Mons. Guido Genero nuovo vicario generale, buone nuove dal Portale

Mons. Guido Genero nuovo vicario generale
L'ha annunciato l'Arcivescovo ringraziando mons. Gherbezza

E' monsignor Guido Genero il nuovo Vicario generale dell'Arcidiocesi di Udine. L'Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha dato l'annuncio ieri pomeriggio a Lignano, durante l'Assemblea dei sacerdoti che ha aperto la tre giorni residenziale del clero. Mons. Genero, 62 anni, attualmente arciprete di Cividale, sostituirà mons. Giulio Gherbezza agli inizi del prossimo mese di settembre.

L'Arcivescovo ha ringraziato pubblicamente mons. Gherbezza per la grande disponibilità dimostrata nei suoi confronti sin dal suo ingresso a Udine, unita ad una fedele collaborazione e ad un vero amore per il clero e per l'Arcidiocesi. La vicinanza di Mons. Gherbezza è stata per lui un prezioso sostegno nei primi mesi di servizio pastorale in Friuli.

Nato a Ruscletto (comune di S. Vito di Fagagna), mons. Genero nel 1947 è entrato nel Seminario diocesano nel 1957. Dopo l'ordinazione presbiterale avvenuta il 25 settembre del 1971 è stato nominato vicario parrocchiale di Buttrio.

Ha conseguito il diploma in canto gregoriano Presso il Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia. Nel 1974 ha ottenuto la Licenza in teologia presso l'Istituto di liturgia pastorale di S. Giustina di Padova, specializzandosi quindi negli studi della liturgia presso il Pontificio Istituto liturgico di S. Anselmo in Roma e l'Institut Supèrieur de Liturgie di Parigi.

Rientrato in diocesi in seguito al terremoto del 1976 è stato nominato vicario parrocchiale della B. V. M. del Carmine in Udine, direttore dell'Ufficio liturgico diocesano e insegnante di liturgia presso lo Studio Teologico Interdiocesano.

Dal 1977 al 1993 è stato docente di Regìa e musicologia liturgica presso l'Istituto di liturgia pastorale di S. Giustina in Padova. Dal 1992 al 1997 ha ricoperto l'incarico di direttore dell'Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana e docente di liturgia presso la Facoltà teologica "Marianum". E' stato nominato cappellano di Sua Santità nel 1994.

Ritornato in diocesi da Roma, è diventato parroco arciprete della Parrocchia di S. Maria Assunta, nonché canonico della Collegiata di S. Maria Assunta di Cividale del Friuli con il compito di vicario foraneo.

Attualmente è docente di liturgia presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine e presso la sede staccata della Facoltà Teologica del Triveneto, nel seminario interdiocesano di Castellerio. E' anche presidente della Commissione diocesana per l'arte sacra di Udine.

Funerali di Padovese, un monsignore noto in Friuli


ASIA/TURCHIA - Dal sacrificio di Mons. Padovese nascerà un bene più grande

Mersin (Agenzia Fides) – “In questo momento di lutto e di dolore siamo convinti, parlando con gli occhi della fede, che dal sacrificio di mons. Padovese scaturirà un bene più grande per la comunità cattolica in Turchia”: è quanto dice in un colloquio con l’Agenzia Fides p. Roberto Ferrari, OFM Cap, Superiore della fraternità francescana di Mersin. P. Ferrari è uno di quei missionari cappuccini che hanno dedicato l’intera vita alla Turchia, terra dove risiede da oltre 60 anni. Di ritorno da Iskenderun, il frate racconta a Fides il clima che si respirava alla celebrazione delle esequie di Mons. Padovese, svoltasi ieri, e i sentimenti che percorrono la comunità cattolica turca.
“Mons. Luigi era per me un fratello e un amico”, esordisce. “Abbiamo condiviso lunghi anni di missione, nel servizio amorevole alla comunità, nella testimonianza di vita francescana”, ricorda il frate. “La celebrazione delle esequie è stata davvero sentita e commovente. Si è registrata una straordinaria partecipazione di fedeli cattolici, di cristiani di tutte le confessioni, di fedeli musulmani venuti a rendere omaggio alla figura di Mons. Luigi. Vi erano le maggiori autorità ecclesiali, come il Nunzio Apostolico, S. Ecc. Mons. Antonio Lucibello, numerosi leader religiosi e anche la massime autorità civili e militari della regione. Tutti hanno espresso solidarietà, vicinanza e partecipazione al nostro lutto. Non possiamo che dire grazie a tutti coloro che ci sono vicini in questo momento di dolore. Questa testimonianza ci ha toccato profondamente: siamo certi sia un seme che porterà frutti in futuro”, nota p. Ferrari.
La celebrazione è stata presieduta da Mons. Ruggero Franceschini OFM Cap, Vescovo di Smirne, che ha ricordato Mons. Padovese come “uomo di Chiesa, un Vescovo molto amico dei turchi e della Turchia”. “A noi cristiani questa sua morte ricorda come la fedeltà al Vangelo, in certe situazioni, possa essere pagata con il sangue”, ha aggiunto il Vescovo, citando le parole di Mons. Padovese che, in una recente lettera, scriveva: “Vivere con voi e in mezzo a voi per me è stata una grazia”. Mons. Franceschini ha concluso la sua omelia con un’esortazione ai fedeli: “Non abbiate paura! Non perdetevi di coraggio, siate lieti, come gli Apostoli, di vivere nella sofferenza e nella prova, senza venir meno alla vostra fede, che è il motivo della nostra speranza”.
Parole che tutti hanno pienamente condiviso: “E’ il Signore che guida la storia, fatta di gioie e di prove, della comunità cattolica in Turchia”, chiosa a Fides p. Ferrari. “La nostra speranza certa è che da questo evento tragico nascerà un bene più grande. Il sangue dei nostri martiri sarà seme dei cristiani, farà fecondare il Regno di Dio”, conclude il frate. (PA) (Agenzia Fides 8/6/2010)

Lavori a Gorizia

Via Terza Armata, inaugurata la nuova viabilità

Fonte:http://gorizia.bora.la/2010/06/05/via-terza-armata-inaugurata-la-nuova-viabilita/

Taglio del nastro per la nuova viabilità a servizio della zona Pip di via Terza Armata. Il sindaco Romoli, l’assessore regionale Seganti e l’assessore provinciale Di Matteo hanno inaugurato ieri la nuova strada, parallela a via Terza Armata, che parte dallo stabilimento Goriziana Caffè per raggiungere l’area del negozio Pittarello.

Il progetto della strada, inserita nel progetto di urbanizzazione del piano insediamenti produttivi di via Terza Armata è stato approvato il 12.11.2007 per un costo complessivo di oltre due milioni di euro. I lavori sono stati assegnati all’impresa Taverna di San Giorgio di Nogaro.
La strada e il parcheggio hanno uno sviluppo di 996 m, per una larghezza totale di m. 12 (marciapiede di m. 2,25, carreggiata di m. 8,00 e banchina di m. 1,75). L’arteria viaria sarà al servizio delle attività produttive presenti e di quelle programmate nell’area per il futuro.

La zona sulla quale viene a insediarsi il comprensorio degli Insediamenti Produttivi riguarda un’area situata ad est della città di Gorizia, parallela a via Terza Armata e a ridosso del confine di stato con la Slovenia. Il P.I.P. di via III Armata è stato adottato dal Consiglio Comunale con propria delibera ed è divenuto efficace con la pubblicazione sul B.U.R. del 1984. Alla fine del 1984 l’Amministrazione comunale ha approvato il progetto generale delle infrastrutture del P.I.P. dividendo il progetto in più Stralci. Il primo Stralcio ha riguardato circa ¼ della superficie intera del comparto ed è stato ultimato a settembre del 1989, finanziata dalla Camera di commercio di Gorizia. Il secondo Stralcio riguardava la restante superficie del comparto e prevedeva una spesa totale di £. 4.792.389.550, anch’esso finanziato dal Camera di commercio. L’appalto dei lavori subiva notevoli ritardi per le difficoltà incontrate nel recepimento ed introduzione di innovazioni normative sulle opere pubbliche e nel 1997 veniva affidato all’ing. Giuseppe Gratton di Gorizia. A seguito del decesso dell’ing. Gratton, avvenuta nel 2003, l’Amministrazione Comunale ha deciso di portare a termine la progettazione mediante il personale interno.
Nel 2004 la Camera di commercio ha comunicato la revoca dei contributi concessi per la realizzazione delle infrastrutture del Pip relative al 2° Stralcio; l’Amministrazione si è subito attivata per il rifinanziamento dell’opera. Nel marzo 2006 l’ente camerale ha concesso un contributo di un milione 800mila euro per la realizzazione delle opere di Urbanizzazione. Tali infrastrutture sono necessarie sia per risolvere il problema dell’innesto dei flussi veicolari generati dagli insediamenti produttivi sia per fornire le urbanizzazioni primarie necessarie al funzionamento delle strutture già sistemate e quelle che si insedieranno nell’ambiti summenzionato e nell’ultimo lotto del Pip.

sabato 5 giugno 2010

4 vescovi, il sacerdozio, le famiglie: letera pastorale

Aiutiamo i giovani a dire «sì» al sacerdozio versione testuale


Lettera pastorale comune dei vescovi del Friuli-Venezia Giulia



UDINE (4 giugno, ore 16) - La Chiesa può vivere senza preti? No. Ecco perché i vescovi del Friuli Venezia Giulia a conclusione dell’Anno Sacerdotale, indetto dal Santo Padre Benedetto XVI, scrivono, per la prima volta insieme, la Lettera pastorale «‘Seguitemi, vi farò pescatori di uomini’ (Mt 4,19). Come accompagnare i chiamati al presbiterato diocesano». Essa viene consegnata alle comunità, in particolare alle famiglie, “per raccomandare e sostenere l’interesse e l’impegno verso la vocazione al sacerdozio” delle chiese di Gorizia, Udine, Trieste, Concordia – Pordenone.



La Lettera “è nata dal desiderio di far comprendere quanto a noi Vescovi stiano a cuore i sacerdoti. E con la speranza che essa contribuisca a rinnovare, nelle nostre diocesi, la stima e l’amore verso di essi e il loro ministero e dia impulso per una più convinta azione a favore dei chiamati al presbiterato” che sono più numerosi di quanto non si creda.



Dino De Antoni, arcivescovo di Gorizia, Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, Giampaolo Crepaldi, arcivescovo-vescovo di Trieste, Ovidio Poletto, vescovo di Concordia-Pordenone non nascondono il fatto che nelle nostre terre si stia perdendo il significato di una esistenza donata nel matrimonio cristiano, nella consacrazione verginale, nel presbiterato e si dicono preoccupati perché “si è steso un velo di silenzio, in particolare, sulla vocazione al sacerdozio. Non se ne parla nelle famiglie e poco anche nelle nostre comunità cristiane. I ragazzi e i giovani spesso non sanno più cosa sia il seminario. Se nasce in loro il desiderio di diventare preti non sanno neppure a chi rivolgersi per farsi aiutare”.



I vescovi ripropongono la figura del prete come “padre, guida e amico di tante sorelle e fratelli, capace di capirli perché condivide con essi la loro stessa vita”. Definiscono straordinaria la sua vocazione, perché “nessun altro uomo, per quanto santo, ha il potere di consacrare il pane e il vino nella celebrazione eucaristica e rendere realmente presente il Corpo e il Sangue di Gesù, crocifisso e risorto. Nessun altro uomo, può ardire di dichiarare in prima persona: ‘Ti assolvo dai tuoi peccati’ né può avere la forza di predicare il Vangelo con l'autorità di Gesù e della Chiesa”.



Forte, dunque, l’invito, quasi un appello alle famiglie perché aiutino i loro figli a scoprire la propria vocazione, comunque sia orientata, e alla Chiesa perché “non abbandoni a se stessi i figli che hanno nel cuore la vocazione al presbiterato”.



I vescovi non si limitano all’esortazione, danno anche indicazioni pratiche. La prima è la preghiera, seguono l’annuncio e la testimonianza. Le famiglie possono far molto per individuare e sostenere i primi germi di una vocazione, ma molto può fare anche la comunità educante, dal sacerdote ai catechisti, agli altri educatori. E una volta scoperto il germe vocazionale, questo va coltivato. In che modo? Con la direzione spirituale e i gruppi vocazionali distribuiti sul territorio rivolti a fanciulli, giovani e adulti. Indispensabili, infine, una Comunità vocazionale per ogni diocesi ed il Seminario. In Friuli Venezia Giulia ce ne sono due: il Seminario diocesano di Concordia-Pordenone e il Seminario interdiocesano di Udine-Gorizia-Trieste. “Essi – scrivono i Vescovi – hanno alle spalle una lunga tradizione educativa che noi ci impegneremo a mantenere ed ulteriormente migliorare”. E concludono con questo appello ai sacerdoti, diaconi, consacrati e fedeli delle quattro diocesi: “Vi consegniamo questa Lettera pastorale nella speranza che essa contribuisca a rinnovare nelle nostre diocesi la stima e l’amore verso i sacerdoti e il loro ministero e dia impulso per una più convinta azione a favore dei chiamati al presbiterato. L’abbiamo scritta perché sia diffusa e sia letta dal maggior numero di cristiani; in tal modo ognuno potrà contribuire ad avere nuovi e santi sacerdoti”.

Domenica 6 giugno 2010


SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO C)

PRIMA LETTURA (Gen 14,18-20)
Offrì pane e vino.
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole:
«Sia benedetto Abram dal Dio altissimo,
creatore del cielo e della terra,
e benedetto sia il Dio altissimo,
che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
E diede a lui la decima di tutto.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 109)
Rit: Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi». Rit.

Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici! Rit.

A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell’aurora,
come rugiada, io ti ho generato. Rit.

Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek». Rit.
SECONDA LETTURA (1Cor 11,23-26)
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Parola di Dio
SEQUENZA
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.
Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
VANGELO (Lc 9,11-17)
Tutti mangiarono a sazietà.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
La Parola che abbiamo ascoltato e accolto ci aiuti a comprendere sempre meglio il dono che Cristo fa a noi di sé stesso. Egli, Parola di Dio fatta carne, conosce ciò di cui abbiamo bisogno, conosce le nostre aspirazioni. Per questo osiamo farci voce del nostro mondo per presentare al Padre, con umiltà e fiducia, le nostre invocazioni.
L - Preghiamo insieme e diciamo:Ascoltaci, o Signore
Per la Chiesa, perché non rinunci alla testimonianza e al dialogo per essere segno e via di riconciliazione e di pace, perché nutra gli uomini con la Parola di Dio e il dono dell’Eucaristia, preghiamo.
Per Santo Padre, il Papa Benedetto XVI, per i Vescovi e i Presbiteri, che partecipano del Sacerdozio di Cristo, perché vivano con gioia e fedeltà il mistero che celebrano e ci aiutino a ravvivare la nostra fede nel Sacramento dell’Altare, preghiamo.
Per la società civile, perché trovi esempi, modelli e strumenti per edificare una convivenza rispettosa di tutti, solidale con i più deboli, aperta a coloro che chiedono aiuto, capace di diffondere serenità e speranza, preghiamo.
Per le famiglie, perché siano aiutate a superare conflitti e divisioni, e trovino nel dialogo e nella capacità di dono reciproco la forza per educare le nuove generazioni al sacrificio e all’impegno per la giustizia, preghiamo.
Per tutti coloro che non hanno un lavoro o lo hanno perso a causa della crisi economica, perché ogni uomo si attivi concretamente nel dare loro la speranza di un imminente futuro migliore, frutto di comunione e di condivisione, preghiamo.
Per la nostra Comunità parrocchiale, perché quando si raduna a celebrare l’Eucaristia si accorga di formare il corpo di Cristo, sia capace di accoglienza e si renda consapevole degli atteggiamenti di testimonianza dell’unità per superare le divisioni sociali, preghiamo.
Per il nostro fratello Taverna Ezio che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché vivano in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.

C – Donaci la tua forza, o Signore nostro Dio, e ascolta le nostre preghiere. Fa’ che la nostra celebrazione sia per noi incoraggiamento a camminare in novità di vita per aver preso parte al convito che ci dona la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.



Spada Femminile

Ottimo secondo posto per l'Italia di Spada femminile impegnata a Montreal nella gara a squadre nel Grand Prix FIE. Le ragazze del Commissario Tecnico, Sandro Cuomo hanno infatti disputato un ottimo torneo uscendo sconfitte, col punteggio di 45-37, dall'assalto di finale contro la Germania. Più che soddisfacente dunque la prova di Mara Navarria, Nathalie Moellhausen, Francesca Quondamcarlo e Bianca Del Carretto che, dopo aver battuto al primo turno la Gran Bretagna per 45-37, hanno superato ai quarti gli Stati Uniti per 42-39 e, in semifinale, la Romania col punteggio di 30-27.

Stellamaris

«Nuove rotte. Sulle strade degli uomini del mare». È un’iniziativa davvero particolare quella promossa dall’Apostolato del mare italiano e dalla Federazione nazionale Stella Maris e rivolta ai giovani dai 18 ai 30 anni. Si tratta di una settimana, prevista dal 4 al 10 luglio, durante la quale i partecipanti potranno conoscere meglio la realtà della gente di mare e i diversi aspetti dell’accoglienza dei marittimi nei porti italiani. Le attività proposte mirano a formare nuove figure di giovani volontari che intendano dedicare alcune ore settimanali all’accoglienza nei centri Stella maris come quello istituito tre anni fa a Porto Nogaro, dove i marittimi trovano accoglienza, un internet point e una piccola biblioteca multilingue, notizie, servizi e assistenza anche spirituale Per informazioni e iscrizioni: tel. 010/8938374; web: www.stellamaris.tv

Doni di Gesù

La Chiesa friulana ha due nuovi preti
L'arcivescovo Mazzocato: "Don Davide e don Ilario, doni di Gesù"

UDINE (30 maggio, ore 8) - La chiesa udinese ha due nuovi sacerdoti: don Davide Gani e don Ilario Virgili. Sabato, nella cattedrale di Udine si è svolta la celebrazione d’ingresso nel clero di questi due nuovi “doni”, come li ha definiti l’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato. “Siete un dono straordinario che Gesù, Buon Pastore ha riservato alla Chiesa di Udine – ha detto durate l’omelia - a conclusione del’Anno sacerdotale. E’ stato un anno di tante preghiere per i sacerdoti e per la loro santificazione e di tante grazie per loro perché abbiamo bisogno di pastori che siano, prima di tutto, santi, esempio di fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e di amore per i fratelli. L’anno sacerdotale si conclude per noi con la grazia più grande: la consacrazione di due giovani al presbiterato”.
La cattedrale era gremita di persone che non sono volute mancare all’appuntamento: parenti, amici e autorità dei paesi di provenienza dei due giovani. Don Davide Gani ha 25 anni e arriva dalla parrocchia di Fraforeano di Ronchis e svolge servizio diaconale a San Daniele. Don Ilario Virigili, invece è di Bertiolo e ha 34 anni. Lui svolge servizio diaconale nella pieve di Buja. “ I sacerdoti sono indispensabili e insostituibili nella Chiesa – ha detto l’arcivescovo - essa è ricca di tanti altri carismi e ministeri che, però, non possono supplire il servizio del vescovo con i suoi sacerdoti. Attraverso di essi Gesù continua a compiere quelle azioni grazie alle quali ogni credente può veramente incontrarlo: ascoltare ancora Lui che parla, entrare nel suo Cuore misericordioso che sempre ci perdona, partecipare della sua stessa vita mangiando il suo Corpo nell’eucaristia. Per questo non ci stanchiamo e non ci stancheremo di impegnarci a favore dei ragazzi, giovani, e anche adulti, che Gesù chiama a seguirlo nella grande vocazione al presbiterato”.

Foglio Parrocchiale:Domenica 30 Maggio 2010



Domenica 30 maggio 2010

Parrocchia di San Giorgio Martire
Foglio per i Lettori e il Celebrante       
 SANTISSIMA TRINITA' (ANNO C)



PRIMA LETTURA (Pr 8,22-31)
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.
Dal libro dei Proverbi

Così parla la Sapienza di Dio:
«Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività,
prima di ogni sua opera, all’origine.
Dall’eternità sono stata formata,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata,
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;
prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io fui generata,
quando ancora non aveva fatto la terra e i campi
né le prime zolle del mondo.
Quando egli fissava i cieli, io ero là;
quando tracciava un cerchio sull’abisso,
quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell’abisso,
quando stabiliva al mare i suoi limiti,
così che le acque non ne oltrepassassero i confini,
quando disponeva le fondamenta della terra,
io ero con lui come artefice
ed ero la sua delizia ogni giorno:
giocavo davanti a lui in ogni istante,
giocavo sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 8)
Rit: O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi? Rit.

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi. Rit.

Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 5,1-5)
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza.
La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.
Alleluia.
VANGELO (Gv 16,12-15)
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Il Padre, che ci ha creato, ha mandato a noi il Figlio perché ci mostrasse il suo volto di amore e attraverso di lui ci ha donato lo Spirito, perché vivessimo in comunione con lui e tra di noi. Contemplando il mistero della Trinità, invochiamo la bontà divina perché la nostra vita sia sempre più trasfigurata a sua immagine.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Trinità santa, unico Dio,
ascolta la nostra preghiera.
Per la Chiesa, perché scopra la sua natura di comunione e trovi nel mistero della Trinità il modello a cui conformarsi e la fonte da cui trarre forza per la sua missione di testimonianza nel mondo, preghiamo.
Per il mondo, spesso diviso e lacerato, perché possa vedere nei cristiani un esempio di fraternità e di solidarietà che aiuti a superare barriere e conflitti, per costruire una civiltà della pace e dell’amore tra gli uomini, preghiamo.
Per le famiglie, perché sappiano educare i figli ad una vita sociale e affettiva carica di positività e di impegno reciproco, preghiamo.
Per la nostra Comunità parrocchiale, perché sappia accogliere tramite gli operatori pastorali i nuovi battezzati con la sapienza e l’Amore che Gesù ci ha insegnato , preghiamo.
Per noi, qui presenti, perché nella riflessione e nella preghiera sperimentiamo il Signore vicino e dalla sua presenza attingiamo fiducia per essere buoni seminatori del Vangelo, preghiamo.
C – Dio di bontà e di misericordia, che nella tua sapienza ci hai creato a tua immagine e che ci hai redento attraverso Gesù, guida con il tuo Spirito la nostra vita perché possiamo camminare verso di te; rinnova di continuo il dono dell’alleanza con la tua Chiesa, perché in essa possiamo partecipare alla tua vita di comunione e possiamo raggiungere un giorno la pienezza nell’incontro con te. Te lo chiediamo attraverso Gesù Cristo che con te e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli.  
T - Amen.



Foglio della Collaborazione Pastorale Di San Giorgio di Nogaro

Il Papa a 50 anni dal sisma in Friuli: il ricordo della tragedia promuova fraternità e carità

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