Bollettino Agenzia Fides 17 gennaio 2017

EUROPA/ALBANIA - Ordine di sfratto per la parrocchia cattolica e il centro giovanile di Elbasan
 
Elbasan (Agenzia Fides) - Il 20 gennaio la parrocchia San Pio X e il Centro pastorale di Elbasan affidati ai religiosi orionini verranno chiusi in seguito ad una sentenza della Corte di Cassazione albanese. I sacerdoti verranno quindi sfrattati lasciando senza cure pastorali la minoranza di fedeli cattolici. Secondo le notizie pervenute a Fides, a Elbasan è in atto da anni una controversia sulla proprietà del terreno su cui sorgono la chiesa e il Centro pastorale.
Questo terreno venne venduto 20 anni fa dallo Stato alla Chiesa cattolica, e su di esso venne costruita la chiesa e il centro pastorale con la licenza edilizia rilasciata dalle autorità competenti locali. L’inaugurazione si tenne nel 1997. Nel 2007 l'antico proprietario rivendicò la proprietà del terreno e il Tribunale gli diede ragione.
La questione sembrava dovesse risolversi tramite una Commissione istituita tra Governo albanese e Chiesa cattolica, come previsto dal Concordato, invece la Commissione giudicante della Cassazione di Tirana si è espressa in maniera definitiva, respingendo il ricorso della Chiesa cattolica di Albania e dell'Avvocatura dello Stato sulla questione del terreno di Elbasan. La sentenza, divenendo operativa, obbliga a liberare il terreno da tutti gli oggetti ivi posti (cioè la chiesa e il Centro pastorale) e a restituirlo.
In questi giorni i religiosi orionini dell’Albania hanno trasmesso alla Direzione provinciale dell’Opera Don Orione a Roma, da cui dipende la missione, la loro seria preoccupazione. Allo stesso modo sono stati informati i Vescovi albanesi e la Nunziatura Apostolica. (SL) (Agenzia Fides 17/01/2017)
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AFRICA/NIGERIA - “Occorrono ranch per fermare le violenze dei pastori nomadi” ribadisce l’Arcivescovo di Kaduna
 
Abuja (Agenzia Fides) - “I continui scontri tra agricoltori e pastori sono una chiara indicazione che il vecchio metodo di allevamento attraverso le cosiddette ‘vie del bestiame’ e le riserve di pascolo è obsoleto e insostenibile, da qui la necessità urgente che i proprietari terrieri affittino le loro terre ai pastori per creare degli allevamenti” ha affermato Sua Ecc. Mons. Mathew Man'Oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna, nella sua omelia per l'ordinazione e l'insediamento episcopale di Mons. Philip Davou Dung, il secondo Vescovo di Shendam.
La regione di Kaduna è sconvolta da mesi dalle razzie perpetrate dai pastori Fulani che si muovono alla ricerca di nuovi pascoli, scontrandosi con le popolazioni sedentarie (vedi Fides 21/6/2016).
Mons. Ndagoso ha individuato le radici degli incessanti scontri mortali tra agricoltori e pastori nel movimento continuo di pastori in cerca di pascoli per i loro animali.
“Esortiamo tutti i soggetti interessati a fare il necessario per favorire la creazione di un ambiente favorevole per l'istituzione graduale di ranch da parte di governi, comunità e individui, per contribuire a contenere la violenza che minaccia l'esistenza sociale del nostro Paese” ha sottolineato.
Mons. Ndagoso ha citato la dichiarazione congiunta dei Vescovi cattolici della provincia ecclesiastica di Kaduna (vedi Fides 9/9/2016): "Guardando avanti, dobbiamo notare che il dibattito su mandriani e pastori è un dibattito sul futuro della nostra sopravvivenza umana, sull'ambiente e sul nostro Paese. Dobbiamo abbandonare la vecchia pratica di pastori che si muovono in massa in tutto il Paese soprattutto in considerazione delle violenze che scatenano nel nostro popolo. Oggi intere comunità sono state distrutte e la rabbia nel Paese è palpabile. Siamo convinti che l'unica via da seguire da parte del governo è quella di arrestare il movimento dei pastori e dei loro animali, esplorando le opzioni per la creazione di ranch invece di riserve di pascolo. Noi crediamo che la creazione di ranch abbia senso sul piano economico ed umano”. (L.M.) (Agenzia Fides 17/1/2017)
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ASIA/FILIPPINE - Congresso apostolico: misericordia e cultura della vita
 
Manila (Agenzia Fides) - La misericordia è tutt'altro che un sentimento astratto, ma è l'attributo di Dio che guarda all'uomo, al valore della vita, ai diritti fondamentali della persona. Per questo il quarto Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia (WA-COM4) che si tiene all'Università di Santo Tomas a Manila, nelle Filippine, presta grande attenzione a questi temi e alla realtà della nazione, che attraversa una crisi dei diritti umani, vista la "guerra alla droga", lanciata dal governo, che sta mietendo migliaia di vittime. Lo afferma il Vescovo Ruperto Santos di Balanga ricordando, in una nota inviata a Fides, che "la misericordia è collegata con la vita, ama la vita e difende la vita. E' sempre incentrata sulla vita".
Mentre il Congresso registra una partecipazione massiccia di battezzati, vari gruppi ecclesiali laicali hanno annunciato che scenderanno in strada a Manila per stigmatizzare l'ondata di "esecuzioni extragiudiziali" in corso nel paese: la "Marcia per la vita" è in programma il 18 febbraio. I laici esprimeranno ferma opposizione verso la campagna che ha fatto finora oltre 6.200 omicidi di sospetti criminali e spacciatori di droga. "Noi, laici cattolici filippini, desideriamo protestare contro tutte le forme di minacce alla vita e alla dignità umana promosse da organizzazioni e autorità economiche, sociali e politiche" recita un comunicato inviato a Fides. "Vogliamo dire al nostro governo che siamo contro questa cultura della morte". (PA) (Agenzia Fides 17/1/2017)
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ASIA/LIBANO - Il Presidente Aoun: per i cristiani in Medio Oriente la smania dei soldi è più pericolosa delle bombe
 
Beirut (Agenzia Fides) – Il numero dei cristiani in Medio Oriente diminuisce non solo a causa di conflitti e violenze, ma anche per la scarsa attitudine delle comunità cristiane ad assumersi responsabilità di carattere politico e nella gestione delle istituzioni pubbliche. E il primo pericolo per i cristiani mediorientali non sono le bombe, ma il diffondersi, anche tra loro, di una certa bramosia di denaro e risorse. E' quanto ha rimarcato il Presidente libanese Michel Aoun, cristiano maronita, ricevendo lunedì 16 gennaio, presso il Palazzo presidenziale, i membri del Comitato esecutivo del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente. Della delegazione facevano parte i rappresentanti di Chiese e comunità ecclesiali mediorientali, compreso il Patriarca Mar Ignatios Aphrem II, Primate della Chiesa siro ortodossa, e il Patriarca Yohanna X, a capo della Chiesa greco ortodossa di Antiochia.
Nel suo intervento – riportano le fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – il Presidente libanese ha fatto riferimento alla diminuzione drastica della presenza dei cristiani autoctoni in Palestina e in Iraq, dove dalla prima Guerra del Golfo a oggi si è passati da più di un milione a 300mila cristiani. “E dalla Siria” ha aggiunto il leader politico libanese “non sappiamo ancora il numero dei cristiani che sono emigrati”. Davanti a questi processi – ha rimarcato Aoun – occorre riconoscere che solo la partecipazione attiva dei cristiani alla vita politica della propria nazione può alla lunga preservare la continuità di presenze delle comunità cristiane autoctone.
“Il cristianesimo” ha detto l'ex generale, “non è arrivato qui dall'esterno, e quando i cristiani in Medio Oriente perdono i loro diritti e guardano all'esterno, questo per loro diventa un ulteriore fattore di pericolo”. A mettere in forse la permanenza dei cristiani in Medio Oriente – ha suggerito Aoun, esprimendo un pensiero originale rispetto a tanti stereotipi dominanti – non sono tano le bombe, i cannoni o le incursioni aeree, ma il rischio di essere contagiati da una certa ‘sete di denaro’. Aoun ha fatto cenni non scontati anche all'esperienza dei martiri, sottolineando che nel cristianesimo il martirio è un'esperienza di resurrezione e non di morte e fallimento. “Alcuni politici” ha detto Aoun, forse con un riferimento all'uso della parola ‘martire’ per indicare qualsiasi combattente che muore in battaglia, o addirittura i responsabili di attentati suicidi, “hanno criticato il concetto del martirio, ma nella vit a cristiana il martirio è dare la vita per gli altri. Esprime la realtà della redenzione”. Gesù, con il suo martirio - ha sottolineato Aoun - “ha fatto così per noi”.
Nel corso dell'incontro, il Presidente Aun ha anche donato al Patriarca ortodosso Yohanna X - il cui fratello Boulos Yazigi, Metropolita greco ortodosso di Aleppo, è stato rapito in Siria nell'aprile 2013 – un evangelirio in greco, confiscato dall'esercito libanese a un jihadista che lo aveva trafugato da uno dei santuari cristiani di Maalula, il villaggio cristiano dove ancora si parla l'aramaico, occupato per due volte dalle milizie jihadiste di al Nusra tra il 2013 e il 2014. (GV) (Agenzia Fides 17/1/2017).
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ASIA/BANGLADESH - Essere donna e giornalista non è sempre facile: differenza di genere nel Paese
 
Dacca (Agenzia Fides) - Il giornalismo in Bangladesh è una professione che attrae molte persone di entrambi i sessi, ma a causa di pregiudizi sociali e ambienti di lavoro ostili il numero delle donne impegnate nei media rimane esiguo. Da un rapporto recentemente divulgato risulta che nel Paese asiatico solo il 5% delle donne lavora per la carta stampata e il 25% per i media online.
Essere donna e giornalista non è spesso così facile. “Bisogna essere pronte ad ogni genere di ostacolo e di sfida, a partire dalla diffidenza della famiglia che vuole le donne al sicuro” racconta la vicedirettrice di United News of Bangladesh (UNB). “Nella nostra società, spesso si è compromesse in quanto donne. Non puoi arrivare lontano perchè sei donna. Non puoi lavorare la sera perchè sei donna... e così via”, continua nella nota pervenuta a Fides.
News Network, organizzazione no-profit che sostiene i media, è stata la prima, negli anni ’90, ad offrire una formazione giornalistica per le universitarie mediante programmi di borse di studio. L’organizzazione ha anche formato quasi 300 giovani e future giornaliste con il supporto tra gli altri di Diakonia, Free Press, Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale. Il programma ha avuto successo con il 60% delle partecipanti che attualmente lavorano per importanti mezzi di comunicazione del Paese.
(AP) (Agenzia Fides 17/1/2017)
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AMERICA/PANAMA - “Il paese non è solo un dono ma una responsabilità”: conclusioni dell’assemblea dei Vescovi
 
Città di Panama (Agenzia Fides) – A conclusione dell'assemblea della Conferenza Episcopale di Panama (CEP), i Vescovi hanno inviato un comunicato al popolo di Dio. Il primo punto del documento inviato a Fides riguarda l'impegno della CEP per l'organizzazione delle "Giornate nelle Diocesi" che precedono la Giornata Mondiale della Gioventù 2019. I giovani che arrivano nelle diverse diocesi del paese saranno accolti presso le famiglie. Una prova generale sarà costituita, dal 2 al 5 febbraio, dalla celebrazione del XXXVIII Incontro Nazionale di Rinnovamento della Gioventù, che avrà sede a Chitré.
Il messaggio lancia quindi un invito alla Non violenza: infatti la violenza a Panama sta diventando purtroppo uno stile di vita, e i Vescovi invitano al cambiamento in forma radicale.
La seconda parte del documento passa in rassegna vari aspetti della situazione nazionale da tenere sotto controllo: la famiglia, l'istruzione pubblica, l'ideologia del gender, l'aiuto economico internazionale che arriva sotto condizioni diverse.
In risposta a questa analisi, i Vescovi propongono di combattere la povertà con l'impegno a trasformare l'assistenzialismo in promozione umana e la corruzione con una etica sociale giusta. "Ognuno deve essere aperto alle esigenze della solidarietà e del bene comune. La povertà non è solo una questione economica, è anche una questione morale e culturale. E' questa povertà morale e culturale che ci ha fermato dall’intraprendere i cambiamenti necessari" si legge nel testo.
"Dobbiamo avere in mente che il paese non è una fattoria, ma un'eredità che bisogna saper accettare, proteggere ed ingrandire; È un bene comune e, come tale, non solo un dono, ma anche una responsabilità", conclude il documento.
(CE) (Agenzia Fides, 17/01/2017)
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AMERICA/ECUADOR - Violazione dei diritti delle comunità indigene denunciata dalla REPAM
 
Morona Santiago (Agenzia Fides) – "Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione e denuncia sui recenti eventi riguardanti la popolazione Shuar dell'Ecuador, nella provincia di Morona Santiago, in particolare lo sgombero di coloni, indigeni e contadini della comunità Nankints per gli interessi della società mineraria cinese Ecuacorrientes SA": queste le parole della nota inviata a Fides dalla REPAM (Red Eclesial Panamazónica).
"Contadini ed indigeni hanno condiviso questo spazio per un lungo periodo di tempo. L'innesco del conflitto attuale è chiaramente legato alla politica di sfruttamento delle risorse naturali che è stata imposta nella regione amazzonica con la concessione di diritti a gruppi privati, con la grave violazione dei diritti umani e contro la protezione degli ecosistemi" continua la nota.
"Chiediamo il rispetto dei diritti (in particolare quello di consultare prima, in modo libero ed informato, i residenti), il rispetto del dialogo ragionevole, la cessazione urgente e il non ripetersi di uno stato di emergenza che favorisce un contesto di maggiore scontro e violenza, dare priorità agli interessi delle comunità che hanno vissuto in quei territori rispetto agli interessi estrattivi esterni".
Il 12 gennaio, il governo del presidente Correa ha prorogato per 30 giorni lo “stato di emergenza” a causa del conflitto fra la comunità Nankints e la società mineraria cinese Exsa. Secondo la stampa ecuadoriana, lo stato di emergenza serve più che altro a militarizzare la zona, a invadere le case dei contadini o a vietare incontri di ogni genere. Nei primi giorni di gennaio ci sono stati scontri fra abitanti e forze dell'ordine con il risultato di un militare morto e molti residenti detenuti.
La Confederazione Nazionale degli Indigeni dell’Ecuador (CONAIE) ha denunciato che non ci sono prove contro i contadini per gli atti di violenza accaduti nel dicembre 2016 e a gennaio 2017. "L'estensione dello stato d'emergenza per 30 giorni è un chiaro segno di provocazione e dell'incapacità del governo a risolvere i problemi in modo pacifico. Quello che ha fatto lo Stato è stato solo togliere i diritti alle comunità" si legge nel comunicato della CONAIE.
(CE) (Agenzia Fides, 17/01/2017)
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AMERICA/STATI UNITI - Conferma del Direttore nazionale delle POM, P. Andrew Small OMI
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 4 marzo 2016 ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie negli Stati Uniti d’America per un altro quinquennio (2016-2021), il p. Andrew Small, degli Oblati Missionari di Maria Immacolata (OMI). (SL) (Agenzia Fides 17/1/2017)

Bollettino Agenzia Fides del 12 gennaio 2017

EUROPA/ARMENIA - Cresce il numero degli aborti “selettivi”
 
Erevan (Agenzia Fides) – In Armenia, Paese fortemente connotato dal legame con le proprie tradizioni culturali e spirituali, si registra il terzo più alto tasso mondiale di aborti selettivi motivati dal sesso del nascituro, e i dati parlano di un aumento drastico del fenomeno nel tempo seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, di cui faceva parte anche la Repubblica caucasica.
Secondo dati forniti dal Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA), nel 2012 in Armenia sono state registrate 114 nascite di maschi ogni 100 nascite di femmine, il rapporto naturale è di circa 102 maschi ogni 100 femmine. "In dieci o venti anni” ha commentato con toni allarmati Garik Hairapetian, il rappresentante dell’Armenia all’UNFPA “ci troveremo di fronte un deficit di donne, in combinazione con un drastico calo dei tassi di fertilità, che porterà ad una grave crisi demografica. Entro il 2060, 100.000 potenziali madri armene non saranno nate. Diventeremo una società di uomini 'single' ".
In Armenia la pratica è gratuita negli ospedali pubblici. La scorsa estate i Parlamentari armeni hanno adottato una legge destinata a modificare in parte la tendenza agli aborti selettivi. La legge prevede sulla carta che vengano respinte le richieste di aborto, se vengono giustificate con motivazioni legate al sesso del nascituro o della nascitura. (GV) (Agenzia Fides 12/1/2017). 
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AFRICA/KENYA - “Date una possibilità al dialogo” affermano i Vescovi dopo la promulgazione dell’emendamento elettorale
 

Nairobi (Agenzia Fides) - “Date una possibilità al dialogo” chiedono i Vescovi del Kenya in una dichiarazione giunta all’Agenzia Fides all’indomani della promulgazione, da parte del Presidente Uhuru Kenyatta, del contestato emendamento alla legge elettorale. Il provvedimento, votato il 22 dicembre dal Parlamento, prevede che la Commissione Elettorale possa contare manualmente i voti delle elezioni generali dell’agosto 2017 in caso di guasti al sistema di votazione elettronico (vedi Fides 5/1/2017). Le opposizioni e settori della società civile hanno criticato con forza l’adozione dell’emendamento.
“Desideriamo lanciare un appello appassionato alla moderazione, per dare al dialogo una possibilità al fine di ottenere una soluzione consensuale e armoniosa che include le diverse visioni di tutti i keniani” afferma la dichiarazione.
I Vescovi chiedono a tutte le parti in causa di effettuare ogni sforzo per far sì che le elezioni generali di quest’anno siano pacifiche e credibili. “Crediamo sinceramente che le dimostrazioni e le azioni di massa devono cedere il posto al dialogo. Anche se la Costituzione garantisce il diritto di dimostrazione, sappiamo che durante le proteste di massa vengono perse vite, persone rimangono ferite e proprietà distrutte” conclude il documento. (L.M.) (Agenzia Fides 12/1/2017)
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AFRICA/EGITTO - Nuovi interventi e iniziative per il rilancio del “Cammino della Sacra Famiglia”
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – Il rilancio del “Cammino della Sacra Famiglia”, itinerario per pellegrinaggi da compiere nei luoghi che, secondo tradizioni locali millenarie, sono stati attraversati dalla Sacra Famiglia durante il suo esilio in Egitto, continua a essere al centro di iniziative, proposte e vivaci dibattiti che coinvolgono politici e operatori egiziani del turismo. Nei giorni scorsi Al Abdel Aal, Presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, durante una visita agli uffici del Patriarcato copto, ha ribadito che la valorizzazione del progetto turistico da delineare seguendo i percorsi compiuti in Egitto da Giuseppe, Maria e Gesù Bambino, interessa e coinvolge tutti gli egiziani, e non solo i cristiani.
Alle dichiarazioni d'intenti espresse dal Presidente del Parlamento egiziano ha risposto a stretto giro Moataz Sayed, vice-presidente dell'Associazione guide turistiche in Egitto, facendo notare che finora le promesse espresse dai politici riguardo alla valorizzazine del “cammino” non hanno avuto esiti effettivi, nonostante gli impegni presi in passato anche da ministri e premier, a partire da Ibrahim Mahalab, Primo Ministro egiziano dal marzo 2014 al settembe 2015.
Le prime proposte di valorizzazione, anche in chiave turistica, del “Cammino della Sacra Famiglia” risalgono addirittura a vent'anni fa. Secondo gli operatori turistici egiziani, il ministero del turismo è l'ente pubblico che dovrebbe farsi carico del progetto, integrando le infrastrutture e favorendo la costruzione di strade e alberghi per unire in un itinerario complessivo tutti i luoghi dove si conserva la memoria del passaggio della Sacra Famiglia in Egitto.
Alla fine del 2016 – riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides - un Comitato per il rilancio del Cammino della Sacra Famiglia è stato costituito proprio presso il Ministero egiziano per il turismo, sotto la presidenza di Hisham el Demeiri, già capo della Authority egiziana per la promozione del turismo, l'ente che al Cairo ha curato il recente restauro della chiesa della grotta Abu Sarga, risalente al V secolo, costruita, secondo la tradizione locale, nel luogo dove la Sacra Famiglia si riposò prima di iniziare il viaggio di ritorno in Palestina.
Lo scorso settembre (vedi Fides 23/9/2016), durante la Economic Conference del New Jersey, organizzata dalla American Coptic Association, 24 membri del Parlamento egiziano, presenti ai lavori, hanno assicurato il loro impegno politico e istituzionale per favorire l'implementazione concreta del “progetto Sacra Famiglia” e per fare dell'Egitto una meta di pellegrinaggio da proporre soprattutto ai cristiani di tutto il mondo.
Secondo i sostenitori dell'iniziativa, la valorizzazione turistica del “Cammino della Sacra Famiglia” potrebbe aumentare la quota annuale di turisti in Egitto di almeno un milione di unità, con pellegrinaggi concentrati soprattutto nel tempo di Natale. Due anni fa (vedi Fides 21/10/2014) era stato individuato il percorso ideale del pellegrinaggio sulle orme della Sacra Famglia in Egitto, che dovrebbe partire dalla città di Al-Arish, nel nord del Sinai, per poi dirigersi verso il delta e Wadi Natrun, e raggiungere Assiut e il Monastero della Vergine Maria, conosciuto come Monastero di Al-Muharraq. (GV) (Agenzia Fides 12/1/2017)
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ASIA/MYANMAR - La comunità cattolica conosce il dramma dei Rohingya, ma non può aiutarli
 
Pyay (Agenzia Fides) - Mentre è in Myanmar la coreana Yanghee Lee, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel paese, per una visita che va dal 9 al 20 gennaio, tiene banco la grave situazione umanitaria della minoranza musulmana di etnia Rohingya, popolazione di circa 1,2 milioni di abitanti che vive nello stato di Rahkine, nella parte occidentale del paese.
Migliaia di Rohingya sono fuggiti verso il Bangladesh, stato confinante: il governo birmano, infatti, non li considera cittadini ma "immigrati illegali", privandoli di ogni diritto. Tale status di discriminazione istituzionalizzata dura da decenni, ma negli ultimi anni è andato aggravandosi: dal 2012 nello stato di Rahkine sono iniziate tensioni sociali e religiose, e i Rohingya sono stati oggetto di violenze e persecuzioni promosse da gruppi nazionalisti buddisti che ne chiedono l’espulsione dallo stato. Secondo le Nazioni Unite, almeno 100mila Rohingya hanno abbandonato il paese trovando scampo in nazioni confinanti, e circa 22mila persone lo hanno fatto solo nella scorsa settimana, dopo che l'esercito birmano ha lanciato un'offensiva nel nord dello stato di Rakhine, alla ricerca di "insorti": una violenza che, secondo le Ong potrebbe configurare il reato di “crimini contro l'umanità”. Altri 150mila civili Rohingya si trovano in campi profughi e necessitano di completa assistenza umanitaria.
P. Stephen Chit Thein, della diocesi cattolica di Pyay, che include lo stato di Rahkine, è originario del territorio nei pressi di Settwe, dove è insediata quella popolazione: "Ricordo le difficoltà di comunicazione con loro, dato che non conoscevano la lingua birmana", racconta a Fides . "Siamo preoccupati per loro, anche se attualmente in quel lembo di terra non abbiamo rappresentanti cattolici, nè preti. Ci sono solo buddisti. Sappiamo che la situazione umanitaria è grave, esprimiamo tutta la nostra solidarietà, ma aiutarli resta difficile" nota.
La Chiesa cattolica, con le sue strutture e organizzazioni caritative come la Caritas - che in Myanmar si chiama "Karuna" - è impossibilitata ad agire: "Il governo non ci permette di andare nel territorio o nei campi profughi. Nessuna organizzazione di stampo religioso può farlo e solo alcune Ong internazionali possono portare assistenza umanitaria", riferisce a Fides p. Nereus Tun Min, responsabile di “Karuna” nella diocesi di Pyay. "Nostro malgrado – prosegue p. Tun Min - siamo solo spettatori di questa crisi. Comprendiamo che la popolazione sta soffrendo molto. Conosciamo tutti i loro problemi, a partire dal mancato riconoscimento da parte dello stato, che è principio di ogni altro disagio e ha conseguenze molto dannose per loro”.
Il responsabile di “Karuna” conclude: "Quello che si può chiedere, pensando all’attuale presenza in Mynamar dell’Inviato Onu per i diritti umani, è che il nuovo governo cooperi per fermare questa escalation e aiuti a gestire una situazione divenuta insostenibile dal punto di vista umanitario. Cercando soluzioni che siano rispettose dei diritti e della dignità di ogni essere umano".
Sul dramma dei Rohingya si sono espressi in passato anche i vescovi birmani. Il cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon, parlando della nuova fase di democrazia inaugurata nella nazione, ha stigmatizzato “la diffusione di odio e la negazione del diritto”, riferendosi alla violenza perpetrata da frange buddiste nei confronti dei musulmani Rohingya ma anche all’ostilità mostrata verso quella popolazione dal governo birmano. In questa e altre situazioni di disagio e confitto sociale, i cattolici birmani, ha rimarcato “hanno il compito di portare la misericordia e di annunciare la misericordia”. (PA) (Agenzia Fides 12/01/2017)
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ASIA/YEMEN - Si aggrava il bilancio delle vittime tra i bambini a causa dei conflitti armati
 
Naham (Agenzia Fides) - La guerra nello Yemen è iniziata nel 2014 e si è intensificata da quando è intervenuta la coalizione militare capitanata da Riad a favore del presidente, Abdo Rabu Mansur Hadi. Da marzo 2015, nel Paese è stata registrata la morte di circa 1400 bambini e altri 2140 risultano feriti a causa del conflitto bellico. La denuncia arriva a Fides dall’Unicef, che allerta anche sull’impossibilità di utilizzare le 2000 scuole del Paese perché sono state distrutte o gravemente danneggiate, o perché usate come rifugi per gli sfollati o per motivi militari.
Secondo fonti locali, nei giorni scorsi un bombardamento nei pressi di una scuola elementare della città di Naham ha causato la morte di tre bambine e di un insegnante, oltre a quella di cinque combattenti huthi che si trovavano in un veicolo di fronte all’istituto scolastico.
(AP) (12/1/2017 Agenzia Fides)
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AMERICA/MESSICO - “Non dobbiamo rimanere in silenzio ma impegnarci con la nostra storia” dice Mons. Navarro
 
Zamora (Agenzia Fides) – Durante la tradizionale “Rosca de Reyes”, incontro per condividere il dolce dell'Epifania svoltosi negli uffici del Vescovo della diocesi di Zamora (Michoacán, Messico), al quale sono stati invitati anche gli operatori dei media, Sua Ecc. Mons. Javier Navarro Rodríguez, ha invitato a reagire dinanzi gli eventi di violenza accaduti in diversi luoghi della regione.
"Non dobbiamo rimanere in silenzio, siamo in una democrazia e come cattolici siamo chiamati ad essere luce del mondo e sale della terra, e questo significa non essere passivi, ma impegnarci con la nostra storia, perché la storia non la cambierà Babbo Natale o il Chapulín Colorado (personaggio comico messicano)" ha detto il Vescovo.
Mons. Navarro Rodríguez, ricordando che in diverse città del Messico ci sono state manifestazioni di protesta per l'aumento della benzina ed atti violenti fra gruppi di civili contro il governo, ha commentato: “Ciò che è grave non sono gli aumenti, ma la perdita di fiducia nelle autorità, che sono state viste infrangere le leggi che loro stesse invitano a rispettare. Ecco perché, come Chiesa, non invitiamo al conformismo o ad essere passivi, ma a reagire senza violenza".
Ha aggiunto che la storia contorta la dobbiamo cambiare noi con l'aiuto di Dio, "perché al centro si deve mettere all'essere umano, in questo caso il messicano, e se non si crede in Dio si deve credere nell'essere umano".
Nel discorso per il nuovo anno, il Presidente messicano ha informato dell’aumento della benzina come misura necessaria, ma senza impatto significativo sull'inflazione. E’ stata necessaria per far tornare il Messico ad essere competitivo nel settore energetico, per non creare nuove tasse e operare tagli nella promozione sociale. L’aumento della benzina tuttavia ha comportato l’aumento del paniere di base delle famiglie. Purtroppo le reazioni sono state tante, da diversi settori sociali e con molta violenza, al punto di contare ormai più di 4 morti fra i manifestanti e saccheggi e disordini in diverse città del paese.
(CE) (Agenzia Fides, 12/01/2017)
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AMERICA/PANAMA - I Vescovi preparano la Giornata Mondiale della Gioventù 2019
 
Panama (Agenzia Fides) – Sono il corso i lavori dell'Assemblea plenaria ordinaria della Conferenza Episcopale di Panama (CEP). Iniziata lunedì 9 gennaio, l’Assemblea si concluderà venerdì 13 a Clayton. Il tema centrale dell'incontro è la preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà nel paese nel 2019. La CEP è responsabile per l'organizzazione delle "Giornate nelle Diocesi", ciò significa che i Vescovi devono pianificare con cura l'accoglienza e le attività delle migliaia di giovani che arriveranno a Panama prima della GMG 2019.
I Vescovi esamineranno anche la realtà nazionale, illuminandola secondo l'insegnamento della dottrina della Chiesa cattolica.
(CE) (Agenzia Fides, 12/01/2017)
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AMERICA/ECUADOR - Fondazioni impegnate per l’eradicazione del lavoro minorile
 
Quito (Agenzia Fides) – I progetti Don Bosco e dei Salesiani, identificati come fondazioni, sostengono in Ecuador le famiglie atipiche nelle quali i bambini sono costretti al lavoro. Nel 2016, a Tungurahua, 200 piccoli sono stati accolti alla mensa del Progetto Don Bosco che si è valso dell’appoggio economico del Municipio di Ambato. I Salesiani, insieme al Ministero per l’Inclusione Economica e Sociale (MIES), hanno assistito 32 piccoli appartenenti a famiglie di Persone Prive di Libertà (PPL), 180 bambini del programma di Eradicazione del Lavoro Minorile (ETI) e 20 bambini e adolescenti di alcuni istituti. Nel 2001, secondo i risultati di uno studio sul lavoro minorile realizzato da Unicef e Istituto Nazionale di Statistica e Censimento (INEC), il tasso degli adolescenti lavoratori, tra 5 e 17 anni, era del 20,7%, nel 2013 è sceso al 4.9%.
(AP) (12/1/2017 Agenzia Fides)

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) 14 gennaio 2017

II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


Colore liturgico: Verde
Antifona d'ingresso
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te:
inneggi al tuo nome, o Altissimo. (Sal 66,4)


O Padre,
che in Cristo,
agnello pasquale e luce delle genti,
chiami tutti gli uomini
a formare il popolo della nuova alleanza,
conferma in noi la grazia del battesimo
con la forza del tuo Spirito,
perché tutta la nostra vita
proclami il lieto annunzio del Vangelo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 49,3.5-6)
Ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore mi ha detto:
«Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Salmo 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».

«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA (1Cor 1,1-3)
Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,14.12)
Alleluia, alleluia.

Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
a quanti lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,29-34)
Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Più che offerte e sacrifici, Dio vuole da noi l’obbedienza alla sua volontà. Disponiamo il nostro animo alla preghiera, affinché possiamo domandargli ciò che è conforme ai suoi disegni d’amore.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sappia annunciare a tutti gli uomini che Gesù è l’Agnello che toglie i peccati dal mondo e che in lui soltanto c’è la salvezza. Preghiamo.
2. Per i predicatori, i catechisti, gli educatori, perché siano consapevoli dell’importanza del compito che è stato loro affidato, di essere cioè instancabili annunciatori del Signore. Preghiamo.
3. Per i cristiani che si trovano in situazioni di peccato, perché riscoprano la loro chiamata alla santità e si aprano alla consolazione e all’aiuto dello Spirito Santo nel cercare e vivere la volontà di Dio. Preghiamo.
4. Per coloro che sono impegnati nel dialogo interreligioso, perché sappiano individuare tutto ciò che unisce e rende possibile l’incontro tra gli uomini, resi in Cristo fratelli. Preghiamo.
5. Per noi, convocati a celebrare l’Eucaristia, perché il saperci salvati nel sangue dell’Agnello ci ispiri comportamenti di perdono e fraternità fondati sulla fede, nell’impegno ad edificare il Regno di Dio. Preghiamo.

O Dio, che ti fai chiamare Padre, ti rendiamo grazie per averci salvati nel sacrificio in croce del tuo Figlio, Gesù. Aiutaci a comprendere i nostri limiti e rendici capaci di orientare al bene le nostre azioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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