| 100 003 visualizzazioni! Grazie |
Filippesi 1,4 ... e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia...
Chiesa confiscata dal governo
ASIA/TURCHIA - Premio europeo per la chiesa armena di Diyarbakir, confiscata dal governo
Forti turche, consultate dall'Agenzia Fides, riferiscono che il premio dell'Unione Europea per il patrimonio culturale era stato assegnato alla storicha chiesa armena di Diyarbakir per l'ottima riuscita dei lavori di restauro che l'avevano riportata al suo antico splendore. L'opera di ripristino, sostenuta dalle comunità armene apostoliche di tutta la Turchia, aveva anche rappresentato un momento significativo di riconciliazione tra le diverse componenti cittadine e di collaborazione con le autorità locali.
Quella di Diyarbakir è la più grande chiesa armena del Medio Oriente. La sua torre maestosa può essere vista da ogni angolo della città, rappresenta un rifacimento di quella originale, che fu distruttaa cannonate nel 1914.
A fine marzo, il governo turco ha sequestrato un'ampia area della metropoli che sorge lungo la riva del fiume Tigri, nel quadro delle operazioni militari messe in atto nella Turchia meridionale contro le postazioni curde del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK).
Nell'area urbana sequestrata sorgono tutte le chiese presenti a Diyarbakir: oltre alla chiesa armena apostolica di San Giragos (Ciriaco), c'è anche la chiesa siriaca dedicata alla Vergine Maria, la chiesa caldea di Mar Sarkis (San Sergio), la chiesa armeno-cattolica e un luogo di culto protestante, oltre a più di 6mila abitazioni, dislocate in gran parte nel centro storico. Già al momento dell'esproprio, nessuna chiesa cristiana di Diyarbakir risultava aperta al culto. Nelle ultime settimane (vedi Fides 3/5/2016), mentre a Diyarbakir si prolunga il coprifuoco disposto dalle autorità turche, si moltiplicano anche i ricorsi presentati dai rappresentanti legali delle fondazioni legate alle comunità cristiane contro l'ordine di esproprio urgente imposto dal governo. (GV) (Agenzia Fides 6/5/2016).
Bollettino Agenzia Fides del 7 maggio 2016
| top^ |
| ASIA/PAKISTAN - La Chiesa del Punjab unita, oltre la frontiera indo-pakistana |
| Lahore (Agenzia Fides) – Superare le divisioni, le differenze, le tensioni politiche che esistono tra India e Pakistan e riscoprire le radici comuni, nel segno della cultura, della fede, della fratellanza: con questo spirito la diocesi di Lahore, capitale del Punjab pakistano, ha organizzato alla fine di aprile un pellegrinaggio giubilare nel Punjab indiano, visitando le diocesi indiane confinanti e “compiendo un’esperienza di unità, condivisione, comunione e fraternità”, ha sottolineato a Fides l’Arcivescovo Sebastian Francis Shaw di Lahore, che ha guidato una delegazione di 16 sacerdoti diocesani. “Siamo andati in India con il triplice scopo di visitare ifratelli cristiani indiani; stabilire relazioni cordiali con la Chiesa locale, per la partecipazione ai seminari, conferenze e ritiri in entrambi i paesi; esplorare collaborazione nei campi della formazione permanente di sacerdoti, suore e catechisti e laici interessati; e infine per condividere informazioni sulle attività pastorali, nel segno della testimonianza evangelica”, ha spiegato a Fides l’Arcivescovo di Lahore. E’ una esperienza che accada per la prima volta nella storia dei 130 anni dalla nascita della diocesi di Lahore. Nel 1886, la diocesi di Lahore fu ufficialmente eretta, staccando un territorio dalla arcidiocesi di Agra, e l’opera missionaria iniziò in loco grazie ai missionari francesi, italiani e ai frati cappuccino belgi. Nel 1947, il territorio della regione del Punjab fu diviso in due: una parte pakistana, una parte indiana. La delegazione pakistana ha visitato le diocesi di Agra e Jalandhar, nel Punjab indiano, e anche New Delhi. “Ci auguriamo che in questo Anno della misericordia possiamo rivalutare i luoghi storici, le chiese, le esperienze di vita dei fedeli e, con la nostra condivisione, essere il sale della terra e la luce del mondo. Speriamo di essere testimoni del Vangelo nel sub-continente indiano”, ha rimarcato l’Arcivescovo. Il gruppo dei sacerdoti di Lahore ha trovato questa esperienza di fraternità ecclesiale formativa, gioiosa e stimolante”, commenta a Fides p. Inayat Bernard, uno dei partecipanti. Il pellegrinaggio dei sacerdoti ora sarà ricambiato: preti e religiosi provenienti dall’India si recheranno in visita in Pakistan. (PA) (Agenzia Fides 7/5/2016) |
| top^ |
| ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita Rai incontra di nuovo i leader politici per discutere della crisi istituzionale |
| Beirut (Agenzia Fides) – A quasi due anni dalla fine del mandato di Michel Sleiman, la carica di Presidente della Repubblica libanese rimane vacante per i veti inncrociati tra i diversi blocchi politici. Davanti alla paralisi istituzionale ormai incancrenita, il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai continua ad avere incontri di alto livello con i leader politici nazionali per sollecitarli a riempire al più presto un vuoto che contribuisce a indebolire il Paese dei Cedri e a esporlo al contagio dei conflitti che sconvolgono l'area mediorentale. Nella mattinata di venerdì 6 maggio, il capo del Partito sunnita “Futuro”, Saad Hariri, è stato ricevuto dal Primate della Chiesa maronita nella sede patriarcale di Bkerkè per discutere ancora una volta della vacanza presidenziale. Dopo l'incontro, Hariri ha ribadito in alcune dichiarazioni rilasciate ai media libanesi la ferma intenzione di “rispettare la parità tra musulmani e cristiani", riferendosi anch e alle imminenti elezioni municipali. Inoltre, riguardo alla mancata elezione del Presidente, l'ex Primo Minstro Hariri ha sollecitato tutte le forze politiche a non boicottare le prossime convocazioni del Parlamento e a scegliere tra le due candidature ormai delineate, quella del leader del Partito Marada Suleiman Franjieh (sostenuta dal Partito “Futuro”), e quella di Michel Aoun, fondatore del Movimento patriottico libero, sostenuta dal leader delle Forze libanesi Samir Geagea e dal Partito sciita Hezbollah. "Ci sono due candidati, dobbiamo andare in Parlamento per eleggere uno di loro, e congratularci con il vincitore, chiunque esso sia" ha dichiarato Hariri. Due settimane fa – riferiscono fonti libanesi – l'elezione del Presidente e la fine della paralisi istituzionale erano state al centro di un colloquio tra il Patriarca Rai e Hassan Nasrallah, leader del Partito sciita Hezbollah. (GV) (Agenzia Fides 7/5/2016). |
| top^ |
| AMERICA/COLOMBIA - Mons. García Peláez: “Solidarietà dinanzi alla drammatica situazione delle vittime delle alluvioni” |
| Istmina (Agenzia Fides) – Un appello di solidarietà per le vittime dalle recenti alluvioni: lo ha diffuso la Conferenza episcopale colombiana, rilanciando l’appello di monsignor Julio Hernando García Peláez, vescovo della diocesi di Istmina-Tadó, che segnala le drammatiche situazioni in cui stanno vivendo numerose famiglie. Il territorio del dipartimento del Chocó, Colombia occidentale, bagnata dall’Oceano Pacifico, è stato flagellato in questi giorni dal fenomeno del Niño, che sta causando piogge forti, alluvioni e allagamenti in molti Paesi del Sudamerica. “Va migliorata una volta per tutte la condizione delle abitazioni e della loro qualità di vita – ha detto mons. Garcia - soprattutto pensando alle famiglie con diversi figli”. L’esigenza è quella di avere una casa “che sia degna e adeguata, non facilmente inondabile, per dare una soluzione definitiva al problema”. Il Vescovo rivolge un appello agli organismi nazionali e internazionali e a tutte le persone di buona volontà, perché portino solidarietà alla gente colpita, segnalando che le popolazioni afro-indigene sono quelle maggiormente provate perché “subiscono un colpo mortale alle loro attività economiche”. Si tratta di popolazioni tra le più povere della Colombia, che vivono di un’economia di sussistenza. I volontari della Pastorale sociale nazionale e diocesana stanno prestando assistenza alle persone, che vengono ospitate in alberghi o nelle parrocchie. Attualmente, sempre tramite la Pastorale sociale e Caritas, vengono assistiti con un generi alimentari, vestiario, coperte, materassi, medicinali e articoli per l’igiene personale. Secondo le ultime stime, sono 17 morti, 53 feriti e un numero che supera i 9.000 le famiglie senza tetto a causa delle piogge forti e delle alluvioni in tutto il paese. (CE) (Agenzia Fides, 07/05/2016) |
| top^ |
| AMERICA/CANADA - Incendi a Fort McMurray: la preghiera del Papa |
| Fort McMurray (Agenzia Fides) – La città di Fort McMurray, nel nord Alberta (Canada), è completamente deserta, abbandonata dai suoi abitanti a causa di un incendio che ha distrutto almeno 1600 edifici. Il fuoco ha costretto all'evacuazione di oltre 90.000 persone. I numeri della tragedia sono impressionanti che ormai è considerata la "catastrofe naturale più costosa della storia del Canada". Da quando è iniziato l'incendio, il 1 maggio, il fuoco si è esteso senza fermarsi: il primo giorno ha interessato un’area di circa 500 ettari (5 chilometri quadrati) mentre fino a ieri, 6 maggio, gli ettari colpiti dalle fiamme sono almeno 100.000 ettari (1.000 chilometri quadrati). La drammatica situazione di Fort McMurray ha toccato Papa Francesco che, addolorato dalla situazione, ha chiesto di pregare per la popolazione. Ieri, in una lettera inviata in loco, il segretario di Stato vaticano, Sua Ecc. Mons. Pietro Parolin, ha detto che "il Santo Padr e è triste per la distruzione e la sofferenza causati dagli incendi che infuriano nella zona di Fort McMurray". "Egli prega per tutti gli sfollati - soprattutto i bambini - che hanno perso le loro case", si legge nella lettera pervenuta a Fides. La città di Fort McMurray è cresciuta dai 35.000 abitanti che aveva all'inizio del 1990 agli oltre 125.000 nel 2015. Questo grazie ad una sola attività: l'estrazione di petrolio in una superficie di circa 140.000 km2 delle cosiddette “sabbie bituminose”. La produzione del greggio, che ha dato fama, denaro e sviluppo a questa zona, è stata molto criticata dagli ecologisti per la contaminazione richiesta per la produzione. La causa del incendio delle foreste è collegata ai cambiamenti climatici (l’inverno è divenuto troppo mite). La popolazione è fuggita al sud verso le città più vicine, che sono a circa 600 km. (CE) (Agenzia Fides, 07/05/2016) |
Il Friûl al ringrazie e nol dismentee
40° terremoto Friuli: mons. Mazzocato (Udine), “riuniti nel duomo Gemona per ringraziare e non dimenticare”
“Il Friûl al ringrazie e nol dismentee”, “il Friuli ringrazia e non dimentica”. “Questa frase, apparsa sui muri delle case diroccate, ha espresso uno dei sentimenti più genuini del popolo friulano provato dal terremoto. È questo sentimento che ci ha riuniti anche oggi, a 40 anni dal tragico sisma, nel duomo di Gemona che conserva in sé tanti segni di quella tremenda distruzione e, insieme, è testimone della volontà dei friulani di rinascere dalle macerie con la testa e col cuore”. Lo ha detto, stasera, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, nella messa celebrata nel duomo di Gemona, in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto del Friuli. “A 40 anni di distanza la Chiesa friulana si è riunita ancora in questo duomo per ringraziare e non dimenticare”, ha proseguito; in particolare, per “ricordare il tempo travagliato del terremoto per non perdere un momento della nostra storia particolarmente denso di valore e di significato”. Il presule ha rammentato, prima di tutto, i “fratelli che, in quella tragica notte sono rimasti vittime sotto le macerie. Tra le lacrime e le preghiere delle esequie cristiane li abbiamo allora affidati alla misericordia di Dio. Continuiamo a farlo”.
Monsignor Mazzocato ha ricordato, poi, le “oltre 80 diocesi italiane si sono spontaneamente gemellate con le nostre parrocchie colpite dal sisma, offrendo aiuti di ogni genere”: “Ricordiamo, ancora una volta e con riconoscenza, il miracolo di solidarietà umana e cristiana sorto in mezzo al terremoto”. C’è ancora una terza esperienza da non dimenticare “per la quale sentiamo un sentimento di gratitudine”: “Mi riferisco al cammino virtuoso di ricostruzione su quale si è incamminata la Chiesa e il popolo friulano, partendo dal terremoto. Questo cammino è stato guidato dalla parola appassionata, familiare e, insieme, autorevole, del suo pastore, monsignor Battisti”, ha concluso monsignor Mazzocato.
Monsignor Mazzocato ha ricordato, poi, le “oltre 80 diocesi italiane si sono spontaneamente gemellate con le nostre parrocchie colpite dal sisma, offrendo aiuti di ogni genere”: “Ricordiamo, ancora una volta e con riconoscenza, il miracolo di solidarietà umana e cristiana sorto in mezzo al terremoto”. C’è ancora una terza esperienza da non dimenticare “per la quale sentiamo un sentimento di gratitudine”: “Mi riferisco al cammino virtuoso di ricostruzione su quale si è incamminata la Chiesa e il popolo friulano, partendo dal terremoto. Questo cammino è stato guidato dalla parola appassionata, familiare e, insieme, autorevole, del suo pastore, monsignor Battisti”, ha concluso monsignor Mazzocato.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 28 Giugno 2026
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A Antifona Popoli tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia. (Sal 46,2) Colletta O...
-
Il sito della Collaborazione pastorale di San Giorgio di Nogaro di nuovo funzionante! La parte secondo me essenziale è il foglietto settiman...
-
http://www.vatican.va/archive/ITA0014/_P4Q.HTM Questo link guiderà chiunque lo voglia alla lettura del catechismo nel capitolo riguardante l...