XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - C 3 Novembre 2019


XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - C
3 Novembre 2019

Sei venuto a cercare e a salvare chi era perduto


LITURGIA DELLA PAROLA

PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – Zaccheo vuole incontrare Gesù, cerca il suo sguardo. Gesù lo accetta così come è, non lo umilia né lo giudica, e questo basta a trasformare il suo cuore. La conversione di Zaccheo ci è presentata come esempio per ogni credente che si rende disponibile alla grazia, la quale si manifesterà pienamente alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo.



PRIMA LETTURA: Sap 11,22-12,2

Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono. Dal libro della Sapienza


Signore, tutto il mondo davanti a te è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata.
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non l’avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu chiamato all’esistenza?
Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono tue,
Signore, amante della vita.
Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE: dal Salmo 144

Rit.  Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

SECONDA LETTURA: 2 Ts 1,11-2,2
Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, preghiamo continuamente per voi, perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e l’opera della vostra fede, perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.

Parola di Dio

CANTO AL VANGELO: Gv 3,16

Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Alleluia.

VANGELO: Lc 19,1-10
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore


PROFESSIONE DI FEDE

PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, accogliendo l’invito dell’apostolo Paolo, preghiamo incessantemente per tutti gli uomini, nostri fratelli in Gesù Cristo. Chiediamo al Signore, ricco di misericordia e grande nel perdono, di donare a tutti la grazia e il suo amore.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.
1.       Per la Chiesa di Cristo: sull’esempio del Signore percorra le strade del mondo in compagnia degli uomini, per offrire a tutti l’annuncio del Vangelo testimoniandolo con una vita di servizio gioioso; preghiamo.
2.       Per tutti i cristiani: adorando il Dio che è amante della vita sappiano rendersi aperti nei confronti di ogni vita promuovendola, aiutandola e testimoniandola come valore sommo e come ideale totalizzante; preghiamo.
3.       Per questa nostra società opulenta: specialmente in questo tempo di crisi economica, l’abbondanza di chi possiede sia vista come occasione per la condivisione disinteressata e per la promozione convinta della vita di quanti sono nel bisogno; preghiamo.
4.       Per la nostra Comunità parrocchiale: sappiamo ricercare il Signore con la stessa tenacia di Zaccheo, per accoglierlo nella nostra vita e donarlo ai fratelli con gesti di servizio e di conversione; preghiamo.
C – Signore nostro Dio, fa’ che ciascuno di noi possa raccontare con la vita la tua bontà a quanti si sentono abbattuti e rifiutati. Te lo chiediamo per mezzo del tuo Figlio che nell’incontro con Zaccheo ha dimostrato misericordia, perdono e salvezza. Egli vive e regna per tutti i secoli dei secoli.   T - Amen.

 RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE

** G – Anch’io, molte volte, sono come Zaccheo:
mi arrampico a fare il furbo sfruttando gli altri,
oppure agisco nell’ombra,
chiuso nel nascondiglio del mio egoismo.
E tu, Signore, mi passi accanto,
mi vedi e con chiarezza mi dici:
«Smetti di fare il doppio gioco, vieni allo scoperto
e mostra il tuo volto sporco
che copri con la maschera della falsa onorabilità.
Voglio guardarti negli occhi
per riaccendervi una luce di verità;
voglio spazzarti il cuore perché profumi di pulito;
voglio alleggerirti le tasche
perché possano spuntarti le ali;
voglio cambiarti e fare di te
un benefattore degli altri,
più interessato a donare che a ricevere,
più occupato dal bisogno altrui
che dalla crescita della tua ricchezza».
Queste tue parole, Signore,
mi colpiscono come una freccia.
Non posso fare il sordo e far finta di niente.
Scendo subito dal mio nascondiglio
e prendo sul serio il tuo invito.
Per la prima volta sento finalmente
che il cuore comincia a cantare.
(Averardo Dini)





Agenzia Fides 24 ottobre 2019

EUROPA/ITALIA - Formare i giovani alla missione: una nuova proposta della famiglia Comboniana
 
Roma (Agenzia Fides) – Nel Mese Missionario Straordinario prende il via un nuovo percorso di formazione e spiritualità missionaria per i giovani dai 18 ai 35 anni, promosso dalla famiglia Comboniana. Fare un’esperienza concreta di fede, stringere nuove amicizie, approfondire la conoscenza delle tematiche missionarie e partecipare a campi di volontariato estivo, in Italia e all’estero: queste le opportunità che, da domenica 27 ottobre, saranno offerte a tutti i giovani dal Gim, “Giovani Impegno Missionario”.
Saranno nove le tappe del nuovo percorso intitolato #DaiSegniDiVita, che si terrà una domenica al mese, dalle 10 alle 18 a Roma, nella casa generalizia dei Missionari Comboniani, in via Luigi Lilio 80. Filo conduttore degli incontri saranno le testimonianze di vita, la lettura partecipata della Parola di Dio e l’ascolto di testimoni su alcune problematiche odierne. Prevista la partecipazione di esperti qualificati e gli incontri con le realtà sul territorio. La presenza comboniana sarà assicurata dagli interventi di p. Giulio Albanese, direttore di Popoli e Missione, e di suor Gabriella Bottani, coordinatrice internazionale della rete contro la tratta Talitha Kum. Il primo appuntamento del 27 ottobre sarà dedicato al Brasile e porterà i giovani fino in Amazzonia, per far scoprire loro la realtà di questa terra e la sua ricchezza spirituale. (S.L.) (Agenzia Fides 24/10/2019)
 top^ 
 
 
 
AFRICA/COSTA D’AVORIO - Mese Missionario Straordinario: “Il Signore ti chiede di essere un dono ovunque tu sia”
 
Abidjan (Agenzia Fides) – “Si diventa missionari vivendo come testimoni del Vangelo di Cristo, non con le parole, non con diplomi o certificati, ma con la vita”: lo ha sottolineato padre Lucas Marabezé, incaricato d'affari ad interim della Nunziatura apostolica in Costa d’Avorio, durante la cerimonia di consegna dei diplomi in Missiologia, nell’Università cattolica dell'Africa occidentale, consegnati a 62 laici che hanno appena conseguito il titolo pieno del corso. La cerimonia è stata organizzata in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, culmine del Mese Missionario Straordinario. P. Marabezé ha aggiunto che nessuno è escluso dalla missione della Chiesa: “Chiunque, padre o madre di famiglia, giovane, operaio, impiegato, cameriere, disoccupato, ammalato in un letto d'ospedale, il Signore chiede a tutti di essere un dono in qualunque condizione ci troviamo”.
Secondo quanto ha dichiarato all’Agenzia Fides Solange Siloue, delle Pontificie Opere Missionarie della Costa d’Avorio, il riconoscimento accademico è stato consegnato domenica 20 ottobre, durante la Santa Messa presieduta da Padre Gaston Ogui, coordinatore della formazione missiologica, che ha tenuto l’omelia e ha richiamato il mandato missionario e il tema del Mese Missionario Straordinario, “Battezzati e inviati”, esortando gli studenti a “andare verso l’altro, per riprodurre i tratti caratteristici del Cristo missionario”.
Gli studenti, dal canto loro, hanno espresso tutta la loro gratitudine per aver avuto l’opportunità di frequentare il corso di formazione, avviato nel paese nel 2017, consapevoli della forza di questo impegno missionario nel seguire Cristo.
L’area di formazione missiologica promossa dall'Università cattolica dell'Africa occidentale/Unità universitaria di Abidjan, in collaborazione con l'Istituto missionario cattolico di Abidjan e la Facoltà di teologia dei Gesuiti dell'Africa e del Madagascar, sostenuta dalla Pontificia Unione Missionaria (PUM), è stata istituita in Costa d'Avorio nel 2017 con l'obiettivo principale di “decentralizzare le attività della PUM al fine di rafforzare la fede e l’identità cristiana tra i fedeli dei paesi di missione, nello specifico nella Chiesa nell'Africa sub-sahariana”.
(SS/AP) (24/10/2019 Agenzia Fides)
 top^ 
 
 
 
AFRICA/NIGERIA - “La visita del Presidente delle POM ci fa sentire l’abbraccio della Chiesa universale in questo momento così difficile”
 
Abuja (Agenzia Fides) - “Siamo felici di accogliere Mons. Dal Toso come segno di comunione con la Chiesa universale” dice all’Agenzia Fides p. George Olusegun Ajana, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) della Nigeria, dove a Benin City il 22 ottobre si è aperto il Congresso Missionario Nazionale della Nigeria dal tema “La Chiesa di Cristo in Missione in Nigeria”.
Sua Ecc. Giampietro Dal Toso, Segretario aggiunto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie (POM), oltre a incontrare i delegati al Congresso terrà un meeting con tutti i Vescovi nigeriani domani sera, 25 ottobre e poi celebrerà la conclusione del Congresso sabato 26 ottobre.
“Il Congresso Missionario Nazionale è un evento molto importante per la Chiesa in Nigeria, che si ripete ogni quattro anni, perché si decide quali sono le attività missionarie nel nostro Paese” spiega p. George. “Il tema scelto per il Congresso “La Chiesa di Cristo in Missione in Nigeria” riprende il tema della Chiesa universale “La Chiesa di Cristo in missione nel mondo”.
Il Direttore nazionale delle POM spiega che “la Chiesa in Nigeria deve far fronte a forme di persecuzione derivanti dalle violenze commesse da estremisti islamici come quelli appartenenti a Boko Haram. Molti cristiani, in particolare cattolici, sono uccisi per il semplice fatto di essere cristiani. Ma anche in mezzo a queste persecuzioni rimaniamo saldi nella nostra fede, senza cedere a compromessi”.
“Il Congresso Missionario può dare un forte contributo a far sentire ai cattolici perseguitati che non sono soli” afferma p. Georg. “Al Congresso infatti partecipano cattolici provenienti da tutta la Nigeria e questo è molto incoraggiante, perché dimostra l’unità della Chiesa nigeriana. I fedeli perseguitati possono sentire di non essere isolati, che non sono soli, ma fanno parte di una comunità che li accoglie, li protegge e li aiuta spiritualmente e materialmente”. “In questo senso la visita di Mons. Dal Toso rafforza questo sentimento, allargando l’abbraccio dalla Chiesa nigeriana alla Chiesa universale”.
“Il Santo Padre ha inviato Mons. Dal Toso come suo delegato personale al nostro Congresso. Questo ci conforta perché ci fa sentire l’abbraccio e il supporto della Chiesa universale. Non siamo soli. Siamo felici di accogliere Mons. Dal Toso come segno di comunione con la Chiesa universale che ricorda che esistiamo e vuole essere in comunione con noi” conclude il Direttore Nazionale delle POM. (L.M.) (Agenzia Fides 24/10/2019)
 top^ 
 
 
 
ASIA/LIBANO - I Capi della Chiese “abbracciano” la rivolta anti-sistema
 
Beirut (Agenzia Fides) – I Capi delle Chiese e delle comunità cristiane presenti in Libano rendono omaggio “al popolo che ha manifestato la sua unità" e chiedono di "abbracciare e proteggere la legittima rivolta dei nostri figli”, sottolineando l’urgenza “che il potere e il governo diano risposta alle loro richieste nazionali". Sono questi i passaggi con maggior impatto contenuti nell’appello diffuso da Patriarchi e rappresentanti di comunità cristiani riunitisi mercoledì 23 ottobre per cercare di esprimere una posizione comune davanti alle manifestazioni di massa contro il governo e la leadership politica che stanno scuotendo il paese dei Cedri.
Gli alti prelati di Chiese e comunità cristiani prendono le distanze dalla dirigenza politica nazionale, e davanti alla crisi provano a rivendicare il ruolo di “profeti” inascoltati: “Avevamo avvertito - si legge in quello che è stato etichettato dai media come “l’appello di Bkerké” - che ciò che sta accadendo oggi stava per arrivare, ma i governi succedutisi alla guida del Paese hanno ignorato i nostri appelli". Il pronunciamento degli alti ecclesiastici, letto dal Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, ha anche espresso considerazioni in merito alle proposte di riforma e alle misure economiche predisposte dal governo guidato dal sunnita Saad Hariri nel tentativo di rispondere alle istanze della piazza: "Il piano di riforma” si legge nell’Appello di Bkerké “è un primo passo positivo, ma è necessario un rimpasto del governo e l’avvio di un'amministrazione gestita da persone competenti e patriottiche", ha detto. "Chiediamo al capo di Stato” aggiungono gli ecclesiastici nel loro appello “di iniziare immediatamente le consultazioni con i leader politici per adottare le misure necessarie per soddisfare le esigenze della popolazione”. Rivolgendosi ai manifestanti, i Capi delle Chiese e delle comunità cristiane libanesi hanno chiesto loro di sottrarsi alle manovre di chi vuole strumentalizzare il loro grido, evitando di attribuire alle manifestazioni popolari i tratti di un “movimento golpista” e tutelando il legame che unisce il popolo all’esercito e agli apparati di sicurezza.
Nel pomeriggio di mercoledì 23 ottobre – informano i media nazionali – il Presidente libanese Michel Aoun ha avuto una conversazione telefonica con il Patriarca maronita Bechara Rai per confrontarsi con lui sui contenuti dell’Appello di Bkerké.
Alla riunione dei capi ecclesiastici libanesi ha preso parte in via eccezionale anche lo Sheikh Abdel Latif Darian, Mufti della Repubblica libanese, che dal canto suo ha chiamato lo Stato e il governo a farsi carico delle "giuste richieste" dei manifestanti.
A far esplodere il malcontento popolare, che ha una sua radice sostanziale nella crisi economica attraversata dal paese, sono state le nuove tasse predisposte dal governo sull’utilizzo di whatsapp e di altri mezzi di comunicazione. GV) (Agenzia Fides 24/10/2019)
 top^ 
 
 
 
AMERICA/ECUADOR - Dopo le proteste si avvia il dialogo e la riconciliazione, con la mediazione dei Vescovi
 
Quito (Agenzia Fides) – Mercoledì 23 ottobre quattro rappresentanti della Conferenza episcopale ecuadoriana (CEE) si sono recati nella sede del governo. La delegazione era composta da Mons. Luis Cabrera, Arcivescovo di Guayaquil, Vice Presidente della Conferenza Episcopale; Mons. Alfredo Espinosa, Arcivescovo di Quito; Mons. René Coba, Ordinario militare, Segretario della CEE, e Mons. Danilo Echeverría, Ausiliare di Quito, rappresentante del settore della famiglia della CEE. Il Presidente della CEE è attualmente a Roma per partecipare al Sinodo dei Vescovi.
Sebbene l'incontro si sia svolto a porte chiuse, sono state rilasciate alla stampa alcune informazioni. Il Presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, ha ringraziato i Vescovi "a nome del paese, dello Stato e del Governo" per la funzione di mediatori assunta in questi momenti difficili, frutto di malintesi e mancanza di dialogo. Quindi il Presidente ha parlato della "prepotenza di coloro che credono di avere il diritto di rimanere indefinitamente nel potere, oppure in una posizione intransigente", alludendo a quanto è accaduto nel paese e alla sua marcia indietro sulle disposizioni del governo (vedi Fides 9/10/2019). Moreno ha ringraziato in modo speciale il Fronte Unico dei Lavoratori (FUT) per aver sospeso le manifestazioni previste per il 30 ottobre.
Da parte sua, Mons. Cabrera ha sottolineato l'invito del governo alla Conferenza Episcopale ad essere mediatrice per il dialogo con il movimento indigeno del paese, riferisce la nota inviata a Fides. Quindi ha insistito sul fatto che "c'è la disposizione e la speranza di arrivare ad accordi specifici, non per accontentare i gruppi in dialogo, ma tutto il paese". Il Vicepresidente della CEE ha concluso il suo intervento annunciando la sfida di iniziare un processo di riconciliazione e pacificazione perché "una parte del popolo è rimasto frammentato e ferito".
Il Presidente Lenín Moreno, in sedute diverse, ha poi incontrato rappresentanti di gruppi sociali e sindacati, in modo particolare quelli dei trasporti, per definire modalità e tempi dei sussidi per la benzina, tema che aveva fatto scatenare le proteste.
Le manifestazioni si sono concluse il 13 ottobre, dopo l’abrogazione da parte del governo, del controverso decreto sui sussidi, con un tragico bilancio di 8 morti, oltre 1.300 feriti e un migliaio di arresti, secondo un rapporto della Defensoria del Pueblo. La fine delle proteste ha aperto un dialogo diretto tra il governo e il movimento indigeno, con la mediazione dell'Episcopato e dell'ufficio delle Nazioni Unite in Ecuador.
(CE) (Agenzia Fides, 24/10/2019)
 top^ 
 
 
 
AMERICA/BRASILE - Mantenere vivo il fuoco acceso dal Mese Missionario Straordinario
 
Sao Paulo (Agenzia Fides) - La preoccupazione per i prossimi anni è come mantenere vivo il dinamismo missionario nella Chiesa in Brasile, acceso nel Mese Missionario Straordinario: per Mons. Odelir José Magri, Vescovo di Chapecó e Presidente della Commissione episcopale per l'animazione missionaria della Conferenza nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), lo strumento principale è il Programma Missionario Nazionale recentemente varato.
In un comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale pervenuto a Fides, il Vescovo presenta alcune riflessioni sul Mese Missionario Straordinario Ottobre 2019 che si sta concludendo. Riferendosi alla sua diocesi, Chapecó, alla sua regione, Soul 4, e considerando le informazioni diffuse nei social network, Mons. Magri afferma che il Mese Missionario Straordinario è stato vissuto dalle diocesi, dalle parrocchie e dalle comunità in Brasile, e ha senza dubbio aumentato la consapevolezza missionaria nella Chiesa brasiliana. Un altro indice di partecipazione si può desumere dalla grande quantità di materiale richiesto in tutto il Brasile: ad esempio sono state distribuite circa 25.000 copie della Guida del Mese Missionario Straordinario.
Il coinvolgimento della Chiesa nel Mese Missionario Straordinario si è espresso anche con il gesto concreto della colletta durante la Giornata Missionaria Mondiale, con molte comunità che hanno fatto visite missionarie, chiudendo con una veglia di preghiera. Anche se ci sono molte altre cose da valutare per un bilancio obiettivo e concreto, Mons. Magri sottolinea che, in generale, le persone hanno accolto e fatto proprie le proposte del Mese Missionario Straordinario, vivendolo intensamente, “con una maggiore consapevolezza della missione, con l'accoglienza dei simboli che sono stati distribuiti, la bandiera con il logo ‘Battezzati e inviati’ e la croce pellegrina”. (S.L.) (Agenzia Fides 24/10/2019)

Agenzia Fides 22 ottobre

VATICANO - Mese Missionario Straordinario: al via il corso di formazione “Comunicazione è missione”
Roma (Agenzia Fides) – Formare operatori pastorali delle Chiese che appartengono alla giurisdizione di “Propaganda Fide” a una mentalità che consideri la comunicazione e i mass-media un’opportunità per la diffusione del Vangelo: questo l’obiettivo del corso di formazione dal titolo “Comunicazione è Missione”, promosso dalla Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce, in collaborazione con la Pontificia Unione Missionaria e con l’Agenzia Fides.
Scopo del corso, che è stato attivato in occasione del Mese Missionario Straordinario, è quello di fornire agli studenti, tutti dei Collegi internazionali gestiti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (CEP), strumenti metodologici, teorici e pratici, sulla comunicazione multimediale per raccontare, storie, eventi ed esperienze in grado di rispecchiare e declinare le nuove frontiere della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo.
“Abbiamo pensato di offrire un sostegno a quanti operano nelle Chiese che si trovano nei cosiddetti 'territori di missione', in Africa, Asia e America Latina, dove spesso si opera in condizioni di difficoltà”, riferisce all’Agenzia Fides donJosé Maria La Porte, Decano della Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce. Questo corso, infatti, si rivolge in modo particolare a sacerdoti, religiosi, seminaristi, dottorandi provenienti da Africa, Asia e Oceania e dai Vicariati Apostolici nelle Americhe legati alla CEP.
Le tecnologie della comunicazione stanno creando un ambiente digitale in cui l’uomo impara a informarsi, a conoscere il mondo, a stringere e mantenere in vita le relazioni, contribuendo a definire anche un modo di abitare il mondo e di organizzarlo. Per cui, “l’evangelizzazione non può non considerare questa realtà”, afferma La Porte. “La grande sfida della Chiesa, oggi - rileva - è quella di riuscire, attraverso queste tecnologie, a trasferire e inculturare il messaggio del Vangelo nel mondo digitale”.
Evangelizzare non significa “fare propaganda” del Vangelo: “La Chiesa in rete è chiamata non a una ‘emittenza’ di contenuti religiosi, ma a una condivisione del Vangelo”, osserva padre Fabrizio Meroni, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria e Direttore dell’Agenzia Fides. “L’intento di questo percorso accademico è quello di formare alla missione a partire da una considerazione del rapporto tra fede e mondo”, spiega padre Meroni. “Ciò che ci interessa – prosegue – è analizzare e approfondire questi nuovi modi di percepire la realtà legati alla digitalizzazione”. “La fede – rimarca – è il vero cammino, è la salvezza del mondo: la comunicazione, attraverso la conoscenza dei suoi strumenti e dei suoi linguaggi, può aiutarci a comprendere meglio la dimensione del mondo, nel contesto culturale in cui viviamo, e dunque a essere presenti con l'annuncio cristiano”.
Il programma didattico si articolerà in due semestri, da ottobre 2019 a maggio 2020, attraverso lo studio specifico e la sperimentazione dei linguaggi video, radio, web, fotografia e scrittura. I moduli saranno coordinati e condotti da docenti ed esperti della Pontificia Università della Santa Croce, da giornalisti di agenzie, testate nazionali e professionisti di radio e televisione. (ES) (Agenzia Fides 22/10/2019)
LINK
Guarda la video-intervista a don José Maria La Porte e a p. Fabrizio Meroni sul canale Youtube dell'Agenzia Fides -> https://youtu.be/5Ki72Fj3Mzo
 top^ 
AFRICA/GUINEA - Urge sostenere l’Africa nella lotta per la democrazia: appello di un missionario
Conakry (Agenzia Fides) – L’Onu, la società civile, diverse organizzazioni della comunità africana hanno condiviso e diffuso un appello in favore del dialogo politico in Guinea dopo le proteste di piazza e i disordini nel corso dei quali, pochi giorni fa, la polizia ha ucciso almeno nove persone. Il paese è praticamente bloccato, a Conakry sono stati registrati casi di sparizione e di violazione dei diritti umani. Nella capitale continuano le proteste contro il presidente Alpha Condé, in carica dal 2009, e il suo progetto di revisione costituzionale che aprirebbe la strada alla sua candidatura a un terzo mandato alle elezioni presidenziali del 2020.
Le ultime elezioni locali in Guinea si sono svolte nel 2005. Il turno successivo, previsto nel 2010, ha subìto una serie di rinvii, rispettivamente nel 2014, nel 2016 e nel 2017. Le elezioni si sono infine svolte il 4 febbraio 2018 coinvolgendo il Paese in continue tensioni e violenze.
“La lotta per la democrazia in Africa non deve essere la lotta di un solo popolo, ma quella di tutta l'Africa, di tutti i popoli africani senza distinzione”, commenta all’Agenzia Fides il missionario e teologo p. Donald Zagore, della Società per le Missioni africane. “Si tratta di una lotta per la pace, dunque per lo sviluppo. I popoli in Africa hanno sete e fame di sviluppo. La gente soffre a causa dell'incoscienza dei politici africani che rimangono protesi a proteggere i loro poteri politici. Le elezioni non devono essere una maledizione per l'Africa. Dobbiamo smettere di trasformare questo continente africano da culla a tomba dell'umanità,” insiste.
In Guinea sono presenti diversi gruppi etnici, i due principali sono i Malinké e i Peuhl, spesso protagonisti di scontri determinati da ragioni politiche. La maggior parte delle forze di sicurezza è di etnia Malinké e questo comporta che gli scontri maggiori avvengono di fatto tra le forze dell’ordine (Malinké) e la popolazione civile (di etnia Peuhl) durante le manifestazioni.
(AP) (22/10/2019 Agenzia Fides)
 top^ 
AFRICA/RD CONGO - I missionari di Scheut celebrano il Mese Missionario Straordinario a Kinshasa
Risultati immagini per mese missionario kinshasaKinshasa (Agenzia Fides) - "La tradizione della lotta cristiana nella Repubblica Democratica del Congo è antica quanto la storia del cristianesimo", ha detto il professor Ndaywel durante una conferenza-dibattito organizzata dai missionari della Congregazione del Cuore Immacolata Maria (detti anche "Missionari di Scheut"), a margine della celebrazione del Mese Missionario Straordinario.
La conferenza, tenutasi venerdì 18 ottobre 2019, sotto la direzione del Centro di informazione e animazione (CIAM), aveva come tema "La Chiesa nel mezzo del villaggio: prospettive missionarie". Al centro della conferenza c’era l’analisi della Lettera Apostolica Maximum Illud e la contestualizzazione del messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2019. A questo è stata aggiunta una valutazione dell'impegno del Chiesa nel processo pre-elettorale ed elettorale del 2018, attraverso le attività del Comitato di coordinamento laicale (CLC).
Il primo oratore, p. Patience Mpayembe, religioso di St-Vincent de Paule, professore di Missiologia, ha parlato della necessità di comprendere la missione come paradigma della vita di ogni cristiano. Quindi ha invitato i partecipanti a un ministero pastorale profetico e a una conversione per passare da una Chiesa militante a una Chiesa evangelizzatrice. Il secondo oratore, il professor Ndaywel, moderatore del CLC, ha dimostrato che l'impegno del CLC nel sollecitare la classe politica congolese a lavorare per il bene comune è effettivamente un impegno missionario, nel senso che tutte le attività intraprese mirano a una conversione dei cuori dei politici, a beneficio di tutti nella società.
La congregazione del Cuore Immacolato di Maria, o dei Padri di Scheut, è una congregazione missionaria che lavora in Congo dal 1888. Il CIAM è il suo strumento di lavoro per l'animazione missionaria che include la formazione dei cristiani per il risveglio della coscienza, in vista di un mondo migliore, più giusto e più fraterno. In occasione della Giornata Missionaria Mondiale è stata inoltre organizzata un'animazione missionaria speciale nelle parrocchie dei padri di Scheut situati nella città di Kinshasa. (MPB) (Agenzia Fides 22/10/2019)
 top^ 
ASIA/FILIPPINE - I Vescovi: occorre rispettare la dignità umana dei detenuti  
Manila (Agenzia Fides) - "Il governo e i funzionari delle prigioni hanno il dovere di trattare i detenuti con dignità": è l'appello diffuso tramite l'Agenzia Fides dal Vescovo Pablo Virgilio David, di Kalookan, che ha esortato: “Questa non è un'affermazione dei diritti, è un grido di misericordia. I detenuti non chiedono un trattamento speciale come quello che viene riservato ai detenuti più ricchi, nella prigione di New Bilibid a Muntinlupa. Chiedono solo di essere trattati come esseri umani" afferma Mons. David, che è Vicepresidente della Conferenza episcopale delle Filippine.
Il Vescovo nota che molti prigionieri hanno commesso reati relativamente minori, spesso in circostanze di grave povertà e disperazione, e "languiscono in prigione a causa della mancanza di istruzione, dell'assenza di assistenza legale, della povertà, a causa di un sistema giudiziario scadente". Spesso - aggiunge il Vescovo - "rimangono in prigione, molto tempo dopo che il loro periodo di detenzione è stato scontato" solo perché il loro numero di codice carcerario è stato scambiato con quello di qualcun altro, in un sistema corruttivo che premia chi ha i mezzi illegali "per abbreviare il loro periodo di detenzione”.
"Urge riformare il nostro sistema di gestione e della giustizia penale per far sì che sia fondato sulla giustizia riparatoria, come nella maggior parte delle società civili", ha detto. E ha aggiunto che, se i leader politici dichiarano apertamente che "i criminali non possono essere recuperati" e che "i tossicodipendenti non sono umani" o se i funzionari governativi incoraggiano apertamente la polizia a uccidere, "non ci si può aspettare che le forze dell'ordine abbiano comportamenti rispettosi della dignità umana". "Finiranno per comportarsi come criminali essi stessi. Agiranno con impunità. Non avranno scrupoli di coscienza sull'esecuzione sommaria dei trasgressori della legge o nell'infliggere forme orribili di abuso ai detenuti” nota Mons. David.
"Fino a quando nessun sistema di controllo riterrà le forze dell'ordine responsabili delle loro azioni, abuseranno del loro potere" avvisa. "Si proteggeranno anche a vicenda e i subordinati taceranno anche se sono pienamente consapevoli degli abusi commessi dai loro superiori, aspettando l' opportunità per emularli" prosegue.
Un problema per la democrazia e lo stato di diritto, rileva il Vescovo, nasce quando "le forze dell'ordine abdicano al proprio ruolo di proteggere i diritti umani dei cittadini, non hanno rispetto dei diritti umani e trattano i sostenitori dei diritti umani non come alleati ma come nemici, ha detto.
Secondo il rapporto di una Commissione governativa, le condizioni all'interno delle carceri sono in peggioramento: il sovraffollamento delle strutture carcerarie ha raggiunto il 612%, con una popolazione totale di 146mila detenuti, rispetto a una capacità di circa 21mila. Negli ultimi anni la popolazione carceraria è stata ingrossata per i casi della "crociata antidroga", lanciata dal Presidente filippino Rodrigo Duterte.
La Commissione ha reso noto anche l' aumento del numero di detenuti che hanno contratto malattie negli ultimi tre anni, date le carenti condizioni igienico sanitarie e il sovraffollamento. (SD) (Agenzia Fides 22/10/2019)


 top^ 
ASIA/TURCHIA - Messaggio dI Erdogan alla manifestazione interreligiosa di solidarietà con i militari dell’operazione “Sorgente di pace”
Mardin (Agenzia Fides) - Rappresentanti qualificati delle comunità cristiane, ebraiche e musulmane presenti in Turchia hanno preso parte domenica 20 ottobre ad una iniziativa inter-religiosa ospitata nel Monastero siro ortodosso di Deyrulzafaran, il “Monastero dello Zafferano”, situato nei pressi della città di Mardin, sull’altopiano di Tur Abdin. L’incontro è stato concepito come momento condiviso di spiritualità e di riflessione comune, con l’attenzione rivolta al contesto dell’operazione militare “Sorgente di pace”, messa in atto dall’esercito turco nei territori della Siria nord-orientale. Le informazioni sull’iniziativa hanno trovato ampio spazio soprattutto sui giornali e media turchi schierati su posizioni nazionaliste e filo-governative. I presenti all’incontro hanno espresso sentimenti di vicinanza spirituale ai militari coinvolti nell’operazione, e anche ai profughi siriani fuggiti in territorio turco durante il conflitto, esprimendo anche l’auspicio che i rifugiati venuti dalla Siria possano tornare alle proprie case “il più rapidamente possibile”. I presenti all’incontro hanno anche letto insieme il messaggio ad hoc inviato loro per l’occasione dal Presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Come è noto, uno degli obiettivi dell’offensiva militare in Siria è quello di creare in territorio siriano un’area-cuscinetto dove poi trasferire una parte dei più di tre milioni di rifugiati siriani attualmente espatriati in territorio turco. Appare palese l’intento delle autorità turche volto a ottenere e pubblicizzare l’appoggio all’operazione ”Sorgente di pace”, espresso anche dalle comunità religiose non musulmane presenti in Turchia.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, Korc Kasapoglu, Rappresentante del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, l’Arcivescovo armeno apostolico Sahak Masalyan, il Segretario del Rabbino Capo della Comunità Ebraica, Francois Yakan e il Mufti di Mardin Ismail Cicek, insieme a inviati delle comunità cristiane sire, assire e caldee. L’iniziativa interreligiosa è stata presieduta da Mor Philoxenus Saliba Ozmen, Metropolita siro ortodosso di Mardin e Diyarbakir. (GV) (Agenzia Fides 22/10/2019).
 top^ 
AMERICA/BOLIVIA - I Vescovi dopo le elezioni: rispetto del voto popolare, verifica degli indizi di frode, intervento degli osservatori internazionali
La Paz (Agenzia Fides) – Con le parole tratte dalla prima lettera a Timoteo (2,2) - "per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità" -, la Conferenza Episcopale della Bolivia chiama al rispetto della volontà del popolo, espressa nel voto di domenica scorsa, 20 ottobre. I boliviani si sono recati alle urne per scegliere democraticamente la loro guida politica (vedi Fides 14/10/25019), ma dopo i primi risultati non ufficiali, secondo cui si dovrebbe andare al ballottaggio fra Evo Morales e Carlos Mesa il 15 dicembre, il Tribunale elettorale ha interrotto lo spoglio con l'83,76% dei voti scrutinati, annunciando che, secondo un riconteggio ancora in corso, Morales avrebbe vinto al primo turno, avendo ottenuto un distacco di oltre dieci punti dal secondo candidato. Così la popolazione è scesa in piazza a manifestare e perfino membri della polizia si sono uniti ai manifestanti, eventi trasmessi e pervenuti a Fides attraverso i social media.
Di fronte a questa situazione, i Vescovi hanno espresso ieri sera la loro opinione: "Ci sembra di rilevare, insieme a molti cittadini, indizi di frode nei dati trasmessi, tra cui evidenziamo la totale assenza di coincidenza con il rapido conteggio effettuato dalla società Vía Ciencia, insieme alla sospetta interruzione del conteggio provvisorio dei voti nella notte post-elettorale, oltre a lamentele e immagini di eventi che sono al di fuori del rispetto della legalità”.
I Vescovi si uniscono alle dichiarazioni della OEA (Organizzazione degli Stati Americani) riguardo a questo modo antidemocratico di agire e chiamano ad intervenire gli osservatori internazionali, come l’Unione Europea, visto che proprio questa aveva fornito il sistema di conteggio rapido per la trasparenza dei fatti. "Chiediamo - concludono i Vescovi -, che il Supremo Tribunale elettorale eserciti la sua funzione costituzionale al servizio del popolo, della verità e della giustizia. Proprio per evitare focolai di violenza come quelli iniziati ad apparire questa notte".
(CE) (Agenzia Fides 22/10/2019)
 top^ 
AMERICA/COLOMBIA - Sette riflessioni per votare per il bene comune
Bogotà (Agenzia Fides) – Domenica 27 ottobre i colombiani saranno chiamati a eleggere le amministrazioni dei Dipartimenti e dei Comuni per il periodo 2020-2023. I Vescovi, attraverso un comunicato della Presidenza della Conferenza Episcopale, pervenuto a Fides, propongono “Sette riflessioni per votare per il bene di tutti”, “per esercitare un voto responsabile, libero e consapevole che dia trasparenza al processo elettorale”.
In primo luogo i Vescovi mettono in evidenza l’importanza di queste elezioni per consolidare un progetto comune di paese, “tenendo conto delle situazioni e delle necessità proprie di ogni regione, dipartimento, municipio o località”. “Ricordiamo che la costruzione della pace e dello sviluppo integrale per i colombiani inizia prima di tutto nei territori”.
“Le elezioni sono opportunità per rafforzare o recuperare i valori che sostengono la vita sociale” prosegue il testo, indicando la solidarietà, l’amore per la patria, il rispetto degli altri, la verità. Inoltre sono occasione per rafforzare anche “le istituzioni che assicurano lo sviluppo armonico della persona e della società”, come la famiglia, la scuola, la forza pubblica...
“Il criterio fondamentale che ci deve guidare al momento di votare è quello di procurare il bene di tutti” ribadiscono i Vescovi, che sottolineano la necessità per i candidati di presentare “proposte chiare, fattibili e complete”, che rispondano alle sfide più urgenti del paese. “Le elezioni devono sostenere il lavoro per la riconciliazione e la convivenza pacifica – proseguono -. L’unità deve prevalere sul conflitto. Non permettiamo che le campagne elettorali e le votazioni aumentino le divisioni e le violenze. Appoggiamo candidati che favoriscano il rispetto dei diritti umani e l’unità dei cittadini”.
Nelle ultime due considerazioni il comunicato dei Vescovi sottolinea che il processo elettorale “perché realmente porti al bene comune, deve essere trasparente e limpido”, evitando quindi la corruzione, la compravendita dei voti, le frodi, l’alterazione dei risultati… Infine ribadiscono che “rinunciare di esercitare il diritto e il dovere di votare è negare un servizio alla giustizia e al progresso della nostra patria”. La riflessione della Conferenza episcopale è presentata attraverso un video, dal Segretario generale, Mons. Elkin Alvarez Botero, Vescovo ausiliare di Medellin. (SL) (Agenzia Fides 22/10/2019)
 top^ 
OCEANIA/AUSTRALIA - Lotta alla povertà: impegno della società civile e delle comunità cristiane
Sydney (Agenzia Fides) –- Dare impulso alla campagna “Raise the Rate”, con cui si richiede al governo australiano l’aumento dei contributi ‘Newstart’, sussidi di disoccupazione riservati a chi non ha lavoro: era questo l’obiettivo della “Settimana anti-povertà”, che ha visto tante e diverse organizzazioni della società australiana, tra le quali associazioni cristiane come la Caritas, sensibilizzare sul tema della povertà in Australia.
“Crediamo che incoraggiare le persone indigenti o in difficoltà, e non incolparle, sia l’atteggiamento giusto nella lotta contro la povertà. I membri, i volontari e i dipendenti della ‘Società San Vincenzo de Paoli’ assistono ogni anno oltre 1,8 milioni di persone che vivono in condizioni di miseria: si tratta di un australiano su otto. Per questo, consideriamo la Settimana anti-povertà un importante strumento nella conoscenza del fenomeno dell'emarginazione e dell’indigenza in Australia”, riferisce, in una nota inviata all’Agenzia Fides, la “Società San Vincenzo de Paoli”, che nei giorni scorsi si è impegnata attivamente nello svolgimento della “Settimana anti-povertà” (13-19 ottobre 2019).
Per l’occasione, l’associazione caritativa ha organizzato una serie di eventi nelle comunità di tutta l'Australia, nelle metropoli come nei centri più piccoli. “Siamo quotidianamente in contatto con persone che vivono in difficoltà, sebbene siano destinatarie degli aiuti. Chiediamo ai nostri rappresentanti politici che ci sia un incremento della quota dei sussidi ‘Newstart’, per assicurare una vita dignitosa ed il soddisfacimento di bisogni di base a persone che fanno affidamento su di essi”, si legge nella nota inviata a Fides dai “Vinnies”, come si autodefiniscono i membri australiani della Società San Vincenzo de Paoli. “La nostra rete di sicurezza sociale dovrebbe garantire a tutti un tetto e del cibo sulla tavola ogni giorno. Forme di assistenza come i sussidi Newstart sono insufficienti: ad oggi la quota si aggira intorno ai 40 dollari al giorno e molte persone devono scegliere se utilizzarli per la spesa o per pagare l’affitto”, concludono.
L’Australia è uno dei paesi più ricchi del mondo, ma il 13,2% della sua popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, una cifra che include 739.000 bambini. In questo contesto, la Chiesa australiana fornisce un apporto significativo attraverso azioni caritative promosse dalla Commissione Giustizia e Pace dei Vescovi australiani, dalla Caritas nazionale e da una rete di associazioni attive nelle varie città del Paese. (LF) (Agenzia Fides 22/10/2019)

Foglio della Collaborazine Pastorale di San Giorgio di Nogaro 20ottobre - 3 novembre 2019



Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Da vatican news 4 maggio 2026

  Terra Santa, dal segno della croce la forza e la speranza del cristiano Davanti agli episodi di violenza che si sono verificati recentemen...