Bollettino Agenzia Fides 26 aprile 2017

AFRICA/MADAGASCAR - Ucciso un padre cappuccino nell’assalto al suo convento, ferito un diacono
 
Antananarivo (Agenzia Fides) - Un cappuccino malgascio di 46 anni, p. Lucien Njiva, è stato ucciso nella notte tra sabato 22 e domenica 23 aprile, nel convento di Ambendrana Antsohihy.
Secondo quanto riferisce all’Agenzia Fides Don Eric Franck Randriamiandrinirinarivo, Direttore di Radio Don Bosco Madagascar, “intorno all’una di notte almeno cinque banditi hanno assalito il convento, aggredendo e ferendo un giovane diacono di 26 anni, Jérémy. Sentendo le grida del diacono p. Lucien è accorso brandendo un fucile da caccia, ma i banditi lo hanno freddato sparandogli con un fucile Kalashnikov”.
“Il diacono è stato trasferito in una struttura ospedaliera nella capitale Antananarivo, mentre le forze dell’ordine hanno annunciato l’arresto di alcune persone in relazione all’omicidio di p Lucien” riferisce don Franck.
I banditi volevano impadronirsi della campana del convento. I cappuccini erano riusciti a sventare un primo tentativo di furto durante la Settimana Santa, quando i banditi avevano assalito il convento sempre di notte, ma erano stati messi in fuga dalla reazione dei religiosi. La campana era stata nascosta ma questo non è bastato a far desistere i malviventi.
Il Direttore di Radio Don Bosco Madagascar spiega che “ da tempo si sono moltiplicati i furti di campane delle chiese al fine di estrarne i metalli con le quali sono fatte e rivenderli al mercato nero. È un affare molto lucroso”.
L’assalto al convento di Ambendrana Antsohihy è solo l’ultimo di una serie di assalti a conventi e chiese cattoliche. Prima dell’omicidio di p. Lucien, l’episodio più grave è stato l’assalto nella notte del 1° aprile al convento delle Sœurs de Notre Dame de la Salette di Antsahatanteraka Antsirabe, con violenze sessuali nei confronti di alcune religiose e postulanti (vedi Fides 8/4/2017). Secondo la stampa locale in cinque settimane sono stati registrati quattro assalti con saccheggio ad altrettanti conventi. (L.M.) (Agenzia Fides 26/4/2017)
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AFRICA/EGITTO - Il Vescovo copto cattolico Antonios Mina: alla messa del Papa verranno anche i copti ortodossi, e molti musulmani
 
Il Cairo (Agenzia Fides) - La preparazione della visita di Papa Francesco in Egitto “procede secondo programma”, e l'attesa per l'arrivo del Vescovo di Roma “non riguarda solo i cristiani, ma coinvolge tutto il Paese”. Lo conferma all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico emerito di Guizeh. Secondo Anba Antonios, un indizio dell'interesse diffuso per la visita papale sarà offerto dalla partecipazione multiforme che si registrerà alla messa celebrata da Papa Francesco sabato 29 aprile, alle 10 di mattina, nello stadio dell'aeronautica militare, alla periferia del Cairo. “In precedenza” spiega Anba Antonios” la messa doveva essere celebrata in una struttura coperta al centro del Cairo. Il cambiamento di programma si è reso necessario non solo perchè lo stadio può essere meglio gestito dai sistemi di sicurezza, ma anche per assicurare un maggior numero di posti disponibili per quelli che vogliono partecip are. I fedeli cattolici potrrebbero essere al massimo 5-6mila, e quello stadio può contenere più di 20mila persone. Verranno molti copti ortodossi e cristiani di altre Chiese e comunità ecclesiali, e anche altri musulmani, oltre a quelli delle nutrite delegazioni ufficiali, sia religiose che civili”. Al suo arrivo, per salutare i fedeli e tutti i presenti, Papa Francesco farà un giro dello stadio in golf car. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2017).
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AFRICA/EGITTO - La Chiesa copta esprime preoccupazione per le attività delle sètte di matrice occidentale
 
Il Cairo (Agenzia Fides) – il dipartimento dottrinale della Commissione episcopale copta ortodossa incaricata della pastorale mette in guardia i propri fedeli rispetto alle attività dei Testimoni di Geova in Egitto. In un documento ufficiale, rilanciato dai media locali, il dipartimento dottrinale copto ortodosso specifica che i Testimoni di Geova sono una sètta non cristiana fondata negli Stati Uniti, le cui origini risalgono al secolo XIX, e i cui adepti non riconoscono la divinità di Gesù Cristo. Lo stesso dipartimento dottrinale ha in particolare lanciato l'allarme intorno ad articoli e messaggi pubblicati sul website arabo intitolato “Ortodossia e Bibbia”, riferendo che dietro alle attività del sito online ci sarebbero gli stessi Testimoni di Geova, e il loro intento sarebbe quello di confondere le anime dei cristiani per farli allontanare dalla fede custodita e proposta dalla Chiesa copta.
Intanto il Patriarca copto ortodosso Tawadros II, in visita in Kuwait, ha ripetuto che gli attacchi terroristici contro i copti mirano a sabotare l'unità nazionale tra le componenti della popolazione egiziana, ricordando che le violenze delle reti del terrore non colpisono solo i cristiani, ma anche le forze armate, la polizia e i semplici citttadini di religione musulmana. Papa Tawadros ha espresso la sua fiducia nella capacità degli egiziani di resistere al disegno perseguito dai terroristi, ripetendo che in Egitto la convivenza tra cristiani e musulmani dura da 14 secoli. (GV) (Agenzia Fides 26/4/2017).
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AMERICA/BRASILE - Invito dei Vescovi ad aderire allo sciopero nazionale “per difendere i diritti acquisiti, in difesa della vita e della dignità di tutti”
 
Brasilia (Agenzia Fides) – Il Vescovo di Barra do Piraí-Volta Redonda, Sua Ecc. Mons. Francesco Biasin, ha chiesto ai fedeli della sua diocesi di aderire allo sciopero generale indetto dai sindacati per venerdì 28 aprile. "Invito tutti a partecipare e a chiedere giustizia e dignità" ha detto il Presule in un video pubblicato sul sito della sua diocesi e rilanciato sui social network. "E' una causa giusta - ha spiegato -, difendere i diritti acquisiti, in difesa della vita e della dignità di tutti, specialmente i poveri e gli indifesi".
Lo sciopero è stato indetto da tutti i sindacati brasiliani in segno di protesta contro la riforma delle pensioni e contro la riforma del lavoro proposte dal governo del presidente Michel Temer. Tali riforme mirano ad innalzare l'età minima per andare in pensione e ad eliminare alcuni diritti dei lavoratori e le garanzie, in un presunto tentativo da parte del governo di ridurre il deficit di bilancio e favorire la creazione di posti di lavoro.
"Facciamo vedere ai nostri leader la nostra indignazione per quanto riguarda le riforme imposte alla popolazione, senza dialogo con la società civile organizzata, e per esprimere il nostro desiderio di costruire un Brasile migliore per tutti" ha detto il Vescovo.
L'invito di Mons. Biasin non è isolato: anche Mons. Fernando Antônio Saburido, O.S.B., Arcivescovo di Olinda y Recife, ha pubblicato un invito ai suoi fedeli per partecipare alla manifestazione nazionale. "La classe operaia non può perdere i diritti che sono stati conquistati a fatica" si legge nel suo comunicato.
Oggi iniziano a Brasilia i lavori dell'Assemblea della Conferenza Episcopale, e il Segretario, Mons. Leonardo Steiner, Vescovo ausiliare di Brasilia, ha già annunciato che il tema sarà dell'ordine del giorno di oggi, 26 aprile.
(CE) (Agenzia Fides, 26/04/2017)
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AMERICA/PUERTO RICO - Attivare il processo di fallimento per salvare il paese: lo chiedono i leader religiosi
 
San Juan (Agenzia Fides) – "Confermiamo il nostro incoraggiamento e il nostro sostegno al governatore di Porto Rico e al Comitato di supervisione, per autorizzare il processo di fallimento del Titolo 3 entro il 28 aprile, prima che scadano le protezioni legali del debito": è quanto si legge in una dichiarazione, inviata a Fides, rilasciata ieri, 25 aprile, dall'Arcivescovo di San Juan de Puerto Rico, Roberto González, firmata anche del reverendo Heriberto Martínez, capo della Società Biblica di Puerto Rico. "Se il consiglio di vigilanza e il governatore non agiscono entro il 28 aprile, temiamo che Puerto Rico possa cadere ostaggio dei predatori e dei fondi ‘avvoltoio’” prosegue il testo.
Solo pochi mesi fa, la legge sulla crisi del debito di Puerto Rico è stata approvata dal Congresso statunitense, in quanto è uno stato federato degli Stati Uniti d'America. Le norme legislative comprendevano le protezioni temporanee dalle cause legali e un processo di fallimento destinato a ristrutturare tutto il debito dell'isola (vedi Fides 23/03/2017).
"Il processo di fallimento progettato dal Congresso è uno strumento molto potente, è davvero l'unico processo che ha la capacità di ristrutturare ogni dollaro del debito" ha spiegato Eric LeCompte, direttore esecutivo del Jubilee USA Network. LeCompte ha lavorato alla legislazione ed è consigliere dei leader religiosi di Puerto Rico. "Il tempo di Puerto Rico è quasi arrivato ed è responsabilità del consiglio di vigilanza autorizzare ora il processo di fallimento" ha concluso.
(CE) (Agenzia Fides, 26/04/2017)
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AMERICA/COLOMBIA - Abusi e violenze su minori: non diminuiscono i casi anche tra i neonati
 
Bogotà (Agenzia Fides) – Secondo le cifre ufficiali, in Colombia ogni 120 minuti si diffonde la notizia di abusi sessuali. Su dieci casi, sette tra le vittime sono bambini. Nell’80% delle denunce l’aggressore è una persona vicina, come genitori, parenti, amici e altri minori. Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno, gli investigatori del dipartimento che si occupa della tutela di Infanzia e Adolescenza hanno ricevuto 2.600 procedimenti per violenza sessuale contro minori. Durante il 2016, l’Istituto di Medicina Legale ha seguito 17.908 casi di minori vittime di denunce di presunto abuso sessuale. Il 2017 non promette bene.
Da gennaio a marzo sono stati assistiti 4.315 minori di 17 anni. Il maggior numero di casi si riscontrano in bambine e bambini tra i 10 e i 14 anni. Seguono quelli tra cinque e nove anni. Non vengono risparmiati a questa crudeltà neanche i neonati. Quasi 500 bambini, appena nati fino a 4 anni di età, sono stati sottoposti ad esami medici per presunti abusi. La legislazione colombiana stabilisce come sanzione massima per un minorenne una pena di otto anni e si applica solo in caso di omicidio. La condanna massima è di 60 anni di carcere anche se sono in tanti a volere l’ergastolo per chi compie questo tipo di reato contro i minori.
(AP) (26/4/2017 Agenzia Fides)
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AFRICA/CAMERUN - Dimissioni del Vescovo di Yokadouma e nomina del successore
 
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Il Santo Padre Francesco, in data 25 aprile 2017 ha accettato
la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Yokadouma (Camerun), presentata da Sua Ecc. Mons. Eugeniusz Juretzko, O.M.I. Il Papa ha nominato Vescovo di Yokadouma il rev.do Paul Lontsié-Keuné, del clero di Bafoussam, Rettore del Seminario Maggiore Interdiocesano Saint Augustin di Maroua-Mokolo.
Il Rev.do Paul Lontsié-Keuné è nato il 25 agosto 1963 a Balatchi, nella Diocesi di Bafoussam. Ha studiato Filosofia e Teologia in patria, rispettivamente nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Douala e in quello di Yaoundé. Ha una Licenza in Liturgia Sacramentaria conseguita presso l’Istituto Cattolico di Parigi, in Francia. È stato ordinato sacerdote il 17 marzo 1991 ed incardinato nella Diocesi di Bafoussam.
Dopo l’ordinazione ha ricoperto vari incarichi: 1991-1994: Studi di specializzazione a Parigi; 1995-1998: Vicario parrocchiale di Bangangté e Direttore del Collège Saint Jean Baptiste; 1998-2008: Segretario diocesano all’Educazione Cattolica; Cerimoniere diocesano, docente nel Seminario Interdiocesano di Maroua, Vicario parrocchiale successivamente nelle Parrocchie di Notre Dame des Sept Douleurs de Bangangte e Saint Paul a Bafoussam; dal 2008: Rettore del Seminario Maggiore St Augustin di Maroua-Mokolo. (SL) (Agenzia Fides 26/4/2017)

Bollettino agenzia Fides 25 aprile 2017

EUROPA/SPAGNA - Libropensadores: iniziativa solidale per incoraggiare i bambini a leggere e per aiutare una scuola in Costa d’Avorio
 
Saragozza (Agenzia Fides) – Anche quest’anno la Fundación Canfranc e Fundación Caja Inmaculada hanno lanciato la campagna Libropensadores che invita i giovani aragonesi alla lettura con l’obiettivo di sviluppare un progetto del quale beneficeranno 120 bambini in uno dei quartieri più poveri di Abidjan, Costa d’Avorio. La nuova edizione del programma prevede l’offerta di un euro per ogni libro per bambini e adolescenti preso in prestito nelle biblioteche che hanno aderito all’iniziativa. “L’obiettivo è sensibilizzare i giovani e i bambini sul mondo nel quale viviamo e fare si che capiscano che la vita è diversa in altri luoghi, li invitiamo a collaborare con queste azioni solidali e, allo stesso tempo, li incoraggiamo alla lettura”, hanno dichiarato i responsabili delle Fondazioni coinvolte. Quest’anno, Libropensadores contribuirà a realizzare un progetto scolastico nel quartiere Casa-Moscou di Abidjan, che aiuterà 120 alunni, da 5 a 12 anni, della scuola primaria Le prophète e le loro madri, che frequenteranno attività formative sulla prevenzione di malattie, nutrizione, igiene e sanità. Indirettamente, il progetto contribuirà a migliorare la situazione dei 371 alunni di questo centro e delle loro famiglie e si articolerà con due obiettivi principali: diminuire l’abbandono scolastico, migliorare la sanità e prevenire malattie.
(AP) (25/4/2017 Agenzia Fides)
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EUROPA/ITALIA - Giornata Mondiale contro la Malaria: a rischio i più deboli, bambini e future mamme
 
Padova (Agenzia Fides) - Il 25 aprile l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) celebra il World Malaria Day, per sensibilizzare sul problema della malaria in tutto il mondo: una malattia che solo nel 2016 ha fatto registrare 212 milioni di casi, con 429 mila morti. L’Africa è il continente più colpito, con il 90% dei casi e il 92% delle morti. Più a rischio di tutti le donne in attesa e i bambini che vivono in condizioni svantaggiate, con difficoltà di accesso e utilizzo dei servizi di prevenzione e cura. “I bambini sono i più esposti al contagio, si legge in una nota di Giampietro Pellizzer, infettivologo di Medici con l’Africa Cuamm, pervenuta a Fides, perché non hanno ancora sviluppato alcuna immunità. I due terzi delle morti per malaria riguardano proprio i bambini sotto i 5 anni: nel 2015 sono stati 303 mila i bambini morti di malaria nell’Africa sub-sahariana. Tuttavia, la prevenzione e le misure di controllo hanno ridotto la malaria dal 2010 ad og gi del 29% complessivamente e del 35% tra i bambini sotto i cinque anni. E in tutti gli ospedali in cui il Cuamm lavora, la cura dei pazienti affetti da malaria è una priorità”. Nel 2016, infatti, le persone messe in trattamento per malaria dai Medici del Cuamm sono state 206.850, in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Uganda, Sierra Leone e Sud Sudan. E proprio in questi giorni è stata aperta in Mozambico la nuova area di intervento, con un progetto partito nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Paese (vedi Fides 1/4/2017)”. Grazie a questo progetto il Cuamm interverrà in due distretti della provincia, Balama e Montepuez, per raggiungere circa 170 mila abitanti attraverso messaggi radio, spettacoli teatrali, coinvolgimento di leader locali ed attività porta a porta, oltre che offrire formazione del personale sanitario.
(AP) (25/4/2017 Agenzia Fides)
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AFRICA/ZAMBIA - L’unità nazionale minacciata dalla degenerazione della politica e dal tribalismo
 

Lusaka (Agenzia Fides)- Tribalismo, regionalismo e degenerazione della vita politica minacciano l’unità dello Zambia. È quanto denuncia p. Cleophas Lungu, Segretario Generale della Conferenza Episcopale dello Zambia e Presidente dell’ Oasis Forum, un organismo al quale partecipano oltre alla Conferenza Episcopale, la Law Association of Zambia (LAZ), il Council of Churches in Zambia (CCZ), il Non-Governmental Organizations' Coordinating Council (NGOCC) e l’Evangelical Fellowship of Zambia (EFZ).
P. Lungu descrive una situazione dove la classe politica sembra vivere separata dal resto della popolazione. “Non abbiamo una forte ed effettiva partecipazione degli eletti in Parlamento. Vediamo il destino del nostro Paese dipendere dai litigi sul quale corteo di automobili deve procedere per primo. Vediamo i nostri leader che si professano cristiani seguire una strada che conduce solo alle tenebre, alla distruzione e alla disperazione. È il popolo dello Zambia che sta soffrendo. In un Paese dove povertà, analfabetismo e misere condizioni sanitarie sono diffusi, noi zambiani meritiamo molto meglio di questo”.
La perdita del senso dell’unità nazionale è evidenziato dalla crescita del tribalismo e del regionalismo alimentati a fini politici. “I semi della divisione che sono disseminati per ottenere un profitto politico non faranno crescere il Paese. Abbiamo bisogno dell’unità in questo Paese ora più di prima e questa può derivare solo dal senso di una identità comune, un senso che ci porta a condividere un futuro comune e l’amore per il nostro Paese” conclude. (L.M.) (Agenzia Fides 25/4/2017)
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AFRICA/NIGERIA - Liberato il gesuita rapito il 18 aprile
 

Abuja (Agenzia Fides)- È stato liberato P. Samuel Okwuidegbe, il gesuita nigeriano di 50 anni, che era stato prelevato da sconosciuti il 18 aprile sulla strada che collega Benin City a Onitsha.
Il gesuita è stato liberato il 22 aprile. Non sono noti i particolari del suo rilascio.
Negli ultimi anni diversi sacerdoti e religiosi sono stati rapiti in Nigeria a scopo di estorsione, specie nel sud. La Conferenza Episcopale della Nigeria ha vietato il pagamento di qualsiasi riscatto nel caso del rapimento di sacerdoti cattolici. (L.M.) (Agenzia Fides 25/4/2017)
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AFRICA/EGITTO - Papa Francesco agli egiziani: sono felice di venire nella terra visitata dalla Sacra Famiglia
 
Roma (Agenzia Fides) – Papa Francesco è contento di recarsi “come amico, come messaggiero di Pace e come pellegrino nel Paese che diede, duemila anni rifugio e ospitalità alla Sacra Famiglia fuggita dalle minacce del re Erode”. Lo ha dichiarato in un video-messaggio trasmesso questa mattina al popolo egiziano, nell'imminenza del suo breve e impegnativo viaggio in egitto (28-29 aprile), nel quale sottolinea di essere “onorato di visitare la terra visitata dalla Sacra Famiglia”.
Nel video-messaggio papale, il Vescovo di Roma esalta l'Egitto come “culla di civiltà, dono del Nilo, terra del sole e dell’ospitalità, ove vissero Patriarchi e Profeti e ove Dio, Clemente e Misericordioso, l’Onnipotente e Unico, ha fatto sentire la Sua voce”. Il Papa ringrazia le autorità civili e religiose che lo hanno invitato, a partire dal Presidente Abdel Fattah al Sisi, e esprime il desiderio che questa visita sia “un abbraccio di consolazione e di incoraggiamento a tutti i cristiani del Medio Oriente; un messaggio di amicizia e di stima a tutti gli abitanti dell’Egitto e della Regione; un messaggio di fraternità e di riconciliazione a tutti i figli di Abramo, particolarmente al mondo islamico, in cui l’Egitto occupa un posto di primo piano”. Con un implicito accenno alle recenti stragi della domenica delle Palme, Papa Francesco riconosce che “il nostro mondo, dilaniato dalla violenza cieca – che ha colpito anche il cuore della vostra cara terra – ha bisogno di pace, di amore e di misericordia”, e quindi “di costruttori di ponti di pace, di dialogo, di fratellanza, di giustizia e di umanità”.
Il riferimento all'esilio egiziano della Sacra Famiglia costituisce un altro riflesso della comunione tra il Vescovo di Roma e Papa Tawadros II, il Patriarca di quella che Papa Francesco, nel suo messaggio, definisce “la venerata e amata Chiesa copta ortodossa”. La spiritualità dei cristiani egiziani custodisce con devozione la memoria della permanenza di Gesù, Giuseppe e Maria in terra d'Egitto, raccontata dal Vangelo di Matteo. Lo scorso 27 marzo, proprio il Patriarca Tawadros, durante un'intervista televisiva, aveva voluto consolare e rincuorare i cristiani egiziani dopo un'ondata di violenze subite nel Sinai del Nord da parte di terroristi jihadisti, ricordando che proprio in Egitto la Sacra Famiglia, in fuga da Erode, era venuta a cercare rifugio e protezione.
Come documentato da Fides (vedi Fides 21/3/2017), proprio il rilancio del “Cammino della Sacra Famiglia” - itinerario per pellegrinaggi da compiere nei luoghi che, secondo tradizioni locali millenarie, sono stati attraversati dalla Sacra Famiglia durante il suo esilio in Egitto - è da tempo al centro di proposte e vivaci dibattiti che coinvolgono politici e operatori egiziani del turismo. All'inizio del 2017 Al Abdel Aal, Presidente della Camera dei rappresentanti egiziana, durante una visita agli uffici del Patriarcato copto, ha ribadito che la valorizzazione del progetto turistico da delineare seguendo i percorsi compiuti in Egitto da Giuseppe, Maria e Gesù Bambino, interessa e coinvolge tutti gli egiziani, e non solo i cristiani. In quell'occasione, alle dichiarazioni d'intenti del Presidente del Parlamento egiziano aveva risposto a stretto giro Moataz Sayed, vice-presidente dell'Associazione guide turistiche in Egitto, facendo notare che finora l e promesse espresse dai politici riguardo alla valorizzazione del “cammino” non hanno avuto sviluppi concreti, nonostante gli impegni presi in passato anche da ministri e premier, a partire da Ibrahim Mahalab, Primo Ministro egiziano dal marzo 2014 al settembe 2015.
Le prime proposte di valorizzazione, anche in chiave turistica, del “Cammino della Sacra Famiglia” risalgono addirittura a vent'anni fa. Alla fine del 2016 – hanno riferito fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – una Commissione per il rilancio del Cammino della Sacra Famiglia era stata istituita proprio presso il Ministero egiziano per il turismo, sotto la presidenza di Hisham el Demeiri
Due anni fa (vedi Fides 21/10/2014) era stato individuato il percorso ideale del pellegrinaggio sulle orme della Sacra Famglia in Egitto, che dovrebbe partire dalla città di Al-Arish – proprio la città nel nord del Sinai divenuta di recente teatro di violenze mirate contro i copti da parte di gruppi jihadisti - per poi dirigersi verso il delta e Wadi Natrun, e raggiungere Assiut e il Monastero della Vergine Maria, conosciuto come Monastero di Al-Muharraq. (GV) (Agenzia Fides 25/4/2017).
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AMERICA/STATI UNITI - Anche il Presidente Trump evita di usare l'espressione “Genocidio Armeno”
 
Washington – (Agenzia Fides) – Il Presidente USA Donald Trump, nella giornata di lunedì 24 aprile, ha dedicato un pronunciamento ufficiale ai massacri pianificati subiti nella Penisola anatotica dagli armeni 102 anni fa, ma ha evitato di applicare a quei massacri sistematici la definizione di “Genocidio armeno”, accodandosi alla linea seguita dai suoi ultimi 4 predecessori per non suscitare reazioni risentite da parte della Turchia.
In passato, i Presidenti USA Jimmy Carter e Ronald Regan avevano usato l'espressione “Genocidio armeno”, ma poi, da George H.W Bush a Barack Obama, l'espressione è scomparsa dai pronunciamenti dei leader della Casa Bianca.
L'attuale Presidente USA, noto per il suo modo disinibito di esprimersi senza eccessivi scrupoli diplomatici anche su questioni delicate di portata internazionale, ha definito i massacri degli armeni perpetrati durante la Prima Guerra Mondiale “una delle peggiori atrocità di massa compiute nel XX secolo", ricordando che "a partire dal 1915, un milione e mezzo di armeni furono deportati, massacrati o condotti alla morte negli ultimi anni dell'Impero Ottomano". Si è poi unito al lutto della comunità armena sparsa nel mondo “per la perdita di di vite innocenti e le sofferenze sopportate da tanti". Espressioni simili a quelle usate dagli ultimi Presidenti USA.
La stampa USA ricorda che il Presidente Obama, anche a motivo delle pressioni turche sul Congresso USA, aveva accantonato la promessa fatta durante una campagna elettorale di riconoscere la natura genocidiaria dei massacri subiti dagli armeni più di un secolo fa. Viene sottolineato anche che il Presidente Trump è stato il primo leader occidentale a congratularsi con il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan dopo i risultati del referendum svoltosi in Turchia il 16 aprile, che consentiranno all'uomo forte di Ankara di allargare ulteriormente i suoi poteri.
Mentre i Presidenti USA si astengono dal riconoscere ufficialmente il Genocidio Armeno, nel 2016 il Congresso USA e anche il Segretario di Stato USA John Kerry hanno voluto definire “Genocidio” le violenze subite in Medio Oriente da cristiani e da altre minoranze etnico-religiose da parte dei miliziani del sedicente Stato Islamico (Daesh). Sulla base di quei pronunciamenti, come riferito dall'Agenzia Fides (vedi Fides 19//2016) era stata prospettata anche la possibilità di destinare forniture militari USA a sedicenti “milizie cristiane” operative nella Piana di Ninive, giustificando tale operazione come parte della lotta contro i jihadisti di Daesh. In Quel contesto, contattato dall'Agenzia Fides (vedi Fides 18 marzo 2016), l'Arcivescovo siriano Jacques Behnan Hindo, alla guida dell'arcieparchia siro cattolica di Hassakè-Nisibi, aveva definito il percorso che aveva portato l'Amministrazione USA a riconoscere come “Genocidio” le violenz e perpetrate da Daesh sui cristiani come una “operazione geopolitica che strumentalizza la categoria di Genocidio per i propri interessi”. (GV) (Agenzia Fides 25/4/2017).

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