Bollettino Fides News del 26 settembre 2015

AFRICA/EGITTO -Il Patriarca Tawadros visita la “Chiesa sorella” etiope
Il Cairo (Agenzia Fides) – Il Patriarca copto ortodosso Tawadros II è ha lasciato nella serata di venerdì 25 settembre il Cairo per compiere una visita di cinque giorni in Etiopia. Durante la sua permanenza in terra etiope, Papa Tawadros parteciperà alle solenni celebrazioni liturgiche officiate dalla Chiesa ortodossa d'Etiopia in onore della Santa Croce, e visiterà anche i santuari rupestri di Lalibela, antico sito del cristianesimo etiope.
La trasferta di Papa Tawadros in terra etiope riveste significato sia dal punto di vista ecclesiale che riguardo ai rapporti tra Egitto e Etiopia. Tawadros ricambia la visita compiuta lo scorso gennaio in Egitto da Abuna Mathias I, Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia (vedi Fides 17/1/2015). In quell'occasione, il Primate della Chiesa etiope era stato ricevuto anche dal Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e dal Grande Imam di al-Azhar Ahmed al Tayyeb, a conferma della valenza non solo ecclesiale di quella visita patriarcale. Durante i colloqui col Presidente e con altre autorità politiche, Abuna Mathias aveva discusso coi suoi interlocutori anche del futuro della questione della diga della Grande Rinascita, l'imponente opera idraulica sul Nilo iniziata dall'Etiopia e contestata dall'Egitto. Gli egiziani temono che il progetto etiope della grande diga possa avere impatto negativo sul volume delle acque del Nilo finora a disposizione dell'economia e dei bisogni prim ari della popolazione.
La Chiesa ortodossa d'Etiopia è stata vincolata giurisdizionalmente al Patriarcato copto di Alessandria d'Egitto fino al 1959, anno in cui è stata riconosciuta come Chiesa autocefala dal Patriarca copto Cirillo VI. Durante la sua visita in Egitto, Il Patriarca etiope aveva ripreso le parole di Gesù secondo cui l'uomo non può separare ciò che Dio ha unito, solitamente riferite al matrimonio, e le aveva applicate ai rapporti tra le due Chiese, riaffermando così la piena unità tra la Chiesa ortodossa d'Etiopia e la Chiesa copta. (GV) (Agenzia Fides 26/9/2015).
ASIA/FILIPPINE - Da Papa Francesco una spinta per la lotta al traffico di esseri umani
Manila (Agenzia Fides) - "Sin dagli inizi del suo pontificato Papa Francesco ha messo il dito nella piaga del traffico e dello sfruttamento degli esseri umani. Lo ringraziamo per questo, perchè la questione è tornata, grazie a lui, nell’agenda politica a livello internazionale. Credo che la sua autorità morale possa fare molto per spingere i governanti a fare di più per combattere questo fenomeno": lo dice all’Agenzia Fides p. Shay Cullen, missionario irlandese, che nelle Filippine ha creato e guida la Fondazione PREDA, che si occupa di salvare, proteggere e reinserire nella società le persone (soprattutto bambini e donne) vittime della tratta di esseri umani, di sfruttamento e schiavitù sessuale.
Secondo il missionario , “Papa Francesco sta cercando di far rivivere una voce profetica nella Chiesa a nome degli oppressi e degli emarginati. Con il suo esempio, invoglia ogni cristiano a seguire e imitare Gesù Cristo e il suo Vangelo". In particolare si vede che “la missione della lotta al traffico di esseri umani è vicina al suo cuore: in diverse occasioni ha fatto dichiarazioni e anche azioni concrete perchè lo sfruttamento di donne e bambini sia in cima all'agenda politica e sociale. I bambini e le donne che vivono in strada sono i più vulnerabili”. “Credo che le parole del Papa – conclude p. Cullen - siano state determinanti per ottenere che la ‘fine del traffico di esseri umani’ sia entrata nella lista delle priorità di Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite". (Agenzia Fides 26/9/2015)
ASIA/COREA DEL SUD - Preghiere per la pace nella Chiesa più vicina alla zona demilitarizzata
Seul (Agenzia Fides) - Giovani cristiani di diverse confessioni (cattolici, protestanti e anglicani) si sono riunti vicino al confine tra Nord e Sud Corea per pregare per la pace e la riconciliazione. Come riferisce a Fides l'Ufficio comunicazioni dell'arcidiocesi di Seul, si tratta dei giovani vicini alla Comunità di Taizé in Corea, che hanno compiuto un pellegrinaggio fino alla chiesa di Paju (città situata a sud di Panmunjeom, sul 38 ° parallelo, al confine con la zona demilitarizzata), invitando giovani di tutte le Chiese cristiane e di altri paesi asiatici a pregare per la pace e la riconciliazione della Corea.
"La riconciliazione è sempre stata la spiritualità della nostra comunità", ha spiegato fratello Shin Han Yol di Taizé, coordinatore principale della manifestazione. "Preghiamo per la pace in Corea da oltre 40 anni. Dal 2013, abbiamo pensato che sarebbe stato bello per invitare i giovani cristiani a unirsi nella nostra preghiera ".
"Il pellegrinaggio - ha aggiunto - simboleggia un viaggio. Significa non rimanere nella nostra zona di comfort. Significa alzarsi, uscire, essere pronti a iniziare il cammino di riconciliazione".
Oltre ai giovani coreani, all'incontro hanno partecipato anche 200 giovani provenienti da Hong Kong, Taiwan, Vietnam, Myanmar. "Attraverso la preghiera, la comunità spera di costruire ponti tra diverse religioni e diversi paesi". "La nostra speranza - ha concluso fratello Shin Han Yol - è pregare insieme con i nostri fratelli e sorelle in Corea del Nord". (PA) (Agenzia Fides 26/9/2015)
AMERICA/MESSICO - "Nessuno può rimanere indifferente”. Un anno fa, la strage dei 43 studenti di Iguala
Guerrero (Agenzia Fides) – "Nessuno può rimanere indifferente. La consapevolezza della grandezza e della dignità di ogni persona ci deve portare ad amare, rispettare, promuovere e difendere la vita in tutte le sue espressioni e momenti, e non tollerare od incoraggiare la cultura della morte". Così si legge nel messaggio del vescovo della diocesi Chilpancingo-Chilapa, Sua Ecc. Mons. Salvador Rangel Mendoza, O.F.M., inviato a Fides dalla conferenza Episcopale Messicana, e pubblicato oggi 26 settembre, a un anno dalla tragedia in Iguala, la strage di 43 studenti uccisi dai narcotrafficanti con la complicità dei politici locali nello Stato messicano di Guerrero (Vedi Fides 14/10/2014).
"Dinanzi a questa situazione drammatica" scrive Mons. Rangel Mendoza "i discorsi non sono abbastanza; è necessario uno sforzo delle autorità competenti per chiarire i fatti ed arrivare insieme con la società, a cominciare dalle famiglie degli scomparsi, alla verità".
Mons. Rangel Mendoza, afferma: "Dobbiamo cominciare a esaminare noi stessi davanti a Dio e davanti alla nostra coscienza civica, e chiederci che cosa ha causato questi eventi deplorevoli e riprovevoli. Così ci renderemo conto che la causa principale è la dimenticanza della dignità e dei diritti di ogni persona".
Il vescovo raccomanda a tutti due cose: la preghiera e il lavoro. "Chiediamo a Dio il dono della pace, e di lavorare per essa con azioni concrete a favore del dialogo, la verità, la giustizia, la riconciliazione e il rispetto della vita, della dignità e dei diritti di tutti", si legge nel messaggio, che si conclude con un appello a "non lasciare spazio al disordine e l'anarchia" e a costruire la pace insieme alle tante "persone buone e positive" che vivono nello Stato di Guerrero. (CE) (Agenzia Fides, 26/09/2015)

Il Papa al Congresso


vaticanit - italiano has uploaded Papa: America, resta una terra di “sogni”
Papa: America, resta una terra di “sogni”
vaticanit - italiano
Un dialogo con i rappresentanti del popolo e con la gente comune, gli anziani e i giovani, attraverso il ricordo di quattro grandi statunitensi, che hanno costruito un futuro migliore. Così Papa Francesco, primo Pontefice nella storia, ha parlato ai 535 membri del Congresso degli Stati Uniti in sessione congiunta, che lo hanno interrotto più volte con applausi.
Presentatosi come un “figlio di questo grande continente”, il Pontefice ha ricordato il presidente Lincoln come difensore della libertà e denunciato il rischio del fondamentalismo, non solo religioso. La risposta dev’essere di pace e giustizia, per promuovere il benessere di tutti, continuando ad ascoltare la voce della fede. Poi Papa Frances ...

Bollettino Fides News del 22 settembre 2015

AFRICA/BURKINA FASO - I golpisti verso la resa, ma la popolazione non vuole che sia premiato chi usa la forza
Ouagadougou (Agenzia Fides) - “La crisi si sta evolvendo in modo positivo, ma non è ancora finita” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa del Burkina Faso dove i militari golpisti hanno annunciato la liberazione del Primo Ministro di transizione, Isaac Zida, che era stato posto in “residenza vigilata” nel Palazzo Presidenziale occupato il 17 settembre dagli uomini del Régiment de Sécurité Présidentiel (RSP), la “guardia pretoriana” del deposto Presidente Blaise Compaoré (vedi Fides 17/9/2015).
La popolazione è scesa nelle strade della capitale Ouagadougou per protestare contro il golpe e i militari dell’esercito regolare hanno accerchiato la città dando un ultimatum ai golpisti perché si arrendano entro mezzogiorno di oggi, ora centrale europea. La Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (CEDEAO) ha proposto un accordo che, in cambio della resa dei golpisti, prevede la loro amnistia e la partecipazione degli appartenenti al partito dell’ex Presidente alle elezioni che sono state posticipate dall’11 ottobre al 22 novembre.
“L’accordo proposto dalla CEDEAO è stato però respinto da vasti settori della popolazione locale perché questo accordo significa rendere legittimo l’uso della forza. I magistrati hanno già annunciato di respingere l’accordo minacciando addirittura di dimettersi se fosse applicato” dicono le fonti di Fides. “Non è detto dunque che l’accordo presentato dalla CEDEAO venga accettato da tutte le parti politiche e si punti invece ad una resa incondizionata dei golpisti. La cosa positiva è che l’esercito regolare vuole evitare uno spargimento di sangue”.
“Il capo dei golpisti, il generale Gilbert Diendéré ha chiesto scusa alla popolazione per il golpe ma occorre vedere se verranno accettate. In ogni caso speriamo che la crisi si risolva senza spargimenti di sangue” concludono le nostre fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 22/9/2015)
AFRICA/EGITTO - Una Fatwa per ammettere i copti nelle liste elettorali salafite
Il Cairo (Agenzia Fides) – Ai dirigenti del Partito salafita al-Nour è servito il ricorso a una vecchia Fatwa, emessa dallo Sheikh albanese Mohammed Nasreddin al Albani, per giustificare agli occhi dei dirigenti e dei militanti più rigidi, la cooptazione di candidati copti nelle liste elettorali della formazione politica islamista, in vista delle prossime elezioni politiche. Secondo fonti copte consultate dall'Agenzia Fides, la Fatwa pronunciata dallo studioso di Legge coranica scomparso nel 1999 - e oggi ripresa come punto di riferimento dai leader di al-Nour - giustifica la presenza di battezzati nelle liste di matrice islamista con l'argomento che i cristiani sono considerati meno pericolosi degli atei per l'islam, e rappresentano quindi una sorta di “male minore”.
Intanto, discussioni sull'opportunità di candidare cristiani nelle liste islamiste continuano anche in seno alla comunità copta. Nei giorni scorsi (vedi Fides 11/9/2015), Nader El-Serafy, candidato cristiano nelle liste di al-Nour, in risposta alle polemiche di chi critica la sua scelta, aveva sottolineato che la Chiesa copta non ha mai condannato la scelta dei cristiani che decidono di militare nei Partiti di ispirazione islamista. A suo giudizio, la presenza di battezzati nelle liste di al-Nour rappresenta “un modello ottimale di esercizio della cittadinanza”, e mostra che le persone di diversa fede religiosa possono coesistere nella stessa formazione politica perseguendo programmi che guardano all'interesse nazionale più che rivendicazioni particolari. (GV) (Agenzia Fides 22/9/2015).
AFRICA/SUD SUDAN - Donne, vedove e bambini orfani continuano ad aumentare e a vivere nella precarietà assoluta
Juba (Agenzia Fides) - I dati provenienti dal Sud Sudan, il terzo Paese dell’Africa Subsahariana con il maggior numero di riserve di petrolio, sono scioccanti. Si parla di un milione e mezzo di sfollati, vedove e bambini orfani, e sono in costante aumento. Oltre 100 mila persone hanno cercato riparo in diverse strutture delle Nazioni Unite in tutto il Paese. A Juba, l’80% degli sfollati sono donne, bambini e bambine. Oltre 500 mila sono fuggiti nei Paesi vicini. Molti hanno dovuto attraversare il Nilo per arrivare fino in Uganda, lasciando tutti i loro averi e mettendo in serio pericolo le loro vite. Nel campo di Baryar, a Wau, la maggior parte delle donne sono vedove e si occupano di tutto: dalla mattina alla sera vanno a prendere l’acqua, cercano erbe, canne, rami da vendere nei mercati, distanti 10 km, e comprare qualcosa con quello che riescono a guadagnare, si occupano della cucina, dei figli e delle case. Il Governo ha concesso loro del terreno ma non possono col tivarlo. (AP) (22/9/2015 Agenzia Fides)
AFRICA - L’Africa si prepara ad accogliere Papa Francesco
Roma (Agenzia Fides) - Mentre Papa Francesco continua la sua visita in terra americana, si stanno definendo i dettagli del suo prossimo viaggio a fine novembre in tre Stati africani (Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana). Secondo notizie pervenute all’Agenzia Fides, in un comunicato del 18 settembre il governo di Nairobi ha espresso il proprio compiacimento di accogliere dal 25 al 27 novembre Papa Francesco auspicando che il Pontefice possa ispirare i keniani ad essere più uniti.
A Nairobi, il Papa oltre ad incontrarsi con il Presidente Kenyatta, visiterà i locali uffici del Programma Ambientale dell’ONU.
“Il Santo Padre verrà a visitarci come il Buon Pastore del gregge di Dio, rafforzando la nostra fede e incoraggiandoci mentre cerchiamo di rivivere il martirio dei nostri antenati nella fede attraverso il sacrificio per il bene degli altri” ha affermato Sua Ecc. Mons. John Baptist Odama, Arcivescovo di Gulu e Presidente della Conferenza Episcopale dell’Uganda. A Kampala dal 27 al 29 novembre, Papa Francesco celebrerà il Giubileo d’Oro della canonizzazione dei 22 Martiri Ugandesi. (L.M.) (Agenzia Fides 22/9/2015)
ASIA/PAKISTAN - Urge promuovere la tolleranza e prevenire il settarismo
Faisalabad (Agenzia Fides) – In Pakistan è urgente promuovere la tolleranza e prevenire il settarismo. Il governo deve costituire una task force che metta in atto un piano strategico di azione per garantire la tolleranza religiosa. E’ quanto hanno chiesto, in una pubblica manifestazione, attivisti cristiani e musulmani di varie organizzazioni della società civile a Faisalabad, in occasione della Giornata internazionale per la pace, promossa dall’Onu. Come riferito a Fides, i manifestanti chiedono “una nuova normativa per sconfiggere il settarismo, che preveda azioni severe contro quanti etichettano gli altri come ‘infedeli’ o incitano ad uccidere in nome della religione”.
La manifestazione titolata “Pace e dignità per tutti” ha visto la partecipazione di membri di diverse comunità ed è stata promossa da enti come “Associazione delle Donne per la consapevolezza e la motivazione” (Awam), “Fondazione per la Pace e lo Sviluppo Umano” (PHD Foundation), la rete “Pakistan Ngo Network” (PNN),(LDO), “Diritti di espressione, riunione, associazione e pensiero” (REAT Network). I partecipanti hanno fortemente condannato il recente attacco terroristico al campo dell’aeronautica militare a Peshawar, ricordando che settarismo e terrorismo vanno mano nella mano. “Urge ogni sforzo possibile per eliminarli dal paese, trovando i finanziatori e punendo quanti istigano all'odio”.
In una nota inviata a Fides, il direttore della “Fondazione per la Pace e lo Sviluppo Umano”, Suneel Malik, afferma: “Bisogna mettere in campo iniziative concrete per promuovere la diversità e l'inclusione, per combattere la polarizzazione, l'odio e gli stereotipi, per migliorare comprensione e cooperazione tra persone di culture e comunità differenti”, auspicando che il governo possa “tener fede all’impegno di sconfiggere il settarismo e l’odio religioso”.
Resta determinante l’istruzione: “Urge un programma più ampio per affrontare le cause alla radice, per combattere l'estremismo, la disuguaglianza e la discriminazione a partire dal settore dell'istruzione” ha ricordato Naseem Anthony dell’Ong Awam, invitando il governo ad attuare il giudizio della Corte Suprema del Pakistan, emesso il 19 giugno 2014, in cui si invitava l’esecutivo a compiere passi concreti per garantire la tolleranza religiosa e tutelare le minoranze religiose. (PA-SM) (Agenzia Fides 22/9/2015)
ASIA/INDIA - Il governo dell’Andhra Pradesh assicura il sostegno alle Chiese
Secunderabad (Agenzia Fides) – Il governo dello stato indiano di Andra Pradesh assicura servizi e diritti alle minoranze cristiane e la tutela per i beni della Chiesa: è quanto è emerso dal recente incontro in cui i rappresentanti della Federazione delle Chiese cristiane nello stato di Andhra Pradesh hanno incontrato Chandrababu Naidu, Primo Ministro dello stato.
Come riferito a Fides da una nota della Federazione delle Chiese cristiane, i leader cristiani hanno consegnato un memorandum in cui si solleva la questione dei diritti delle minoranze e delle proprietà ecclesiali, chiedendo allo stato di non interferire negli affari amministrativi delle Chiese, delle diocesi e delle istituzioni legate alle Chiese, già regolate dalla Costituzione indiana.
Il Primo Ministro ha assicurato alla delegazione dei Vescovi la correttezza dell’approccio delle istituzioni civili, assicurando il sostegno alle Chiese soprattutto nei casi in cui vi sia stata l'occupazione dei terreni e dei beni. L’incontro ha confermato i buoni rapporti intercorrenti tra le Chiese e il governo dell’Andra Pradesh, costruiti sui binari del reciproco riconoscimento, della legalità e dello stato di diritto, presupposti per costruire l’armonia sociale e religiosa in India. (PA) (Agenzia Fides 22/9/2015)
ASIA/ISRAELE - Disposto l'indennizzo per l'incendio della chiesa di Tabgha
Tabgha (Agenzia Fides) – Lunedì 21 settembre il Procuratore generale israeliano ha annunciato che lo Stato d'Israele offrirà un indennizzo al Santuario del miracolo della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, a Tabgha, che lo scorso 18 giugno era stato oggetto di un incendio appiccato da terroristi della estrema destra radicale. Lo riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme.
La chiesa presso il Lago di Tiberiade, che ospita una comunità monastica benedettina, aveva ricevuto molte attestazioni di solidarietà dopo l'incendio vandalico subìto. Lo scorso 27 agosto, la chiesa era stata visitata anche dal Presidente Reuven Rivlin. In quella occasione, il Presidente dello Stato ebraico aveva ricordato che “Israele è un paese democratico, che garantisce la libertà di culto per tutti, nel quale le comunità cristiane devono poter fiorire in tutta sicurezza”.
La notizia dell'indennizzo disposto dal Procuratore generale è stata accolta positivamente dagli ambienti delle Chiese di Terra Santa. Soltanto pochi giorni fa (vedi Fides 14/9/2015), i responsabili dell'autorità fiscale israeliana avevano respinto la richiesta di risarcimento presentata dalla Chiesa cattolica per i danni provocati dell'attentato incendiario, sostenendo che la matrice terroristica dell'incendio non era dimostrabile e che il danno provocato dall'incendio non rientrava tra quelli da loro risarciti, in quanto i regolamenti in vigore garantiscono un indennizzo solo per atti di violenza causati dal conflitto arabo israeliano. (GV) (Agenzia Fides 22/9/2015).
AMERICA/CUBA - Le “case di missione”: luoghi di vita comunitaria e forza della Chiesa a Cuba
Holguin (Agenzia Fides) – Papa Francesco ha lodato ieri, durante l'omelia della Messa celebrata nella Piazza della Rivoluzione di Holguín (est), seconda tappa della sua visita pastorale a Cuba, il ruolo fondamentale per l’evangelizzazione svolto delle cosiddette "case di missione". "So con quale sforzo e sacrificio la Chiesa a Cuba sta lavorando per portare a tutti, anche nei luoghi più remoti, la parola e la presenza di Cristo" ha detto il Papa alla folla riunita nella Piazza della Rivoluzione Calixto Garcia Iniguez. "Una menzione speciale meritano le cosiddette ‘case di missione’, che, data la scarsità di chiese e sacerdoti, consentono a molte persone di avere un luogo per la preghiera, l’ascolto della Parola, la catechesi e la vita comunitaria" ha detto il Papa. "Sono piccoli segni della presenza di Dio nei nostri quartieri e un aiuto quotidiano per rendere vive le parole dell’apostolo Paolo: ‘Vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevut o’.”
Questo tipo di case sono attualmente 70 nella diocesi di Holguin, e si aggiungono a 32 parrocchie e 18 luoghi dedicati al culto. Le “case di missione” sono nate negli anni Settanta del secolo scorso, nell’ambito della missione evangelizzatrice della Chiesa e non sono mai state proibite dalle autorità di Cuba. In tutto il paese sono attualmente circa 2.330. In questi luoghi si celebrano i battesimi, si riuniscono stabilmente le comunità cattoliche, e si svolgono celebrazioni periodiche. Per questi motivi sono state considerate dalla Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba come "uno dei maggiori punti di forza della Chiesa".
Nella nota pervenuta a Fides da una fonte locale, il Vescovo di Holguin, Sua Ecc. Mons. Emilio Aranguren Echeverría, ringraziando il Papa della sua presenza, ha sottolineato che la sua visita obbligherà la Chiesa locale "a lavorare per promuovere la pastorale dell'incontro". Mons. Aranguren ha fatto riferimento allo sforzo per promuovere le "riunioni tra amici, parenti, vicini e concittadini, come un gesto preliminare che può favorire la necessaria riconciliazione".
(CE) (Agenzia Fides, 22/09/2015)
AMERICA/VENEZUELA - Dall’Assemblea nazionale delle POM la solidarietà con i fratelli dell’Oriente
Caracas (Agenzia Fides) – Dal 14 al 17 settembre si è svolta in Venezuela la 48.ma Assemblea Nazionale delle Missioni, organizzata dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) e dal Dipartimento delle Missioni della Conferenza Episcopale. Come riferisce la nota inviata all’Agenzia Fides, al centro dei lavori c’è stato il ruolo dei Direttori diocesani delle missioni e l'istituzione dei Segretari diocesani delle missioni, perché siano presenti in tutto il paese. Con il contributo dei partecipanti all'Assemblea, è stato possibile delineare il profilo e le responsabilità del Direttore diocesano delle Missioni, sulla base degli Statuti generali delle POM, al fine di migliorare il processo di animazione missionaria attraverso le quattro Pontificie Opere Missionarie.
L'assemblea ha visto la partecipazione anche di Sua Ecc. Mons Georges Kahhale, Esarca Apostolico dei Melkiti greci in Venezuela, che durante il suo discorso, ha presentato la situazione attuale dei cristiani in Medio Oriente, sottolineando l'importanza di pregare per questi nostri fratelli. Ha inoltre riferito sulle varie forme di sostegno e solidarietà dei venezuelani con la popolazione del Medio Oriente.
Infine sono stati avviati i preparativi per la Giornata Missionaria Mondiale 2015, che avrà come tema: "Testimoni di Misericordia", per riprendere l’annuncio del Giubileo Straordinario della Misericordia, mettendo in evidenza la figura del missionario come “testimone della misericordia di Dio”.
(CE) (Agenzia Fides, 22/09/2015)
AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Allerta dengue negli ospedali e nei centri sanitari del Paese
Santo Domingo (Agenzia Fides) - I principali ospedali pediatrici della capitale e i centri sanitari privati continuano a segnalare un aumento di visite nei loro ambulatori e di ricoveri di pazienti sospetti di dengue. Finora ufficialmente sono stati registrati 57 decessi e circa 5.222 contagi. Secondo fonti locali, pervenute a Fides, negli ospedali all’interno del Paese, il direttore dei Servizi Sanitari Nazionali ha assicurato che sono già state date indicazioni riguardo alla formazione di gruppi di vigilanza. Per rafforzare il controllo e ottenere una diagnosi, oltre che una adeguata assistenza, gli ospedali Materno Infantili di Herrera hanno dato vita a commissioni di vigilanza e assistenza, formate da specialisti e altri referenti di diverse aree. In altri centri di cura il personale sanitario è stato allertato sull’aumento dei casi di dengue e informato sulle raccomandazioni al riguardo del Ministero della Sanità. Negli ospedali pediatrici è operativo anche il rep arto per il controllo di dengue, malaria, leptospirosi e altre malattie. (AP) (22/9/2015 Agenzia Fides)

Messa nella Plaza de la Revolucion de La Habana,


vaticanit - italiano has uploaded Papa: chi non vive per servire, non serve per vivere
Papa: chi non vive per servire, non serve per vivere
vaticanit - italiano
Il missionario della misericordia celebra messa nella Plaza de la Revolucion de La Habana, come San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI prima di lui, e lega la misericordia al servizio, chiedendo ai cubani di prendersi cura e servire la fragilità dei fratelli.
Papa Francesco, davanti a più di 500mila cubani, idealmente abbracciati da una grande statua di Gesù Risorto posta davanti all’altare e dall’immagine del Cristo della Divina Misericordia nel lato opposto della gigantesca piazza, ha parlato del grande paradosso di Gesù. “Chi vuol essere grande, serva gli altri, e non si serva degli altri”, ha detto commentando il Vangelo domenicale dedicato ai due discepoli di Emmaus che discutevano tra loro su ch ...

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Maxi impianto di depurazione a san Giorgio di Nogaro

  Il maxi impianto da 13 milioni che rende il Fvg autonomo sui fanghi di depurazione - UdineToday UdineToday Completato a San Giorgio di No...