Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Messaggio Pasquale del vescovo di Udine
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La Corona di Spine
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Non Verrà alla festa?
Che ve ne pare?
Non verrà alla festa?
(Gv 11)
Siamo onesti. La festa la fanno gli invitati, non il festeggiato.
Siamo onesti. Prima di aderire o meno all’invito, ci si informa a chi altri sia stato rivolto.
Siamo fatti così: alla festa vogliamo stare con l’ospite che preferiamo. Che si riveli punta di diamante dell’evento o misero agnello sacrificale.
Sì perché come adoriamo la presenza del personaggio arguto, sempre sul pezzo, non disdegniamo nemmeno un po’ di passare il tempo a prendere in giro – di nascosto, ma non troppo – il malcapitato di turno, spettegolando su abbigliamento, famiglia, modo di esprimersi.
Gesù sarebbe stato la punta di diamante o l’agnello sacrificale di quella festa? Probabilmente entrambi e ne ha coscienza. Per questo evita di rispondere all’invito pubblicamente.
«Che ve ne pare? Non verrà alla festa?» si chiedono i Giudei.
Ho sempre detto, forse banalmente, ai ragazzi, nei gruppi, nella catechesi, che la messa è la festa di Gesù. Siamo noi gli invitati! Senza punte di diamante o agnelli sacrificali.
Bello pensare che sia Lui, pensando a me, che si chiede: «Non verrà alla festa?».
Siamo onesti. Prima di aderire o meno all’invito, ci si informa a chi altri sia stato rivolto.
Siamo fatti così: alla festa vogliamo stare con l’ospite che preferiamo. Che si riveli punta di diamante dell’evento o misero agnello sacrificale.
Sì perché come adoriamo la presenza del personaggio arguto, sempre sul pezzo, non disdegniamo nemmeno un po’ di passare il tempo a prendere in giro – di nascosto, ma non troppo – il malcapitato di turno, spettegolando su abbigliamento, famiglia, modo di esprimersi.
Gesù sarebbe stato la punta di diamante o l’agnello sacrificale di quella festa? Probabilmente entrambi e ne ha coscienza. Per questo evita di rispondere all’invito pubblicamente.
«Che ve ne pare? Non verrà alla festa?» si chiedono i Giudei.
Ho sempre detto, forse banalmente, ai ragazzi, nei gruppi, nella catechesi, che la messa è la festa di Gesù. Siamo noi gli invitati! Senza punte di diamante o agnelli sacrificali.
Bello pensare che sia Lui, pensando a me, che si chiede: «Non verrà alla festa?».
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A) 9 aprile 2017
DOMENICA DELLE PALME (ANNO A)
Commemorazione
dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme
ANTIFONAOsanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)
Il sacerdote saluta il popolo con queste parole:
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
R. E con il tuo spirito.
Quindi rivolge al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:
Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con le opere di carità fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.
Dopo questa esortazione, il sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
E senza nulla dire, asperge i rami con l'acqua benedetta.
Segue la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore.
VANGELO (Mt 21,1-11)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».
Parola del Signore.
Dopo il Vangelo si può fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l'avvio alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può fare un'esortazione con queste parole:
Imitiamo, fratelli carissimi, le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore, e avviamoci in pace.
Ha quindi inizio la processione verso la chiesa, nella quale si celebra
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (Is 50,4-7)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.
Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 21)
Rit: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.
SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Mt 26,14- 27,66)
La passione del Signore.
+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo
- Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
- Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare
- Uno
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
- Questo è il mio corpo; questo è il mio sangue
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».
Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
- Cominciò a provare tristezza e angoscia
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà». Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l’ora è vicina e il Figlio dell’uomo viene consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
- Misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?». In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
- Vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: “Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni”». Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio». «Tu l’hai detto – gli rispose Gesù –; anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!». Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa’ il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».
- Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!». Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici». Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno». Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell’uomo!». Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!». Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
- Consegnarono Gesù al governatore Pilato
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore».
- Sei tu il re dei Giudei?
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
- Salve, re dei Giudei!
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
- Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
- Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
- Elì, Elì, lemà sabactàni?
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra queste c’erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo.
- Giuseppe prese il corpo di Gesù e lo depose nel suo sepolcro nuovo
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatèa, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andò. Lì, sedute di fronte alla tomba, c’erano Maria di Màgdala e l’altra Maria.
- Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete
Il giorno seguente, quello dopo
Parola del Signore.
Preghiera dei Fedeli
Nella consapevolezza che la misura dell’amore di Dio per noi è di essere senza misura, eleviamo al Padre le nostre preghiere.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.
1. Perché
2. Perché i cristiani che sono perseguitati in varie parti del mondo abbiano la forza di associare le loro sofferenze ai patimenti di Cristo in croce, fonte della salvezza per l’umanità. Preghiamo.
3. Perché tutti coloro che sono crocifissi dall’ingiustizia e dalla violenza degli uomini trovino nei cristiani fratelli solidali e pronti ad offrire un aiuto concreto. Preghiamo.
4. Perché i malati che sentono la morte vicina siano raggiunti dalla pace e dalla consolazione che sgorgano dall’amore di Dio, che ci aspetta nella felicità eterna. Preghiamo.
5. Perché con gli occhi della fede riconosciamo gli insegnamenti della Passione di Gesù e ci rendiamo dono d’amore per i fratelli. Preghiamo.
Ascolta o Padre le nostre preghiere: rendici capaci di accompagnare Gesù nel cammino della croce, per partecipare anche della sua risurrezione. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO
La passione redentrice del Signore.
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi peccatori
e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati.
Con la sua morte lavò le nostre colpe
e con la sua risurrezione
ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode: Santo...
Bollettino Agenzia Fides 5 aprile 2017
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| AFRICA/SUDAFRICA - I Vescovi: “Il Presidente Zuma non abbia timore di prendere in considerazione di dimettersi” | |
Johannesburg (Agenzia Fides)- Si riporti la crisi politica in Parlamento per preservare la democrazia e la pace sociale, chiedono i Vescovi sudafricani in un messaggio firmato da Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo e Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference, pubblicata il 4 aprile. Il rimpasto governativo operato dal Presidente Jacob Zuma che ha visto la sostituzione del Ministro delle Finanze Pravin Gordhan, con Malusi Gigaba, sta creando fortissime proteste nel Paese (vedi Fides 31/3/2017). “In questo stato di ansietà e di incertezza è della massima importanza che il Parlamento sia convocato d’urgenza” affermano i Vescovi sudafricani nel documento pervenuto all’Agenzia Fides. I Vescovi ricordano che è compito del Parlamento controllare l’operato del governo ed esprimono la speranza che i deputati “siano guidati dal bene del Paese e della popolazione, e non da ristrette lealtà o interessi di parte”. In Sudafrica da più parti si chiedono le dimissioni di Zuma. “Mentre prendiamo nota e rispettiamo gli appelli alle dimissioni del Presidente, un passo del genere da solo non rappresenta la soluzione completa, perché occorre sradicare la corruzione ad ogni livello” afferma il messaggio che chiede all’African National Congress, il partito al potere, di “fare sforzi seri per far cessare la corruzione e le raccomandazioni a tutti i livelli di governo”. In ogni caso i Vescovi chiedono a Zuma “di riconsiderare seriamente la propria posizione e di non aver timore d’agire con coraggio e umiltà nell’interesse migliore della nazione”. Il 7 aprile è stata organizzata una marcia di protesta in tutto il Sudafrica. Notando che si sono intensificate le voci incontrollate su possibili violenze, i Vescovi ribadiscono che dimostrare pacificamente è un diritto e che “è essenziale che la gente possa far sentire la propria voce”. (L.M.) (Agenzia Fides 5/4/2017) | |
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| ASIA/SIRIA - Strage di Idlib, il Vescovo Antoine Audo: vicenda destabilizzante, pesano gli interessi delle forze coinvolte nella guerra | |
| Aleppo (Agenzia Fides) – “In questa situazione così frammentata, con tanti interessi e attori in gioco, è difficile poter essere sicuri al cento per cento di come stanno le cose. Ma per quello che conosciamo in base alle nostre esperienze, non riesco proprio a immaginare che il governo siriano sia così sprovveduto e ignorante da poter fare degli 'errori' così madornali”. Sono queste le prime considerazioni che il Vescovo siriano Antoine Audo, alla guida della diocesi caldea di Aleppo, condivide con l'Agenzia Fides riguardo al bombardamento con armi chimiche realizzato presso Khan Shaykun, nella provincia siriana di Idlib, in una zona ancora in mano a milizie anti-Assad, a cominciare da quelle del fronte qaidista al Nusra. Il bombardamento ha provocato la morte di decine di persone, compresi molti bambini. Il Vescovo Audo, responsabile di Caritas Siria, ammette che gli scenari del conflitto siriano appaiono spesso enigmatici e manipolati da contrapposte propagande: “e già in altri passaggi delicati della guerra” aggiunge il Vescovo caldeo, “episodi di uso delle armi chimiche hanno avuto un impatto destabilizzante sull'intero quadro. Due giorni fa, il Presidente USA Donald Trump aveva detto che Assad fa parte della soluzione del problema siriano. Adesso fa dichiarazioni per dire il contrario. Ci sono interessi delle forze regionali implicate nella guerra. Conviene sempre tener conto di questo, soprattutto quando certe cose si ripetono con dinamiche molto simili, e innescano le stesse reazioni e gli stessi effetti già sperimentati in passato”. Il 21 agosto 2013 si verificò un attacco chimico a Gutha, nei sobborghi sud-orientali di Damasco in mano alle forze anti-Assad. L'attacco avvenne dopo che l'allora Presidente USA Barack Obama, circa un anno prima, aveva indicato proprio l'utilizzo di armi chimiche come “linea rossa” per un possibile intervento armato contro la Siria. Governo siriano e milizie anti-Assad si sono sempre rinfacciati a vicenda la responsabilità di quell'attacco. Su iniziativa russa, quella fase di acuta crisi internazionale – segnata dall'ombra di un imminente intervento militare diretto degli USA contro il regime di Assad – fu risolta con l'adesione della Siria alla Convenzione sulle armi chimiche, e con la successiva distruzione dell'arsenale chimico siriano, avvenuta sotto l'egida dell'ONU. (GV) (Agenzia Fides 5/4/2017). | |
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| ASIA/IRAQ - Una “marcia della pace” da Ankawa a Qaraqosh (140km) durante la Settimana Santa, per invocare la fine di ogni violenza | |
| Ankawa (Agenzia Fides) – Una marcia di più di 140 chilometri per chiedere il dono della pace e la fine di ogni violenza si snoderà durante i giorni della Settimana Santa da Ankawa (sobborgo di Erbil) fino a Qaraqosh, cittadina abbandonata dai suoi abitanti cristiani nell'estate del 2014, quando fu conquistata dalle milizie jihadiste dello Stato Islamico (Daesh). L'iniziativa, sostenuta dal Patriarcato caldeo, vedrà la partecipazione di almeno cento persone, in buona parte irachene, ma anche provenienti da altri Paesi. I partecipanti alla marcia si darano appuntamento il 9 aprile a Erbil, dove prenderanno parte insieme alla messa della domenica delle Palme. Il percorso della marcia attraverserà centri urbani e villaggi della Piana di Ninive, un tempo abitati in maggioranza da cristiani. Alcuni di essi, dopo essere stati liberati dall'occupazione jihadista, si presentano attualmente come città fantasma, e iniziano a prendere forma dubbi e incertezze sul possibile ritorno alle proprie case di molti dei cristiani sfollati, attualmente profughi nel Kurdistan iracheno o emigrati in altri Paesi. La marcia per la pace vuole testimoniare la speranza nella rinascita delle città e dei villaggi nella Piana di Ninive, insieme alla volontà di superare ogni violenza - comprese le possibili ritorsioni sofferte dalla popolazione civile nel conflitto ancora in corso a Mosul - e avviare processi di riconciliazione in seno a una popolazione dilaniata da anni di scontri settari. (GV) (Agenzia Fides 5/4/2017) | |
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| ASIA/INDIA - Si impara a scuola come fermare la violenza sulle donne | |
| Chennai (Agenzia Fides) - Impegnarsi per porre fine alla violenza sulle donne attraverso misure per prevenirla, fermarla, ripararne gli effetti: i francescani in India hanno lanciato una speciale campagna nazionale con questo obiettivo. Come riferito a Fides da p. Nithiya Sagayam, frate cappuccino e coordinatore nazionale dell'Associazione delle Famiglie francescane dell'India (AFFI), che include frati, suore e laici francescani, la campagna ha preso il via a Hosur e Krishnagiri, due località nello stato di Tamil Nadu, nelle scuole gestite dalla Congregazione dei Servi Francescani di Maria (Franciscan Servants of Mary), che accompagnano nel percorso di istruzione migliaia di ragazze. I francescani promuovono nelle scuole corsi di formazione motivazionale accanto a strategie e piani d'azione che saranno gradualmente proposti a scuole e college in tutto il paese. Circa duecento insegnanti sono stati formati con le sessioni di training, discussioni di gruppo e piani d'azione per individuare e mettere in atto modalità e pratiche per fermare le diverse forme di violenza sulle donne indiane. Gli insegnanti a loro volta si faranno promotori di questi input e di queste strategie tra le bambine e le loro famiglie. P. Nithiya Sagayam illustra a Fides le problematiche principali affrontate: la selezione di genere e l'aborto selettivo; l'abuso e le molestie delle minorenni; i matrimoni precoci; la prostituzione infantile; la tratta di bambine e ragazze; la pratica della "dote"; la violenza domestica; le aggressioni al partner. L'AFFI ha organizzato programmi di sensibilizzazione che dureranno tutto l'anno. Per dare la più larga diffusione possibile a queste pratiche di formazione e coscientizzazione, a partire dalle scuole, i francescani hanno messo a punto un DVD che contiene materiale di formazione, presentazioni in PowerPoint, video clip che sarà mandato in visione a migliaia di scuole, cattoliche e non, in tutta l'India, con la proposta di avviare questi seminari. (PA) (Agenzia Fides 5/4/2017) | |
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| AMERICA/COLOMBIA - L’aiuto della Chiesa cattolica a quanti fuggono dal Venezuela | |
| Cucuta (Agenzia Fides) – I recenti avvenimenti e gli sviluppi politici che si stanno verificando in Venezuela (vedi Fides 1 e 3/04/2017) hanno fatto aumentare l’arrivo dei venezuelani in Colombia, in cerca di migliori opportunità. Il Vescovo della diocesi colombiana di Cúcuta, Sua Ecc. Mons. Víctor Manuel Ochoa Cadavid, ha osservato che la questione è preoccupante, vista la situazione sociale ed economica degli abitanti del paese vicino, dove le famiglie non riescono a procurarsi il minimo necessario per vivere con dignità. La Chiesa cattolica colombiana ha avuto un ruolo fondamentale nel fornire assistenza umanitaria, già nel mese di agosto 2015, a migliaia di colombiani e venezuelani espulsi in massa dal Venezuela (vedi Fides 1 e 3/09/2015). "Abbiamo consegnato cibo, medicine e abbiamo ssostenuto con il necessario la gente. Se fosse il caso, lo rifaremmo, per solidarietà con i nostri fratelli" ha detto il Vescovo nella nota inviata a Fides. Mons. Ochoa ha fatto queste dichiarazioni alla stampa locale il 3 aprile, commentando la riunione svoltasi il 27 marzo fra i due Vescovi di frontiera: Mons. Víctor Manuel Ochoa Cadavid e Mons. Mario del Valle Moronta, rispettivamente della diocesi di Cúcuta (Colombia) e di San Cristóbal (Venezuela). Fra le decisioni prese in questo incontro, figura l'aiuto solidale per la popolazione in tutti e due i lati della frontiera e la programmazione di un incontro dei parroci delle diocesi di frontiera. (CE) (Agenzia Fides, 05/04/2017) | |
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| AMERICA/MESSICO - I Vescovi invitano al voto e chiedono ai candidati di evitare il “gioco sporco” | |
| Xalapa (Agenzia Fides) – I Vescovi che compongono la Provincia ecclesiastica di Xalapa hanno invitato i candidati a sindaoi delle 212 località della regione ad evitare il "gioco sporco", gli attacchi infondati o la mancanza di rispetto durante la campagna elettorale. Hanno ricordato alla comunità che questo tipo di atteggiamento scorretto "non corrisponde ad una democrazia seria e matura, perché denigra l'autore e rende più difficile l'armonia sociale nel futuro". Hanno inoltre invitato la popolazione a partecipare alle prossime elezioni in cui saranno rinnovati tutti i sindaci. Ai sacerdoti della provincia hanno chiesto di evitare tutto ciò che potrebbe essere o apparire come sostegno ad un particolare candidato o partito. "Sono proibite, quindi, le celebrazioni per chiedere il successo di una campagna o per rendere grazie per il successo di un determinato candidato. Solo una volta che le elezioni si saranno concluse e saranno state legittimamente costituite le autorità, queste avranno il sostegno e le preghiere dei fedeli cattolici" si legge nel comunicato pervenuto a Fides. Il 4 giugno 2017 si svolgeranno le elezioni municipali a Coahuila, Stato di Messico, Nayarit e Veracruz, in tutto 272 comuni. (CE) (Agenzia Fides, 05/04/2017) |
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