometri all'ora, piogge torrenziali che hanno causato inondazioni, frane, distruzione delle infrastrutture e perdita del bestiame.
Secondo un primo rapporto del giorno dopo, 5 ottobre, ci sono stati cinque morti ad Haiti. Matthew è considerato la peggiore tempesta degli ultimi decenni e la sua violenza ha lasciato, oltre ai morti, circa 14.500 persone sfollate, costrette a lasciare le loro case. Si calcola che 1.855 case sono state allagate. L’interruzione delle linee elettriche e delle comunicazioni rendono molto difficile quantificare l'entità esatta dei danni.
Martine Haentjens, responsabile della Caritas Internazionalis ad Haiti, sul posto al momento del passaggio dell’uragano, ha detto in una nota pervenuta a Fides: "Ho preso contatto con i nostri responsabili nelle diverse regioni del paese. I nostri programmi sono stati colpiti, in particolare a Les Cayes, dove quasi tutto è stato distrutto. Qui tutte le case sono state scoperchiate. Non abbiamo alcuna notizia del comune di Jérémie, ma è probabile che, dato come si muove ciclone, anche questa regione sia stata gravemente colpita. Per quanto riguarda Port-au-Prince, la situazione è sotto controllo, il danno è limitato. Ma le strade del paese sono impraticabili, anche i ponti distrutti".
La Caritas Internationalis è attiva sul paese con progetti di sicurezza alimentare dal terremoto del 2010, ed ha già stanziato un budget di 50.000 euro per sostenere Caritas Haiti.
(CE) (Agenzia Fides, 06/10/2016)

Verso la beatificazione per il Card. Celso Costantini

VATICANO - Si apre la strada verso la beatificazione per il Card. Celso Costantini
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La Conferenza Episcopale Triveneto “ha espresso parere favorevole all'avvio della causa di beatificazione del cardinale Celso Costantini (1876-1958), figura di notevole slancio missionario e carità pastorale nonché evangelizzatore della Cina, originario della diocesi di Concordia – Pordenone”. Il comunicato dei Vescovi del Triveneto informa così della decisione presa durante una giornata di approfondimento dedicata alla catechesi e all’annuncio del Vangelo, che si è tenuta il 30 settembre nella sede della Conferenza regionale, a Zelarino (Venezia).
Nato a Castions di Zoppola il 3 aprile 1876, Celso Costantini venne ordinato sacerdote il 23 dicembre 1899. Fu parroco in diverse parrocchie, dimostrando un grande spirito missionario. Nel 1920 venne nominato Amministratore apostolico di Fiume, eletto Vescovo il 22 luglio 1921. Il 12 agosto 1922 Papa Pio XI lo nominò primo Delegato apostolico in Cina, elevandolo alla dignità Arcivescovile.
Nel 1924 promosse il primo "Concilio Sinense", Concilio Plenario della Cina, tenuto a Shanghai. Grazie alla sua opera, il 28 ottobre 1926, vennero consacrati da Papa Pio XI nella Basilica di San Pietro in Vaticano, i primi 6 Vescovi cinesi. Nel 1927 fondò la prima congregazione religiosa cinese, la Congregazione dei Discepoli del Signore, per promuovere l’evangelizzazione in Cina fatta dai cinesi. Grazie al suo impegno nacque la prima Università cattolica cinese, Fu Ren, oggi a Taiwan.
Tornato in Italia, dal 1935 al 1953 fu Segretario della Congregazione "de Propaganda Fide", attuale Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, e durante il suo mandato, per suo diretto interessamento, venne istituita la gerarchia ecclesiastica in Cina, nel 1946. Papa Pio XII lo creò Cardinale nel Concistoro del 12 gennaio 1953. Morì a Roma il 17 ottobre 1958, tra la morte di Pio XII e l'elezione di Giovanni XXIII. La sua fulgida figura e la sua opera rimangono come punto di riferimento per le relazioni tra Cina e Santa Sede. (SL) (Agenzia Fides 06/10/2016) 

Bollettino agenzia Fides del 5 ottobre 2016

AFRICA/CONGO RD - Separare le elezioni presidenziali da quelle legislative e locali per superare la crisi
 

Kinshasa (Agenzia Fides) - Il Presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila, ha confermato il 4 ottobre il rinvio delle elezioni presidenziali che dovevano tenersi prima del 19 dicembre, data di scadenza del suo secondo mandato. In precedenza la Commissione Elettorale Indipendente aveva annunciato che le elezioni sarebbero slittate alla fine del 2018, dopo il completamento della revisione delle liste elettorali (vedi Fides 3/10/2016).
Nuove manifestazioni di protesta sono state annunciate per il 19 ottobre da “Le Rassemblement”, la coalizione dell’opposizione che sostiene lo storico leader Étienne Tshisekedi e che non partecipa al “dialogo nazionale” tra maggioranza e altri partiti d’opposizione per trovare una soluzione alla crisi politica. “Le Rassemblement” aveva indetto le proteste del 19 settembre che erano degenerate in violenti scontri con un bilancio di oltre 50 morti, 127 feriti e 368 arresti. Le Rassemblement” si è comunque dichiarato disponibile a “un vero dialogo inclusivo” per risolvere la crisi
Secondo una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo, “la soluzione alla crisi potrebbe passare attraverso la ricerca di un compromesso, tra le due posizioni sulla questione della data delle prossime elezioni presidenziali, che dovrebbero essere organizzate in una data che si avvicini il più possibile a quella prevista dalla Costituzione, ormai impossibile da rispettare”. Affinché esse possano avere luogo il più presto possibile, sarebbe quindi necessario organizzarle con priorità, disgiungendole da quelle legislative nazionali e legislative provinciali. Inoltre, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di abbreviare, nella misura del possibile, il tempo necessario per la rielaborazione del registro elettorale.
In tal modo, sarebbe possibile organizzare le elezioni presidenziali nel corso dell’anno 2017, in una data che non superi i mesi di ottobre o novembre. “Si tratta di una possibilità realista, poiché il registro elettorale sarebbe già disponibile a partire da giugno-luglio, la circoscrizione elettorale sarebbe una sola (l’intero territorio nazionale) e non richiederebbe, quindi, l’operazione di ripartizione dei seggi secondo le varie circoscrizioni, la quantità del materiale elettorale sarebbe ridotta alle sole presidenziali e richiederebbe un tempo relativamente breve sia par la sua produzione che per la sua distribuzione sul territorio. La formazione degli agenti elettorali potrebbe essere organizzata in contemporanea con altre operazioni di tipo logistico” conclude la nota. (L.M.) (Agenzia Fides 5/10/2016)
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AFRICA/CENTRAFRICA - “Combattimenti al km5 dopo l’uccisione di un comandante militare” riferiscono fonti di Fides
 

Bangui (Agenzia Fides) - Un comandante dell’esercito centrafricano, Marcel Mombeka, è stato ucciso ieri mattina nei pressi del km5, il quartiere musulmano della capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui. Nell’agguato è rimasto ferito il figlio quattordicenne del militare.
“La dinamica dell’omicidio del comandate sembra essere quella di un regolamento di conti e non un attacco di Seleka, l’ex ribellione protagonista della guerra civile, almeno è quello che pensa una parte della popolazione” dice all’Agenzia Fides una fonte locale, che ha chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza.
“I militari a lui fedeli si sono subito mobilitati per vendicarlo e ne è nata una serie di sparatorie tra questi e i gruppi armati che controllano il km5. Si è combattuto tutto il pomeriggio di ieri fino alla sera, anche con armi pesanti, dietro alla parrocchia del quartiere. Di fronte alla parrocchia sono state erette barricate, mentre la gente della zona è stata costretta di nuovo alla fuga”.
“Oggi, forse anche grazie alla pioggia che cade da stamattina, la situazione è un po’ più calma. Le strade del quartiere sono però deserte e l’atmosfera è pesante. Altre informazioni non è possibile averle perché è ancora pericoloso addentrarsi nel Km5 e ci vorrà qualche giorno per avere un bilancio delle vittime dei combattimenti” conclude la nostra fonte. (L.M.) (Agenzia Fides 5/10/2016)
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AFRICA/EGITTO - Quattro copti (compreso un bambino) rapiti nella provincia di Assiut
 
Assiut (Agenzia Fides) – Quattro cristiani copti, tra i quali figura anche un bambino di 9 anni, sono stati rapiti il 3 ottobre nella città di Manfalut, compresa nella provincia di Assiut, 350 km a sud del Cairo. I rapitori hanno inizialmente chiesto per riscatto 500mila sterline egiziane, equivalenti a oltre 50mila euro. Secondo quanto riportato dal network Watani, i familiari dei rapiti hanno ricevuto dalla polizia il consiglio di pagare il riscatto, se vogliono evitare che i loro congiunti siano uccisi dai rapitori. Questa è la prassi suggerita dalle forze di polizia in casi del genere, dopo che in alcune occasioni i rapiti sono stati uccisi perchè avevano temporeggiato nel pagare le somme richieste.
Il rapimento è avvenuto con modalità singolari: due dei quattro rapiti, i fratelli Emad e Rami Lamei, operano nel campo delle costruzioni edilizie, ed erano stati convocati ad un appuntamento a Manfalut, con la promessa di ricevere una commessa di lavoro. Giunti nella città, un loro parente si è offerto di accompagnarli insieme al figlio piccolo, di nove anni, al luogo dell'appuntamento, dove ad attenderli c'erano i rapitori.
La piaga dei sequestri di persona perpetrati a danno di appartenenti alla comunità copta continua a mietere vittime in tutto l'Egitto, con una concentrazione nell'Alto Egitto, in particolare nelle regioni di Minya e di Assiut, dove in alcuni villaggi sulle rive del Nilo i cristiani in passato sono stati talvolta costretti anche a pagare “preventivamente” somme di denaro sotto la minaccia di subire ritorsioni violente. Nel solo Governatorato di Minya, la somma complessiva di denaro versata per pagare il riscatto di cristiani rapiti dal gennaio 2011 alla fine del 2014 ha ormai superato la cifra di 120 milioni di sterline egiziane. (GV) (Agenzia Fides 5/10/2016). 
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ASIA/INDIA - Crisi del Kashmir: la Chiesa lancia una grande preghiera interreligiosa nazionale
 
New Delhi (Agenzia Fides) - “Annunciamo una grande preghiera nazionale che si terrà domenica 16 ottobre 2016: tutti i Vescovi, tutti i sacerdoti, religiosi e laici, animeranno messe, liturgie, veglie e preghiere per il bene della nazione. Chiediamo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di unirsi a noi e di pregare per il nostro amato paese, invocando la benedizione di Dio sulla sua popolazione”: è l’appello diffuso dal Cardinale Baselios Cleemis, Presidente della Conferenza Episcopale interrituale dell’India (CBCI) - che raggruppa i Vescovi di rito latino, malabarese e malankarese – in risposta alla crisi del Kashmir e all’escalation che si registra nella regione di confine col Pakistan.
Nello stato indiano di Jammu e Kashmir, alla frontiera pakistana, è tuttora in vigore il coprifuoco. Il conflitto tra l'esercito e i gruppi indipendentisti si è infiammato dopo l'uccisione, avvenuta a luglio, di Burhan Wani, noto militante, cui è seguita una serie di attentati e attacchi alle basi militari. La tensione è alta e la popolazione vive sotto sorveglianza militare, mentre scuole, università ed esercizi commerciali sono fermi. Anche le feste e le assemblee religiose sono per ora sospese.
Il messaggio del Cardinale Cleemis, inviato a Fides, invita i credenti di tutte le religioni a unirsi in una preghiera per la pace, valore cha accomuna tutte le fedi: “Il 2 ottobre abbiamo celebrato il compleanno del Mahatma Gandhi; il 4 ottobre è stata la festa di san Francesco di Assisi, messaggero di pace. L’11 ottobre si celebra la festa indù del Dusserah, che è la vittoria del bene sul male; il Muharram, festa significativa per i musulmani, cade il 12 ottobre; il 20 ottobre i sikh ricordano la nascita del guru Granth, mentre il 30 ottobre celebreremo il Deepavali, la festa che segna la vittoria della luce sulle tenebre. Tra tutte queste feste religiose, il nostro amato paese affronta una sfida straordinaria, specialmente ai suoi confini. La Chiesa cattolica , con tutti gli altri credenti, vuole pregare per la giustizia, la pace, la prosperità, l’armonia e l’unità” conclude il Cardinale. (PA) (Agenzia Fides 5/10/2016)
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ASIA/GIORDANIA - La Giordania è il Paese con più rifugiati. Caritas Jordan: situazione insostenibile e pericolosa
 
Amman (Agenzia Fides) - La Giordania ospita al momento due milioni e 7mila rifugiati: una moltitudine che pone il Regno Hascemita al primo posto nella classifica delle Nazioni ospitanti il maggior numero di profughi e sfollati, seguita da Turchia (2,5 milioni), Pakistan (1,6 milioni) e Libano (1,5 milioni). Secondo i dati forniti da Amnesty International, la metà dell'intera massa globale di rifugiati in tutto il mondo è ospitata soltanto da 10 Paesi dei 193 che compongono l'intera lista delle nazioni.
“Questi dati” commenta all'Agenzia Fides Wael Suleiman, Direttore generale di Caritas Jordan, “sono addirittura sottostimati rispetto alla realtà, e impressionano anche perchè documentano che le nazioni più ricche e avanzate ospitano un numero esiguo di profughi, nonostante adesso in quei Paesi molti governi siano guidati o comunque condizionati da forze che guadagnano potere proprio sfruttando e fomentando la paura e il rifiuto degli immigrati. La Giordania è aperta a tutti, siamo consapevoli di svolgere una missione umanitaria importante, e vogliamo continuare. Negli ultimi tempi sono stati regolarizzati come lavoratori legali 200mila rifugiati siriani. Ma ormai rifugiati e immigrati rappresenano il 40 per cento della popolazione. Il debito nazionale è cresciuto negli ultimi anni in maniera esponenziale. Tanti giordani sono adesso più poveri di molti immigrati. Se la comunità internazionale non prende atto della situazione esplosiva e non interviene a sost enere questo sforzo compiuto dall'intero Paese, arriverà un tempo in cui anche qui verranno chiuse le porte d'ingreso e si penserà di rimpatriare chi era fuggito dalla fame e dalle guerre”. (GV) (Agenzia Fides 5/10/2016). 
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AMERICA/BRASILE - Forum sulla garanzia dei Diritti fondamentali riunisce 26 diocesi
 
San Paolo (Agenzia Fides) – "Garanzia dei diritti fondamentali" è il tema del Forum, che si terrà il 29 ottobre a San Paolo, indicato dal gruppo di coordinamento del Forum dei Consigli Pastorali Sociali della Regione Sud 1 della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB). Il gruppo ha così accolto la proposta della Commissione della Pastorale della Salute dell'Arcidiocesi di San Paolo, a causa della gravità del momento, che minaccia le conquiste sociali attraverso la Proposta di legge 241, in discussione al Congresso nazionale.
Tale proposta dovrebbe congelare la spesa per la Sanità e l’Educazione per 20 anni, con ripercussioni sui lavoratori privati ma soprattutto del pubblico impiego. Se la legge venisse approvata, verrebbe a completarsi la riforma del sistema di previdenza sociale iniziata anni fa, e comporterebbe il blocco dei concorsi e delle assunzioni, oltre al blocco dell’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Con l’attuale inflazione mensile che supera l’8,5%, congelare la spesa, i salari e le pensioni significherebbe impoverire l’intera società brasiliana.
Il Forum, secondo le informazioni pervenute a Fides, ha scelto questo tema perché è quello più urgente da trattare secondo le 26 diocesi della Regione Sud 1, che hanno già confermato la loro partecipazione. I Vescovi Sua Ecc. Mons. João Inácio Müller, Vescovo di Lorena, Coordinatore del Forum, e Sua Ecc. Mons. Leonardo Steiner, Ausiliare di Brasilia, Segretario generale della CNBB, si sono offerti ha seguire personalmente i partecipanti.
Nel frattempo, alla fine del mese di settembre hanno scioperato e manifestato i principali settori sociali del paese: lavoratori dei trasporti, dell’educazione, della sanità e le maggiori organizzazioni sindacali. (CE) (Agenzia Fides, 05/10/2016)
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AMERICA/NICARAGUA - Preghiera e digiuno per il presente e il futuro del Nicaragua
 
Managua (Agenzia Fides) – Da domani, 6 ottobre, dietro invito della Conferenza Episcopale del Nicaragua, ogni parrocchia della nazione organizzerà una “Giornata di Preghiera e Digiuno per il presente e il futuro del Nicaragua”.
Il 6 novembre, 3,4 milioni di cittadini nicaraguensi saranno chiamati alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica e 90 deputati dell’Assemblea Nazionale. La situazione nel Paese è ancora tesa a causa dalla terza candidatura consecutiva del Presidente Daniel Ortega, non prevista dalla Costituzione, e dalla discussione in corso sulla presenza di osservatori internazionali che garantiscano elezioni libere e trasparenti (vedi Fides 28/09/2016). I Vescovi Silvio José Báez (Ausiliare di Managua), Rolando Alvarez Lagos (Vescovo di Matagalpa) e Juan Abelardo Mata (Vescovo di Estelí) hanno già espresso, a titolo personale, la loro preoccupazione per il futuro della democrazia in Nicaragua (vedi Fides 18/08/2016).
"Vogliamo illuminare dalla nostra fede, come Pastori della Chiesa, questo momento storico. Invitiamo tutti i cittadini ad affrontare questo processo elettorale con decisione e ad agire secondo la propria coscienza, liberamente e senza timore di alcuna coercizione esterna" si legge nel comunicato del Vescovi pubblicato il 22 agosto e rilanciato in questi giorni. "In tempi di crisi e di tensione è facile cedere alla tentazione della violenza, ma questa non risolve mai i conflitti. Chiamiamo tutti i nicaraguensi ad agire pacificamente, nel rispetto delle legittime scelte di ogni persona e ad evitare tutto ciò che minaccia l'integrità fisica e morale degli altri. La pace è un dono di Dio, ma è anche il frutto della giustizia e dell’impegno umano" sottolineano i Vescovi.
(CE) (Agenzia Fides, 05/10/2016)
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AMERICA/PERU’ - Sette bambini su 10 vittime di abusi
 
Lima (Agenzia Fides) - Il 74% dei bambini e delle bambine e l’81% degli adolescenti in Perù subiscono maltrattamenti. E’ quanto emerso nel IV Incontro nazionale per la Prima Infanzia, in corso a Lima. In questa occasione il Ministero della donna e delle popolazioni vulnerabili del Perù ha lanciato una campagna che ha come motto: “Senza picchiare nè umiliare, è ora di cambiare”, per rendere consapevoli gli adulti, attraverso video, degli effetti dannosi che comporta il maltrattamento sulla salute emotiva e fisica dei minori. Secondo la Ricerca nazionale sulle relazioni sociali (ENARES), il 74% dei bambini e delle bambine tra i 9 e gli 11 anni, almeno una volta ha subito violenza fisica o psicologica da parte delle persone con le quali vive. Nel caso degli adolescenti, tra 12 e 17 anni, la percentuale arriva all’81%. Secondo la ENARES, 75 bambini su 100 sono stati vittime di violenza fisica o psicologica da parte di alunni della scuola che frequentano. Il 71,1% ha subito violenza psicologica, il 36,3% è stata vittima di maltrattamento fisico e psicologico e il 40,4% fisico. Inoltre, il 35% del gruppo nella fascia di età tra 12 e 17 anni almeno qualche volta nella vita è stato vittima di violenza sessuale.
(AP) (5/10/2016 Agenzia Fides)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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