Si decide in queste ore al posto del piccolo

Alfie Evans
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Ieri sera un nuovo tweet del Papa su Alfie. Mercoledì Francesco aveva incontrato Thomas e all'udienza generale aveva levato la sua voce in difesa del piccolo

Onomastico del Papa Jorge Bergoglio

Jorge Mario Bergoglio oggi festeggia il suo onomastico. Porta il nome del santo che, secondo la leggenda, ha ucciso il drago, simbolo di satana 



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San Giorgio in Terra Santa tra leggenda e vita reale

Oggi si ricorda uno dei santi più amati e noti al mondo, il santo cavaliere e martire: sanGiorgio. In Europa è patrono di nazioni come l’Inghilterra, il Portogallo e la Lituania, o di moltissime città italiane come Genova, Campobasso, Ferrara e Reggio Calabria, per non parlare dei 21 comuni che portano il suo nome. È patrono anche dei soldati e degli scoute ci sono almeno due stati che ne prendono il nome: la Georgia negli Stati Uniti e l’omonima regione del Caucaso. Si tratta di un santo molto venerato, ma in pochi conoscono i particolari interessantissimi e i retroscena della sua storia.

Vediamo la leggenda che si era diffusa nel periodo crociato:
Vi era un grande stagno, tale da nascondere un drago, il quale si avvicinava alla città, e uccideva con il fiato quante persone incontrava. I poveri abitanti gli offrivano per placarlo, due pecore al giorno e quando queste cominciarono a scarseggiare, offrirono una pecora e un giovane tirato a sorte.
Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, il quale terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma il popolo si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli, dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane fanciulla piangente si avviò verso il grande stagno.
Passò proprio allora il giovane cavaliere Giorgio, il quale saputo dell’imminente sacrificio, tranquillizzò la principessina, promettendole il suo intervento per salvarla e quando il drago uscì dalle acque, sprizzando fuoco e fumo pestifero dalle narici, Giorgio non si spaventò, salì a cavallo e affrontandolo lo trafisse con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra.
Poi disse alla fanciulla di non avere paura e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; una volta fatto ciò, il drago prese a seguirla docilmente come un cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li rassicurò dicendo: ”Non abbiate timore, Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: Abbracciate la fede in Cristo, ricevete il battesimo e ucciderò il mostro”.
Allora il re e la popolazione si convertirono e il prode cavaliere uccise il drago facendolo portare fuori dalla città, trascinato da quattro paia di buoi.
Nonostante si conosca comunque poco della vita reale del santo, esiste un luogo in Terra Santa dove una tradizione del V secolo d.C. colloca la nascita e la morte di Giorgio. Si tratta di una città antichissima (5.000 a.C.), che oggi si trova a 17 km da Tel Aviv in Israele ed è chiamata Lod, già nome antico ebraico della stessa. Qui, ancora oggi è possibile visitare latomba del santo all’interno di una chiesa del periodo crociato che è di proprietà dei greci ortodossi.

Quindi la memoria di san Giorgio ha una collocazione storica e un luogo geografico preciso sin dall’epoca bizantina. Ma quali sono le origini della leggenda? La storia è carica di simbolismo e indica la vittoria dei buoni sostenuti da Dio contro il drago, il nemico del genere umano, così come il serpente nella Bibbia, che indica il demonio. Secondo alcuni studiosi invece, i particolari della leggenda deriverebbero da una trasposizione cristiana del mito antico di Andromeda. Infatti i filistei che abitavano nella regione collocavano gli eventi del mito a Giaffa, una città della costa distante alcuni chilometri dal luogo di sepoltura di san Giorgio. La leggenda di Andromeda, figlia del re etiopico Cefeo, incatenata ad una roccia nel mare per essere data in pasto ad un mostro marino e poi liberata eroicamente da Perseo, è in effetti molto simile.

Per i motivi che abbiamo visto, la venerazione del santo in queste zone è ancora più sentita che in Europa poiché visse proprio qui. San Giorgio è patrono di Betlemme e per tradizione, i cristiani di Terra Santa hanno la sua immagine sugli stipiti delle proprie case, come protezione dal maligno. Molti usano addirittura farsi tatuaggi stilizzati del santo.

IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B) 22 aprile 2018

  IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

Antifona d'ingresso
Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli. Alleluia. (Sal 33,5-6)

Colletta

O Dio, creatore e Padre,
che fai risplendere la gloria del Signore risorto
quando nel suo nome è risanata
l’infermità della condizione umana,
raduna gli uomini dispersi nell’unità di una sola famiglia,
perché aderendo a Cristo buon pastore
gustino la gioia di essere tuoi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 4,8-12)
In nessun altro c’è salvezza.
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. 
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2)
Vedremo Dio così come egli è. 
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 10,11-18)
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. 
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. 
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
– Fratelli e sorelle, siamo nati per conoscere, amare e servire il Signore. Solo la fedeltà a questa fondamentale vocazione può darci la pace. Preghiamo per essere degni della nostra chiamata.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
O Pastore eterno, guida e proteggi i tuoi figli.
  1. Perché il Papa Francesco, il nostro Parroco e tutti i pastori della Chiesa, ispirati da vera carità, conoscano ciascuno dei fratelli loro affidati, avvicinino i lontani, siano pronti a dare la vita per il proprio gregge, preghiamo.
  2. Perché la comunità ecclesiale e la comunità domestica, come luoghi di educazione e crescita nella fede, sappiano coltivare germi di vocazione al ministero pastorale e alla vita verginale per il regno dei cieli, preghiamo.
  3. Perché quanti hanno udito o udranno la voce del Signore che li chiama a seguirlo per il servizio e l’edificazione del suo popolo, corrispondano docilmente al dono dello Spirito, preghiamo.
  4. Perché tutti i figli di Dio sentano in alta misura il valore della vita e della persona umana e non perdano mai il grande dono della libertà che il Cristo ha conquistato, preghiamo.
  5. Perché l’Eucaristia che celebriamo nella Pasqua settimanale ci aiuti a saperci mettere in ascolto di Cristo buon Pastore e saper riconoscere la Sua voce in ogni momento in cui ci chiama a seguirlo, preghiamo.
  6. Perché i vescovi, i presbiteri e tutti i ministri della Chiesa che si sono addormentati nel Signore, siano eternamente beati insieme ai fratelli che nel nome di Cristo guidarono ai pascoli della vita eterna, preghiamo.
C – O Padre, che in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge, fa’ che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle sue orme nella via della verità e dell’amore. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


Foglio delle Comunità Cristiane 22 aprile - 6 maggio 2018



Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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