Bollettino Fides News del 17 luglio 2015

EUROPA/SPAGNA - Sacerdote ucciso a coltellate sulla porta di casa
Siviglia (Agenzia Fides) – Il sacerdote p. Carlos Martinez Perez, 75 anni, è morto ieri pomeriggio, 16 luglio, vittima di una brutale aggressione sulla porta della sua casa, dopo aver celebrato l'Eucaristia nella chiesa del convento di San Leandro, di cui era cappellano. Come informa un comunicato dell’Arcidiocesi di Siviglia pervenuto all’Agenzia Fides, l’Arcivescovo, Sua Ecc. Mons. Juan Jose Asenjo, il Vescovo Ausiliare, Mons. Santiago Gomez, unitamente al Consiglio Episcopale ed al Presbiterio di Siviglia, “esprimono la loro profonda costernazione a questa notizia, manifestano il loro dolore e quello di tutta l'Arcidiocesi per questa tragica perdita, e chiedono una preghiera per il riposo eterno del sacerdote e il conforto dei suoi familiari”.
D. Carlos Martinez era nato a Siviglia il 28 novembre 1939 ed era stato ordinato sacerdote nel maggio 1972. Dottore in storia, con una laurea in economia e geografia e scienze storiche, era vicario parrocchiale a San Isidoro, San Ildefonso y Santiago, oltre che cappellano di San Leandro.
Secondo le notizie raccolte da Fides, il sacerdote è morto per le ferite causate da un grosso coltello con cui è stato aggredito. Il presunto omicida, arrestato nella stessa serata di ieri, sarebbe l’ex marito della nipote del sacerdote, che attribuiva a p. Carlos il fallimento del suo matrimonio. L’uomo sarebbe stato in cura presso un ospedale psichiatrico, e dopo aver ucciso il sacerdote sembra fosse diretto a casa della ex moglie e dei tre figli. (SL) (Agenzia Fides 17/07/2015)
AFRICA/LESOTHO - “Scontro all’interno delle forze armate con arresti arbitrari e torture” denuncia “Giustizia e Pace”
Maseru (Agenzia Fides) - Protesta di massa in Lesotho contro gli abusi dei diritti umani da parte del governo del Premier Pakalitha Mosisili. All’inizio della settimana, la capitale Maseru era una “città morta” con uffici ed esercizi commerciali chiusi e senza taxi in circolazione. All’inizio di luglio la dirigenza sudafricana aveva definito “esplosiva” la situazione in Lesotho, dopo l’uccisione dell’ex Capo di Stato Maggiore, il generale Maaparankoe Mahao, che secondo i familiari è stato assassinato da uomini che indossavano uniformi militari e guidavano veicoli dell’esercito (vedi Fides 7/7/2015).
Le gravi violazioni dei diritti umani sono state denunciate da una dichiarazione congiunta della Commissione Episcopale del Lesotho e del “Lesotho Law Society and Transformation Resource Centre” (TRC).
Nel documento, pubblicato il 24 giugno, ma solo ora pervenuto all’Agenzia Fides, si denunciano torture, arresti arbitrari e intimidazioni nei confronti dei familiari dei militari arrestati in relazione al fallito golpe di fine agosto 2014 (vedi Fides 8/9/2014).
Per uscire dalla crisi, la dichiarazione propone la creazione di una Commissione d’inchiesta, composta da personalità interne ed esterne al Lesotho, che dovrà accertare le responsabilità della situazione del Paese. “Quello che è certo - si afferma nel documento - è che le cause della crisi sono interne alle forze armate, alle quali appartengono le vittime delle detenzioni e delle torture, così come gli autori di questi crimini”. La Commissione dovrà inoltre indagare le cause profonde dell’instabilità del Paese e raccomandare le riforme costituzionali e istituzionali da intraprendere per assicurarne la stabilità a lungo termine e la democratizzazione. (L.M.) (Agenzia Fides 17/7/2015)
AFRICA/CONGO RD - Nuovi assalti dell’ADF/MDI nel territorio di Beni: incendi, saccheggi, razzie
Kinshasa (Agenzia Fides) - Undici persone sono state uccise il 15 luglio nell’assalto a tre villaggi nel territorio di Beni, nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, da parte dell’ADF-NALU, gruppo di origine ugandese che ormai si fa chiamare Muslim Defense International (MDI).
Secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal “Centro Studi per la pace, la democrazia e i diritti umani” (CEPADHO), la maggior parte delle vittime sono morte nell’incendio delle loro abitazioni, date alle fiamme dai guerriglieri, o colpite dai tiri d’arma da fuoco. Gli uomini dell’MDI hanno incendiato 69 abitazioni e razziato bestiame e suppellettili.
Secondo la CEPADHO si tratta del quarto più grave attacco commesso nel giro di un mese dagli uomini dell’MDI (vedi Fides 13/7/2015). L’organizzazione della società civile locale chiede al governo di Kinshasa e all’Onu l’invio di nuove truppe (congolesi e internazionali), dotate di mezzi adeguati per fermare le azioni dei terroristi dell’ADF/MDI “che costituiscono una minaccia per la pace e la sicurezza nella regione”, come hanno denunciato a maggio i Vescovi locali (vedi Fides 26/5/2015). (L.M.) (Agenzia Fides 17/7/2015)
AFRICA/SUD SUDAN - “Bisogna ripartire da zero” dice il Vescovo emerito di Juba
Juba (Agenzia Fides) – Lo scorso 9 luglio il sud Sudan ha celebrato il quarto anno di indipendenza. Purtroppo l’anniversario è funestato dal conflitto etnico che dal dicembre 2013 vede scontrarsi le forze governative del presidente Kiir, di etnia dinka, e quelle fedeli all’ex vicepresidente Machar, di etnia nuer. Gli scontri hanno causato finora oltre 500 mila vittime. Secondo una dichiarazione del Vescovo emerito di Torit, Mons. Paride Taban, nel Paese non si erano mai viste tante migliaia di bambini di strada che, nella capitale Juba, frugano tra la spazzatura per cercare qualcosa da mangiare. “Siamo tutti colpevoli di questa incresciosa situazione - commenta il Vescovo -, e dobbiamo ricominciare da capo per la ricostruzione del Paese più giovane del mondo, e far si che la popolazione muoia di vecchiaia e non per la guerra”. Secondo un recente rapporto diffuso da Aiuto alla Chiesa che Soffre, molta gente è costretta a nutrirsi di erba e frutti selvatici per non morir e di fame. Attualmente nel Paese ci sono oltre un milione di bambini denutriti, due milioni di sfollati e 500 mila persone sono fuggite all’estero. (AP) (17/7/2015 Agenzia Fides)
AFRICA/ALGERIA - Ancora violenze nella valle di M'Zab. Il Vescovo Rault: la repressione, da sola, aumenta l'incendio
Ghardaia (Agenzia Fides) - La Valle di M’Zab, nel sud dell’Algeria, continua a essere teatro di violenze settarie su base etnico-religiosa, che gli apparati di sicurezza algerini non riescono a fermare. Gli scontri contrappongono da più di un anno e mezzo la popolazione berbera ibadita a gruppi di islamisti sunniti, e il quadro appare complicato dalle manovre di bande di delinquenti che fomentano lo scontro identitario per approfittare del caos e compiere saccheggi e altre azioni criminali. Negli ultimi tempi, la spirale di violenza senza misura ha visto i contendenti passare dagli scontri con bastoni e coltelli all'uso di armi da fuoco, con il conseguente aumento esponenziale del numero delle vittime. Nelle ultime fiammate di violenza si sono registrati 25 morti e decine di feriti.
A fornire un quadro desolante della situazione della Valle di M'Zab - trasformatasi da luogo di convivenza pacifica in vera e propria “Valle di Lacrime” - è Sua Ecc. Mons. Claude Rault, M. Afr., Vescovo della diocesi di Laghouat. Nel suo ultimo resoconto - diffuso dall'associazione Amis du Diocèse du Sahara e pervenuto all'Agenzia Fides - il titolare di una delle diocesi territorialmente più vaste del mondo (più di 2 milioni di km quadrati) fa riferimento alle testimonianze dirette da lui raccolte intorno ai “tristi avvenimenti” che hanno coinvolto i centri di Ghardaia e soprattutto di Berriane e Guerrara. “Molte delle famiglie - riferisce il Vescovo - piangono i loro morti, vivono nella paura e nell'inquietudine davanti alla ripresa di una barbarie che appare cieca. E di sicuro la sola repressione non potrà far altro che estendere l'incendio, anche se essa riesce a placare per un po' questa follia mortale”.
In questo scenario drammatico, i cristiani locali continuano a offrire le proprie preghiere e il proprio contributo fattivo per aiutare a superare le lacerazioni che stanno distruggendo la secolare convivenza tra i diversi gruppi radicati nella regione. “Come piccola comunità cristiana che vive da tanto tempo nella Valle - scrive nel suo messaggio il Vescovo Rault - noi abbiamo tessuto legami forti di fraternità, convivialità e collaborazione, e vogliamo continuare su questa strada. Abbiamo ricevuto molto da questa popolazione, che ci è cara, e che ci ha sempre rispettato malgrado le differenze che avrebbero potuto provocare l'esclusione”. “Per questo – aggiunge il Vescovo – noi piangiamo con le famiglie che hanno perduto i propri cari. Soffriamo delle loro ferite. Siamo inquieti insieme a quelli che vedono l'uno o l'altro dei loro seminare la violenza e l'odio. Abbiamo paura di questo futuro incerto. Ma crediamo nelle risorse d'umanità e di saggezza che Dio ha seminato in qu esta popolazione che ci accoglie.... La nostra preghiera, in questi tempi di Ramadan - conclude mons. Rault - è che la Valle di M'Zab torni a essere una valle felice”. (GV) (Agenzia Fides 17/7/2015).
ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo Antiba conferma il rapimento di padre Antoine Boutros e del suo collaboratore
Khabab (Agenzia Fides) – “Posso confermare che padre Antoine Boutros e il suo collaboratore Said Al-Abdun, scomparsi da domenica scorsa, sono stati effettivamente fermati e sequestrati da uno dei tanti gruppi armati ribelli che si muovono nella zona. Dal momento della scomparsa non abbiamo notizie di loro, né ci sono arrivate richieste da parte dei rapitori”. Così Mons. Nicolas Antiba, Arcivescovo greco-melkita di Bosra e Hauran, conferma all'Agenzia Fides l'ipotesi del rapimento, circolata fin dalle prime ore successive alla sparizione di padre Antoine e di Said (vedi Fides 16/7/2015). I due, a bordo di un'autovettura, erano in viaggio dalla città di Shahba a quella di Sama Hinadat, dove padre Antoine avrebbe dovuto celebrare la messa domenicale.
Il sacerdote greco-melkita Antoine Boutros, 50 anni, sposato e padre di una figlia, parroco della chiesa di San Filippo Apostolo nella città di Shahba (50 miglia a sud-est di Damasco), è conosciuto anche per le iniziative caritative e umanitarie da lui coordinate nella provincia siriana di Suwayda, e per aver contribuito a mantenere in quell'area una relativa pace civile, coinvolgendosi in operazioni di mediazione tra le diverse fazioni in lotta. “Tutti i venti sacerdoti dell'arcidiocesi sono operatori di pace, e cercano sempre di lavorare per la riconciliazione e a vantaggio di tutti, nella situazione di sofferenza e dolore vissuta dal popolo siriano” sottolinea a Fides l'Arcivescovo Antiba. (GV) (Agenzia Fides 17/7/2015).
AMERICA/HONDURAS - Gli abusi sessuali sui minori si ripercuotono in età adulta
Tegucigalpa (Agenzia Fides) – Il fenomeno degli abusi sessuali e delle violenze sui minori continua ad essere una tra le principali problematiche del Paese. Nel 2014 la ong Medici senza Frontiere ha registrato un totale di 1.715 casi di abusi di minori soccorsi nelle cliniche dove prestano il loro servizio. Di questo totale, il 57% corrisponde a bambini tra 0 e 18 anni. Ogni giorno quindi una media di 2.7 piccoli cade nelle grinfie di qualche carnefice. La situazione è aggravata dal fatto che in Honduras solo il 10% delle vittime denunciano il fatto. Oltre a conseguenze fisiche molto gravi, i minori rischiano di contrarre malattie come sifilide, gonorrea, epatite o Hiv. I danni psicologici sono altrettanto drammatici. Uno studio dell’Organizzazione Panamericana della Sanità rivela che i problemi di queste vittime si trascinano per tutta la vita. Gli adulti abusati sessualmente da bambini rischiano infatti problemi comportamentali, fisici e mentali che possono sfociare in atti di violenza, depressione, consumo di sostante nocive alla salute. (AP) (17/7/2015 Agenzia Fides)

Tg Terra Santa del 17 luglio 2015



Christian Media Center in Italiano has uploaded Terra Santa News 17-07-2015
Terra Santa News 17-07-2015
Christian Media Center in Italiano
FRA DHIYA È STATO LIBERATO: INTERVISTA AL CUSTODE DI TERRA SANTA
Dopo una settimana, fra Dhiya è stato liberato. Padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, ci ha parlato della sfida di rimanere nei luoghi di conflitto.

LA FESTA DELLA DEDICAZIONE DEL SANTO SEPOLCRO
E’ stata celebrata la Dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro a memoria dell’ inaugurazione avvenuta nel 1149.

POSA DELLA PRIMA PIETRA DELLA CHIESA DELLA DORMIZIONE DI MARIA
Una messa è stata celebrata nella Chiesa di S. Giorgio a Zababdeh per la posa della prima pietra della Chiesa della Dormizione di Maria.


QUARTIERE SIRIANO: LA MEMORIA VIVA DI BETLEMME
La ristrutturazione della “corte dei siriani” a Betlemme ha riportato alla luce un’iscrizione in pietra antica.

Bollettino Fides News del 14 luglio 2015

AFRICA/SUDAFRICA - “Priorità alla vita della povera gente invece che agli interessi delle aziende farmaceutiche”: appello di Giustizia e Pace
Johannesburg (Agenzia Fides) - “Date accesso alle cure per il cancro e l’Aids agli strati più poveri della popolazione”. È l’appello lanciato dalla Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” del Sudafrica in una dichiarazione firmata da Sua Ecc. Mons. Abel Gabuza, Vescovo di Kimberley e Presidente della Commissione “Giustizia e Pace”, pervenuta a Fides.
“Diversi farmaci contro il cancro sono brevettati e il loro prezzo li mette fuori della portata dei più poveri” ricorda il Vescovo. Secondo “Giustizia e Pace” il Paese ha bisogno di un approccio innovativo che contemperi la protezione dei poveri e la necessità delle industrie farmaceutiche di recuperare i costi ed ottenere profitti ragionevoli dai farmaci da loro prodotti.
Per i Vescovi la protezione della proprietà individuale, come è gestita in Sudafrica, ha fallito nel bilanciare queste due esigenze. “Il nostro sistema fa sì che le nuove medicine siano finanziariamente insostenibili per il ministero della sanità e quindi indisponibili per milioni di poveri del Sudafrica”.
I Vescovi infine invitano il Dipartimento del Commercio e dell'Industria a salvare la vita dei pazienti affetti da cancro facendo approvare con urgenza la nuova politica sulla proprietà intellettuale dal Consiglio dei Ministri. “È deplorevole che il processo di messa a punto delle riforme dei brevetti sembri essere sequestrato dagli interessi meschini delle multinazionali farmaceutiche. Facciamo fermo appello al ministro del Commercio e dell'Industria perché abbia l’audacia di dare la priorità alla vita della nostra gente invece che agli interessi di lucro di potenti aziende farmaceutiche” conclude la dichiarazione. (L.M.) (Agenzia Fides 14/7/2015)
AFRICA/MALAWI - “Continueremo ad essere poveri senza un rinnovamento morale” dice l’Arcivescovo di Blantyre
Lilongwe (Agenzia Fides) - “Perché siamo poveri?” si è chiesto Sua Ecc. Mons. Thomas Luke Msusa, Arcivescovo di Blantyre, nel suo messaggio per il 51esimo anniversario dell’indipendenza del Malawi, celebrato il 6 luglio. “La nostra povertà è molto più profonda della mancanza di industrie, miniere, valuta straniera nelle nostre banche mal gestite. Forse la popolazione del Malawi è povera perché abbiamo perso la trasformazione umana e morale ancora prima di quella economica” risponde Mons. Msusa. “La trasformazione economica non potrà mai essere raggiunta senza una morale economica dimostrata dai nostri leader in ogni settore della società”.
“Fintanto che la corruzione, il nepotismo e il regionalismo saranno le caratteristiche principali dei leader di governo, non ci sarà un Malawi diverso” commenta in un report inviato all’Agenzia Fides, P. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano. “I discorsi dei leader religiosi per l’anniversario hanno raccontato chiaramente di un Paese che con il trascorrere degli anni sprofonda nella povertà: per la cronica mancanza di medicine negli ospedali, il sistema sanitario vicino al collasso per il mancato pagamento dei salari, la mancanza di aule e insegnanti per le scuole, la scarsità di impiego per i giovani obbligati a cercare lavoro in Sudafrica nonostante la violenza causata dalla xenofobia, il tasso di interesse applicato dalle banche vicino al 40%”.
Il missionario ricorda che il Malawi, in queste condizioni, accoglie quasi mille persone scappate dal Mozambico, in fuga dalla violenza derivante dalla tregua mai del tutto raggiunta tra il partito della Frelimo al governo e l’opposizione della Renamo. Il Malawi inoltre non ha ancora completato il rimpatrio dei rwandesi, a causa della mancanza di aiuti per coprire le spese di trasporto, nonostante l’accordo che prevedeva il rimpatrio nel 2013.
Ad aggravare la situazione infine c’è la carenza di cibo per i mesi a venire, da ottobre a marzo 2016. Il raccolto è stato decimato dall’alluvione, lasciando due milioni e ottocento mila persone direttamente a rischio di sopravvivenza. (L.M.) (Agenzia Fides 14/7/2015)
ASIA/IRAQ - Trasformata in moschea la chiesa caldea di San Giuseppe a Mosul
Mosul (Agenzia Fides) - Dopo quella dedicata a Sant'Efrem, anche la chiesa caldea di Mosul intitolata a San Giuseppe è stata trasformata in moschea su disposizione dei leader dello Stato Islamico (Daesh), l'entità jihadista che dal giugno 2014 si è insediata nella seconda città irachena, trasformandola nella capitale dell'autoproclamato Califfato Islamico. A diffondere la notizia sono fonti di Mosul in contatto con il website ankawa.com. Alcune immagini del luogo di culto mostrano che la cupola è stata ridipinta di nero, e la chiesa – situata nel quartiere di Maidan, nel centro storico della città– è stata spogliata delle croci e di tutte le immagini e i simboli cristiani. La moschea sarebbe stata intitolata a Abu Abdulrahman al-Bilawi, un comandante iracheno del Daesh ucciso dalla polizia irachena.
Quella di San Giuseppe era una chiesa storica di Mosul, ma negli ultimi anni, per la diminuzione di sacerdoti e fedeli registrata dopo gli interventi militari a guida Usa, vi si celebrava la messa solo una volta al mese e vi si svolgevano pellegrinaggi nelle festività legate alla figura del padre putativo di Gesù, in particolare in occasione del primo maggio, festa di San Giuseppe lavoratore.
Dopo la conquista di Mosul da parte dei jihadisti, tutti i cristiani della città sono stati costretti a fuggire e molti di loro vivono da rifugiati a Ankawa, sobborgo di Erbil. Mons. Amel Shamon Nona, già Arcivescovo caldeo della metropoli irachena, è stato trasferito a guidare l'eparchia caldea in Australia, e per la nomina del suo successore a Mosul si attende di vedere se davvero avrà inizio la tante volte annunciata campagna militare per liberare la città dai jihadisti.
“La voce più insistente - riferisce all'Agenzia Fides Paolo Mekko, sacerdote caldeo di Mosul, attualmente rifugiato ad Ankawa - era quella secondo cui le operazioni militari su larga scala sarebbero iniziate dopo la fine del Ramadan. In effetti, in questi giorni sembra iniziata un'offensiva per recuperare terreno nella provincia di al-Anbar e liberare Ramadi. Vedremo se poi toccherà a Mosul”.
Nel frattempo, il Patriarcato caldeo, in accordo con i preti di Mosul, ha deciso di vendere alcuni veicoli di proprietà dell'arcidiocesi che giacevano inutilizzati nelle autorimesse, per evitare che con il passare del tempo perdano valore. Il ricavato dalla vendita – pari a quasi 60mila dollari - è stato versato nel conto bancario intestato all'arcidiocesi, nella speranza di poterlo usare quando arriveranno tempi migliori, e le parrocchie di Mosul potranno “ripartire”. (GV) (Agenzia Fides 14/7/2015).
ASIA/TERRA SANTA - Gli Uffici locali dell'Unione Europea: “rammarico e preoccupazione” per il muro nella Valle di Cremisan
Gerusalemme (Agenzia Fides) – Gli uffici di rappresentanza dell'Unione Europea (UE) a Gerusalemme e Ramallah hanno diffuso un comunicato relativo alla recente decisione della Corte suprema israeliana di autorizzare il proseguimento della costruzione del Muro di separazione nella Valle di Cremisan (vedi Fides 8/7/2015). Nella dichiarazione, che porta la data del 10 luglio, si esprime “profondo rammarico e preoccupazione” per la decisione presa dal supremo organo giudiziario israeliano. “Se verrà costruita - si legge nel comunicato, pervenuto all'Agenzia Fides – questa barriera restringerà severamente l'accesso di 58 famiglie palestinesi alle proprie terre, e avrà conseguenze profonde sulle loro vite. Inoltre la decisione comporterà un'ulteriore usurpazione di terra palestinese nell'area adiacente a Betlemme, in una zona già pesantemente colpita dall'espansione degli insediamenti di coloni”. Le famiglie palestinesi direttamente penalizzate dalla decisione della Corte su prema israeliana sono tutte cristiane.
Nel comunicato delle rappresentanze dell'UE e Gerusalemme e Ramallah si ricorda anche che l'Unione Europea aveva appoggiato il parere consultivo con cui la Corte Internazionale di Giustizia, già nel luglio 2004, aveva definito “illegale” la costruzione del Muro di separazione su terreni arbitrariamente e unilateralmente confiscati. (GV) (Agenzia Fides 14/7/2015).
AMERICA/NICARAGUA - Due bambini e una donna uccisi per errore dalla polizia; Mons. Baez chiede giustizia
Managua (Agenzia Fides) – Il Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Managua, Sua Ecc. Mons. Silvio Baez, chiede giustizia per i due bambini e la donna, loro parente, uccisi dalla polizia nell'ambito di un'operazione contro i narcotrafficanti, e per gli altri due bambini rimasti feriti in modo lieve. In una breve nota pervenuta a Fides, il Vescovo chiede di "ripristinare la giustizia, perché la violenza e l'impunità non prevalgano nella società. Le mie preghiere per questa famiglia e per i bambini feriti".
Secondo dati raccolti da Fides, l'incidente è avvenuto la sera di sabato scorso, 11 luglio, lungo una strada rurale a est di Managua. Secondo la versione della polizia, gli agenti hanno scambiato la famiglia di sette membri, quattro dei quali bambini, con un gruppo di narcotrafficanti,. Quattordici agenti di polizia coinvolti nell’operazione anti-droga sono stati arrestati e rimangono a disposizione per ulteriori indagini e verificare il loro grado di responsabilità.
Mons. Baez ritiene che la polizia dovrebbe fare un "esame di coscienza" dinanzi a quanto è accaduto: "La polizia dovrebbe rivedere il suo modo di operare, il protocollo nell'uso delle armi, i responsabili, il rispetto per i diritti umani, per i cittadini e per la legge. Il fatto più grave è che non si tratta di un caso isolato da parte della polizia. Sono molte le imprudenze nelle sparatorie, come gli abusi e la repressione" ha affermato il Vescovo.
(CE) (Agenzia Fides, 14/07/2015)
AMERICA/MESSICO - I Vescovi sulla fuga di El Chapo: “non siamo ingenui, bisogna eradicare la corruzione”
Irapuato (Agenzia Fides) – “La seconda fuga di Joaquin ‘El Chapo’ Guzman, leader del ‘Cartel de Sinaloa’ attraverso un tunnel dal carcere di massima sicurezza, indebolisce ulteriormente la poca credibilità della popolazione nelle autorità federali” ha commentato il Vescovo della Diocesi di Irapuato, Sua Ecc. Mons. José de Jesus Martinez Zepeda. Ha poi osservato che "questo caso è una tragedia in più per il Messico, perché tutto ciò che si dice riguardo alla sicurezza e alla serenità del paese svanisce quando uno spacciatore fugge per la seconda volta da un carcere di massima sicurezza, e rappresenta una presa in giro dei cittadini. Dobbiamo lavorare tutti per superare questa crisi di credibilità, di giustizia, di legalità e quindi provare a ricostruire il paese su una solida base di verità, di giustizia e trasparenza". Per Mons. Martinez Zepeda le autorità dovrebbero avere senso etico e di responsabilità, quindi evitare categoricamente i casi di corruzione.
La nota pervenuta a Fides segnala anche le dichiarazioni di altri Pastori della Chiesa cattolica in Messico riguardo a questo caso eclatante di cui sta parlando tutto il mondo. Sua Ecc. Mons. Francisco Moreno Barrón, Vescovo di Tlaxcala, segnala la "fragilità" di questi centri di "massima sicurezza" e richiamo a non cadere nella trappola mediatica che questo caso comporta, in quanto ci sono altri gravi problemi in Messico e non solo la fuga di un narcotrafficante.
Sua Ecc. Mons. Eduardo Porfirio Patiño Leal, Vescovo di Córdoba, Veracruz, chiede alle autorità di non trattare da "ingenua" la popolazione affermando che nessuno si era accorto di un tunnel di un km e mezzo da dove, si dice, è fuggito El Chapo. Piuttosto occorre prendere in esame il limite fin dove arriva la complicità di molti elementi dentro e fuori il carcere, e rivedere la velocità dei processi, che a volte durano anni.
(CE) (Agenzia Fides, 14/07/2015)
AFRICA/GHANA - Dimissioni del Vescovo di Ho e nomina del successore
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 14 luglio 2015, ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Ho (Ghana), presentata da Sua Ecc. Mons. Francis Anani Kofi Lodonu, in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Papa ha nominato Vescovo di Ho (Ghana) il Rev.do P. Emmanuel Fianu, S.V.D., Segretario del Consiglio Generale dei Padri Verbiti.
Il Rev.do P. Emmanuel Fianu, S.V.D., è nato il 14 giugno 1957 a Tegbi, vicino a Keta (ora la località si trova nella diocesi di Keta-Akatsi). Dal 1963 ha frequentato le scuole elementari e secondarie a Tegbi, Ada-Foah e ad Accra. Per tre anni (dal 1976 al 1979) è stato alunno del Seminario maggiore di Tamale. Entrato nella Congregazione dei Missionari del Verbo Divino (SVD), ha svolto il Noviziato a Nkwatia-Kwahu, ha emesso la prima Professione nel 1980 ed ha pronunciato i voti perpetui nel 1984. È stato ordinato sacerdote il 14 luglio 1985 ad Accra.
Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha svolto i seguenti uffici e ulteriori studi: 1986-1990: collaboratore in parrocchia nel Togo, Cappellano dei giovani e incaricato dell’apostolato dei laici; insegnante nel College d’Enseignement General di Kante; 1990-1994: studente di Teologia Biblica presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma; 1994-1996: Admonitor del Distretto SVD di Lome, docente di Scienze Bibliche al St Jean Paul II Seminaire e all’Institut St. Paul di Lome, Segretario della Commissione per le pubblicazioni liturgiche Ghana-Togo; 1996–1998: Consigliere del Collegio del Verbo Divino a Roma; 1998-2000: Admonitor del Collegio del Verbo Divino a Roma; 2000-2004: Rettore del Collegio del Verbo Divino a Roma, docente e formatore al St. Victor’s Major Seminary a Tamale; 2001-2003: Segretario per la formazione delle Province SVD Africa-Madagascar; 2004-2006: Coordinatore per la zona AFRAM con sede ad Accra; dal 2006: Segretario del Consiglio Generale della sua Congregazione, confermato nello stesso incarico nel 2012.
La Diocesi di Ho, eretta nel 1994, suffraganea dell’Arcidiocesi di Accra, ha una superficie di 5.893 kmq e una popolazione di 658.845 abitanti, di cui 200.670 sono cattolici. Ci sono 28 Parrocchie, 82 sacerdoti (78 diocesani e 4 religiosi), 11 Fratelli Religiosi, 81 Suore e 19 seminaristi. (SL) (Agenzia Fides 14/07/2015)
ASIA/COREA - Nomina del Vescovo Ausiliare di Seoul
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 14 luglio 2015, ha nominato Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Seoul (Corea), il Rev.do Benedictus Son Hee-Song, Direttore del Dipartimento per la Pastorale arcidiocesana, assegnandogli la sede titolare vescovile di Campli.
Il Rev.do Benedictus Son Hee-Song è nato il 28 gennaio 1957 a Kyenki Yeonchenun Chadari, allora territorio dell’Arcidiocesi di Seoul ed ora della Diocesi di Uijeongbu. Ha svolto gli studi nel Seminario Maggiore di Seoul (1975-1979) e ad Innsbruck (Austria), dove ha conseguito la Licenza in Teologia (1986) e, poi, il Dottorato (1992).
È stato ordinato sacerdote il 4 luglio 1986, e incardinato nell’Arcidiocesi di Seoul.
Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: dal 1986 al 1992: Studi per il Dottorato in Austria; dal 1992 al 1994: Parroco a Yongsan; dal 1994 al 2012: Docente al Seminario Maggiore di Seoul (Università Cattolica di Seoul), Direttore della Biblioteca del Seminario, Capo del Dipartimento per l’Informatica; dal 1999 al 2007: Membro della Commissione per la recensione delle pubblicazioni; dal 2007 al 2013: Vice-Direttore della Commissione per la recensione delle pubblicazioni; dal 2012: Direttore della Pastorale arcidiocesana, Membro del Consiglio Presbiterale, Membro del Consiglio Pastorale, Membro della Commissione per la Formazione Permanente del Clero, Membro della Commissione per le Missioni Estere, Membro e Vice-direttore della Commissione per la Tutela dei Luoghi Sacri di Martirio in Seoul, Membro della Commissione per la gestione del Centro di Assistenza giornaliera per anziani di Seoul; dal 2013: Responsabile dell’Associazione delle Donne Cattoliche, Membro della Commissione per la verifica della Pubblicità nei Media Cattolici; dal 2014: Responsabile per il Comitato Pianificazione e Coordinazione per la Visita del Papa in Corea (14-18 Agosto 2014). Ha svolto anche incarichi all’interno della Conferenza Episcopale: dal 2004 al 2005: Membro della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede; dal 2005 al 2012: Segretario Generale della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede; dal 2005: Rappresentante di Seoul e Membro della Commissione Episcopale per le Cause di Beatificazione e Canonizzazione; dal 2012: Segretario Generale della Commissione Episcopale per l’Apostolato Laico. (SL) (Agenzia Fides 14/07/2015)

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Maxi impianto di depurazione a san Giorgio di Nogaro

  Il maxi impianto da 13 milioni che rende il Fvg autonomo sui fanghi di depurazione - UdineToday UdineToday Completato a San Giorgio di No...