Addio a Carlo Sgorlon, in migliaia ai funerali

Migliaia di udinesi hanno tributato oggi l'ultimo saluto allo scrittore Carlo Sgorlon, morto il giorno di Natale, a 79 anni, dopo una breve malattia. Al rito funebre presenti il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, e il sindaco di Udine, Furio Honsell
di Elvio Guagnini
Carlo Sgorlon
Carlo Sgorlon
UDINE. Migliaia di udinesi hanno tributato oggi l'ultimo saluto allo scrittore Carlo Sgorlon, morto il giorno di Natale, a 79 anni, dopo una breve malattia. Il rito funebre - cui, tra gli altri, hanno assistito il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, e il sindaco di Udine, Furio Honsell - è stato concelebrato da nove parroci e presieduto da don Claudio Como, della chiesa di San Quirino Martire, parrocchia frequentata dal pluripremiato scrittore friulano. Nell'omelia, don Como ha brevemente ricordato lo scrittore e l'uomo Sgorlon, "coerente nella sua lode al Friuli e alla sacralità della vita fino all'ultimo".

Dopo il rito sono intervenuti anche mons. Giulio Gherbezza, che ha portato i saluti dell'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, la flautista Luisa Sello e il regista Marcello De Stefano. "Ha avuto il coraggio di essere coerente in un mondo dove la trasgressione ai valori la fa da padrone - ha detto De Stefano - per questo si è salvato". Il sindaco di Udine ha invece assunto l'impegno a fare in modo "che il pensiero di Sgorlon possa rimanere sempre vivo". Lo scrittore friulano - il cui ultimo libro 'Il Circolo Swedenborg uscirà postumo il 16 febbraio 2010 - riposerà nel cimitero di Raspano di Cassacco (Udine), paesino della collina morenica che da anni Sgorlon aveva assunto a suo 'buen retiro'.
Solidarietà in preghiera davanti al presepe.
Il messaggio dell'Arcivescovo per il Natale 2009 versione testuale
La notte della nascita di Gesù venne dagli angeli l’augurio più bello: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.
Questo è l’augurio che desidero rivolgere a tutti nel mio primo Natale come Arcivescovo di Udine.

Una delle belle scoperte che sto facendo è la passione del popolo friulano per il presepio. In più parti si moltiplicano mostre e rassegne che accolgono presepi artistici e presepi semplici, ma sempre significativi.
E’ bello constatare che conserviamo un grande interesse per quello che, assieme al crocifisso, è il simbolo più popolare della nostra fede cristiana.
Continuiamo a mettere il presepio e il crocifisso nelle chiese, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro e di studio, lungo le strade, contrastando certe voci che vorrebbero impoverire la nostra vita sociale togliendo questi simboli.
Quando con gioia e impegno abbiamo fatto il presepio non dimentichiamoci di pregare davanti al presepio. Non accontentiamoci di guardarlo solo come una creazione artistica e piacevole da osservare.

Se nelle famiglie, durante questo tempo natalizio, ci si riunisce attorno al presepio per pregare, allora trasmetteremo profondamente ai figli i segni e i valori della nostra tradizione cristiana.
Il nostro posto nel presepio è con i pastori e i magi, inginocchiati davanti a Gesù che giace sulla paglia con le braccia aperte per accogliere tutti.
In ginocchio ci sentiamo tutti più piccoli e bisognosi del Salvatore che è nato da Maria. Ci sentiamo tutti fratelli pronti a fare spazio accanto a noi anche a chi è più povero e solo.
Il presepio ci insegna anche questo e di solidarietà generosa hanno bisogno tante persone che si sono trovate, magari improvvisamente, in difficoltà economiche.
In questo Natale, mentre stiamo inginocchiati davanti a Gesù bambino guardiamoci attorno per vedere dove lui ci attende: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare”.
Ognuno dia il suo contributo per una catena di solidarietà e non si giustifichi dicendo: non mi sono accorto di nessun povero.
Care sorelle e fratelli, se staremo davanti al presepio in preghiera e dandoci una mano l’uno con l’altro conserveremo la nostra tradizione di fede e i suoi grandi simboli.
Così sarà un buon Natale che di cuore auguro a tutti con la divina Benedizione sul nuovo anno che stiamo iniziando.
Buon Natale e buon anno a tutti.
+ Andrea Bruno Mazzocato, Arcivescovo di Udine

Morto a Udine lo scrittore Carlo Sgorlon


Aveva 79 anni. Cultura friulana in lutto. Martedì i funerali

UDINE (26 dicembre, ore 14) - La sera di Natale è morto a Udine lo scrittore Carlo Sgorlon. Aveva 79 anni. Era malato da tempo e ricoverato da un mese e mezzo nell'ospedale “Santa Maria della Misericordia”. I funerali saranno celebrati martedì 28 dicembre alle 12 nella chiesa di San Quirino. con i suoi libri ha vinto oltre quaranta premi letterari, tra cui il Supercampiello (due volte, unico tra gli scrittori italiani contemporanei), lo Strega, il Nonino. Recentemente aveva pubblicato il romanzo “Ombris tal infinit”, il suo terzo in lingua friulana, nel quale aveva fatto più volte riferimento al tema della morte.
“Affiora effettivamente nel libro un senso di solitudine dell'uomo su questo piccolo pianeta che è la terra che è nel cosmo – aveva affermato Sgorlon nella sua ultima intervista concessa al settimanale la Vita Cattolica -. E' un pensiero che non nasce in molti e che è stato definito nella storia della filosofia soprattutto a partire da Giordano Bruno. Io questo pensiero ce l'ho fortissimo. Ma nel libro si parla anche del mistero del mondo e si sente nei confronti di esso una sorta di sentimento religioso”.
Carlo Sgorlon era nato il 26 luglio 1930 a Cassacco. I suoi genitori, Livia maestra elementare, e Antonio sarto, abitavano già a Udine. Non frequentò quasi per nulla le scuole elementari. Imparava qualche nozione da sé, o con l’aiuto delle donne di servizio della nonna ostetrica. Alla fine di ogni anno scolastico veniva condotto in città per sostenere gli esami di idoneità alla classe successiva. In città frequentò le prime classi della scuola media. Poi vinse un concorso per frequentare le scuole in un collegio cittadino. A 18 anni vinse il concorso per entrare nella Scuola Normale Superiore di Pisa, tra gli studenti di lettere. Si laureò con una tesi più tardi pubblicata, su Franz Kafka. Poi cominciò l’attività di insegnate di lettere nelle scuole superiori. Si sposò con Edda Agarinis.
Di seguito l'elenco delle opere
Romanzi
La poltrona - Mondadori (1968) - Milano 2 edizioni
La notte del ragno mannaro (1979) - Udine, Pordenone 4 edizioni
La luna color ametista Rebellato / Mondadori (1972) - Padova , Milano 3 edizioni
Il vento nel vigneto - Gremese (1973) - Roma 12 edizioni
Il trono di legno - Mondadori (1973) - Milano 26 edizioni
Regina di Saba - Mondadori (1975) - Milano 3 edizioni
Gli dei torneranno - Mondadori (1977) - Milano 10 edizioni
La carrozza di rame - Mondadori (1979) - Milano 9 edizioni
La contrada - Mondadori (1981) - Milano 7 edizioni
La conchiglia di Anataj - Mondadori (1983) - Milano 18 edizioni
L'armata dei fiumi perduti - Mondadori (1985) - Milano 22 edizioni
I sette veli - Mondadori (1986) - Milano 4 edizioni
L'ultima valle - Mondadori (1987) - Milano 5 edizioni
Il caldéras - Mondadori (1988) - Milano 9 edizioni
La fontana di Lorena - Mondadori (1990) - Milano 7 edizioni
La tribù - Edizioni Paoline (1990) - Milano
Il patriarcato della luna - Mondadori (1991) - Milano 5 edizioni
La foiba grande - Mondadori (1992) - Milano 9 edizioni
Marco d'Europa - Edizioni Paoline (1993) - Milano 2 edizioni
Il guaritore - Mondadori (1993) - Milano
Il regno dell'uomo - Mondadori (1994) - Milano 2 edizioni
Il costruttore - Mondadori (1995) - Milano 3 edizioni
La malga di Sîr - Mondadori (1997) - Milano 7 edizioni
Il processo di Tolosa - Mondadori (1998) Milano 5 edizioni
Il filo di Seta - Piemme (1999) - Casale Monferrato 3 edizioni
La tredicesima notte - Mondadori (2001) - Milano 6 edizioni
L'uomo di Praga - Mondadori (2003) - Milano 2 edizioni
Le sorelle boreali - Mondadori (2004) - Milano
Il velo di Maya - Mondadori (2006) - Milano
L'alchimista degli strati - Mondadori (2008) - Milano
La penna d'oro - Morganti (2008) - Treviso
Racconti
Il paria dell'universo - Gremese (1979)- Roma
Il quarto Re mago - Studio Tesi (1986) - Pordenone 3 edizioni
Racconti della terra di Canan - Mondadori (1989) - Milano 4 edizioni
Romanzi in friulano
Prime di sere - Soc. Filologica Friulana (1970) - Udine 5 edizioni
Il Dolfin - La Panarie / Vattori (1982) - Udine 3 edizioni
Ombris tal infinit – Soc. Filologina Friulana (2009) - Udine
Saggi
Kafka narratore - Neri Pozza (1961) - Venezia
Invito alla lettura di Elsa Morante - Mursia (1972) - Milano 6 edizioni
Gli affreschi di Tiepolo nel Veneto - De Agostini (1982) - Novara

La solidarietà a Benedetto XVI, dopo l'incidente della notte di Natale. Previsto per domani l'intervento chirurgico al cardinale Etchegaray


◊ Numerosi messaggi di vicinanza e solidarietà da parte di autorità istituzionali e religiose hanno raggiunto Benedetto XVI lungo tutta la giornata di ieri, dopo l’incidente causato al Pontefice da una giovane affetta da disturbi psichici, la notte di Natale in San Pietro. In particolare, verso le 19 di ieri il Papa e il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, hanno avuto una conversazione telefonica, dopo che in precedenza il capo dello Stato aveva inviato a Benedetto XVI un messaggio di “affettuosa solidarietà”. “Vicinanza e gratitudine per la sua missione e la sua parola” sono stati espressi al Papa anche dal presidente dei vescovi italiani, il cardinale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco. E analoghe attestazioni sono arrivate dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

L’onda di solidarietà, accompagnata dagli auguri di pronta guarigione, ha raggiunto anche il cardinale Roger Etchegaray, vice-decano del Collegio cardinalizio, che nel corso dell’incidente in San Pietro ha riportato la frattura del collo del femore destro. L’87.enne porporato si trova ricoverato al Policlinico Gemelli, dove ha ricevuto molte visite. Le sue condizioni generali “sono buone” e i medici - informa un comunicato del direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi - provvedono a verificare che siano tali da procedere alla operazione che avverrà - a quanto oggi tutto lascia prevedere - domani mattina, domenica 27. Se tutto si svolgerà come previsto - prosegue la nota - la Sala Stampa vaticana rilascerà il comunicato medico sui risultati dell’operazione verso la fine della mattinata”. I visitatori, prosegue la nota, “testimoniano la serenità e l’ottimo morale del cardinale, che offre le sue preghiere per il Papa e attende con ottimismo l’intervento chirurgico”. Il comunicato conclude con un cenno alla “giovane autrice dell’incidente di giovedì sera”, la quale - si precisa - “rimane sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio”, mentre il suo caso “rimane sotto la competenza della magistratura vaticana”. Il Promotore di giustizia, afferma la nota ufficiale, “nei prossimi giorni dovrà prendere in considerazione i rapporti dei medici e della Gendarmeria vaticana, e alla luce di essi valutare gli eventuali successivi passi da compiere”. (A cura di Alessandro De Carolis)

Il Papa all’Angelus: il martirio di Santo Stefano esempio di amore che non si arrende alla violenza. Sostegno ai cristiani che soffrono per la fede

RADIO VATICANA

◊ Il martirio di Santo Stefano, che la Chiesa ricorda e celebra nella liturgia di oggi, testimonia il senso più profondo del Natale: l’affermazione di una “civiltà dell’amore” più forte del male e della violenza. Con questo pensiero, Benedetto XVI ha accompagnato questa mattina la recita dell’Angelus, durante la quale ha avuto parole di incoraggiamento per quei “tanti credenti” che, ha detto, nel mondo soffrono a causa della fede. Il servizio di Alessandro De Carolis:

Vivere senza senso - quasi un’esistenza “morta” - o vivere per Cristo sapendo con "certezza", anche se la fede costasse la morte, di aver scelto “la parte migliore della vita”. Due rive opposte, sulle quali il Papa colloca, da un lato, una parte della gente dei nostri tempi e dall’altro la figura del martire per eccellenza, il diacono Stefano. Il suo sacrificio, ha affermato Benedetto XVI all’Angelus, ci aiuta a capire meglio il Natale, la “meravigliosa grandezza” della nascita di Gesù:


“Colui che vagisce nella mangiatoia, infatti, è il Figlio di Dio fatto uomo, che ci chiede di testimoniare con coraggio il suo Vangelo, come ha fatto Santo Stefano il quale, pieno di Spirito Santo, non ha esitato a dare la vita per amore del suo Signore. Egli, come il suo Maestro, muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio”.

Stefano, ha detto il Papa alle molte persone radunatesi in Piazza San Pietro nonostante la pioggia, è un “modello” di cristiano perché, in quanto diacono, si apre all’accoglienza dei poveri, che resta -ha ripetuto il Pontefice – “una delle vie privilegiate per vivere il Vangelo e testimoniare agli uomini in modo credibile il Regno di Dio che viene”:


“La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore”.

Ancora, ha osservato Benedetto XVI, la Festa di Santo Stefano “ci ricorda anche i tanti credenti, che in varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a causa della loro fede”. “Impegniamoci - ha esortato il Papa - a sostenerli con la preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione cristiana". Dopo la recita dell'Angelus, il Pontefice ha salutato i fedeli in sei lingue, concludendo con queste parole in lingua italiana:


“Auguro che la sosta di questi giorni presso il presepio per ammirare Maria e Giuseppe accanto al Bambino, possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinché all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune. Buona festa a voi tutti!”.

Il presepio del Duomo di San Giorgio di Nogaro





Santo Stefano, il primo martire

Un po' di diario ci vuole per il 26 dicembre 2009: è Santo Stefano e Mons. Igino Schiff ci istruisce sul martire. Da anni ormai arriva a s. Giorgio e non è sempre la stessa Omelia...alla messa delle 11.00.
Quest'anno ci ha parlato della normalità della vita cristiana e, prima ancora, della normalità delle opere di Stefano: diacono, una vita per lo studio della Bibbia, lavora normalmente nelle opere di carità con altri diaconi.
La proposta natalizia è di rispondere alla nascita di Gesù con opere che sono la normalità della vita; don Igino ci ha invitato a guardare le statue del presepe che lavorano, guardano le loro pecore, anche di notte, sanno che un piccolo è nato nella loro zona, lo aiutano a crescere con i loro prodotti, aiutano Giuseppe e Maria...come nei nostri paesi e ........nelle nostre città! I puntini sono doverosi perchè è difficile nel mondo d'oggi ma dovrebbe essere così se vogliamo essere cristiani, testimoni di Cristo(martiri)!
Sotto ripropongo alcuni testi della liturgia:
Antifona d'ingresso
Si aprirono le porte del cielo per santo Stefano;
egli è il primo nella schiera dei martiri
e ha ricevuto in cielo la corona di gloria.

Colletta
Donaci, o Padre, di esprimere con la vita
il mistero che celebriamo
nel giorno natalizio di santo Stefano primo martire
e insegnaci ad amare anche i nostri nemici
sull’esempio di lui
che morendo pregò per i suoi persecutori.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell’Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio.
Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio».
Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.

Parola di Dio

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Parola del Signore

Domenica 27 dicembre 2009


SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE (ANNO C)


PRIMA LETTURA (1Sam 1,20-22.24-28)
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.

Dal primo libro di Samuèle

Al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 83)
Rit: Beato chi abita nella tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente. Rit.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore. Rit.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato. Rit.

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2.21-24)
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (At 16,14)
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,41-52)
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

+ Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come la Santa Famiglia anche le nostre vivono delle difficoltà e percorrono un silenzioso cammino che coltiva profondi legami d’amore; l’origine di questa perseveranza e di questa ricchezza, Signore, non puoi che essere Tu.
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore e visita le nostre famiglie

1.Perché ogni famiglia sappia condividere le sua ricchezza d’amore con altri, e dagli altri venga aiutata nelle difficoltà. Preghiamo.
2. Perché gli effetti della venuta di Gesù nel mondo non siano relegati a una festa, ma modifichino la nostra vita di tutti i giorni. Preghiamo.
3. Perché le figure evangeliche di Giuseppe e Maria siano riferimento per il cammino spirituale degli uomini e delle donne di ogni tempo. Preghiamo.
4. Perché la volontà di servirti sia all’origine del desiderio di migliorare il mondo in cui viviamo. Preghiamo.

5. La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre la nostra sorella:CAMPANER LUCINDA SIBEN. Il Signore la renda partecipe della sua risurrezione, preghiamo

O Padre, aiutaci a lasciarti entrare nella realtà che viviamo ogni giorno e a non confinarti nei ristretti spazi delle nostre pie emozioni. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Venerdì 25 Dicembre 2009


NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE - MESSA DEL GIORNO


PRIMA LETTURA (Is 9,1-6)
Ci è stato dato un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa

Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Oggi è nato per noi il Salvatore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. Rit.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie Rit.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. Rit.

Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. Rit.

SECONDA LETTURA (Tt 2,11-14)
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Tito

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 2,10-11)
Alleluia, alleluia.
Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,1-14)
Oggi è nato per voi il Salvatore.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli e sorelle, nel Bambino nato oggi nella notte del mondo, tutta la terra contempla e celebra il Dio-con-noi. Con gratitudine, eleviamo fiduciosi la nostra preghiera a Colui che ci ha donato il Suo Unigenito per la nostra salvezza.

L - Preghiamo insieme dicendo:

Per il tuo Verbo, ascoltaci, o Padre!

Perché la Chiesa manifesti, attraverso i suoi Pastori e Ministri, la gioia del Natale, donando messaggeri del lieto annunzio che oggi celebriamo. Preghiamo.

Perché la Parola di Dio, incarnata in coloro che amministrano la cosa pubblica, susciti la giustizia e la pace che bramano tutti i popoli. Preghiamo.

Perché ogni uomo sia disposto ad annientare sé stesso per fare spazio a Dio nella propria vita, come Dio ha annientato sé stesso per noi. Preghiamo.

Perché le nostre Comunità siano capaci di accogliere in pienezza la Luce vera che abbiamo ricevuto e la sappiano consegnare ai vicini ed ai lontani. Preghiamo.

Per i bambini, i ragazzi, i giovani, perché sappiano accogliere Gesù come luce indispensabile per illuminare il cammino della vita. Preghiamo

C – Dio onnipotente, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio per annunciare il lieto messaggio della salvezza, ascolta ed esaudisci la nostra preghiera per tutti gli uomini dei quali Cristo è divenuto fratello e salvatore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T - Amen.


NATALE DEL SIGNORE MESSA DEL GIORNO

PRIMA LETTURA (Is 52,7-10)
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Dal libro del profeta Isaìa

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
insieme esultano,
poiché vedono con gli occhi
il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. Rit.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. Rit.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! Rit.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. Rit.

SECONDA LETTURA (Eb 1,1-6)
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

Dalla lettera agli Ebrei

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? e ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio».
Parola di Dio

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.

VANGELO (Gv 1,1-18)
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, in questo giorno in cui si aprono le porte del cielo per far giungere fino a noi la Luce di Dio, leviamo le nostre voci verso il Signore e presentiamo a lui i silenzi, le fatiche, le oscurità e i desideri nostri e di tanti nostri fratelli.

L - Preghiamo insieme e diciamo:Fa’ giungere dovunque la Tua Luce, Signore!

1. Per la santa Chiesa: perché unita al Papa Benedetto XVI, al nostro vescovo Andrea Bruno e tutti i suoi pastori, sappia accogliere il dono del Figlio di Dio che si è fatto uomo per condurre tutti alla salvezza. Preghiamo

2. Per i governanti dei popoli; perché la venuta del Signore possa essere nei loro cuori promotrice di un rinnovamento spirituale e culturale, per la costruzione di una nuova civiltà fondata sull’amore verso il prossimo. Preghiamo.

3. Per la pace nel mondo, frutto della buona volontà dell’uomo e dono di Dio: perché il Signore Gesù, apparso tra noi, raduni i dispersi, spezzi le catene degli oppressi, porti speranza agli sfiduciati, sostenga gli operatori di giustizia e di pace. Preghiamo.

4. Per coloro che soffrono: perché trovino nei cristiani il soccorso della carità e accolgano la consolazione che viene dal Figlio di Dio che si è fatto solidale con i poveri. Preghiamo.

5. Per coloro che cercano la verità e il senso della vita: perché possano trovare una risposta nella nascita di Gesù Cristo. Preghiamo.


6.Per la nostra assemblea liturgica: perché la memoria della nascita di Gesù Cristo sia un invito a vivere nella fede e nella carità, sull’esempio di Maria. Preghiamo.

C – Donaci, o Dio, di accogliere la tenerezza del tuo amore e la forza della speranza. In questa nostra terra, percorsa da venti freddi, gli uomini possano avvertire il calore della tua presenza e accogliere la luce della tua parola. In Gesù, il tuo Figlio, nostro fratello, per i secoli dei secoli. T - Amen.

NATALE: PORTO NOGARO (UD), DISEGNI DEI BAMBINI PER I PAPÀ AL LAVORO SULLE NAVI

Fonte: Agenzia SIR 18/12/2009

In occasione della prossime festività natalizie il Centro “Stella Maris” di Porto Nogaro (Ud) ha promosso un incontro con i bambini del catechismo di Villanova (frazione di San Giorgio di Nogaro), durante il quale sono state presentate da un lato la realtà dei lavoratori marittimi e, dall’altro, le iniziative messe in atto per l’accoglienza dei marittimi nei Centri “Stella Maris” facenti capo al servizio “Apostolato del Mare” della Fondazione Migrantes. Come proposta di impegno concreto - informa Olivia Zaina, della “Stella Maris” di Porto Nogaro - è stata chiesta la disponibilità ai bambini di realizzare dei disegni, da portare a bordo nei giorni precedenti il Natale, quali auguri speciali per questi “papà” lontani dalle loro famiglie anche durante le festività. “La collaborazione con le comunità del territorio – prosegue - si rivela ancora una volta proficua, e testimonia come la sensibilizzazione ed il coinvolgimento possano assumere molteplici forme, attraverso cui le comunità stesse si ‘riappropriano’ di quella realtà portuale solitamente lontana, invisibile. Per noi operatori è uno stimolo ad impegnarci sempre di più per l'individuazione di strumenti concreti con i quali animare il territorio che vive intorno al porto, con un occhio di riguardo ai giovani”.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

V DOMENICA DI PASQUA – ANNO A - 3 maggio 2026

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