PRESENTAZIONE ALLA STAMPA
Ecco la mostra su San Cromazio e Aquileia
Aprirà giovedì 6 novembre nel Palazzo Patriarcale a Udine

UDINE (4 novembre, ore 15.00) - Un viaggio nell’Aquileia del quarto secolo che, da importante centro dell’impero romano, divenne città di confine fra l’Oriente e l’Occidente e che ebbe nel suo vescovo Cromazio, una delle più grandi figure dottrinali e pastorali. E’ questo il filo rosso che lega le oltre duecento opere facenti parte della mostra “Cromazio di Aquileia: al crocevia di genti e religioni” che verranno esposte, dal 6 novembre all’8 marzo 2009, presso il Palazzo Patriarcale di Udine. L’esposizione verrà inaugurata giovedì 6 novembre, alle 17, presso la sala Paolino di Aquileia alla presenza, fra gli altri, del cardinale Walter Kasper, Prefetto del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Nell’occasione verrà inoltre proiettata una parte dei filmati e delle ricostruzioni virtuali dell’Aquileia dell’epoca di Cromazio che fanno parte del percorso espositivo e sarà possibile, dopo il taglio del nastro, visitare gratuitamente la mostra.
L’esposizione, organizzata dal Comitato nazionale San Cromazio e curata da don Sandro Piussi, direttore dell’Ufficio Beni Culturali e degli Archivi e Biblioteche dell’Arcidiocesi di Udine, rappresenta uno degli eventi di maggior interesse dell’anno cromaziano, che celebra il 16° centenario della morte di San Cromazio, vescovo di Aquileia dal 388 al 408 e intende essere un percorso originale, attraverso opere provenienti dai più grandi musei a livello locale, nazionale e internazionale, per riscoprire le vicende storiche, culturali e religiose che caratterizzarono l’epoca in cui visse Cromazio e il ruolo europeo ricoperto da Aquileia.
“Non tutti sanno che, nel quarto secolo - ha indicato monsignor Duilio Corgnali, presidente del Comitato nazionale San Cromazio, in occasione della presentazione della mostra - Aquileia era un punto di riferimento religioso, godeva di grande autorevolezza grazie al prestigio dei suoi vescovi e per l’importanza della giurisdizione ecclesiastica, la più vasta nel cristianesimo antico. Purtroppo le vicende storiche, con la caduta dell’impero romano e l’invasione dei popoli barbari, hanno via via relegato la città a un ruolo marginale. Per questo, dopo il convegno internazionale organizzato in primavera – ha proseguito – vogliamo ridare a questo importante centro religioso la giusta collocazione per riscoprire non soltanto la figura di questo grande vescovo e Padre della Chiesa, ma anche per meglio conoscere Aquileia antica e la sua funzione di ponte tra Oriente e Occidente e per cogliere con più intelligenza una delle radici fondamentali dell’Europa di oggi”.
L’arcivescovo di Udine Pietro Brollo ha evidenziato il valore culturale, artistico e catechistico della mostra, che permette di conoscere meglio San Cromazio all’interno della realtà, del tempo e delle situazioni che ha vissuto. “L’evento ci consente – ha detto - di immergerci nelle nostre radici e questa consapevolezza ci dà lo slancio vitale per affrontare il cammino di ogni giorno”.
Sull’importanza del ritorno alle origini, soprattutto in un periodo di trasformazione come quello in corso, si è soffermato anche l’assessore alla cultura del Comune di Udine Luigi Reitani, che ha ricordato come l’esposizione avrà un grande impatto anche per la città di Udine.
Soddisfazione per l’iniziativa è venuta anche dall’assessore alla cultura della Provincia di Udine, Elena Lizzi, che ha sottolineato l’importante lavoro di approfondimento storico svolto dall’organizzazione, capace di compiere un viaggio a ritroso nel tempo di 16 secoli, e il messaggio spirituale che, al di là del grande valore delle opere esposte, emerge dalla mostra.
“L’esposizione, che ha ottenuto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica, ha un carattere storico-artistico – ha spiegato don Piussi - e, per rendere più semplice e al tempo stesso completa la visione della mostra, abbiamo scelto di utilizzare linguaggi diversi facendo accompagnare la visione delle testimonianze dell’arte e della vita antica con i più moderni strumenti audiovisivi. La principale voce narrante della mostra sarà proprio quella di Cromazio, che farà così da mediatore e interprete delle vicende narrate all’interno delle sale”.
Tre le opere di maggiore rilievo si annoverano due elmi d’oro che furono usati nelle lotte tra Licinio e l’imperatore Costantino nei Balcani, provenienti dal museo di Novi Sad, in Vojvodina, che vengono esposti al pubblico per la prima volta in Italia, ma anche i preziosi avori come il ‘Dittico delle cinque parti’, proveniente dal Museo del Duomo di Milano, con le immagini del Vangelo descritte anche nelle omelie di Cromazio, i reliquiari d’argento dei martiri e degli apostoli da Pola, da Grado, da Milano e da Samagher, il grande piatto d’argento sbalzato dono dell’imperatore Teodosio, dalla Accademia Reale di Madrid, mentre da Copenaghen giunge il sarcofago marmoreo con scene di Giona e del Buon Pastore.
Fra i principali musei che hanno partecipato alla realizzazione della mostra, rientrano i Musei vaticani, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, il Museo della Vojvodina, la Real Academia de la Historia di Madrid, il Landesmuseum Kärnten di Klagenfurt, il Ny Carlsberg Glyptotek e il Det Kongelige Bibliotek di Copenaghen, gli Staatliche Museen zu Berlin e la Staatsibliothek di Berlino. Fra i musei italiani figurano, invece, fra gli altri, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il Museo archeologico di Mantova, il Capitolo Metropolitano del Duomo di Milano, i Musei Capitolini di Roma e il Museo Archeologico di Venezia. Tra le realtà espositive locali che hanno partecipato all’allestimento della mostra rientrano anche il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e quello di Cividale, il Tesoro della basilica di S. Eufemia di Grado, il Museo Nazionale Concordiense di Portogruaro, l’Antiquarium Canzianense di San Canzian d’Isonzo, i Civici Musei di Storia e Arte di Trieste e di Udine e il carnico Museo Civico di Zuglio.
L’esposizione sarà visitabile fino all’8 marzo 2009, giornata che chiuderà l’anno cromaziano, dal martedì al giovedì dalle 9 alle 19, e dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 20. Per informazioni e prenotazioni sarà possibile contattare la segreteria del Comitato allo 0432/242628, dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 19.
Ulteriori notizie sono disponibili all’interno del sito www.cromaziodiaquileia.it.


Arrestato l'autista del camion ungherese su cui era la merce

Trieste, Gdf sequestra oltre sei tonnellate di sigarette

Trieste, 4 nov. - (Adnkronos) - Nel corso di un controllo di routine, gli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Trieste hanno sequestrato oltre 6 tonnellate di sigarette trovate in un container proveniente dalla Cina. Le sigarette erano a bordo di un camion ungherese e i documenti in possesso dell'autista, che e' stato arrestato, presentavano alcuni elementi di sospetto. Il container e' stato quindi condotto presso l'area del porto di San Giorgio di Nogaro (Udine), dove i militari hanno scaricato gli scatoloni che, secondo la documentazione, dovevano contenere scarpe fabbricate in Cina. Dopo un primo strato di scarpe sono saltate fuori le sigarette.

I finanzieri stanno indagando per individuare il destinatario del carico e per appurare l'effettiva natura dei tabacchi sequestrati. Le sigarette presentavano i contrassegni del Monopolio di Stato italiano, forse falsificati, che verranno esaminati di esperta per valutarne l'eventuale contraffazione. Le ''bionde'' avrebbero fruttato sul mercato clandestino italiano qualcosa come 2 milioni di euro.

L'attenzione nei confronti del fenomeno da parte della Guardia di Finanza del Comando regionale Friuli Venezia Giulia resta ai massimi livelli, come testimoniano gli innumerevoli sequestri effettuati nel corso del 2008: oltre 20 tonnellate circa di sigarette di contrabbando e ora 6 tonnellate, con tutta probabilita' contraffatte.

Una nota pastorale dei vescovi della regione sulla preghiera di guarigione




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Un deciso «stop» agli «incontri di preghiera per ottenere la guarigione presieduti da persone non autorizzate e sotto falsa identità», all’interno dei quali «si fa ricorso a forme liturgiche, distorte, della tradizione cattolica che creano disagio e confusione nei fedeli e suscitano preoccupazione presso i responsabili della nostra Chiesa»: così si esprimono i vescovi delle diocesi del Friuli-V.G. in una nota pastorale datata 28 ottobre 2008. Nel documento – che riproduciamo in seguito integralmente – i Pastori delle Chiese del Friuli-V.G. richiamano quanto previsto dall’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 14 settembre 2000 intitolata «Circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione», e dispongono delle precise indicazioni a cui sacerdoti, singoli fedeli e comunità parrocchiali sono chiamati ad attenersi scrupolosamente per evitare «confusioni ed abusi».

Chiarimenti e disposizioni su alcuni fenomeni e incontri di preghiera per la guarigione

«Nelle nostre Diocesi sono frequenti incontri di preghiera per ottenere la guarigione presieduti da persone sconosciute ai Rettori delle chiese e non autorizzate dall’Ordinario, che si presentano, talora, sotto falsa identità. In queste riunioni si fa ricorso a forme liturgiche, distorte, della tradizione cattolica che creano disagio e confusione nei fedeli e suscitano preoccupazione presso i responsabili della nostra Chiesa. Ci riferiamo a un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede per offrire alcuni chiarimenti e dare alcune disposizioni:

- La preghiera per ottenere la guarigione è un’esperienza presente da sempre nella Chiesa;

- Il fenomeno nuovo è il moltiplicarsi di riunioni di preghiera con lo scopo di ottenere da Dio la guarigione;

- Le presunte guarigioni che vi si verificano alimentano l’attesa dello stesso fenomeno in altre simili riunioni;

- In questo contesto si fa appello a un preteso carisma di guarigione;

- Si deve precisare che «carisma di guarigione» è un dono libero di Dio;

- Come tutti gli altri carismi nella Chiesa esso è suscitato dallo Spirito Santo per il bene comune (1Cor 12,4-11).

Dato il contesto liturgico in cui si svolgono tali riunioni, l’autorità ecclesiastica, a cui spetta vigilare e dare le opportune norme per il retto svolgimento delle celebrazioni liturgiche, ha il dovere di dare le opportune disposizioni per evitare confusioni e abusi.

1. Ogni fedele può pregare Dio per ottenere la guarigione.

2. Le preghiere di guarigione sono «liturgiche» solo se sono inserite nei libri liturgici approvati dalla competente autorità ecclesiastica e se avvengono secondo il rito prescritto e con le vesti sacre indicate nel Rituale Romanum.

3. Sono ammessi a celebrare e a presiedere le riunioni di preghiera solo i sacerdoti e/o ministri conosciuti dal Rettore della chiesa e autorizzati dall’Ordinario locale.

4. Il ministero dell’esorcismo deve essere esercitato dalle persone nominate dal Vescovo della Diocesi e secondo le norme della Chiesa.

5. I sacerdoti usino grande cautela di fronte a quanti si attribuiscono carismi e poteri soprannaturali, visioni, rivelazioni celesti o esibiscono fenomeni paranormali tali da indurre ad una facile credulità popolare e facciano sempre riferimento al discernimento e al giudizio dell’Ordinario.

6. I fedeli evitino di partecipare, anche per pura curiosità, alle riunioni di preghiera non autorizzate dall’Ordinario per non incrementare un fenomeno che non aiuta a crescere nella fede e rischia di compromettere la comunione ecclesiale.

Come dice S. Cromazio d’Aquileia: «Ci fu un tempo in cui il diavolo ci aveva disperso in varie direzioni; ma è venuto successivamente il tempo in cui Cristo ci ha raccolti in unità» (Sermone XXXIII, 2). 28 ottobre 2008

+ Mons. Pietro Brollo, Arcivescovo di Udine

+ Mons. Dino De Antoni, Arcivescovo di Gorizia

+ Mons. Ovidio Poletto, Vescovo di Concordia-Pordenone

+ Mons. Eugenio Ravignani, Vescovo di Trieste



Incontri formativi per la Forania di Porpetto

Come io vi ho amato: Narrare la Fede.

Approfondimenti sul tema dell'anno pastorale






Lunedì 10 novembre prende avvio un corso, che proseguirà per tre lunedì, di formazione per catechisti e quanti sono interessati ad approfondire il tema dell'anno pastorale:

Come io vi ho amato: Narrare la Fede.


Titoli degli incontri:


Lunedì 10 novembre Casa della Gioventù ore 20.30 San Giorgio di Nogaro

1. La festa, cuore del tempo. Uno "spazio" per vivere e trasmettere la fede.

don Loris Della Pietra. Direttore dell'Ufficio liturgico diocesano


Lunedì 17 novembre Casa della Gioventù ore 20.30 San Giorgio di Nogaro

2. Una catechesi per accogliere la festa della vita e della libertà.

don Roberto Gabassi Direttore dell'Ufficio catechistico diocesano

Lunedì 24 novembre Casa della Gioventù ore 20.30 San Giorgio di Nogaro

3. Una catechesi della festa: è possibile?

Laboratorio

don Roberto Gabassi Direttore dell'Ufficio catechistico diocesano


Due serate a carattere biblico

IO SONO IL SIGNORE TUO DIO, CHE TI HO FATTO USCIRE DALL'EGITTO

IL CAMMINO DELLA LIBERTÀ


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La Consulta Giovanile della Forania di Porpetto organizza, nei giorni 7 e 14 novembre 2008 alle ore 20,30, due serate a carattere biblico sul tema: IO SONO IL SIGNORE; TUO DIO, CHE TI HO FATTO USCIRE DALL'EGITTO-IL CAMMINO DELLA LIBERTÀ,

L'iniziativa si inserisce nel percorso di catechesi per giovani-adulti ed animatori della Forania che sono invitati a partecipare numerosi,

Gli incontri si svolgeranno nella Casa della Gioventù di San Giorgio di Nogaro.


Domenica 2 novembre 2008


COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (Messa I)


PRIMA LETTURA (Gb 19,1.23-27a)
Io lo so che il mio redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe

Rispondendo Giobbe prese a dire:
«Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo,
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via,
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 26)
Rit: Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? Rit

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. Rit

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. Rit

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. Rit

SECONDA LETTURA (Rm 5,5-11)
Giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 6,40)
Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO (Gv 6,37-40)
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La meta della nostra speranza è l’abbraccio amoroso e appassionato del Padre, che ci attende nella gloria del cielo. Chiediamogli aiuto, perché ci attiri a sé e ci sostenga nelle prove della vita terrena.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Per
la Chiesa, dove convivono i peccati degli uomini e la santità di Dio, perché i credenti non si lascino scoraggiare dalle cadute e dalle sconfitte, ma perseverino nel santo viaggio che li condurrà nella comunione divina. Per questo preghiamo.
2. Per tutti i fratelli e le sorelle che nel mondo sono perseguitati a causa della loro fede, perché trovino il coraggio di testimoniare la coerenza dell’essere cristiani e la forza per essere fedeli al Vangelo. Per questo preghiamo.
3. Perché tutti gli uomini di buona volontà si impegnino ad aiutare i poveri, coloro che hanno fame e sete di giustizia, promuovendo il bene comune. Per questo preghiamo.
4. Per chi soffre nel corpo e nello spirito, perché sappia associare le sue sofferenze alla croce di Cristo, nell’attesa fiduciosa della gloria celeste, quando i santi lo accoglieranno in Paradiso. Per questo preghiamo.
5. Per tutti noi che partecipiamo a questa assemblea eucaristica, perché il Signore ci doni la beatitudine dei puri di cuore, al fine di comprendere a quale speranza ci ha chiamati e di quale amore ci ha rivestiti. Per questo preghiamo.

6. Perché il Signore apra le braccia accoglienti alle sorelle e ai fratelli defunti della nostra comunità: essi hanno condiviso con noi il Pane e la Parola; per questo preghiamo.

O Padre, i nostri santi nel cielo pregano con noi e per noi. Uniamo le nostre suppliche alle loro, perché tu le ascolti e ci renda capaci di essere come ci vuoi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI (messa II)

PRIMA LETTURA

Il Signore eliminerà la morte per sempre.

Dal libro del profeta Isaìa

25, 6a.7-9

In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti

per tutti i popoli, su questo monte,

un banchetto di grasse vivande.

Egli strapperà su questo monte

il velo che copriva la faccia di tutti i popoli

e la coltre distesa su tutte le nazioni.

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,

l’ignominia del suo popolo

farà scomparire da tutta la terra,

poiché il Signore ha parlato.

E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;

in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.

Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;

rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 24 (25)

R/. Chi spera in te, Signore, non resta deluso.

Oppure:

R/. A te, Signore, innalzo l’anima mia.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia

e del tuo amore, che è da sempre.

Ricòrdati di me nella tua misericordia,

per la tua bontà, Signore. R/.

Allarga il mio cuore angosciato,

liberami dagli affanni.

Vedi la mia povertà e la mia fatica

e perdona tutti i miei peccati. R/.

Proteggimi, portami in salvo;

che io non resti deluso,

perché in te mi sono rifugiato.

Mi proteggano integrità e rettitudine,

perché in te ho sperato. R/.

SECONDA LETTURA

Aspettiamo la redenzione del nostro corpo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

8, 14-23

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono

figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere

nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per

mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».

Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di

Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo,

se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche

alla sua gloria.

Ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non siano

paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente

aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei

figli di Dio.

La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua

volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza

che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della

corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie

del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le

primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a

figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Mt 25, 34

R/. Alleluia, alleluia.

Venite, benedetti del Padre mio,

ricevete in eredità il regno preparato per voi

fin dalla creazione del mondo.

R/. Alleluia.

VANGELO

Venite benedetti del Padre mio.

Dal Vangelo secondo Matteo

25, 31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con

lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati

tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le

pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla

sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti

del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla

creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da

mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi

avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in

carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto

affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato

da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o

nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in

carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità

io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli

più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me,

maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli,

perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e

non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e

non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto

affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti

abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico:

tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non

l’avete fatto a me”.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita

eterna».

Parola del Signore.


COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI (messa III)

PRIMA LETTURA

Il Signore li ha graditi come l’offerta di un olocausto.

Dal libro della Sapienza

3, 1-9

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio,

nessun tormento li toccherà.

Agli occhi degli stolti parve che morissero,

la loro fine fu ritenuta una sciagura,

la loro partenza da noi una rovina,

ma essi sono nella pace.

Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi,

la loro speranza resta piena d’immortalità.

In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici,

perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé;

li ha saggiati come oro nel crogiolo

e li ha graditi come l’offerta di un olocausto.

Nel giorno del loro giudizio risplenderanno,

come scintille nella stoppia correranno qua e là.

Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli

e il Signore regnerà per sempre su di loro.

Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità,

i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui,

perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Dai Salmi 41-42 (42-43)

R/. L’anima mia ha sete del Dio vivente.

Come la cerva anela

ai corsi d’acqua,

così l’anima mia anela

a te, o Dio. R/.

L’anima mia ha sete di Dio,

del Dio vivente:

quando verrò e vedrò

il volto di Dio? R/.

Avanzavo tra la folla,

la precedevo fino alla casa di Dio,

fra canti di gioia e di lode

di una moltitudine in festa. R/.

Manda la tua luce e la tua verità:

siano esse a guidarmi,

mi conducano alla tua santa montagna,

alla tua dimora. R/.

Verrò all’altare di Dio,

a Dio, mia gioiosa esultanza.

A te canterò sulla cetra,

Dio, Dio mio. R/.

Perché ti rattristi, anima mia,

perché ti agiti in me?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,

lui, salvezza del mio volto e mio Dio. R/.

SECONDA LETTURA

Non vi sarà più la morte.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

21, 1-5a.6b-7

Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di

prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la

città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta

come una sposa adorna per il suo sposo.

Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:

«Ecco la tenda di Dio con gli uomini!

Egli abiterà con loro

ed essi saranno suoi popoli

ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.

E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi

e non vi sarà più la morte

né lutto né lamento né affanno,

perché le cose di prima sono passate».

E Colui che sedeva sul trono disse:

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose.

Io sono l’Alfa e l’Omèga,

il Principio e la Fine.

A colui che ha sete

io darò gratuitamente da bere

alla fonte dell’acqua della vita.

Chi sarà vincitore erediterà questi beni;

io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio».

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO

Cf. Mt 11, 25

R/. Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,

Signore del cielo e della terra,

perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno.

R/. Alleluia.

VANGELO

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo

5, 1-12a

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e

si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro

dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,

diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed

esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.



Sabato 1 novembre 2008


TUTTI I SANTI


Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (Ap 7,2-4.9-14)
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».
E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 23)
Rit: Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. Rit

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. Rit

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. Rit

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-3)
Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me,
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia.

VANGELO (Mt 5,1-12a)
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Camminiamo sulle strade del mondo come viandanti portatori di speranza, donata a noi da Dio, che ci salva con il sacrificio di Cristo. Grati di questo grande amore osiamo chiedere al Padre supplementi di Grazia, per essere davvero come lui ci vuole.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Illumina la Chiesa, Signore, con la tua presenza, e fa’ che da essa partano fiumi di pace, perché ogni uomo possa riconoscere nella sua voce la tua e seguire così il richiamo verso la salvezza. Preghiamo.
2. Rendici, o Padre, testimoni fedeli e generosi della tua Parola nelle città degli uomini, perché in ogni comunità risuoni l’annuncio della buona notizia che salva il mondo. Preghiamo.
4. Siamo pellegrini nel mondo, Signore, e spesso perdiamo la strada. Illumina la nostra via con la fede in te, perché possiamo vestire la divisa della gioia, che sgorga dalla comunione con te. Preghiamo.
5. La croce è dura da portare, o Padre. Dacci il coraggio della coerenza e della fedeltà, affinché anche nel dolore, vissuto per amore, possiamo condividere il dono di sé che Cristo ha fatto per la salvezza del mondo. Preghiamo.

Sappiamo, Signore, che tu ci ami. Che cosa potremmo chiedere di più? Eppure siamo qui a pregarti perché tu ci sostenga con la tua dolcezza, facendoci sperimentare la tua presenza amorevole. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

CRISI A TORVISCOSA
Caffaro, giovedì una nuova protesta versione testuale
La manifestazione a Trieste sotto il palazzo della Regione

TORVISCOSA ( 28 ottobre, ore 17) - I rappresentanti sindacali dei lavoratori della Caffaro hanno sciolto le riserve. La manifestazione di protesta si svolgerà giovedì sotto il palazzo della regione a Trieste, in piazzale Oberdan. Proprio mentre il consiglio regionale sarà riunito per discutere la normativa sul commercio.
“Vogliamo che dall’aula ci sentano – dice il segretario provinciale della Cisl Chmici, Augusto Salvador – e che ascoltino le nostre ragioni. Chiediamo un tavolo di discussione unico per affrontare la crisi. Vogliamo che anche i sindacati vengano coinvolti nella trattativa tra regione e proprietà”. Si tratta di una forma di protesta decisa dopo l’incontro della scorsa settimana tra Rsu e gli assessori regionali Ciriani, Rosolen e Lenna. “A questo punto – continua Salvador – però vogliamo conoscere quale sarà il futuro dei lavoratori della Caffaro”.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Vatican News 7 giugno 2026

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