Devastata una chiesa a Mosul con esplosivo

Iraq: distrutta la Chiesa dell’orologio nel centro di Mosul



Distruzione a Mosul
























È stata devastata con l'uso di esplosivo la Chiesa latina del centro di Mosul, in Iraq, officiata storicamente dai padri domenicani e nota come la “Chiesa della Madonna miracolosa” o “Chiesa dell'orologio”. L’episodio, riferisce l’agenzia Fides, è avvenuto domenica 24 aprile e, secondo fonti ufficiali del Patriarcato caldeo, sarebbe da attribuire ai militanti del sedicente Stato Islamico (Daesh) che controllano la città dal 9 giugno 2014. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo.
Dolore del Patriarcato caldeo
In una nota del Patriarcato caldeo si esprime dolore per l'ennesimo atto di devastazione commesso contro un luogo di culto e si sollecitano anche i politici iracheni a operare in fretta per favorire una autentica riconciliazione nazionale che sbarri le porte al dilagare del terrorismo. La chiesa latina connotava in maniera inconfondibile il profilo del centro storico di Mosul, soprattutto grazie al suo caratteristico campanile con l'orologio, donato ai cristiani iracheni dall'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III.
Antico simbolo di pace
“I rintocchi di quell'orologio”, racconta all'Agenzia Fides suor Luigina Sako, superiora della Casa romana delle Suore caldee Figlie di Maria, “hanno scandito la nostra giovinezza, quando Mosul era una città dove si conviveva in pace. Ricordo che da studenti, quando avevamo un esame importante, andavamo tutti, cristiani e musulmani, a portare i biglietti con le nostre richieste d'aiuto alla Grotta di Lourdes ospitata presso quella chiesa, che anche i nostri amici islamici conoscevano e onoravano come 'la Chiesa della Madonna miracolosa'”.

Bollettino Agenzia Fides del 26 aprile 2016

EUROPA/ITALIA - Da 150 anni la Madre del Perpetuo Soccorso accompagna i missionari redentoristi nel mondo
 
Roma (Agenzia Fides) – Si celebra oggi il 150° anniversario del ripristino alla pubblica venerazione dell’icona di Maria Madre del Perpetuo Soccorso, affidata ai missionari redentoristi da Papa Pio IX nel 1866 con l’impegno di "farla conoscere". Nella lettera del Superiore generale della Congregazione del Santissimo Redentore, P. Michael Brehl, per questa celebrazione, pervenuta a Fides, si legge tra l’altro: "Da 150 anni Nostra Madre del Perpetuo Soccorso ci accompagna nella nostra Missione e nel nostro Ministero, portando un numero incalcolabile di persone ad un rapporto personale più profondo con Gesù il Redentore e con il Popolo di Dio. Dalla chiesa di Sant’Alfonso, a via Merulana, tale devozione si è diffusa in ogni continente… Maria ha accompagnato i missionari redentoristi in tutti i continenti nella loro missione di proclamare il Vangelo di maniera sempre nuova. Lei ha dimostrato di essere la più efficace presenza missionaria che annuncia ‘redemptio copiosa’ per tutti, ma specialmente per i poveri e abbandonati". La solenne Eucaristia sarà presieduta dal Card. Vincent G. Nichols, presso la chiesa di Sant'Alfonso, in via Merulana, a Roma, dove è custodita l’immagine mariana.
(CE) (Agenzia Fides, 26/04/2016)
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AFRICA/EGITTO - I copti tornano a Gerusalemme. Cade “de facto” il divieto ai pellegrinaggi nella Città Santa
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – La domenica delle Palme, celebrata l'altro ieri dalle Chiese che seguono il calendario giuliano, ha visto un incremento esponenziale di pellegrini egiziani copti giunti a celebrare i riti della Settimana Santa a Gerusalemme. Secondo i media egiziani, nell'anno corrente sono già almeno 5.700 i cristiani copti ortodossi che hanno raggiunto la Città Santa, con un incremento di più di mille unità rispetto ai pellegrini copti che avevano computo il pellegrinagigo ai Luoghi Santi di Gerusalemme nel 2015.
La crescente presenza di pellegrini copti ortodossi egiziani nella Città Santa segna nei fatti il superamento del divieto di visitare Gerusalemme che nel 1979 era stato imposto ai propri fedeli dall'allora Patriarca Shenuda III. Negli anni in cui si radicalizzava il conflitto arabo-israeliano, il Patriarca copto Shenuda III (1923-2012) aveva vietato ai fedeli della sua Chiesa di compiere pellegrinaggi nello Stato ebraico e non aveva cambiato posizione neanche dopo la normalizzazione dei rapporti tra Egitto e Israele voluta dal Presidente Sadat. Tale divieto non è mai stato formalmente revocato, ma già nel 2014 il viaggio compiuto in Terra Santa da una novantina di cristiani copti in occasione della Settimana Santa aveva dato modo a diversi osservatori di sottolineare l'inattualità della disposizione disciplinare anti-pellegrinaggio, nel quadro dei rapporti esistenti tra le due nazioni confinanti.
A incentivare ulteriormente i pellegrinaggi dei copti in Terra Santa ha di certo contribuito anche il viaggio compiuto a fine novembre a Gerusalemme dallo stesso Patriarca Tawadros II, in occasione dei funerali dell'arcivescovo Abraham, capo della locale comunità copta ortodossa. Il viaggio patriarcale, pur presentato dalla Chiesa copta ortodossa come “un'eccezione”, è senz'altro stato recepito dai copti egiziani come un segnale eloquente che il nuovo Patriarca non ha intenzione di difendere divieti penalizzanti per la vita spirituale dei fedeli. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2016).
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AFRICA - Curare la malaria si può: prevenzione e accesso alle terapie
 
Padova (Agenzia Fides) – La malaria rimane oggi in Africa una delle malattie più diffuse tra gli adulti e una delle maggiori cause di morte per i bambini. Nei 16 ospedali in cui Medici con l’Africa Cuamm è presente in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Sierra Leone, Sud Sudan, Uganda il 30% dei ricoveri è dovuto alle forme gravi di malaria, con punte del 50% negli ospedali di Yirol e Cueibet in Sud Sudan e in quello di Aber, in Uganda. Curare la malaria si può, dichiarano gli esperti del Cuamm nel comunicato inviato all’Agenzia Fides in occasione della recente Giornata Mondiale contro la Malaria. Il problema è molto spesso quello di garantire l’accesso alle terapie per le persone ammalate che vivono lontane dagli ospedali, nelle zone rurali e isolate che sono spesso anche quelle più colpite. Ancora più importante è lavorare sulla prevenzione, attraverso la distribuzione e la sensibilizzazione sull’uso di strumenti semplici: zanzariere, repellenti, campagn e di disinfestazione delle abitazione dalle zanzare. Nel 2015, sono stati effettuati 89 mila trattamenti in ambulatorio e 20 mila ricoveri per malaria registrati nei 7 paesi di intervento del Cuamm.
(AP) (26/4/2016 Agenzia Fides)
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ASIA/BANGLADESH - Lunga scia di omicidi mirati: “I cristiani proseguono nelle loro attività pastorali e sociali”
 
Dacca (Agenzia Fides) - “Siamo consapevoli, preoccupati ma non allarmati. I gruppi fanatici stanno seminando morte ma speriamo che il governo possa controllarli. Le attività pastorali e sociali della Chiesa procedono”: lo dice a Fides il Vescovo ausiliare emerito di Dacca, oggi docente al Seminario maggiore di Dacca, S.E. Mons. Theotonius Gomes, mentre negli ultimi giorni due nuovi omicidi mirati si sono registrati nel paese. Vittime di attacchi dei gruppi fondamentalisti islamici in Bangladesh sono Xulhaz Mannan, 35 anni, giornalista-editore della rivista “Roobpaan” - che nel paese si occupa dei problemi e diritti di omosessuali e transgender - freddato a Dacca con un amico; e il professore universitario Rezaul Karim Siddiquee, assassinato a Rajshahi.
La polizia ha seguito la pista di un attacco di militanti islamici, simile a quelli avvenuti in passato contro dei blogger e intellettuali laici. Una persona è stata arrestata nell'ambito delle indagini sull'omicidio del professore: Hafizur Rahman, leader dell' “Islami Chhatra Shiibir”, ala studentesca del partito islamista radicale Jamaat-e-Islami. L’omicidio del professore è stato rivendicato dallo Stato Islamico.
“La situazione è complessa, ci sono gruppi estremisti islamici locali che ora si rifanno al’Is e cercano di sfruttare il marchio, di riflesso a quanto accade in Medio Oriente”, spiega a Fides il Vescovo. Sulla situazione dei cristiani, che nel paese sono, nel complesso, circa l’1% della popolazione (1,6 milioni di fedeli su 160 milioni di abitanti), dice: “Procediamo con cautela e attenzione, siamo consapevoli della situazione, ma le nostre attività pastorali, sociali educative, procedono. In alcuni casi il governo ha stanziato un supplemento di scorta, alzando il livello delle misure di sicurezza anche a noi”. “La piccola Chiesa cattolica in Bangladesh, che conta circa 300mila fedeli (0,2% della popolazione), continua la sua missione, vivendo nella preghiera e nella fede in Dio”, spiega.
La scorsa settimana l’Is ha rivendicato anche la responsabilità per l'omicidio di un Pastore nel nord del Bangladesh, il 65enne Hossain Ali, che si era convertito al Cristianesimo dall'Islam nel 1999. A febbraio un sacerdote indù è stato ucciso nel Nordovest del paese. Lo scorso anno quattro blogger sono stati uccisi in quanto etichettati come “atei” solo perché sostenitori di uno stato laico e democratico. Sempre nel 2015 il missionario italiano Piero Parolari è stato ferito mentre il cooperante Cesare Tavella e un giapponese sono stati uccisi. (PA) (Agenzia Fides 26/4/2016)
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ASIA/INDIA - I Vescovi incontrano il Primo Ministro: “Invitiamo il Papa in India”
 
New Delhi (Agenzia Fides) – Una delegazione dei Vescovi indiani ha incontrato il Primo ministro indiano Narendra Modi. Il gruppo era guidato dal Presidente della Conferenza episcopale (CBCI), il Card. Baselios Cleemis, accompagnato dal Segretario Generale, S.E. Mons Theodore Mascarenhas, e dal vice Segretario generale, Mons. Joseph Chinnayyan.
Come riferisce un comunicato inviato a Fides, la delegazione ha chiesto al Primo ministro Modi di invitare il Papa a visitare l'India, in una data conveniente sia per il governo indiano che per la Santa Sede. Il Premier ha assicurato alla delegazione che avrebbe seriamente esaminato la questione, consultandosi con gli altri membri del governo. Il Card. Baselios Cleemis ha anche chiesto al Primo ministro di guidare personalmente la delegazione indiana per la canonizzazione di Madre Teresa, che si terrà a Roma il 4 settembre 2016. E il leader politico dell’India, apprezzando i sentimenti dei Vescovi, ha assicurato che avrebbe favorevolmente preso in considerazione la proposta.
Altro punto di discussione: la delegazione, pur apprezzando e ringraziando il governo indiano per quanto fatto fino ad ora per salvare la vita del Salesiano p. Tom Uzunnalil, rapito in Yemen, ha rinnovato l’appello alle istituzioni perchè facciano il possibile per il rilascio.
La delegazione della Conferenza episcoaple ha accolto con favore le numerose iniziative messe in campo dal governo per rendere l'India autosufficiente e per migliorare lo standard di vita di milioni di cittadini, soprattutto i più deboli e vulnerabili e ha assicurato piena collaborazione della Chiesa per “costruire un'India migliore”. (PA) (Agenzia Fides 26/4/2016)
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ASIA/INDIA - Minorenni ancora costretti a sposarsi tra le lacrime
 
Chittorgarh (Agenzia Fides) - A Chittorgarh, una città del Rajasthan al nord dell’India, dove è molto diffusa la pratica dei matrimoni precoci, è stato recentemente girato un video di nascosto di una cerimonia che mostra alcune piccole spose in lacrime perché costrette a sposarsi. Nel corso dei due giorni del festival indù Akshaya Tritiya, ritenuto di buon auspicio per i matrimoni tra bambini in India, sono state celebrate sei cerimonie. Nel video si vedono bambine di appena 10 anni in lacrime che chiedevano aiuto mentre i genitori le trascinavano, ministri del rituale indù che rimproverano i bambini che piangevano. Un’altra piccola sposa, di appena 5 anni, vestita per la cerimonia e costretta a camminare vicino al fuoco con il suo sposo, di appena 11 anni. La tradizione richiede infatti che passino per sette volte intorno al fuoco. Un attivista per i diritti dei bambini e fondatore di Saarthi Trust, organizzazione benefica per tutti i minori più vulnerabili, è riuscito a fare annullare finora 29 matrimoni di piccoli in Rajasthan, oltre ad averne impediti altri 850. In India, l’età legale per sposarsi è di 18 anni per le donne e 21 per gli uomini. Il Paese è la patria di un terzo di tutti i matrimoni di ragazze minorenni di tutto il mondo. (AP) (26/4/2016 Agenzia Fides)
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ASIA/IRAQ - Distrutta nel centro di Mosul la “chiesa dell'orologio”Distruzione a Mosul
 
Musul (Agenzia Fides) – Nella giornata di domenica 24 aprile la chiesa latina del centro di Mosul, officiata storicamente dai Padri Domenicani e nota come la “chiesa della Madonna miracolosa” o anche come la “chiesa dell'orologio”, è stata devastata con l'uso di esplosivo. Le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo attribuiscono il sacrilego atto vandalico ai militanti del sedicente Stato Islamico (Daesh) che controllano la città dal 9 giugno 2014. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo.
Nel comunicato diffuso dal Patriarcato caldeo si esprime dolore per l'ennesimo atto di devastazione commesso contro un luogo di culto, e si sollecitano anche i politici iracheni a operare in fretta per favorire una autentica riconciliazione nazionale che sbarri le porte al dilagare del terrorismo.
La chiesa latina connotava in maniera inconfondibile il profilo del centro storico di Mosul, soprattutto grazie al suo caratteristico campanile con l'orologio, donato ai cristiani iracheni dall'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III. Non si esclude che la chiesa sia stata devastata proprio perchè considerata storicamente legata alla Francia.
“I rintocchi di quell'orologio” racconta all'Agenzia Fides suor Luigina Sako, superiora della casa romana delle Suore caldee Figlie di Maria, “hanno scandito la nostra giovinezza, quando Mosul era una città dove si conviveva in pace. Ricordo che da studenti, quando avevamo un'esame importante, andavamo tutti, cristiani e musulmani, a portare i biglietti con le nostre richieste d'aiuto alla grotta di Lourdes ospitata presso quella chiesa, che anche i nostri amici islamici conoscevano e onoravano come 'la chiesa della Madonna miracolosa' ”. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2016).
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AMERICA/CILE - Incendiata chiesa evangelica, ancora in nome della causa Mapuche
 
Temuco (Agenzia Fides) – Ancora un incendio di un edificio di culto nella regione cilena di La Araucania: ieri sera il fuoco ha distrutto una chiesa evangelica che sorgeva al chilometro 8 della strada per Niagara, nel comune di Padres Las Casas. Benché i vigili del fuoco siano arrivati sul posto per controllare le fiamme, della chiesa è rimasto poco.
Secondo le informazioni pervenute a Fides, insieme ai pompieri sono anche arrivati membri della polizia, per indagare sull'origine dell'incendio, in quanto sono state trovate scritte a favore della causa Mapuche, fatto che si è ripetuto ultimamente in diverse parti della regione. Nella tarda ora di ieri sera, il primo rapporto della polizia confermava l'incendio doloso.
Nello stesso posto, il 31 marzo 2016, era stata incendiata un'altra cappella cattolica, la cappella di S. Joaquina, al km 5 della strada verso Niagara, comune di Padre Las Casas (Vedi Fides 5/04/2016).
Sono così una decina le chiese e cappelle date alle fiamme durante i primi mesi del 2016, e sul posto sono stati sempre trovati messaggi relativi alla causa mapuche (vedi Fides 19/12/2015; 9/03/2016; 5/04/2016; 13/04/2016). Alla base ci sono i gravi problemi dei Mapuche, irrisolti da più di un secolo, anche se gli incendi alle chiese risultano incomprensibili (vedi Fides 22/04/2016).
(CE) (Agenzia Fides, 26/04/2016)
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AMERICA/NICARAGUA - “L'esercito agisca secondo principi etici” dice Mons. Herrera sul conflitto di Ayapal
 
Ayapal (Agenzia Fides) – “L'esercito del Nicaragua dovrebbe procedere seguendo i principi etici nel conflitto esistente nella comunità di Ayapal” ha detto Sua Ecc. Mons. Carlos Enrique Herrera Guttierez OFM, Vescovo della diocesi di Jinotega, cui appartiene la cittadina di Ayapal.
In un breve colloquio con la stampa locale, il cui testo è stato inviato a Fides, Mons. Herrera è tornato sulla grave situazione di violenza e di tensione in cui vive Ayapal (vedi Fides 18/3/2016), ribadendo che l’esercito non deve colpire indiscriminatamente e con violenza i civili solo se sono sospettati, ma "devono cercare la maniera giusta, perché conoscono le tattiche, non è questo il modo. Come militari sanno bene come fare. Si può cercare il dialogo in modo che queste persone non continuino ad aggregarsi sempre di più. Se si uccide un membro di una famiglia, in quel momento gli altri scappano via, ma dopo si organizzano e si armano, quindi ci sarà un aumento della violenza",
La paura nella zona si è intensificata dopo il brutale omicidio del sindaco di Ayapal e giudice di pace, Andres Cerrato, che molto tempo fa era membro della resistenza nicaraguese (vedi Fides 21/04/2016). Nella nota pervenuta a Fides, si informa che Juan Carlos Arce, responsabile della Commissione Nazionale dei Diritti Umani a Matagalpa, ha segnalato la gravità del fatto che ancora non ci sia un rapporto ufficiale sulla morte violenta di Cerrato, avvenuta il 18 aprile. "La cosa è grave perché si segnala come autore ad una delle istituzioni dello stato, il governo ci deve rispondere. Non possiamo permettere che giovani e famiglie intere vivano nella paura" ha concluso Arce.
(CE) (Agenzia Fides, 26/04/2016)
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AFRICA/MALAWI - Nomina del Vescovo di Mzuzu
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 26 aprile 2016, ha nominato Vescovo della diocesi di Mzuzu (Malawi) il Rev.do P. John Alphonsus Ryan, Missionario della St. Patrick’s Society (Kiltegan), Docente all’Università di Mzuzu.
Il Rev.do P. John Alphonsus Ryan, S.P.S. è nato il 27 febbraio 1952 a Tipperary, arcidiocesi di Cashel and Emly, in Irlanda. Dopo gli studi primari e secondari è entrato nella Società di St. Patrick – Kiltegan. Nel 1971, dopo un anno di spiritualità a County Wicklow, ha iniziato gli studi filosofici presso l’Istituto all’University of Cork, Douglas, e nel 1974 quelli di Teologia presso l’Istituto di Kiltegan a County Wicklow. È stato ordinato sacerdote il 18 giugno 1978.
Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1978-2005: St. Paul’s Parish a Mzimba (Mzuzu); St. Stephan’s a Kapuro (Mzuzu); St. Mathias’ Parish a Misuku (Mzuzu) e Docente nella Scuola Secondaria Community Day a Misuku (Mzuzu); Docente nel Seminario minore di St. Patrick a Rumphi (Mzuzu); studi in matematica in Irlanda coronati con il dottorato; 2005-2011: Cappellano delle Sisters of the Holy Rosary a Katete; dal 2000: Cappellano e docente di matematica dell’Università Cattolica di Mzuzu, Assistente nella parrocchia St. Augustine e associate outstations; Membro del Collegio dei Consultori. (SL) (Agenzia Fides 26/04/2016) 

Bollettino Agenzia Fides del 25 aprile 2016

EUROPA/ITALIA - Le gravidanze adolescenziali e le ripercussioni sulla vita delle giovani donne dell’Africa
 
Padova (Agenzia Fides) – Per la prima volta quest’anno è stata celebrata, in Italia, la Giornata della salute della donna con l’obiettivo di valorizzare la prevenzione e difendere il ruolo fondamentale che le donne rivestono nella famiglia e nella comunità, in Italia come in ogni Paese del mondo. Nei suoi sette Paesi di intervento, Medici con l’Africa Cuamm ogni giorno aiuta le donne a diventare madri. Sempre più spesso però si trova ad assistere ragazze molto giovani alle prese con gravidanze prima dei 18 anni, che devono sopportare gravi ripercussioni sociali, piscologiche e fisiche. Stando ai dati, si legge nel comunicato inviato dal Cuamm all’Agenzia Fides, le gravidanze in età adolescenziale sono in aumento a livello mondiale. Più di 16 milioni di ragazze in tutto il mondo diventano madri in un’età compresa dai 15 ai 19 anni e altrettante quelle che hanno la loro prima gravidanza sotto i 15 anni. Un fenomeno legato anche a matrimoni obbligati. Infatti, nei Paesi dell’Africa a sud del Sahara sono quasi 120 milioni le ragazze costrette a sposarsi prima dei 18 anni. Inoltre, le situazioni di emergenza e crisi, come avvenuto in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola, possono portare conseguenze sulle ragazze più giovani. Da uno studio recente del Cuamm è emerso che il 31% delle complicanze ostetriche registrate nel distretto di Pujehun, dove l’organizzazione lavora dal 2012, riguarda ragazze tra i 13 e i 19 anni. Nel caso del Mozambico, si registra il 48,2% dei matrimoni prima dei 18 anni. Proprio per far fronte alla scarsa o nulla educazione sessuale, il Cuamm in collaborazione con le autorità locali e nazionali, sostiene 6 ambulatori specifici per giovani adolescenti. Si chiamano SAAJ - Servicios Amigos dos Adolescentes e si rivolgono alla popolazione compresa tra i 10 e i 14 anni, al fine di migliorare l'educazione alla salute, offrire consulenze sulla salute riproduttiva e sessuale degli adolescenti, fornire visite in gravidanza pre e post natale, educare circa la cura dell’HIV.
(AP) (25/4/2016 Agenzia Fides)
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ASIA/PAKISTAN - Ragazza cristiana rapita e costretta nozze islamiche: il fenomeno non si ferma
 
Kasur (Agenzia Fides) – Aiutare sua figlia, vittima di sequestro , matrimonio e conversione forzata all’islam: è la richiesta di Sarwar Masih, cristiano pakistano che si è rivolto all’avvocato Sardar Mushtaq Gill, a capo dalla Ong “Lead” (Legal Evangelical Association Development), impegnata a offrire assistenza gratuita ai cristiani vittime di abusi. La ragazza, Laveeza Bibi, di 23 anni, è stata rapita il 14 aprile da due musulmani che hanno fatto irruzione, armati di pistole, in casa della famiglia di Sarwar Masih, nel distretto di Kasur, in Punjab, prendendo la ragazza e minacciando i genitori. Uno dei rapitori Muhammad Talib ha costretto la ragazza sposarlo.
Masih si è recato immediatamente alla stazione di polizia locale, ma la polizia si è mostrata riluttante a registrare una denuncia ufficiale (First Information Report). Del caso si è interessato anche il Pastore Saleem Masih, insieme con l’avvocato Gill. Solo dopo l’intervento dei due, la polizia ha registrato la denuncia contro Talib.
“Nel mese di aprile abbiamo avuto esperienza, solo nell’area di Kasur, di cinque casi di ragazze cristiane rapite e convertite all'Islam, e costrette a sposare i loro aguzzini. A queste ragazze è negata del tutto la tutela legale dei diritti individuali”, spiega l’avvocato Gill a Fides. E il fenomeno continua ad avere proporzioni inaccettabili, con circa mille casi l'anno registrati e molti che non denunciati. L’Ong “Lead” continuerà a ad agire e a sensibilizzare sulla discriminazione e violenza subita in Pakistan in particolare dalle donne delle minoranze religiose cristiane e indù, le più vulnerabili e indifese, soggette a soprusi spesso impuniti. (PA) (Agenzia Fides 25/4/2016)
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ASIA/TURCHIA - Il Patriarca ecumenico vuole incontrare Erdogan per discutere dell'Istituto teologico di Halki
 
Istanbul (Agenzia Fides) – Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I si prepara a chiedere un appuntamento al Presidente Tayyip Erdogan per discutere dell status del Patriarcato, e soprattutto per avere chiarimenti su recenti episodi che sembrano contraddire e vanificare le precedenti disposizioni legislative riguardanti la restituzione alle comunità religiose minoritarie di beni di cui erano state illegittimamente espropriate in passato dalle autorità turche. Nel corso di una recente conferenza stampa, convocata presso la sede del Patriarcato Ecumenico affacciata sul Corno d'Oro, il Patriarca Bartolomeo ha rilevato che le relazioni tra le autorità turche e le minoranze religiose stanno di nuovo vivendo un momento critico, e è tornato a sollevare la questione dell'Istituto teologico patriarcale di Halki, a cui da 45 anni viene impedita ogni attività di formazione teologica. I tanti annunci fatti circolare negli ultimi anni anche da rappresentanti turchi sulla possibile, imminente riapertura dell'istituzione accademica patriarcale non hanno avuto finora alcuno sviluppo concreto. Secondo fonti locali, consultate dall'Agenzia Fides, il Patriarca Bartolomeo ha annunciato l'invio di una lettera a Erdogan per chiedere un appuntamento, da tenersi possibilmente entro maggio, in modo da potersi confrontare direttamente con il Presidente turco sulla questione della Scuola di Halki e più in generale sui problemi delle minoranze religiose in Turchia.
Negli ultimi tempi – ha sottolineato in occasione della conferenza stampa Laki Vingas, già membro del Consiglio per le fondazioni religiose - “sono stati aperti processi per la cancellazione dei titoli di proprietà, e questa situazione ci preoccupa". A inquietare è soprattutto l'operazione messa in atto dalle istituzioni statali turche che negli ultimi tempi hanno aperto una causa contro il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, per annullare gli atti giuridici con cui dei terreni erano tornati a disposizione della Sede patriarcale ortodossa, nel rispetto delle leggi che dispongono la restituzione alle comunità religiose minoritarie di beni ad esse sequestrati in passato dalle autorità turche (Vedi Fides 21/4/2016). Il processo intentato da istituzioni di Ankara mira in particolare a ri-espropriare il Patriarcato ecumenico di un terreno di 98 acri (pari a circa 40 ettari) a Goksu, e un'alra area a Umit Tepesi, che negli ultimi 4 anni era stata asse gnata proprio all'Istituto di teologia ortodossa di Halki. L'Amministrazione statale delle Foreste ha aperto il processo per chiedere che quei beni immobiliari ritornino a disposizione del Tesoro. L'iniziativa processuale si configura come l'ennesimo caso di vessazione per via giuridico-amministrativa messo in atto dalle istituzioni turche nei confronti del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. (GV) (Agenzia Fides 25/4/2016).
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ASIA/INDIA - La Messa spiegata ai giovani, per i 400 anni della Chiesa di Sant’Andrea
 
Mumbai (Agenzia Fides) – Il Giubileo dei 400 anni dalla fondazione della Chiesa di Sant’Andrea a Bandra, nell’area di Mumbai, è l’occasione per una speciale celebrazione dedicata a ai giovani: è stata una santa Messa animata con drammatizzazioni teatrali e musica, come spiega a Fides p. Cesare D'Mello, il parroco della Chiesa di Sant'Andrea. Inoltre “i diversi momenti della messa sono stati spiegati nel loro significato più profondo, coinvolgendo così i presenti”.
“E’ stata nostra intenzione, nel programmare il Giubileo della Chesa locale – racconta il parroco – organizzare una messa speciale i giovani per tutta la gioventù di Mumbai. Da qui l'idea di celebrarla con un coro da diverse parrocchie, e facendola seguire da un programma di intrattenimento, in cui si sono esibiti artisti provenienti da tutta la città. La sensazione generale è che i nostri giovani meritino più attenzioni pastorali: dobbiamo fare di più per loro, perché, dopo tutto, il futuro appartiene ai giovani”.
La gioiosa celebrazione, cui hanno preso parte anche molti adulti, è stata segnata anche dalla originale “preghiera contro la schiavitù alla tecnologia”.
Nell'omelia il gesuita p. Errol Fernandes ha spiegato che "la Messa non è un rituale ma un evento che rende Dio presente in mezzo a noi" e che dunque "Cristo resta e continua a esserci anche dopo la benedizione finale".
La Chiesa di Sant'Andrea a Bandra è è una delle più antiche chiese dell’area di Mumbai. Ha festeggiato il 400° anniversario di elevazione a parrocchia, datato 1616. La chiesa fu costruita vent’anni prima, nel 1595, dai gesuiti portoghesi, in un’area marittima. (PA) (Agenzia Fides 25/4/2016)
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ASIA/SIRIA - Città a maggioranza cristiana bombardata da ribelli islamisti. Tregua armata a Qamishli tra milizie curde e esercito pro-Assad
 
Hama (Agenzia Fides) – Milizie islamiste legate al gruppo qaidista Jabhat al Nusra hanno sferrato nella giornata di domenica 24 aprile un attacco a colpi di mortaio sulla città siriana a maggioranza cristiana di Sqelbiya, nella provincia centrale di Hama, provocando la morte di almeno quattro civili. Lo riferiscono fonti curde, consultate dall'Agenzia Fides. Alle vittime vanno aggiunti almeno quindici feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. L'attacco è avvenuto con il lancio fitto di colpi di mortaio, caduti a pioggia sui quartieri residenziali. La città, sotto il controllo dell'esercito governativo, già in passato aveva subito attacchi da parte dei miliziani jihadisti, che hanno provato più volte a prenderne il controllo, senza mai riuscirci.
Intanto, nella provincia siriana nord orientale di Hassakè regge la tregua tra esercito governativo e miliziani curdi delle Unità di protezione popolare (YPG), raggiunta sabato scorso dopo i sanguinosi scontri esplosi da mercoledì 20 aprile soprattutto nella città di Qamishli (vdi Fides 21/4/2016). Rappresentanti delle milizie curde, interpellati dall'agenzia ARA News, hanno riaffermato l'intenzione di mantenere il controllo delle aree conquistate durante gli scontri, e il rifiuto di fare qualsiasi cncessione al governo di Assad. Gli stessi esponenti curdi hanno accusato il regime di aver costretto le popolazioni civili locali a creare dei gruppi paramilitari “di autodifesa” sottoposti all'esercito governativo, usando soprattutto sui dipendenti pubblici forme di ricatto come la sospensione dello stipendio o l'allontanamento forzato dal posto di lavoro.
L'aprirsi di un nuovo fronte di conflitto tra milizie curde e esercito di Assad nella Siria nord-orientale conferma che dietro la tragedia siriana si muovono strategie e interessi complessi, che non possono essere ridotti allo scontro con i jihadisti dello Stato Islamico (Daesh). Secondo fonti locali, nei tre giorni di scontri tra le milizie curde e l'esercito governativo sono morti 17 civili, 10 miliziani curdi e 31 tra soldati governativi e paramilitari pro regime. (GV) (Agenzia Fid
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AMERICA/ECUADOR - Il terremoto causa difficoltà estreme alle persone colpite da disabilità
 
Quito (Agenzia Fides) - Continua a salire il bilancio delle vittime del terremoto che poco più di una settimana fa ha colpito l’Ecuador: oltre 710 tra morti e dispersi, tra i 16.600 feriti alcuni sono ancora in gravi condizioni. Il bilancio è sempre più grave. Lo ha riferito il Segretariato Nazionale per la Gestione del Rischio. Il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza in 6 province: Esmeraldas, Manabí, Santa Elena, Guayas, Santo Domingo e Los Ríos. Mancano acqua, cibo e beni di prima necessità. Nelle emergenze, il tasso di mortalità delle persone con disabilità è doppio rispetto al resto della popolazione. Le ragioni vanno ricercate nella difficoltà o impossibilità di accedere agli avvisi di emergenza, ai rifugi, nella perdita o il danneggiamento degli ausili che permettono loro di muoversi (come bastoni, carrozzine ecc...), nell’aumentata difficoltà di accedere agli aiuti umanitari di base. Tra le iniziative a favore dei più vulnerabili colpiti da que sta calamità, la onlus CBM Italia che si è attivata in collaborazione con i suoi partner locali. Dal giorno del terremoto gli operatori di CBM sono al lavoro per far sì che le persone con disabilità e le loro famiglie, ma anche le persone anziane e le altre categorie vulnerabili, ricevano acqua, cibo, medicine, riparo e ausili motori. “In particolare nella provincia di Esmeraldas il nostro partner OVCI Nostra Famiglia, che lavora a stretto contatto con il Governo, si occupa di produrre e importare dispositivi e ausili motori, come sedie a rotelle e stampelle. In queste ore gli operatori sono al lavoro per distribuire acqua, cibo e kit di prima necessità”, si legge nel comunicato inviato all’Agenzia Fides da CBM.
(AP) (25/4/2016 Agenzia Fides)

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