PRIMA LETTURA(Ger 23,1-6) Radunerò il resto delle mie pecore, costituirò sopra di esse pastori.
Dal libro del profeta Geremìa
Dice il Signore: «Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio d’Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore. Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho scacciate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore. Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele vivrà tranquillo, e lo chiameranno con questo nome: Signore-nostra-giustizia». Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE(Sal 22) Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Rinfranca l’anima mia. Rit.
Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Rit.
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. Rit.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. Rit.
SECONDA LETTURA(Ef 2,13-18) Egli è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Parola di Dio
Canto al Vangelo(Gv 10,27) Alleluia, alleluia. Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore, e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.
VANGELO(Mc 6,30-34) Erano come pecore che non hanno pastore.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Parola del Signore
Preghiera dei fedeli C – Fratelli e sorelle, lasciamoci guidare dallo Spirito del Signore, che sostiene la nostra debolezza e ispira la nostra preghiera. Con fiducia rivolgiamo le nostre invocazioni a Dio, padrone della forza e giudice ricco di indulgenza e mitezza.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Guida e sostieni il tuo popolo, Signore.
1.Per il Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Pietro, il nostro Parroco Livio e per tutti i Presbiteri, perché imitando Gesù, Buon Pastore, possano guidare la Chiesa con amore, saggezza e coraggio, per questo ti preghiamo
2.Per coloro che governano le nazioni, perché amministrino la cosa pubblica avendo a cuore i più deboli e coloro che sono più bisognosi, per questo ti preghiamo
3.Per ciascuno di noi, perché diventiamo fautori di pace in un mondo che con la sua violenza uccide giovani vite. per questo ti preghiamo
4.Per i bambini, i ragazzi, gli animatori, i volontari dell’oratorio estivo perché Maria, Madre di Gesù, sia loro vicina, con la sua intercessione, in ogni momento della loro vita. Per questo ti preghiamo
5.Per le persone che hanno donato il tempo all’oratorio estivo, perché lo Spirito Santo continui ad assistere questa Comunità nel cammino cristiano dei più giovani, per questo ti preghiamo
6.La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre il nostro fratello: SCARPIN CORRADO. Il Signore lo renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo
C – Dona ancora, o Padre, alla tua Chiesa, convocata per la Pasqua settimanale, di gustare nella Parola e nel Pane di vita la presenza del tuo Figlio, perché riconosciamo in Lui il vero profeta e pastore, che ci guida alle sorgenti della gioia eterna. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.T - Amen.
Udine, 16 lug. - (Adnkronos) - La nave mercantile Mikhail Kuznetsv, sigla 9202467, battente bandiera St. Vincente e Grenadine, stamattina ha cozzato contro il rimorchiatore Aran e la nave passeggeri in costruzione Seabourn Sojour, entrambe ormeggiate alla banchina Cimolai a San Giorgio di Nogaro (Udine). Secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri, la Mikhail Kuznetsv, salpata dal porto di Ancona e diretta a Porto Margreth (Udine), si trovava lungo il canale navigabile Aussa-Corno quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo della rotta andando a collidere contro le altre due imbarcazioni.
La Mikhail Kuznetsv ha una stazza lorda di 3.376 GT, lunghezza 97,4 metri e 16 componenti dell'equipaggio equipaggio. L'incidente ha causato solo danni contenuti alle imbarcazioni, ma ha comportato la chiusura del canale navigabile per le operazioni di soccorso dirette dall'Ufficio circondariale marittimo di Porto Nogaro.
Mons. Pietro Brollo annuncia il tema dell'anno pastorale 2009/2010
"Comunità cristiane capaci di vivere e trasmettere la fede oggi. Al pozzo di Giacobbe per ascoltarsi".
Le croci astili presenti in Cattedrale
Nel corso della celebrazione dei primi Vespri dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato, sabato 11 luglio, in una Cattedrale gremita di fedeli e dalla presenza unanime di tutte le foranie dell'Arcidiocesi di Udine - rappresentate dalle loro croci astili ornate da nastri multicolori -, l'Arcivescovo mons. Pietro Brollo ha annunciato il tema del prossimo anno pastorale 2009/2010, racchiuso nello slogan "Comunità cristiane capaci di vivere e trasmettere la fede oggi. Al pozzo di Giacobbe per ascoltarsi".
Il riferimento è all'episodio evangelico nel quale Gesù, presso il pozzo di Giacobbe, inizia un dialogo con una Samaritana - considerata dagli ebrei una credente non "ortodossa", e inoltre stigmatizzata per la sua una vita moralmente disordinata - facendone emergere i più profondi desideri e aspirazioni, che trovano risposta solo nella fede in Dio.
Lo stesso impegno sarà dei cristiani friulani nel corso dei prossimi mesi. "E' importante metterci in ascolto della cultura del nostro tempo - ha affermato l'Arcivescovo - per discernere i semi del Verbo già presenti in essa, anche al di là dei confini visibili della Chiesa. Ascoltare le attese più intime dei nostri contemporanei, prendere sul serio desideri e ricerche, cercare di capire cosa fa ardere i loro cuori e cosa invece suscita in loro paura e diffidenza. E' importante per poterci fare servi della loro gioia e della loro speranza".
Ecco il Testo integrale dell'omelia:
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
lo spirito con cui siamo chiamati a vivere la proposta del nuovo Anno Pastorale è ben delineato da san Paolo nel breve tratto della lettera ai Romani che è stato appena proclamato; esso ci invita a superare ogni timore circa le difficoltà che possiamo incontrare nel testimoniare il Vangelo di Cristo al mondo di oggi. L’Apostolo infatti ci ripete con fermezza: “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati” (Rm 8,35. 37).
La festività dei santi Patroni Ermacora e Fortunato, di cui celebriamo i Primi Vespri, ci è di ulteriore stimolo perché non ci venga mai a mancare il coraggio di proclamare la Parola, giacché ci accompagna e ci assiste sempre lo Spirito del Signore; abbiamo bisogno infatti ogni giorno e in ogni circostanza di una perenne Pentecoste: di fuoco nel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo.
Per tre anni (2006/2009) abbiamo percorso come diocesi un cammino unitario all’insegna del tema-orizzonte “Comunità cristiane capaci di vivere e trasmettere la fede oggi”.
La scelta, condivisa positivamente dalle parrocchie e dalle foranie, di puntare tuttiverso la stessa direzione, seppur con modalità diverse:
-ha reso più visibile una Chiesa-comunione,
-ha sollecitato le parrocchie a mettersi in rete nelle foranie per condividere obiettivi pastorali comuni,
-ha messo in relazione tra di loro gli operatori pastorali,
-è diventata occasione di formazione comune per presbiteri e laici.
L’importanza del cammino fatto, ma certamente non completato, mi spinge tuttavia ad accogliere la proposta dell’Assemblea pastorale diocesana del 9 maggio scorso, di “regalarci ulteriore tempo” per assimilare il tema della “traditio fidei” ed approfondire le esperienze pastorali solamente abbozzate nel triennio che si è appena concluso. Questa maturazione si dimostra necessaria, poiché risulta chiaro che essa non può risultare superficiale, né parziale o incostante. Infatti non si trasmette efficacemente la fede:
- se non si vivono relazioni autentiche con Dio e gli uomini (2006/7);
-se non si ascolta e non si dialoga con la complessità e la fragilità della società contemporanea (2007/8)
-se non si vivono e testimoniano le dinamiche proprie della festa e della festa cristiana (2008/9).
E’ una maturazione che deve coinvolgere non solo gli operatori pastorali, ma l’intera comunità parrocchiale con una costanza nell’impegno tale da offrire la possibilità di consolidare le buone abitudini o prassi pastorali che si sono appena individuate.
C’è la necessità inoltre di maturare una chiara consapevolezza che la trasmissione della fede non si realizza se non ci si immerge nel mondo di oggi, apprendendone i nuovi linguaggi, per cogliere il positivo che avanza e attrezzarci con una capacità di dialogo che ci faccia usare terminologie, gesti ed atteggiamenti in grado di essere colti dai nostri contemporanei.
Per raggiungere questo obiettivo diventa indispensabile mettersi in ascolto delle situazioni vitali delle persone e delle comunità: in altri termini, in ascolto del nostro mondo; ascolto che non avvenga dall’alto o dal di fuori, ma che lo si realizzi, vivendoci dentro.
Mi pare significativo a riguardo di una modalità di ascolto di poter presentare come icona espressiva del prossimo anno pastorale “la Samaritanaal pozzo di Giacobbe in dialogo con Gesù”. Egli infatti non solo non disdegna, ma ricerca questo dialogo con una persona che lui sa avere sete di conoscenza e di verità, dentro una vita disastrata; un dialogo che trasformerà la Samaritana in un’autentica “missionaria”, testimone del Messia.
Ciò significa che anche noi dobbiamo promuovere nelle comunità la coscienza di diventare sempre più “Chiesa in missione nel proprio tempo”. Dunque una Chiesa in dialogo con il mondo, guardato “con simpatia”, capace di annunziare in Vangelo a tutti anche, come si usa dire, “uscendo dalla soglia”.
Mi sembra quindi che la domanda che diventa sempre più pressante non è solo quella che chiede “come entro in chiesa, ma come esco dalla chiesa”, con quale proposito. L’aiuto ricevuto dall’ascolto della parola di Dio e dalla partecipazione all’Eucaristia dovrebbe alimentare in noi la passione di una fede vissuta che ci spinge ad incontrare non solo chi entra in chiesa, ma anche chi si sente estraneo, o interessato solo occasionalmente, o che vive in situazioni irregolari, chi non crede più, chi non ha mai creduto o solo pensa di non credere.
Si tratta di iniziare un dialogo come Gesù ha fatto con la Samaritana; sì, perché è lui che inizia il dialogo!
L’opera di evangelizzazione da parte di Gesù è così riassunta nella predicazione di Pietro: «Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (At 10,38). Gesù è passato facendo il bene: ha condotto una vita buona, nel senso che ha aiutato gli altri a far emergere il potenziale di bene e di vita che li abitava, liberandoli dal potere del demonio e risanandoli dalle contraddizioni di cui erano prigionieri. Per questo Egli è stato anche un ascoltatore attento del suo tempo, capace di valorizzare tutto il bene disseminato in Israele e nella cultura del suo popolo.
Il Vangelo è il più grande dono di cui disponiamo noi cristiani. Perciò dobbiamo condividerlo con tutti gli uomini e le donne che sono alla ricerca di ragioni per vivere, di una pienezza della vita e oggi aumenta sempre più il numero di coloro che, nel disorientamento della vita di oggi, si mettono in atteggiamento di ricerca, alle volte, purtroppo, su strade sbagliate.
“Perché – dice il profeta Geremia - il mio popolo ha commesso due iniquità:
essi hanno abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
per scavarsi cisterne, cisterne screpolate,
che non tengono l’acqua”. (Ger 2, 13)
E’ importante metterci in ascolto della cultura del nostro tempo, per discernere i semi del Verbo già presenti in essa, anche al di là dei confini visibili della Chiesa. Ascoltare le attese più intime dei nostri contemporanei, prenderne sul serio desideri e ricerche, cercare di capire che cosa fa ardere i loro cuori e cosa invece suscita in loro paura e diffidenza, è importante per poterci fare servi della loro gioia e della loro speranza, secondo l’insegnamento di san Paolo: “Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia…” (2 Cor 1, 24)
Non possiamo affatto escludere, inoltre, che i non credenti abbiano qualcosa da insegnarci riguardo alla comprensione della vita e che dunque, per vie inattese, il Signore possa in certi momenti farci sentire la sua voce attraverso di loro.
Questa prospettiva pastorale così allargata esige in modo ancora più evidente la necessità del coinvolgimento e della corresponsabilità di tutte le componenti ecclesiali e quindi dei laici in particolare.
L’esperienza ecclesiale del “camminare insieme”, presbiteri e laici, secondo l’ecclesiologia del Vaticano II ripresa dal Sinodo udinese V, sta fortunatamente radicandosi sempre più nelle nostre comunità.
Il documento “Il referente pastorale laico. Orientamenti pastorali”, che ho ufficialmente consegnatonella festa dei Santi Patroni del 2008, ha segnato in modo importante il cammino di questo ultimo periodo promuovendo e riconoscendo nella nostra Chiesa locale una ministerialità laicale sempre più diffusa. I mandati ai Referenti foraniali d’ambito e quelli che stanno maturando relativamente ai Referenti di comunità ne sono una prova tangibile.
Si tratta di continuare a testimoniare la comunione e la corresponsabilità in parrocchia, in forania e in diocesi cercando di colmare alcuni ritardi evidenti dovuti ad impostazioni ecclesiologiche divergenti da quelle conciliari e sinodali. Solo formandosi e progettando insieme si potrannoprodurre forme ecclesiali ed evangeliche valide di trasmissione responsabile della fede.
A questo riguardo mi piace qui sottolineare la presenza anche stasera di alcuni laici che quest’anno si sono resi disponibili a ricevere il “mandato” di referente pastorale, unendosi così alla schiera di coloro che hanno fatto questo passo negli anni precedenti ed in attesa che altri ancora abbiano la generosità di proporsi.
Chiudendo la Lettera Pastorale “Signore sulla tua Parola…”, richiamavo ciò che il Signore disse ad Abramo, il padre di tutti i credenti che sperò contro ogni speranza, quando gli disse.”Esci dalla tua terra e va…” (cf. Gen 12,1).
“La missione è elemento costitutivo ed essenziale del nostro essere Chiesa. Essa non può rimanere chiusa in se stessa, ma con l’assistenza dello Spirito santo essa deve continuare l’annuncio di salvezza ricevuto dagli apostoli. Lo stile della missione per l’annuncio del Vangelo implica che guardiamo con occhi nuovi la realtà e ascoltiamo con amore e empatia gli uomini e le donne, i giovani e gli anziani di oggi. Tutti siamo chiamati a guardare il “mondo” con occhi di amore, per scoprirvi le cose belle o tristi, ma con il desiderio di cogliere i germi del futuro…” e ripeto quanto detto sopra, mettersi in atteggiamento di missione “con il fuoco nel cuore, la parola sulle labbra, la profezia nello sguardo”.
L’anno pastorale 2009/2010, in conclusione, può essere sintetizzato con queste parole:
“Comunità cristiane capaci di vivere e trasmettere la fede oggi.
Al pozzo di Giacobbe per ascoltarsi”.
L’intercessione dei nostri santi Patroni Ermacora e Fortunato, l’assistenza della Vergine Maria, Madre della Chiesa, la lunga schiera dei santi e dei martiri che sono gloria della nostra Chiesa, l’entusiasmo di san Paolo che abbiamo appena commemorato ci infondano coraggio per essere gioiosi testimoni di Cristo per tutto il nostro amato Popolo Friulano.
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PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Ezechiele 34,11-16
Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Le ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni. Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui monti d’Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione. Le condurrò in ottime pasture e il loro ovile sarà sui monti alti d’Israele; là riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d’Israele. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE Rit: Il Signore è il mio pastore non manco di nulla
Su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
SECONDA LETTURA
Dalla seconda lettera di Paolo apostolo ai Corinzi4,7-15
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. Di modo che in noi opera la morte, ma in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, ancora più abbondante ad opera di un maggior numero, moltiplichi l’inno di lode alla gloria di Dio. Parola di Dio
Sequenza
È in festa il nostro popolo,
esulta nella gioia:
onora il grande Ermacora
la Chiesa Aquileiese
A Fortunato martire
Uguale onor sia dato:
la stessa prova vinsero,
uniti nella fede.
Guidato dallo Spirito,
Ermacora converte
I peccatori e i deboli,
li libera per Cristo.
Condotto poi nel carcere
Resiste ad ogni pena;
la sua preghiera illumina
l’attesa dei credenti.
Or Fortunato predica:
e chiama a vita nuova
coloro che professano
la fede trinitaria.
Incarcerato, vittima,
per Cristo lotta e vince.
Insieme al santo vescovo
Il diacono si immola.
Colui che a questi martiri
Il vero premio ha dato,
a noi, per loro tramite,
conceda uguale gloria. Amen
Canto al Vangelo
Alleluia
Beati i perseguitati per amore della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli
Alleluia
VANGELO
Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato”.Parola del Signore
Preghiera dei fedeli Dio ha scelto Ermacora e Fortunato per annunciare il suo Regno nella terra di Aquileia. A noi dona tutto ciò che è necessario per continuare la sua missione. Preghiamo perché vinca le nostre resistenze e la nostra lentezza nel rispondere al suo invito. Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, Signore, il tuo Spirito.
1. Per la Chiesa, nata dall'acqua del Battesimo e guidata dallo Spirito, e per i pastori della Chiesa, perché, come San Marco e i santi Ermacora e Fortunato sentano la responsabilità e l'urgenza di portare la parola di Gesù a tutti gli uomini, preghiamo.
2. Per tutti coloro che hanno responsabilità nella società civile, perché esercitino il loro compito in spirito di servizio e non per la ricerca di prestigio, accogliendo e favorendo soprattutto i più poveri e disagiati, preghiamo.
3. Per i missionari e le persone che lavorano per i popoli più poveri, perché abbiano il coraggio della denuncia delle ingiustizie e la tenerezza dell'amore nell'incontro con tutti, preghiamo.
4. Per coloro che sono divenuti tempio dello Spirito con il dono del Battesimo e della Confermazione, perché il dono di Dio li faccia crescere nella vita della Chiesa, preghiamo.
5. Per noi che nella solennità dei Santi Ermacora e Fortunato abbiamo accolto la tua Parola, perché ci rendiamo disponibili all'annuncio del Vangelo, testimoniando con la vita la fede che abbiamo ricevuto, preghiamo.
6. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre il nostro fratello: DI VORA DUILIO. Il Signore lo renda partecipe della sua risurrezione,per questo ti preghiamo
O Padre, tu doni sempre all'umanità profeti e testimoni del tuo amore. Rendici sempre coscienti del tuo dono e responsabili del compito che ci hai affidato dal giorno del nostro Battesimo. Per Cristo nostro Signore
Si l'oratorio oggi si è spostato in montagna...li pensiamo in riva al lago di Fusine(invidiati da chi non è potuto andare!) intenti a giocare, piccoli e grandi!
Purtroppo lo scriba si è collegato troppo tardi alla webcam del Monte Lussari e non ha spiato i segreti dei pellegrini...però hanno lasciato in ordine la montagna, non c'è niente fuori posto!
ENCICLICA: ACLI, "CIVILIZZAZIONE ECONOMIA" E "LAVORO DECENTE" QUESTIONI FONDAMENTALI
Immigrati: una sola famiglia umana, gli stranieri come risorsa
Roma, 7 luglio 2009 - La "civilizzazione dell'economia" e il "lavoro decente", ma anche l'immigrazione e il rapporto «fondamentale» tra carità e verità, che «pone le fondamenta per un impegno sociale chiamato a cambiare il mondo». Questi gli aspetti principali dell'enciclica di Papa Benedetto XVI sottolineati in un primo commento dal presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero.
«Non si può vivere la carità, sembra spiegarci Benedetto XVI, senza impegnarsi per il cambiamento della società. E' l'amore per la verità che porta chi opera la carità a impegnarsi "politicamente" per lo sviluppo umano».
«L'enciclica - continua il presidente delle Acli - pone elementi innovativi riguardo alla visione dell'economia». L'invito alla "civilizzazione dell'economia" «porta a superare la logica mercato-Stato, creando nuove forme di democrazia, partecipazione, redistribuzione e socialità nell'attività economica». Un principio che «non solo scardina la tradizionale visione dell'economia capitalistica, ma allarga anche le responsabilità della società civile».
Quindi l'appello ad un "lavoro decente" per tutti, che riprende «un'idea carissima alle Acli» - afferma Olivero. «Il paradigma di un lavoro che sia dignitosamente retribuito e ragionevolmente stabile, che si svolga in condizioni ambientali accettabili, che accresca le capacità di una persona anziché impoverirle. Un lavoro, insomma, che rispetti la vita e non la consumi»
Infine, l'attenzione ai diritti "fondamentali e inalienabili" dei migranti, che vanno rispettati "da tutti e in ogni situazione". «Il Papa - conclude Olivero - ribadisce qui alcuni principi fondamentali per affrontare il tema dell'immigrazione: i lavoratori stranieri non sono una minaccia ma una risorsa per l'economia, senza per questo poter essere ridotti a "mera forza lavoro". L'immigrazione è un fenomeno epocale da gestire con lungimiranza e nella consapevolezza che esiste una sola famiglia umana»
L'Arcivescovo presenta il tema del nuovo anno pastorale
Durante i Vespri solenni nella vigilia della festa dei Santi patroni Ermacora e Fortunato l'Arcivescovo presenta il nuovo anno pastorale. L'appuntamento è per sabato 11 luglio, alle ore 20.30 in Cattedrale.
PROGRAMMA DELLA CELEBRAZIONE - celebrazione solenne dei primi Vespri dei Santi Ermacora e Fortunato - presentazione dell’anno pastorale 2009-2010 - consegna dei “Mandati pastorali”
NOTE ORGANIZZATIVE - ogni Forania sia rappresentata dalle croci astili abbellite con nastri; si auspica anche la partecipazione delle croci delle Pievi storiche presenti sul territorio della nostra diocesi - i vicari episcopali, i vicari foranei e i canonici del Capitolo metropolitano e dell’Insigne Collegiata di Cividale partecipino alla processione d’ingresso che muoverà dall’Oratorio della Purità - i presbiteri portino con sé camice e stola rossa - parteciperanno alcuni cori parrocchiali
SOLENNITA’ DEI SANTI PATRONI Domenica 12 luglio Come ogni anno la Solennità liturgica dei Santi Patroni si celebrerà in Cattedrale alle ore 10.30. Visto che tale festa cade quest’anno di domenica si invitano le comunità a celebrarla nella propria parrocchia in comunione con la Chiesa diocesana. E’ buona cosa, se possibile, partecipare alla celebrazione in Cattedrale e/o a quella in Aquileia alle ore 19.00 entrambe presiedute dal nostro Arcivescovo.