Avviso particolare


Lunedì ore 18,30 a Torviscosa in chiesa: veglia di preghiera di solidarietà con gli operai delle fabbriche.

Da Web diocesi. ultime sulla Caffaro

OGGI LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI
Una fiaccolata per Torviscosa versione testuale
Attese per domani le prime decisioni dell'azienda

TORVISCOSA (3 ottobre, ore 13.30) - Sono più di 300 i lavoratori del polo chimico di Torviscosa in sciopero, oggi, per protestare contro il sequestro del sito cloro soda dell’azienda, avvenuto una ventina di giorni fa per presunto inquinamento ambientale. In mattinata hanno formato un corteo che si è mosso dai cancelli della fabbrica fino al centro del paese.

La situazione, tra i lavoratori, si fa sempre più drammatica. A rischio, tra dipendenti della Caffaro e indotto, ci sono oltre mille posti di lavoro. Per loro arriva anche la solidarietà della parrocchia di Torviscosa che ha organizzato una fiaccolata che partirà lunedì alle 19 dalla fabbrica per raggiungere la chiesa. Il parroco, don Anzilutti: «La crisi che ha investito la Caffaro non è una problema di alcuni, ma di tutti».

Intanto, si è svolta ieri
l'ispezione generale degli impianti del sito dell'azienda da parte dei 3 tecnici nominati dal giudice, del tecnico del ministero dell'Ambiente e dei 3 specialisti indicati dall'azienda. Solo martedì l'esito.

Commenti alla parola domenicale: 5 ottobre 2008

Calendario settimanale 5 ottobre 2008

Calendario(incompleto per la seconda) e orari del Catechismo 2008/2009 per le elementari













Non è in elenco la quinta C che ha gli stessi orari della quinta B.

Israele. Acqua. Rischia di rimanere a secco la riserva idrica del lago

Il Lago di Tiberiade, è ai minimi storici. La riserva idrica strategica e pomo della discordia tra Israele, Giordania e Siria, nonché luogo sacro per cristiani ed ebrei, rischia di rimanere a secco. Alla fine di settembre, secondo il rapporto annuale dell'authority israeliana per le acque, dopo mesi di calura estiva che non accenna a finire, il livello del lago è sceso di altri due metri. Si avvicina così alla «linea nera» sotto la quale non saranno più consentiti prelievi idrici. Inoltre, secondo gli avvertimenti delle autorità israeliane, a luglio di quest'anno è stata raggiunta e superata un'altra soglia cruciale, la «linea rossa» che segna la concentrazione di sostanze inquinanti, presenti in quantitativi allarmanti nelle acque sempre meno dolci, anche perché alimentate da un fiume pure biblico, il Giordano, oggi a sua volta inquinato.

Tiberiade ha sede in una depressione del suolo di oltre 200 metri rispetto al livello degli oceani. Tuttavia a differenza del Mar Morto, alimentato a sua volta dal Giordano, il lago avrebbe acque per natura potabili e, un tempo, ricche di pesci. Ora il livello del lago dove, secondo i Vangeli, Gesù operò e compì molti miracoli, si è abbassato da 212 a 214 metri sotto il livello marino. Ancora 80 centimetri e sarà la «linea nera». In poco più di quattro anni, informa il rapporto, il livello di quello che è anche chiamato Mare di Galilea è calato di oltre cinque metri, circa 850 milioni di metri cubi, pari al consumo domestico di un anno in Israele. Tiberiade fu uno dei centri di studio rabbinico più importanti e una delle quattro città più sante dell'ebraismo. Oggi le condizioni ambientali di Tiberiade si vanno degradando, penalizzando uomini e animali. Primi fra tutti i pesci, che sempre meno hanno a disposizione loro simili con cui nutrirsi.

Domenica 5 ottobre 2008


XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)






Colore liturgico: Verde

PRIMA LETTURA (Is 5,1-7)
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.

Dal libro del profeta Isaìa

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 79)
Rit: La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

SECONDA LETTURA (Fil 4,6-9)
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

VANGELO (Mt 21,33-43)
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

Preghiera dei fedeli
San Paolo ci dice che quando siamo nella necessità dobbiamo esporre a Dio le nostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. Preghiamo dunque il Signore, perché ci ascolti e ci dia ciò di cui abbiamo bisogno.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa rimanga sempre unita a Cristo, mostrando al mondo il volto splendente dell’amore misericordioso e provvidente di Dio. Preghiamo.
2. Per i governanti, perché sia forte in loro la consapevolezza che il loro compito è agire come amministratori in funzione del bene comune. Preghiamo.
3. Perché gli uomini non cadano nella tentazione di farsi dèi della loro vita, ma riconoscano nella volontà di Dio la via verso la piena realizzazione della loro umanità. Preghiamo.
4. Per i cristiani e per coloro i quali hanno scelto la vita consacrata affinchè si impegnino ad annunciare a tutti il Vangelo della salvezza, riconoscendosi inviati di un Padre che confida in loro. Preghiamo.
5. Per coloro che si sentono soli nell’affrontare i loro problemi, perché trovino nella preghiera un sostegno e un conforto, avvertendo la vicinanza e la consolazione di Dio. Preghiamo.

6. Per i nostri fratelli CONTE SERGIO, FLORINDA TARGATO COLLAVIN, PERIN URBANI IRIDE, che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo


Gesù, il Cristo, il tuo diletto Figlio, è vite feconda. Fa, o Padre, che rimaniamo in lui, perché possiamo portare molto frutto, offrendo al mondo carità e amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


VENERDI' 3 OTTOBRE MOBILITAZIONE GENERALE DEI LAVORATORI
Caffaro, domani l'ispezione degli impianti versione testuale
Per verificare e valutare i lavori svolti dall'azienda dal sequestro dell'impianto

TORVISCOSA (1 ottobre, ore 12.45) - È stata programmata per domani l’ispezione generale degli impianti del sito della Caffaro di Torviscosa da parte dei 3 tecnici nominati dal giudice, del tecnico del ministero dell’Ambiente e dei 3 specialisti indicati dall’azienda. Il loro compito sarà quello di fare le opportune valutazioni dei lavori che l'azienda ha eseguito in questi venti giorni, da quando, cioè, l’impianto cloro-soda è stato sequestrato per presunto inquinamento ambientale.
«È una notizia importante, perché finalmente si troveranno tutti insieme a discutere del caso, ma non sappiamo se ciò avrà esito positivo», commenta Augusto Salvador, segretario provinciale della Cisl chimici. «Da troppi giorni aspettiamo risposte e risposte ancora non ci sono – prosegue Salvador –. Fa comunque piacere sapere che sul caso si sono impegnate anche le segreterie italiane di Cgil, Cisl e Uil, tramite una lettera con la quale hanno chiesto un incontro con il ministero dell'Ambiente».
Il livello d'allerta resta, dunque alto. Infatti, dopo la notizia della richiesta di una proroga di 7 giorni da parte del tecnico del ministero dell'Ambiente incaricato di valutare il piano per la messa in sicurezza, ad accrescere la preoccupazione si sono aggiunte le dichiarazioni dell'azienda che ieri, in un incontro con i rappresentanti sindacali, si è detta pronta per i primi licenziamenti. Dura la presa di posizione di Confartigianato.
Intanto, i lavoratori della Caffaro e delle aziende collegate, a Torviscosa, hanno fissato per venerdì 3 ottobre una giornata di mobilitazione generale. Sciopereranno per 8 ore. La decisione è stata presa questa mattina durante l’assemblea straordinaria indetta dai sindacati e dalle rsu. In tale occasione, ha fatto sapere Salvador, verranno predisposte anche nuove iniziative da mettere in atto la prossima settimana.
La situazione si aggrava a 20 giorni dal sequestro

Ora alla Caffaro
si parla di licenziamenti

TORVISCOSA. Prime ripercussioni occupazionali alla Caffaro di Torviscosa in seguito al prolungato fermo degli impianti di soda cloro e alla possibile decisione del Tribunale di dissequestrare solo parti minime dello stabilimento, come i macchinari per il rifornimento della Bracco e di consentire quindi solo i lavori per il mantenimento della temperatura base degli impianti per il cloro soda.Secondo quanto riportato dalle segreterie settoriali di Cgil, Cisl e Uil, ieri mattina, durante il vertice fra i rappresentanti di Assindustria, sindacati e Snia, questi ultimi hanno annunciato che, «a fronte delle pesanti perdite derivanti dal sequestro degli impianti, ammontanti, ad oggi, a circa 9 milioni di euro e al perdurare del fermo, l'azienda si trova costretta a lasciare a casa parte dei dipendenti il cui numero sarà quantificato nelle prossime ore».

Affermazioni confermate da tutti i sindacalisti presenti, anche se, successivamente, l'amministratore delegato di Snia, Antonio Onorato, le ha drasticamente ridimensionate. «I rappresentanti dell'azienda sono stati molto chiari – insiste il segretario settoriale della Cgil, Roberto Di Lenardo -, al punto che, di comune accordo, è stato interessato il rappresentante di Assindustria di Udine presente, Ezio Lugnani per individuare un percorso di accompagnamento per i dipendenti della Caffaro che saranno lasciati a casa, in quanto, essendo le eventuali "espulsioni" dovute a sequestro degli impianti e non a una crisi dell'azienda, non godono di ammortizzatori sociali. Si chiederà, quindi, che vengano fatte delle deroghe come già per la cartiera Burgo e la ferriere di Servola. É evidente che, a questo punto, la situazione cambia di molto perché gli eventi stanno chiaramente precipitando e c'è davvero il concreto, drammatico rischio che quando gli impianti saranno dissequestrati non ci sarà più lavoro».



A questo proposito, i dati forniti dai vertici dell'azienda sono estremamente significativi. «Ci è stato riferito che la Caffaro perde 300 mila euro al giorno per il fermo dello stabilimento e che il 15% della clientela si è già rivolta ad altri fornitori – spiega il segretario settoriale della Uil, Antonino Mauro – e che le perdite sono ormai diventate insostenibili. Non solo. Il fermo degli impianti, che si sta prolungando da quasi un mese avrà in ogni caso conseguenze sulla loro eventuale ripresa, che si sommeranno alla riattivazione inizialmente ridotta della produzione di soda cloro. Quindi è chiaro che non tutto il personale potrà essere reimpiegato subito». «Il dramma è che non riusciamo a capire cosa stia accadendo veramente – aggiunge Mauro -, perché non ci convincono né questi continui rinvii del dissequestro, anche se parziale, né l'azione dell'azienda che non ci sembra stia difendendo con sufficiente determinazione il sito di Torviscosa».

I sindacati hanno convocato per questa mattina un'assemblea di tutti i lavoratori, mentre per domani è prevista una manifestazione che porterà al blocco anche di tutte le altre attività comprese nel sito della Caffaro, come la Bracco e la Lavanderia Adriatica. «Non staremo fermi a guardare mentre la Caffaro crolla portandosi dietro centinaia di posti di lavoro – afferma Daniele Dessì dell'Rsu – e ci batteremo con tutte le nostre forze perché questo non accada».

Patrizia Artico

fonte. Messaggero Veneto

Caffaro. un riassunto dalla Diocesi...3 articoli in un post!

Caso Caffaro, slitta la perizia sul piano sicurezza versione testuale
Proroga di 7 giorni. Sindacati in allarme. In corso un'incontro con l'azienda

UDINE (30 settembre, ore 10.00) - Sindacati e Rsu della Caffaro di Torviscosa sono allarmati dopo la richiesta di una proroga di sette giorni da parte del tecnico del ministero dell'Ambiente, incaricato di valutare il piano per la messa in sicurezza dell'impianto cloro-soda del polo chimico «sotto sequestro» per inquinamento ambientale dall'11 settembre scorso. «La proroga apre numerosi problemi – ha riferito il segretario provinciale della Femca-Cisl, Augusto Salvador – perché lo stato dell'impianto potrebbe essere pregiudicato da una fermata prolungata».

Il ritardo del dissequestro potrebbe causare ripercussioni tra cui le ferie forzate per alcuni operai. «Questo sequestro – ha proseguito Salvador – essendo materia penale non prevede l'applicazione di alcun ammortizzatore sociale». Tra sindacati, Rsu e azienda è in corso un incontro urgente. Si sta discutendo – ha anticipato Salvador – la proposta di mettere in atto una «polarizzazione» dell'impianto, una sorta di «start-up» in attesa del dissequestro completo. Una soluzione che dovrebbe comunque essere autorizzata dalla magistratura, se non altro per evitare il danneggiamento che potrebbe seguire ad un fermo prolungato dell'impianto.


DOMANI ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEI LAVORATORI
Crisi Caffaro, cresce la preoccupazione versione testuale
No della magistratura alla messa in «polarizzazione» dell'impianto

TORVISCOSA (30 settembre, ore 13.30) - Si fa sempre più grave la crisi della Caffaro di Torviscosa il cui sito chimico è stato sequestrato per presunto inquinamento ambientale lo scorso 11 settembre.
Dopo la richiesta di una proroga di 7 giorni da parte del tecnico del ministero dell'Ambiente incaricato di valutare il piano per la messa in sicurezza dell'impianto, è notizia di oggi il no della magistratura alla richiesta dell'azienda di mettere in «polarizzazione» i macchinari per garantire la conservazione dell'impianto senza rischiare i danni che potrebbero derivare da un fermo prolungato.
Proprio per verificare l'esito della richiesta avanzata alla magistratura, stamani rsu e rappresentanti dei lavoratori avevano chiesto un incontro urgente. Niente di fatto, dunque. «La magistratura ha consentito solo un pre-riscaldamento dell'impianto – afferma Augusto Salvador, segretario provinciale della Cisl chimici –, il che non ci permette di essere ottimisti».
I posti di lavoro a rischio, per effetto della crisi della Caffaro, superano le mille unità, tra dipendenti e indotto. La preoccupazione, quindi, è comprensibile. Proprio in considerazione dell'esito incerto della crisi, i sindacati hanno indetto un’assemblea straordinaria, che si svolgerà domani mattina, a partire dalle ore 8, nella sede dell’azienda, a Torviscosa. «In tale occasione valuteremo eventuali azioni da mettere in atto – prosegue Salvador –. L'intenzione è quella di coinvolgere i lavoratori dell'intero sito della Caffaro, comprese le aziende collegate, che, per effetto di tale crisi, potrebbero subire gravi ripercussioni».

Crisi Caffaro. Confartigianato: «In pericolo il futuro della Chimica» versione testuale
Dura la presa di posizione. Si sottolinea l'ipotesi di possibili «effetti devastanti» anche per il sistema sociale.
TORVISCOSA (30 settembre, ore 19.10) - Si fa sempre più grave la crisi della Caffaro di Torviscosa il cui sito chimico è stato sequestrato per presunto inquinamento ambientale. Dopo la richiesta di una proroga di 7 giorni da parte del tecnico del ministero dell'Ambiente incaricato di valutare il piano per la messa in sicurezza, è notizia di oggi il no della magistratura alla richiesta dell'azienda di mettere in «polarizzazione» l'impianto per garantire la conservazione dei macchinari senza rischiare i danni che potrebbero derivare da un fermo prolungato. Domani assemblea straordinaria dei lavoratori.
Dura la presa di posizione di Confartigianato Udine che in una nota parla di una ripartenza che «rischia di non essere più praticabile con effetti che sarebbero devastanti per la presenza della chimica nella Bassa friulana ed il sistema economico e sociale che vi gravita».
«La vicenda della Caffaro ha assunto profili di rischiosità che non erano immaginabili sino a pochi giorni fa» si legge in un comunicato diffuso dalla confederazione. E ancora: «È il peggior scenario che potesse immaginarsi, ma proprio perché questo esito è diventato verosimile con il trascorrere dei giorni di blocco, vanno intensificate le azioni perché si giunga rapidamente a delineare in condizioni di certezza il futuro dell’impianto e della chimica a Torviscosa».

Per queste ragioni ed in considerazione del ruolo nazionale del polo chimico di Torviscosa, Confindustria Udine ha espresso presso le competenti istituzioni preoccupazione per la situazione che rischia di deteriorarsi.

«Vanno restituite all’azienda ed ai lavoratori certezze di prospettiva – conclude la nota – nella logica di assicurare la continuità della chimica a Torviscosa che non può realizzarsi prescindendo dall’impianto di cloro soda. A questo obiettivo occorre lavorare per evitare che la questione chimica passi da problema di natura produttiva a problema di carattere esclusivamente sociale».

Giobbe ci interroga(Santa Teresa di Gesù Bambino)

(Gb 9,1-12.14-16)
Come può un uomo aver ragione innanzi a Dio?

Dal libro di Giobbe
Giobbe rispose ai suoi amici dicendo:
In verità io so che è così:
e come può un uomo aver ragione innanzi a Dio?
Se uno volesse disputare con lui,
non gli risponderebbe una volta su mille.
Saggio di mente, potente per la forza,
chi s’è opposto a lui ed è rimasto salvo?
Sposta le montagne e non lo sanno,
egli nella sua ira le sconvolge.
Scuote la terra dal suo posto e le sue colonne tremano.
Comanda al sole ed esso non sorge
e alle stelle pone il suo sigillo.
Egli da solo stende i cieli
e cammina sulle onde del mare.
Crea l’Orsa e l’Orione,
le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.
Fa cose tanto grandi da non potersi indagare,
meraviglie da non potersi contare.
Ecco, mi passa vicino e non lo vedo,
se ne va e di lui non m’accorgo.
Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire?
Chi gli può dire: “Che fai?”.
Tanto meno io potrei rispondergli,
trovare parole da dirgli!
Se avessi anche ragione, non risponderei,
al mio giudice dovrei domandare pietà.
Se io lo invocassi e mi rispondesse,
non crederei che voglia dare ascolto alla mia voce.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

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