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| AFRICA - Rimanere vere testimoni della vita: un imperativo per le donne cristiane africane |
| Kara (Agenzia Fides) – “Una delle grandi rivoluzioni nella storia della Pasqua è stata quella di scoprire che le persone che per prime hanno portato il messaggio della risurrezione al mondo sono state le donne. Improvvisamente si sono ritrovate investite dalla missione fondamentale di nutrire e infondere speranza per una società umana in preda al disordine e alla sofferenza”, dice a Fides padre Donald Zagore, teologo ivoriano attualmente in Burkina Faso per la terza Assemblea plenaria dei Vescovi dell'Africa occidentale che si terrà a Ouagadougou dal 13 al 20 maggio. “Dove gli uomini si lamentavano e piangevano - continua il sacerdote della Società per le Missioni Africane - le donne portavano sorrisi, speranza e vita. Essendo state loro le prime testimoni della risurrezione, sono diventate torce della luce della vita, che ora e sempre dissipano le tenebre, gli abissi e la morte". “Il ruolo fondamentale di ‘madre dei viventi’ che il creatore ha dato loro fin dalle prime ore della creazione acquista la sua pienezza con la risurrezione di Cristo. Dare vita al mondo è la loro vocazione, prime testimoni della nuova vita emersa dalla tomba. La risurrezione, infatti, è la festa dei vivi” aggiunge. Padre Zagore sottolinea che l’esperienza femminile nella Bibbia “deve diventare l'esperienza delle donne africane in generale, e di quelle dell'Africa cristiana in particolare”: “In un continente costantemente nella disperazione, nella sofferenza e nella morte, la donna deve confermarsi ‘madre dei viventi’ e non ‘madre dei morti’. Portare speranza ai popoli africani, rimanere vere testimoni della vita, in questo particolare momento storico in cui il linguaggio della morte sta diventando sempre più potente, rimane un imperativo per le donne cristiane africane. La figura femminile deve rimanete testimone permanente della risurrezione di Cristo nella vita quotidiana per l’intero continente africano.” (DZ/AP) (8/5/2019 Agenzia Fides) |
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| ASIA/FILIPPINE - I Vescovi ai fedeli: "Votate responsabilmente, per contrastare la corruzione" |
| Manila (Agenzia Fides) - "Occorre votare responsabilmente e con saggezza. La gente non può aspettarsi un cambiamento se continuerà a votare per i politici corrotti": è l'appello diffuso dal Vescovo Francisco De Leon, alla guida della diocesi di Antipolo, mentre si avvicinano le elezioni di medio termine, previste il 13 maggio. Afferma il Vescovo a Fides: "La corruzione è ancora un grosso problema nel paese, perché politici corrotti continuano a essere eletti. Se continuiamo a votare candidati che sono noti per atti di corruzione, non ci si può aspettare che le nostre vite miglioreranno". Il Vescovo De Leon si è lamentato per il modo in cui i politici spesso approfittano delle persone più povere e vulnerabili che "sono perfino disposte a vendere i loro voti per sopravvivenza", e stigmatizza la "compravendita di voti" o il "voto di scambio", fenomeno tristemente diffuso. Il Presule ha esortato gli elettori "a non vendere i loro voti, poiché ciò significa vendere la loro coscienza e la credibilità della nazione, per una somma di denaro". "Lasciandosi coinvolgere in pratiche corruttive dome questa - ha ribadito - nulla cambierà nel paese". Il Vescovo si appella "alla coscienza cristiana degli elettori, chiamati a discernere secondo i principi della fede, di giustizia, onestà e trasparenza, a non lasciare i valori cristiani fuori dalla cabina elettorale. Seguite la vostra coscienza. E seguiamo tutto ciò che Dio ci dice di fare". "L'appello per un voto saggio e responsabile, che è condivisibile, va rivolto in modo tutto speciale ai giovani", commenta all'Agenzia Fides Jayeel Cornelio, sociologo e direttore del programma di studi sullo sviluppo dell'Università cattolica "Ateneo di Manila", dei padri Gesuiti. In questa tornata elettorale, riferisce il sociologo, i giovani tra 18 e 30 anni costituiscono il 31% dell'elettorato registrato: sono circa 18,8 milioni i giovani filippini che possono influenzare o determinare il risultato del voto. (SD) (Agenzia Fides 8/5/2019). |
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| ASIA/PAKISTAN - Asia Bibi è salva in Canada. I cristiani: "Giustizia è fatta" |
| Karachi (Agenzia Fides) - Asia Bibi, la donna ingiustamente condannata a morte per blasfemia e assolta dalla Corte Suprema del Pakistan il 31 ottobre del 2018, è salva in Canada, dove si è riunita con la sua famiglia. Lo affermano fonti del Ministero degli esteri del Pakistan e lo conferma il suo avvocato Saiful Malook. In Pakistan la notizia ha generato commenti favorevoli tra i cristiani. Il Vescovo Samson Shukardin, alla guida della diocesi di Hyderabad, parlando all'Agenzia Fides dichiara: "È una decisione importante del governo lasciarla andare fuori dal paese, è anche un atto di giustizia verso la donna, che ha subito una forte ingiustizia e sofferenza per un decennio. Infatti Asia è stata dichiarata innocente e liberata dalla Corte Suprema del Pakistan e ha tutto il diritto di andare ovunque voglia, per la sua protezione, sicurezza e vita futura ". Il Vescovo inoltre afferma: "Non è mai facile lasciare la propria amata patria, il luogo dei propri antenati, dei propri cari e dei parenti. Ma quando non ci sono alternative, bisogna lasciare il Paese: infatti qui la sua vita sarebbe stata in pericolo anche dopo la decisione della Corte Suprema. Bisogna pensare alla sicurezza di Asia Bibi, auspicando per lei una vita sicura e felice. Preghiamo per il suo nuovo inizio, con la sua famiglia, in Canada". P. Abid Habib, frate cappuccino ed ex direttore della Commissione "Giustizia e pace" della Conferenza dei Superiori Maggiori in Pakistan, dice a Fides: "Per il suo bene, siamo felici che Asia Bibi sia ora in Canada in un luogo sicuro. Ci sono in Pakistan gruppi estremisti che non hanno accettato la decisione della Corte Suprema, ma la sentenza va rispettata. In Pakistan accade che, anche quando un tribunale libera una persona, prosciogliendola dalle accuse di blasfemia, non è facile per quella persona continuare a vivere normalmente. La vita di Asia Bibi in Pakistan non era una vita libera: l'unica soluzione era l'espatrio". P. Mario Rodrigues, Rettore della Cattedrale di San Patrizio a Karachi, parlando a Fides, rileva: "Siamo grati al Primo Ministro e al Governo del Canada perché hanno aiutato Asia Bibi e hanno facilitato il processo di concessione dell'asilo in Canada. Non è mai facile trattare questioni del genere: bisogna riconoscere che il governo del Pakistan e la Corte Suprema del Pakistan hanno fatto del bene e hanno ristabilito la giustizia per la donna, garantendole protezione e salvezza. Le auguriamo ogni bene. Esortiamo la comunità cristiana in Canada ad aiutare Asia Bibi e la sua famiglia in questa nuova vita". (AG) (Agenzia Fides 8/5/2019) |
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| AMERICA/MESSICO - E’ crisi umanitaria: migliaia di persone senza cibo da giorni che dormono per strada |
| Tapachula (Agenzia Fides) – La situazione dei migranti in Messico peggiora di giorno in giorno. Alla frontiera nord, con gli Stati Uniti, l'aumento dei migranti sta creando una crisi logistica nel tentativo di accoglienza, mentre al sud del Messico la situazione si presenta ancora più drammatica, per la presenza di gruppi di persone provenienti dai paesi africani e asiatici in cerca di mezzi di sussistenza per tentare il viaggio verso il nord. Poche ore fa è stato reso pubblico il pronunciamento della IX Corte d'appello degli Stati Uniti secondo cui l'amministrazione Trump può costringere i richiedenti asilo ad aspettare in Messico durante lo svolgimento del processo. Di conseguenza i comuni messicani alla frontiera nord dovranno accogliere tutti i centroamericani richiedenti asilo negli Stati Uniti fino a quando non vengano convocati dal tribunale di frontiera, cosa che può accadere dopo qualche mese, se tutto procede bene e velocemente. Ma la situazione nel sud presenta una "vera crisi umanitaria", nelle parole di Mons. Alfonso G. Miranda Guardiola, Vescovo ausiliare di Monterrey e Segretario della Conferenza Episcopale Messicana (CEM), commentando il comunicato della CEM pubblicato ieri sulla terribile realtà nel Chiapas: "Alle porte del confine meridionale ci sono migliaia di nostri fratelli, persone che sono senza cibo da diversi giorni e che dormono per strada. Ci sono bambini, anziani, malati e alcune donne vicine al parto!" Nel testo del comunicato, pervenuto a Fides, si legge: "Siamo preoccupati per la situazione al confine meridionale, in particolare quello che vive la città di Tapachula, in Chiapas. L'immenso numero di migranti continentali ed extra-continentali ha superato l'aiuto della Chiesa e l'azione del governo. Le strutture della stazione migratoria Siglo XXI sono sovraffollate e non consentono l’attenzione umanitaria, costringendo i migranti a girovagare per la città in cerca di aiuto". Secondo Mons. Miranda Guardiola a Huixtla (sempre in Chiapas) ci sono tanti migranti che arrivano da Congo, Camerun, Haiti, Sri Lanka, Bangladesh e Angola. "Come Chiesa, la nostra occupazione oggi è diventata una preoccupazione. Insieme ad altre chiese e gruppi della società civile, abbiamo partecipato e allo stesso tempo collaborato con le nostre autorità per l'emergenza umanitaria che vive il nostro paese, dinanzi al fenomeno migratorio manifestato nelle carovane che qui transitano e continuano a muoversi nella nostra nazione". "Noi messicani siamo sempre stati caratterizzati dalla gioia, dalla solidarietà, dall’ospitalità – prosegue il testo -. Tuttavia, dato il flusso di carovane di migranti, alcuni hanno assunto atteggiamenti di rifiuto, indifferenza, xenofobia, discriminazione e razzismo. Abbiamo chiesto l'intervento della Caritas nazionale per coordinare l'aiuto esistente nel nostro paese, allo stesso tempo motiviamo le diverse diocesi del nostro paese, in modo che sollecitino tra i nostri parrocchiani uno sforzo supplementare di generosità a favore dei nostri fratelli." Il documento invita infine il governo federale ad elaborare un Piano d'Emergenza al riguardo, in modo speciale per la città di Tapachula. "Vi esortiamo a rispondere adeguatamente a questo momento di crisi in cui il nostro paese ha l'opportunità di mostrare il suo vero livello di umanità" conclude il testo, firmato dal presidente della CEM insieme ai Vescovi responsabili della Commissione per la mobilità umana, e da Mons. Jaime Calderón Calderón, Vescovo di Tapachula. (CE) (Agenzia Fides, 08/05/2019) |
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| AMERICA/BRASILE - Assemblea dei Vescovi: il Mese Missionario Straordinario esperienza di comunione con la Chiesa in tutto il mondo |
| Aparecida (Agenzia Fides) - "La cosa straordinaria di questo Mese Missionario è che, per la prima volta nella storia, il Santo Padre, il Papa, indice un mese come questo per la Chiesa cattolica in tutto il mondo”: a sottolinearlo è stato Mons. Odelir José Magri, Vescovo di Chapecó e Coordinatore del gruppo di lavoro che prepara in Brasile le attività di animazione per il Mese Missionario Straordinario dell’ottobre 2019 (MMS). Il Vescovo ha parlato ai giornalisti durante una conferenza stampa nel pomeriggio del 6 maggio, convocata nell’ambito della 57 Assemblea generale dell’Episcopato brasiliano (CNBB), che si svolge ad Aparecida dall’1 al 10 maggio, e durante la quale il MMS ha trovato ampio spazio. “Noi abbiamo la tradizione in Brasile, in America Latina e in alcuni paesi europei, di celebrare ad ottobre il Mese Missionario, ma questa volta è un'esperienza che vivremo in comunione con la Chiesa in tutto il mondo” ha sottolineato il Vescovo ai giornalisti. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides dalla CNBB e dalle POM, Mons. Magri ha ricordato che la preparazione al MMS in Brasile è iniziata all'Assemblea generale nel 2018, quando la presidenza della CNBB ha nominato un gruppo di lavoro, "per presentare alcune proposte, che poi sono state approvate dal Consiglio permanente per tutto il Brasile". Quindi il Vescovo ha presentato la Guida per il MMS, strumento di formazione e celebrazione per tutto il Brasile, a livello regionale, diocesano e parrocchiale. La mattina dello stesso giorno, 6 maggio, Mons. Magri aveva presieduto la concelebrazione eucaristica in ringraziamento per l’indizione del MMS. Nell’omelia ha citato la testimonianza di Stefano, che appariva nella prima lettura, e ha sottolineato che "oggi abbiamo bisogno di cristiani del calibro di Stefano. Di uomini e donne pieni di fede e di Spirito Santo. Capaci di una testimonianza coraggiosa e vera dall'incontro con Gesù". Quindi ha proseguito: "Da qui nasce tutta la forza della missione. La missione è nata solo dall'amore fontale del cuore della Trinità. Dio è una fonte inesauribile di amore che si irradia e trabocca nell'intero universo, raggiungendo ognuno con la sua grazia misericordiosa". Al termine dell'omelia, sottolineando l'importanza del MMS per risvegliare la coscienza battesimale del popolo di Dio, Mons. Magri ha auspicato: "I nostri sforzi per guidare, vivere e celebrare questo Mese speciale ci rafforzino ancora di più nella convinzione che la Missione rinnova la Chiesa, rinvigorisce la sua fede e la sua identità. Gli dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni". Al termine della Messa, i Vescovi referenti dell'azione missionaria nelle 18 regioni in cui è suddivisa la CNBB hanno ricevuto la Croce missionaria del 5° Congresso Missionario Americano (CAM 5) e il materiale di lavoro, che poi sarà inviato ad ogni arcidiocesi e diocesi del Brasile, insieme alla Guida e alla bandiera con il logo del MMS. Lo stesso Mons. Magri ha parlato delle iniziative per il MMS all’assemblea dei Vescovi brasiliani, il 4 maggio, sottolineando le sei dimensioni che lo caratterizzano: incontro, testimonianza ed esperienza, formazione, carità missionaria, cooperazione e celebrazione. L'apertura del MMS avrà luogo il 1° ottobre nel Santuario di Aparecida, e particolare importanza verrà data alla Veglia missionaria, con la proposta di un gesto concreto di comunione tra tutte le realtà ecclesiali brasiliane. Successivamente il Vescovo si è soffermato sulle proposte per sviluppare il tema a livello nazionale, regionale, diocesano e parrocchiale, evidenziando la richiesta che comunque non sia “un’attività in più” rispetto alla pastorale ordinaria delle comunità. Dopo la presentazione di un video sul MMS, Mons. Giovanni Crippa, Vescovo di Estância, ha proseguito la riflessione su questo tema sottolineando l’unità della Chiesa, locale e universale, e la missionarietà: “La comunione di ciascuno di noi con le altre Chiese, la sollecitudine di ciascuno verso tutti è costitutiva dell'atteggiamento di ogni Chiesa particolare. La Chiesa è chiamata a manifestare l'ansia missionaria di Cristo, che non ha limiti. La Chiesa è vera se testimoniamo che Dio ama non solo noi, ma tutti". (SL) (Agenzia Fides 8/5/2019) |
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| AMERICA/STATI UNITI - Jean Vanier: "missionario della tenerezza" |
| Washington (Agenzia Fides) - “Quello che non vogliamo perdere di vista - e ciò su cui vogliamo riflettere, che vogliamo celebrare e proclamare - è che Jean Vanier era un missionario” afferma Donald R. McCrabb, Direttore esecutivo della United States Catholic Mission Association (USCMA), in un messaggio inviato all’Agenzia Fides per la morte del fondatore de L'Arche, comunità di accoglienza per persone disabili presente con 152 centri in 37 paesi. Nato 90 anni fa a Ginevra da genitori canadesi, Jean Vanier era ufficiale della Marina. Nel 1950 rinuncia alla carriera militare e inizia a studiare teologia e filosofia. Insegna all'Università di Toronto, ma presto lascia anche la carriera universitaria per dedicarsi ad incontrare Gesù nelle persone più deboli e abbandonate. Nel 1964 fonda l'Arche e nel 1971 contribuisce alla nascita del movimento “Foi et Lumiere” (Fede e Luce). Nel 2015 riceve il Premio Templeton. E' morto a Parigi all'alba del 7 maggio, in seguito ad una grave malattia. “Il missionario è un testimone dell'amore salvifico di Dio riversato in Gesù Cristo – scrive McCrabb -. L'amore di Dio per l'umanità ha assunto la carne umana. Jean ha incarnato questa verità; la sua prima regola per diventare più umano era essere a proprio agio con i nostri corpi. Jean era amico di Gesù e testimone del suo amore nell'integrità della sua vita, in quello che ha fatto e nelle parole che ha usato. I missionari vanno a vivere con le persone alla periferia della società. Jean viveva con uomini e donne con gravi disabilità. Voleva attraversare il confine costruito da parole come forti e deboli, abili e disabili, persone che parlano bene e muti, sordi e udenti. Jean viveva qui”. Il Direttore esecutivo della USCMA ricorda infine che “Papa Francesco ha detto che la missione è allo stesso tempo, una passione per Gesù e una passione per la sua gente. Jean Vanier incarnava questa passione. Jean Vanier, missionario di tenerezza, prega per noi”. (SL) (Agenzia Fides 8/5/2019) |
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Agenzia Fides 08/05/2019
Agenzia Fides 7 maggio 2019
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| AFRICA/MALAWI - I Vescovi promuovono la leadership delle donne cattoliche, in vista delle elezioni | |||
| Lilongwe (Agenzia Fides) – “Leadership for Salvation” questo il tema del corso al quale hanno preso parte 69 donne delle otto diocesi cattoliche del Malawi nei giorni scorsi. Il corso è stato organizzato dalla Conferenza episcopale del Malawi (ECM) che ha voluto puntare l’attenzione sulla leadership e la gestione delle Commissioni per i comitati nazionali e diocesani delle organizzazioni femminili cattoliche (CWO). “Resta indiscusso il ruolo imprescindibile della figura femminile nella Chiesa e nelle nostre rispettive comunità”, afferma in una nota inviata a Fides mons. Peter Martin Musikuwa, Presidente della Commissione pastorale, rivolgendosi ai partecipanti. Mons. Musikuwa, Vescovo di Chikwawa, ha messo ulteriormente in luce l'importante ruolo che le donne svolgono nella Chiesa e nella società, e ha spiegato la necessità di sostenerle per lo sviluppo delle loro capacità di leadership. In occasione delle prossime elezioni, che si terranno nel Paese il 21 maggio (vedi Fides 25/3/2019), il Vescovo ha invitato le donne cattoliche a “sostenere le compagne impegnate a trasformare il paese, assicurando loro il supporto della Chiesa cattolica". Padre Vincent Mwakhwawa, cappellano nazionale per i laici, ha ringraziato le donne per aver patrocinato questo evento e ha aggiunto che l'ECM seguirà da vicino le commissioni di tutte le diocesi del paese per verificare se la formazione darà frutti. “Questo corso non segna la fine del cammino, cercate di mettere in atto al meglio le conoscenze che avrete acquisito” ha detto. Lucy Vokhiwa, presidente della CWO, ha apprezzato l’impegno della ECM e ha promesso che le commissioni metteranno in pratica gli insegnamenti. "Il piano strategico previsto dal CWO per il 2019-2023 mira ai seguenti obiettivi: garantire che le donne cattoliche del Malawi approfondiscano la loro fede e la loro conoscenza spirituale, così da essere missionarie di Gesù Cristo e rappresentanti della creazione di Dio; rafforzare l'impegno pastorale; assicurare che le donne cattoliche del Malawi siano dotate di poteri politici, economici e sociali; e che il CWO sia efficace, efficiente e sostenibile”. (AP) (7/5/2019 Agenzia Fides) | |||
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| ASIA/SRI LANKA - Appello del Cardinale Ranjith: "Non lasciamo che vinca l'odio e la società si polarizzi" | |||
| Colombo (Agenzia Fides) - Non bisogna lasciare che" l'odio trionfi e che la violenza di Pasqua diventi occasione per polarizzare la società e spaccare la nazione": è il nuovo appello lanciato dal Cardinale Malcolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo che, in una nota inviata all'Agenzia Fides, esorta tutti i cittadini alla calma e a mantenere il bene supremo della pace. La Chiesa in Sri Lanka è preoccupata dopo i recenti episodi di violenza registratisi a Negombo: centinaia di agenti di sicurezza sono entrati in città per far rispettare il coprifuoco dopo che decine di negozi, case e veicoli di proprietà musulmana sono stati attaccati. La chiesa di San Sebastiano nella città di Negombo, a 40 chilometri a nord della capitale Colombo, è stata una delle tre chiese e tre alberghi colpiti da attentatori suicidi il 21 aprile. "Faccio appello a tutti i fratelli e sorelle cristiani, e di altre religioni, affinché non feriscano nemmeno un singolo musulmano perché sono nostri fratelli, perché fanno parte della nostra società" afferma il Cardinale Ranjith, che invita a "creare uno spirito di comprensione e buone relazioni tra tutte le comunità dello Sri Lanka", come ha ribadito anche in un videomessaggio diffuso in tutte le tv della nazione, esortando cristiani, buddisti e musulmani a mostrare moderazione e tolleranza. Il Cardinale ha visitato Negombo, ha incontrato i leader musulmani in una moschea e "ha chiesto al governo di tutelare la sicurezza" nella città dove "esiste una forte comunità cattolica, tanto che la città è conosciuta come Piccola Roma", rileva il portavoce della diocesi di Colombo, p. Edmund Tilakaratne. Negombo ha sofferto il più alto numero di vittime negli attacchi della domenica di Pasqua che sono stati rivendicati dallo "Stato Islamico". La bomba a San Sebastiano ha ucciso più di 100 fedeli cattolici. Intanto lo stato di emergenza continua nel paese e le misure di sicurezza restano alte in tutta la nazione, mentre le scuole statali hanno ripreso le lezioni lunedì 6 maggio. Anche le scuole cattoliche a Colombo e nella provincia sono rimaste chiuse per una settimana. Un forum di sacerdoti, religiosi, gruppi della società civile e membri di altre comunità religiose ha scritto una lettera aperta al Presidente, al Primo Ministro, ai membri del Consiglio dei Ministri e ai membri del Parlamento riguardo alla situazione nello Sri Lanka. Nel testo della missiva, pervenuto a Fides, si afferma: "Il nostro obiettivo comune è stato quello di far progredire i diritti politici, sociali, economici e culturali della popolazione promuovendo la pace, l'armonia e la giustizia sociale per tutti. In passato ci siamo impegnati in modo costruttivo con tutti i governi e continueremo a farlo anche oggi. Siamo sconvolti dalla carneficina in Sri Lanka. La nostra solidarietà va alle vittime e alle loro famiglie e al nostro amato paese. Esortiamo il governo a individuare rapidamente la verità e a trovare i perpetratori e i loro alleati, nel rispetto dei diritti umani". La società civile in Sri Lnala offre assistenza attraverso le sue ampie reti di organizzazioni comunitarie che sono impegnate a promuovere la pace e l'unità nazionale. Queste reti possono condividere informazioni e, data la loro presenza capillare nel territorio, aiutare a prevenire problemi comunitari che potrebbero insorgere. (SD) (Agenzia Fides 7/5/2019) | |||
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| ASIA/GIORDANIA - Nuova donazione di Re Abdallah II per i lavori di restauro del Santo Sepolcro | |||
| Amman (Agenzia Fides) – Re Abdallah II di Giordania ha devoluto una nuova, consistente donazione per continuare a sostenere i lavori di restauro della Basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Lo ha reso noto Teophilos III, Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, diffondendo lunedì 6 maggio un comunicato in cui esprime a nome della sua Chiesa gratitudine al monarca hascemita per la sua sollecitudine nel contribuire al restauro e alla tutela dei Luoghi Santi cristiani. La nuova donazione - il cui importo non è stato finora reso noto – rappresenta una parte della somma in cui consiste il Premio Templeton, assegnato a Re Abdallah II nel novembre 2018. Istituito nel 1972 dal cristiano presbiteriano John Templeton come Premio per il Progresso nella Religione (Prize for Progress in Religion), il premio Templeton è assegnato annualmente a personalità che hanno dato particolari contributi nell'ambito della religione o della spiritualità, nella convinzione che «le rivelazioni scientifiche saranno una miniera d'oro per rivitalizzare la religione nel XXI secolo». Il premio è pari a 1,1 milioni di sterline britanniche (corrispondenti a più di un milione e 283mila euro) e rappresenta uno dei premi individuali annuali più consistenti del mondo. In passato, hanno ricevuto il Premio Templeton anche Madre Teresa (nel 1973), il Dalai Lama (nel 2012), l’Arcivescovo anglicano Desmond Tutu (nel 2013) e il Rabbino Jonathan Sacks (nel 2016). Nell'assegnare il Premio al Re Abdallah, la Fondazione Templeton aveva ricordato anche il suo impegno costante a favore della protezione dei Luoghi santi cristiani e islamici a Gerusalemme. Nell’aprile 2016, Re Abdallah II aveva fatto pervenire sotto forma di “beneficenza reale” (Makruma) una consistente donazione personale a favore dei lavori di restauro dell’Edicola del Santo Sepolcro, terminati nel marzo 2017. Altre offerte del Monarca erano state devolute a favore della sistemazione del sito del Battesimo di Gesù, lungo il fiume Giordano. La Monarchia Hascemita di Giordania legittima il proprio potere sulla base della propria discendenza in linea diretta dal Profeta Muhammad, e rivendica come propria responsabilità prioritaria anche la protezione dei Luoghi Santi musulmani e cristiani di Gerusalemme. (GV) (Agenzia Fides 7/5/2019) | |||
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| AMERICA/ECUADOR - Di fronte alla crisi economica i Vescovi chiedono “un nuovo modo di fare politica” | |||
| Quito (Agenzia Fides) – “Abbiamo bisogno di un nuovo modo di fare politica che, al di là di interessi particolari, cerchi il bene comune e promuova un grande patto nazionale al servizio dei cittadini”: lo rilevano i Vescovi dell’Ecuador nel comunicato emesso al termine della loro Assemblea plenaria, celebrata dal 29 aprile al 2 maggio, allo scopo di portare un contributo al dialogo nazionale. “La crisi economica – scrivono nel messaggio pervenuto a Fides - richiede una politica più chiara e decisa a favore degli investimenti produttivi e della creazione di occupazione. La disuguaglianza sta diventando ogni giorno sempre più evidente, molte persone hanno serie difficoltà per arrivare alla fine del mese. Siamo particolarmente preoccupati per il tasso di disoccupazione giovanile e la mancanza di una remunerazione sufficiente per poter vivere con dignità”. Tra le principali preoccupazioni, i Vescovi citano al primo posto la corruzione, “fonte di scandalo e di vergogna”, e ricordano i “funzionari di alto livello accusati, processati, condannati o fuggiti all'estero”, che rendono evidente “la gravità dei reati e il furto che è stato sistematicamente fatto al paese”. La proliferazione delle tangenti “contamina la coscienza nazionale e la dimensione etica della nostra convivenza”. Quindi ammoniscono: “rubare denaro ai poveri è molto grave, ma ugualmente grave è la creazione di una sottocultura che giustifica tutto a proprio beneficio. Dall'impunità, fenomeni come il crimine, il femminicidio, il furto o l’omicidio... diventano ordinari nella nostra vita quotidiana”. Un’altra preoccupazione dei Vescovi dell’Ecuador è per la famiglia, “soggetta a forti cambiamenti culturali e alla dittatura dell'ideologia di genere, non sufficientemente contrastata dalla scienza e dall'antropologia”. Per quanto riguarda l'ecologia, i Vescovi chiamano ancora una volta ad essere attenti alle miniere a cielo aperto, all'estrazione di petrolio, all'inquinamento dell'acqua, alla mancanza di rispetto per la gente che non viene contattata e per le comunità che non sono consultate. “Oggi il nostro paese è più fragile e più minacciato rispetto al passato - evidenziano -. Pertanto, sentiamo più fortemente la necessità di prenderci cura dell’opera del Creatore”. Nella conclusione i Vescovi ecuadoriani mettono in risalto che “non è in gioco solo il prestigio delle istituzioni o la transizione verso un'autentica democrazia, ma il benessere e il futuro della nostra gente”. Invocano quindi la benedizione di Dio su tutti, cittadini, famiglie e autorità, chiedendo “determinazione e volontà politica per costruire un paese democratico, inclusivo, pacifico, equo e unito. Un paese benedetto da Dio”. (SL) (Agenzia Fides 7/5/2019) | |||
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| AMERICA/HAITI - Le bande uccidono e terrorizzano, ricattato anche chi realizza progetti umanitari | |||
| Port au Prince (Agenzia Fides) – Organizzazioni per i diritti umani e istituzioni religiose continuano ad essere preoccupate per l'aumento dell'insicurezza su tutto il territorio nazionale ad Haiti, secondo quanto informa una nota pervenuta a Fides da fonti locali. Da novembre 2018 sono più di 100 i civili assassinati dalla violenza delle bande, mentre la polizia denuncia 15 suoi membri uccisi solo nel 2019. Forse per la prima volta nella storia della violenza, le bande cominciano a ricattare persino le Ong e le Ambasciate, chiedendo denaro in cambio della “protezione” per completare qualche progetto umanitario nel paese. Insieme alle organizzazioni per i diritti umani che hanno denunciato la carneficina perpetrata la sera del 24 aprile da banditi appartenenti ad una banda che usa il nome di Sony John, alias Tije, a Carrefour Feuilles (distretto sud-est della capitale Port-au-Prince) anche la Chiesa cattolica e la Federazione protestante hanno alzato la voce. Otto persone, tra cui una donna incinta, sono state uccise e una dozzina di altre sono rimaste ferite, secondo il rapporto della polizia. L'Arcivescovo metropolita di Port-au-Prince, Mons. Max Leroy Mésidor, ha detto in un incontro con la stampa locale che "il futuro incerto della società si dibatte tra povertà, insicurezza e impunità". "L'attuale violenza non è spontanea, è organizzata" ha sottolineato l'Arcivescovo nel suo messaggio di condoglianze alle famiglie delle vittime del massacro del 24 aprile. La Federazione protestante di Haiti (Fph) ha condannato vigorosamente "questo atto vile e barbaro" commesso contro cittadini pacifici da parte da banditi senza fede né legge. "Nessun alto funzionario statale dovrebbe sentirsi orgoglioso della posizione che ricopre, fino a quando giustizia non sia stata fatta" afferma la Fph, esprimendo sgomento per l'allarmante deterioramento delle condizioni di vita dei cittadini ad Haiti. L'Osservatorio haitiano per i diritti umani (Ohdh) denuncia la passività delle autorità politiche e di polizia, che sarebbero incapaci di mettere fuori combattimento i famigerati banditi che terrorizzano la popolazione da diversi mesi. Questi, secondo le critiche della stampa locale, avrebbero il sostegno di parlamentari, alti ufficiali della polizia nazionale di Haiti (Pnh) e membri del governo, come riferisce l'Ohdh. Ne è prova il fatto che il senatore Garcia Delva è stato espulso dal suo partito politico, Ayiti, in quanto sono stati scoperti i suoi accordi con il capo della banda, Arnel Joseph. Dai missionari che operano sul posto, Fides ha ricevuto testimonianze drammatiche: "quelli che soffrono sono i più poveri, perché sembra che lo stesso governo venda le armi ai banditi nei quartieri poveri per seminare la paura e rimanere al potere. Ogni politico ha il suo gruppo di banditi, è un vero caos! In questi giorni la polizia nazionale prova a fermare questi gruppi al fine di neutralizzare la violenza, ma non ci riesce". La situazione continua ad impedire non solo lo sviluppo del paese ma anche la distribuzione degli aiuti fondamentali per sfamare i più indifesi come i bambini. Solo alcuni settori della Chiesa cattolica e alcune Ong riescono a far arrivare alimenti ai più piccoli (vedi Fides 13/03/2019). (CE) (Agenzia Fides, 07/05/2019) |
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TERZA DOMENICA DI PASQUA - C
5 Maggio 2019
Nei segni sacramentali della Chiesa riconosciamo il tuo Figlio
INTRODUZIONE
G – Celebriamo oggi
la Terza Domenica
di Pasqua.
La risurrezione
di Gesù ha aperto una strada nuova e noi ci siamo inoltrati per questa via. Ma
corriamo il rischio di abbandonarla perché affezionati alle nostre abitudini,
sopraffatti dalle preoccupazioni quotidiane.
Oggi ancora una
volta il Signore viene a noi per offrirci la sua presenza e sostenere i nostri
passi esitanti. La sua parola rischiara la nostra esistenza. Il suo pane ci
nutre e ci dà forza.
Lasciamoci
coinvolgere, come i discepoli, dalla vicinanza di Gesù, per saziarci di lui,
del suo amore che salva.
SALUTO
C – Nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T – Amen.
C
– La pace, la carità e la fede da parte di Dio nostro Padre e del Signore
nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. T – E con il tuo spirito.
ATTO PENITENZIALE
C – Fratelli
e sorelle, i racconti delle apparizioni di Gesù ci sorprendono sempre. Egli
raggiunge i suoi discepoli con la sua forza e la sua dolcezza.
Egli
viene ancora incontro a noi. Conosce le nostre fragilità, i nostri tradimenti, i
nostri dubbi… ma sa che l’amiamo. Per questo, umilmente, chiediamo perdono dei
donistri peccati.
-
Signore, che ci inviti a
gettare ancora le reti per ottenere con te una pesca abbondante, [abbi pietà di
noi]
T – Signore, pietà!
T – Signore, pietà!
-
Cristo, che ti manifesti
risorto a noi e ci riempi il cuore di gioia, [abbi pietà di noi] T – Cristo, pietà!
-
Signore, che spezzi
ancora per noi il tuo pane e ci inviti alla tua Mensa d’Amore, [abbi pietà di
noi] T – Signore, pietà!
C – Dio onnipotente abbia misericordia di noi,
perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. T – Amen.
GRANDE
DOSSOLOGIA
COLLETTA
C - Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza
dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così
pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per il nostro
Signore Gesù Cristo... T – Amen.
oppure:
C - Padre misericordioso, accresci in noi la luce della fede, perché nei
segni sacramentali della Chiesa riconosciamo il tuo Figlio, che continua a
manifestarsi ai suoi discepoli, e donaci il tuo Spirito, per proclamare davanti
a tutti che Gesù è il Signore. Egli è Dio... T – Amen.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – A formare la
comunità cristiana, ieri come oggi, non sono spettatori o, peggio, clienti, ma
testimoni, persone che si impegnano in prima persona a realizzare la missione
che il Risorto ha affidato loro. Compito facile, privo di rischi, immune da
insuccessi, del tutto tranquillo? Nient’affatto! Le coordinate, disegnate dalla
Liturgia della Parola, ci permettono di cogliere ciò che caratterizza
l’esperienza degli apostoli.
PRIMA LETTURA: At 5,
27b-32. 40b-41
Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito
Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo».
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal Sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE: dal Salmo 29
Rit. Ti
esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Ti esalterò,
Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso
ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai
fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto
rivivere
perché non
scendessi nella fossa.
Cantate inni al
Signore, o suoi fedeli,
della sua
santità celebrate il ricordo,
perché la sua
collera dura un istante,
la sua bontà per
tutta la vita.
Alla sera ospite
è il pianto / e al mattino la gioia.
Ascolta, Signore,
abbi pietà di me,
Signore, vieni
in mio aiuto!
Hai mutato il
mio lamento in danza,
Signore, mio
Dio, ti renderò grazie per sempre.
SECONDA LETTURA: Ap
5,11-14
L’Agnello, che è stato immolato, è degno di
ricevere potenza e ricchezza.
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce:
«L’Agnello, che è stato immolato,
è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore, gloria e benedizione».
Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano:
«A Colui che siede sul trono e all’Agnello
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli».
E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.
Parola di Dio
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Cristo è
risorto, lui che ha creato il mondo,
e ha salvato gli
uomini nella sua misericordia.
Alleluia.
VANGELO: Gv 21, 1-19
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure
il pesce.
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore.
PROFESSIONE DI FEDE
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Il Signore risorto si manifesta ai suoi discepoli e si fa riconoscere.
Invochiamo il Padre perché l’entusiasmo e la forza dei primi cristiani di
fronte alle difficoltà ravvivino il nostro desiderio di vivere intensamente e
di testimoniare coraggiosamente la nostra fede.
L - Preghiamo
insieme e diciamo:
Ravviva la nostra fede
e la nostra speranza, Signore!
e la nostra speranza, Signore!
- Per la
Chiesa di Cristo: riscoprendosi segno visibile della carità di Dio nel
mondo, sappia consegnare alla storia gesti di bontà e progetti di autentica
promozione umana; preghiamo.
- Per il
Santo Padre Francesco: guidi il Gregge di Cristo e lo confermi nella fede,
donando a tutti la stessa testimonianza d’amore che porto Pietro a seguire
il Signore fino a dare la vita; preghiamo.
- Per tutti i
cristiani: impegnati nel dare quotidianamente testimonianza della loro
fede, vivano con gioia la coerenza allo stile di vita del Vangelo, per rendere
credibili nel mondo i loro progetti di solidarietà e di pace; preghiamo.
- Per tutti
gli uomini di oggi: sappiano sempre restare liberi da ogni condizionamento
culturale, politico ed economico per rispondere alla coerenza della
coscienza che li chiama ad obbedire a Dio prima che agli uomini;
preghiamo.
- Per questa
nostra Comunità parrocchiale: il tempo pasquale vissuto nell'impegno della
fede ci aiuti a riscoprire il Signore risorto, come fondamento della
nostra vita e come sostanza della nostra fede; preghiamo.
- Per tutti
noi, che celebriamo la divina Eucaristia nel Giorno del Signore: non sia
solo un’esperienza rituale, ma il segno di un vero rinnovamento della
nostra vita e del desiderio di vivere nella gioia della Pasqua, nel
cammino verso la vita eterna; preghiamo.
C – Ascolta ed
esaudisci, o Padre, la preghiera della tua Chiesa, radunata e vivificata dalla
Pasqua del tuo Figlio, perché il tuo popolo innalzi all’Agnello immolato e vittorioso
lode, onore, gloria e potenza,
nei secoli dei secoli. T - Amen.
nei secoli dei secoli. T - Amen.
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