incendio nella grotta dopo la visita del Papa

Incidente nella grotta della Natività, ma senza danni gravi

Verso le tre e trenta di questa mattina del 27 maggio, è accaduto un incidente nella grotta della Natività di Betlemme. I danni sono superficiali.
I pompieri della città di Betlemme sono intervenuti nella grotta, ma al loro arrivo l’incendio era già sotto controllo.
Ancora non si riesce a definire la causa che lo ha determino. Sembrerebbe che une lampada sia caduta a terra durante la notte. la quale ha fatto divampare le fiamme, incendiando anche le tende intorno alla stella della Natività incastonata nel solo. Il fuoco si è rapidamente espanso verso le due scalinate laterali, anch’esse ricoperte da tende.
Queste tende si sono infiammate molto più velocemente, poichè durante tutti questi anni si sono sempre piu imbevute di cera e di fuliggine prodotte dalle lampade sovrastanti.
Si dice che il fuoco si sarebbe spento da solo, perché l’incendio non ha raggiunto il legno circostante. Purtroppo sono caduti alcuni strati di intonaco sul pavimento.
In conformità con lo Status Quo, è necessario che le comunità armeniane, greche e cattoliche si accordino per il restauro della grotta. Fin d’ora esse stanno già lavorando insieme sul da farsi, in uno spirito di coesione con il governo Palestinese.

Fonte: Custodia Terra Santa

Il caso di Asia Bibi sparisce dalla lista delle udienze: l’appello si allontana

ASIA/PAKISTAN - Il caso di Asia Bibi sparisce dalla lista delle udienze: l’appello si allontana
Lahore (Agenzia Fides) – La prima udienza del processo di appello per Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia, non si tiene oggi, 27 maggio, data fissata in precedenza, e non si sa quando e se verrà nuovamente calendarizzata. Lo riferiscono all’Agenzia Fides gli avvocati impegnati nel collegio difensivo della donna. Parlando all’Agenzia Fides, l’avvocato Naeem Shakir, uno dei legali che difendono Asia Bibi, non nasconde il suo sbigottimento: “Il caso era nella lista delle udienze previste per oggi. Poi è sparito all’improvviso. Non sappiamo perchè. Posso solo dire che quanto sta accadendo non è normale”. Gli avvocati attendono una motivazione ufficiale da parte dell’amministrazione dell’Alta Corte di Lahore per spiegare la grave anomalia che si traduce nella mancanza di giustizia per una vittima innocente.
“A questo punto non sappiamo quando e se il caso sarà esaminato” spiegano. Da febbraio a oggi il processo ha subito 4 rinvii per i motivi più disparati e il procedimento non è mai iniziato. Secondo gli osservatori, i magistrati della Corte di Appello non vogliono assumersi la responsabilità di esaminarlo e giudicare per timore di ritorsioni da parte dei gruppi radicali islamici. In passato giudici che hanno assolto cristiani ritenuti blasfemi sono stati uccisi.
Come appreso da Fides, amarezza e delusione si respirano anche tra i familiari di Asia. Nei prossimi giorni, riferiscono i legali, la donna, che si trova nel carcere femminile di Multan, sarà informata sugli ultimi sviluppi del caso che la riguarda.
Asia Noreen Bibi è stata denunciata il 19 giugno 2009 per blasfemia, ai sensi dell’art secondo 295c del Codice Penale (insulto al Profeta Maometto), dal mullah musulmano Qari Muhammad Sallam, alla polizia della cittadina di Nankana Sahib. Dopo un processo davanti al tribunale di primo grado di Nankana Sahib, Asia è stata condannata a morte l’8 novembre 2010. L’appello è stato depositato davanti all’Alta Corte di Lahore l’11 novembre 2010. Ma, per motivi di opportunità, di contesto, per pressioni religiose e politiche, solo quattro anni dopo è stato preso in considerazione e calendarizzato dalla Corte. Oggi la continua litania dei rinvii non consente ancora lo svolgimento della prima udienza. (PA) (Agenzia Fides 27/5/2014)


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