"Seabourn Sojourn" ultra luxury...dai cantieri di San Giorgio

(AGI) - Genova, 26 mag. - E' stata consegnata oggi presso il cantiere T. Mariotti di Genova la nuova nave da crociera ultra luxury "Seabourn Sojourn", seconda delle tre unita' commissionate da Seabourn Cruise Line (il marchio top luxury del Gruppo Carnival) ai Cantieri T. Mariotti - tra i leader nel segmento della progettazione e costruzione di navi da crociera superlusso - per un investimento complessivo di circa 550 milioni di euro.
  La nuova unita', gemella della precedente "Seabourn Odyssey" consegnata nel 2009, e' un esempio dell'eccellenza della cantieristica navale made in Italy di lusso di medie e piccole dimensioni, con una stazza lorda di 32.000 tonnellate.
  "Seabourn Sojourn" e' lunga 198 metri, larga 26 metri e raggiunge una velocita' massima superiore ai 20 nodi.
  All'interno della "Seabourn Sojourn" trovano spazio 225 luxury suites in grado di offrire a 450 ospiti il massimo confort e il rapporto spazio passeggero tra i piu' alti del mercato. Inoltre, tra i dettagli unici per una nave di questa taglia, la presenza di una vera e propria marina a poppa per raggiungere direttamente il mare.
  Come da tradizione per le navi da crociera ultra luxury realizzate da T. Mariotti, anche la "Seabourn Sojourn" possiede innovative dotazioni tecnologiche: in particolare, il Safety Management System Control, un sistema computerizzato di ultima generazione che gestisce la sicurezza funzionale di tutti i dispositivi installati a bordo della nave, e l'Indipendent Propulsion System, ovvero due sale macchina completamente indipendenti che permettono la regolare navigazione anche in caso di emegenza.
  Il livello tecnologico della nave e' dimostrato anche dalla grande quantita' di cavi di automazione installati (80 km), per un valore paragonabile al 75 per cento della dotazione media di una nave da 110.000 GRT ("Seabourn Sojourn" ha una stazza lorda di 32.000 GRT).
  Il raffinato disegno stilistico realizzato dallo studio di architettura norvegese Yran & Storbraaten, caratterizza un'elegantissima Green Ship, concepita per la massima ecocompatibilita', grazie all'impiego di un impianto di smaltimento rifiuti tecnologicamente avanzato e alla certificazione Green Star (la piu' alta garanzia anti inquinamento dell'aria e del mare) e la sicurezza a bordo, assicurata dalla conformita' ai severi regolamenti IMO (International Maritime Organization).
  Le tre navi, sebbene iniziate nel 2007, sono state costruite in ottemperanza alla SOLAS 2009, con stabilita' probabilistica in caso di falla.
  Oltre alla certificazione Green Star, "Seabourn Sojourn" possiede le certificazioni U.S. Coast Guard e U.S. Public Health, indispensabili per l'operativita' in America.
  Lo scafo e' stato realizzato a San Giorgio di Nogaro (Udine) presso la Ci.Mar Costruzioni Navali S.p.A. - societa' collegata a T. Mariotti S.p.A. (50 per cento T. Mariotti e 50 per cento Gruppo Cimolai) - e rimorchiato fino a Genova presso la banchina dei cantieri Mariotti per il completamento delle sovrastrutture e l'allestimento.
  "Con la consegna di Seabourn Sojourn - ha commentato Marco Bisagno, Presidente di T.Mariotti - si consolida lo spirito di squadra tra il team di Carnival Corporation Shipbuilding, di Seabourn e di T.Mariotti; una collaborazione iniziata nel 2006 che in questi anni ha raggiunto elevati livelli di efficienza e affiatamento riscontrabili nell'unita' che oggi stiamo consegnando".
  Soddisfazione anche da parte di Pamela Conover, Presidente di Seabourn: "Siamo molto lieti di prendere in consegna Seabourn Sojourn, della quale i primi ospiti attendono con ansia l'arrivo in Inghilterra per il Battesimo e il viaggio inaugurale".
  cli/ge/mld

Radiovaticana, il Papa e la solennità di pentecoste

La Chiesa non impone l’unità, come vuole il modello di Babele con l'imposizione di una cultura dell'unità. La Chiesa è una e molteplice perché l’unità dello Spirito si manifesta nella pluralità della comprensione: è quanto ha detto il Papa, stamani, nella Messa da lui presieduta nella Solennità di Pentecoste nella Basilica Vaticana. Il servizio di Sergio Centofanti.
La Chiesa nel giorno di Pentecoste invoca con forza il dono dello Spirito Santo, un dono – afferma il Papa - che “Gesù ha chiesto e continuamente chiede al Padre per i suoi amici; il primo e principale dono che ci ha ottenuto con la sua Risurrezione e Ascensione al Cielo”. Ma quali sono gli effetti dello Spirito Santo?
“Là dove ci sono lacerazioni ed estraneità, essa crea unità e comprensione. Si innesca un processo di riunificazione tra le parti della famiglia umana, divise e disperse; le persone, spesso ridotte a individui in competizione o in conflitto tra loro, raggiunte dallo Spirito di Cristo, si aprono all’esperienza della comunione, che può coinvolgerle a tal punto da fare di loro un nuovo organismo, un nuovo soggetto: la Chiesa. Questo è l’effetto dell’opera di Dio: l’unità; perciò l’unità è il segno di riconoscimento, il ‘biglietto da visita’ della Chiesa nel corso della sua storia universale”.
La Chiesa – sottolinea Benedetto XVI – fin dal giorno di Pentecoste “parla tutte le lingue”: è nello stesso tempo “una e molteplice” essendo costituita dalla duplice dimensione di “unità e universalità”. Da qui deriva “un criterio pratico di discernimento per la vita cristiana”:
“Quando una persona, o una comunità, si chiude nel proprio modo di pensare e di agire, è segno che si è allontanata dallo Spirito Santo. Il cammino dei cristiani e delle Chiese particolari deve sempre confrontarsi con quello della Chiesa una e cattolica, e armonizzarsi con esso. Ciò non significa che l’unità creata dallo Spirito Santo sia una specie di egualitarismo. Al contrario, questo è piuttosto il modello di Babele, cioè l’imposizione di una cultura dell’unità che potremmo definire “tecnica”. La Bibbia, infatti, ci dice (cfr Gen 11,1-9) che a Babele tutti parlavano una sola lingua. A Pentecoste, invece, gli Apostoli parlano lingue diverse in modo che ciascuno comprenda il messaggio nel proprio idioma. L’unità dello Spirito si manifesta nella pluralità della comprensione”.
La Chiesa guarda oltre gli orizzonti geografici e “supera muri e barriere”:
“La Chiesa non rimane mai prigioniera di confini politici, razziali e culturali; non si può confondere con gli Stati e neppure con le Federazioni di Stati, perché la sua unità è di genere diverso e aspira ad attraversare tutte le frontiere umane”.
Il Papa ricorda che a Pentecoste lo Spirito Santo si manifesta come fuoco che dà ai discepoli “il nuovo ardore di Dio” per rinnovare la faccia della terra:
“Com’è diverso questo fuoco da quello delle guerre e delle bombe! Com’è diverso l’incendio di Cristo, propagato dalla Chiesa, rispetto a quelli accesi dai dittatori di ogni epoca, anche del secolo scorso, che lasciano dietro di sé terra bruciata. Il fuoco di Dio, il fuoco dello Spirito Santo, è quello del roveto che divampa senza bruciare (cfr Es 3,2). E’ una fiamma che arde, ma non distrugge; che, anzi, divampando fa emergere la parte migliore e più vera dell’uomo, come in una fusione fa emergere la sua forma interiore, la sua vocazione alla verità e all’amore”.
E’ un fuoco che “arde ma non brucia”, operando una trasformazione: deve infatti “consumare qualcosa nell’uomo, le scorie che lo corrompono e lo ostacolano nelle sue relazioni con Dio e con il prossimo. Questo effetto del fuoco divino – spiega il Papa - ci spaventa, abbiamo paura di essere ‘scottati’, preferiremmo rimanere così come siamo”:
“Ciò dipende dal fatto che molte volte la nostra vita è impostata secondo la logica dell’avere, del possedere e non del donarsi. Molte persone credono in Dio e ammirano la figura di Gesù Cristo, ma quando viene chiesto loro di perdere qualcosa di se stessi, allora si tirano indietro, hanno paura delle esigenze della fede. C’è il timore di dover rinunciare a qualcosa di bello, a cui siamo attaccati; il timore che seguire Cristo ci privi della libertà, di certe esperienze, di una parte di noi stessi. Da un lato vogliamo stare con Gesù, seguirlo da vicino, e dall’altro abbiamo paura delle conseguenze che ciò comporta”.
Il Papa ripete l’esortazione di Gesù ai discepoli:
“’Non abbiate paura’. Come Simon Pietro e gli altri, dobbiamo lasciare che la sua presenza e la sua grazia trasformino il nostro cuore, sempre soggetto alle debolezze umane. Dobbiamo saper riconoscere che perdere qualcosa, anzi, se stessi per il vero Dio, il Dio dell’amore e della vita, è in realtà guadagnare, ritrovarsi più pienamente. Chi si affida a Gesù sperimenta già in questa vita la pace e la gioia del cuore, che il mondo non può donare, e non può nemmeno togliere una volta che Dio ce le ha donate. Vale dunque la pena di lasciarsi toccare dal fuoco dello Spirito Santo!”
“Il dolore che ci procura è necessario alla nostra trasformazione. E’ la realtà della croce” – prosegue il Papa – è il “mistero della croce, senza il quale non esiste cristianesimo”. Benedetto XVI conclude la sua omelia con l’invocazione allo Spirito:

 
“Vieni, Spirito Santo! Accendi in noi il fuoco del tuo amore! Sappiamo che questa è una preghiera audace, con la quale chiediamo di essere toccati dalla fiamma di Dio; ma sappiamo soprattutto che questa fiamma – e solo essa – ha il potere di salvarci. Non vogliamo, per difendere la nostra vita, perdere quella eterna che Dio ci vuole donare. Abbiamo bisogno del fuoco dello Spirito Santo, perché solo l’Amore redime. Amen”.

 
(canto)

 
Dopo la Messa in Basilica, il Papa ha guidato il Regina Coeli dalla finestra del suo studio privato. Decine di migliaia i fedeli presenti in Piazza San Pietro in una stupenda giornata di sole. Benedetto XVI ha sottolineato che la Chiesa “vive costantemente della effusione dello Spirito Santo” e conosce innumerevoli “pentecoste”, come il Concilio Vaticano II. “Non c’è dunque Chiesa senza Pentecoste” – ha detto - e “non c’è Pentecoste senza la Vergine Maria” come hanno mostrato gli incontri nel suo recente viaggio a Fatima, dove un’immensa moltitudine si è radunata in preghiera con “un cuore solo e un’anima sola”. Il Papa ha rinnovato quindi la sua preghiera, “in quest’Anno Sacerdotale, per tutti i ministri del Vangelo, affinché il messaggio della salvezza sia annunciato a tutte le genti”.

 
Ha poi ricordato che ieri, a Benevento, è stata proclamata Beata Teresa Manganiello, fedele laica, appartenente al Terz’Ordine Francescano. La Messa è stata presieduta dall'arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Undicesima figlia di una famiglia di contadini, vissuta nell’Ottocento, ha trascorso “una vita semplice e umile, tra le faccende di casa e l’impegno spirituale nella chiesa dei Cappuccini”:

 
“Come san Francesco d’Assisi cercava di imitare Gesù Cristo offrendo sofferenze e penitenze per riparare i peccati, ed era piena di amore per il prossimo: si prodigava per tutti, specialmente per i poveri e i malati. Sempre sorridente e dolce, a soli 27 anni è partita per il Cielo, dove già il suo cuore abitava. Rendiamo grazie a Dio per questa luminosa testimone del Vangelo!”

 
Il Papa ha ricordato anche che domani 24 maggio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, si celebra la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina:

 
“Mentre i fedeli che sono in Cina pregano affinché l'unità tra di loro e con la Chiesa universale si approfondisca sempre di più, i cattolici nel mondo intero - specialmente quelli che sono di origine cinese - si uniscono a loro nell’orazione e nella carità, che lo Spirito Santo infonde nei nostri cuori particolarmente nella solennità odierna”.
 
Infine, ha rivolto il suo saluto ai membri del Movimento per la Vita, che “promuove la cultura della vita e concretamente aiuta tante giovani donne a portare a termine una gravidanza difficile”:

 
“Cari amici, con voi ricordo le parole della Beata Teresa di Calcutta: ‘Quel piccolo bambino, nato e non ancora nato, è stato creato per una grande cosa: amare ed essere amato’”.

21-05-2010 Discorso di Benedetto XVI al Pontificio Consiglio per i laici

C'è bisogno di politici autenticamente cristiani
Signori Cardinali,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Cari fratelli e sorelle!

E’ con gioia che accolgo voi tutti, Membri e Consultori, partecipanti alla XXIV Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici. Rivolgo un cordiale saluto al Presidente, Cardinale Stanisław Ryłko, ringraziandolo per le cortesi parole che mi ha rivolto, al Segretario, Mons. Josef Clemens, e a tutti i presenti. La composizione stessa del vostro Dicastero, dove, accanto ai Pastori, lavora una maggioranza di fedeli laici provenienti dal mondo intero e dalle più differenti situazioni ed esperienze, offre un’immagine significativa della comunità organica che è la Chiesa, in cui il sacerdozio comune, proprio dei fedeli battezzati, e il sacerdozio ordinato affondano le radici nell’unico sacerdozio di Cristo, secondo modalità essenzialmente diverse, ma ordinate l’una all’altra. Giunti ormai quasi al termine dell’Anno Sacerdotale, ci sentiamo ancora di più testimoni grati della sorprendente e generosa donazione e dedizione di tanti uomini "conquistati" da Cristo e configurati a Lui nel sacerdozio ordinato. Giorno dopo giorno, essi accompagnano il cammino dei christifideles laici, proclamando la Parola di Dio, comunicando il suo perdono e la riconciliazione con Lui, richiamando alla preghiera e offrendo come alimento il Corpo e il Sangue del Signore. È da questo mistero di comunione che i fedeli laici traggono l’energia profonda per essere testimoni di Cristo in tutta la concretezza e lo spessore della loro vita, in tutte le loro attività e ambienti.

Il tema di questa vostra Assemblea: "Testimoni di Cristo nella comunità politica", riveste una particolare importanza. Certamente, non rientra nella missione della Chiesa la formazione tecnica dei politici. Ci sono, infatti, a questo scopo varie istituzioni. E’ sua missione, però, "dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime… utilizzando tutti e solo quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni" (Gaudium et spes, 76). La Chiesa si concentra particolarmente nell’educare i discepoli di Cristo, affinché siano sempre più testimoni della sua Presenza, ovunque. Spetta ai fedeli laici mostrare concretamente nella vita personale e familiare, nella vita sociale, culturale e politica, che la fede permette di leggere in modo nuovo e profondo la realtà e di trasformarla; che la speranza cristiana allarga l’orizzonte limitato dell’uomo e lo proietta verso la vera altezza del suo essere, verso Dio; che la carità nella verità è la forza più efficace in grado di cambiare il mondo; che il Vangelo è garanzia di libertà e messaggio di liberazione; che i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa - quali la dignità della persona umana, la sussidiarietà e la solidarietà - sono di grande attualità e valore per la promozione di nuove vie di sviluppo al servizio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Compete ancora ai fedeli laici partecipare attivamente alla vita politica, in modo sempre coerente con gli insegnamenti della Chiesa, condividendo ragioni ben fondate e grandi ideali nella dialettica democratica e nella ricerca di un largo consenso con tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita e della libertà, la custodia della verità e del bene della famiglia, la solidarietà con i bisognosi e la ricerca necessaria del bene comune. I cristiani non cercano l’egemonia politica o culturale, ma, ovunque si impegnano, sono mossi dalla certezza che Cristo è la pietra angolare di ogni costruzione umana (cfr Congr. per la Dottrina della Fede, Nota Dottrinale su alcune questioni relative all’impegno e al comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 nov. 2002).

Riprendendo l’espressione dei miei Predecessori, posso anch’io affermare che la politica è un ambito molto importante dell’esercizio della carità. Essa richiama i cristiani a un forte impegno per la cittadinanza, per la costruzione di una vita buona nelle nazioni, come pure ad una presenza efficace nelle sedi e nei programmi della comunità internazionale. C’è bisogno di politici autenticamente cristiani, ma prima ancora di fedeli laici che siano testimoni di Cristo e del Vangelo nella comunità civile e politica. Questa esigenza dev’essere ben presente negli itinerari educativi delle comunità ecclesiali e richiede nuove forme di accompagnamento e di sostegno da parte dei Pastori. L’appartenenza dei cristiani alle associazioni dei fedeli, ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità, può essere una buona scuola per questi discepoli e testimoni, sostenuti dalla ricchezza carismatica, comunitaria, educativa e missionaria propria di queste realtà.

Si tratta di una sfida esigente. I tempi che stiamo vivendo ci pongono davanti a grandi e complessi problemi, e la questione sociale è diventata, allo stesso tempo, questione antropologica. Sono crollati i paradigmi ideologici che pretendevano, in un passato recente, di essere risposta "scientifica" a tale questione. Il diffondersi di un confuso relativismo culturale e di un individualismo utilitaristico ed edonista indebolisce la democrazia e favorisce il dominio dei poteri forti. Bisogna recuperare e rinvigorire un’autentica sapienza politica; essere esigenti in ciò che riguarda la propria competenza; servirsi criticamente delle indagini delle scienze umane; affrontare la realtà in tutti i suoi aspetti, andando oltre ogni riduzionismo ideologico o pretesa utopica; mostrarsi aperti ad ogni vero dialogo e collaborazione, tenendo presente che la politica è anche una complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi, ma senza mai dimenticare che il contributo dei cristiani è decisivo solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione. È necessaria una vera "rivoluzione dell’amore". Le nuove generazioni hanno davanti a sé grandi esigenze e sfide nella loro vita personale e sociale. Il vostro Dicastero le segue con particolare cura, soprattutto attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù, che da 25 anni producono ricchi frutti apostolici tra i giovani. Tra questi vi è anche quello dell’impegno sociale e politico, un impegno fondato non su ideologie o interessi di parte, ma sulla scelta di servire l’uomo e il bene comune, alla luce del Vangelo.

Cari amici, mentre invoco dal Signore abbondanti frutti per i lavori di questa vostra Assemblea e per la vostra attività quotidiana, affido ciascuno di voi, le vostre famiglie e comunità all’intercessione della Beata Vergine Maria, Stella della nuova evangelizzazione, e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.

Foglio Parrocchiale:Domenica 23 Maggio 2010



Domenica 23 Maggio 2010


Parrocchia di San Giorgio Martire
Foglio per i Lettori e il Celebrante       
DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO C)
PRIMA LETTURA (At 2,1-11)
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.
Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e proséliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Rit: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. Rit.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. Rit.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. Rit.

SECONDA LETTURA (Rm 8,8-17)
Quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.
Parola di Dio

Sequenza
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

 Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Alleluia



VANGELO (Gv 14,15-16.23-26)
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
 C - Lo Spirito del Signore, atteso e invocato, discende oggi sulla Chiesa, per compiere anche nel nostro tempo i grandi prodigi della Pentecoste. Apriamoci alla sua azione, per annunziare e testimoniare a tutti la potenza liberatrice della Pasqua di risurrezione.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.
1.    Per il Papa Benedetto XVI, per il nostro Vescovo Andrea Bruno, per tutti i pastori della Chiesa e i ministri del Vangelo perché, animati dalla sapienza e dalla forza dello Spirito, annunzino in ogni linguaggio la Parola che salva, preghiamo.
2.    Per le guide dei popoli, affinché non perseguano potere e dominio, non sfruttino ed opprimano i deboli e i poveri ma, specialmente in questo tempo, cerchino nella giustizia e nel dialogo le soluzioni ai problemi, lavorando all’edificazione di un mondo segnato dalla pace, preghiamo.
3.    Per tutti i figli di Dio, perché consapevoli della dignità profetica, sacerdotale e regale a loro comunicata dallo Spirito della Pentecoste, diventino sempre più un Vangelo vivente, leggibile dai vicini e dai lontani, preghiamo.
4.    Per gli uomini e le donne quotidianamente impegnati in ogni campo dell’attività umana, perché siano consapevoli che ad ognuno di loro è consegnato un dono e un messaggio dello Spirito per la costruzione del mondo nuovo, preghiamo.
5.    Per noi, presenti a questa santa Liturgia: perché, pur provenendo da ambienti e situazioni di vita diversi, aiutati dallo Spirito Santo, sappiamo vivere il mistero dell’Eucaristia nella verità e nella comunione fraterna, preghiamo.
6.    La nostra comunità questa settimana ha affidato alla misericordia del Padre i nostri fratelli: Arcangelo Marchi e Bruno Fornezza . Il Signore li renda partecipi della sua risurrezione,per questo ti preghiamo

C – O Padre, fonte prima di ogni rinnovamento nell’Amore, fa’ che in ogni lingua, popolo e cultura risuoni l’annunzio gioioso della fede apostolica e il tuo Santo Spirito rechi al mondo la forza rigenerante della Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.



Seda stabilimento di San Giorgio di Nogaro

La Seda migliora i conti


Uomini e 
Aziende 20 maggio 2010 @ 09:46:18 CEST
Ebitda in crescita del 16% e vendite aumentate del 10% nei primi tre mesi dell'anno.
Il produttore catalano di PET e preforme La Seda de Barcelona ha chiuso i primi tre mesi del 2010 con un margine operativo lordo (Ebitda) di 6,16 milioni di euro, il 16% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (5,3 milioni). Le vendite nel trimestre sono aumentate del 10%, incrementando così il tasso di utilizzazione degli impianti.
Il gruppo spagnolo, reduce da una crisi finanziaria, ha riattivato in aprile il sito di El Prat, mettendo sul mercato 9.000 tonnellate al mese di PET, che si aggiungono alle 12.000 t/mese dell'impianto italiano di san Giorgio di Nogaro, alle 10.000 dalla Turchia, oltre alle 7.000 ton di Volos (Grecia) e alle 4.000 di Portalegre (Portogallo).
La Seda stima un ulteriore miglioramento dei risultati nella seconda parte dell'anno, anche grazie ad una maggiore efficienza operativa, una positiva evoluzione del cambio verso il dollaro e l'attesa approvazione di misure antidumping

18/05/10 > San Giorgio di Nogaro - Lavori socialmente utili: a disposizione altri cinque posti

Messaggero Veneto — 18 maggio 2010

SAN GIORGIO. L’Azienda pubblica di servizi alla persona “G. Chiabà” di San Giorgio di Nogaro, riapre il bando per l’individuazione di 5 lavoratori beneficiari di trattamenti previdenziali da destinarsi a lavori socialmente utili. Il bando, che scadrà il 20 maggio, riguarda un progetto della durata di 12 mesi per 30 ore settimanali e al quale potranno aderire i lavoratori residenti nel comune e nell’area territoriale del Centro per l’impiego di Cervignano, e richiedono: un operaio manutentore; tre operatori tecnici addetti all’assistenza; inoltre si tratta di un operatore di supporto all’assistenza. Gli interessati potranno chiedere informazioni all’Ufficio protocollo della Chiabà dove sono a disposizione anche i modelli di adesione, che sono anche scaricabili dal sito: http:/gchiaba.it/bandi.htm. 

Pinnizzotto, esperto in liturgia. scrive a ogni webmaster quanto segue...

«Da più parti si avverte il bisogno di passare dalla centralità dei piani pastorali (cose buone, ma a condizione!) alla centralità della testimonianza che suppone la santità e la vita interiore».

(card. Angelo Comastri)

E’ la consegna/provocazione che desidero farvi nella grande solennità di Pentecoste: non “sprechiamo” il dono dello Spirito, frutto della Pasqua di Cristo, “anima” della Chiesa e di ogni cuore votato al bene!

Pur tra le prove e le tribolazioni del nostro incedere, non si affievolisca, ma trovi nuovo vigore la gioia di chi fa della Risurrezione la ragione della propria vita, diffondendone il messaggio ad ogni creatura.

A voi, alle vostre famiglie, alle vostre Comunità cristiane chiamate a celebrare oggi il giorno della loro “nascita”, buona Pentecoste!!!

Vostro in Cristo

Antonio Paolo Pinizzotto

Aspettando Pentecoste preghiamo!

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.




Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.

Prepariamoci alla Pentecoste

Veni creator Spiritus ascoltarevedi altra tonalità

Veni, creátor Spíritus,
mentes tuórum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.
 
Qui díceris Paráclitus,
donum Dei, Altíssimi,
fons vivus, ignis, cáritas,
et spiritális únctio.
 
Tu septifórmis múnere,
dextræ Dei tu dígitus,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.
 
Accénde lumen sénsibus:
infúnde amórem córdibus:
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.
 
Hostem repéllas lóngius,
pacémque dones prótinus:
ductóre sic te prævio
vitémus omne nóxium.
 
Per te sciámus da Patrem,
noscámus atque Fílium,
te utriúsque Spíritum
credámus omni témpore.
 
Deo Patri sit gloria,
Et Filio, qui a mortuis
Surrexit, ac paraclito,
In sæculorum sæcula.
 
Amen.
Vieni, o Spirito creatore,
visita le  nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
 
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell'anima.
 
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
 
Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
 
 
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
 
Luce d'eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio uniti
in un solo Amore.
 
Sia gloria a Dio Padre,
al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo
per tutti i secoli.
 
Amen.

Nuovi Cresimati, oggi, Ascensione del Signore

Baldo Luca, Battistella Luca, Bidoggia Roberta, Boraso Gianluca, Brunzin Massimo,
Carlesso Tommaso, Cojaniz Simone, Collovin Marco,
Ermacora Elena,
Fornasiero Elena,
Ghedin Omar,
Ietri Michele,
Manià Gloria, Mauceri Marco, Milan Filippo, Miolo Mattia, Mongera Enrico, Monte Lorenzo,
Pigazzi Aurora, Pigazzi Serena, Pittoni Chiara,
Roson Mattia, Roson Tobia, Rosso Marco,
Scolz Andrea, Stroppolo Giulia,
Taverna Nicola, Turco Piero,
Zaninello Chiara, Zemolin Micaela,
Bogaro Massimo, Liardo Alessandro, Taverna Turisan Michele, Tell Marina, Tonelli Leila, Tortolo Beatrice, Vianello Giulia, Vianello Sandro.

Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

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