Riconosciuta attività sociale della Chiesa

Mons. Stefano Russo, segretario generale Cei
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Per mons. Stefano Russo, segretario della Conferenza episcopale italiana, la sentenza della Corte di Giustizia Europea sull’Ici riconosce il valore sociale ... 

Per affrontare i danni stringerci in una forte solidarietà

Maltempo: mons. Mazzocato (Udine), “per affrontare i danni stringerci in una forte solidarietà”



“Ci sono ora da affrontare i danni provocati dall’acqua e dal vento. Sarà più facile farlo se ci daremo tutti una mano stringendoci in una forte solidarietà che altre volte il popolo friulano ha dimostrato. Le istituzioni faranno sicuramente la loro parte con interventi straordinari. Ma la risorsa più efficace sarà la coesione nelle comunità aiutandosi l’un l’altro, con un occhio particolare per chi è più nel disagio”. Lo scrive l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel messaggio inviato alle comunità della Carnia colpite duramente dal maltempo. Verrà letto anche in tutte le Messe che saranno celebrate nelle parrocchie del territorio. Il presule ammette di aver “seguito con apprensione e con la preghiera i giorni di prova che avete dovuto affrontare sotto la disastrosa ondata di maltempo che ci ha colpito”. Il presule racconta di aver tirato “un sospiro di sollievo” quando “ho saputo che non c’erano né vittime, né feriti”. “Se è stato evitato questo danno irreparabile – si legge nel testo del messaggio -, un particolare merito va riconosciuto anche al tempestivo ed efficace intervento delle istituzioni, dei corpi organizzati per il pronto intervento e di tanti volontari che nel momento del bisogno nel nostro Friuli non mancano mai”. Tra di loro, vengono indicati anche i “nostri parroci”, che “nei momenti di prova sanno essere punti di riferimento e infondere coraggio e speranza alle comunità”. Poi, l’auspicio che “questi giorni di prova siano una scossa che ci risveglia da un certo individualismo che ci sta prendendo”. “Ritroviamo la gioia di sentirci comunità formata da tanti cuori e tante braccia unite tra loro”. Infine, un ammonimento. “Per vivere una bella comunione abbiamo bisogno di cuori forti che non cedono all’egoismo”.

Manifestanti anti Asia Bibi

Proteste degli islamisti radicali contro la liberazione di Asia Bibi
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Il marito della donna assolta dalle accuse di blasfemia dopo nove anni di carcere, chiede l’asilo politico in Stati Uniti, Regno Unito e Canada. 

Collaborazioni Pastorali nuovo sito....Prossimamente

Voi che leggete il foglio della Collaborazione Pastorale di San Giorgio di Nogaro....sappiate che nei prossimi giorni si aprirà(provate) il nuovo sito parrocchiale

www.cpsangiorgio.it

....con pazienza!

Foglio della Collaborazione Pastorale di San Giorgio di Nogaro 4-18 novembre 2018



XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B) 4 Novembre 2018

 XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23)


Colletta

O Dio, tu se l’unico Signore
e non c’è altro Dio all’infuori di te;
donaci la grazia dell’ascolto,
perché i cuori, i sensi e le menti
si aprano alla sola parola che salva,
il Vangelo del tuo Figlio,
nostro sommo ed eterno sacerdote.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Dt 6,2-6)
Ascolta, Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 17)
Rit: Ti amo, Signore, mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.


SECONDA LETTURA (Eb 7,23-28)
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. 
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

Parola di Dio


Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.


VANGELO (Mc 12,28-34)
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo. 
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù ci ha donato i due comandamenti dell’amore. Chiediamo la sua grazia per poterli vivere.
Preghiamo insieme e diciamo: Dio dell’amore, ascoltaci.

1. Signore Gesù, tu ci hai donato il comandamento dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo come strada per una vita buona e felice; donaci la grazia di praticarli ogni giorno. Noi ti preghiamo.
2. Signore Gesù, tu sei il gran sacerdote che offre al Padre la vita, ti preghiamo per coloro che hai chiamato a partecipare alla tua stessa missione. Rendi santi i nostri sacerdoti. Noi ti preghiamo.
3. Rinnova o Signore la nostra fede nella vita oltre la morte; ti preghiamo per coloro che hanno concluso il cammino terreno: concedi ad essi la pienezza della tua felicità in Paradiso. Noi ti preghiamo.
4. Dona alla nostra nazione e a tutti popoli il coraggio di vivere e sperare, la forza della carità e della condivisione; dona alla nostre famiglie fede, unità, amore. Noi ti preghiamo.

Dio onnipotente ed eterno, tu sei l'unico Signore, e ci dai i tuoi comandamenti perché ci accompagnino in tutte le nostre vie; fa' che ti amiamo con tutto il nostro cuore, tutta la nostra intelligenza e tutte le nostre forze, e che amiamo il nostro prossimo come noi stessi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Commento
Bisogna considerare lo scriba del passo del Vangelo di Marco con grande benevolenza. Spesso Gesù accusa gli scribi di interessarsi più ai giochi di parole che non ai veri mali dei loro fratelli. Ma nulla di tutto ciò in questo brano. Ecco un uomo che cerca di conoscere. È un uomo alla ricerca di Dio, un uomo che vuole sapere come potere raggiungere Dio con sicurezza. Questo significa la sua domanda su quale sia il comandamento più importante. Gesù gli risponde in modo relativamente prevedibile, ma che va all’essenziale. Da tutta la Legge, ricava il solo comandamento che dà lo spirito della Legge stessa. Questo comandamento è divenuto una preghiera (Dt 6,4-5) che bisogna avere sempre nel proprio cuore, nella propria mente, nelle proprie mani e nella propria casa. Gesù vi aggiunge la necessità di metterlo in pratica, mediante quell’amore per il prossimo che permette a ciascuno di verificare se ama davvero Dio (1Gv 4,20). Lo scriba allora, felice di essere riconfortato nella propria fede, si felicita con Gesù. Ecco l’uomo che si complimenta con Dio, l’uomo che è contento di ritrovarsi in accordo con Dio. Non è commovente questo vecchio saggio che si complimenta con il giovane Rabbì, senza nemmeno sospettare che è con Dio stesso che si complimenta? Gesù ne è commosso. Accoglie con gioia l’osservazione di quest’uomo che è un vero credente, senza risparmio (Gv 1,47). Allora, gli apre il regno. Gesù risponde alle sue lodi con un’osservazione che ciascuno di noi vorrebbe sentirsi fare. Conferma lo scriba nella sua fede e, dandogli una garanzia come non ce ne sono altre, lo rassicura che non si sta sbagliando.
(> vedi tutte le altre omelie di oggi)
 

Ognissanti, l'omelia dell'Arcivescovo di Udine

Ognissanti: mons. Mazzocato (Udine), “hanno uno sguardo acuto che buca l’orizzonte delle cose visibili”




“Il 19 marzo scorso, festa di San Giuseppe, Papa Francesco ha donato a tutti i cristiani un documento molto bello sulla santità; è l’esortazione apostolica ‘Gaudete et exsultate'”.  La festa di Tutti i Santi, “che stiamo celebrando, mi sembra l’occasione opportuna per raccomandarvi la lettura di questo testo del magistero della Chiesa che ha come sottotitolo: ‘Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo'”. Ha esordito così l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato nell’omelia per la solennità di Tutti i Santi, celebrata in cattedrale. Evocando l'”exsultate” del titolo del documento pontificio e il frequente richiamo del Papa alla gioia dei santi, Mazzocato invita a riflettere sul  “segreto” di questa gioia che, come afferma san Paolo, è “figlia della speranza”. I santi, spiega il presule, “hanno uno sguardo acuto che buca l’orizzonte delle cose visibili che si chiude ermeticamente con la morte” e “riescono a guardare oltre, attraverso quella finestra di speranza che ha aperto Gesù con la sua morte e risurrezione e ascensione al Padre. Grazie a questa speranza, per i santi la morte diventa un passaggio e la meta è arrivare dove è giunto Gesù”. Per questo le tribolazioni della vita “diventano leggere perché sono sopportate con la forza serena della speranza”. “Guardando, oggi, ai santi possiamo accorgerci che i nostri occhi si sono ammalati e il nostro sguardo è diventato debole. Non riusciamo più a vedere oltre l’orizzonte della cose visibili perché si è chiusa la finestra della speranza nella vita eterna. Per questo – conclude – anche in Friuli, pur vivendo materialmente meglio di tempi passati, sembra si sia diffusa una certa nebbia di scontentezza se non, addirittura, di noia di vivere”. Di qui una preghiera alla Spirito Santo “perché rianimi in noi la virtù della speranza nella vita eterna”.

Vatican News 2 novembre 2018

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