Massacri in Orissa 2008

ASIA/INDIA - Massacri in Orissa, l’Arcivescovo Barwa: “Fare memoria per avere giustizia”
Bhubaneswar (Agenzia Fides) – “Fare memoria dei massacri anticristiani in Orissa è utile per dire a tutta l’India: non accada più tale violenza. Per noi significa guardare con speranza il futuro, ma la speranza non può esser vuota: va riempita con la giustizia”: è quanto dice all’Agenzia Fides S. Ecc. mons. John Barwa SVD, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, nello stato indiano di Orissa, a sei anni dai massacri che nel 2008 colpirono al comunità cristiana nel distretto di Khandamal, nell’ovest dello stato.
Come riferito a Fides, l’anniversario sarà celebrato con una speciale “Giornata del Memoria” che il 25 agosto vedrà presenti nella capitale dello stato, Bhubaneswar, numerosi esponenti della società civile intellettuali e leader religiosi. Previsti convegni, manifestazioni pubbliche, marce per la pace, veglie di preghiera, per ricordare una pagina nera della storia indiana e che giustizia per le vittime. “E’ essenziale per i cittadini cristiani indiani, vittime della violenza, ottenere giustizia, che significa un risarcimenti, ricostruzione delle case, possibilità di tornare nei luoghi di origine. Vi sono ancora dei processi in corso davanti alla Corte Suprema e attendiamo l’esito con fiducia: i cittadini di fede cristiana chiedono di essere trattati come tutti gli altri, secondo principi uguaglianza e giustizia”, spiega l’Arcivescovo.
Mons. Barwa si recherà il 27 agosto proprio sui luoghi dei massacri, nel distretto di Khandamal per visitare le vittime e portare un messaggio di solidarietà e speranza. “Anche se l’estremismo indù è ancora presente in alcune aree, in questi cinque anni abbiamo lavorato e pregato per un cambiamento reale: alle manifestazioni della Giornata della Memoria sanno presenti anche cittadini e leader indù e di altre religioni. Saremo uniti per scongiurare ogni futura violenza”, conclude.
Secondo cifre fornite a Fides, duranti e massacri anticristiani registrati in Orissa nel 2008, quando oltre 400 villaggi furono “ripuliti” di tutti i cristiani; più di 5.600 case e 296 chiese furono bruciate, i morti furono 100 (ma il governo ne riconosce solo 56), migliaia i feriti, diverse donne violentate, 56.000 uomini, donne e bambini restarono senza casa. Suor Meena Barwa, nipote dell’Arcivescovo, fu violentata da più uomini e umiliata, costretta a sfilare seminuda per le strade dai suoi aguzzini, come trofeo di violenza. Nel marzo scorso un tribunale di primo grado nel distretto di Kandhamal, ha condanno tre persone e ne ha assolte sei per lo stupro della suora.
Come appreso da Fides, sulle 1.541 denunce presentate dai cristiani, 828 sono state effettivamente convertite in processo. In 169 casi, i procedimenti si sono già conclusi con piena assoluzione (gli assolti sono 1.597). Le assoluzioni, spiegano fonti di Fides, avvengono perché spesso i testimoni-chiave sono minacciati, intimiditi o impauriti. Altri 86 processi hanno visto condanne molto lievi. In altri 90 casi, le indagini sono ancora in corso, ma più passa il tempo, minori sono le possibilità di raccogliere prove inconfutabili. (PA) (Agenzia Fides 23/8/2014)

E dal governo centrale finora non è ancora venuta nessuna iniziativa organica

ASIA/IRAQ - Profughi cristiani accolti anche a Baghdad. Riunione per affrontare “l'emergenza-inverno”
Erbil (Agenzia Fides) – Le Chiese presenti in Iraq si coordinano per affrontare insieme anche sui tempi medio-lunghi le emergenze vissute dalla moltitudine di iracheni coinvolti nell'esodo di massa da Mosul e dalle aree cadute sotto il controllo dei miliziani jihadisti dello Stato Islamico (IS). A tale scopo una riunione operativa svoltasi nella giornata di venerdì 22 agosto presso la sede del Patriarcato caldeo situata a Ankawa – sobborgo a maggioranza cristiana di Erbil – ha visto i capi di tre Chiese orientali incontrarsi con i responsabili locali delle sigle politiche cristiane e di varie organizzazioni della società civile per iniziare a mettere a punto un piano coordinato di affronto dei problemi dei profughi in vista dell'inizio dell'anno scolastico e dell'avvicinarsi delle stagioni più fredde. All'incontro hanno preso parte il Patriarca caldeo Louis Raphael I, il Patriarca siro cattolico Ignatius Joseph III e il Patriarca siro ortodosso Ignatius Aphrem II, insi eme a circa 40 membri di formazioni politiche e organizzazioni locali operanti nel Kurdistan iracheno. Tra le altre cose, è stato stabilito di creare comitati incaricati di svolgere riunioni periodiche di programmazione e coordinamento e si è insistito sulla necessità urgente di fornire alle famiglie di profughi complessi residenziali decenti o abitazioni prefabbricate per affrontare l'arrivo dell'autunno e dell'inverno. “La realtà” spiega all'Agenzia Fides Saad Sirop Hanna, Vescovo ausiliare di Babilonia del Caldei – è che il numero dei profughi è altissimo, e finora non si vede la possibilità di un loro ritorno nelle proprie case. I pochi villaggi liberati non sono ancora sicuri. Chi era andato a fare sopralluoghi per controllare lo stato delle proprie abitazioni è capitato di vedersi arrivare addosso colpi di mortaio lanciati dai jihadisti. E dal governo centrale finora non è ancora venuta nessuna iniziativa organica per affrontare il dramma dei profughi. La nuova squadra governativa non è ancora stata formata, ma le emergenze di chi ha perso tutto per fuggire e salvarsi la vita non possono aspettare i tempi lunghi della politica”.
Intanto, in assenza di un piano sostenuto dalle istituzioni centrali, anche i profughi cristiani trovano soluzioni autonome per sottrarsi al congestionamento delle strutture ricettive operanti in Kurdistan, messe a dura prova dall'emergenza umanitaria: “Molte famiglie cristiane fuggite da Mosul e dalla Piana di Ninive” riferisce a Fides il Vescovo Saad Sirop Hanna “negli ultimi giorni sono arrivate anche a Baghdad, dove hanno parenti e amici che hanno posto per ospitarli”. (GV) (Agenzia Fides 23/8/2014).

Papa Francesco ha incontrato a Santa Marta il cardinale Fernando Filon



vaticanit has uploaded Papa Francesco riceve il cardinale Fernando Filoni.
Papa Francesco riceve il cardinale Fernando Filoni.
vaticanit
Circa 30 minuti per parlare di tutto l’orrore in cui è precipitato l’Iraq. Papa Francesco ha incontrato a Santa Marta il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e suo inviato personale. Appena rientrato dal Paese del Golfo, il porporato ha illustrato al Pontefice la drammatica situazione in cui versano decine di migliaia di cristiani, yazidi e altre minoranze cacciate dagli estremisti jiadisti verso il Kurdistan. Nelle parole del cardinale Filoni, ascoltato con viva attenzione e partecipazione da Papa Francesco, sono rivissute così le paure e le speranze di quanti attendono una risposta della Comunità Internazionale al loro grido di aiuto, davanti alla ...

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Maxi impianto di depurazione a san Giorgio di Nogaro

  Il maxi impianto da 13 milioni che rende il Fvg autonomo sui fanghi di depurazione - UdineToday UdineToday Completato a San Giorgio di No...